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Dopo l’inizio della guerra, la Germania divenne riferimento per una nuova idea europea e il difensore politico e militare della sua civiltà millenaria, pertanto anche laboratorio di studio per un progetto di unificazione continentale. La battaglia ideologica si sarebbe giocata con la propaganda, gli approfondimenti politici e culturali con i seminari e i convegni; mentre la rivoluzione europea sarebbe esplosa sui campi di battaglia, combattendo nei ranghi del primo esercito politico a vocazione europea: la Waffen SS. “Germanische Gemeinschaft” (Comuntà germanica) rientra in ambedue le situazioni, perché oltre a porre in evidenza come il volontariato nella SS costituisca la punta di diamante per la costruzione della nuova Europa, descrive, con articoli di qualità e coinvolgenti illustrazioni, anche la profondità culturale e spirituale di questa nuova costruzione politica continentale, riallacciandosi alle sue radici nordiche e germaniche. Mentore di questa pubblicazione di propaganda, apparsa in due fascicoli tra il 1941 e il 1942, fu Franz Riedweg, SS-Obersturmbannführer, veterano delle campagne di Polonia, Francia e fronte orientale. Per Riedweg, il nuovo ordine europeo sarebbe dovuto nascere dalla fratellanza di sangue e spirito dei volontari SS che avevano dimostrato di essere l’autentica aristocrazia politica e militare del continente.
Cartonato, 21,5 x 30,5 cm. pag. 128 riccamente illustrato con foto b/n
Queste pagine (…) non vogliono essere una biografia di Adolf Hitler e nemmeno la narrazione cronologica della sua attività politica negli ultimi anni, ma intendono fissare in una raccolta frammentaria e pure intimamente organica i ricordi personali di giornate decisive di lotta e di momenti sublimi, che l’autore poté vivere negli ultimi anni accanto al suo Führer, fino alla conquista del potere. “Io voglio esporre lo svolgimento storico degli avvenimenti, così come io personalmente l’ho visto e sentito. Dai singoli quadri di questa lotta faustiana, di questo metodo di lavoro fantasticamente moderno, di questa veramente eroica battaglia per la vittoria della rivoluzione nazionale, il lettore potrà formarsi da solo un quadro ben definito della personalità di Adolf Hitler. E forse sarà rivelato a qualcuno non solo l’Uomo Adolf Hitler, ma anche il segreto del suo successo”.
Riproposizione dello scritto di Telesio Interlandi che negli anni trenta fece pubblicare questo suo scritto dove analizzava le vicissitudini degli ebrei in Italia.
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 90 con alcune illustrazioni b/n
Entrare nell’intimità di Adolf Hitler per cercare di comprendere la psicologia dell’uomo. Henry Picker, che per alcuni mesi sostituì lo stenografo Heinrich Heim nelle funzioni di trascrittore, riporta fedelmente i discorsi e le conversazioni avute dal Führer durante i banchetti che ebbero luogo nei due quartieri generali di Wolfsschanze e Werewolf. Davanti a pochi uomini di fiducia, Hitler faceva valere la sua fama di abile conversatore per catturare l’attenzione dei commensali con discorsi che molto spesso assumevano i tratti del monologo. Oltre al fanatismo tipico delle sue orazioni pubbliche, l’occasione informale lasciava trapelare alcuni dettagli personali meno conosciuti: dai ricordi d’infanzia alle convinzioni che risiedevano alla base del progetto politico e ideologico nazionalsocialista. Un documento storico che riporta alla luce una versione ancora sconosciuta dello statista tedesco.
La Prima Guerra mondiale termina l’11 novembre 1918, ma è allora che cominciano ad affiorare i primi problemi dovuti ad essa. L’attività bellica proseguì per alcuni mesi in Europa centrale e orientale, in un susseguirsi di conflitti, qualche volta civili, qualche volta internazionali, di cui forse i più importanti sono quelli che hanno avuto origine dalla rivoluzione tedesca. Quei mesi di lotte confuse configureranno molti degli elementi che modelleranno la successiva situazione politica e strategica europea: essi pertanto costituiscono un legame indispensabile tra il primo e il secondo conflitto mondiale. Reduci dalle trincee della Prima Guerra mondiale, i Corpi franchi riemergono per combattere sia nel fronte interno contro le sovversioni bolscevico-spartachiste che nel fronte esterno a difesa dei confini che erano diventati facile preda delle mire annessionistiche dei paesi confinanti. Questa è la storia militare e politica dei Corpi franchi, senza il contributo personale di questi uomini e, in particolare, dello spirito di queste formazioni, così diverso dal vecchio esercito imperiale. risulterebbe difficile capire aspetti importanti del regime nazionalsocialista e soprattutto delle sue èlite militanti, come le SA e le SS.
Brossura, 17 x 24 cm. pag. 278 + 64 pagine fuori testo con foto b/n
L’interesse di questo libro è dato, indubbiamente, dall’intersezione tra l’argomento e il suo autore. Per l’autore l’espressione più autentica dello spirito europeo è data dalla Germania. Si parla di Germania in un’accezione del tutto particolare, di quel legame invisibile e fortissimo tra il sangue, il suolo e le “idee senza parole” di cui parlava Spengler. Tutto questo attraverso un’analisi del periodo che separa la sconfitta della Germania nella Prima guerra mondiale dall’avvento al potere dei nazionalsocialisti soprattutto indagando le correnti ideologiche e politiche della cosiddetta “Rivoluzione conservatrice.
L’interesse di questo libro è dato, indubbiamente, dall’intersezione tra l’argomento e il suo autore. Per l’autore l’espressione più autentica dello spirito europeo è data dalla Germania. Si parla di Germania in una accezione del tutto particolare, di quel legame invisibile e fortissimo tra il sangue, il suolo e le idee senza parole di cui parlava Spengler: la Germania di Romualdi è una specificazione, o meglio l’esempio maggiormante significativo dell’Europa e della sua anima. Tutto questo attraverso un’analisi del periodo che separa la sconfitta della Germania nella Prima Guerra Mondiale dall’avvento al potere dei nazionalsocialisti soprattutto inagando le correnti ideologiche e politiche della cosiddetta Rivoluzione conservatrice.
La storia del nazionalsocialismo e del Terzo Reich viene raccontata in questo libro attraverso le parole di Hitler: il progetto di Reich mondiale, gli altoatesini in Crimea, l’Est europeo trasformato in una grande colonia con città germaniche fortificate in mezzo a campagne abitate da milioni di non cittadini. E ancora: i commenti sugli alleati e sui nemici, la passione per le automobili e la conoscenza dei dettagli tecnici di aerei e carri armati. Infine, la guerra per la conquista del mondo secondo il Führer, così come emerge dall’analisi delle conversazioni pubbliche e private fatte stenografare puntualmente per anni. Ne esce un ritratto a tutto tondo del Führer, arricchito anche dai documenti conservati negli archivi ex sovietici, messi a disposizione degli studiosi solo recentemente. Veniamo a sapere così che Stalin non scomparve affatto dal Cremlino all’indomani dell’attacco tedesco nel 1941 e che i sovietici avevano preparato i piani per un attacco preventivo alla Germania. Gli Alleati sapevano già nel 1939 del protocollo segreto aggiuntivo al patto Ribbentrop-Molotov e nel 1944 avevano foto aeree che mostravano lo smantellamento del campo di Auschwitz.
Con la crociata contro gli albigesi, scatenata nel XIII secolo dalla Chiesa di Roma per reprimere l’eresia catara che aveva illuminato per quasi duecento anni il sud della Francia, si chiude per l’Occidente medioevale un’epoca incantata: la civiltà cavalleresca, animata da coraggio e lealtà, ingentilita dalla poesia e impreziosita da una profonda spiritualità, viene spazzata via con inaudita crudeltà. Cominciano qui i veri “secoli bui”, dominati dalla sprezzante signoria della materia potere temporale dei papi, centralità del commercio, proliferazione delle banche, circolazione del denaro. Nel 1933 il tedesco Otto Rahn, appassionato studioso del Medio Evo, dà alle stampe “Crociata contro il Graal”, frutto di anni di ricerche volte a ricostruire la storia sconosciuta di quella civiltà raffinatissima e dimenticata, imperniata sul culto misterioso del leggendario Graal.
Quello che accadde nella notte del 15 ottobre del 1946 giustifica pienamente il titolo del mio libro. In piena notte, nelle ore durante le quali agiscono i furfanti, venne messa a morte una parte consistente della classe politico-militare della Germania. Le principali accuse che verranno mosse contro gli imputati di quel processo, poi conclusosi con dodici condanne a morte, erano quelle di “delitti contro l’umanità” e “comune senso di cospirazione atto a mandare ad effetto quei delitti”. Sul piano del Diritto, la Corte Internazionale che stabilì le pene per quegli esponenti del Terzo Reich, appaiono, con elementare evidenza, una grande impostura che non ha precedenti nella storia. Legge retroattiva (nullum crimen, nulla poena sine lege) ideata ad hoc; formulata per puro spirito di vendetta che poco ha che vedere col diritto delle genti, ma molto ha a che fare con la barbarie”.
Dall’indice: 1) Il giudaismo rabbinico. 2) Il Talmud. 3) Il giudaismo attuale è maledetto, riprovato e condannato da Dio. 4) La questione giudaico-americana. 5) Millenarismo gioachemita. 6) L’ebraismo non esiste? 7) Epilogo
Tra gli artefici principali dell’ardua e straordinaria conquista del potere da parte di Adolf Hitler, che il 30 gennaio 1933 è Cancelliere del Reich, vi è un uomo: Joseph Goebbels. Questo libro è la storia di questa lotta e del successo conseguito dal Fuhrer, da Goebbels e dal Movimento tutto per la Germania e per il suo Popolo.
La notevole personalità di Goebels, un’insieme di pragmatismo, ottimismo, fede nell'”Eterne Germania” e in Hitler, unita a doti intellettuali e organizzative di assoluto rilievo, portarono un’atmosfera nuova che spezzò l’empasse in cui si dibatteva il movimento nazionalsocialista nella capitale tedesca. Aveva così inizio il “Kampf un Berlin”, la lotta per la conquista di Berlino.
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 122 con 42 foto e illustrazioni b/n
Può sembrare incredibile, eppure lo scritto di Massimo D’azeglio è sorprendentemente attuale, attuale non certo per i contenuti specifici, quanto per lo spirito che lo anima e lo pervade, per il modo di porsi di fronte ai problemi. Alcuni dei mali di oggi: pressapochismo, buonismo, esterofilia al limite del ridicolo, hanno radici antiche, talmente antiche da far venire il dubbio che si possa trattare di una sorta di “italica” ereditarietà. Se durante la lettura si sostituisce la parola “israelita” con “immigrato” e “Obama” al posto di “Pio IX”, sembrerà di leggere , stile a parte, non un testo del 1848 ma, un articolo o una intervista di sorprendente attualità.
L’SS-SturmbanführerAlbert Hartl, un ex sacerdote cattolico che rinnegò la propria religione (apostasia), aderì allo NSDAP nel 1933, per poi entrare, nel 1934, nella SS. Dal novembre del 1935, fu alle dipendenze – come capo della Sezione II 113 “Politische Kirchen” (“Chiese politiche”) dell’AmtII “Gegnererforschung” (“Investigazione sul nemico”) – del Servizio di Sicurezza (SD) di Reinhard Heydrich. Nel Reichssicherheitshauptamt(RSHA, Direzione generale per la Sicurezza del Reich) – istituito il 27 settembre 1939 a seguito della fusione tra la Polizia di sicurezza (Gestapoe Kripo) e lo SD -, è in qualità di ufficiale dell’AmtIV B 1 “Politischer Katholizismus” (“Cattolicesimo politico”) che Hartl fu incaricato di spiare la Chiesa cattolica. Con lo pseudonimo di Anton Holzner, scrisse, per la Nordland-Verlag (la “casa editrice della SS”), i quattro libri qui proposti in un’unica edizione.
Il volume presenta, in lingua italiana, la raccolta di ritratti fotografici del Führer della Germania nazionalsocialista realizzata nel 1939 da Heinrich Hoffmann accompagnata, come nell’originale, da una riflessione di Baldur von Schirach. Di questo volume è stata realizzata una tiratura speciale di soli 24 esemplari, ciascuno dei quali contrassegnato a mano con lettera runica.
Collana di volumi essenzialmente fotografici a colori di un pool di editori tedeschi (Arndt – Pour le Merite…) dedicati alla Germania, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. L’originalità di questi libri sono proprio le bellissime foto a colori originali risalenti all’epoca descritta. Gli argomenti trattati vanno dalle parate nelle diverse città tedesche ai decorati con Ritterkreuz, dagli aspetti prettamente militari a quelli politici. Ogni volume di circa 150/160 pagine presenta una parte introduttiva di circa 30 pagine in lingua tedesca a cui fa seguito la parte fotografica a colori, di cui molte a piena pagina, con esaustive didascalie. Questo secondo volume di una trilogia dedicata al Museo di Monaco – la Casa dell’Arte tedesca – dove venne allestita la “Grande Esposizione tedesca” dal 1937 al 1944, ripropone in particolare quella che era la nuova pittura tedesca. I quadri esposti si occupavano del mondo contadino, artigiano, dell’industria, della famiglia, mondo quotidiano, animali, ritratti e nature morte. L’opera, veramente pregevole, che ricostruisce parte del catalogo disperso dopo il 1945, è frutto di una lunga e appassionata ricerca in collezioni private, archivi e musei, sia in Germania che all’estero.
Cartonato 21 x 30, cm. pag. 160 interamente illustrato con circa 10 foto b/n e 166 riproduzioni di dipinti acolori
Collana di volumi essenzialmente fotografici a colori di un pool di editori tedeschi (Arndt – Pour le Merite…) dedicati alla Germania, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. L’originalità di questi libri sono proprio le bellissime foto a colori originali risalenti all’epoca descritta. Gli argomenti trattati vanno dalle parate nelle diverse città tedesche ai decorati con Ritterkreuz, dagli aspetti prettamente militari a quelli politici. Ogni volume di circa 150/160 pagine presenta una parte introduttiva di circa 30 pagine in lingua tedesca a cui fa seguito la parte fotografica a colori, di cui molte a piena pagina, con esaustive didascalie. Il volume in questione è il secondo volume di una trilogia dedicata al Museo di Monaco – la Casa dell’Arte tedesca – dove venne allestita la “Grande Esposizione tedesca” dal 1937 al 1944, ripropone in particolare quella che era la nuova pittura tedesca. I quadri esposti si occupavano del mondo contadino, artigiano, dell’industria, della famiglia, mondo quotidiano, animali, ritratti e nature morte. L’opera, veramente pregevole, che ricostruisce parte del catalogo disperso dopo il 1945, è frutto di una lunga e appassionata ricerca in collezioni private, archivi e musei, sia in Germania che all’estero.
Cartonato, 21 x 30 cm. 158 con 16 foto a colori, 3 foto b/n e 135 riproduzioni di dipinti a colori
Collana di volumi essenzialmente fotografici a colori di un pool di editori tedeschi (Arndt – Pour le Merite…) dedicati alla Germania, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. L’originalità di questi libri sono proprio le bellissime foto a colori originali risalenti all’epoca descritta. Gli argomenti trattati vanno dalle parate nelle diverse città tedesche ai decorati con Ritterkreuz, dagli aspetti prettamente militari a quelli politici. Ogni volume di circa 150/160 pagine presenta una parte introduttiva di circa 30 pagine in lingua tedesca a cui fa seguito la parte fotografica a colori, di cui molte a piena pagina, con esaustive didascalie. Il volume in questione fa riferimento ai superbi disegni degli artisti tedschi che hanno disegnato soggetti militari, ad esempio Elk Ebert, Rudolf Lipus, Ferdinand Spiegel, Ernst Krause, Paul Roloff, Georg Siebert, Wilhelm sauter, Wolfgang Willrich e molti altri.
Cartonato, 21 x 30 cm. pag. 158 con 12 illustrazioni b/n e colori e 179 riproduzioni di dipinti a colori
Quando Adolf Hitler divenne il Führer della Germania, la nazione di cui prese le redini era quella in cui la depressione si era presentata più acuta nella sua dimensione economica e ancor più drammatica nelle sue ricadute sociali. La Germania era una nazione prostrata, alla bancarotta. Il Nazionalsocialismo la fece risorgere, risvegliando nella popolazione la fiducia verso l’avvenire. Rimarranno sbalorditi i lettori nell’apprendere, attraverso le parole di Alfred-Ingemar Berndt, l’autore del testo, su come il Nazionalsocialismo, nei primi quattro anni d’intervento, corrispondenti appunto al primo piano quadriennale — anni veramente decisivi —, sia riuscito a risollevare politicamente e socialmente la Germania, attraverso la mobilitazione entusiastica del popolo tedesco e l’adozione di provvedimenti a tutto campo, efficaci e rivoluzionari, che assorbirono la disoccupazione, consentendo di parlare di un autentico miracolo politico ed economico: il miracolo hitleriano. Mentre il resto del mondo continuava a restare bloccato dalla paralisi economica – gli USA e la Gran Bretagna, in primis – annaspando nel vortice di una grande depressione, il Nazionalsocialismo fece della Germania un’isola felice di prosperità sociale e culturale.
Una linea di pensiero afferma che, se mai si dovesse dedicare una giornata al ricordo di ogni gruppo etnico, popolo, categoria o minoranza che si sia ritenuta perseguitata dal Terzo Reich, non basterebbero i giorni dell’anno. L’analisi di questo libro, si riferisce alla persecuzione di zingari e omossessuali.
1941: l’anno del lancio dei paracadutisti su Creta, dell’offensiva di Rommel in Libia, ma soprattutto, l’anno in cui avrebbe avuto inizio l’Operazione Barbarossa, l’attacco di proporzioni gigantesche all’Unione Sovietica di Stalin. La Germania di Adolf Hitler dovette fare appello a tutte le forze per poter destreggiarsi tra i molteplici fronti aperti. Alla mobilitazione generale avrebbero concorso più voci, non ultima quella di Kurt Eggers con il suo “Von der Feindschaft”. Già volontario nelle Waffen-SS, il suo richiamo all’amore per la Germania, al giuramento di fedeltà al Führer, alla consapevolezza del proprio dovere come soldato non poteva risultare estraneo né rimanere relegato nel mondo delle idee. Paladino dell’azione ardimentosa, al cristiano “ama i tuoi nemici” contrapponeva l’idea di ostilità – l’odio come moto dell’istinto, come espressione della volontà dell’anima; al vecchio mondo dei borghesi e degli schiavisti, il nuovo mondo in cui si portava a compimento la legge tedesca; alla paura della sofferenza, la sua accettazione come necessaria all’atto creativo. Fino a giungere alla consapevolezza che esistono lotte per la vita e la morte che possono concludersi soltanto con la vittoria assoluta del più forte e il totale annientamento dell’idea sconfitta. Tutto ciò si traduceva per Eggers e per i suoi camerati in un solo comandamento: “Vorwärts!”, “Avanti!”.
Perfetto connubio tra mito e realtà, specchio di un ideale di vita nonché di società, Von der Freiheit des Kriegers nacque nel 1940 dalla penna di un Kurt Eggers reduce dalla fin troppo semplice campagna di Polonia. Sceso, seppur momentaneamente, dal Panzer, il “poeta-guerriero” non si adagiò sugli allori, ma vergò queste pagine con un solo e unico scopo: esortare i pochi cui si appellava a esser sempre e comunque desti. Quei pochi erano i guerrieri: i custodi e i servitori della Montagna di Mezzanotte.
Anche se molti sono portati a pensare che il Nazionalsocialismo abbia prodotto una quantità strabocchevole di film propagandistici e antisemiti, nella realta, sulle oltre mille pellicole prodotte dal 1933 al 1945 – 1094 secondo Gerd Albrecht nel suo Nationalsozialistische Filmpolitik – relativamente poche sono quelle destinate alla propaganda più diretta – 153 sempre secondo Albrecht – e di queste solo tre sono nettamente antisemite: Jud Siiss (Suss l’Ebreo) di Veit Harlan, Die Rothschild (I Rothschild) di Erik Washenek e Der ewige Jude (L’eterno ebreo) di Fritz Hippler tutti realizzati nel 1940. Quest’ultimo, a differenza degli altri che seguivano una trama con dialoghi e quant’altro, ebbe un taglio documentaristico.
L’opera viene definita “opuscolo di propaganda” (Werbeschrift) oppure “Il piccolo ABC del Nazionalsocialista” (“Das kleine abc des Nationalsozialisten”, come riporta la seconda pagina della pubblicazione).È in forma di dialogo in cui un Nazionalsocialista risponde alle domande di un lavoratore tedesco. È l’unico testo in cui i Nazionalsocialisti definirono se stessi come “Nazi”, ma é da rilevare che tale espressione, che compare nel titolo, non ap-pare invece mai nel testo. Vista la particolarità, si è deciso di mantenere il titolo originale, traducendo il sottotitolo.
Brossura 14 x 21 cm. pag. 58 con diverse illustrazioni b/n
Franz Wallner Prezzo di listino 36.00 (sconto 35%)
Collana di volumi essenzialmente fotografici a colori di un pool di editori tedeschi (Arndt – Pour le Merite…) dedicati alla Germania, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. L’originalità di questi libri sono proprio le bellissime foto a colori originali risalenti all’epoca descritta. Gli argomenti trattati vanno dalle parate nelle diverse città tedesche ai decorati con Ritterkreuz, dagli aspetti prettamente militari a quelli politici. Ogni volume di circa 150/160 pagine presenta una parte introduttiva di circa 30 pagine in lingua tedesca a cui fa seguito la parte fotografica a colori, di cui molte a piena pagina, con esaustive didascalie. Il volume in questione fa riferimento all’annessionedell’Austria al Terzo Reich nel 1938.
Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag. 142 completamente illustrato con circa 74 foto a colori e 13 in b/n
Testo in lingua tedesca
Stampato nel 2003 da Arndt
Condizioni del libro: piccolo colpo nell’angolo in alto a destra
Il foglio di lotta per i difensori della Grande Berlino, così recitava la sottotitolatura, venne pensato da Goebbels per offrire una dettagliata cronaca giornaliera degli avvenimenti e per innalzare gli sforzi immensi che la popolazione civile e le varie diramazioni del partito si erano addossati per affiancare in maniera esemplare e incondizionata i combattenti. Si tratta di un giornalismo politico da prima linea che non ha il tempo, neanche la necessità, per indugiare in dotte analisi di critica ai massimi sistemi bensì rimarcare costantemente la drammaticità del momento e soprattutto l’appassionata e incredibile partecipazione collettiva a una battaglia che si andava consumando in feroci corpo a corpo nelle strade, nelle piazze, nei caseggiati. Uscendo dal 23 al 29 aprile intese offrire una immagine diretta, nitida e reale e senza infingimenti della quotidianità berlinese, delle sue indicibili sofferenze, sempre mettendo in evidenza gli innumerevoli atti di valore e la tenacia dimostrati da tutti.
Il primo numero di “Der Schulungsbrief” uscì nel marzo 1934. Era presentato dall’ideologo Alfred Rosenberg e portava altresì la firma di Roberto Ley, capo del Fronte del lavoro. Il titolo della rivista significa letteralmente “Lettera di formazione” intendendosi nel senso di “testo di preparazione politica”. Scorrendo le pagine risulta evidente che la naturale attenzione della dirigenza tedesca alla prosperità e sicurezza del proprio Paese non è mai disgiunta dall’ansia di un’Europa unita e forte, nobilitata dal diritto al lavoro e dalla pari dignità che deve essere riconosciuta al bracciante come allo scienziato, all’operaio come al docente universitario. Il periodico merita di essere riscoperto, trattandosi di una rara opportunità per una diretta rappresentazione politico-sociale della Germania hitleriana.
Brossura, 21 x 29,7 cm. pag. 210 con numerose foto b/n
Il film venne girato nel settembre del 1933 da Leni Riefenstahl. Poichè vi figurava Ernst Rohm, capo delle SA, che venne “epurato” l’anno successivo. le copie del film vennero distrutte su ordine dello stesso Hitler. Una copia è stata però recentemente ritrovata permettendo così, a distanza di più di settanta anni, di poterla riprodurre.
Nel DVD sono riprodotti oltre cento numeri di DER STURMER, la rivista a cadenza settimanale, di Julius Streicher. Il materiale messo a disposizione copre un arco di 20 anni, dal 1924 al 1944.
“17 ottobre 1923. Ieri Else mi ha regalato questo quaderno, e pertanto voglio che esso inizi con il suo nome. Oggi che cosa potrei peraltro cominciare senza di lei?” (17 ottobre 1923; prima giornata dei Diari di Joseph Goebbels)“Mi sto interessando a Hitler e al Movimento nazionalsocialista, e senz’altro dovrò farlo per un bel pezzo”. (13 marzo 1924) “Ieri abbiamo fondato una sezione locale nazionalsocialista. Sostanzialmente abbiamo parlato dell’antisemitismo. La cultura ebraica è da tempo giunta al proprio limite”. (5 aprile 1924) (…) “Nazionale e socialista! Quale delle due tendenze deve andare al primo posto, e quale è relegata invece al secondo posto? Qui da noi, all’Ovest, la questione nemmeno si pone. Prima di tutto la redenzione socialista, poi la liberazione nazionale arriverà come un vento di tempesta”. (11 settembre 1925) “In auto, andiamo a incontrare Hitler. Sta mangiando. Ma si alza immediatamente da tavola, dirigendosi verso di noi. Mi stringe la mano. Come un vecchio amico. E quei grandi occhi azzurri! Due stelle! È contento di vedermi. Io sono al settimo cielo. (…) qui parla ancora per un’altra mezz’ora. Con arguzia, ironia, umorismo, sarcasmo, con serietà, con ardore e con passione. Quest’uomo ha tutto per essere re. È un tribuno nato. Il futuro dittatore”. (6 novembre 1925).
La pubblicazione dei volumi del diario di Joseph Goebbels per la serie “Monografici della Thule Italia”, rientra nel compito di rendere nuovamente disponibili documenti da tempo introvabili. Nel caso attuale, per i diari di Goebbels si tratta e si tratta del volume relativo all’anno 1926. Ci sembra inoltre opportuno ricordare che tale diario è al contempo autentico e d’epoca, oltre a non essere mai stato revisionato da Goebbels (a differenza del giornale tenuto dal conte Galeazzo Ciano). Non ci sono quindi né segni di aggiunte né di soppressioni. Goebbels i suoi diari li aveva fatti microfilmare, trascrivere e custodire in luoghi a prova di bomba (come la camera blindata nei sotterranei della Reichsbank). “Sono troppo preziosi perché si possa rischiare che cadano vittima di qualche bombardamento” – scriveva Goebbels – “e offrono un quadro della mia intera vita e dei nostri tempi”.
1927-1928: un biennio cruciale nella vita di Joseph Goebbels. Arrivato a Berlino nel novembre 1926, quale nuovo Gauleiter, in questi due anni egli dovrà mettere in moto e sviluppare quella strategia che lo porterà ad affrontare il compito in assoluto più arduo: diffondere la Weltanschauung nazionalsocialista a Berlino – “la città più rossa d’Europa, dopo Mosca”, come lui stesso scriverà –, conquistare i cuori “d’asfalto” dei berlinesi e, al contempo, rimettere ordine in un Partito allora allo sfascio. Reduce dai successi riscossi a Elberfeld, in quel Großgau della Ruhr che l’aveva visto imporsi come dirigente politico di prima grandezza e dove erano emerse le sue incredibili doti da oratore, il nuovo Gauleiter si trovò infatti dinanzi a uno NSDAP che nella capitale poteva vantare solo poche centinaia di iscritti ed era martoriato da continui attriti e rivalità interne.
“Una notizia orribile: due uomini della SA sono stati accoltellati dai comunisti, nello Schleswig- Holstein. Sono morti! I primi segnali della tempesta in arrivo! La semenza di sangue da cui sorgerà il nuovo Reich” (9 marzo 1929).
“Conversazione con lo studente Wessel; tema: lo Stahlhelm e noi. Una questione che assume delle dimensioni sempre più serie. A tal riguardo il ‘Beobachter’ sta già operando una politica decisamente opportunistica. (…). È intollerabile. Nel Partito abbiamo ancora troppi piccoli borghesi. La cricca di Monaco è diventata insopportabile. Non sono pronto a prender parte a uno squallido e pessimo compromesso” (5 aprile 1929).
“Strasser fa una dichiarazione roboante – raccogliendo cose che ha letto qui e là – sul nuovo stile che noi dovremmo adottare. Caro il mio signor Strasser, lo stile o ce l’hai di natura, oppure non ce l’hai. Non puoi ordinarlo a bacchetta” (5 giugno 1929).
“Stennes può pure essere capace di creare la sua SA, disciplinandola e organizzandola. Ma dovrebbe però lasciare ai politici l’utilizzo di essa. In quanto soldato, non ne capisce nulla al riguardo” (6 giugno 1929).
“Solo adesso capisco che cosa rappresenti Hitler per me e per il Movimento: tutto! Tutto!” (11 settembre 1929).
“Un augurio per il mio compleanno: voglio restare vivo almeno fino al giorno in cui la patria si libererà delle sue catene. Poi la morte potrà pure giungere. Ma saprò di non aver vissuto per nulla” (29 ottobre 1929).
“Dio ci conceda di non venire mai meno al nostro coraggio, alla nostra fede, alla nostra devozione e alla nostra fedeltà. Giuro di credere nella Germania, di lavorare per la libertà del mio Popolo e di combattere fino al mio ultimo respiro. E allora: entriamo con coraggio nel nuovo anno 1930!” (31 dicembre 1929).
La pubblicazione dei volumi del diario di Joseph Goebbels per la serie “Monografici della Thule Italia”, rientra nel compito di rendere nuovamente disponibili documenti da tempo introvabili. Nel caso attuale, per i diari di Goebbels si tratta e si tratta del volume relativo all’anno 1930. Ci sembra inoltre opportuno ricordare che tale diario è al contempo autentico e d’epoca, oltre a non essere mai stato revisionato da Goebbels (a differenza del giornale tenuto dal conte Galeazzo Ciano). Non ci sono quindi né segni di aggiunte né di soppressioni. Goebbels i suoi diari li aveva fatti microfilmare, trascrivere e custodire in luoghi a prova di bomba (come la camera blindata nei sotterranei della Reichsbank). “Sono troppo preziosi perché si possa rischiare che cadano vittima di qualche bombardamento” – scriveva Goebbels – “e offrono un quadro della mia intera vita e dei nostri tempi”.
La pubblicazione del volume del diario di Joseph Goebbels relativo al 1938 per la serie “Monografici della Thule Italia”, rientra nel compito di rendere nuovamente disponibili documenti da tempo introvabili. Nel caso attuale, per i diari di Goebbels si tratta e si tratterà di volumi separati relativi agli anni 1938, 1939, 1940 e 1941. Ci sembra inoltre opportuno ricordare che tale diario è al contempo autentico e d’epoca, oltre a non essere mai stato revisionato da Goebbels (a differenza del giornale tenuto dal conte Galeazzo Ciano). Non ci sono quindi né segni di aggiunte né di soppressioni. Goebbels i suoi diari li aveva fatti microfilmare, trascrivere e custodire in luoghi a prova di bomba (come la camera blindata nei sotterranei della Reichsbank). “Sono troppo preziosi perché si possa rischiare che cadano vittima di qualche bombardamento” – scriveva Goebbels – “e offrono un quadro della mia intera vita e dei nostri tempi”. Attraverso le parole di Goebbels si potranno quindi attraversare i momenti salienti di quel 1938 – dall’Anschluss alla crisi ceca, dalla notte dei cristalli all’incontro di Monaco – nonché seguire la fervente attività del Ministro della Propaganda che ancora oggi è preso a modello per la capacità di utilizzare i mezzi d’informazione per guidare le masse.
La pubblicazione dei volumi del diario di Joseph Goebbels per la serie “Monografici della Thule Italia”, rientra nel compito di rendere nuovamente disponibili documenti da tempo introvabili. Nel caso attuale, per i diari di Goebbels si tratta e si tratterà di volumi separati relativi agli anni 1938, 1939, 1940 e 1941. Ci sembra inoltre opportuno ricordare che tale diario è al contempo autentico e d’epoca, oltre a non essere mai stato revisionato da Goebbels (a differenza del giornale tenuto dal conte Galeazzo Ciano). Non ci sono quindi né segni di aggiunte né di soppressioni. Goebbels i suoi diari li aveva fatti microfilmare, trascrivere e custodire in luoghi a prova di bomba (come la camera blindata nei sotterranei della Reichsbank). “Sono troppo preziosi perché si possa rischiare che cadano vittima di qualche bombardamento” – scriveva Goebbels – “e offrono un quadro della mia intera vita e dei nostri tempi”. Attraverso le parole di Goebbels si potranno quindi attraversare i momenti salienti degli anni ’39 e ’40, nonché seguire la fervente attività del Ministro della Propaganda che ancora oggi è preso a modello per la capacità di utilizzare i mezzi d’informazione per guidare le masse.
La pubblicazione dei volumi del diario di Joseph Goebbels per la serie “Monografici della Thule Italia”, rientra nel compito di rendere nuovamente disponibili documenti da tempo introvabili. Nel caso attuale, per i diari di Goebbels si tratta e si tratterà di volumi separati relativi agli anni 1938, 1939, 1940 e 1941. Ci sembra inoltre opportuno ricordare che tale diario è al contempo autentico e d’epoca, oltre a non essere mai stato revisionato da Goebbels (a differenza del giornale tenuto dal conte Galeazzo Ciano). Non ci sono quindi né segni di aggiunte né di soppressioni. Goebbels i suoi diari li aveva fatti microfilmare, trascrivere e custodire in luoghi a prova di bomba (come la camera blindata nei sotterranei della Reichsbank). “Sono troppo preziosi perché si possa rischiare che cadano vittima di qualche bombardamento” – scriveva Goebbels – “e offrono un quadro della mia intera vita e dei nostri tempi”. Attraverso le parole di Goebbels si potranno quindi attraversare i momenti salienti degli anni ’39 e ’40, nonché seguire la fervente attività del Ministro della Propaganda che ancora oggi è preso a modello per la capacità di utilizzare i mezzi d’informazione per guidare le masse.
La pubblicazione dei volumi del diario di Joseph Goebbels per la serie “Monografici della Thule Italia”, rientra nel compito di rendere nuovamente disponibili documenti da tempo introvabili. Nel caso attuale, per i diari di Goebbels si tratta e si tratta del volume relativo all’anno 1942. Ci sembra inoltre opportuno ricordare che tale diario è al contempo autentico e d’epoca, oltre a non essere mai stato revisionato da Goebbels (a differenza del giornale tenuto dal conte Galeazzo Ciano). Non ci sono quindi né segni di aggiunte né di soppressioni. Goebbels i suoi diari li aveva fatti microfilmare, trascrivere e custodire in luoghi a prova di bomba (come la camera blindata nei sotterranei della Reichsbank). “Sono troppo preziosi perché si possa rischiare che cadano vittima di qualche bombardamento” – scriveva Goebbels – “e offrono un quadro della mia intera vita e dei nostri tempi”. Attraverso le parole di Goebbels si potranno quindi attraversare i momenti salienti degli anni ’39 e ’40, nonché seguire la fervente attività del Ministro della Propaganda che ancora oggi è preso a modello per la capacità di utilizzare i mezzi d’informazione per guidare le masse.
La pubblicazione dei volumi del diario di Joseph Goebbels per la serie “Monografici della Thule Italia”, rientra nel compito di rendere nuovamente disponibili documenti da tempo introvabili. Nel caso attuale, per i diari di Goebbels, si tratta del volume relativo all’anno 1943. Ci sembra inoltre opportuno ricordare che tale diario è al contempo autentico e d’epoca, oltre a non essere mai stato revisionato da Goebbels (a differenza del giornale tenuto dal conte Galeazzo Ciano). Non ci sono quindi né segni di aggiunte né di soppressioni. Goebbels i suoi diari li aveva fatti microfilmare, trascrivere e custodire in luoghi a prova di bomba (come la camera blindata nei sotterranei della Reichsbank). “Sono troppo preziosi perché si possa rischiare che cadano vittima di qualche bombardamento” – scriveva Goebbels – “e offrono un quadro della mia intera vita e dei nostri tempi”. Attraverso le parole di Goebbels si potranno quindi attraversare i momenti salienti degli anni ’39 e ’40, nonché seguire la fervente attività del Ministro della Propaganda che ancora oggi è preso a modello per la capacità di utilizzare i mezzi d’informazione per guidare le masse.
Dall’immediato dopoguerra sino a oggi, il 1944 e il 1945, questi due anni di frenetici susseguirsi di eventi mondiali, sono stati ripercorsi – in innumerevoli modi e per più e più volte – da libri, documentari e film da poter fare oggi quasi apparire superflua ogni altra parola. Qualora poi tale parola provenga dalla parte dei perdenti, e per di più da un leale attore principale di quell’epopea del XX secolo, non è superflua, ma pressoché inammissibile per i vincitori materiali della Seconda guerra mondiale. Non è, infatti, né una sterile voce narrante, né un tronfio vincitore (e ancor meno un traditore), a catapultarci negli ultimi sanguinosi anni della guerra mondiale. È il dr. Joseph Goebbels, che per gli incarichi che andava vieppiù a ricoprire, la pressoché totale comunanza di vedute con Adolf Hitler e l’indiscussa fedeltà al credo Nazional-Socialista non poteva di certo abbandonarsi a una scarna e monotona cronologia di eventi.
Volume di stampo collezionistico, relativo ai riconoscimenti sportivi (badges metallici e attestati cartacei) dei membri della Hitlerjugend. Il volume, interamente illustrato, presenta le decorazioni in fotografie a colori di grande formato, in cui è possibile distinguere tutti i particolari. Sempre a colori e in grande formato sono presentati gli attestati cartacei che, accompagnavano il ricevimento del premio. Alcune immagini d’epoca in b/n e un testo specificatamente riferito al materiale trattato, completano questo interessante volume, di primaria importanza per i collezionisti di materiale sulla Hitlerjugend.
Brossura, 21 x 29,5 cm. pag. 192 riccamente illustrato a colori
Collana di volumi essenzialmente fotografici a colori di un pool di editori tedeschi (Arndt – Pour le Merite…) dedicati alla Germania, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. L’originalità di questi libri sono proprio le bellissime foto a colori originali risalenti all’epoca descritta. Gli argomenti trattati vanno dalle parate nelle diverse città tedesche ai decorati con Ritterkreuz, dagli aspetti prettamente militari a quelli politici. Ogni volume di circa 150/160 pagine, presenta una parte introduttiva di circa 30 pagine in lingua tedesca a cui fa seguito la parte fotografica a colori, di cui molte a piena pagina, con esaustive didascalie. Il volume in questione fa riferimento All’Asse Roma-Berlino.
Cartonato 21 x 30 cm. pag. 158 interamente illustrate con foto a colori
Werner Landhoff Prezzo di listino 36.00 (sconto 35%)
Collana di volumi essenzialmente fotografici a colori di un pool di editori tedeschi (Arndt – Pour le Merite…) dedicati alla Germania, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. L’originalità di questi libri sono proprio le bellissime foto a colori originali risalenti all’epoca descritta. Gli argomenti trattati vanno dalle parate nelle diverse città tedesche ai decorati con Ritterkreuz, dagli aspetti prettamente militari a quelli politici. Ogni volume di circa 150/160 pagine presenta una parte introduttiva di circa 30 pagine in lingua tedesca a cui fa seguito la parte fotografica a colori, di cui molte a piena pagina, con esaustive didascalie. Il volume in questione fa riferimento alle grandi parate militari del Terzo Reich
Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag. 159 illustrato con circa 98 foto b/n e 29 foto a colori
Testo in lingua tedesca
Stampato nel 2002 da Arndt
Condizioni del libro: piccolo colpo nell’angolo in alto a destra
La Voce degli antenati di Wulf Sörensen, uno dei tanti pseudonimi con cui si firmava lo scrittore tedesco Frithjof Fischer, rappresenta un caposaldo tra gli scritti apparsi durante il Nazionalsocialismo che tendevano a un superamento del cristianesimo – con le sue origini semitiche – per ritrovare infine nel proprio sangue – e quindi in quello dell’intero popolo – le fondamenta di una nuova religiosità. Fischer fu membro dell’organizzazione per il “Benessere popolare nazionalsocialista” (Nationalsozialistische Volkswohlfahrt, NSV) e delle “Squadre di protezione” (Schutzstaffel, SS) giungendo – a quanto è noto – fino al grado di SS-Unterscharführer. A Düsseldorf, creò nel 1933 la casa editrice Nordland-Verlag con la quale pubblicò tanto dei libri quanto un’omonima rivista quindicinale le cui linee guida erano quelle del Movimento per la Fede tedesca.
Brossura, 15 x 21 cm. pag. 128 testo tedesco a fronte
Il libro è la storia di quella Volkswagen che, in vent’anni, (il libro è stato scritto nel 1967) ha conquistato il mondo. Vi si vedrà lavorare, lottare, sperare, fallire e riuscire un Hitler totalmente sconosciuto, molto diverso dallo stereotipo disegnato dalla politica. Si incontrerà Bodo Lafferentz, “l’uomo dallo sguardo magnetico”, che sembra far uscire la fabbrica dal suolo con un fenomeno di levitazione, l’ingegner Ferdinand Porsche, il disegnatore visionario e in anticipo sui tempi, “Stadt des KDF Wagens”, la città creata per la fabbrica che, come questa, è stata costruita con l’aiuto dei lavoratori italiani. Si viaggerà nella Volkswagen di Rommel attraverso le battaglie della Cirenaica e in quella di Guderian fino alle porte di Mosca. E infine dopo gli inglesi l’arrivo di Heinrich Nordhoff, l’uomo del destino, il creatore di una “Filosofia Volkswagen”, che in vent’anni realizzerà il sogno dei suoi predecessori. Grazie a lui il Maggiolino diventerà la vettura più esportata al mondo.
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