1930-1950 – Da eja eja alalà alla democrazia in scooter. Una ricognizione nella memoria

Secondo Dopoguerra Italia

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    1930-1950 – Da eja eja alalà alla democrazia in scooter. Una ricognizione nella memoria

    12.90

    La mostra “1930-1950, da Eja Eja Alalà alla democrazia in scooter, è un film di carta , un romanzo di cose viste, una trama a colori di documenti d’epoca, il resoconto del lunghissimo Ventennio in cui il regime fascista di Mussolini iniziò è completò la sua parabola idealista, politica, sociale e militare. In quell’Italia di oltre sessant’anni fa, caratterizzata dall’alleanza con la Germania, dalle uniformi littorie, dalle adunate di piazza e dalle parole d’ordine e, ovviamente dalla guerra, c’erano anche gli adolescenti dai calzoni corti, grigioverdi, vestiti da balilla Moschettieri, con fucili in miniatura, trombe e tamburi. Nll’immediato dopoguerra, in un’Italia ridotta quasi in rovina ma, caratterizzata da un nuovo sconro tra il regime “democratico” di stampo americano e i partiti propugnatori dell’ideologia comunista di derivazione sovietica, si aprono nuovi scenari che porteranno ben presto all’inizio di quel periodo storico conosciuto come boom economico. L’iconografia è di buon livello, lo scarno testo un po meno…

    Brossura, 21 x 29,5 cm. pag. 160 completamente illustrato a colori e b/n

    Stampato nel 2003 da Monte Università Parma

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    2 Agosto 1980. Orazione civile

    12.00

    2 agosto 1980, una data impressa a fuoco nella storia della Repubblica e nelle coscienze di tutti. La strage alla stazione di Bologna è la più atroce tra quelle compiute in Italia nel secondo Novecento. E a quarant’anni di distanza è ancora fortissima la sensazione – per molti la convinzione – che su quel tragico evento non sia ancora stata detta la verità. Questo monologo teatrale apre una finestra su quegli anni terribili, sulle incongruenze e sui punti oscuri della ricostruzione ufficiale. Ma soprattutto invita a riflettere sui tanti “perché?” rimasti senza risposta e sulle strade che non si sono volute percorrere. Un’orazione civile rivolta – come ha scritto qualcuno – «al diritto alla piena giustizia per i morti di Bologna e al diritto alla piena verità per una democrazia ferita».

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    A colpi di manifesti – Grafica e comunicazione politica negli anni Settanta

    16.00

    Internet non c’era e tanto meno i social network. Erano gli anni Settanta. Una stagione difficile, complessa, dura e affascinante al tempo stesso, in cui la politica comunicava soprattutto attraverso lo strumento del comizio e dell’incontro pubblico. Una sorta di avvenimento nelle piazze delle città italiane, perfino nei paesini più sperduti, che richiamava all’appuntamento non solo i simpatizzanti di una precisa parte politica. La radio e la televisione di Stato – le prime emittenti private arriveranno solo alla fine degli anni Settanta. E allora come si veicolava un messaggio? Come si annunciava un comizio? Quali erano gli strumenti per raggiungere la gente? Era la carta a fare la differenza. Manifesti, volantini e giornali – numeri unici, periodici e quotidiani – riuscivano a catturare l’attenzione dei cittadini. Una tradizione antica quella dei manifesti, specie per una realtà come Trieste, che dei grandi cartellonisti quali ad esempio Marcello Dudovich poteva già vantare le campagne pubblicitarie delle catene alberghiere, delle compagnie marittime, dei grandi magazzini… Ma dietro alla grafica dei manifesti di partito – dalla Dc al Pci fino al Msi, per citare quelli più assidui nell’utilizzo dei manifesti, senza dimenticare i sindacati e anche i movimenti extraparlamentari di quegli anni – non c’erano di solito nomi affermati del mondo grafico e pubblicitario. Erano per lo più manifesti “pensati in casa” dal settore propaganda, ma proprio per questo originali e forse più genuini nel poter raccontare un percorso, attraverso i testi, le immagini e il messaggio che si voleva lanciare. A volte chiaro a volte meno, almeno per il risultato finale sui fruitori.

    Brossura, 21 x 29,7 cm. pag. 82 completamente illustrato b/n e colori

    Stampato nel 2015 da Spazio In Attuale Editore

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    A noi! Cosa si conosce del fascismo nell’epoca globale

    17.90

    Questo libro è nato dalla curiosità dell’autore, Bruno Tomasich, per il titolo di copertina “A Noi!”, per lui oltremodo invitante, del libro del giornalista Tommaso Cerna che invita a percorrere a ritroso un periodo lungo quasi quanto la vita dello stesso Tomasich. È accaduto però all’autore di ritrovarsi come in una selva oscura, quasi avesse smarrito la dritta via che aveva percorso nel suo passato, pur con tante e dolorose asperità, ma che nulla aveva di quel fangoso sentiero. Rifacendo il suo percorso Bruno Tomasich ha rivisto quei luoghi e li ha riconosciuti per l’inconfondibile aspetto che essi presentano ancora oggi, con la loro maestosa presenza, che fa si che per celebrare la festa di questa Repubblica i suoi presidenti pongano il palco sulla via dei Fori Imperiali. Mentre Cerna “va alla ricerca di figure carismatiche, scelte politiche e fenomeni sociali che mostrino una matrice comune con l’era del Duce” e le ritrova nel “caso che Craxi e Berlusconi, come Mussolini, abbiano frequentato una scuola religiosa”, Tomasich la risposta la cerca e la trova nella Storia e non nel fatto che Mussolini e Berlusconi, oltre che aver frequentato entrambi una scuola religiosa, avessero in comune il nome Rosa per le rispettive madri. Ne è nato un altro libro, anche se con lo stesso titolo: “A Noi!” che ha avuto, ha e avrà per Bruno Tomasich un significato del tutto diverso.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 514

    Stampato nel 2016 da Europa Edizioni

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    A viso coperto

    19.00

    Due schieramenti nemici si sfidano ogni settimana su un terreno di rabbia e violenza: sono gli ultra e i celerini. A Genova un gruppo di tifosi sceglie di non accettare imposizioni e ingaggia uno scontro frontale con la polizia. L’odio per le divise riesce a unire reduci del G8 ed estremisti di destra, adolescenti eccitati dalla guerriglia e uomini perseguitati dai fantasmi di un passato insopportabile. Tra le forze dell’ordine c’è chi è acceso dall’adrenalina e chi non può liberarsi da un tremendo rimorso, chi vuole raccontare in un libro la sua storia e chi potrebbe segnare la propria con un errore fatale. “Un romanzo estremamente preciso nel raccontarci le gradazioni che può assumere da una parte il fanatismo per lo sport e dall’altra il lavoro di poliziotto”

    Brossura, 14 x 21,5 cm. pag. 532

    Stampato nel 2013 da Einaudi

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    Accanto agli italiani – Carabinieri e nazione due secoli di fedeltà e servizio

    20.00

    L’Arma dei carabinieri ha sempre avuto un ruolo da protagonista in tutte le fasi della storia nazionale: dalla sua nascita, nel 1814, quando Vittorio Emanuele I, ritornato sul trono sabaudo con la Restaurazione, sentì l’esigenza di dare vita a un corpo militare che si identificasse con la monarchia garantendo ordine e sicurezza ai cittadini, sino a oggi, in cui rappresenta ancora il solo volto dello Stato nei territori più sperduti. Duecento anni di fedeltà all’Italia – come recita il motto “Nei secoli fedele” – nel segno di quella “diversità” che rende i carabinieri unici, insieme corpo combattente e corpo di polizia, e sempre presenti accanto agli italiani, dalla lotta al brigantaggio nel neonato Stato unitario al contrasto del terrorismo negli anni Settanta, dall’impegno contro la mafia e le altre forme di criminalità organizzata all’intervento in occasione di gravi calamità naturali. Nel tempo le competenze e gli ambiti d’impiego dell’Arma si sono evoluti: all’ordine pubblico e all’attività investigativa si sono affiancate la tutela della salute, la salvaguardia dell’ambiente, la difesa del patrimonio artistico, senza dimenticare il ruolo d’eccellenza svolto all’interno di missioni internazionali nei teatri di guerra del mondo.

    Rilegato, 15 x 23 cm. pag. 300

    Stampato nel 2014 da Mondadori

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    Alle radici del rossobrunismo. Gli scritti di Carlo Terracciano Vol. 1

    28.00

    D’ora in poi il nostro impegno sarà per quegli uomini, di ogni provenienza politica e ideologica, che non si sono arresi in questi anni infami e a quei giovani che solo ora si affacciano su questo deserto di macerie e si chiedono “perché?” […] Ci sono libri e scritti dell’altra “estrema” non passibile di riciclaggio nel “sistema” che potremmo sottoscrivere parola per parola; ci sono uomini retti e coraggiosi con i quali ci sentiremmo onorati di condividere un lungo tratto di strada. Ma sia chiaro che la nuova cultura rivoluzionaria non è quella del sincretismo onnicomprensivo fra idee inconciliabili, la cultura dell’et-et contrabbandata ad usum delphini dagli ex ribelli di tutti i fronti oggi egemonizzati e omologati dai padroni del vapore, politici e/o cattedratici. La nostra sarà allora la cultura dell’aut-aut, delle nuove e radicali contrapposizioni, con i compagni di domani contro i nemici di oggi e i falsi amici di ieri. Questi dunque i veri fronti di lotta in Italia, che attraversano in verticale i vecchi fronti del passato.

    Brossura, 15,3 x 21 cm. pag. 350 + 16 pagine fuori testo con foto a colori

    Stampato nel 2020 da Aga

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    Anche se non c’è niente da ridere! – (La satira al tempo della crisi)

    16.00

    Dalla prefazione mdi Pierluigi Arcidiacono: “… Santin è un bravo disegnatore e riesce davvero ad esprimere nelle sue illustrazioni e vignette il senso che lo scherzo pulito assume anche nel caso di situazioni serie o addirittura drammatiche. Insomma, quando, come recita lo stesso titolo di questo volume, non c’è niente da ridere.”

    Brossura 13,5 x 21 cm. pag. 120 completamente illustrato a colori

    Stampato nel 2015 da Ritter Edizioni

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    Bologna – Una città immolata di sabato

    20.00

    Atene 2015, la strategia della tensione minaccia la Grecia, intanto il grande esodo porta in Europa le nuove leve della Jihad che colpiranno soprattutto a Parigi. Analogie con il passato e continuità d’intenti s’intrecciano fino a indurre qualcuno a ripercorrere la propria storia e a scoprire cosa era successo a Bologna quel 2 agosto 1980 quando fecero saltare in aria la sala d’aspetto della stazione ferroviaria. Cosa lega tra loro, nello spazio e nel tempo, queste atrocità? Che c’entrano la pedofilia e il comunismo mistico con le stragi e perché servizi rivali collaborano nell’ignominia?

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 296

    Stampato nel 2016 da Soccorso Sociale

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    Brigate rosso sangue – Mazzola e Giralucci il primo omicidio delle BR

    19.00

    Le brigate rosse hanno lasciato una lunga scia di sangue in quella che è stata una delle più violente stagioni della storia italiana: tutto ebbe inizio a padova, il 17 giugno 1974. Il battesimo di sangue delle br raccontato in un fumetto che riporta il lettore nel clima cupo e violento degli anni 70. Un fumetto per ricordare, per riflettere sull’assurdità di un odio ideologico assassino.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 96 illustrato con disegni b/n

    Stampato nel 2019 da Ferrogallico

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    Cattolici e anni di piombo. Le riviste «Carattere», «Europa Settanta», «Adveniat Regnum»

    10.00

    Nessuno (o quasi) ricorda più l’ostracismo, l’odio e, spesso, il prezzo del sangue pagato da tanti italiani e, fra essi, da non pochi cattolici, a causa del terrorismo. Oltre al dovere della memoria, questo saggio dedica un’attenzione inedita ad alcuni dei protagonisti che rimasero “con la schiena dritta” durante gli anni di piombo. Si parte dai promotori delle riviste cattoliche “Carattere” (Verona 1954-1963) e “Adveniat Regnum” (Roma 1963-1975), alla testata politico-parlamentare “Europa Settanta” (1968-69). Espressione culturale della destra DC, il gruppo riunitosi attorno a questa rivista, diretta da Bartolo Ciccardini, si impegnò in tempi non sospetti contro l’incipiente “partitocrazia” e “sindacatocrazia” della Repubblica, oltre che per il rilancio dell’identità nazionale battendosi per il presidenzialismo e la ripresa dell’autorità dello Stato.

    Brossura, 12 x 19,5 cm. pag. 110

    Stampato nel 2017 da Solfanelli

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    Chi è fascista

    13.00

    A 100 anni dalla nascita del movimento fascista, a oltre 70 dalla fine del regime, ‘il fascismo è tornato’. In rete e nei media l’allarme è al massimo livello. Caratteristiche del nuovo fascismo sarebbero: la sublimazione del popolo come collettività virtuosa contrapposta a politicanti corrotti, il disprezzo della democrazia parlamentare, l’appello alla piazza, l’esigenza dell’uomo forte, il primato della sovranità nazionale, l’ostilità verso i migranti. Fra i nuovi fascisti sono annoverati Trump, Erdogan, Bolsonaro, Di Maio, Salvini. Insomma, all’inizio del XXI secolo, trapassato il comunismo, disperso il socialismo, rarefatto il liberalismo, il fascismo avrebbe oggi una straordinaria rivincita sui nemici che lo avevano sconfitto nel 1945. Ma cos’è stato il fascismo? È stato un fenomeno internazionale, che si ripete aggiornato e mascherato? Oppure il ‘pericolo fascista’ distrae dalle cause vere della crisi democratica?

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 136

    Stampato nel 2019 da Laterza

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    Ciclostilato in Pisa – La comunicazione volante dei movimenti del Sessantotto a Pisa

    16.00

    Cosa è stata la rivoluzione del ciclostile negli anni Sessanta? E quanto è stata importante per la produzione intellettuale e per l’attività politica dei tanti movimenti, gruppi, collettivi, che a Pisa – in anticipo e con maggiore intensità rispetto al resto d’Italia – dettero vita al ’68 e che, anche negli anni seguenti, provarono a immaginare una società diversa da quella in cui erano immersi? E come agirono coloro che combattevano queste istanze o magari le volevano ugualmente, ma con modalità diverse? Attraverso testimonianze qualificate, che palesano sensibilità culturali e giudizi di merito differenti, e l’analisi dei testi di volantini e manifesti provenienti da tre archivi diversi (e di quella parallela dei contesti storici e politici, interni e internazionali), gli autori provano a rispondere agli interrogativi iniziali dimostrando il profondo legame fra mezzo e messaggio. Gli intenti formativi e informativi degli attori sociali dell’epoca dettavano scelte grafiche e parole d’ordine, o slogan, con cui riassumevano la propria appartenenza a un’ideologia o il proprio posizionamento rispetto agli eventi, alle istituzioni, ai partiti e movimenti più vicini o più lontani.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 142 illustrato con foto e documenti b/n

    Stampato nel 2019 da Eclettica

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    Communists – L’accordo fra il PCI e lo spionaggio Usa (1943 – 1945)

    26.00

    Avvalendosi dei documenti dell’OSS declassificati dopo la caduta del muro di Berlino ed incrociandone i dati con la storiografia resistenziale, l’A. ricostruisce un aspetto dell’invasione angloamericana dell’Italia che la mitologia partigiana e la retorica della “Liberazione” hanno sempre cercato di occultare: la stretta collaborazione che negli anni 1943-1945 mise i comunisti italiani al servizio degli americani. In esecuzione di un accordo stipulato tra i capi dello spionaggio americano e i vertici del PCI, quest’ultimo fornì all’invasore militanti scelti, i quali vennero organizzati e coordinati da agenti appartenenti al Partito Comunista degli USA.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 260 alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da Edizioni all’insegna del Veltro

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    Corpo Nazionale Italiano dei Vigili del Fuoco Vol 1: Storia, architetture, tipi di intervento al tempo della sua costituzione 1900-1945

    59.00

    Il libro è il frutto di un accordo stipulato nel 2012 tra il Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell’Interno ed il Dipartimento di storia, disegno e restauro dell’architettura della Sapienza – Università di Roma, per una collaborazione scientifica fra le due istituzioni finalizzata alla ricostruzione della storia del Corpo nazionale italiano dei Vigili del fuoco, e raccoglie una serie di studi organici sul tema dell’organizzazione del soccorso tecnico urgente in Italia nei primi cinquant’anni del XX secolo. Gli autori forniscono un ampio panorama delle idee, dei fatti e dei temi storiografici che a partire dalla fondazione della Federazione tecnica dei corpi pompieri hanno via via condotto all’attuale servizio di soccorso tecnico unificato a livello nazionale. Tra i temi trattati: l’architettura delle caserme e delle sedi di servizio, le trasformazioni delle procedure d’addestramento, dei mezzi e delle attrezzature di fronte al mutare delle situazioni, le complesse vicende istituzionali che hanno portato alla costituzione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, infine l’esemplare comportamento di quest’ultimo prima e durante il secondo conflitto mondiale. Il volume contiene un apparato critico particolarmente ampio, con una bibliografia completa e un notevole gruppo di illustrazioni in bianco e nero e a colori, che per la prima volta organizza in maniera chiara e sistematica l’insieme dei dati oggi noti su tutti i corpi, le sedi e i mezzi dei pompieri e dei Vigili del fuoco in Italia e nelle colonie d’oltremare.

    Rilegato, 21 x 30 cm. pag. 491 completamente illustrato con foto d’epoca, planimetrie, foto di mezzi b/n, manifesti e tavole a col

    Stampato nel da Rodorigo Editore

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    Da Calamosca a Calamosca – Alla (vana) ricerca di un esercito

    16.00

    Alternando il tono austero della narrazione di specie memorialistica e la tagliente aggressività del pamphlet polemico, Nicolò Manca si scaglia contro le ideologie antimilitariste dominanti, contro la malafede e la miopia dei politici italiani e i frustranti compromessi che condizionano il nostro esercito. Un punto di vista controcorrente, un contributo autorevole all’ormai ineludibile dibattito sul ruolo e le funzioni delle forze armate nell’epoca del confronto globale.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 288

    Stampato nel 2018 da Edizioni Enrico Spanu

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    Dal campanile al cielo – Sogni lotte processi e vittorie dei Serenissimi (1997-2011)

    14.00

    Tra l’8 e il 9 maggio 1977, nottetempo, la Veneta Serenissima Armata – con “armi” rugginose incapaci di ogni offesa e un tank assemblato nel cortile di casa – occupò militarmente l’altissimo e celeberrimo Campanile di Piazza San Marco a Venezia, restaurando il governo veneziano; il blitz riuscì perfettamente, e l’antica bandiera della Serenissima Repubblica di Venezia, il Leòn di San Marco rosso ed oro, riprese a garrire per qualche ora laddove, in fondo, aveva occupato brandelli di cielo e partorito civiltà per molti secoli. Una storia che deve essere conosciuta al 100% e non a fette o a brani, selezionati dalla convenienza o dalla partigianeria. Ecco perchè è nato questo libro, ricco di aspetti descrittivi come di rimandi ai documenti originali dei processi ai Serenissimi, figlio della curiosità e della voglia di comprendere che questi eventi hanno sollevato in qualche veneto, certo, ma soprattutto in borbonici, tirolesi, romagnoli, italiani: ché la Verità rende liberi tutti. Queste pagine sono piene della vita e, cosa che colpisce, della dignità dei protagonisti di questa vicenda, dei loro avvocati difensori, delle loro famiglie umane e culturali; sono piene delle lotte, delle sconfitte e vittorie dei Serenissimi.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 74, 7 fotografie b/n

    Stampato nel 2013 da il Cerchio

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    Dietro il mephisto

    16.90

    L’uomo che dietro una maschera di tessuto nero ha vigilato sulla sicurezza del nostro Paese, è intervenuto nelle zone di maggiore tensione del mondo portando a termine pericolosissime missioni segrete, ripercorre in questo libro le tappe salienti della sua esistenza. Partendo da quella Sicilia in cui è cresciuto e che l’ha visto prima bambino poi adolescente ribelle, il Comandante Alfa accompagna il lettore in un viaggio nella sua vita privata: si sofferma sul rapporto con la madre, preludio alla sua futura attività nel Gis, sulla lontananza da moglie e figli in nome di una missione più alta, sulla fratellanza con i compagni d’armi e sui rischi che accompagnano gli uomini del Gis in ogni intervento. Congedato dal servizio attivo, il Comandante ha ora la possibilità di raccontare senza più segreti gli episodi cardine che gli hanno permesso di sopportare i rigori di una vita estrema, passata a dare la caccia a mafiosi e terroristi. Senza mai perdere di vista le proprie radici. Senza mai dimenticare di essere un uomo normale chiamato a compiere imprese straordinarie.

    Rilegato, 15 x 23 cm. pag. 246

    Stampato nel 2020 da Longanesi

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    Dopo Mussolini – I processi ai fascisti e ai collaborazionisti (1944-1953)

    29.00

    Il 25 aprile 1945 l’Italia volta pagina, lasciandosi alle spalle un ventennio di dittatura e la drammatica esperienza del conflitto mondiale. Dimenticare il passato, però, non è possibile o per lo meno non lo è per tutti. Coloro i quali hanno subito, direttamente o indirettamente (o, quantomento sostengono di averle subite), le violenze dei tedesch e dei fascisti esigono giustizia. Richiesta analoga giunge dal fronte antifascista. Comincia così un periodo di transizione durante il quale i governi che si succedono mettono in atto misure epurative finalizzate a sanzionare chi ha collaborato con l’occupante tedesco e chi ha concorso all’ascesa e al consolidamento della dittatura fascista. Ricorrendo allo studio ravvicinato di alcune vicende processuali e analizzando più in generale l’attività di molti tribunali impegnati nei procedimenti giudiziari in tutta la penisola, questo libro vuole gettare una nuova luce sull’epurazione che ha segnato i destini di molti italiani – migliaia furono infatti le persone coinvolte – e che ha condizionato nel breve, ma anche nel medio e lungo termine, la storia del Paese.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 368

    Stampato nel 2019 da Viella

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    Dopoguerra – Gli italiani fra speranze e disillusioni (1945-1947)

    28.00

    I tre anni che vanno dalla fine della guerra all’entrata in vigore della Costituzione repubblicana sono per il nostro paese un periodo frenetico, in cui la comunità nazionale si congeda dalla guerra civile e dal fascismo e costruisce faticosamente il suo futuro. Felicità e violenza si mescolano: sono i giorni del ritorno alla pace e alla libertà, delle vendette e della resa dei conti, dei prigionieri e dei deportati che tornano a casa, delle grandi adunate politiche nella rinata democrazia, ma c’è anche una gioiosa febbre di divertimento, la voglia di ballare, la fretta di ricostruire. Una energia vitale che già prepara il boom degli anni a venire. Diari privati e memorie, lettere, rapporti dei prefetti e della polizia, stampa, film e canzoni, conversazioni intercettate offrono un materiale ricchissimo, che permette agli autori di comporre l’appassionante ritratto dal basso degli italiani nel momento della repubblica nascente.

    Brossura, 14 z 21 cm. pag. 496

    Stampato nel 2019 da Il Mulino

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    E se tornano i titini? Trieste 1 maggio ’45-26 ottobre ’54. L’esperienza del terrore

    15.00

    Era l’OZNA l’avanguardia rivoluzionaria di Tito che doveva gestire il terrore, quando una città veniva “liberata”. Ed è stata appunto l’OZNA di Lubiana a realizzare l’operazione “terrore su Trieste” dal 1° maggio 1945.Il 12 giugno ’45 i Titini lasciano Trieste, ma la città di San Giusto vivrà gli anni successivi sotto il segno di quel terrore. “E se tornano i Titini?”, sarà la domanda angosciosa che peserà fino al 26 ottobre ’54, quando ci saranno finalmente i soldati d’Italia a garantire contro il ritorno degli uomini con la stella rossa.

    Brossura, 15 x 23 cm. pag. 224 con numerose foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2015 da Luglio Editore

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    Ecce Moro – Fatti e misfatti di un’inchiesta

    24.50

    Una storia infinita e mai definita, quella dell’agguato, del sequestro e dell’uccisione dell’Onorevole Aldo Moro. Ancora più infinita e mai definita la storia processuale degli accadimenti. Scalzo ha rintracciato e computato migliaia di documenti presso l’Archivio di Stato, arrivando a conclusioni a volte ovvie, a volte impensabili. Indizi non ravvisati durante le inchieste, tentennamenti di personaggi politici, obnubilamenti di organi dello Stato: in quelle carte c’è tutto, o quasi. Questo libro non sarà, forse, il passo decisivo verso la verità, ma senz’altro un passo verso di essa. I misteri del “Caso Moro” resteranno, come tutti i misteri di questa nostra povera Nazione, sempre irrisolti, d’altronde, avendo perso la nostra sovranità, siamo costretti a subire le “ingerenze” dei nuovi “padroni”.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 333

    Stampato nel 2014 da Settimo Sigillo

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    Enrico Mattei – L’uomo della rinascita

    12.00

    Probabilmente Enrico Mattei è stato uno degli ultimi patrioti che l’Italia abbia avuto. Partito da umili origini, ha creato dapprima una piccola ma solida impresa personale, quindi ha partecipato alla Resistenza e nel Dopoguerra ha salvato dalla liquidazione l’AGIP, imponendola come grande realtà energetica non soltanto a livello nazionale ma anche internazionale, proiettandola verso il varo dell’ENI, l’Ente Nazionale Idrocarburi. Alla testa dell’ENI ha messo in discussione gli interessi consolidati delle “Sette Sorelle” e soprattutto gli equilibri geopolitici mondiali, grazie alla sua mentalità pratica e priva di paraocchi ideologici, che lo portava anche a fremere di sdegno di fronte ai soprusi e alle ingiustizie del colonialismo economico.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 128

    Stampato nel 2016 da Anteo Edizioni

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    Esercito Italiano 1946-2018 – I Bersaglieri. Storia araldica uniformi distintivi e medaglie

    28.00

    Il libro ripercorre l’evoluzione storico-ordinativa (1946-2018) della Specialità Bersaglieri e ne tratta inoltre nel dettaglio gli aspetti uniformologico-collezionistici quali araldica, distintivi (fregi, mostrine, scudetti, dist. di specializzazione), elementi uniformologici tradizionali del Corpo, distintivi metallici ed in stoffa, medaglie di reparto.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 144 illustrato a colori

    Stampato nel 2018 da Athena Books

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    Fascista

    22.00

    «Fascista!» è l’urlato rancoroso che il “sinistrato” da centro sociale fa rimbombare nelle piazze, il “demoliberista” imprimere sulle pagine del quotidiano, il serafico teleimbonitore declina nel suo talk show, il deputato resistenziale denuncia alla Camera o al Senato come incombente pericolo per la democrazia. Ad essere definito da questo aggettivo — che vuole essere inappellabile infamante epiteto — è tanto chi fascista non lo è perché palesemente altro (conservatore, “di destra”, reazionario etc.) quanto chi fascista lo si sente davvero. Senonché non c’è alcuna corrispondenza tra l’idea che un qualsiasi fascista ha di sé e delle proprie idee e quanto ha in testa l’antifascista. E quello che ha in testa l’antifascista, alla prova dei fatti, altro non è che un’allucinazione, un incubo, un qualcosa che è sempre e comunque parto di una sua fantasia. Chi ha scritto questo libro è uno dei tanti additato con disprezzo come «Fascista!», con l’aggravante di essere stato a suo tempo condannato a quasi 20 anni di carcere per omicidio; accadeva quasi mezzo secolo fa, nel 1973 quando aveva 18 anni. Per cui, qualsiasi cosa oggi egli faccia o dica, è comunque essenzialmente e a prescindere, un criminale «Fascista!».

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 218

    Stampato nel 2019 da AGA

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    Figli dell’officina – Da Lotta Continua a Prima Linea: le origini e la nascita 1973-1976

    18.00

    Questa testimonianza è un documento fondamentale per la ricostruzione storica di una componente di quella conflittualità politica e sociale che ha infiammato il nostro paese negli anni Settanta dello scorso secolo. Galmozzi apre la sua narrazione con un’affermazione perentoria: Prima linea ha le proprie radici in una storia operaia o, per meglio dire, nella storia di un estremismo operaio le cui lotte, iniziate nei reparti delle fabbriche, hanno prodotto una radicale e per lungo tempo indelebile trasformazione sociale. La rivendicazione di una piena internità alle vicende della conflittualità operaia di quel decennio risulta ancora oggi scomoda alla ricostruzione storica operata dalla sinistra politica e sindacale ufficiale. Ma a quarant’anni da quegli accadimenti il confronto tra i diversi giudizi andrebbe comunque operato, e a tal fine questo libro contribuisce in modo fondamentale.

    Brossura, 14 x 23 cm. pag. 233

    Stampato nel 2019 da Derive Approdi

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    Figli di nessuno – Storia di un movimento autonomo

    15.90

    “Figli di nessuno” è la storia di una straordinaria esperienza collettiva vissuta per due decenni. All’inizio degli anni Settanta, in un frammento di territorio dell’alta Lombardia caratterizzato da uno dei più elevati tassi di sviluppo economico europeo, piccoli gruppi di giovanissimi operai e studenti si incontrano e si aggregano dando vita a un movimento culturale e politico autorganizzato e autonomo da qualsiasi ambito della politica istituzionale e tradizionale. Sullo sfondo di veloci e profonde trasformazioni sociali viene descritto un significativo esempio di quell’agire collettivo che intrecciando bisogni culturali, esistenziali e materiali di critica dell’esistente e di costruzione di alternative, ha testimoniato il bisogno di superamento del dominio delle forme capitalistiche sulla società. Un percorso “autodidatta” di invenzione di una politica antagonista, di scoperta, appropriazione e uso dei saperi prodotti dalle intelligenze più raffinate del pensiero critico. Una storia che racconta di vittorie, sconfitte, repressioni, defezioni, annientamenti, esodi, resistenze.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 334

    Stampato nel 2016 da Milieu

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    Giano Accame – La vita l’idea

    16.00

    Il volume presenta una raccolta degli interventi di Giano Accame sulla rivista Area, alla quale collaborò fino al giorno della sua morte, una biografia scritta dal figlio Nicolò, e la ripubblicazione di ritratti, commenti e ricordi della sua persona e del suo lavoro di giornalista e scrittore da parte di un gran numero di colleghi e personalità della cultura italiana. Ne emerge la vivida percezione della vitalità che ha caratterizzato l’opera di elaborazione ideologica e ricostruzione dei percorsi politici di questo autore italiano, dai primi anni di militanza politica e intellettuale dell’immediato dopoguerra, alla produzione di testi originali e precursori dei tempi.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 210 con circa 14 foto b/n

    Stampato nel 2019 da Eclettica

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    Giano Accame – Nella storia e nella cultura del Novecento

    9.00

    Nato a Stoccarda nel 1928 da madre tedesca e padre italiano, il 25 aprile 1945, all’età di diciassette anni non ancora compiuti, Giano Accame si arruolò volontario nella Marina della RSI. Ma la sera di quel giorno fatale fu catturato dai partigiani. Per sua fortuna, la formazione che lo aveva imprigionato non era formata soltanto da comunisti. Così, riuscì a salvare la pelle. Aderì, fin dalla sua fondazione, al MSI per poi lasciarlo nel 1956, stanco delle polemiche interne, e preferendo impegnarsi nel giornalismo, sua grande passione. Divenuto presto una delle più seguite firme de “Il Borghese” e di varie altre testate, gli fu affidata la direzione del “Secolo d’Italia” dal 1988 al 1990. Chiamato a dirigere “Nuova Repubblica”, il settimanale fondato da Randolfo Pacciardi, divenne segretario nazionale dell’Unione Democratica per la Nuova Repubblica. Suoi punti fermi: portare avanti gli ideali di patria e giustizia sociale; perseguire la pacificazione. Questo libro è un omaggio postumo a un grande italiano che predicò la comprensione quando, per fare carriera politica, era richiesto l’odio: dagli anni giovanili a Genova, agli anni della maturità a Roma. Una figura da riscoprire in questo periodo di incertezze.

    Brossura, 12,5 x 18 cm. pag. 78

    Stampato nel 2019 da Solfanelli

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    Giorgio Almirante – Attualità nei suoi discorsi

    18.00

    A cura di Giuseppe Francesco Cipolla, questo volume vuole tracciare una sorta di excursus degli interventi di Giorgio Almirante nell’Aula di Montecitorioche spaziano dall’esercizio dialettico nella Democrazia parlamentare alla “chiarezza responsabile” della riforma costituzionale; dalla “buona scuola” intesa come mezzo di istruzione oltre la propaganda governativa, alla lotta al terrorismo in Italia e nel mondo.

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 286

    Stampato nel 2016 da Pagine

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    Gladio rossa – Dossier sulla piu potente banda armata esistita in Italia

    21.00

    Dossier sulla più potente banda armata esistita in italia. Per oltre quarant’anni è stata protetta dal più impenetrabile dei misteri. Il suo quartier generale era nascosto dietro un’anonima targa di un ufficio delle segreteria politica del Partito comunista. Pochi ne erano a conoscenza nello stesso PCI. L’apparato era una rete paramilitare occulta, capace di mobilitare fino a 250 mila uomini, i suoi vertici erano rigidamente collegati con il KGB a Mosca. In questa inchiesta viene, inoltre, ricostruito e svelato il giallo della lista degli “enucleandi”: dei 720 presunti sovversivi di sinistra, appartenenti ad organizzazioni paramilitari, tenuti sotto stretto controllo dagli agenti del controspionaggio militare. Elenco misteriosamente sparito nel dicembre del 1990 dalle carte degli “omissis” del Piano Solo e attribuito al presunto golpe del Generale De Lorenzo, elenco che non era altro che il probabile organigramma dei quadri di comando della Gladio comunista.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 320 con alcune illustrazioni

    Stampato nel 2020 da Settimo Sigillo

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    Gli anni della lotta armata – Cronologia di una rivoluzione mancata

    17.00

    Il conflitto che ha insanguinato l’Italia tra gli anni Sessanta e Ottanta dello scorso secolo è senza precedenti. Sulle tragiche vicende che segnarono l’intero Paese hanno scritto in tanti, tantissimi. Rossana Rossanda ha parlato di un conto che non riguarda solo una generazione ma che è il Paese intero a dover chiudere definitivamente con se stesso, affrontando i fantasmi di un passato ancora troppo recente. “Qualcuno in cella o in esilio sconta il Novecento anche per me”, ha commentato Erri de Luca. Questo volume ricostruisce il contesto storico, sociale e politico della lotta armata in Italia, ripercorrendo i drammatici avvenimenti che costellarono la seconda metà del Novecento. Dagli attentati agli scontri di piazza, dai processi alle esecuzioni in carcere, fino allo stragismo armato – una ricognizione alla scoperta del volto notturno di uno tra i secoli più controversi della storia italiana, non solo per ricostruirne storicamente le tappe, ma anche per comprendere meglio il perché, in quegli anni, molti decisero di armarsi.

    Brossura, 12,5 x 19,5 cm. pag. 487

    Stampato nel 2013 da Bietti

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    Gli anni spezzati – Il giudice. Nella prigione delle BR

    14.80

    Per 35 giorni in balia di due fantasmi incappucciati di cui si ignora tutto tranne la fredda determinazione: pronti a uccidere. Fu questa la condizione in cui visse, da giovedì 18 aprile a giovedì 23 maggio 1974, prigioniero delle Brigate Rosse, il giudice Mario Sossi. Quattro anni dopo, egli ricostruì nei minimi particolari, con l’aiuto dell’amico e giornalista-storico Luciano Garibaldi, la sua allucinante avventura. Lo fece con spietata sincerità, prima di tutto verso sé stesso, per tener fede a un impegno preso tacitamente durante quegli interminabili giorni nel “carcere del popolo”.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 247 + 8 pagine fuori testo con 17 foto a colori e b/n

    Stampato nel 2013 da Ares

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    Gli archivi del silenzio – L’apparato che nasconde i crimini della resistenza rossa

    25.00

    Questo libro-inchiesta dimostra come documenti e testimonianze dirompenti, che consentono di fare piena luce sui delitti e misteri del dopo Dongo, siano stati “neutralizzati” dal super-apparato degli Istituti storici della Resistenza. Un intero archivio di carte scottanti e inedite è stato posto a disposizione dell’autore, per la realizzazione di questo libro, dal comandante “Stefano”, Mario Tonghini, classe 1923, protagonista della Resistenza lariana. Ne emergono casi clamorosi, come l’oblio calato sulla figura del comandante “Riccardo”, Oreste Gementi, che condivise con il capitano “Neri” l’effettiva leadership militare della Resistenza nel Comasco, ma non si allineò alla “verità di partito” imposta dal Pci sulla morte di Mussolini, e tentò di fermare la devastante onda rossa di terrore che passò attraverso l’eliminazione sistematica dei partigiani dissenzienti e l’occultamento delle prove dell’incameramento dell’oro di Dongo e dei delitti conseguenti.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 200

    Stampato nel 2016 da il Silicio

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    Gli autonomi. Le storie le lotte le teorie Vol. 1

    25.00

    Negli anni Sessanta e Settanta l’Italia è stata attraversata da un conflitto sociale di durata e intensità che non hanno uguali nella storia più recente. Tutto l’immaginario della rivoluzione è precipitato qui: non v’è stata parola che non sia stata detta, non v’è stato gesto che non sia stato compiuto. Non v’è stata teoria che non sia stata teorizzata. Non v’è stata lotta nel mondo di cui non ci si sia fatti carico e non si sia stati fratelli almeno per un giorno. Tutti i sogni e tutti gli incubi delle rivoluzioni si sono fatti carne qui. Questa è l’anomalia italiana. Che tutto questo abbia prodotto una profonda trasformazione di questo paese è davvero difficile negarlo adesso. Che tutto questo abbia davvero prodotto una profonda trasformazione di questo paese è difficile riconoscerlo adesso. La coscienza enorme del lavoro, l’autonomia di classe, è il fattore determinante dell’anomalia italiana degli anni Sessanta e Settanta; la presenza del “più grande Partito comunista d’Occidente” è un fattore relativo. E da un certo punto in poi (la “crisi” degli anni Settanta) diventa un fattore opposto e contrario. Gli anni Sessanta e Settanta possono leggersi sostanzialmente come un conflitto aperto tra l’autonomia di classe e i comunisti italiani. Un conflitto tutto “dentro” il lavoro. Gli autonomi “impersonificano” questo conflitto.

    Brossura, 14 x 23 cm. pag. 460

    Stampato nel 2020 da Derive Approdi

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    Ho difeso Licio Gelli. Storia di un avvocato alla sbarra

    18.00

    Il racconto vero, circostanziato, suffragato da riscontri documentali e storici, di un uomo, un avvocato, finito alla sbarra per aver difeso Licio Gelli, “venerabile” maestro della loggia massonica Propaganda 2. Ricordi, emozioni e una sempre signorilmente celata sofferenza sono sbattuti in faccia a servitori dello stato, giornalisti e politici che hanno emesso il calvinista decreto di condanna. Una storia di vite segnate, quando non spezzate, non già perché protagoniste di atti delittuosi o illegali, ma per essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Questa libro non è l’elogio dell’ingenuità, ma un fragoroso richiamo a chi, per ruolo e status, è chiamato a vigilare sul rispetto dei principi giuridici che fanno grande una nazione. Prefazione di Paolo Simoncelli.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 136

    Stampato nel 2018 da Altaforte Edizioni

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    I 31 uomini del Generale – Un maresciallo dei carabinieri con Dalla Chiesa contro le Brigate Rosse

    22.00

    Il testo racconta solo ed esclusivamente i fatti realmente accaduti e agli .atti secretati delle forze dell’ordine, del lungo periodo nel quale Brunetti fece parte della brigata dei 31 uomini di Dalla Chiesa. Il terrorismo nero o rosso che fosse, è stato una piaga terribile della nostra Repubblica, che ha lasciato sul campo, morti o invalide, moltissime vittime innocenti. Riportare alla memoria fatti recenti con la penna di uno dei protagonisti assoluti di quegli anni, la sua storia fortissima, le sue azioni, il suo vissuto e il suo essere sopravvissuto nonostante il gravissimo ferimento alla testa, è una testimonianza che chi ha vissuto quegli anni vuole assolutamente scoprire: sono le memorie vere di un uomo che è stato sul campo….

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 224 con alcune foto b/n

    Stampato nel 2018 da Luni Editore

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    I ribelli – Memorie del Sessantotto all’Università Cattolica

    18.00

    Verso la fine degli anni ’60 la gioventù europea condivise un’esperienza politica di massa che passerà poi alla storia come il Sessantotto. Non solo la Francia vide le rivolte studentesche, le proteste sociali, le rivendicazioni politiche, ma anche l’Italia, in un arco temporale che modificò drasticamente l’autopercezione sociale delle nuove generazioni del Paese, portando con sé molti avanzamenti e altrettante contraddizioni. Epicentro dei fatti fu Milano, con il Movimento Studentesco, e tra i protagonisti vi sono i suoi padri fondatori presso l’Università Cattolica.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 358 + 14 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2018 da Novaeuropa

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    I segreti di Bologna – La verità sull’atto terroristico più grave della storia italiana

    16.00

    È arrivato il momento, dopo trentasei anni, di spiegare fatti rimasti finora in sospeso. Gli italiani hanno assistito inermi ad attentati di ogni genere: omicidi di militanti politici, poliziotti, magistrati. E stragi crudeli, terribili, come quella alla stazione dì Bologna del 2 agosto 1980 che causò 85 morti e 200 feriti e che, nonostante la condanna definitiva dei tre autori, continua a essere avvolta nel mistero. Dopo interminabili indagini giudiziarie e rinnovate ipotesi storiografiche, gli autori di questo libro, esaminando i materiali delle commissioni Moro, P2, Stragi, Mitrokhin, gli atti dei processi e degli archivi dell’Est, e documenti “riservatissimi” mai resi pubblici, hanno tracciato una linea interpretativa sinora inedita, restituendo quel tragico evento a una più ampia cornice storica e geopolitica, senza la quale è impossibile arrivare alla verità. La loro inchiesta chiama in causa la “doppia anima” della politica italiana, le contraddizioni generate dalla diplomazia parallela voluta dai nostri governi all’inizio degli anni Settanta e, in particolare, lo sconvolgimento degli equilibri internazionali provocato dall’omicidio di Aldo Moro, vero garante di un patto con il Fronte popolare per la liberazione della Palestina finalizzato a evitare atti terroristici nel nostro paese. Senza questo viaggio a ritroso nel tempo è impossibile capire la stagione del terrorismo italiano culminata nell’esplosione del 2 agosto 1980.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 274 con la riproduzione di alcuni documenti

    Stampato nel 2016 da Chiarelettere

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    Il caso dei Marò

    7.20

    Questo libro cerca di fare piena luce sul caso dei Marò e sulla differente versione dei fatti, italiana ed indiana, che ha scatenato un grave incidente diplomatico, creando un impasse internazionale. Tra facili entusiasmi dettati dal mero campanilismo, la manipolazione politica, fino a giungere alla vera e propria mistificazione. Perché di questo caso si è parlato e si continua a parlare moltissimo, ma il più delle volte le notizie che arrivano sono faziose ed inesatte. Oramai sembra che a nessuno interessi più la verità e la giustizia, oltre al fatto mediatico.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 132

    Stampato nel 2015 da Libellula Edizioni

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    Il diavolo e la coda (Romanzo)

    20.00

    Un uomo e la sua famiglia, trascinati dal fiume in piena del ‘900, sono protagonisti di un racconto autentico che scorre impetuoso dal buio della superstizione popolare alle luci del circo di Buffalo Bill, attraverso la guerra di Libia e la marcia su Roma, svela aspetti meno conosciuti del dramma della Marina italiana e di una sanguinosa guerra civile, ripropone sapori amari e dolci degli anni della ricostruzione. Testimonianze di vita comune, intersecate a qualche fotogramma dei grandi personaggi, che finiscono con il rimettere in scena pagine vere della nostra storia recente, spogliate degli orpelli della didattica ufficiale.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 456

    Stampato nel 2018 da A.G.A.

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    Il fascismo clandestino e l’epurazione in Sardegna 1943-1946

    18.00

    In quest’ultimo suo libro, Abis porta alla luce del pubblico la storia nascosta delle migliaia di Sardi che si trovarono in Sardegna bloccati dall’occupazione angloamericana e dal governo di Badoglio, ma si organizzarono spontaneamente per combattere, in ogni modo possibile, l’invasore e per tenere fede ai propri ideali patriottici e fascisti: una storia fatta di tanti piccoli episodi, simili nell’estrinsecazione, ma slegati fra loro perché nati per germinazione spontanea e contemporanea in quanto sorti tutti in reazione all’”invasione” straniera. Non si può dimenticare che il rapporto tra popolazione isolana e forze tedesche stazionate nell’isola, fu di mutuo e reciproco rispetto. In Sardegna si è potuto rilevare una partecipazione più alta di militari in servizio, di quanto non sia accaduto in altre zone dell’Italia invasa, ma non per questo è stata trascurabile l’attività clandestina dei civili, che ha interessato tutte le province della Sardegna, in maniera appassionata e costruttiva. La reazione dei militari, però, non sfociò in atti di aperta ribellione perché Mussolini volle risparmiare alla popolazione civile le rappresaglie, che inevitabilmente ne sarebbero seguite.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 193

    Stampato da Giorgio Ariu Editore

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    Il Movimento del 1977 in Italia

    33.00

    In tutto il mondo l’esperienza del Sessantotto si è esaurita entro la prima metà degli anni Settanta, di fronte al tramonto delle ideologie e al riflusso nel privato. Invece in Italia, nel 1977, una generazione di militanti di sinistra ha creduto ancora nella possibilità di una rivoluzione e ha messo in atto un estremo tentativo di sovvertire la società. Ne è scaturito un movimento in bilico tra l’esaltazione e il superamento della politica, aperto a spericolate contaminazioni culturali e capace di audaci sperimentazioni creative, ma anche indissolubilmente legato a dottrine e pratiche violente, tanto da inaugurare la fase più buia degli “anni di piombo”. Il movimento del ’77 attende ancora un’analisi sistematica, oltre a lasciare aperti interrogativi che sono ineludibili per capire e finalmente storicizzare gli anni Settanta. Il volume ricostruisce – per la prima volta con rigore scientifico e sulla base di un’imponente ricerca archivistica e documentaria – il contesto di crisi nel quale maturò questo ciclo di protesta, i riferimenti intellettuali che ispirarono la mobilitazione, la visione del mondo e le rivendicazioni dei contestatori, gli schemi interpretativi che favorirono l’escalation violenta, la reazione delle istituzioni e la dialettica tra movimento e organizzazioni armate clandestine.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 272

    Stampato nel 2016 da Carocci

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    Il neofascismo in Umbria 1969-1975 – La commissione d’inchiesta della Regione

    22.00

    .Tra il 1969 e il 1975, il neofascismo italiano si presenta in forme particolarmente aggressive: In Umbria invece, il neofascismo non procura morti; si esprime perlopiù nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, all’università. Accanto ad attività politico-culturali di vario genere, manifesta la propria carica eversiva e la propria anima violenta attraverso intimidazioni, provocazioni, scontri con gli avversari della sinistra e con i tutori dell’ordine, attacchi a esponenti politici, a sedi sindacali e di partito, a simboli della Resistenza e della cultura costituzionale. Sebbene all’interno del quadro nazionale possa apparire una realtà marginale, il neofascismo umbro – soprattutto quello perugino – sviluppa nel tempo dei tratti che lo qualificano come un fenomeno tutt’altro che irrilevante.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 248

    Stampato nel 2020 da Marsilio

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    Il partito della nazione

    15.00

    Il Partito della Nazione è una disamina critica acuta ed attenta, ma anche un esame di coscienza che dovrebbe coinvolgere tutta la Destra italiana, nonché un’analisi a tutto campo della situazione in cui versa attualmente il nostro Paese, in generale, e lo schieramento politico cui l’autore fa riferimento, in particolare… Si tratta di un’opera che parte da lontano per poter poi arrivare a comprendere – attraverso un’autocritica che non fa sconti a nessuno – gli errori commessi in un passato relativamente recente, ma è al tempo stesso un libro proiettato verso il futuro, nella consapevolezza che soltanto attraverso la continuità ideale e il contatto con le proprie radici culturali, storiche ed identitarie, una Destra rinnovata, fondata sul principio del merito e concretamente presente sul territorio, potrà riscattare l’intera Nazione dalla crisi economica e dalla palude politica in cui essa attualmente ristagna.

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 130

    Stampato nel 2014 da Pagine

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    Il pericolo rosso – Comunisti, cattolici e fascisti fra legalità ed eversione 1943 – 1969

    25.00

    Questo lavoro cerca di ricostruire la storia del nostro paese nel periodo compreso fra la guerra civile del 1943-45 e il 1969, inizio della strategia della tensione, avendo come filo conduttore i rapporti fra Dc, Pci, Msi e i loro referenti internazionali, alla luce dell’attività “coperta” delle organizzazioni paramilitari clandestine. Questi partiti ideologicamente forti disponevano di apparati di sicurezza e sistemi logistici attivabili in situazioni di emergenza; ciò pone problemi di enorme rilievo in merito al punto centrale, in uno stato democratico, relativo all’esercizio del monopolio della forza. Pone anche il problema dello “spazio” reale in cui si esercita la sovranità dei cittadini, laddove l’esistenza di strutture paramilitari clandestine pone dei limiti che nemmeno l’esercizio del diritto di voto può far superare. Da un lato i comunisti, con i loro apparati paramilitari riorganizzati con l’aiuto di Mosca, nati dalle costole del combattentismo partigiano, protetti e finanziati dall’Urss. Dall’altro il variegato e contraddittorio fronte anticomunista, con le sue strutture ricostituite sotto la supervisione degli anglo-americani: la gladio quale evoluzione delle formazioni partigiane cattoliche e la rete di strutture a essa collegate; la “gladio nera”, sofisticata evoluzione del radicalismo fascista “utilizzata” dall’anticomunismo di marca atlantica per operazioni illegittime e illegali: nel loro insieme, esse hanno tenuto in stallo la democrazia italiana per mezzo secolo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 378

    Stampato nel 2017 da luni editrice

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