Aspetti del futurismo in Italia e in Sardegna

Futurismo

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    Aspetti del futurismo in Italia e in Sardegna

    12.50

    A debita distanza dalle iniziative che hanno celebrato il Futurismo un secolo dopo la sua nascita (1909-2009), questa raccolta di scritti, rivolta in particolare ai giovani studenti di storia dell’arte contemporanea, fornisce alcuni utili strumenti per comprendere la straordinaria portata dell’azione che Marinetti e compagni svolsero per il rinnovamento della cultura italiana. Prima e unica avanguardia nazionale, investendo ogni settore della creatività e attraverso abili strategie di propaganda e di comunicazione, il grido futurista si è diffuso per oltre un trentennio. Con un sogno ultimo: ricostruire l’Universo, Sardegna compresa. Presentazione di Massimo Arcangeli; contributi di Alessandra Cuccu, Miranda Mucelli, Andrea Sale. Sui volumi editi da Aracne Edizioni e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 174

    Stampato nel 2011 da Aracne

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    Avanguardie di regime – Futurismi al confine orientale

    25.00

    Il completamento del titolo “1920 – 1940. Momenti di grafica applicata nella Venezia Giulia con l’area goriziana, il Friuli, l’Istria, Fiume e la Dalmazia” del catologo dell’omonima esposizione presso il Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata, testimonia dell’interesse che Trieste ha sempre avuto per la grafica pubblicitaria, sia per la declinazione commerciale della sua economia, sia per i grandi maestri che si sono confrontati con questo linguaggio. Questo lavoro non solo prende in rassegna l’arte della pura propaganda, rispondente alla giovinezza del fascismo o al nazionalismo di altri regimi, ma restituisce anche il senso della quoditianità che accompagna la pubblicità, passando da nomi noti ad altri meno conosciuti, tutti comunque desiderosi di innovare, di inserirsi in un mondo futurista, déco, costruttivista, modernista: avanguardie.

    Brossura 21 x 26 cm. pag. 320 interamente illustrato a colori

    Stampato nel 2009 da Edizioni Italo Svevo

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    Democrazia futurista

    15.00

    Marinetti si faceva artefice di nuove idee e proposte per il rinnovamento dell’Italia contenute nei ventisei punti (o capitoli) di Democrazia futurista. Il testo si avvia riferendosi, più che al più noto Manifesto del futurismo, al precedente manifesto del Partito Politico Futurista Italiano pubblicato l’11 febbraio 1918. Se si dovessero sintetizzare con una parola le proposte marinettiane, questa sarebbe senz’altro rivoluzione, sintetizzata nella formula “conflagrazione futurista”. Una rivoluzione contro la classe dirigente che governava il paese e regolava la vita italiana ridotta “a una convivenza cretina di quadri d’antenati e di una lurida servaccia”, la necessità della rivoluzione nasceva per superare il sistema di governo democratico. Tale rivoluzione doveva segnare una netta cesura con il passato poiché “noi non dobbiamo nulla al passato”, Marinetti si scaglia contro la tradizione colpevole di essere un freno allo sviluppo del paese e della nuova gloriosa classe dirigente, la borghesia, vera potenza produttiva del lavoro.

    Brossura, 11 x 17,5 cm. pag. 175

    Stampato nel 2015 da Idrovolante Edizioni

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    Democrazia futurista

    15.00

    Filippo Tommaso Marinetti

    “Il nostro Partito Politico Futurista è nato naturalmente dalla grande corrente spirituale del movimento artistico futurista. Unico nella storia il nostro Partito è stato concepito, voluto e attuato da un gruppo di artisti poeti, pittori, musicisti, ecc.: che, carichi di genio e di coraggio ormai provati, dopo avere svecchiato brutalmente e modernizzato l’arte italiana sono giunti logicamente ad una concezione di politica assolutamente sgombra di retorica, violentemente italiana e violentemente rivoluzionaria, libera, dinamica e armata di metodi assolutamente pratici. Poiché un passato illustre schiacciava l’Italia e un avvenire infinitamente glorioso ribolliva nel suo seno, appunto in Italia, sotto il nostro cielo troppo voluttuoso, l’energia futurista doveva nascere, dieci anni fa, organizzarsi, canalizzarsi, trovare in noi i suoi motori, i suoi apparecchi di illuminazione e di propagazione. L’Italia, più di qualunque altro paese, aveva un bisogno urgente di futurismo, poiché moriva di passatismo. L’ammalato inventò il proprio rimedio. Noi siamo i suoi medici occasionali. Il rimedio vale per gli ammalati di ogni paese.”

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    Futurismi postali – Balla Depero e la comunicazione postale futurista

    20.00

    I futuristi sono stati indubbiamente dei pionieri dell’arte postale: la dimensione futurista della pratica della comunicazione postale si realizzava in termini di immagine immediata, visiva e grafica insieme, con la consapevolezza piena della natura particolare del mezzo, sia quale nuovo canale comunicativo, non tanto alternativo, quanto ulteriore, sia quale spazio di una dialettica istituzionalizzata. La comunicazione postale futurista rappresenta un capitolo a sè nell’arte postale con una molteplicità di soluzioni personali e diverse modalità: quella creativa, quella delle intestazioni – da quelle fortemente autopubblicitarie di Depero a quelle autorappresentative della Centrale Marinettiana, da quelle preminentemente informative del gruppo torinese alle invenzioni personali di Vasari – e poi la proposta istituzionale di cartoline. Il presente volume non si vuole proporre come esaustivo ma offre una bella varietà di rappresentazioni delle principali invenzioni.

    Brossura 21 x 29,5 cm. pag. 210 con moltissime illustrazioni b/n e colori

    Stampato nel 1986 da Longo

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    Futurismo come prefascismo – Emozione contro ragione. Il filo rosso della storia italiana

    12.00

    L’intento di questo libro consiste nel sottolineare una caratteristica fondamentale della storia italiana, un filo rosso che vede l’emozione contro la ragione, l’improvvisazione e i lazzi della commedia dell’arte, priva com’è noto di una trama, contro il calcolo razionale o, quanto meno, il progetto ragionevole. Il movimento futurista, che riflette la crisi della società elitaria, ha indubbie ricadute sociali e politiche, implica il passaggio da una liberal-democrazia di notabili a un regime democratico di massa, che paradossalmente trova nel fascismo il suo sbocco e finisce per giustificare la dittatura. Il dialogo dei futuristi con i fascisti è intenso. Con il prevalere e il consolidarsi dei Fasci (dai quali Marinetti e altri futuristi si distaccheranno nella primavera del 1920) prende inizio la dissoluzione del futurismo in quanto effettivo movimento d’avanguardia.

    Brossura, 12 x 19,5 cm. pag. 140

    Stampato nel 2016 da Solfanelli

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    Futurismo e fascismo

    15.00

    Filippo Tommaso Marinetti

    “Fra le tante definizioni io predediligo quella data dai teosofi: – I Futuristi sono i Mistici dell’Azione” -. Infatti i Futuristi hanno combattuto e combattono il passatismo sedentario sotto tutte le forme: prudenza diplomatica, logica pessimista, neutralismo, tradizionalismo, culto del libro, biblioteche musei e professori. essi hanno adorato e adorano la vita nella sua colorata e tumultuosa varietà illogica e nella sua bellezza muscolare sportiva. Armati di coraggio temerario e innamorati d’ogni pericolo, essi arrichiscono l’arte, attraverso una vita impavidamente osata, vissuta, goduta. Creare vivendo. tavolta contraddirsi. affermare, slanciarsi, resistere, riattaccare! Indietreggiare mai! marciare, non marcire!

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    Il dizionario del futurismo

    200.00

    Due eleganti volumi con illustrazioni, raccolti in cofanetto, dedicati allintero universo del Futurismo, il più innovativo e fecondo movimento artistico-culturale nato novantanni fa in Italia e irridiatosi poi con varia intensità in tutti i paesi dEuropa e dAmerica scossi dallondata delle avanguardie novecentesche. La ricerca, coordinata da Ezio Godoli, è stata promossa dal Mart, Museo dArte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, sede del Centro Internazionale di Studi del Futurismo e luogo privilegiato per la conoscenza del movimento davanguardia. Il Dizionario è frutto di un lavoro iniziato quindici anni fa e realizzato da un centinaio di studisosi italiani e stranieri. Oltre 1200 voci e migliaia di notizie selezionate e organizzate in unopera unica che indaga tutti i settori coinvolti nellesperienza futurista ( letteratura, politica, arte, architettura, grafica, cinema, moda, musica, teatro, spettacolo). Una bibliografia aggiornata arricchisce ogni voce e un sitema di rimandi interni collega trasversalmente gli argomenti, per agevolare una letura specialistica, ma anche rivolta a chiunque affronti la materia senza cognizioni approfondite e voglia orientarsi tra i tanti temi trattati.

    2 volumi raccolti in cofanetto 21 x 28 cm. pag. 1276 illustrato con circa 500 immagini

    Stampato nel 2002 da Vallecchi

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    Il futurismo

    135.00

    A quasi cent’anni di distanza dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti (1909), questa nuova, vasta monografia riassume la storia del movimento e i numerosissimi contributi scientifici comparsi soprattutto negli ultimi trent’anni. Movimento fondamentale nella storia delle avanguardie europee, dal Futurismo si dipartono le principali correnti artistiche dell’arte italiana del XX secolo. L’autore presenta un attento excursus del movimento, analizzando gli esponenti principali, da Balla a Boccioni e da Depero a Severini, che ebbero il merito di porre al centro della sensibilità artistica temi che si sarebbero poi imposti in tutte le forme della produzione culturale: la velocità, la metropoli, l’individuo e la guerra. L’esaltazione della modernità andava così di pari passo con il rifiuto dell’idea di un’arte elitaria, relegata agli spazi dei musei e della cultura aulica, sostituendo al culto del passato l’esplorazione del futuro.

    Cartonato con sovracopertina a colori e cofanetto, 28 x 33 cm. pag. 384 con oltre 300 illustrazioni b/n e colori

    Stampato da Federico Motta Editore

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    Il futurismo. Anni ’10-Anni ’20. Ediz. a colori

    30.00

    Questo volume propone, nei testi e nelle opere, il grande tema futurista della ricerca di una nuova umanità, mettendo al centro il motivo formale e retorico dell’antropomorfismo. In bilico tra una concezione progressista e negativa del rapporto tra l’uomo e la macchina, capace di assumere come potenza la condizione alienata della modernità, il futurismo inventò soluzioni creative che, non fermandosi nel quadro, lo oltrepassarono per creare un “organismo autonomo”, l’oggetto reale come nuova umanità. Catalogo della mostra (Napoli, 19 ottobre 2018-17 febbraio 2019).

    Brossura, 24 x 28 cm. pag. 127 riccamernte illustrato con decine di opere e manifesti dell’epoca a colori

    Stampato nel 2018 da Skira

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    Italian Futurism and the First World War

    69.00

    Il lavoro di Selena Daly è il primo studio completo sul Futurismo nel periodo della Prima Guerra Mondiale. In questo libro, si prende in esame l’impegno culturale, politico e militare dei futuristi in relazione allo sforzo militare, sia sui campi di battaglia, sia sul fronte interno. Il volume delinea la sua esposizione con l’inizio della guerra, rvivivendo le esperienze futuriste attraverso l’analisi di materiale inedito, tra cui lettere, diari e documenti militari, così come giornali, riviste e romanzi popolari. L’autrice presta molta attenzione per i protagonisti come Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Emilio Settimelli, e le figure meno conosciute come Giuseppe Steiner e Ennio Valentinelli. Questo notevole lavoro, offre nuove prospettive sia per il non specialista che per l’esperto.

    Rilegato, 15 x 23 cm. pag. 280

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2016 da University of Toronto Press

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    L’elica e la luce – Le futuriste 1912-1944. Catalogo della mostra (Nuoro 9 marzo-10 giugno 2018)

    29.00

    “L’indagine sulla questione femminile nell’ambito dei movimenti dell’avanguardia storica prosegue con questo nuovo e coraggioso progetto espositivo dedicato alle donne futuriste (…). Illustrare quanto le donne siano state una presenza creativa costante all’interno del movimento, soprattutto nella sua fase avanzata, emendandone così il frainteso maschilismo, e dimostrare come queste abbiano di fatto messo in pratica le premesse di interdisciplinarietà della ricostruzione futurista dell’universo, riuscendo a fondere le diverse vocazioni in una visione e in un’attività coerenti. Questa indagine ha condotto alla creazione della più ampia mostra mai realizzata su questo argomento, con il maggior maggior numero di figure rappresentate e un’estensione capace di abbracciare l’intero territorio nazionale, che il futurismo aveva conquistato negli anni della sua massima affermazione, tra il 1912 e il 1944. Un progetto che può dirsi certamente frutto di un lavoro collettivo, sviluppato a stretto contatto con i diversi archivi del futurismo, sia pubblici sia privati, con gli eredi delle artiste coinvolte e con i tanti ricercatori che, generosamente, hanno messo a disposizione le proprie conoscenze.

    Rilegato, 23,5 x 28 cm. pag. 192 riccamente illustarto a colori

    Stampato nel 2018 da Officina Libraria

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    La cucina futurista

    15.00

    Ultima delle «grandi battaglie artistiche e politiche di Marinetti fu quella di “modificare” la cucina tradizionale, spesso considerata come la lotta contro l’”alimento amidaceo” (cioè la pastasciutta), colpevole di ingenerare negli assuefatti consumatori “fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo”, prende le mosse da una cena al ristorante milanese “Penna d’oca” (15 novembre 1930. Al termine, Marinetti preannuncia il Manifesto della Cucina Futurista, che sarà pubblicato su «Comoedia» il 15 gennaio 1931. Precursore della cucina futurista è però il cuoco francese Jules Maincave, che nel 1914 aderisce al futurismo. Al lancio del Manifesto segue una folta serie di conferenze e banchetti futuristi in Italia e in Francia, l’inaugurazione della taverna “Santopalato” e finalmente, nel 1932, la pubblicazione del libro La cucina futurista di Marinetti e Fillia. I futuristi si impegnarono anche a italianizzare alcuni termini di origine straniera, il cocktail divenne così la polibibita (che si poteva ordinare al quisibeve e non al bar; analogamente, il sandwich prese il nome di tramezzino, il dessert di peralzarsi e il picnic di pranzoalsole.

    Brossura, 12 x 17 cm. pag. 268

    Stampato nel 2019 da Centro Librario Occidente

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    La politica culturale del movimento futurista begli anni Trenta – Il caso «futurismo», «Sant’Elia» e «Artecrazia»

    13.00

    Marinetti aveva tutti i titoli per considerarsi precursore del fascismo e senza dubbio il suo movimento futurista è stata la forma d’arte più originale delle due rivoluzioni del secolo ventesimo: quella bolscevica e quella fascista.
    Meno consacrato è il “secondo futurismo”, ove fiorirono l’aeropittura, la grafica pubblicitaria, la fotografia.
    Questo saggio è volto a documentare, attraverso l’attenta lettura delle tre riviste dirette da Mino Somenzi negli anni Trenta, il dibattito culturale che dal 1932 al 1939 ha accompagnato e sorretto le opere del secondo futurismo. Dibattito teso all’ambizione di veder riconosciuto anche nell’Italia fascista il futurismo come arte di Stato.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 110

    Stampato nel 2007 da Settimo Sigillo

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    Le arti e il fascismo – Italia anni trenta

    5.00

    Negli anni Trenta, in Italia, il sistema delle arti deve confrontarsi con il regime fascista e le sue esigenze di controllo e propaganda, ma al tempo stesso diventa terreno di confronto fra artisti e tendenze. Una scena artistica vivace e combattiva, con fautori del classico e delle avanguardie, astrattisti ed espressionisti, cantori dei trionfi dell’impero e minimalisti crepuscolari. Un clima comunque fervido, che attraversa pittura, scultura, architettura, design, arti minori e anche i nuovi media del tempo: cinema, riviste, comunicazione pubblicitaria. Un sistema che il regime, in parte, cerca di ingabbiare in logiche corporative e che invece riceve visibilità in manifestazioni come Biennale, Triennale, Quadriennale.

    Brossura, 21 x 28,5 cm. pag. 50 completamente illustrato b/n e colori

    Stampato nel 2015 da Giunti

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    Littoria. Sibò. Catalogo della mostra (Roma, 10 maggio-30 settembre 2018)

    22.00

    Lussuoso catalogo di una mostra di quadri realizzati durante il Ventennio dal pittore futurista Pierluigi Bossi detto Sibo’ tenutasi a Roma tra maggio e settembre 2018

    Brossura, 27 x 23 cm. pag. 90 interamente illustrato con illustarzioni quadri e documenti d’epoca a colori

    Stampato nel 2018 da Lantana Editore

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    Manifesti del futurismo

    25.00

    L’opera riunisce un’estesa selezione di documenti del movimento, in genere “manifesti”, ordinati cronologicamente, sino a coprire l’intera stagione della sua fioritura e del suo sviluppo, dal 1910 al 1921. Questi testi, rappresentativi dell’attività di tutti i principali animatori del movimento Boccioni e Balla, Marinetti, Palazzeschi, Russolo e Severini, Sant’Elia e altri – intendono restituire l’ampiezza di temi e di orizzonti pratico-poetici affrontati dal Futurismo, dall’iniziale carattere letterario all’apertura alle arti plastiche, alla musica, all’etica, alle problematiche sociali e politiche. La veste tipografica dei testi, il più possibile aderente agli originali, le note analitiche di accompagnamento a ogni manifesto, l’estesa cronologia del movimento, il saggio critico, la sezione iconografica, rendono questa raccolta uno strumento per lo studio degli sviluppi e del respiro internazionale della discussa stagione futurista. Dalla loro lettura appare inoltre evidente l’influsso che il movimento ha avuto su buona parte dell’arte contemporanea: happening, provocazione e contestazione pubbliche, utilizzo di materiali di recupero, sperimentalismo tecnico.

    Brossura, 13 x 22 cm. pag. 252 con illustrazioni b/n

    Stampato nel 2015 da Abscondita

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    Mario Sironi. Disegni, progetti e bozzetti per Il Popolo d’Italia. Mario Sironi e le illustrazioni per Il Popolo d’Italia 1921-1940. Cofanetto 2 Vol.

    70.00

    In questo significativo nucleo totalmente inedito di ben 120 disegni, ritroviamo un Mario Sironi “vignettista”: vere e proprie istantanee pubblicate negli anni del fascismo sul quotidiano di regime, “il Popolo d’Italia”, il giornale fondato da Benito Mussolini. Intorno al giornale ruotavano, un insieme di altre pubblicazioni che costituivano la rete editoriale principale del fascismo: testate direttamente dipendenti dal quotidiano, come il settimanale “Domando la Parola! Il Lunedì del Popolo d’Italia”, poi trasformato in “La Rivista Illustrata del Popolo d’Italia”, l'”Almanacco enciclopedico del Popolo d’Italia”, e infine “Gerarchia”. Un bozzetto per “La penna dei ragazzi” (poi “Anno XII”) che si trova nel gruppo sembra esulare dallo stretto giro del “Popolo”, ma la direzione di Vittorio Mussolini, figlio del Duce, lo riconduce all’ambito strettamente mussoliniano, e probabilmente Sironi si trovò ad elaborarlo direttamente nella sede del quotidiano. Inoltre, troviamo un significativo nucleo di disegni eseguiti per i bassorilievi destinati alla facciata e all’atrio della nuova sede del “Popolo d’Italia” che l’architetto Muzio aveva progettato nel 1938.

    Brossura, 25 x 30 cm. pag. 132 + 280 completamente illustrato a colori e b/n

    Stampato nel 2016 da Manfredi Edizioni

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