Documenti per il Fronte della Tradizione n. 9 – Primo schema costituzionale per uno Stato dell’Ordine Nuovo

Pensiero Politico

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    Documenti per il Fronte della Tradizione n. 9 – Primo schema costituzionale per uno Stato dell’Ordine Nuovo

    4.00

    Serie di documenti per “Il Fronte della Tradizione” a cura dell’Associazione Culturale RAIDO che, propongono o, ripropongono scritti che vogliono essere un contributo a far chiarezza su argomenti diversi, a volta, di fondamentale importanza. Queste agili monografie sono indicate a chiunque voglia far chiarezza in questi tempi in cui la civiltà corre verso l’annientamento cercando una nuova, anzi un’antica visione del mondo, nel senso tradizionale del termine. Il presente fascicolo verte sullo schema costituzionale ideato da Adriano Romualdi e Rutilio Sermonti ai tempi di “Ordine Nuovo”.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 70

    Stampato nel 1998 da Raido

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    1914 – 1945 Giovani nella tempesta – Guerra filosofia e mistica politica

    20.00

    1914 – 1945 sono gli anni di un conflitto trentennale e distruttivo. In questo arco di tempo generazioni dfi giovani e giovanissimi si sono messe alla prova del sangue e del fuoco, non sempre per costrizione della leva obbligatoria, ma animati dalla convinzione che partecipare fosse doveroso per il proprio onore e per la propria visione del mondo incentrata sul Volk e sul Vaterland, cioè sull’appartenenza alla Comunità popolare, mistico-naturalistica, ed al Paese dei Padri. Molti di questi giovani non erano alieni da interessi letterari e filosofici, da idee e immagini poetiche che, facendone degli intellettuali precoci, li distinguevano dagli altri combattenti, ne facevano cioè soldati “politici”, portati a cercare la bella morte combattendo. Le pagine qui di seguito raccolte individuano immagini e tematiche e emblematizzano stati d’animo presenti in tre giovani tratti dalla lunghissima schiera di coetanei in divisa– Ernst Jünger, Ernst von Salomon e il meno noto Giuseppe Vassalli – e in generale tra coloro che erano stati inquadrati nelle Waffen SS.

    Brossura 15 x 21 cm. pagg. 215

    Stampato nel 2017 da Ritter

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    Adriano Romualdi. L’uomo, l’opera e il suo tempo

    15.00

    A quarant’anni dalla tragica morte, il pensiero eretico e politicamente scorretto di Adriano Romualdi viene esaminato in tutta la complessità delle sue articolazioni, in modo da offrirne un panorama completo, finora mancante nella pur vasta letteratura sul neofascismo. Il pensiero romualdiano viene ripercorso attraverso l’esame di tutta la sua vasta bibliografia, sia per inserirlo nel suo contesto storico, sia per individuare quelle linee che, nel panorama desertificato delle culture politichwe, sono ancora in grado di offrire una chiara e coerente concezione del mondo visto da Destra. L’Europa-nazione, la ricerca delle radici indoeuropee, l’interpretazione del fascismo come Rivoluzione Conservatrice, l’idea di uno Stato nuovo e del valore della cultura come forza prepolitica, sono certamente risposte che Romualdi forniva ai problemi del suo tempo, ma costituisco ancora, per chi vuole mantenere una vigilanza critica sulle tendenze del mondo moderno, un utile strumenti interpretativo.

    Brossura 15 x 21 pag. 156

    Stampato nel 2012 da Settimo Sigillo

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    Alternativa per la Germania – 1989-2019 la destra tedesca dall’Npd al sovranismo

    15.00

    La parabola evolutiva della destra tedesca non è mai stata sufficientemente analizzata. In questo agile saggio, che unisce la cronaca storica all’analisi politologica, vengono ricostruite le tappe cruciali di un percorso che inizia con la caduta del Muro di Berlino: dalle nostalgie nazionalsocialiste delle formazioni radicali agli effimeri successi dell’Npd, dalle evoluzioni interne alla Cdu al contributo culturale della Nuova Destra, dal fenomeno Pegida all’ascesa di Alternative für Deutschland. Quest’ultima – nata nel 2013 – rappresenta oggi una forza affermata e consolidata, che gode di un consenso trasversale e diffuso, la cui linea politica viene attentamente indagata dall’autore: l’opposizione alle migrazioni di massa e la difesa dei confini nazionali; l’euroscetticismo e la messa in discussione della burocrazia europea; la difesa dell’identità culturale tedesca minacciata dall’islamizzazione e dalla globalizzazione; il richiamo alla “Comunità di Popolo”, alla centralità dello Stato sociale e alla democrazia diretta; la proposta di una geopolitica nuova, con lo sguardo rivolto alla Russia di Putin; la tutela della famiglia e dei valori tradizionali.

    Brossura, 12 x 16,5 cm. pag. 214

    Stampato nel 2019 da Passaggio al Bosco

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    Anni della decisione

    25.00

    L’intelligenza del traduttore ha voluto esplicitare il titolo di questo straordinario testo spengleriano. Non più “Anni decisivi”, come era stato proposto nella prima edizione italiana, ma “Anni della decisione”: una formula con cui più propriamente si esprime l’anima dello scritto di Spengler. Egli ritiene infatti che, nei tempi dei dissidi etnici, si consumi una battaglia campale per il senso degli equilibri mondiali, posto che le Nazioni siano,
    goethianamente, “idee”, ovvero: “forme interiori di una vita eminente che, con naturalezza e senza essere avvertita, si compie in ogni azione, in ogni parola”.

    Brossura 13,5 x 20,5 cm. pag. 234

    Stampato nel 1994 da Edizioni di Ar

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    Apologia della reazione

    20.00

    Provocatorio, irritante, anticonformista: questo pamphlet di Jacques Ploncard d’Assac è un violento schiaffo in faccia al perbenismo ipocrita del politicamente corretto, di cui smaschera falsità e paradossi. Ci sono delle epoche nella storia in cui si può andare avanti soltanto tornando indietro, e questa che stiamo vivendo è una di quelle: la civiltà che credevamo acquisita si sta sfasciando e non ci resta che fermare la decadenza. Come? Reagendo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 222

    Stampato nel 2017 da Oaks Editrice

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    Aristocrazia operaia

    22.00

    «Il capitale accentrandosi, trasformando radicalmente e potentemente la propria azione, ha specializzato le diverse categorie dei lavoratori, ha creato fatalmente ad ognuna dei propri bisogni e delle proprie attitudini: finirà col separarle nettamente con l’offa di qualche franco di più a qualcuna delle privilegiate, a taluni componenti, delle quali, dà il modo di costruirsi anche una propria casa, creandoli così bravamente proprietari. E così ognuno per proprio conto, a seconda delle proprie forze, capitalisti ed operai, dietro al comune miraggio, nella corsa pazza della bestia umana verso l’egoismo il più mostruoso! O vecchi sognatori, morti negli stabilimenti di pena o fucilati sulle piazze, o illusi di uno sfondo radioso di fratellanza umana, chi foste voi, se non dei pazzi generosi, pensando di redimere in pochi anni l’umanità?! Questa umanità, che nel suo complesso, diventa sempre più vile ed egoista man a mano che la scienza segna tante innovazioni e strappa e discopre tanti preziosi segreti alla natura?!» A cura di Guido Andrea Pautasso.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 197

    Stampato nel 2019 da Aspis

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    Carl Schmitt – Saggi

    11.50

    I testi raccolti in questo volume scandiscono le tappe principali del dialogo intellettuale che Gianfranco Miglio intrattenne per molti anni con le ipotesi di Carl Schmitt. Benché rendesse sempre un sincero omaggio alle intuizioni del giurista tedesco, Miglio non nascose mai che il suo intento era superare i limiti oltre i quali Schmitt non aveva avuto l’ambizione di avventurarsi. Il suo obiettivo era infatti recidere definitivamente il residuo legame nostalgico con l’esperienza dello Stato moderno che aveva impedito al «grande vegliardo della politologia europea» di riconoscere il cuore oscuro e irrazionale dei fenomeni di aggregazione politica. In quel lungo confronto possiamo così riconoscere, oltre a una grande ammirazione, i segnali di una divergenza significativa. Ma anche per questo le pagine in cui, partendo da Schmitt, Miglio ambiva a procedere «oltre Schmitt», continuano a riproporci una serie di interrogativi fondamentali

    Brossura, 12 x 19,5 cm. pag. 66

    Stampato nel 2018 da Scholè

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    Come nave in tempesta – Il governo della città in Platone e Aristotele

    24.00

    Nella Grecia antica lo Stato è paragonato a una nave che deve compiere una traversata per giungere felicemente in porto. È qui che nasce la nozione di governo e con essa le domande politiche fondamentali: come deve essere governata una città per evitare i conflitti interni, approdare alla concordia e salvaguardare la pace? Come garantire l’alternanza al potere? Affidare il governo della città ai filosofi è la condizione per eliminarne i mali? Che cosa significano amicizia e concordia tra i cittadini? Platone e Aristotele vissero in un mondo di città più o meno autonome, circondato da grandi monarchie, e avevano sotto gli occhi in primo luogo Atene, la polis che allora rappresentava la forma più complessa e articolata di democrazia. Il carattere diretto della forma ateniese di democrazia era assicurato non soltanto dalla partecipazione alle decisioni comuni attraverso il voto nelle assemblee aperte a tutti i cittadini a pieno titolo, ma anche da una articolata istituzione nella rotazione delle cariche, potenzialmente accessibile a tutti i cittadini attraverso elezione o sorteggio. Giuseppe Cambiano, uno dei massimi studiosi del pensiero antico, restituisce la riflessione di Platone e Aristotele sul buon governo illuminando il loro e il nostro presente.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 260

    Stampato nel 2016 da Laterza

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    Conflitto è libertà – Saggio su Machiavelli

    15.00

    Il libro si propone di essere uno studio sul pensiero politico di Machiavelli, inteso come pensiero in grado di provocare “contraddizioni istruttive” in chi decida di indagarlo e approfondirlo. L’argomento machiavelliano rivela, infatti, una dimensione che sembra essere determinante e costitutiva nella riflessione sulla politica: la dimensione del conflitto, che Machiavelli inaugura, per primo, nello spazio della politica. Il conflitto, per Machiavelli, non è un elemento contingente e provvisorio, ma il nucleo fondativo e irriducibile della politica. Il conflitto non è un residuo, o un rischio estremo, che la politica debba, o possa, rimuovere, ma esattamente il suo “fatto”, la sua “materia”, alla quale nessuna “forma”, nessun ordine, potrà mai rinunciare, pena la decadenza del politico stesso. A partire dal riconoscimento teorico che il conflitto rappresenta un criterio normativo cruciale nel dilemma della convivenza umana, il saggio mette alla prova la tesi secondo la quale il concetto di divisione restituito da Machiavelli possa diventare un principio operativo per la politica, un principio per un nuovo tipo di agire politico.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 172

    Stampato nel 2012 da ETS

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    Contro il liberalismo

    20.00

    Davvero pochi pensatori politici spagnoli sono stati ammirati e detestati in tutta Europa e America come Juan Donoso Cortés. Riscoprire il principio religioso, denunciare la strada senza uscita del progressismo, proclamare che dietro ogni grande questione politica vi è una grande questione teologica, professare che una società che rinuncia alla propria religione presto o tardi perde la propria cultura, enunciare che la storia non ha altro senso se non quello della salvezza, affermare che all’origine dei disordini vi è la dimenticanza del cattolicesimo: da ciò scaturiscono le ragioni profonde, sebbene non confessate, della sua ammirazione o esecrazione. Il nostro mondo postmoderno sembra accettare il declino ineluttabile delle profezie secolarizzate che fino a ieri annunciavano il raggiante futuro dell’uomo moderno. Giudicata arcaica, la critica donosiana dell’individualismo, del collettivismo, dell’economicismo, del materialismo e della grande mescolanza mondialista, oggi è più attuale che mai.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 234

    Stampato nel 2018 da Idrovolante Edizioni

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    Decadenza e Fine della Civiltà – Estratto dall’ Inégalité des Races humaines

    10.00

    Proprio il 14 luglio, nel giorno della tragica farsa della presa della bastiglia e della pseudo-rivoluzione anti-francese, nasceva quel grande indimenticabile genio che fu il Conte de Gobineau; amico e collaboratore di Alexis De Tocqueville, nonché critico e nemico acerrimo del centralismo statalista giacobino, cantore delle libertà locali e dell’individualismo aristocratico ariano ed uno dei più eccelsi uomini di cultura dell’Europa dell’800. Il libro riporta un estratto della sua opera più conosciuta che l’ha reso celebre ai posteri: “Essai sur l’Inégalité des Races Humaines” (Parigi, 1853-1855).

    brossura, 14 x 21 cm. pag. 46

    Stampato nel 2006 da Effepi.

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    Democrazia e Oligarchia

    13.00

    “Chi dice democrazia dice “organizzazione”; chi dice organizzazione dice “oligarchia”. Partito da una visione rousseauiana e marxista del potere politico, Michels approderà ala concezione di una “nuova democrazia”, nella quale la struttura oligarchica connaturata alla realtà stessa del potere si caratterizza attraverso il rapporto tra capo carismatico e le masse in un quadro di unità nazionale e sociale, segnata dal solidarismo economico. Tale “nuova democrazia” per Michels è il fascismo.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 98

    Stampato nel 2012 da Edizioni di Ar

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    Dietro la bandiera rossa – Il comunismo creatura ebraica

    20.00

    Se la storia ebraica riflette sempre il tema che il popolo di Israele è il popolo scelto da Dio per redimere il mondo, è vero che questo popolo deve essere un partner attivo, nelle imprese umane come in quelle divine. Per questo, nel XIX e XX secolo, impazienti, senza attendere l’arrivo di quel Messia che avrebbe liberato l’umanità, gruppi sempre più numerosi di ebrei, fidenti nelle nuove Tavole laicizzate da Marx, diedero vita al più atroce tentativo di distruggere il mondo reale. Questo ponderoso saggio documentale mette in evidenza, senza possibilità di dubbio o confutazione, come dietro al bolscevismo, come dietro a ogni comunismo che tra le due guerre cercò di incendiare l’Europa, ci sia stata la longa manus ebraica non solo ideologica ma anche organizzativa, e non tanto a livello dei sottufficiali, quanto proprio a livello degli ufficiali superiori. Il presente volume ripropone la specifica sezione russa della più ampia e comprensiva opera “Dietro la bandiera rossa – Il comunismo, creatura ebraica”, con le dovute correzioni e gli aggiornamenti documentali occorsi nei tre anni seguiti alla sua pubblicazione.

    Prodotto nel 2016 da Effepi

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    Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio

    27.80

    Torna il commento puntuale di Machiavelli alla narrazione liviana: tre libri che pongono l’accento su origine, organizzazione e decadenza della grande repubblica romana, e di ogni repubblica, intesa come ordinamento statale capace di armonizzare le tendenze e gli interessi particolaristici. Così, sotto la veste apparentemente dimessa di un commento a Livio, viene articolandosi una visione del mondo coerente, che pur illustrando in termini inconsueti il nesso fra società, storia e natura, rifugge da ogni sistemazione dottrinale legata a rivelazioni provvidenzialistiche o ad astratte speculazioni filosofiche.

    Brossura 12 x 19 cm. 2 voll. per complessive pag. VI + 1674

    Stampato nel 2006 da UTET

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    Elogio della monarchia imperiale

    10.00

    L’idea centrale di questo libro è l’utopia di uno Stato etico e teocratico neo-imperiale. Marcando una linea divergente e antagonista nei confronti della “modernità”, responsabile della desacralizzazione del mondo, dimostra come il vissuto del sacro e del trascendente nella vita psicologica, sociale, artistica e culturale sia una premessa irrinunciabile della politica. Questo è un testo, comunque, non solo di filosofia e di politica, ma è anche un testo poetico, l’opera è pervasa da una nostalgia di grandezza, di un mondo abitato da anime… Come riporta il testo, “la terra è piena di dèi, di angeli”, non è “un arido deserto sorvolato dalla razionalità”.

    Brossura 13 x 21 cm. pag. 165

    Stampato nel 2010 da Controcorrente

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    Ernst Junger

    30.00

    Questo libro è una novità nel panorama editoriale italiano. Innanzitutto perché vi collaborano ben trenta autori tra esperti, docenti e ricercatori universitari impegnati in varie discipline (Germanistica, Filosofia, Storia delle dottrine politiche, Diritto, Psicologia, Economia, eccetera). E poi perché, in genere, i lavori collettanei si concentrano su un unico argomento, oppure, diventano – al contrario – un insieme confuso di saggi che non vanno oltre la cifra agiografica o celebrativa mentre, nel caso specifico, l’intento è quello di offrire una prospettiva analitica sull’intera opera di Ernst Jùnger. Infatti, in ogni singolo capitolo gli autori si confrontano su uno o due temi ma lo fanno con sensibilità culturali, punti di vista e approcci professionali divergenti, in modo che il lettore possa avere la possibilità di accostarsi ad uno dei più grandi pensatori del Novecento avendo davanti uno spettro completo di valutazioni.

    Brossura, 13,5 x 20,5 cm. pag. 514

    Stampato nel 2015 da Solfanelli

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    Ernst Junger

    35.00

    “A questo punto si dovrebbe entrare nel merito del suo trattato ‘Sul dolore’ e mettere in luce l’intima connessione tra il ‘lavoro’ e il ‘dolore’. Questa connessione rinvia ai riferimenti metafisici che le si manifestano a partire dalla posizione metafisica della sua opera II lavoratore.” Così Heidegger in occasione dei sessant’anni di Jünger, in un decisivo (quanto inquietante) passaggio di “La questione dell’essere”. Che riesce però in parte oscuro. Il loro confronto, infatti, è sempre rimasto vincolato a poche intensissime battute, quelle raccolte nel volumetto “Oltre la linea”, in mancanza di ulteriori attestazioni dell'”Auseinandersetzung” tra i due inconciliabili “Titani”. Ecco allora che Ernst Jünger, il volume che presentiamo, e che raccoglie tutti gli appunti degli anni Trenta, il “Colloquio su Jünger” (che Heidegger tenne con un ristretto gruppo di colleghi all’Università di Freiburg), un manoscritto sul concetto jungeriano di forma del 1954 e ciascuna delle glosse manoscritte appuntate dal filosofo sulle sue copie di lavoro, colma questa lacuna, mettendo a disposizione del lettore italiano l’intera mole degli scritti dedicati a Jünger in cui emerge con assoluta chiarezza il ruolo di prim’ordine giocato dall’autore delle “Tempeste d’acciaio” nelle celeberrime pagine heideggeriane consacrate alla questione della tecnica.

    Rilegato, 22 x 16 cm. pag. 872

    Testo tedesco a fronte

    Stampato nel 2013 da Bompiani

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    Ernst Junger – Il combattente l’operaio l’anarca

    12.00

    Julius Evola scopre, interpreta e racconta Ernst Jünger, testimone dello scorso secolo. Due giganti del Novecento che sembrano appartenere ad un medesimo disegno dello spirito, complici di quella tensione verso l’alto che si manifesta nel sodalizio ideale delle intelligenze scomode e non allineate. Un viaggio inedito nell’opera jungheriana, capace di alimentare suggestioni ancora attualissime attraverso un’attenta analisi dei suoi capolavori: Nelle Tempeste d’acciaio (1920), L’Operaio (1932) e Il Trattato del Ribelle (1951). Un viaggio che ci racconta lo Jünger soldato, operaio ed anarca, restituendoci anche elementi importanti del pensiero evoliano: dal “realismo eroico” alla volontà di affrontare la pace con un clima interiore da guerra, dal concetto di élites posto su di un piano esistenziale e non solo economico-intellettuale alla differenza fra libertà da e libertà per qualcosa, dalla dicotomia Ordine-Partito alla fortunata formula del veleno che si trasforma in farmaco.

    Brossura, 12 x 16,5 cm. pag. 166

    Stampato nel 2017 da passaggio al Bosco

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    Ernst Junger – L’Ideale nuovo e la Mobilitazione totale

    15.00

    Questo studio ripercorre la parabola nel politico dell’uomo che accolse nel crogiolo della sua sapienza le suggestioni di Stirner e quelle dei grandi del pensiero conservatore, che godette dell’incondizionata stima di Hitler e congiurò per attentare alla sua vita, che si fece profeta dell’ala più radicale della Konservative Revolution e subì il fascino del Niekish nazional-bolscevico. Lo Junger degli ultimi tempi, l’aristocratico anarca, insignito nel 1982 del prestigioso premio Goethe, non può comprendersi senza ripercorrere le tracce del suo inquieto itenerario politico e ideologico.

    Brossura, 12,5 x 19,5 cm. pag. 191

    Stampato nel 1981 da Akropolis

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    Ernst Junger – Terrore e libertà

    18.00

    “Certi valichi e certe mulattiere si scoprono soltanto dopo aver fatto una lunga salita. Si è ormai giunti a una nuova concezione del potere, a brutali condensazioni dagli effetti immediati. Per opporsi a esse è necessaria una nuova concezione della libertà, ben lontana dagli sbiaditi concetti che oggi vengono associati a questa parola. Ma ciò presuppone che non ci si accontenti di salvar la pelle, e anzi si sia disposti a rischiarla.”

    Che ne è della libertà del singolo nell’epoca della guerra infinita al terrore, della prevenzione come sistema di pensiero e nella società planetaria della produzione del lavoro? C’è ancora spazio per la pace, la bellezza e la felicità nell’era della pianificazione della vita? L’autore risponde a queste domande confrontandosi con il pensiero di uno dei più grandi interpreti della cultura europea del XX secolo, Ernst Jünger; in questo volume la sua visione del lavoro, della tecnica e della guerra si rivela come un imprescindibile punto di riferimento per chiunque non voglia arrendersi alla normalizzazione globale del pensiero e dell’azione.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 270 foto b/n

    Stampato nel 2007 da AgenziaX

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    Ernst Junger – Un altro destino tedesco.

    18.00

    Con questo volume Dominique Venner, “cuore ribelle”, tributa un omaggio al “cuore avventuroso” di E. Jünger. Lo storico francese, noto in Italia essenzialmente per il (poco compreso) suicidio nella cattedrale di Notre Dame, fu un grande ammiratore del solitario di Wilflingen col quale rimase in corrispondenza epistolare per anni. Ad avvicinarne le sensibilità fu una singolare coincidenza di avvenimenti che ne attraversò l’esistenza e che avrebbe fatto la gioia di Plutarco. L’esperienza bellica, il successivo impegno politico e gli anni della maturità trascorsi lontano dalla modernità annientatrice d’ogni valore, sono i tratti che, hanno segnato il percorso terreno di entrambi. In questo libro l’ex combattente d’Algeria e attivista dell’estrema Destra, recuperato agli studi in forza della galera inflittagli e dei travagli interiori, tratteggia, con lo stile asciutto e tagliente che lo contraddistingue, i momenti più salienti dell’esperienza umana di Jünger. Tedesco accettabile persino per un francese che, all’innamoramento per la sua patria, seppe anteporre quell’Europa classica cui dedicò un libro di prossima uscita in Italia.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 249

    Stampato nel 2019 da L’Arco e la Corte

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    Ernst Junger – Una vita lunga un secolo

    22.00

    Ernst Jünger (1895-1998) può essere definito il “diarista del XX secolo”: filosofo, romanziere, saggista, figura eminente della cultura tedesca del Novecento, ha coniato uno stile inconfondibile, aggressivo e sfavillante, che sembra far parlare lo spirito del mondo. Non soltanto nelle sue opere, ma anche nella vita ha incarnato i passaggi e le cesure della storia tedesca. Nella giovinezza acceso nazionalista, al fronte nella Prima Guerra Mondiale, fu critico del nazionalsocialismo e divenne al termine della sua lunga esistenza un convinto europeista. La prima biografia di Jünger edita in Italia fa ricorso a documenti di prima mano, offrendo un ritratto completo di quest’uomo affascinante e discusso.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 719 con 44 foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2013 da Effatà

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    Ernst Junger. L’Europa cioè il coraggio

    15.00

    Questo lavoro collettivo è un doveroso tributo al grande autore tedesco, meglio, europeo, e insieme una chiave interpretativa al pensiero di questo contemplatore solitario, che attraverso un intero secolo di ferro e fuoco, ed è al contempo guerriero, entomologo, filosofo, osservatore minuzioso, astronomo e sismografo dei nostri tempi. Proprio per sottolineare la dimensione europea di Junger il libro offre scritti di autori provenienti da diversi paesi del Vecchio Continente, comprenso uno contributo originale di Alexandr Doughin dalla Grande Madre Russia, e un saggio dello spagnolo de Esteban sullo spinoso argomento della sperimentazione di droghe.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 250

    Stampato nel 2003 da Società Editrice Barbarossa

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    Est & Ovest

    15.50

    Nell’inedito “Est e Ovest”, l’Autore, convinto della profonda e irriducibile opposizione fra l’Est barbaro, autentica espressione del più genuino Volk tedesco e l’Ovest civilizzato, privo di valori e prono allo strapotere del capitale, marchio distintivo dell’Europa moderna, svolge una serie di considerazioni – storiche, filosofiche, economiche ed estetiche – relative alla millenaria dicotomia fra Oriente e Occidente, ribadendo la necessità, per la Germania, di recuperare le sue radici più antiche e più vere. Integrano il lavoro una selezionedi articoli tratti da “Widerstand” e alcuni saggi di approfondimento scritti da THierry Mudry.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 216

    Stampato nel 2000 da Barbarossa

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    Etica

    18.00

    Spinoza elabora un’etica laica, in cui l’uomo è visto come un essere naturale che deve essere incluso nell’ambito della produttività infinita della natura. Secondo Spinoza l’uomo è parte della natura universale, e non si può parlare della sua libertà senza conoscere in che cosa questa consista e come sia possibile all’interno della totalità della natura: la conoscenza della natura delle cose è pertanto prioritaria e fondamentale. Come per i classici, anche per Spinoza il momento propriamente etico, ossia la descrizione delle azioni che consentono all’uomo di pervenire alla sua massima perfezione, giunge al termine di un percorso che fonda le conoscenze indispensabili allo scopo.

    Brossura, 13,5 x 21,5 cm. pag. 304

    Stampato nel 2008 da Armando Editore

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    Ex captivitate salus

    9.00

    Nelle desolate vastità di un’angusta cella, fra il 1945 e il 1947, Carl Schmitt si trovò a scrivere questo libro, il suo più intimo e personale, dura resa dei conti con se stesso e con l’epoca. Il più controverso, ma anche uno fra i più grandi giuristi del nostro tempo, guarda indietro ai suoi anni e ai secoli in cui è fiorita e sfiorita la dottrina a cui per tutta la vita si era dedicato: lo Ius Publicum Europaeum. Ma, per parlare di se stesso, Schmitt parla di altri, di certe figure che hanno accompagnato, più o meno segretamente, tutta la sua vita, qui evocate in pochi tratti che toccano subito l’essenziale: Tocqueville, ma anche Stirner; Kleist, ma anche Däubler; Bodin, ma anche Hobbes. E in quella ultima solitudine si elabora la “sapienza della cella” che parla in queste pagine pubblicate in Germania nel 1950 e mai più ristampate, per volontà dell’autore, il quale per altro considerava Ex Captivitate Salus un “libro chiave”.

    Brossura, 10 x 17,5 cm. pag. 142

    Stampato nel 2005 da Adelphi

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    Ezra Pound e la Repubblica Sociale Italiana

    17.00

    Antonio Pantano ci offre uno spaccato di ciò che fu la Repubblica Sociale Italiana, partendo da due elementi indiscutibili che, naturalmente, geneticamente, storicamente, gli sono più immediati e vicini: Ezra Pound ed Edoardo Pantano. Un poeta, il Poeta – tra i più grandi che l’umanità abbia mai avuto – ed un gregario, un Gregario della Repubblica Sociale Italiana. Ambedue operanti operanti sul territorio di quella Repubblica e per quella Repubblica, in una curiosa, inimmaginabile, tenue ma solida, comunione di intenti, di opera, di collaborazione. Perché Pound e Pantano furono ideali amici, camerati, intimi, legati da comune ideale, voluto da entrambi; anche se – ironìa della sorte – mai si incontrarono. Il punto di collegamento convergente, fu “L’idea Sociale” – Giornale dei lavoratori”, voluto e diretto da Edoardo Pantano.

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 280

    Stampato nel 2009 da Pagine

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    Ezra Pound economista – Contro l’usura

    18.00

    Ezra Pound economista è un libro drammatico, non un libro astruso. Una guida politica alla lettura ed alla vita del grande poeta americano amico dell’Italia, che ha incluso nei Cantos l’economia monetaria come tema portante di un’epica moderna. S’è battuto contro l’usura e l’ha pagata cara. l’hanno chiuso a Pisa in una gabbia e poi per dodici anni a Washington, senza processo, in un manicomio criminale. L’establishment finanziario non gliel’ha perdonata. Lo presero per pazzo perchè indicò nelle manipolazioni monetarie, anzichè nella lotta di classe, il problema del secolo. La caduta del muro di Berlino, mentre incombe ancora sul genere umano il muro di Wall Street, gli ha dato ragione. Le ansie di fine millennio, dalla crescente dipendenza dei politici dal dominio del denaro alle tempeste valutarie, alla disoccupazione di massa, alla fame nel mondo, discendono in gran parte dall’incapacità di raccordare produzione e bisogni in un sistema mondiale dove la sovranità monetaria è stata sottratta ai poteri nazionali e democratici per consegnarla ai mercanti di debiti e denaro, creato dal nulla. La lezione di Pound si conclude in un appello a colmare il deficit di demorazia che sta espropriando i popoli ed eleva il denaro ad ethos dell’Occidente: nella secolarizzazione, principio residuale di fede e di obbedienza.

    Brossura, 14,7 x 21 cm. pag. 316

    Stampato nel 2017 da Passaggio al Bosco

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    Forme della politica mondiale

    10.00

    Quattro saggi con cui si conclude la pubblicazione in lingua italiana degli “Scritti politici” di Oswald Spengler. Pur dotati di una propria autonomia tematica, questi interventi costituiscono un’indispensabile integrazione dell’analisi svolta nel capolavoro spengleriano, Il tramonto dell’Occidente. Sono “una lezione salutare anche per chi (e chi scrive è tra quelli) si ritrova e riconosce in un orizzonte ideale opposto al suo. Salutare nel suo
    disincanto, nella sua durezza, nella sua coerenza.

    Brossura 13,5 x 20,5 cm. pag. 104

    Stampato nel 1994 da Edizioni di Ar

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    Fortezza Europa. Analisi idee e storia per una Europa volkisch

    25.00

    AA.VV.

    Un popolo non è una somma, non è una meccanica compagine di singoli in sé stessi autonomi e finiti, ma è piuttosto personalità unitaria superiore, realtà superindividuale realizzata attraverso le condizioni comuni di vita: la comunità delle origini, delle vicende, degli ordinamenti, della lingua, del contenuto spirituale, dei valori, dei fini, della coscienza e della volontà.

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    Friedrich Nietzsche o del radicalismo aristocratico

    12.00

    “L’espressione ‘radicalismo aristocratico’ che Leiimpiega è ottima: mi permetta di dirlo, è la cosa piùintelligente che abbia letto sinora sul mio conto”,così scriveva Nietzsche all’intellettuale daneseGeorg Morris Cohen Brandes, che, nel 1888, tenne a Copenhagen le prime conferenze sul suo pensiero. La saggistica su Nietzsche iniziò infatti proprio con gli scritti presentati qui nella prima versione italiana. In appendice, il volume ospita un denso corollario con la corrispondenza intercorsa tra il filosofo e il professore.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 130

    Stampato da Edizioni di Ar

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    Fuoco e sangue – Breve episodio di una grande battaglia

    16.00

    Il 21 marzo del 1918 l’esercito tedesco sferra la prima delle grandi offensive di primavera sul fronte occidentale, con l’obiettivo di sfondare le linee alleate e penetrare in profondità. Dopo l’estenuante guerra di trincea, la prospettiva della battaglia in campo aperto esalta e atterrisce soldati e ufficiali, consapevoli di giocarsi il tutto per tutto in un inaudito dispiegamento di truppe e mezzi, che sembra assegnare alla tecnica un ruolo decisivo. È un’esperienza unica, “che coinvolge la carne e il sangue” e forgia destini individuali e collettivi. In questo romanzo del 1925, Ernst Jünger, pluridecorato sottotenente della Wehrmacht, rielabora i propri ricordi in una prosa nitida e solenne, prestando la propria voce all’io narrante e dando modo al lettore di ripercorrere quei tremendi istanti in tutta la loro drammatica fatalità. Sebbene l’entusiasmo del 1914 sia ormai irrimediabilmente perduto, cresce in prossimità dell’attacco la consapevolezza della superiorità dell’uomo sul “materiale” e della sua sorprendente capacità di resistenza. Così, alla vigilia della battaglia, si può ancora assaporare un momento di perfetta solitudine nella natura, incantevole per l’imminente risveglio stagionale, ma anche un ultimo brindisi con i camerati, “nella fratellanza del sangue”. E dopo aver combattuto, regna la sensazione di un “pieno compimento”, come al “cospetto di una morte indolore dopo una lunga vita”.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 154

    Stampato nel 2016 da Guanda

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    Genesi e trasformazioni del termine concetto Stato

    8.00

    Le ricerche sull’origine e sulle mutazioni della parola “Stato” – cioè del vocabolo con il quale si indica correntemente il sistema politico vigente nel mondo “moderno” – sebbene da parecchio tempo in corso, sono ancora lontane dal poter essere considerate approfondite in modo esauriente”. Sono le righe con le quali si apre questo saggio del 1981, ritenuto un classico della scienza della politica. In pagine di cristallino rigore scientifico e ispirate alla tradizione del più disincantato realismo, è tracciata la parabola del concetto che segna la storia della modernità: nelle sue trasformazioni interne, lo Stato appare a Miglio come “il capolavoro del pensiero occidentale”. Un esito in cui si intravedono anche i segni di un possibile declino, al punto che l’autore ipotizza la “ricostituzione di uno Stato per ceti”. Una diagnosi che Pierangelo Schiera, nel saggio introduttivo, discute ricostruendo il profilo intellettuale del suo maestro.

    Brossura, 12 x 19 cm. pag. 85

    Stampato nel 2007 da Il Pellicano Rosso

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    Ginevra o Mosca

    25.00

    Scritto nel 1928 è uno dei testi politici più interessanti di Drieu La Rochelle. La sua concezione sovranazionale, esposta in modo coerente ed articolata, grazie alla compiuta formazione europeista ed anticapitalista a cavallo fra gli anni Venti e Trenta, gli permette di esporre i temi trattati in modo chiaro ed esauriente, affrontando questioni all’epoca già attuali in un’ottica del tutto innovativa.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 238

    Stampato nel 2017 da Settimo Sigillo

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    Giovanni Gentile – Un Italiano nelle intemperie

    14.00

    Questo libro raccoglie una antologia delle pagine gentiliane di filosofia politica più impegnate e calate negli avvenimenti che vanno dal 1925 fino all’assassinio del filosofo nel 1944: testi solitamente (e prudentemente) trascurati, ma che meglio testimoniano del modo e del tono con cui Giovanni Gentile partecipò alla storia culturale e politica di quegli anni, dimostrando la sua fibra d’Italiano disposto ad affrontare tutte le intemperie, in perfetta coerenza con il suo pensiero e la sua opzione politica. Chiude il libro una memorabile interpretazione del pensiero politico di Giovanni Gentile svolta da Armando Carlini nel 1955 e rimasta per oltre mezzo secolo nell’ombra di un ingiustificato oblio: testimonianza solenne al magistero di un Uomo che — con la gravitas di un saggio d’altri tempi — seppe camminare fiero ed eretto per tutta la vita, cadendo in piedi…

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 191

    Stampato nel 2014 da Solfanelli

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    Grande spazio spazio vitale popolo guida

    10.00

    Ferenc Szálasi indica i fattori fondamentali per l’instaurazione del nuovo ordinamento mondiale: grande spazio (nagytér), spazio vitale (élettér), popolo guida (vezet?nép) Grande spazio è un territorio in grado di “assicurare il fabbisogno morale, spirituale e materiale ai popoli riuniti in nazioni ed alle famiglie che vivono in questi popoli”; spazio vitale è il “territorio in cui la nazione trae origine dalla comune, vitale armonia politica, economica e sociale dei popoli che abitano il territorio stesso”.

    Brossura, 13 x 19,5 cm. pag. 66

    Stampato nel 2017 da Edizioni All’Insegna del Veltro

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    Guerra e capitalismo

    24.00

    Che relazione c’è tra guerra e capitalismo? Storicamente la guerra è stata considerata figlia del capitalismo. È il caso della concezione materialistica della storia nell’ottica dell’imperialismo come fase suprema del capitalismo. Ma la guerra è anche, se non soprattutto, madre del capitalismo. Innovando completamente lo scibile sociologico dell’epoca come quello dei nostri giorni, e invertendo l’ordine della relazione tra i due fenomeni, con questa opera Werner Sombart documenta tutti i processi sociali che hanno portato il mondo militare ad essere una delle fonti principali del capitalismo. Unica nel suo genere per intuizioni originali e capacità di dimostrazione dei relativi assunti, allora come oggi quest’opera costituisce un riferimento imprescindibile per comprendere la storia economica e militare di tutte le società moderne (se non la modernità tout court) e sopratutto le origini del capitalismo. L’analisi minuziosa di un patrimonio enorme di dati rende inoltre il lavoro uno tra i più autorevoli studi classici della (allora nascente) sociologia, quale scienza sociale empirica.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 266

    Stampato nel 2015 da Mimesis

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    Guerra e guerrieri

    8.00

    “La guerra è l’evento che ha dato la fisionomia al volto del nostro tempo”. Così scriveva Friedrich Georg Jünger nel 1930 nello scritto “Guerra e guerrieri”, un breve saggio che è diventato fondamentale nel dibattito filosofico e politico novecentesco. In questo scritto l’autore tedesco tenta di mettere a fuoco il senso della guerra senza confini che era esplosa nel corso della Primo conflitto mondiale, ma che avrebbe sempre più dato forma alla esistenza degli uomini anche nei decenni a venire. Ancora oggi “Guerra e guerrieri”, oltre che una eccezionale testimonianza della mutazione dello natura della guerra avvenuta nel corso della Prima guerra mondiale, ci pone dinanzi all’immagine della violenza senza forma che caratterizza la vita contemporanea. A “Guerra e guerrieri” segue il discorso che Ernst Jünger pronunciò nel 1979 nella città di Verdun per sancire una nuova amicizia tra la Francia e la Germania: il grande scrittore e filosofo, nonché eroe della Prima guerra mondiale, in poche righe ripensa alla sua vita in guerra e alla pace planetaria a cui oggi l’uomo deve aspirare come sua unica salvezza.

    Brossura 11 x 17 cm. pag. 74

    Stampato nel 2012 da Mimesis

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    Guerra pace diritto

    7.90

    C’è una regolarità della guerra, intesa come “assenza di limiti circa l’uso dei mezzi atti a distruggere o asservire il nemico”? Un interrogativo che guida Gianfranco Miglio – in questo testo dove emerge la sua lezione di maestro del realismo politico – nella ricostruzione delle forme in cui la guerra è stata pensata e praticata: da quella civile allo scontro tra nazioni e Stati. Conflitti che, dopo il tempo della distruzione, hanno messo capo a nuove forme di vita politica. Una prospettiva, nota Cacciari nel suo saggio, che sembra essere venuta meno dopo la fine della “guerra fredda”: la globalizzazione, le migrazioni e il terrorismo di matrice religiosa aprono un orizzonte ove la guerra appare “senza fine” perché sono assenti soggetti in grado di trarre da essa una sintesi politica, un modo di convivenza segnato dalla pace.

    Brossura, 12 x 19,5 cm. pag. 72

    Stampato nel 2016 da La Scuola

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    Heidegger e la rivoluzione conservatrice

    10.33

    Nelle guerre, nelle lotte di potere, nei violenti scontri sociali che hanno scosso la storia del XX secolo – facendone uno dei più travagliati e sanguinari della storia moderna – la componente ideologica ha giocato un ruolo dominante, intimamente legandosi a quasi tutte le vicende che lo hanno percorso. Come nelle guerre di religione del XVI secolo, interessi e principi vi si sono mischiati inestricabilmente, ed è sovente difficile sceverare fra impulso ideologico e lotta di potere (nazionale e sociale) nelle sue vicende.

    Brossura, 13,5 x 21 cm. pag. 73

    Stampato nel 1997 da Sugarco

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    Heimat

    18.00

    “Noi etnonazionalisti völkisch non vogliamo che sui popoli alpino-padani e sui popoli europei piombi l’orrore di una dittatura dell’alta finanza internazionale. Tremiamo per l’Europa all’idea di ciò che diverrebbe il nostro vecchio continente, se con l’irrompere totale di quella Concezione apolide, distruttiva sconvolgitrice d’ogni atavico valore, trionfasse il caos razziale e spirituale. Questa guerra occulta che l’internazionalismo apolide ha scatenato contro l’Europa e i suoi popoli, è un nuovo atroce capitolo della storia della Sovversione che, dal 1789, vuole soffocare e distruggere quelle Comunità di Popolo che non intendono assoggettarsi al suo diretto o indiretto dominio economico e politico”.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 152

    Stampato nel 2011 da Effepi

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    I mastini della Terra – La destra israeliana dalle origini all’egemonia

    20.00

    Nella lunga storia politico-culturale del movimento sionista, prima della proclamazione dello Stato di Israele nel maggio 1948, e poi nel lungo conflitto che ha opposto sinistra laburista – espressa nella figura carismatica di David Ben Gurion (1886-1973) – e destra nazionalista – rappresentata inizialmente nella figura carismatica di Zeev Jabotinskij (1880-1940) e in un secondo tempo soprattutto di Menachem Begin (1913-1992) -, chi ha vinto è stata la destra. E la vittoria, per Di Motoli, non è solo politico elettorale, ma soprattutto culturale. Il binomio tradizionalismo religioso-nazionalismo radicale esprime l’egemonia politica della destra capace di assorbire e “unificare” i diversi flussi migratori che hanno più volte modificato la fisionomia sociale del paese tra anni ’40 e questo decennio. con Jabotinskij ma soprattutto con Begin, anche sulla scorta di una posizione in cui il nemico principale è la potenza coloniale inglese, la destra è convinta della necessità di un confronto e di un conflitto per l’affermazione dell’entità statale ebraica che a lungo concepisce “dal mare alle due rive del Giordano” e che solo negli anni ’70 verrà abbandonata con la rinuncia alla Transgiordania. Un tratto che diviene costituente della nuova fase della destra israeliana, quella guidata da Benjamin Netanyahu (1949), e in cui gli elementi di affinità con le componenti teocon della destra americana e del mondo cristiano sono particolarmente evidenti e contribuiscono a fondare una nuova versione dell’ideologia sionista che ormai, con le linee originarie del “socialismo del lavoro”, non ha più alcun legame.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 367

    Stampato nel 2013 da L’ornitorinco Edizioni

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    Idee per una rivoluzione degli europei

    15.00

    Prestigiosa raccolta di scritti politici di Pierre Drieu La Rochelle dedicati al tema della rivoluzione europea, importante punto di riferimento per quanti vogliano combattere il capitalismo mondialista e l’Alta finanza cosmopolita. Significativo militante della causa europeista, Drieu La Rochelle aveva avuto il merito, in tempi non sospetti, di evidenziare il grave pericolo che i nuovi imperialismi affacciatisi sulla scena mondiale avrebbero costituito per l’Europa e il suo patrimonio di civiltà. Per contrastare quella minaccia fece delle precise e coraggiose scelte di campo, mettendo la sua persona e la sua intelligenza a disposizione dell’unica potenza militare e politica che, egli, riteneva in condizione di erigere una barriera difensiva e di guidare la rivoluzione socialista europea: la Germania nazionalsocialista.

    Brossura 13,5 x 21,5 pagg. 90

    Stampato nel 2012 da Ritter

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    Il concetto d’Impero nel diritto internazionale

    12.00

    Dal 1945 in poi le pubblicazioni di Carl Schmitt riferentesi al diritto costituzionale ed alla scienza politica sono state, e continuano ad essere, bersaglio ed oggetto di una valanga di libri ed articoli. Non è così, invece, per i suoi scritti in materia di diritto pubblico internazionale. Proprio su quest’ultimo versante, Schmitt ha offerto un contributo scientifico di grande valore, che merita di essere adeguatamente conosciuto ed adeguatamente sviluppato, in particolare per quel che concerne la sua teoria dei “grandi spazi” terrestri esposta nel presente volume. Il testo si avvale di una Introduzione dello studioso belga Piet Tommissen, profondo conoscitore dell’opera schmittiana, nella quale vengono riassunti i temi portanti ed i concetti-chiave della sua produzione internazionalistica: dalla critica all’imperialismo americano alle riflessioni sul “nuovo ordine mondiale” scaturito dalla fine del secondo conflitto mondiale, dall’opposizione fra terra e mare alla definizione di un nuovo diritto dei popoli incentrato proprio sul concetto di “grande spazio” e sul rifiuto dell’universalismo.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 87

    Stampato nel 1996 da Settimo Sigillo

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    Il concetto di Nazione – Genesi evoluzione criticità

    16.00

    Il concetto di “nazione” è una delle idee classiche della politica intorno alle quali sono stati sviluppate intere strutture sociali o veri e propri sistemi ideologici, come nel caso dello Stato-nazione o del nazionalismo. La riflessione che oggi manca però, a fronte della crisi della funzione dello Stato nazionale, è cosa farne della nazione. Per rispondere alla domanda fondamentale sul futuro di questo concetto è necessario indagarne la genesi e le sue applicazioni storiche che, nel bene e nel male, hanno avuto un fortissimo impatto sulla vita e lo sviluppo di enormi gruppi sociali.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 168

    Stampato nel 2018 da Novaeuropa

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    Il concetto di nazione – Genesi evoluzione criticità

    16.00

    Il concetto di “nazione” è una delle idee classiche della politica intorno alle quali sono stati sviluppate intere strutture sociali o veri e propri sistemi ideologici, come nel caso dello Stato-nazione o del nazionalismo. La riflessione che oggi manca però, a fronte della crisi della funzione dello Stato nazionale, è cosa farne della nazione. Per rispondere alla domanda fondamentale sul futuro di questo concetto è necessario indagarne la genesi e le sue applicazioni storiche che, nel bene e nel male, hanno avuto un fortissimo impatto sulla vita e lo sviluppo di enormi gruppi sociali.Proprio a questo tema sono dedicati gli interventi di questo volume, raccolti a seguito del ciclo di conferenze organizzato dal Centro Studi EuropaItalia presso l’Università del Salento a Lecce, nella primavera del 2016. Gli interventi, accompagnati da un ricco apparato bibliografico, aprono una dimensione nuova alle consuete disamine accademiche e politologiche. Infatti, accanto alle premesse storico-concettuali, che delineano gli aspetti legati agli studi sociologici e giuridici, troviamo sia l’approfondimento dello svolgersi storico dell’idea di “nazione” (dalla fase “imperiale” a quella propriamente moderna nata con la Rivoluzione Francese), sia l’ipotesi di una nuova dinamica della “nazione”, intesa come una delle comunità inserite nella cornice globale e geopolitica dei grandi spazi.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 170

    Stampato nel 2018 da Novaeuropa

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    Il concetto discriminatorio di guerra

    15.00

    Pubblicato per la prima volta nel 1938, questo saggio di Schmitt si presenta come una semplice ricognizione dei diversi orientamenti sul tema della guerra presenti nella letteratura giuridica inglese e francese degli anni Trenta, ma ha in realtà tutt’altre implicazioni. Oggetto delle critiche del grande giurista sono qui la Società delle Nazioni e il concetto di guerra giusta. Già all’inizio di quegli anni, si è radicata in Schmitt la convinzione che una ideologia universalistica esclude la possibilità di considerare il nemico come uno justus hostis, un nemico che può anche avere ragione. In una prospettiva ecumenica il nemico è sempre un nemico ingiusto e, di conseguenza, la guerra o è una guerra giusta contro i nemici dell’umanità, o è un’azione criminale che turba la pace. Questa ideologia universalistica di origine liberal-democratica viene indicata da Schmitt come il fondamento teorico della Società delle Nazioni, istituzione segnata dall’intima contraddizione di proporsi al contempo come organizzazione ancora costruita su base statuale e come società universale spoliticizzata che pretende di rappresentare il genere umano.

    Brossura pag. XLI + 84

    Stampato nel 2008 da Laterza

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