… per le mie idee

Fascismo Italia

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    … per le mie idee

    15.00

    Filippo Corridoni

    Questo volume di scritti di Filippo Corridoni, uno dei capi, con De Ambris e Mussolini, dell’interventismo sindacalista, socialista, anarchico e repubblicano, fa parte della collana Labor che si propone la pubblicazione dei testi del sindacalismo rivoluzionario e del sindacalismo nazionale e fascista. Il volume raccoglie i suoi scritti privati, che comprendono lettere, semplici frammenti epistolari e cartoline dal fronte. Questo epistolario, che copre un arco di tempo molto ampio – dal 1904 al giorno della sua morte, il 23 ottobre 1915 – è comunque solo una parte dell’intera produzione corridoniana, che è in parte andata perduta o celata in archivi per il momento inaccessibili.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 210

    Stampato nel 2003 da Barbarossa

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    1919

    22.00

    «Questo è ciò che avviene solitamente nella storia dei grandi rivolgimenti sociali. Gli uomini d’azione compiono l’impresa che a tutti pareva impossibile; e quand’essa è compiuta, quando la sua inevitabile fatalità ha soverchiato tutti gli argini e frantumato tutti gli ostacoli, quando insomma il sogno di pochi è divenuto realtà onnipresente, ecco gli uomini del pensiero, che, scartabellando fra i documenti e le date, istituendo paralleli storici, si mettono in gara di sapienti elucubrazioni per spiegare ai contemporanei ed ai posteri quello che è avvenuto. Spesso accade che la formula definitiva, quella con cui un avvenimento passa alla storia, non abbia più nulla di comune con l’idea originaria da cui sorse. Del Fascismo si sono cercate, finora senza troppa fortuna, innumerevoli definizioni. Si può dire che tutti coloro i quali hanno scritto o trattato del Fascismo, in Italia e all’Estero, non hanno saputo resistere alla tentazione di collocare la propria. Ma le migliori tra esse non sono mai riuscite che ad abbracciare una parte del Fascismo, ad illuminare un solo aspetto esteriore di questo grandioso fenomeno».

    Brossura 15 x 21 cm., pagg. 288

    Stampato nel 2019 da AGA

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    1919 l’alba della rivoluzione fascista

    18.00

    Le tensioni di un’epoca straordinaria, il pionierismo di un manipolo diuomini ispirati e coraggiosi, l’avanguardia e la sintesi di nuove idee, le aspirazioni della nazione, ma anche la delusione per una Vittoria tradita e l’infamia rossa e borghese riversata sui reduci… 1919 Italia. E’ l’alba della rivoluzione… l’alba della rivoluzione fascista. Con il Diario della Volontà di Benito Mussolini.

    Brossura, 19 x 27 cm. pag. 111

    Stampato nel 2019 da Ferrogallico

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    1930-1950 – Da eja eja alalà alla democrazia in scooter. Una ricognizione nella memoria

    12.90

    La mostra “1930-1950, da Eja Eja Alalà alla democrazia in scooter, è un film di carta , un romanzo di cose viste, una trama a colori di documenti d’epoca, il resoconto del lunghissimo Ventennio in cui il regime fascista di Mussolini iniziò è completò la sua parabola idealista, politica, sociale e militare. In quell’Italia di oltre sessant’anni fa, caratterizzata dall’alleanza con la Germania, dalle uniformi littorie, dalle adunate di piazza e dalle parole d’ordine e, ovviamente dalla guerra, c’erano anche gli adolescenti dai calzoni corti, grigioverdi, vestiti da balilla Moschettieri, con fucili in miniatura, trombe e tamburi. Nll’immediato dopoguerra, in un’Italia ridotta quasi in rovina ma, caratterizzata da un nuovo sconro tra il regime “democratico” di stampo americano e i partiti propugnatori dell’ideologia comunista di derivazione sovietica, si aprono nuovi scenari che porteranno ben presto all’inizio di quel periodo storico conosciuto come boom economico. L’iconografia è di buon livello, lo scarno testo un po meno…

    Brossura, 21 x 29,5 cm. pag. 160 completamente illustrato a colori e b/n

    Stampato nel 2003 da Monte Università Parma

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    23 marzo 1919 Piazza San Sepolcro- Centenario della fondazione a Milano dei fasci italiani di combattimento

    24.00

    Il presente volume viene pubblicato in occasione del Centesimo anniversario della fondazione, in piazza San Sepolcro a Milano, dei Fasci Italiani di Combattimento da parte di Benito Mussolini e di una ristretta cerchia di collaboratori, alla presenza di 147 delegati provenienti da ogni regione d’Italia: arditi, nazionalisti, interventisti, futuristi, sindacalisti rivoluzionari e tutti coloro che, negli anni travagliati del primo dopoguerra ebbero a cuore i destini dell’Italia. La data del 23 marzo 1919, celebrata durante tutto il Ventennio come diciannovismo, viene ricordata dalla storiografia ufficiale che dal dopoguerra a oggi si è occupata del fenomeno fascismo come data d’inizio del movimento fascista in Italia, sebbene in realtà le sue origini vadano ricercate qualche anno prima… Il testo storiografico – corredato da un’ampia selezione di immagini d’epoca, documenti e memorabilia – inizia pertanto dai movimenti precursori, si sofferma sulla storica adunata di San Sepolcro e, dopo una sintesi cronologica dei fatti principali del 1920-1921, si conclude nel novembre 1921 quando il III Congresso sancisce la trasformazione da movimento in partito, con la nascita del PNF.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 240 interametne illustrato con foto a colori e in bianco e nero

    Stampato nel 2019 da Ritter

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    25 luglio 1943

    18.00

    Dell’ultima seduta del Gran Consiglio, il 25 luglio del 1943, non fu redatto un verbale ufficiale. Non si sa, pertanto, che cosa effettivamente dissero e come si comportarono i partecipanti. Nelle tante memorie uscite negli anni successivi, il Duce e i gerarchi hanno dato versioni contrastanti di quel che fu detto, come fu detto e perché fu detto. Molti sono gli interrogativi rimasti senza risposta: i gerarchi volevano veramente estromettere Mussolini dal potere? Volevano porre fine al regime per salvare la patria? Oppure furono dei traditori? Se il duce considerava l’ordine del giorno Grandi “inammissibile e vile”, perché lo mise in votazione? Tutti i presenti rimasero stupiti dalla fiacca reazione del Duce alle accuse che gli vennero rivolte durante la seduta. Era forse rassegnato a perdere? O addirittura voleva uscire di scena, come un attore che, dopo essere stato osannato per venti anni, alla fine era stato fischiato per aver perso la guerra? Congiura di traditori? Audacia di patrioti? O l’eutanasia di un duce?

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 283

    Stampato nel 2018 da Laterza

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    A tutti indistintamente

    20.00

    Silvia Inaudi

    Le politiche sociali del fascismo, la costruzione di un modello di assistenza, la concezione “fascista” di Stato sociale: questi i nodi problematici – non sufficientemente indagati dalla storiografia – con i quali si confronta la ricerca di Silvia Inaudi, che sceglie di ripercorrere l’irregolare traiettoria compiuta dal regime in quei campi attraverso l’analisi delle vicende dell’Ente Opere Assistenziali (EOA), strumento non secondario nell’organizzazione del consenso. Creato all’interno del partito nazionale fascista durante la crisi economica degli anni Trenta, l’EOA rappresenta infatti una pagina ancora poco conosciuta dell’amministrazione sociale del regime. Sebbene l’analisi delle politiche sociali messe in atto dal regime fascista tenda ancora oggi a dimenticarne il ruolo e il peso, l’EOA fu investito di notevoli funzioni nel campo dell’erogazione e del coordinamento dell’assistenza generica a livello territoriale e in quello dell’assistenza all’infanzia, mediante lo sviluppo delle colonie climatiche, fino alla sua fusione negli Enti Comunali di Assistenza (1937).

    Brossura 14,5 x 21 cm. pag. 218

    Stampato nel 2008 da Clueb

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    Accanto alla tigre

    10.00

    Lorenzo è uno scrittore alle prese con teatro, riviste, radio e crede per questo di possedere una visione politica consolidata. Vive a Roma nel quartiere Esquilino. Lì si mescolano due idee molto diverse dell’Italia contemporanea: quella multietnica, del mercato di piazza Vittorio e dei negozi cinesi, e quella più nazionalista rappresentata, tra l’altro, da un centro sociale di estrema destra. In quel pezzo di Italia c’è un altro dissidio, ed è quello che Lorenzo coltiva sin dall’adolescenza dentro di sé, un dissidio che affonda le radici nel suo cognome. Lo stesso del nonno Alessandro, raffinato intellettuale ma soprattutto fascista implacabile, fondatore delle brigate nere e anima irriducibile della Repubblica di Salò. Lorenzo scopre chi era suo nonno in un giorno di scuola, quando vede su una pagina del libro di storia una foto, la celebre immagine di piazzale Loreto, quella in cui Benito Mussolini, Claretta Petacci e gli altri gerarchi sono appesi a testa in giù. Tra loro un uomo a torso nudo pende sotto una pensilina su cui è scritto in stampatello: Pavolini. Tanti anni dopo, l’autore prova a capire chi sia stato veramente suo nonno, cosa lo abbia spinto a cavalcare con tanta ostinazione la sua tigre. Ricostruisce così una storia fatta di reticenze, conflitti e timori riguardo il rapporto tra lui, la sua famiglia e l’eredità pesante di quel cognome.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 243

    Stampato nel 2010 da Fandango

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    Achille Cattaneo e i concerti nella Varese fascista «… e così si scrive la storia…»

    19.00

    Era da poco nata la Provincia di Varese quando, durante una “passeggiata”, alcuni imprenditori, uomini di cultura e delle istituzioni decisero di fondare in città una società concertistica. Nacque così Il Raduno delle Arti, che organizzò concerti in Sala Veratti e nel Salone degli Estensi. A Varese suonarono Claudio Arrau, Carlo Zecchi, Enrico Mainardi, Gaspar Cassadó, il Quartetto Kolisch, Arturo Benedetti Michelangeli e spesso si esibirono nella Città Giardino prima che a Milano. Dopo una breve interruzione la società concertistica riprese la sua attività come Gruppo Amici della Musica, grazie all’illuminato mecenatismo di Achille Cattaneo, imprenditore conciario della Valle Olona, presenza attenta e preziosa durante tutte le undici stagioni concertistiche che dal 1929 al 1941 portarono la cultura musicale a Varese a un livello internazionale.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. XII + 200

    Stampato nel 2015 da Zecchini

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    Aeropoemi fascisti 1919 – 1944

    12.00

    Dalla prefazione di Giacinto Reale: “Questo libro è una imprescindibile testimonianza dello stile futurista – e del fondatore del movimento in particolare -, anche nel suo mutare, nell’arco di 25 anni, ma è pure una “traccia” utile, nello stesso arco temporale, per seguire momenti essenziali della storia d’Italia, dalla riunione di piazza San Sepolcro alla RSI.”. il volume contiene: – Il poema del 23 marzo; Canto eroi e macchine della guerra mussoliniana; La poesia sublime dell’esercito italiano; L’aeropoema di Cozzarini; Quarto d’ora di poesia della X Mas.

    Brossura, 15 x 21 cm, pag. 98

    Stampato nel 2019 da Libreria Europa

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    Alessandro Pavolini – La vita le imprese e la morte dell’uomo che inventò la propaganda fascista

    16.50

    Chi era Alessandro Pavolini, figura eminente del fascismo, nonché artefice della macchina propagandistica messa in piedi dal regime mussoliniano? Cosa unisce, in una sola figura, l’intellettuale e lo squadrista, il Ministro della Cultura Popolare e il comandante delle Brigate nere? Documentato e puntuale, il saggio di Giovanni Teodori descrive, attraverso la figura di Alessandro Pavolini, un periodo cruciale per la storia italiana. E accanto alla vita, alle imprese e alla morte a cui andò incontro l’uomo che inventò la propaganda fascista, indaga un percorso umano e intellettuale particolarmente significativo in rapporto all’intera società italiana.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 252

    Stampato nel 2011 da Castelvecchi

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    Ali su Ternate – Storia dell’idroscalo sul lago di Comabbio

    18.00

    Ternate e l’aviazione: un legame che nasconde una curiosa e interessante storia aviatoria durata alcuni decenni e praticamente sconosciuta anche ai più esperti in materia aeronautica. Alla fine del Primo Conflitto Mondiale era sorto sul lago di Comabbio, proprio in località Ternate, un idroscalo poi divenuto un deposito di idrovolanti della Regia Aeronautica. La mancanza di squadriglie o reparti di volo con idrovolanti, dislocati in quegli anni nella provincia di Varese, ha in parte limitato la notorietà dell’idroscalo al solo paese di Ternate e al circondario. Tuttavia anche sugli organi di stampa, superato il periodo bellico e la necessità di censurare tutte quelle notizie di carattere militare, ci sono alcuni cenni sull’idroscalo di Ternate. Il libro racconta tra l’altro la vita aviatoria di Giovanni Vaglienti, ufficiale pilota della Regia Aeronautica, durante la sua permanenza a Ternate dal 1929 al 1936, in qualità di comandante. Il volume aggiunge un nuovo e poco conosciuto tassello nell’appassionante storia aviatoria della nostra provincia ed è arricchito da immagini e documenti d’epoca.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 140 illustrato

    Stampato nel 2015 da Macchione

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    All’armi siam fascisti! – Le verita’ dimenticate cancellate nascoste dei nomi illustri

    25.00

    Questo libro presenta, in rigoroso ordine alfabetico, da Albertazzi a Veltroni, da Vianello a Zincone, da Betti a Wells, una antologia di nomi illustri che contribuirono alla nascita ed al successo del Fascismo, una carrellata documentata di personaggi, italiani e stranieri, che esaltarono l’Italia fascista, il Duce e il Nazionalsocialismo, personaggi che salirono tempestivamente sul carro dei vincitori e altri che non tradirono i propri ideali di fronte alla sconfitta. Troviamo inoltre una sezione dedicata ai “razzisti” insoliti e sconosciuti ed una agli avvenimenti, volutamente dimenticati dalla storiografia ufficiale.

    In appendice: “Razzisti insoliti. Da Voltaire ad Allende, da Marx a Lutero”.

    Cartonato 17 x 24 cm. pag. 220 con circa 300 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2009 da Chiaramonte

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    Alla festa della Rivoluzione – Artisti e libertari con D’Annunzio a Fiume

    12.00

    L’impresa di Fiume coagulò una quantità di esperienze diverse, di ansie di ribellione, di velleità rivoluzionarie; fu come un lungo e febbrile carnevale all’insegna della festa e della provocazione, in linea con le avanguardie del tempo ma anche “insurrezionale”, come lo sarà il ’68. Il volume, attraverso le testimonianze anche letterarie di diversi protagonisti, racconta Fiume dalla parte degli “scalmanati” che vi accorsero a vivere una festa fatta di bravate futuriste e di utopie, di trasgressione sessuale e di pirateria, di gioco e di guerra; Fiume quindi come momento significativo di quella cultura della rivolta che ha caratterizzato il secolo.

    Brossura 13,50 x 21 cm. pag. 250 + 16 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2008 da l Mulino

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    Ammazzate quel fascista! – Vita intrepida di Ettore Muti

    10.00

    Il 24 agosto 1943 Ettore Muti, ex segretario del partito fascista, venne trovato cadavere con una pallottola alla nuca nella pineta di Fregene. Sulle ragioni di quel delitto eccellente si sollevò un gran polverone in cui convivevano le ipotesi più diverse e contraddittorie. Muti era in quel momento il fascista più popolare d’Italia. Votato all’avventura per l’avventura, non mancò a nessun appuntamento con la guerra, fin da quando, a quattordici anni, combatté con gli Arditi sul Piave. In questo libro Arrigo Petacco ricostruisce la biografia tumultuosa e avvincente di questo fascista anomalo, ribelle, leale e onesto.

    Brossura, 13,5 x 20 cm. pag. 214 + 16 pagine fuori testo con 39 foto b/n

    Stampato nel 2013 da Mondadori

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    Anteo Zamboni e l’attentato a Mussolini – L’antifascismo anarchico e l’intrigo massonico

    20.00

    Il 31 ottobre 1926 l’adolescente Anteo Zamboni sparò a Mussolini a Bologna, sbagliò il colpo e venne subito ucciso a pugnalate da un manipolo di fascisti. Eliminato il responsabile, la Polizia andò a caccia dei possibili complici scoprendo che l’attentato era stato preparato dai suoi famigliari e specialmente dalla zia Virginia, vecchia ed irriducibile anarchica e dal padre Mammolo, singolare figura di anarchico-massone fascista’. Processati dal “Tribunale Speciale”, la zia ed il padre vennero condannati ad una lunga e dura pena detentiva. Sullo sfondo indistinto e confuso restò l’ombra di trame occulte e di manovre cospiratrici di elementi legati alla Massoneria che dall’estero avrebbero spinto la famiglia Zamboni ad un gesto estremo che avrebbe dato il segnale per una nuova offensiva armata antifascista.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 240

    Stampato nel 2017 da Soria Ribelle

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    Antisemitismo e razzismo ne «La difesa della razza» (1938-1943)

    18.00

    Secondo una consolidata tradizione storiografica, il Trattato Molotov-Ribbentrop dell’agosto 1939 fu un provvisorio accomodamento attraverso il quale il Cremlino guadagnò il tempo sufficiente per prepararsi a sconfiggere il Moloch nazista. Gli autori di questo volume presentano un’interpretazione alternativa a questa vulgata. Fino all’autunno 1940, il vero Patto d’Acciaio non fu, infatti, quello tra Roma e Berlino ma quello tra Berlino e Mosca che avrebbe dovuto trasformarsi in una “Coalizione planetaria” destinata a comprendere anche Italia e Giappone e a distruggere il predominio mondiale anglosassone. Anche quando nel giugno a1941 le colonne corazzate tedesche irruppero in territorio sovietico, il filo nero dei rapporti tra Urss e Asse non s’interruppe. Contatti sotterranei e clandestini proseguirono fino alla fine del 1944 grazie alla mediazione del Giappone per arrivare a una pace di compromesso tra il colosso comunista e l’Europa sottomessa al nuovo ordine nazionalsocialista.

    Brossura, 14,5 x 22,5 cm. pag. 414

    Stampato nel 2008 da Rubbettino

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    Apuania – Provincia di Fondazione Massa e Carrara

    25.00

    Vi sono luoghi, edifici, monumenti, viali, aree e strutture, nell’odierna Provincia di Massa e Carrara, che ricordano gli anni del Fascismo; molte altre testimonianze sono ormai scomparse o per l’usura del tempo, o per vendetta degli uomini. Lo scopo di questo libro è quello di segnalare gli uni e gli altri, facendo quindi una visita, anacronistica per molti, inopportuna per altri, forse stimolante, forse divertente, forse interessante, forse nostalgica, forse imprevedibile per molti altri che possono ricordare un passato fatto si anche di errori ma, anche di grandezza, di stimolo intellettuale, artistico e architettonico.

    Brossura, 22,5 x 22,5 cm. pag. 200 completamente illustrato con circa 132 foto a colori e 127 foto b/n

    Stampato nel 2013 da Eclettica Edizioni

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    Architettura e città durante il Fascismo

    42.00

    Giuseppe Pagano fu fra i principali protagonisti del rinnovamento in chiave moderna della cultura architettonica italiana negli anni Trenta, come architetto e urbanista ma anche come teorico e polemista nelle pagine di “Casabella” che codiresse con Edoardo Persico a partire dal 1931. Nato in Istria e cresciuto in un clima irredentistico, aderì al nascente movimento fascista partecipando fra l’altro all’occupazione di Fiume guidata da D’Annunzio. La sua polemica in architettura tuttavia fu profondamente contraria al monumentalismo e alla retorica accademica. Pagano si rivolgeva alle avanguardie internazionali del movimento moderno, pensava ad un’architettura impegnata socialmente, rivolta ai bisogni crescenti imposti dall’industrializzazione, articolava un pensiero originale ed impegnato della città e dell’urbanistica di fronte alla sfida della modernità.

    Brossura15 x 23 cm. pag. 419 + 16 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2008 da Jaca Book

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    Architettura littoria a Milano anni 1920 – 1930

    50.00

    Libro di grande formato interamente illustrato dedicato all’aspetto architettonico di palazzi a Milano negli anni tra il 1920 e 1930. Palazzi d’abitazione e da ufficio, Sacrari, il palazzo di Giustizia, il Monumento ai caduti di Piazza Sant’aMbrogio, il palazzo dell’Aeronautica e la bellissima Stazione Centrale. vengono tutte rappresentate con bellissime fotografie a piena pagina che ci mostrano attraverso l’archittetura le tendenze dell’epoca presa in esame, in cui il futurismo aveva dato un’impronta forte e indelebile su tutta la società di allora.

    Bropssura 24 x 32 cm. pag. 96 interamente illustrate con foto b/n

    Stampato nel 2006 da Polver

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    Architetture per un’identità italiana

    18.50

    In ogni epoca l’architettura ha avuto un ruolo essenziale nel processo di costruzione di identità collettive, e proprio durante il fascismo lo Stato investe in modo massiccio e capillare nell’architettura per radicare una coscienza e una cultura della nazione nei suoi cittadini. Un’azione educatrice che mira a identificare nazione e fascismo, che non solo ha l’ambizione di formare l’italiano, ma di trasformarlo in fascista. Questo libro attraverso le sue illustrazioni conduce attraverso queste architetture, monumenti creati per colpire l’immaginario collettivo e durare secoli, edifici modellati con cura per tradurre nella pietra valori e miti di un popolo, autentiche macchine della memoria.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 254 con diverse illustrazioni b/n

    Stampato nel 2012 da Gaspari

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    Arditi e legionari dannunziani

    30.00

    Per il fascismo e per la sua identità gli “arditi” e i “legionari” dannunziani rappresentarono, insieme al combattentismo, uno dei capisaldi, uno dei “miti” fondanti, oltre che un concreto e fondamentale elemento di affermazione; tra il 1919 e il 1922 il fascismo si impose anche grazie alle loro capacità militari e alla carica eversiva e rivoluzionaria di cui erano portatori. Ma tra Mussolini e gli indocili reduci dei reparti d’assalto e dell’impresa fiumana sarebbero poi intervenuti, al di là dell’esaltazione riservata loro dalla retorica del regime, contraddizioni e momenti di attrito, in cui i rapporti furono tutt’altro che semplici. Leggere le pagine di questo libro, ricche e documentate, significa dunque risalire alle origini del fascismo, alle sue più profonde radici culturali e politiche, al clima sociale e “morale” dell’Italia del primo dopoguerra che contribuì a renderne possibile l’avvento.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 295

    Stampato nel 2007 da Manifesto libri

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    Arditismo

    14.00

    Ad uno sguardo complessivo sulle varie componenti che formarono il Fascismo originario, l’Arditismo appare ricoprire un ruolo fondamentale. Costituito da quegli uomini scelti che nell’ultimo anno di guerra avevano formato i reparti di assaltatori volontari, all’indomani della fine della guerra l’Arditismo si pose il problema della ricollocazione di migliaia di uomini nel contesto della società civile. Rifiutata la soppressione del Corpo come speciale arma dell’esercito, gli Arditi ne rifiutarono anche l’apoliticità e la messa ai margini in un contesto, quello dell’immediato dopoguerra, ad alto tasso di conflittualità politica e sociale. La simbiosi fra Arditismo e Futurismo, rivendicata da Carli (che era futurista sin dall’anteguerra, e in amicizia con Marinetti), ci parla da sola dell’ideologia politica che innervava quel fenomeno combattentistico. Culto dell’azione, esaltazione dell’aristocrazia guerriera, mito assoluto dell’Italianità, esaltazione dell’ostilità al mondo borghese e conservatore, alla Chiesa. In sede storiografica, l’identificazione fra Arditismo e Fascismo è stata stabilita nel senso di una vera e propria simbiosi. Ma non mancarono, tuttavia, attriti e incomprensioni, a far data dalla fine del 1920 e per tutto il 1921, quando la creazione del PNF sulle ceneri dei Fasci di Combattimento comportò la nota “virata a destra” della strategia politica mussoliniana. Ma si trattò di una divergenza sui modi di condurre il disegno politico e non sui valori di fondo. Questa collocazione era il pendant dell’antisocialismo, che proprio in quel 1919 si era manifestato con violenza insurrezionale nel corso del giorno 15 aprile, durante la famosa “battaglia di via Mercanti”: la distruzione e l’incendio della sede dell’Avanti! con la partecipazione congiunta di Fascisti, Arditi e Futuristi, tra i quali non mancò Marinetti.

    Brossura 13,5 x 21,5 cm. pag. 100

    Stampato nel 2011 da Ritter Edizioni

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    Arnaldo Mussolini – La rivoluzione restauratrice

    6.20

    Dopo oltre 65 anni da quando Benito Mussolini scrisse il libro che dedicò alla memoria di suo fratello Arnaldo, vine dedicato questo agile saggio alla figura di un personaggio non secondario del ventennio. Un volumetto agevole e scorrevole, di grande tensione emotiva che analizza la vita e il pensiero di Arnaldo Mussolini.

    Brossura 12,5 x 19,5 cm. pag. 78

    Stampato nel 1997 da Settimo Sigillo

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    Arte di regime

    49.00

    Il Novecento è stato percorso dalle più cruenti guerre della storia dell’umanità. In particolare, il ventennio intercorso fra le due guerre mondiali ha vissuto diverse dittature: fascismo, nazionalsocialismo, stalinismo. La pressione esercitata dal potere ha contribuito a trasformare l’arte dell’epoca, in parte in uno strumento di glorificazione personale e di persuasione degli altri popoli. Questo libro ripercorre quel periodo con una eccezionale documentazione visiva, accompagnata da testi che permettono di comprendere ogni aspetto dell’arte sviluppatasi nei tre paesi protagonisti di quelle esperienze politiche: l’Italia di Mussolini, la Germania di Hitler e l’Unione Sovietica di Stalin. È appunto in questi paesi che si sviluppano le più raffinate tecniche di asservimento delle arti e dell’architettura agli interessi e ai fini dei dittatori e del loro culto della personalità. Ciascun paese mostra modi specifici di gestire la propaganda. Tutti si servono di campagne propagandistiche di massa mai viste prima. Ma se l’arte, come già accaduto nel passato, è elemento di apporto fondamentale alla politica e all’immagine del potere, stavolta i regimi “ideologici” possono avvalersi di nuovi e inediti mezzi artistici: non solo pittura, architettura, scultura, ma anche fotografia e cinema.

    Cartonato con sovracopertina, 30 x 30 cm. pag. 256 illustrato

    Stampato nel 2014 da Giunti

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    Aspetti del futurismo in Italia e in Sardegna

    12.50

    A debita distanza dalle iniziative che hanno celebrato il Futurismo un secolo dopo la sua nascita (1909-2009), questa raccolta di scritti, rivolta in particolare ai giovani studenti di storia dell’arte contemporanea, fornisce alcuni utili strumenti per comprendere la straordinaria portata dell’azione che Marinetti e compagni svolsero per il rinnovamento della cultura italiana. Prima e unica avanguardia nazionale, investendo ogni settore della creatività e attraverso abili strategie di propaganda e di comunicazione, il grido futurista si è diffuso per oltre un trentennio. Con un sogno ultimo: ricostruire l’Universo, Sardegna compresa. Presentazione di Massimo Arcangeli; contributi di Alessandra Cuccu, Miranda Mucelli, Andrea Sale. Sui volumi editi da Aracne Edizioni e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 174

    Stampato nel 2011 da Aracne

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    Aspetti storici e politici del fascismo

    8.00

    Ieri come oggi la perdurante attenzione che da ogni parte viene riservata alla storia e alla dottrina del fascismo sembra superare l’importanza di quella riservata alla democrazia cristiana, al socialismo, al comunismo, movimenti questi risultati vincenti nella competizione bellica e in quella storico-politica successiva alla Seconda Guerra mondiale. Gli stessi esponenti di detti movimenti, siano essi italiani o stranieri, non riscuotono, almeno dal punto di vista divulgativo, quella attrazione che riscuote Mussolini e il movimento da lui fondato. Una tendenza sorprendente, soprattutto se la si mette in relazione alla sua tragica fine.

    Brossura, 12w,5 x 18 cm. pag. 75

    Stampato nel 2013 da Solfanelli

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    Avanguardie dello spirito – Il fascismo e la propaganda culturale all’estero

    25.00

    Fin dagli anni Venti l’organizzazione della diplomazia culturale assunse un ruolo rilevante all’interno della politica estera mussoliniana, con l’obiettivo sia di promuovere la fascistizzazione delle collettività di emigrati, sia di suscitare diffuse simpatie presso le opinioni pubbliche straniere. Se gli esiti del progetto di irradiazione culturale e ideologica furono certo inferiori alle ambizioni fasciste, fu nondimeno messa in campo una complessa e articolata macchina propagandistica, che vide la partecipazione di settori significativi dell’elite intellettuale del ventennio. Il volume intende ripercorrere scelte strategiche e momenti periodizzanti di questo intenso percorso, ricostruendo il dibattito interno al regime e mettendo in evidenza l’intreccio degli strumenti istituzionali e delle strategie comunicative utilizzate.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 295

    Stampato nel 2010 da Carocci

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    Avanguardie di regime – Futurismi al confine orientale

    25.00

    Il completamento del titolo “1920 – 1940. Momenti di grafica applicata nella Venezia Giulia con l’area goriziana, il Friuli, l’Istria, Fiume e la Dalmazia” del catologo dell’omonima esposizione presso il Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata, testimonia dell’interesse che Trieste ha sempre avuto per la grafica pubblicitaria, sia per la declinazione commerciale della sua economia, sia per i grandi maestri che si sono confrontati con questo linguaggio. Questo lavoro non solo prende in rassegna l’arte della pura propaganda, rispondente alla giovinezza del fascismo o al nazionalismo di altri regimi, ma restituisce anche il senso della quoditianità che accompagna la pubblicità, passando da nomi noti ad altri meno conosciuti, tutti comunque desiderosi di innovare, di inserirsi in un mondo futurista, déco, costruttivista, modernista: avanguardie.

    Brossura 21 x 26 cm. pag. 320 interamente illustrato a colori

    Stampato nel 2009 da Edizioni Italo Svevo

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    Avanti march! Cronache del Ventennio

    12.50

    Questo romanzo è, in gran parte, la trascrizione di un vecchio diario scritto dal 25 luglio del 1943 al 1948, alcune citazioni da documenti dell’epoca fanno da controcanto alla narrazione. Diversamente da altri, esso costituisce una testimonianza di prima mano, vede coinvolta un’intera famiglia e abbraccia un periodo più ampio, che va dalle origini del fascismo sino all’immediato dopoguerra. C’è chi dice che il passato va ricordato solo per costruire il futuro, non per una resa dei conti, che comporterebbe nuovi odi e nuove lacrime, dividendo ancora di più gl’Italiani, altri invece osservano che se non si fanno una buona volta i conti è difficile che le cose possano cambiare, che è meglio che tutte le verità e tutte le obiezioni vengano allo scoperto, non per avvilire grandi tragedie del passato innestandole nella politica odierna, ma per ricordarle senza reticenze ipocrite.

    Brossura 14,5 x 20,5 cm. pag. 346

    Stampato nel 2011 da Greco & Greco

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    Benito I Imperatore (romanzo)

    18.00

    Bella riedizione di un romanzo, in cui gli atti della storia si mescolano, nel tempo, come carte da gioco, riapparendo capovolti, l’autore immagina questo Benito I vittorioso e imperatore, anziché sconfitto e impiccato. Il libro, secondo le parole stesse dell’autore è una fantasia, e non un panegirico, un’apologia senza senso, né una calunnia o una denigrazione senza coraggio, e va letto per capire di quanta artefazione sia infarcita l’informazione.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 188
    Stampato nel 2012 dalle Edizioni di Ar

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    Benito Mussolini nell’Italia dei miracoli

    22.00

    L’intento di questo libro è quello di mostrare la figura di Benito Mussolini che pochi oggi ricordano, non l’uomo di stato, ma l’uomo animato veramente da un profondo impulso di umanità, l’uomo che ha sempre vissuto modestamente, l’uomo che parlava con gli operai e i contadini. Il bilancio del suo governo ha un nome: sono strade, ferrovie, canali di irrigazione, centrali elettriche, scuole, stadi, aeroporti, porti, ospedali, sanatori, bonifiche, industrie, commercio, espansione economica, lotta contro la malaria, battaglia del grano, Carta del Lavoro, Corporazioni, Dopolavoro, Opera Maternità e Infanzia, Carta della Scuola, Codici mussoliniani, Patti Lateranensi.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 264

    Stampato nel 2010 da Solfanelli

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    Berto Ricci – Dvd

    7.00

    Maurizio Rossi

    Berto Ricci: le gesta e il pensiero di un uomo che si è reso esempio. Il clima politico e culturale di quel periodo storico e la morte eroica di chi ha dati la vita per l’ideale sono raccontati in qusto dvd che ripropone la conferenza tenutasi presso l’Associazione Raido.

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    Bolidi rossi & camice nere – Storia delle competizioni automobilistiche durante il fascismo

    18.00

    Il saggio, che ripercorre la storia delle competizioni automobilistiche negli anni del Fascismo, analizza i rapporti tra il Regime e una realtà italiana che già aveva raggiunto livelli di eccellenza per la tecnica, gli impianti e gli uomini. Un rapporto spesso contradditorio, in un paese sospeso tra la tradizione rurale e un vivo entusiasmo per le macchine e la velocità. A fianco degli aspetti più popolari – le Alfa rosse, la Mille Miglia o le rivalità fra Nuvolari e Varzi, l’opera, frutto di una approfondita ricerca in una importante mole di documenti inediti, affronta temii meno noti, dalle ingerenze di Mussolini e dei gerarchi alle Istituzioni, sottoposte in quegli anni a una intensa azione di riorganizzazione.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 190 con diverse foto b/n

    Stampato nel 2011 da IBN

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    Camerata neandertal – Libri fantasmi e funerali vari (Romanzo)

    16.00

    Costruito come un percorso attraverso la memoria (di persone, fatti e luoghi) “Camerata Neandertal” è forse il romanzo più dolente e personale di Antonio Pennacchi. Un libro popolato da fantasmi: da Ajmone Finestra – il Federale di Latina, motore delle vicende narrate in “Palude” e nel “Fasciocomunista” agli operai che di “Palude” decisero lo svolgimento; da Carlo Alberto Blanc, paleontologo, la cui ossessione e curiosità divengono le stesse dell’autore nelle “Iene del Circeo”, ad Aldo Dapelo padrone della Fulgorcavi narrata in “Mammut”, fino al fratello Gianni, che considerava suo “Canale Mussolini” ma morì senza riuscire a leggerlo. Attraverso i suoi personaggi Pennacchi racconta in realtà sé stesso e la propria formazione come uomo, come intellettuale dal basso e come scrittore. Un romanzo autobiografico dove realtà e finzione si intrecciano e si fondono, coinvolgendo il lettore in un viaggio, spesso esilarante, fra letteratura e vita.

    Brossura 13 x 21 cm. pag. 284

    Stampato nel 2014 da Baldini & Castoldi

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    Camicia Nera! – Storia militare della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale dalle origini al 24 luglio

    29.00

    Camicia Nera! È l’unica storia militare della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale dalle origini al 25 luglio del 1943 e allo scioglimento di quella che fu la Guardia Armata della Rivoluzione Fascista nel dicembre dello stesso anno che sia stata scritta dopo il classico e oggi introvabile “Storia dei reparti combattenti della MVSN” pubblicato negli anni Settanta da Lucas e De Vecchi. L’autore, considerato il più autorevole storico della MVSN a livello internazionale, traccia la storia della Milizia e delle guerre cui ha partecipato dal 1923 con la riconquista della Libia, sino all’Etiopia, alla Spagna ed ai vari fronti della Seconda Guerra Mondiale, approfondendo quelle battaglie, da passo Uarieu a Guadalajara, dalla presa di Santander alla difesa dell’Uolchefit, da Sidi el Barrani al Don, in cui le Camicie Nere si distinsero in modo particolare, sfatando luoghi comuni ed evitando aprioristiche denigrazioni ed apologie. Questo lavoro, vuole essere un’introduzione ad un argomento tanto controverso quanto praticamente dimenticato, con un ampio supporto di organigrammi e documenti. In appendice una ricca raccolta di testi di inni e canzoni della MVSN, materiale fondamentale per la comprensione di come la Milizia si autorappresentasse nella propaganda

    Brossura, 17,8 x 25 cm. pag. 252 con numerose foto b/n

    Stampato nel 2017 da Soldiershop

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    Camicie nere, camicie brune – Milizie fasciste in Italia e in Germania

    35.00

    Il libro mette a confronto le organizzazioni paramilitari del fascismo e del nazionalsocialismo, fotografate nel momento di massima ascesa, antecedente alla presa del potere dei due movimenti: il 1921-22 per le “squadre d’azione” fasciste, il 1929-32 per le SA, “le camicie brune” germaniche. Ciò che ne risulta è il quadro di due organizzazioni che vivevano e si rafforzavano nell’azione, e questa azione era la violenza, che trovava in sé la propria giustificazione. Di straordinario interesse risulta lo studio della composizione delle squadre: chi erano infine gli squadristi, qual era la loro estrazione sociale, a quale fascia d’età appartenevano? E come si strutturavano le squadre, cosa le teneva insieme, come si esplicava la loro azione e quali erano i loro ideali?

    Cartonato con sovracopertina 15,5 x 21,5 cm. pag. 612

    Stampato nel 2009 da Il Mulino

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    Camions

    14.00

    Si può affermare con una certa sicurezza che il movimento delle squadre se ebbe a Milano, con Mussolini ed il gruppo gravitante intorno al “Popolo d’Italia”, il suo vertice politico, conobbe in Toscana ed in Emilia i maggiori successi in termini di adesioni ed attività. Si trattò, però, di due tipi di squadrismo diversi nei caratteri e nelle figure più rappresentative. Guascone, con uno spiccato gusto per lo scherzo (anche feroce) quello toscano — che pure assunse rilevanza numerica di tutto rispetto, tanto che, secondo i dati forniti da Marco Palla, nel maggio del 1922 «erano concentrati in Toscana più di un quinto dei fasci e circa un sesto dei fascisti di tutta Italia» —, più politico quello emiliano, dove già nel ’21 prese corpo il sindacalismo fascista. È anche per questo che il primo non espresse alcuna figura veramente importante nel Fascismo (gli stessi Renato Ricci e Carlo Scorza possono considerarsi dei comprimari, mentre Pavolini era stato solo uno squadrista diciassettenne, come tanti altri), nel secondo, invece, emersero Arpinati e Balbo, Grandi e Muti, giusto per fare i primi nomi che vengono a mente. (Dalla prefazione di Giacinto Reale)

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 130

    Stampato nel 2017 da Aga

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    Campo imperatore 1943 – La versione della polizia. I documenti e il memoriale completo del generale della polizia Fernando Soleti

    29.00

    Questo volume, che non ha la pretesa di svelare definitivamente i dubbi e gli interrogativi che ancora aleggiano sulla faccenda di Campo Imperatore, ma cerca, attraverso i documenti e il memoriale completo del generale della Polizia Ferdinando Soleti, di aggiungere qualche tassello importante allo svariato mosaico riguardante l’impresa tedesca sul Gran Sasso. Il volume raccoglie quindi il memoriale – 32 pagine dattiloscritte – e documenti che comprendono varie “minute” di lettere, dichiarazioni, testimonianze. Allegati al memoriale, numerose foto personali e inedite e inoltre diversi fogli sciolti, corretti di pugno dal generale. Per completare il quadro espositivo sull’impresa abruzzese nel libro è stata inserita una breve “biografia” dei personaggi, anche tedeschi, direttamente coinvolti nella faccenda di Campo Imperatore, unitamente a una parentesi storico-geografica su questa località passata alla storia proprio per questi avvenimenti.

    Brossura 16,5 x 24 cm. pag. 285 con circa 190 illustrazioni b/n e colori

    Stampato nel 2010 da Italia Editrice

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    Canale Mussolini

    20.00

    Antonio Pennacchi

    Canale Mussolini è l’asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l’acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c’è lei, l’Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l’eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.

    Cartonato pag. 460

    Stampato nel 2010 da Mondadori

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    Cantando Giovinezza

    20.00

    “Il nostro vuole essere un viaggio che, attraverso le parole e le note che si cantavano durante il Fascismo, ne colga lo spirito più puro e diretto. Ripercorreremo quindi la storia di testi e musiche che hanno costituito, per chi le ha scritte e cantate, lo specchio di un sentire legato a giorni in cui, comunque la si pensi, l’Italia era attraversata da emozioni forti, nella maggior parte dei casi spontanee, popolari e condivise” (le Autrici). Prefazione di Francesco Storace (!!!!). Allegato CD musicale.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 311 allegato CD musicale

    Stampato nel 2016 da Ritter

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    Carlo Scorza – L’ultimo gerarca

    17.00

    Carlo Scorza (1897-1988) è stato, per soli cento giorni, il decimo e ultimo segretario del Partito Nazionale Fascista. Volontario nella Prima guerra mondiale, pluridecorato al Valor Militare, segretario federale di Lucca, deputato e consigliere nazionale, cade in disgrazia durante la segreteria Starace. Volontario in Etiopia, Spagna e Africa Settentrionale, nell’aprile del 1943 Mussolini lo nomina, all’improvviso, segretario nazionale del partito. Nei giorni che precedono il 25 luglio e durante l’ultima seduta del Gran Consiglio del Fascismo, mantiene comportamenti confusi, se non ambigui, tra il gruppo di Grandi, gli estremisti di Farinacci e lo stesso Mussolini. In seguito fa atto di sottomissione al governo Badoglio e per questo viene processato per tradimento. Arrestato a Gallarate, nei giorni della “Liberazione”, riesce a riparare in Argentina. La sua lunga e intensa vita viene ripercorsa per la prima volta in questo volume: eroe di guerra o violento ras di provincia, fedelissimo di Mussolini o traditore del fascismo, con lui rivive un intero ventennio della nostra storia recente, dallo squadrismo alla Marcia su Roma, dalla guerra alla caduta del Regime.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 238 + 14 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2010 da Mursia

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    Carmelo Borg Pisani (1915-1942) – Eroe o traditore?

    16.00

    Alle 7,34 del 28 novembre 1942, sulla forca del carcere maltese di Corradino, moriva carmelo Borg Pisani, un giovane artista che sognava la liberazione della sua isola dal dominio britannico. Si arrulolò come soldato semplice nell’Esercito di quell’Italia che riteneva la sua vera Patria e fu protagonista di una sfortunata missione conclusasi con l’arresto e il processo per alto tradimento. Entrò così nella schiera delle Medaglie d’oro al Valor Militare. Figura controversa, protanonista di una vicenda tragica, fu considerato in Italia un eroe irredentista e a Malta , anche se non da tutti, un traditore. affrontò con coraggio il momento dell’esecuzione come Cesare Battisti, Fabio Filzi, Damiano Chiesa e Nazario Sauro.

    Brossura 15,50 x 21 cm. pag. 154 con circa 50 foto b/n

    Stampato nel 2007 da Lo Scarabeo

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    Caro duce ti scrivo – Il lato servile degli antifascisti durante il Ventennio

    12.00

    Furono molti i cosiddetti antifascisti che, durante il Ventennio, bussarono alla porta del dittatore per i più svariati motivi. Quasi tutti per incensare il Duce, generalmente in cambio di prebende e di favori, salvo poi brigare per cancellare le tracce delle loro compromissioni. Ci sono i salamelecchi di Arturo Labriola, l’inconfessabile amicizia di Nenni con Mussolini, c’è la vicenda di Norberto Bobbio e della sua supplica al Duce scritta per rivendicare la sua “coscienza di fascista”. Perfino Luigi Einaudi, futuro Presidente della Repubblica, scrive a Mussolini per impetrare aiuto, nel tentativo di rimediare alle intemperanze antifasciste dei figli. E ci sono anche Missiroli, Ricciardetto, Vittorini, Sibilla Aleramo e molti altri. Su tutti, però, si staglia Alberto Moravia, che giunse a rinnegare la memoria dei suoi cugini, i fratelli Rosselli, uccisi dai fascisti in Francia. Fare i conti con il passato degli italiani è maledettamente complicato, tanto i vizi nazionali paiono ridondanti nella loro cartacea e tonitruante magniloquenza. Ma setacciare gli archivi fa scoprire verità scomode che i lettori devono sapere.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 192

    Stampato nel 2012 da Edizioni Ares

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    Case del Balilla – Architettura e Fascismo

    90.00

    L’Opera nazionale balilla, il “più gigantesco esperimento di educazione di Stato che la storia ricordi”, ha ricoperto un ruolo assai importante, come promotore e committente, nella vicenda dell’architettura “moderna” italiana fra le due guerre. Per lo svolgimento delle attività di educazione fisica, morale e premilitare delle nuove generazioni, furono costruite centinaia di case del balilla, disseminate in molte città d’Italia; grandi complessi e edifici minimi, ma con lo stesso linguaggio: la funzione sociale dell’architettura. Questo volume, con le sue numerose e suggestive immagini, oltre a mettere in luce le connessioni fra architettura e fascismo, mette in evidenza che queste erano soggette a molteplici condizionamenti, con conseguenti mutamenti di stile, di cui il più evidente è la maggiore rigidità formale dopo il 1936.

    Rilegato,26 x 28,5 cm. pag. 264 interamente illustrato con circa 510 foto e disegni b/n

    Stampato nel 2008 da Electa

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    Cattolici e fascisti – La Santa Sede e la politica italiana all’alba del regime

    40.00

    Il volume ricostruisce le relazioni intercorse tra la Santa Sede e il fascismo negli anni compresi tra il 1919 e il 1925, concentrandosi sul momento iniziale del loro rapporto, quello finora maggiormente lasciato in ombra dagli studi storici. Ripercorrendo le fonti già edite sul tema, e aggiungendo a esse lo spoglio sistematico delle carte conservate presso gli archivi vaticani relative al pontificato di Pio XI (1922-1939), Guasco esplora l’iniziale atteggiamento di diffidenza della diplomazia vaticana nei confronti delle squadre in camicia nera; i mutamenti intervenuti in San Pietro all’indomani della marcia su Roma e della costituzione del primo governo Mussolini, con il suo doppio volto di attenzione nei confronti dell’autorità romana e di attacco contro il clero e il laicato cattolico; il progressivo abbandono del Partito popolare e la liquidazione politica di don Sturzo; la campagna elettorale del 1924 e la drammatica conclusione della crisi innescata dal delitto Matteotti. Corredano il volume 150 documenti, editi e inediti, fonti ecclesiastiche, politiche e diplomatiche che consentono al lettore l’accesso diretto alla documentazione dell’epoca.

    Brossura, 13,5 x 21 cm. pag. 575

    Stampato nel 2013 da Il Mulino

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    Che cos’e il fascismo

    12.00

    Raccolta di articoli apparsi su vari quotidiani e periodici sull’essenza del Fascismo. Ristampa dell prima edizione Alpes del 1924.

    Brossura, 11 x 18 cm. pag. 104

    Stampato nel 2019 da Libreria Europa

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    Che cosa è il fascismo?

    20.00

    Nuova edizione con prefazione di Rodolfo Sideri e postfazione di Mario Michele Merlino. Il libro appare come un contributo alla qualificazione del Fascismo come ideale universale, aldilà delle sue versioni storiche e al di sopra delle sue concrete estrinsecazioni nazionali. L’autore, che si definisce uno scrittore fascista, vuole ritrovare il contenuto vero del fenomeno storico-politico al quale si ispira, ripulito da ciò che le contingenze e la pratica di governo avevano aggiunto al suo significato e da ciò che la propaganda avversaria gli attribuisce.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 218

    Stampato nel 2015 da Settimo Sigillo

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