Antica civiltà atlantica e ruolo dei Shardana-Tirreni

Civiltà Sarda

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    Antica civiltà atlantica e ruolo dei Shardana-Tirreni

    15.00

    L’autore ha creduto opportuno rimarcare il suo pensiero sull’origine della civiltà in senso assoluto utilizzando i reperti che gli scavi archeologici ci hanno consegnato e rifacendosi alla storia non scritta, cioè al mito. Fattore rilevante da lui osservato è come vi siano segni di civiltà che risalgono a 25.000 anni prima di Cristo nell’Europa Occidentale e non in altre parti del mondo. Almeno per quanto si sa fino ad oggi. Ciò che lo ha colpito è che sembra esserci una frattura fra il periodo medio del Paleolitico superiore e il Neolitico che vediamo poi esplodere in tutto il globo.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 159

    Stampato nel 2007 da PTM Editrice

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    Astronomia nella Sardegna preistorica

    25.00

    Nel libro viene illustrato il significato astronomico cristallizzato nell’orientamento delle domus de janas, dei dolmen, dei corridoi dolmenici, delle tumbas de gigante, dei nuraghes, dei megaron, dei templi a pozzo; vengono riesaminati i risultati di un venticinquennio di ricerche archeoastronomiche pubblicate, in qualità di autore o coautore, in riviste scientifiche. L’opera è rivolta anche ai semplici appassionati con l’intento di far conoscere il significato astronomico dell’insieme dei monumenti preistorici che costellano il paesaggio della Sardegna.

    Brossura, 16,5 x 24 cm. pag. riccamente illustrato con foto e disegni b/n

    Stampato nel 2013 da Agorà Nuragica

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    Caccia grossa – Scene e figure del banditismo sardo

    11.00

    Fin dal titolo, Caccia grossa – opera di un ufficiale toscano inviato in Sardegna per combattere il banditismo – si propone come libello polemico, nonostante l’autore cerchi di dissimulare la sua decisa scelta di parte, per la giustizia e contro le connivenze di un sistema sociale che del “bandito” ha fatto il proprio eroe. Edito nel 1914, questo libro trasmette ancora oggi quella carica provocatoria che già aveva suscitato violente critiche al primo apparire. Le modalità di caccia ai banditi, ricordano, per molti versi, quelle adottate dalle forze occidentali in molte occasioni nei cosidetti conflitti di contro-insorgenza.

    Rilegato, 13 x 17,5 cm. pag. 198

    Stampato nel 1997 da Ilisso

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    Dalla scura terra (Romanzo)

    16.50

    Irlanda, in un prossimo futuro. Alcuni ricercatori si concentrano su un ritrovamento archeologico molto inusuale. Due corpi avvinghiati nella morte, sprofondati nella torba. Che segreto nasconde il loro decesso? Perché qualcuno si interessa così da vicino ed in modo estremamente pericoloso agli studi che la dottoressa O’Connor effettua sulle mummie? Ai suoi occhi si apre un mondo affascinante, sconosciuto, che un giovane archeologo italiano, volato fino a Dublino, cerca di decifrare, anche con l’aiuto della collega irlandese. Scopriranno a loro spese che il passato, a volte, non è solo materia per bonari studiosi. Scopriranno le tracce di Olai e dei suoi guerrieri Sherdna, venuti dal mare in cerca dello stagno, per forgiare le loro temibili armi, ed approdati laddove una popolazione locale, guidata da una affascinante sacerdotessa della Grande Madre, cerca di difendersi dai terribili demoni Fomor…

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 318

    Stampato nel 2010 da Arkaida Editore

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    Giganti di pietra – Monte Prama. L’Heroon che cambia la storia della Sardegna e del Mediterraneo

    38.00

    L’Heroon di Monte Prama rappresenta la novità archeologica più interessante degli ultimi decenni nelle vicende della Sardegna e del Mediterraneo occidentale nei primi secoli del I millennio a.C. Infatti non si conosceva, fino ad oggi, nell’area compresa tra la Grecia e l’Atlantico, un complesso così imponente e organicamente pensato; i manufatti del periodo che conosciamo ad oggi sono o contemporanei in Grecia, o posteriori in Italia, e non sono aggregati in strutture così monumentali. Dal momento della scoperta, nei primi anni ’70 del secolo scorso, sono state formulate ipotesi diverse sulla forma e sul significato del monumento. Questo libro, scritto dagli archeologi autori dello scavo, fornisce per la prima volta un quadro complessivo e filologicamente rigoroso, basato sui risultati acquisiti sul campo e sui confronti e dibattiti sviluppatisi tra gli autori stessi durante la stesura del volume. Il restauro condotto dal Laboratorio di Li Punti della Soprintendenza di Sassari, da poco completato con estrema cura, ha consentito un più approfondito studio e comprensione delle sculture.

    Brossura, 21 x 28 cm. pag. 280 con illustrazioni b/n e colori

    Stampato nel 2012 da Fabula

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    I porti nuragici e Shardana – Strategia portuale metereologia storia tecnica e i relitti

    15.00

    Con quest’opera l’autore approfondisce i temi trattati nel libro precedente di grandissimo successo intitolato “La flotta shardana”. E in particolare, come riporta il sottotitolo, si dedica all’analisi della strategia portuale, della meterologia, della storia, della tecnica e dei relitti scoperti in questi anni di studi e mai fino ad ora presi in considerazione seriamente. Riporta ancora l’individuazione e l’identificazione di porti Nuragici e Shardana. Ottimamente illustrato con cartine e disegni in b/n.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 198 con circa 42 foto b/n, 46 cartine e alcuni disegni

    Stampato nel 2008 da PTM Editrice

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    Il codice della vendetta barbaricina

    10.00

    Partendo da una preparazione sociologica e giuridica e sulla base di indagini sul campo finalizzate allo studio del meccanismo della vendetta, Pigliaru riformula un vero e proprio “Codice della vendetta”. Le norme di comportamento della società pastorale barbaricina, i suoi imperativi, vengono tradotti nel linguaggio giuridico proprio dei codici scritti. Lo studio illustra così quanto le leggi elaborate nell’ambito di una lunga tradizione orale, ispirate alla necessità di regolare la convivenza sociale, non manchino della stessa tensione giuridica che appartiene agli ordinamenti della civiltà colta.

    Brossuara 11,5 x 16,5 cm. pag. 298

    Stampato nel 2016 da Il Maestrale

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    Il mare addosso – L’isola che fu Atlantide e poi divenne Sardegna

    17.00

    Atlantide, isola del mito, invenzione di Platone o realtà? La storia del mondo e dell’umanità è quella che abbiamo studiato nei libri di scuola? Le narrazioni sul diluvio universale, comuni a tanti popoli, sono solo una strana coincidenza oppure vi è un fondo di verità? Per quali ragioni gli storici continuano a difendere teorie che stanno mostrando tutta la loro fragilità? Nuove scoperte, avvenute soprattutto negli ultimi anni, stanno portando alla luce una realtà assai diversa rispetto a quella che vorrebbe la nascita della civiltà in Medio Oriente. Grazie all’appassionato lavoro di un team di ricercatori, proprio in Sardegna, a partire dal 2013, sono state rinvenute le tracce di un evento finora solo ipotizzato: la caduta di meteoriti nel Mediterraneo. E proprio a questo evento catastrofico si dovrebbe imputare il violento megatsunami che avrebbe distrutto la civiltà intorno al 9700 a.C., data in cui Platone colloca la fine di Atlantide. Un’isola a occidente dell’Egitto. Un’isola che sembra essere proprio la Sardegna. Con dovizia di particolari, testimonianze archeologiche e scientifiche, gli autori delineano uno scenario che cambia per sempre il volto della storia.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 208 illustrato con foto a colori

    Stampato nel 2016 da Arkadia

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    Il popolo di bronzo

    30.00

    Il volume presenta un inedito lavoro di ricerca che attraverso un’attenta analisi dei bronzetti sardi svela particolari finora passati inosservati. I primi due capitoli illustranoi possibili colori utilizzabili dai nuragici nell’età del bronzo. La seconda parte, in 100 schede, descrive minuziosamente con testo ed illustrazioni dettagliate, abiti, copricapi, elmi, archi, spade, scudi ed ogni sorta di attrezzo scolpito nelle statuette.

    Brossura, pag. 254 interamente illustrate con foto e disegni b/n

    Stampato nel 2005 da Condaghes

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    L’alba dei nuraghi

    30.00

    L’alba dei nuraghi”, primo volume di una trilogia, si sofferma sulla prima fase (dal 1600 a. C. al 1300 a. C. circa), quando comparvero i primi nuraghi, veri e propri castelli, espressione di una organizzazione politica, militare e sociale assolutamente originale. L’architettura, le etnie e la loro origine, la geografia e l’uso del territorio, le produzioni agricole, industriali e artigianali, i trasporti terrestri e la navigazione, le relazioni estere, i gusti alimentari, la religiosità e i costumi funerari della civiltà nuragica sono descritti in modo analitico e convincente. Grazie ad una analisi comparata delle fonti letterarie, dei manufatti archeologici, degli elementi antropologici relativi alla civiltà nuragica ed alle civiltà coeve – corsa, balearica, iberica, micenea, egiziana etc. – la Sardegna appare non più isolata, come si era a lungo creduto, ma immersa da protagonista nel contesto mediterraneo.

    Brossura, 20 x 28 cm. pag 280 con illustrazioni b/n e colori

    Stampato nel 2006 da Fabula

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    L’altra Atlantide – Civiltà scomparse, antiche conoscenze megalitismo e Sardegna

    17.00

    Prima dell’ultima glaciazione è esistita un’altra grande civiltà le cui tracce, nonostante i millenni trascorsi, sono giunte fino a noi sotto forma di mito e leggenda? Per rispondere a questa domanda, sgombrando il campo da ogni dubbio, ci si può affidare ai più moderni strumenti di indagine, grazie ai quali, oggi, si può certamente trovare una risposta adeguata. La spaventosa portata dei cataclismi che cancellarono la grande civiltà che precedette la nostra è stata infatti tramandata oralmente e poi riportata nei testi più antichi – dai Sumeri, nei testi egiziani, nella Bibbia, nei libri sacri indiani, da Platone – e, grazie all’esame incrociato di queste fonti, si può cominciare a delineare una storia meno nebulosa. Inoltre, sono di aiuto essenziale le recenti scoperte archeologiche che colmano in parte i vuoti che intercorrono tra la scomparsa della grande civiltà prediluviana e l’emergere dei primi popoli “storici”. In questo contesto, ruolo di primaria importanza giocò la Sardegna. In questo libro vogliamo dunque raccontare una “storia diversa”, ricca e affascinante, i cui protagonisti quasi mai rientrano nei manuali classici.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 206

    Stampato nel 2018 da Arkadia

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    L’origine della Sardegna e dei sardi

    25.80

    Per millenni i monumenti storici della Sardegna: Nuraghi, Domus de Janas, Pozzi Sacri, Tombe dei Giganti, Menhir, ecc. sono stati guardati, esaminati, ed ammiratiti con riverenza ed emozione da pastori, contadini, artigiani sardi; con meraviglia e sbigottimento da commercianti e turisti. Questo volume permette di scoprire l’origine del popolo che ha realizzato quei monumenti, basandosi su una ricerca meticolosa, sistematica e comparativa delle vicende preistoriche, determinando in tal modo la scoperta delle origini geologiche di una terra e l’origine del popolo che in essa si è insediato, ed etnologicamente sviluppato all’interno di un territorio geologicamente delimitato nei luoghi, nei tempi e nei modi. Un libro che ripercorre fedelmente i tempi in termini geologici e antropologici, documentandone lo sviluppo delle varie civiltà succedutesi in sardegna, colmando in tal modo la lacuna finora esistente sulla preistoria dei Sardi e contribuisce ad inserire questo popolo, a buon diritto, nell’ampio dibattito sulle civiltà del Mediterraneo.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 398 con circa 300 illustrazioni b/n

    Stampato nel 1997 da Opere Prime Edizioni

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    La battaglia di Cornus (Romanzo)

    18.00

    Nell´aspro e lungo contrasto fra le due grandi città del Mediterraneo antico – Roma e Cartagine – la Sardegna divenne terra di contesa. La prospettiva di una prolungata schiavitù non si confaceva con l´animo insofferente dei sardi. In piena Seconda Guerra Punica, Ampsicora seppe unire i focolai di sommossa in un unico esercito e stringere alleanza con la potente rivale di Roma. La trama si evolve tra gli ambienti delle città costiere di Cornus e Tharros, la metropoli nord-africana, il deserto del Maghreb e i riti ancestrali di una Sardegna post nuragica, in una successione di sorprendenti colpi di scena. Le premonizioni di una maga, l´aggrovigliarsi delle passioni dei personaggi e i sottili intrighi di spie fanno da sfondo alle gesta eroiche di un popolo che tenta di liberarsi dal suo stato di sottomissione. Il racconto ci fa rivivere l´epopea di una narrazione epica, diventata leggenda con la misteriosa quanto incomprensibile morte del suo protagonista, che attinge con dovizia di particolari da una documentazione storica precisa.

    Rilegato, 15,5 x 22 cm. pag. 207

    Stampato nel 2012 da Condaghes

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    La civiltà dei sardi – Dal Paleolitico all’età dei nuraghi

    25.00

    Sulla civiltà nuragica l’uomo medio sa poco e niente, crede che si tratti di una civiltà avvolta nelle nebbie dei tempi e sulla quale le conoscenze degli archeologi siano poco più che approssimative. In realtà la civiltà degli “antichi sardi” fu più complessa di quello che ordinariamente si crede, e le cose che sappiamo di lei ce la presentano come una civiltà pacifica, paragonabile, per livello culturale, alla civiltà micenea. Il fatto è che la civiltà nuragica è ritenuta da molti poco interessante, sopratutto perchè pacifica, i sardi non hanno mai tentato di conquistare nessuno, e forse quella che fu la loro più grande virtù è oggi la disgrazia della loro memoria. Il manuale di Lilliu è considerato la Bibbia dell’archeologo che si occupa di questa meravigliosa civiltà. E’ un testo complesso e impegnativo, ma leggerlo vi porterà in un mondo affascinante fatti di scenari meranigliosi e di profumi intensi.

    Brossura, 16 x 22,5 cm. pag. XXXVIII + 903 illustrato con 188 foto b/n

    Stampato nel 2004 da Il Maestrale

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    La civiltà nuragica

    60.00

    In questo volume Lilliu, il maggior archeologo sardo del nostro secolo, ripercorre le vicende della civiltà nuragica, collocata tra l´Età del bronzo (1800-1500 a.C.) e quella del ferro (500-238 a.C.). Vengono analizzate le diverse peculiarità della civiltà nuragica: la società, l’apparato militare e il ruolo dei nuraghi, dei quali vengono descritte le diverse tipologie, e ancora la religione, i contatti con gli altri popoli del mediterraneo e i commerci, l’architettura megalitica con i Dolmen e le struttere religiose e votive. Un tuffo all’indietro nel tempo, per apprendere i segreti di una delle civiltà più misteriose del Mediterraneo antico.

    Rilegato con sovracoperta, 22 x 30,5 cm. pag. 352 con circa 265 illustrazioni b/n e colori

    Stampato nel 1982 da Carlo Delfino Editore

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    La flotta Shardana – Storia tecnica mito e rotte

    15.00

    Sono proprio le navicelle nuragiche, prodotte nella prima età del ferro in Sardegna, ad offrire indizi interessanti. Si indaga quale potesse essere la tecnica navale degli audaci e temibili Shardana, i più importanti tra i ‘Popoli del Mare’ che tanto scompiglio crearono nel Mediterraneo, mettendo in crisi imperi come quello Egizio. L’esperienza nel settore marittimo del Comandante Pisu torna molto utile per approfondire la navigazione e i commerci arcaici, attività peculiare dei Popoli del Mare. Sapere quali correnti utilizzare, o come caricare una nave, è fondamentale per capire una realtà antica ma non lontana dalla nostra esperienza.

    Brossura, 15 x 20,5 cm. pag. 134 con 38 foto b/n, 17 foto a colori, 38 disegni e alcune cartine

    Stampato nel 2005 da PTM Editrice

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    La Sardegna nuragica

    20.00

    In Sardegna è durata più di 200 anni ­ anche con i suoi risvolti umoristici ­ la diatriba circa la “funzione” o “destinazione” dei nuraghi. Che cos’erano questi antichi monumenti sardi, che hanno dato il nome alla civiltà nuragica, la quale è stata la prima “civiltà” dell’Italia? Templi, tombe, abitazioni, torri di segnalazione, fortezze, case fortificate, forni fusori, edifici trionfali, edifici per evitare le zanzare? Pubblicato per la prima volta nel 1977 dal professor Massimo Pittau dell’Università di sassari, il presente volume rimane a distanza di anni, uno dei più completi sull’argomento.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 303 con circa 141 illustrazioni e foto b/n

    Stampato nel 2013 da Edizioni della Torre

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    La Sardegna preistorica e il Mediterraneo antico

    28.00

    Nell’arco di 10.000 anni, un’umanità complessa pose piede nell’isola in tempi diversi, attirata dalle terre incontaminate e dalla richezza dei depositi del sottossuolo: ossidiana e materiali metalliferi. Eerano popoli di varia provenienza e con aspetto dissimile: dai dolicocefali con cranio ovoidale ai brachicefali, dalla testa tonda. Eppure seppero integrarsi per sviluppare una civiltà tutta particolare, caratterizzata dalla capacità straordinaria di costruire torri per gli usi più svariati. Ma era anche una società mediterranea a pieno titolo; ospitava, respingeva o subiva le “genti del mare” cui apparteneva anc’essa in parte. Dopo un lungo periodo di gloria durante il quale partecipò alle vicende dei popoli mediterranei, inponendo la propria talassocrazia, i tempi cambiarono, e l’insularità rese difficoltosa la creazione di alleanze per fronteggiare i potentati militari che salivano alla ribalta. Alla fine del 2° millennio a.C. inizia l’Eta del Ferro e il declino dell’isola. Dopo un’altro mezzo millennuio parte dei suoi abitanti si adattarono al nuovo mondo, altri, si chiusero in loro imbarbarendosi conservando però, antiche virtù umane, scordate dagli uomini moderni.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 414 con molte cartine ed alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2007 daGrafica del Parteolla

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    Le torri i metalli il mare – Storie antiche di un´isola mediterranea

    39.00

    Le vaste distese mobili del Mediterraneo sono state da sempre le strade dell´incontro tra Oriente e Occidente; itinerari millenari, custodi di mostri e di portenti, luoghi di insidie, di pericoli e di meraviglie, ma, alla fine, veicoli straordinari di incontro e di scambio culturale, di una crescita che, come quelle acque infinite in perenne movimento, è sempre mutamento e trasformazione. A occidente, oltre la strettoia di Gibilterra, le mitiche colonne d´Eracle indicano una fasulla fine del mondo; perché, nell´esperienza degli antichi marinai, degli esploratori e dei mercanti, esso continua nelle vie d´acqua dell´Atlantico che scavano percorsi profondi nella terra a incontrare i grandi fiumi, il Guadalquivir, il Tago, il Loukkos e le popolazioni che vivono nelle terre fertili che essi incidono e attraversano. A oriente, oltre le grandi e le piccole isole, oltre la Grecia e il favoloso Egitto, scrigno del sapere degli uomini, le coste dell´Anatolia, della Siria e della Palestina…. Al centro di questo mare un’isola misteriosa e antica: la sardegna.

    Rilegato, 18,5 x 26 cm. pag. 252 illustrato con circa 170 tra foto cartine e disegni b/n + 80 pagine fuori testo con 181 foto b/b

    Stampato nel 2010 da Carlo Delfino Editore

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    Lo scudo del Danur – Il popolo delle torri. Libro primo (Romanzo)

    20.00

    Sotto una pioggia scrosciante, in una notte fredda e buia scossa dai lampi e dai fulmini, alle pendici del santuario di Sher-Os nasce l’ultima Figlia della Grande Luna. Nelle Terre dei Libbu e ai confini del Regno della Sabbia, giovani combattenti imparano l’arte della guerra. Nure ha uno iuke crudele che porterà solo sangue e lacrime, suo figlio dovrà scappare dalla sua follia e la Dea gli mostrerà il cammino del Lupo. Il destino condurrà i guerrieri sulle rive del Rhodan, dove gli sherdan hanno subito un’offesa. C’è tempo per la vendetta e, sull’Isola, nessuno dimentica. “Lo Scudo del Danur” è il primo volume di una trilogia di ambientazione preistorica che racconta le gesta del Popolo delle Torri.

    Rilegato, 16 x 21,5 cm. pag. 302

    Stampato nel 2015 da Condaghes

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    Rapidum – La Cohors II Sardorum ai confini dell’impero

    20.00

    Una coorte di sardi impegnata in Africa settentrionale in una missione dai tratti oscuri. Una rivolta di mauri dove operano personaggi legati a manovre di palazzo.
    Il romanzo storico Rapidum comincia con un intrigo inestricabile sullo sfondo dei primi anni del principato dell’imperatore Adriano. Il sardo Ursario combatte con i ribelli mauri, ma conserva un segreto inconfessabile. Per catturarlo si muovono due agenti, un karalitano e un turritano, inviati dal generale Marcio Turbone, comandante delle armate romane. La verità che emergerà sarà terribile. Ma la storia prosegue quando, su ordine di Adriano, un’unità militare specializzata, la Cohors II Sardorum, costruirà un forte, estremo baluardo dei confini meridionali dell’impero. Si chiamerà Rapidum. Attorno a questa fortezza nascerà un villaggio, che diventerà municipio romano. In quei luoghi vivranno le storie e le vicende dei sardi, combattenti capaci anche di difficili mediazioni, in un’Africa settentrionale sempre agitata da ribellioni. Il romanzo si muove tra azione e avventura, ma è immerso in una cornice di riferimenti storici accurati dai quali emerge anche la situazione della Sardegna dove operano proconsoli, militari, agenti frumentarii, magistrati, soldati e schiavi. Un’isola, attraversata da strade che collegano importanti città, in perenne equilibrio tra costante resistenziale e integrazione in un impero che la sfrutta per la produzione di grano e di metalli, e la utilizza come terra d’esilio.

    Rilegato, 16 x 21,5 cm. pag. 304

    Stampato nel 2015 da Condaghes

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    Sardegna – L’alba di una civiltà

    18.00

    Dopo l’invenzione della scrittura, l’uomo ci ha lasciato tantissimi documenti, le cosiddette fonti letterarie, leggerli significa ascoltare le parole che vengono da un passato piuttosto recente se rapportato a quanto abbiamo “ereditato”, invece, dagli uomini che per primi abitarono la terra. Di essi, della loro civiltà, abbiamo soprattutto fonti iconografiche – pitture o incisioni in grotta, statuine della Dea Madre, vasellame decorato, graffiti su ciottoli – ma anche resti di pasti, utensili e stoviglie, ruderi dei primi ricoveri in pietra, corredi funerari, relitti affondati lungo le coste e tanto, tanto altro. Con tutte queste fonti, ogni archeologo ha dovuto confrontarsi nel tentativo di ricostruire al meglio la quotidianità di un popolo che diede vita ad una civiltà, quella sarda, tra le più antiche e più avanzate del bacino del Mediterraneo. Testimonianze poderose di tutto questo, tuttora fruibili dall’uomo contemporaneo, sono le domus de janas, i pozzi sacri, i nuraghi nonché i dolmen e i menhir sparsi su tutta l’isola.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 128

    Stampato nel 2017 da Capone

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    Sardegna – L’isola dei nuraghi

    15.00

    Il nuraghe, originale costruzione megalitica, è il simbolo della Sardegna arcaica. Edificio suggestivo, che conserva tuttora il fascino dell’umanità più antica, non ha precedenti sulla faccia della terra. Alti, possenti, costruiti con grandi blocchi poligonali, a più piani, con corridoi e coperture a ogiva, e, quasi tutti, con coronamento sulla parte sommitale, i nuraghi impressionano quanti li osservano. Sono circa ottomila, alcuni in stato di conservazione sorprendente, altri, e sono purtroppo la maggior parte, in stato di desolante abbandono. I primi, i più antichi, risalgono al XVII sec. a. C., altri, i più recenti, all’inizio dell’Età del Ferro, X sec. a. C. L’imponenza e la tecnica costruttiva delle strutture ci ricordano le fortificazioni megalitiche di Tirinto, di Micene, di Hattusa, in Asia Minore, così come le grandi tombe a tholos dell’area egea e mediorientale. Furono gli architetti e le maestranze sarde ad “esportare” la tecnica costruttiva megalitica o ci furono intrecci culturali tra le diverse civiltà che, influenzandosi vicendevolmente, diedero vita alle monumentali costruzioni presenti in tutti i paesi che affacciano sul Mediterraneo?

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 125 illustrato con circa 104 foto a colori e 4 cartine

    Stampato nel 2012 da Capone Editore

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    Sardegna archeologica

    16.00

    La guida vuole accompagnare il lettore e turista alla scoperta dei luoghi che hanno visto nascere, fiorire e tramontare, la civiltà nuragica, attraverso l’analisi delle testimonianze architettoniche e artistiche presenti in Sardegna. Dal monumento simbolo, il nuraghe, alle tombe di giganti, passando per le varie tipologie di tempio; dai manufatti ceramici, tra cui spiccano le singolari “pintaderas”, alla grande statuaria in pietra, i “giganti” di Monti Prama, passando per la produzione metallurgica di piccole sculture in bronzo, “i bronzetti”. Ma per comprendere a fondo il carattere di questa civiltà, tra mito e realtà, tra credenze religiose e culto dei morti, non si può non dare uno sguardo a ciò che l’ha preceduta, la Sardegna prenuragica, e a ciò che l’ha seguita, la Sardegna fenicio-punica e romana. Completano la guida alcuni itinerari prettamente turistici, che hanno lo scopo di abbinare alla visione dei luoghi storici, turismo, relax e gastronomia.

    Brossura pag. 191 interamente illustrate

    Stampato nel 2010 da Mattioli

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    Sardegna archeologica dal cielo

    75.00

    Questo volume, assolutamente completamente illustrato con fotografie quasi tutte a tutta pagina, mostra in maniera inedita e spettacolare i monumenti megalitici della Sardegna. Un lungo e paziente lavoro che con le sue immagini “dall’alto” offre una testimonianza visiva del patrimonio monumentale della regione che non ha confronto con le coeve culture che si affacciavano sulle coste del Mediterraneo. Completano il volume le illustrazioni di alcuni prodotti materiali che testimoniano della raffinatezza, della sensibilità e dell’originalità espresse dalle comunità che popolarono l’isola nei tempi della preistoria.

    Cartonato con sovracopertina in cofanetto 30 x 27 cm. pag. 280 interamente illustrate con foto a colori

    Stampato nel 2010 da Carlo Delfino Editore

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    Sardegna nuragica

    12.00

    Con questo breve testo, ricco di illustrazioni, Giovanni Lilliu ripercorre le tappe evolutive fondamentali della civiltà nuragica. Il mondo dei nuraghi presentato nelle forme di insediamento nel territorio, nei caratteri propri dell’architettura, dell’arte, della religione, dell’economia, del comportamento sociale – si rivela quanto mai ricco, dinamico e articolato nello spazio e nel tempo.

    Brossura 12,5 x 21,5 cm. pag. 130 interamente illustrate con foto a colori

    Stampato nel 2011 da Il Maestrale

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    Sardinia. Monumenti antichi (1901-1978)

    100.00

    Un´opera fondamentale e preziosa per la conoscenza delle vicende che hanno interessato la Sardegna antica. Raccoglie monografie di Antonio Taramelli, Giovanni Pinza, Giovanni Patroni, Giovanni Lilliu, Ercole Contu, Renato Loria, David H. Trump. Si tratta di lavori dedicati alla preistoria e protostoria dell´isola dei quali tre affrontano temi di argomento feniciopunico. Il volume possiede un apparato iconografico di ottima qualità; particolarmente da apprezzare i disegni delle diverse strutture nuragiche, analizzate e descritte con dovizia di particolari.

    Rilegoto in tela con sovraccoperta 21 x 26 cm. pag. 720 con illustrazioni b/n

    Stampato nel 2001 da Carlo Delfino Editore

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    Shardana – I popoli del mare

    15.00

    Parlando dei popoli del mare, non si possono scordare i Shardana (Shardan) della potente tribù di Dan (provenienti dall’Asia Minore e scomparsi alla fine del 2° millennio a.c.), chiamati anche Sher-Dan (in Medioriente), Eraclidi (dai greci), Tirreni (in Italia), Corsi (in Corsica), Nure (in Sardegna e Minorca); dal 3° millennio a.c. si diffusero in tutto il mar Mediterraneo, fondendosi con le popolazioni locali, essi si distinsero come grandi navigatori (sulle lunghe navi a prua alta, montavano una sorta di bussola a mezzaluna sopra una sfera, per orientarsi anche nelle condizioni più difficili), abili commercianti, architetti, fabbri (conoscevano il bronzo), guerrieri e mercenari, che a bordo delle loro veloci navi, raggiunsero le coste Africane (miniere di stagno in Simbabwe), l’irland e l’Inghilterra (chiamata l’isola dello stagno dai Greci).

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 205 con circa 70 tra disegni, foto b/n e a colori

    Stampato nel 2009 da PTM Editrice

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    Shardana e Sardegna – I popoli del mare, gli alleati del Nordafrica e la fine dei Grandi Regni (XV-XII secolo a.C.)

    60.00

    Al di là dell’incidenza di cause collaterali, crisi economiche, sociali etc., intorno alla fine del XIII e gli inizi del XII secolo a.C., i “Popoli del Mare” con la collaborazione dei popoli nordafricani, spazzarono via l’impero ittita, quello egizio e il regno di Micene, aprendo la strada a nuovi orizzonti, ad una nuova epoca nel Mediterraneo. Fin dall’Ottocento si cerca di dare una risposta soddisfacente alla domanda chi erano e quali tracce lasciarono queste genti marinare. Attraverso l’esame comparato degli elementi archeologici, dei testi antichi egizi e levantini e dei dati della letteratura classica, il nodo di questa problematica viene individuato dall’autore nell’identificazione degli Shardana, il primo popolo delle Isole in mezzo al Grande Verde (il Mediterraneo) a comparire nei testi egizi, con i Sardi protagonisti nell’Età del Bronzo della grande civiltà dei nuraghi.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 1024 illustrato

    Stampato nel da Edizioni della Torre

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