Arte di regime

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Il Novecento è stato percorso dalle più cruenti guerre della storia dell’umanità. In particolare, il ventennio intercorso fra le due guerre mondiali ha vissuto diverse dittature: fascismo, nazionalsocialismo, stalinismo. La pressione esercitata dal potere ha contribuito a trasformare l’arte dell’epoca, in parte in uno strumento di glorificazione personale e di persuasione degli altri popoli. Questo libro ripercorre quel periodo con una eccezionale documentazione visiva, accompagnata da testi che permettono di comprendere ogni aspetto dell’arte sviluppatasi nei tre paesi protagonisti di quelle esperienze politiche: l’Italia di Mussolini, la Germania di Hitler e l’Unione Sovietica di Stalin. È appunto in questi paesi che si sviluppano le più raffinate tecniche di asservimento delle arti e dell’architettura agli interessi e ai fini dei dittatori e del loro culto della personalità. Ciascun paese mostra modi specifici di gestire la propaganda. Tutti si servono di campagne propagandistiche di massa mai viste prima. Ma se l’arte, come già accaduto nel passato, è elemento di apporto fondamentale alla politica e all’immagine del potere, stavolta i regimi “ideologici” possono avvalersi di nuovi e inediti mezzi artistici: non solo pittura, architettura, scultura, ma anche fotografia e cinema.

Cartonato con sovracopertina, 30 x 30 cm. pag. 256 illustrato

Stampato nel 2014 da Giunti

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Descrizione

Maria Adriana Giusti

Il Novecento è stato percorso dalle più cruenti guerre della storia dell’umanità. In particolare, il ventennio intercorso fra le due guerre mondiali ha vissuto diverse dittature: fascismo, nazionalsocialismo, stalinismo.  La pressione esercitata dal potere ha contribuito a trasformare l’arte dell’epoca, in parte in uno strumento di glorificazione personale e di persuasione degli altri popoli. Questo libro ripercorre quel periodo con una eccezionale documentazione visiva, accompagnata da testi che permettono di comprendere ogni aspetto dell’arte sviluppatasi nei tre paesi protagonisti di quelle esperienze politiche: l’Italia di Mussolini, la Germania di Hitler e l’Unione Sovietica di Stalin. È appunto in questi paesi che si sviluppano le più raffinate tecniche di asservimento delle arti e dell’architettura agli interessi e ai fini dei dittatori e del loro culto della personalità. Ciascun paese mostra modi specifici di gestire la propaganda. Tutti si servono di campagne propagandistiche di massa mai viste prima. Ma se l’arte, come già accaduto nel passato, è elemento di apporto fondamentale alla politica e all’immagine del potere, stavolta i regimi “ideologici” possono avvalersi di nuovi e inediti mezzi artistici: non solo pittura, architettura, scultura, ma anche fotografia e cinema.

Cartonato con sovracopertina, 30 x 30 cm. pag. 256 illustrato

Stampato nel 2014 da Giunti

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