Lo Stato tedesco su fondamenta nazionali e sociali. Nuove vie nello Stato, nella Finanza e nell’Economia

28.00

Gottfried Feder

Nel 1923, in una Germania prostrata dalla sconfitta e dall’inflazione, Gottfried Feder — teorico della “liberazione dalla schiavitù da interesse” e tra i principali artefici del programma in 25 punti del NSDAP — pubblicò questo testo destinato a diventare uno dei pilastri ideologici del nazionalsocialismo. Qui Feder propone una rifondazione integrale dello Stato tedesco: non una semplice restaurazione delle vecchie strutture, ma la creazione di un ordine nuovo, radicato nel popolo e guidato da una concezione etico-economica organica. Contro il capitalismo individualista e contro il collettivismo marxista, Feder delinea un modello fondato sulla responsabilità personale, sul primato del bene comune e sulla comunità di lavoro dei “Volksgenossen”. L’economia vi è concepita come strumento per la soddisfazione dei bisogni vitali, non come meccanismo di profitto; il denaro come mezzo di scambio e non come fine, da sottrarre all’egemonia della finanza internazionale e del “capitale anonimo”. Attraverso un’argomentazione sistematica, l’autore affronta i fondamenti etici e giuridici dello Stato, la questione fondiaria e bancaria, la riforma della finanza pubblica, la crisi del parlamentarismo e la necessità di una nuova classe dirigente, capace di unire autorità e responsabilità. Lo Stato che egli prefigura è lo “Stato del lavoro e dell’ordine”: una comunità di destino fondata sul sangue e sul lavoro comune, dove libertà individuale e disciplina comunitaria trovano un nuovo equilibrio. Tradotto per la prima volta integralmente in italiano e corredato da un apparato critico, questo volume offre ai lettori uno strumento essenziale per comprendere dall’interno la genesi del pensiero statale nazionalsocialista e la logica economico-ideologica che ne sostenne l’ascesa.

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Descrizione

Gottfried Feder

Nel 1923, in una Germania prostrata dalla sconfitta e dall’inflazione, Gottfried Feder — teorico della “liberazione dalla schiavitù da interesse” e tra i principali artefici del programma in 25 punti del NSDAP — pubblicò questo testo destinato a diventare uno dei pilastri ideologici del nazionalsocialismo. Qui Feder propone una rifondazione integrale dello Stato tedesco: non una semplice restaurazione delle vecchie strutture, ma la creazione di un ordine nuovo, radicato nel popolo e guidato da una concezione etico-economica organica. Contro il capitalismo individualista e contro il collettivismo marxista, Feder delinea un modello fondato sulla responsabilità personale, sul primato del bene comune e sulla comunità di lavoro dei “Volksgenossen”. L’economia vi è concepita come strumento per la soddisfazione dei bisogni vitali, non come meccanismo di profitto; il denaro come mezzo di scambio e non come fine, da sottrarre all’egemonia della finanza internazionale e del “capitale anonimo”. Attraverso un’argomentazione sistematica, l’autore affronta i fondamenti etici e giuridici dello Stato, la questione fondiaria e bancaria, la riforma della finanza pubblica, la crisi del parlamentarismo e la necessità di una nuova classe dirigente, capace di unire autorità e responsabilità. Lo Stato che egli prefigura è lo “Stato del lavoro e dell’ordine”: una comunità di destino fondata sul sangue e sul lavoro comune, dove libertà individuale e disciplina comunitaria trovano un nuovo equilibrio. Tradotto per la prima volta integralmente in italiano e corredato da un apparato critico, questo volume offre ai lettori uno strumento essenziale per comprendere dall’interno la genesi del pensiero statale nazionalsocialista e la logica economico-ideologica che ne sostenne l’ascesa.

Brossura, 15 x 21 cm. pag. 188

Stampato nel 2025 da Thule

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