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    I veterani in Italia in età imperiale

    26.00

    La presenza dei veterani nell’Italia tardorepubblicana è stata oggetto di studi accurati e trattazione sistematica; le dinamiche e le modalità degli stanziamenti dei veterani, e le modificazioni territtoriali che da essi derivarono, risultano per l’età repubblicana ampiamente discusse, non altrettanto per l’età imperiale romana. Questa ricerca, intende offrire un contributo a questa esigenza da più parti espressa. L’analisi della documentazione epigrafica è stata condotta per comodità, ripartendo il materiale disponibile secondo la suddivisione augustea delle “Regiones”. Sono state avanzate nella parte terminale del lavoro alcune considerazioni di massima riguardanti l’onomastica dei veterani e la loro politica al congedo, la fenomologia della loro presenza in Italia, la politica degli Imperatori nei confronti dei veterani e la politica dei reclutamenti straordinari.

    Brossura 16,5 x 24 cm. pag. 320

    Stampato nel 1999 da Edipuglia

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    I Vibelunghi – Storia universale secondo la Saga

    16.00

    Ristampa anastatica di un volume impresso a Napoli nel 1919, traduzione dell’opera di Wagner la cui prima edizione tedesca era uscita nel 1850 e talmente dimenticata da far pensare ad un refuso del titolo. I Vibelunghi si perdono in un Medioevo celeste, che il genio del grande compositore tedesco vede tanto ricco di slanci e di avventura da potersi confondere con il mito. Così riconosce nella casata dei Ghibellini i connotati dei protagonisti della saga nibelungica al punto di crederla nata da essi. Come ogni espressione artistica, questo scritto eccita la riprovazione del positivista e non può essere presa alla lettera, ma deve esserne ricercata solo la musica.

    Brossura, 15,5 x 21,5 cm. pag. 99 un disegno a colori

    Stampato nel 2013 da Ar

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    I vichinghi e la scoperta perduta

    20.00

    È stato davvero Cristoforo Colombo a scoprire l’America? Questo libro lo nega. Si tratta ovviamente di una scoperta inconsapevole, frutto dei continui viaggi del popolo vichingo intorno all’anno Mille. Passando a piedi dalle terre alte e ghiacciate dell’odierna Alaska, i vichinghi misero per primi piede nel continente che diverrà il simbolo dell’apertura di un nuovo mondo. La tesi, ormai accreditata da tutti gli storici, è esposta qui con dovizia di documenti, prove e con lo stile narrativo di un romanzo d’avventura. L’avventura della conquista del mondo da parte dell’uomo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. con 10 illustrazioni b/n e 6 cartine

    Stampato nel 2013 da PGreco

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    I vichinghi in Italia. Dalla distruzione di Luni a Harald Hardrada

    29.00

    Pierluigi di Colloredo Mels

    Sui vichinghi esiste una vastissima letteratura, che copre ogni aspetto della vita e della storia dei popoli scandinavi dall’VIII al X secolo dopo Cristo. Meno conosciuto è il fatto che anche l’Italia venne toccata da guerrieri norreni: sia come pirati che come mercenari componenti la Guardia imperiale degli imperatori bizantini, i Variaghi. Dal sacco di Luni, Pisa e Fiesole ad opera dei Vichinghi di Hastein e Bjorn Ragnarsson nell’860- 861 alle imprese del futuro re di Norvegia Harald Hardrada e della Guardia Variega in Sicilia e nel Meridione, in questo libro per la prima volta viene narrata in modo storicamente e filologicamente impeccabile l’epopea italiana degli Uomini del Nord, il cui ricordo è sopravvissuto nelle saghe e nelle iscrizioni runiche, analizzando le testimonianze delle cronache e delle saghe medievali, le iscrizioni runiche sulle stele rinvenute i Svezia che menzionano la Puglia (Langobardia minor) e quelle sul leone del Pireo oggi a Venezia.

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    I Vigili del Fuoco italiani e i loro elmi

    67.00

    L’opera raccoglie una ricca serie di illustrazioni (circa 580) provenienti da tutto il territorio nazionale e non solo, ripercorrendo la storia e l’evoluzione degli elmi a partire dalla metà dell’800 ad oggi. Tredici capitoli di documenti, immagini storiche e fotografiche degli elmi con accurate descrizioni, racconti aneddoti e commenti frutto di una ricerca unica nel suo genere che abbraccia vari aspetti del tema in tutte le sue sfaccettature

    Rilegato, 21 x 30 cm. pag. 351 con circa 350 foto a colori

    Stampato nel 2015 da Rodorigo

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    I vincitori della guerra perduta

    30.00

    Da Teseo Tesei ad Alessandro Pavolini le biografie di coloro, pochi, che la guerra perduta invece l’avevano vinta. Una vittoria naturalmente solo di ordine ideale e morale, ma non per questo meno importante. L’autore suddivide questi eroi, questi uomini che cambiarono la storia, in due gruppi, coloro che ebbero il “privilegio” di morire prima di veder svanire la speranza della vittoria, e i “pertinaci”, che furono meno fortunati perchè caddero dopo aver visto e cercato di impedire lo sfacelo materiale e morale del dopo disfatta. Solo per citare alcuni nomi: Nicolò Giani, Licio Visentini, Guido Pallotta, carmelo Borg Pisani, Berto Ricci, Ettore Muti, Carlo Borsani, Carlo Feccia di Cossato, Carlo Faggioni, Nicola Bombacci, Fernando Mezzasoma, Adriano Visconti, Alessandro Pavolini.

    Rilegato, 16 x 22 cm. pag. 432 con 19 foto b/n

    Stampato nel 2003 da Settimo Sigillo

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    I vinti della liberazione – Epurazioni, esecuzioni, eliminazioni sommarie in Europa dopo la Seconda guerra mondiale

    28.00

    Cosa accadde in Europa Occidentale al termine della Seconda guerra mondiale? Lo scrittore Paul Sérant riapre una pagina di storia dimenticata, allo scopo di riportare l’attenzione sull’epurazione avvenuta in Europa Occidentale e sulla repressione politica che fu messa in atto in diverse nazioni al termine del conflitto più sanguinoso che l’umanità abbia mai conosciuto. Attraverso una precisa ricostruzione dei fatti, Sérant ricorda che la fine di una guerra non coincide mai con la firma di un trattato o con una data stampata su un libro di storia.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 408

    Stampato nel 2016 da Oaks Editrice

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    I vinti di Salò

    12.00

    Lo scrittore che, dopo l’8 settembre, aderì alla Repubblica Sociale Italiana, arruolandosi nella Decima Flottiglia Mas, con questo romanzo ci racconta le tragiche storie dei giovani di Salò. Non si può capire lo stato d’animo di quei ragazzi che superarono un’esperienza drammatica, se non si capisce prima l’essenza stessa del fascismo e quel sentire che univa i combattenti della R.S.I.. Franzolin dà voce a queste persone e corpo alla loro battaglia per l’idea sconfitta ma, non vinta, battuta, ma non superata.

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 175

    Stampato nel 1995 da Settimo Sigillo

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    I vinti di Salò

    12.00

    Lo scrittore che, dopo l’8 settembre, aderì alla Repubblica Sociale Italiana, arruolandosi nella Decima Flottiglia Mas, con questo romanzo ci racconta le tragiche storie dei giovani di Salò. Non si può capire lo stato d’animo di quei ragazzi che superarono un’esperienza drammatica, se non si capisce prima l’essenza stessa del fascismo e quel sentire che univa i combattenti della R.S.I.. Franzolin dà voce a queste persone e corpo alla loro battaglia per l’idea sconfitta ma, non vinta, battuta, ma non superata.

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 175

    Stampato nel 1995 da Settimo Sigillo

    Condizioni del libro: usato in ottime condizioni

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    I violatori di blocco italiani. Storia di uomini e navi

    12.50

    Alberto Rosselli

    In questo piccolo libro denso di notizie, si ricordano i marinai italiani dimenticati, i “forzatori di blocco”, autentici eroi sconosciuti della Seconda Guerra Mondiale: uomini a metà strada tra militari e civil, tra pirati e gentiluomini di mare. Si tratta di una storia davvero poco nota, di una guerra asimmetrica e particolare, tra Betasom e Massaua, Kobe e Singapore, che ha interessato mercantili e sommergibili, sulle rotte del Pacifico e dell’Atlantico.

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    I Volontari – La L.V.F. sul Fronte dell’Est

    29.00

    Saint Loup

    Dalla Parigi sfolgorante di luci e di vita alle cupe steppe mortali della Russia, dall’odio atavico per i Germani al giuramento di fedeltà prestato al capo del Reich millenario: che cosa spinse migliaia di giovani patrioti francesi, fra il 1941 e il 1945, a scegliersi un destino per certi versi discutibile e che mai avrebbero potuto immaginare né per sentimento né per educazione? È Saint-Loup a fornire la risposta, in questo primo volume di una trilogia appassionante. Né traditori della patria, né criminali comuni, né tantomeno filonazisti — a dispetto della deformazione della verità che rappresenta il fardello più pesante da portare per i vinti di tutte le guerre: piuttosto, invece, combattenti per un’altra idea di Europa, così possente da consentire a questi figli della miglior Francia di superare pregiudizi e convenzioni per impegnarsi in una battaglia epocale. In un grandioso affresco, Saint-Loup restituisce qui un prezioso quadro d’insieme e una diversa visione della Seconda guerra mondiale, che rende giustizia a quanti combatterono dall'”altra” parte.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 440 + 16 pagine fuori testo con 21 foto in b/n e 25 foto a colori

    Stampato nel 2014 da L’Assalto Edizioni

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    I volontari di Garibaldi – La loro storia raccontata dai soldatini

    24.00

    Il settimo volume delle monografie edite dal Gruppo Modellistico Trentino è una storia per immagini dedicata ai Garibaldini, i cosiddetti Volontari di Garibaldi. In esso, come un esercito in parata, i soldatini realizzati ci conducono e illustrano un momento importante e fondativo per la storia, la cultura, la civiltà del nostro paese: il Risorgimento. Risorgimento, ovvero rinascita, di ideali, di speranze, di attese mai sopite. Una rivolta contro regimi assolutistici e situazioni vecchie, sedimentate, anacronistiche, per aprirsi con entusiasmo, contraddizioni, slanci, ideali e bassi compromessi, alla novità che, attraversando l’Europa, ne ha cambiato la fisionomia e l’orizzonte, soprattutto in Italia. Chi meglio dei Garibaldini può rappresentare questo fenomeno di cambiamento, rivolta, fermento popolare e patriottico? Tramite la realizzazione dei figurini storici, Ugo Giberti ripercorre l’epopea garibaldina e assieme a Flavio Chistè, attraverso un’accurata ricerca storica, i due autori propongono un’inedita visuale della storia Risorgimentale.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 96 con illustrazioni a colori

    Stampato nel 2018 da Gruppo Modellistico Trentino

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    I volontari stranieri e le Brigate Internazionali in Spagna (1936-39)

    29.00

    Il 22 settembre 1938, nel mezzo dei furiosi combattimenti sull’Ebro, nella vana illusione di ottenere come contropartita il ritiro dei contingenti italiano e tedesco, il governo della Repubblica Spagnola comunicò la decisione di richiamare dal fronte tutti i volontari internazionali e chiese la costituzione di una commissione per controllare l’effettivo ritiro di tutti i combattenti stranieri. Con questo atto si chiudeva un’epoca e nasceva uno dei più straordinari miti del Novecento. L’avventura di quegli uomini viene qui riproposta per un contributo aggiornato alla storia militare, ricostruendo alcuni degli aspetti fondamentali delle unità combattenti, la formazione dei quadri ufficiali e cercando di capire fino a che punto l’ideologia contribuì alla disciplina delle unità.

    Brossura, 18 x 25 cm. pag. 72 con 43 illustrazioni b/n e 8 tavole a colori

    Stampato nel 2010 da Soldiershop

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    I wandervogel – La gioventù tedesca da Guglielmo II al nazionalsocialismo

    15.00

    Nei primi anni del Novecento fece la sua comparsa – in Germania – la Jugendbewegung, capace di innervarsi da Guglielmo II al nazionalsocialismo: una vera rivoluzione della gioventù, che contribuì a mutare il corso della storia. Quello dei Wandervögel fu un fenomeno che seppe inquadrare con largo anticipo i mutamenti di un’epoca incendiaria, contrapponendovi una weltanschauung coerente ed organica: dalla critica dell’urbanizzazione alla rivolta contro l’automatismo della modernità meccanica, materialista e spersonalizzante; dal recupero del Romanticismo alla trasmissione delle arcaiche ed ancestrali ritualità germaniche, inserite in un più vasto ordinamento spirituale e biopolitico; dalla simbiosi con il concetto rurale e contadino del Volk alla difesa della Terra dei Padri, in simbiosi con l’orizzonte comunitario, con la cultura popolare degli antenati e con il retaggio del sangue e del suolo; dalla concezione della natura quale organismo vivente alla critica frontale della società piccolo-borghese, fondata sui feticci liberal-democratici del progresso, del successo e del denaro.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 210 con alcune foto b/n

    Stampato nel 2020 da Passaggio al Bosco

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    I Wandervogel: una generazione perduta – Immagini di un movimento nella Germania prenazista

    16.00

    Attraverso le immagini della “cassettina della luce”, la macchina fotografica, i Wandervogel – movimento naturalista nato a cavallo tra il XIX e XX secolo, il cui nome si ispira alla migrazione degli uccelli, ma ricorda anche le migrazioni indoeuropee verso l’Europa – seppero far conoscere e imporre un preciso stile di vita. L’importanza di questo movimento, ingiustamente assimilato ai movimenti della gioventù nazionalsocialista, è legata alla loro modernità: cultura del corpo libero, turismo di gruppo, gusto per i raduni musicali, la danza spontanea o ispirata alle tradizioni popolari, i bivacchi nei boschi. Questo bel volume raccoglie una bella prefazione di Oliviero Toscani, un saggio di Mogge, le foto di Julius Goss dal 1913 al 1933 e qualche scritto originale.

    Brossura, 13 x 24 cm. pag. 137 con 88 foto b/n di Julius Gross

    Stampato nel 1999 dalle Edizioni Socrates

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    Ich Kampfe

    29.00

    Perfetta riproduzione del tascabile distribuito dal Partito Nazionalsocialista tedesco a ciascuno dei nuovi arrulati all’inizio del 1940. La prima parte comprende l’edizione anastatica del libro, immagini comprese, e la seconda parte una traduzione completa del testo. Il libro testimonia il successo del movimento, ne spiega i programmi politici e razziali, e gli obblighi che si assume ogni membro del partito nei confronti dei Tedeschi. L’opera fu considerata così pericolosa dalla Commissione di denazificazione alleata da venitre totalmente distrutta alla fine della Seconda Guerra Mondiale, così da rendere il volume rarissimo e supervalutato.

    Brossura, 21,5 x 24 cm. pag. 142 con circa 49 foto b/n

    Testo bilingue inglese/tedesco

    Stampato da Victory Publishing

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    Iconoclastia. La pazzia contagiosa della cancel culture che sta distruggendo la nostra storia

    16.00

    Emanuele Mastrangelo – Enrico Petrucci

    Un’ondata di iconoclastia sta travolgendo la civiltà occidentale. Alle sue radici la cancel culture nata negli ambienti colti dei radical chic e nei campus universitari USA. Così al grido delle parole d’ordine del «marxismo culturale» migliaia di monumenti finiscono nella polvere: quelli alla Confederazione, quelli a Colombo e perfino ai Padri Fondatori degli Stati Uniti. L’infezione è arrivata anche in Europa, declinandosi in varie forme per ciascun paese: dall’antifranchismo della venticinquesima ora spagnolo all’attacco contro le chiese in Francia. E in Italia iniziano le prime avvisaglie di una pazzia collettiva che rischia di distruggere nel nome del politicamente corretto l’intero patrimonio culturale. Un’emergenza alla quale è necessario far fronte subito, prima che sia troppo tardi.

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    Iconografia della destra. La propaganda figurativa da Almirante a Meloni

    29.00

    Luciano Cheles

    A partire da un’ampia gamma di fonti iconografiche (tessere, manifesti, cartoline, giornali, siti web…), Luciano Cheles ricostruisce l’evoluzione della propaganda figurativa della destra dal 1946 a oggi, interrogandosi sugli elementi di continuità e discontinuità fra il fascismo e i tre partiti che nel corso degli anni si sono passati il testimone della destra: dal Movimento Sociale Italiano a Fratelli d’Italia, passando per Alleanza Nazionale. Il volume mostra come, sotto la sua apparente “normalità”, la propaganda della destra postfascista celi spesso allusioni e precisi riferimenti rivolti a un pubblico di nostalgici capaci di riconoscerli, abituando allo stesso tempo gli italiani a una versione moderna dei valori del regime. L’autore fa riferimento ad una vulgata, molto di sinistra. Basta vedere come combina le immagini tra passato e tempi recenti.

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    Idee chiare sul razzismo

    12.00

    L’opera di Capasso adempiva ad una “Ncessità” contigente: contrastare l’idea che il “razzismo” italiano fosse una copia, brutta e tardiva. di quello tedesco e rivendicarne l’autonomia e l’originalità. Il lavoro, è in ogni caso interessante e meritevole di lettura anche perchè rappresenta il punto di vista di larga parte della classe politica del tempo giunto alla sua completa maturazione (1942).

    Brossura, 14 x 21 cm. 55 pag.

    Stampato nel 2010 da Effepi

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    Idee per un movimento

    15.00

    Francois Gaucher

    Il volume di Gaucher è uno dei tentativi compiuti da chi ha perduto la Seconda Guerra Mondiale di rileggere in prospettiva futura le proprie ragioni teoriche. Il problema era particolarmente spinoso: riuscire a pensare a una continuazione delle ragioni profonde che avevano spinto a cooperare a un fenomeno di vastissima portata e fortemente presente nella quotidianità e cercare di vedere che cosa di questa realtà passata potesse avere ancora un futuro.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 144

    Stampato nel 2022 da Oaks

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    Idee per una rivoluzione degli europei

    15.00

    Prestigiosa raccolta di scritti politici di Pierre Drieu La Rochelle dedicati al tema della rivoluzione europea, importante punto di riferimento per quanti vogliano combattere il capitalismo mondialista e l’Alta finanza cosmopolita. Significativo militante della causa europeista, Drieu La Rochelle aveva avuto il merito, in tempi non sospetti, di evidenziare il grave pericolo che i nuovi imperialismi affacciatisi sulla scena mondiale avrebbero costituito per l’Europa e il suo patrimonio di civiltà. Per contrastare quella minaccia fece delle precise e coraggiose scelte di campo, mettendo la sua persona e la sua intelligenza a disposizione dell’unica potenza militare e politica che, egli, riteneva in condizione di erigere una barriera difensiva e di guidare la rivoluzione socialista europea: la Germania nazionalsocialista.

    Brossura 13,5 x 21,5 pagg. 90

    Stampato nel 2012 da Ritter

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    Idee sul destino del mondo

    28.00

    Idee sul destino del mondo è il titolo editoriale dato da Ar ai Bormann-Vermerke, le ‘registrazioni’ (talvolta, ‘regesti’) a cura di Bormann, ovvero la trascrizione delle conversazioni private di Adolf Hitler dal luglio 1941 all’aprile 1945. Più che a conversazioni, a parole in sequenza dialettica, qui assistiamo a considerazioni affermate ad alta voce, a monologhi pronunziati in un arco temporale che dall’apogeo della potenza del Führer giunge alla sconfitta militare. In questo testo si rinvengono quei pensieri che riverberano, nel modo più schietto, diretto, naturale (quindi ‘vero’) le proposizioni e i propositi in cui si manifesta la Weltanschauung di Hitler. Ecco quindi il significato straordinario, in termini di ‘rivelazione’, di queste scritture dichiarative: incomparabile con il senso di altre riflessioni, scritte od orali, del Führer – queste ultime connesse (se non ispirate, almeno in parte) a latenti esigenze dimostrativo-didascaliche, che ne affievoliscono il potenziale di conformità alle vere idee e alle vedute proprie dell’autore.

    Rilegato, 15 x 21 cm. pag. 176 + 16 pagine a colori

    Stampato nel 2010 da Ar

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    Idee sul destino del mondo – L’epilogo

    15.00

    1945. Gli eventi precipitano e un’ombra sempre più cupa si allunga sul destino della Germania nazionalsocialista. Adolf Hitler rivolge ai suoi uomini e a sé i discorsi definitivi: considerazioni su ciò che è stato e ciò che potrà essere – dopo la propria fine, ormai percepita come una certezza. I suoi ultimi discorsi ci mostrano il Fuhrer come una maschera shakespeariana: quasi un Re Lear, un Riccardo II stupefatto di fronte alla crudeltà dei casi. La tragedia preme su di lui. E un dramma fosco, furioso, in cui la Germania sta ormai vorticando. Tremenda la sua forza centrifuga, che disperde tutti i migliori auspici hitleriani, di grandi architetture geopolitiche fatte per nutrire il Volk, confermarlo, elevarlo. La tragedia profonda è nel fatto che le guerre siano necessarie, nel fatto che gli uomini non siano all’altezza della propria libertà, che libertà, per loro, significhi sempre resa al peggio. Per questo il Führer si sentì costretto a ricorrere ai soldati; per questo, sino alla fine, li esortava a non arrendersi.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pagg. 88

    Stampato nel 2013 da Ar

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    Identification Tags of the Central Empire. Germany and Austria-Hungary

    25.00

    Riccardo Ravizza – Roberto Todero

    Nuovo pubblicazione di Riccardo Ravizza, con il valido contributo di Roberto Todero che, attraverso uno studio dettagliato analizza nel dettaglio ogni modello di piastrino di riconoscimento, presente nel corso della Grande Guerra nell’esercito imperiale tedesco ed in quello austroungarico. Grazie ad alcune fonti documentaristiche ed iconografiche dell’epoca è stato quindi possibile riconoscere e decifrare i modelli adottati nei due eserciti.

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    Identità e conflitti – Etnie nazioni federazioni

    Il prezzo originale era: €24.50.Il prezzo attuale è: €17.15.

    Il volume si propone di indagare, coniugando indagine empirica e riflessione teorica, il nesso fra identità politica e conflitti. Esso parte dall’osservazione che la caduta del muro di Berlino, il crollo dell’Unione Sovietica e la crescente globalizzazione (non soltanto economica) hanno riportato in primo piano la questione dell’identità politica come elemento decisivo per la comprensione dei processi e dei conflitti politici. Esso intende indagare le ragioni della centralità dell’identità politica nel panorama politico di questo fine-secolo, cercando soprattutto di rendere ragione di un paradosso: l’epoca della globalizzazione e della caduta dei muri ha coinciso non soltanto con il rapido progredire di forme di cooperazione e di integrazione internazionale e sovranazionale, ma ha visto anche il riproporsi di conflittualità legate ad identità politiche di tipo particolaristico (la dissoluzione dell’ex Jugoslavia ne è l’esempio più drammatico, l’islamismo militante un altro non meno rilevante).

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 224

    Stampato nel 2000 da Franco Angeli

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    Idrovolanti e minisommergibili sul lago d’Iseo

    13.90

    Robert Robison

    Tra l’inizio degli anni Trenta e la metà degli anni Quaranta il Sebino entra a far parte del tessuto industriale atto ad alimentare l’industria bellica. Presso l’idroscalo di Pilzone d’Iseo-Montecolino, oltre che centro per il completamento e la verifica degli idrovolanti, la produzione si diversifica con la costruzione e il collaudo dei minisommergibili. Battelli che per dimensione sono adatti a forzare le difese dei porti avversari e attaccare le navi ancorate. Montecolino sarà anche testimone di incontri segreti tra Alleati, Governo Cobelligerante e repubblicani della RSI. Questo per creare una eventuale “forza comune” in funzione antisovietica da schierare contro le forze jugoslave del maresciallo Tito. Non solo presenza nel corso del Secondo conflitto ma anche partecipazione alla Grande Guerra. L’idroscalo, seppur per un breve periodo, contribuì alla guerra aerea sul fronte della Valcamonica. Ora sui suoi piazzali è calato il silenzio. Non più rumore di maestranze, piloti che impartiscono ordini, motori aeronautici spinti al massimo

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    Ignis cova sotto le ceneri. Julius Evola, Arturo Reghini e l’imperialismo pagano

    17.00

    Fabrizio Giorgio

    Avvolti da un’aura di mistero risultano ancora oggi i complessi rapporti tra alcuni ambienti esoterici e i settori più oltranzisti del Partito Nazionale Fascista. Sebbene non si possa parlare di «radici occulte del Fascismo», è, tuttavia, innegabile che tali connessioni, ancorché tenute sapientemente nascoste, vi siano state. Tra i vari tentativi di orientare in senso tradizionale il movimento di Rinascita Nazionale, di indiscutibile rilevanza risulta quello di Arturo Reghini e del suo sodalizio pitagorico massonico. Non solo perché la trama ordita dal matematico fiorentino coinvolse molti esponenti del Regime, compreso, forse, lo stesso Mussolini, ma anche perché essa si basava su un preciso programma esoterico-politico che sinteticamente si può definire «imperialistico-pagano».

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    Ignoto Militi

    25.00

    Augusto Tognasso

    Chiunque si sia occupato del Milite Ignoto ha fatto riferimento al libro “Ignoto Militi” del tenente Augusto Tognasso. La ragione è duplice: quel testo, pubblicato nel 1922, non solo fu il primo sull’argomento, ma soprattutto l’autore fece parte della Commissione incaricata di recuperare le salme di undici caduti italiani sepolti senza nome nei campi di battaglia sparsi lungo l’intero fronte dal Trentino al Carso e da cui venne tratto l’ignoto soldato tumulato sull’Altare della Patria il giorno 4 novembre 1921 in rappresentanza di tutti i connazionali caduti e dispersi durante la Grande Guerra 1915-18. Il libro originale è stato arricchito con un’ampia biografia di Tognasso, ricordi di famiglia, foto tratte dal suo archivio, una scheda degli altri membri della Commissione.

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    III Germanic SS Panzer-Korps: The History of Himmler’s Favourite SS-Panzer-Korps, 1943-1945 Vol. 1. Creation-September 1944

    49.00

    Questo volume fotografico descrive il III Panzerkorps SS “germanico”. questo Corpo corazzato era costituito, in gran parte, da volontari delle SS provenienti dai paesi dell’Europa occidentale e settentrionale. Sebbene oggi ampiamente dimenticata, questa unità SS combatté su una varietà di campi di battaglia che vanno dalla Croazia alle foreste innevate nei pressi di Leningrado fino alla storica città estone di Narva, dove difese i paesi baltici dell’Estonia e della Lettonia contro l’Armata Rossa nel periodo 1944-45. I resti dei Panzerkorps furono adoperati nella difesa senza speranza della Pomerania e nella battaglia per il Brandeburgo e Berlino nell’aprile-maggio 1945, quando il Terzo Reich cadde in una tempesta di fuoco e acciaio. Questo primo volume (di due) analizza il periodo che va dalla creazione della III SS Panzerkorps nell’estate del 1943 fino all’evacuazione tedesca dell’Estonia nel settembre 1944. Lo studio analizza anche il periodo del coinvolgimento dell’unità nelle operazioni antipartigiane in Croazia (settembre-dicembre 1943), i combattimenti a Oranienbaum-Leningrado e la battaglia per Ingria (gennaio-febbraio 1944); la difesa della testa di ponte di Narva e le battaglie per Dorpat e le Blue Hills, finendo con l’evacuazione tedesca dell’Estonia (febbraio-settembre 1944). Come già detto, in questo III Panzerkorps SS “germanico”, combatterono molte nazionalità “notrdiche” inclusi Norvegesi, Danesi, Svedesi, Svizzeri, Olandesi, Fiamminghi, Valloni, Estoni, Tedeschi e Rumeni di etnia tedesca. Anche una manciata di volontari britannici furono inglobati in questa Unità. I 2 volumi che compongono questo lavoro includeranno non solo oltre 1.000 fotografie per lo più inedite della III SS Panzerkorps durante il 1943-45, ma anche un gran numero di racconti inediti di ufficiali e soldati sopravvissuti. Le fotografie sono inoltre accompagnate da biografie, commenti su armi e veicoli, nonché da analisi delle tattiche del campo di battaglia.

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    III Germanic SS Panzer-Korps: The History of Himmler’s Favourite SS-Panzer-Korps, 1943-1945 Vol. 2. From the Baltics to the final Apocalypse in Berlin 1945

    95.00

    Lennart Westberg – Geir Brenden – Petter Kjellander

    Questo volume fotografico ( secondo volume) descrive il III Panzerkorps SS “germanico”. Questo Corpo corazzato era costituito, in gran parte, da volontari delle SS provenienti dai paesi dell’Europa occidentale e settentrionale. Sebbene oggi ampiamente dimenticata, questa unità SS combatté su una varietà di campi di battaglia che vanno dalla Croazia alle foreste innevate nei pressi di Leningrado fino alla storica città estone di Narva, dove difese i paesi baltici dell’Estonia e della Lettonia contro l’Armata Rossa nel periodo 1944-45. I resti dei Panzerkorps furono adoperati nella difesa senza speranza della Pomerania e nella battaglia per il Brandeburgo e Berlino nell’aprile-maggio 1945, quando il Terzo Reich cadde in una tempesta di fuoco e acciaio. Questo primo volume (di due) analizza il periodo che va dalla creazione della III SS Panzerkorps nell’estate del 1943 fino all’evacuazione tedesca dell’Estonia nel settembre 1944. Lo studio analizza anche il periodo del coinvolgimento dell’unità nelle operazioni antipartigiane in Croazia (settembre-dicembre 1943), i combattimenti a Oranienbaum-Leningrado e la battaglia per Ingria (gennaio-febbraio 1944); la difesa della testa di ponte di Narva e le battaglie per Dorpat e le Blue Hills, finendo con l’evacuazione tedesca dell’Estonia (febbraio-settembre 1944). Come già detto, in questo III Panzerkorps SS “germanico”, combatterono molte nazionalità “notrdiche” inclusi Norvegesi, Danesi, Svedesi, Svizzeri, Olandesi, Fiamminghi, Valloni, Estoni, Tedeschi e Rumeni di etnia tedesca. Anche una manciata di volontari britannici furono inglobati in questa Unità. I 2 volumi che compongono questo lavoro includeranno non solo oltre 1.000 fotografie per lo più inedite della III SS Panzerkorps durante il 1943-45, ma anche un gran numero di racconti inediti di ufficiali e soldati sopravvissuti. Le fotografie sono inoltre accompagnate da biografie, commenti su armi e veicoli, nonché da analisi delle tattiche del campo di battaglia.

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    III. Panzer-Korps. Le IIIe Corps blindé SS de Volontaires germaniques

    79.00

    Charles Trang – Pierre Tiquet

    Nella primavera del 1940, quando la Germania invase la Danimarca, la Norvegia e poi i Paesi Bassi e il Belgio, le Waffen-SS vi aprirono uffici di reclutamento, con risultati contrastanti, se non mediocri. Ma quando il Terzo Reich iniziò la guerra contro l’Unione Sovietica, la “crociata contro il bolscevismo” ravvivò l’entusiasmo per questo stagnante reclutamento. Così, quattro legioni nazionali, composte da volontari germanici, poste sotto il controllo di Heinrich Himmler, furono addestrate e impiegate sul fronte orientale. Nella primavera del 1943, queste legioni furono sciolte per dare vita a nuove formazioni SS, per lo più subordinate al 3° corpo corazzato SS dei volontari germanici, il cui comando fu affidato a Felix Steiner, già a capo della Divisione “Wiking”, unità che inquadrava anche volontari “nordici” di variae nazionalità. Questo nuovo corpo, fu inviato nei Balcani dove visse l’amara esperienza di combattere contro i partigiani di Tito, prima di partire per il fronte orientale che non riabbandonerà fino al termine del conflitto. Terribilmente provato durante la ritirata da Oranienbaum, combatté un’eroica battaglia a Narva dove i suoi uomini si forgiarononuna reputazione di combattenti che colpì tutta l’Europa. I servizi di propaganda del Reich approfitteranno delle sue imprese difensive per farne il simbolo della lotta dell’Occidente contro le orde barbare provenienti dall’Asia. Estoni, Valloni e Fiamminghi si uniscono a questo Corpo SS durante i terribili combattimenti in Estonia, poi sarà la ritirata verso la sacca di Curlandia, la battaglia persa in Pomerania e la lotta senza speranza dentro e intorno a Berlino. Più di tutti gli altri volontari che si unirono alle Waffen-SS durante la Seconda Guerra Mondiale, le Waffen-SS del III Panzerkorps seppero dimostrare agli “stessi” tedeschi, una volontà combattiva fuori dal normale, quando ben motivati e, ottimamente comandati.

    Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag. 588 riccamente illustrato con foto b/n e cartine a colori e b/n

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2022 da Heimdal

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    III. Pz. Korps at Kursk

    45.00

    Quest’opera, la prima del suo genere, autentico reportage su una sezione ristretta – 10 kilometri su 200 – del tradizionale fronte del Kursk, segue il III Panzerkorps, giorno per giorno, quasi ora per ora, in quella che è stata considerata la più grande battaglia di carri della storia. Il volume, risultato di dieci anni di studi e ricerche, basato sul diario storico dell’unità, è accompagnato da annedoti, memorie e testimonianze di veterani della VI, VII e XIX Panzerdivisionen. Le spettacolari fotografie con cui è illustrato quasi completamente il libro sono tratte dai film di due corrispondenti di guerra presenti nel corso dell’azione e conservati negli archivi germanici.

    Rilegato, 22,5 x 30,5 cm. pag. 144 interamente illustrate con foto b/n + 23 profili a colori

    Testo in lingua inglese, disponibile su ordinazione anche in francese

    Stampato nel 2007 da Histoire & Collections

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    Il ‘militare’ nelle Italie di Napoleone. Società, cultura, istituzioni

    24.00

    Paola Bianchi

    La conquista e il governo napoleonico segnarono per la storia dei territori italiani un’indubbia cesura. Da quegli anni le guerre combattute per spirito di servizio e di fedeltà a un sovrano e a una dinastia diventarono conflitti animati da uno spirito di nazione che incontrò un impulso decisivo, più spesso per reazione che non per adesione. Due campagne d’Italia, la prima e la seconda, consolidarono, del resto, in maniera clamorosa la posizione di Bonaparte. L’Italia non fu certamente il fulcro del disegno strategico del generale corso, una volta asceso dai ranghi più alti dell’esercito a quello d’imperatore dei francesi. La dimensione mediterranea della penisola contò, però, molto nella definizione della gestione di un potere diramato fra i napoleonidi e nello scontro globale per l’egemonia europea. Perciò ancora oggi ci si interroga sul valore da attribuire alle ripetute dichiarazioni di un’Italia unita, alle quali non corrispose nulla di veramente concreto, generando, piuttosto, esperienze politiche, amministrative e militari destinate a maturare nei decenni successivi.

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    Il «buon ribelle». Organizzazioni armate e violenza sui civili nei conflitti intrastatali

    20.00

    Francesco N. Moro

    La violenza sui civili è uno dei fenomeni più diffusi all’interno dei conflitti intrastatali. Le immagini televisive e i reportage mostrano di frequente come ribellioni condotte in nome del popolo abbiano il popolo stesso come sua prima vittima. Il ‘buon ribelle’, il combattente per la libertà, è una figura tanto popolare quanto, spesso, mitica. Molti movimenti ribelli nella realtà non esitano a usare la violenza contro quella stessa popolazione civile di cui si proclamano difensori. Esistono dunque notevoli differenze fra ‘miti’ e ‘realtà’ e fra i metodi d’azione e gli obiettivi delle diverse organizzazioni insurrezionali nel mondo reale.

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    Il «circo volante» Richthofen – L’aviazione da caccia tedesca sul fronte occidentale 1916-1918

    22.00

    Senza dubbio la più famosa unità aerea della Prima guerra mondiale, il leggendario Jagdgeschwader Nr.1, chiamato con rispetto “il circo volante” dal nemici, fu il primo vero stormo da caccia tedesco. Composto dalle Jagdstaffeln 4,6,10,11, sarebbe stato per sempre associato nell’immaginario collettivo al suo primo comandante: Manfred von Richthofen. L’JG I fu creato nel luglio del 1917 e per 16 mesi I suoi giovani piloti con i loro variopinti velivoli si sarebbero battuti per il controllo dei cieli del fronte occidentale, opponendosi alla forza crescente delle aviazioni dell’Intesa. Prima della fine del conflitto sul modello di questa unità d’élite, accreditata di 644 vittorie aeree, sarebbero stati costituiti altri tre Jagdgeschwadern.

    Brossura, 24 x 17 cm. pag. 228 con circa 227 foto b/n, 1 cartina e 13 tavole a colori

    Stampato nel 2014 da Goriziana

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    Il «lupo» va alla guerra – Memorie di un marò: dalla Decima Mas alla Legione Straniera

    18.00

    «I sette marciarono in fila nel deserto sotto un sole cocente verso la costa di Cap Matifou, dove le onde colpivano le rocce con grandiosi spruzzi. Di notte, la luna grigia splendeva sull’immobilità dei corpi esausti. Davanti all’azzurro della baia, al bianco della città di Algeri, Francesco sognò la libertà» – Con la resa della Decima Mas del comandante Junio Valerio Borghese, Francesco Olivieri, giovane marò del battaglione “Lupo”, comincia un’odissea che lo porterà nei campi di prigionia inglesi in Algeria. Al ritorno in patria lo aspetta il destino dei vinti: emarginato e senza lavoro, decide di arruolarsi nella Legione Straniera. Ed è di nuovo guerra: prima in Indocina, poi in Algeria. Come in una sorta di dannazione, si trova di nuovo dalla parte degli sconfitti con l’unica consapevolezza di aver salvato l’onore e di non aver rinunciato ai propri ideali.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 310 + 6 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2018 da Mursia

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    Il «militare» nelle Italie di Napoleone. Società, cultura, istituzioni

    24.00

    Paola Bianchi  ( a cura di )

    La conquista e il governo napoleonico segnarono per la storia dei territori italiani un’indubbia cesura. Da quegli anni le guerre combattute per spirito di servizio e di fedeltà a un sovrano e a una dinastia diventarono conflitti animati da uno spirito di nazione che incontrò un impulso decisivo, più spesso per reazione che non per adesione. Due campagne d’Italia, la prima e la seconda, consolidarono, del resto, in maniera clamorosa la posizione di Bonaparte. L’Italia non fu certamente il fulcro del disegno strategico del generale corso. La dimensione mediterranea della penisola contò, però, molto nella definizione della gestione di un potere diramato fra i napoleonidi e nello scontro globale per l’egemonia europea. Perciò ancora oggi ci si interroga sul valore da attribuire alle ripetute dichiarazioni di un’Italia unita, alle quali non corrispose nulla di veramente concreto, generando, piuttosto, esperienze politiche, amministrative e militari destinate a maturare nei decenni successivi.

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    Il 13 Stormo B.T. Uno Stormo Piacentino

    31.00

    Carlo lucchini

    Interessante e ilustratissima storia del 13. Stormo da Bombardamento Terrestre che opero’ in Belgio, Grecia, Africa e Mediterraneo durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre 120 foto b/n descrivono le operazioni di guerra e la vita dei piloti in carico al reparto.

    Libro per immagini inedite della storia di questo stormo

    Brossura, 20,5 x 28 cm. pag. 154 riccamente illustrato con foto b/n

    Stampato nel 2002 da I.T.C

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    Il 1921 sulle pagine de L’Assalto – Giornale del Fascio di combattimento bolognese

    16.00

    Emilio Gentile, nel suo ultimo recentissimo libro, ha coniato un neologismo, definendo “astoriologia” la tendenza a giudicare e raccontare la storia (in particolare per ciò che riguarda il Fascismo), a prescindere dal suo svolgimento fattuale. Invece, è dai documenti e dagli avvenimenti che bisogna partire, senza trascurare quella importantissima fonte che sono i giornali dell’epoca, rivelatori certamente di stati d’animo e sentimenti diffusi, spesso prima ancora che diventino idee politiche di successo. È il caso de “L’Assalto” di Bologna, che, nato alla fine del 1920 come organo di un Fascio minuscolo, in una città “rossissima”, diventerà ben presto portavoce della gran parte dei Fasci locali, non solo della Regione e delle zone limitrofe, molto sensibili alla penetrazione fascista, ma dell’Italia intera.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 260

    Stampato nel 2019 da Eclettica

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    Il 20° Gruppo Caccia – Dalle origini all’Africa Settentrionale 1939-1941

    27.00

    Il 20° Gruppo Caccia Terrestre venne creato il 1° giugno 1939, sull’aeroporto di Ciampino Sud, ed ebbe da subito in organico la 351ª Squadriglia montata sui Fiat G.50 e poco dopo la 352ª e la 353ª con i loro Fiat CR.32. Il reparto agli ordini del maggiore Mario Bonzano fu inizialmente posto alle dipendenze prima del 52° Stormo e, dal 1° ottobre 1939, del neocostituito 51° Stormo. Il reparto di Bonzano, in seguito alla messa in posizione “quadro” del 51° Stormo, transitò nel 56° Stormo con il quale partecipò, dall’autunno del 1940, alla campagna sul fronte della Manica dove però non riuscì ad incrociare le armi con i caccia avversari. Il 20° Gruppo, tornato dagli uggiosi cieli del nord, fu riequipaggiato con i più recenti Fiat G.50bis ed inviato, nel maggio del 1941, in Africa Settentrionale dove rimase fino alla fine dell’anno. Esso, che nel frattempo aveva ricevuto la 151ª Squadriglia cedendo la 351ª al 155° Gruppo Caccia Terrestre, affrontò diversi combattimenti aerei rivendicando oltre 40 apparecchi avversari abbattuti e diversi mezzi meccanizzati distrutti al suolo. Il reparto del “Gatto Nero”, in questi otto mesi trascorsi nei cieli di Libia ed Egitto, perse otto piloti in azioni belliche guadagnandosi, altresì, una Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria conferita al capitano Mario Montefusco. Il testo corredato da 180 fotografie, diverse delle quali inedite, e da dieci profili a colori che raffigurano i velivoli del 20° Gruppo è frutto di approfondite ricerche presso le fonti documentali italiane ed estere. Questo volume vuole essere un tributo a tutti gli uomini, cacciatori o specialisti, che resero onore all’emblema del “Gatto Nero” dalla data di fondazione del reparto fino al termine del 1941.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 260 con circa 170 foto b/n, 2 cartine b/n e 10 profili a colori

    Stampato nel 2015 da IBN

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    Il 23° Gruppo caccia – Storie uomini e aerei di un reparto leggendario

    18.00

    Battezzato sulle sponde del Piave nel 1918, il 23° Gruppo Caccia ha accompagnato per quasi un secolo la storia d’Italia. Orgoglio dell’Aviazione Militare, poi della Regia Aeronautica e infine dell’Aeronautica Militare, questo reparto, con i suoi piloti, i suoi specialisti, i suoi aerei e le sue imprese, ha lasciato una traccia indelebile nella memoria degli appassionati. Una storia gloriosa, iniziata in Veneto durante la Grande Guerra e conclusasi nel 2010 in Romagna, i cui capitoli raccontano di sfide tecnologiche, di battaglie nei cieli, di comandanti mitici, di eroismi e di caduti. Dai cieli della Grande Guerra all’assedio di Malta, alle battaglie nei cieli di Libia, Egitto e Tunisia e alla difesa della Capitale dopo l’8 settembre, fino alla rinascita nel Dopoguerra, questo libro ne ricostruisce la parabola sulla base di una rigorosa documentazione e di testimonianze in prima persona.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 318 + 24 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2017 da Mursia

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    Il 237 (rhodesian) squadron nella campagna d’Italia (1944-45)

    15.00

    Agostino Alberti – Stefano Daniele Merli

    Il 237 (Rhodesian) Squadron è stato un reparto poco noto anche alla stretta cerchia degli appassionati di aviazione. Insieme a tanti altri Squadrons della RAF, operò sulla Francia meridionale e sull’Italia tra la seconda metà del 1944 e la fine del conflitto, ma il suo contributo è praticamente passato inosservato agli occhi della storiografia specializzata. Un reparto anonimo, poco conosciuto, ma che ha visto i suoi piloti compiere e vivere imprese straordinarie. La storia di uno dei tanti Squadrons della RAF che volarono sul territorio italiano presentata attraverso testimonianze, fotografie inedite, rapporti e documenti.

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    IL 3° reggimento bersaglieri volontari nella R.S.I.. Immagini e documenti

    25.00

    Emilio Scarone

    Volume sul 3° Reggimento Bersaglieri volontari della della Repubblica Sociale Italiana, essenzialmente illustrato. Il lavoro pone in evidenza molteplici fotografie di appartenenti alla Divisione stessa, un certo numero di illustrazioni b/n, con manifesti, cartoline, distintivi, ecc. e una sessantina di pagine con la riproduzione di documenti. Molto utile in particolar modo per i collezionisti.

    Brossura, 21 x 25 cm. pag. 190 con numerose foto e documenti b/n

    Stampato nel 2024 da Novantico

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    Il 31° Leggero – Novemila Piemontesi e Liguri dal Niemen al Tago 1799-1815

    19.00

    Basato su accurate ricerche d’archivio condotte da Bruno Pauvert e sulle memorie di due ufficiali (Fantin des Odoards e Lemonnier Lafosse), il volume ricostruisce minuziosamente queste vicende e analizza la composizione etnica e sociale del 31e, in cui tansitarono 9,000 italiani e 4.000 francesi, ed è corredato da 350 biografie di ufficiali. Il più famoso fu il capitano Eusebio Bava, uno dei futuri generali del Risorgimento

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 232 illustrato con mappe, tavole uniformologiche e illustrazioni b/n e colori

    Stampato nel 2016 da Acies Edizioni

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    Il 51° Stormo Caccia – Storia di un reparto glorioso

    21.00

    Questa storia del 51° Stormo Caccia spazia sui vari fronti, citando e seguendo soltanto quei reparti che prima o dopo, finiscono per fregiarsi del “Gatto Nero”. Quando il 51° Stormo Caccia torna ad essere reparto riunito e di punta della Regia Aeronautica, dopo il sofferto assedio di Malta, subisce lo strapotere dell’USAAF nei cieli di Napoli prima, e quelli di Sardegna dopo, pur offrendo il meglio della sua attività di bellica, compreso il sacrificio di alcuni dei suoi uomini migliori. Non meno sofferta la presenza del 51° Stormo Caccia nell’Aviazione del Sud (Cobelligerante), accanto ai nostri ex nemici, scelta che non poco imbarazzo suscita, allora, in alcuni degli uomini di punta, anche se obbedienti ai sacri valori della Patria, fino al punto che più d’uno offre ugualmente la propria vita in battaglia. È nella rinascita dopo il termine del conflitto, che il 51° Stormo Caccia ritrova forza, anche se dapprima opera con mortificanti residuati di guerra, quali sono stati gli Spitfires lXc e gli F-47D “Thunderbolt”, attendendo l’ora del riscatto, soprattutto sulla nuovissima base d’Istrana, dopo aver operato brevemente su quella d’Aviano. Qui fin dal 1954 si sono registrate le più belle pagine dei “Gatti Neri”, erigendosi a reparto di rango dell’Aeronautica Militare, decorato di Medaglia d’Argento e d’Oro, al Valor Militare, in nome dei suoi figli migliori, immolatisi per la Patria.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 200 illustrato con numerose foto b/n

    Stampato nel 2017 da IBN

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    Il 7 ottobre fra verità e propaganda. L’attacco di Hamas e i punti oscuri della narrazione israeliana

    12.00

    Roberto Iannuzzi

    Il brutale attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre 2023 contro le comunità di Israele attorno alla Striscia di Gaza ha rappresentato uno spartiacque nella storia israelo-palestinese. Quella scintilla ha innescato una guerra ancora più violenta a Gaza, a sua volta all’origine di una gravissima crisi regionale. Ma cosa è realmente accaduto quel giorno? Davvero l’intelligence israeliana era all’oscuro del piano palestinese? E perché i segnali premonitori sono stati ignorati? Quel 7 ottobre hanno avuto luogo feroci combattimenti tra le forze armate israeliane e i miliziani palestinesi. Il terribile bilancio di 1139 morti israeliani è stato attribuito alla furia di Hamas. Ma quante di quelle vittime sono rimaste uccise nel fuoco incrociato tra israeliani e palestinesi?

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    Il barone immaginario – 18 racconti con protagonista Julius Evola

    19.00

    Una persona “vera” non finisce nella trama di un romanzo o racconto di finzione o nei versi di una poesia per caso, bisogna che sia “qualcuno”, nel bene o nel male. La vita di Julius Evola è stata un romanzo, anzi molti romanzi. Uno per ogni ruolo che ha vissuto: filosofo, artista, alpinista, giornalista, politico, esoterista, orientalista, amante e bon vivant. Evola è stato, nel senso più profondo del termine, un “personaggio”, sempre pericolosamente in bilico tra la realtà e il mondo creato dal suo pensiero. Diciassette scrittori contemporanei hanno raccolto la “provocazione” di Gianfranco de Turris e si sono misurati con il Barone immaginandone incontri, avventure, amanti, indagini, pensieri, battaglie. Il risultato è un Barone immaginario che ha la verità del romanzo. Affascinante per chi non ha mai letto una riga delle sue opere, una sfida per gli studiosi. Diciassette racconti più uno, quello del futurista Volt del 1920 che apre l’antologia, scritti sul confine tra i mondi passati e futuri, possibili e impossibili, su cui ha camminato il Barone.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 290

    Stampato nel 2018 da Mursia

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    Il Barone sanguinario

    22.00

    Quando accetta la proposta di Blaise Cendrars di scrivere un libro per la sua collana di biografie di avventurieri, e sceglie – in modo apparentemente incongruo per un comunista militante – di occuparsi del barone von Ungern-Sternberg, Vladimir Pozner non immagina certo che questa volta non gli basterà consultare (come aveva fatto per Tolstoj è morto) una mole immensa di documenti, ma che gli toccherà condurre un’ardua inchiesta, nel corso della quale imboccherà, per poi abbandonarle, una quantità di false piste e si imbatterà in testimoni più o meno inattendibili: dall’ex colonnello di Ungern ridotto a fare il tassista alla coppia di decrepiti aristocratici parigini che hanno conosciuto il barone in fasce (e che di quel paffuto bebé gli manderanno una foto), sino a “fratello Vahindra”, il sedicente monaco buddhista che spaccia per il figlio segreto dello stesso Ungern il pallido adolescente dai tratti asiatici con il quale vive in una squallida mansarda… A poco a poco, però, il narratore riesce ad afferrare il suo eroe, e ce ne svela gli aspetti più inquietanti e contraddittori (nonché ambiguamente seducenti): solitario, taciturno, imprevedibile, irascibile, sadico, paranoide, ferocemente antisemita, superstizioso, misogino, frugale, idealista, marziale, il barone Ungern ha tendenze mistiche, si considera erede di Gengis Khan e si crede investito di una missione provvidenziale – quella di riconquistare l’Occidente partendo dal cuore della Mongolia.

    Brossura 14 x 22 cm. pag. 320

    Stampato nel 2012 da Adelphi

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