Visualizzazione di 4849-4896 di 13559 risultati

  • 0 out of 5

    I moti di Milano del 1898

    16.00

    dalla prefazione: “Quanto è accaduto a Milano nel maggio del 1898 è cosa risaputa, contutti i limiti che l’aggettivo contiene e implica quando gli avvenimenti sono conosciuti prevalentemente per sentito dire. I fatti sono noti, almeno a grandi linee, e idonei a colpire la fantasia. La cavalleria che carica la folla per le vie di Milano, il Quartier Generale di Bava Beccaris posto in una tenda sul sagrato del Duomo, il cannone usato contro la popolazione. A ciò si aggiunga la fortunata e immaginifica definizione dei moti di Milano di Napoleone Colajanni che li ridusse e nobilitò a “la protesta degli stomaci” e il quadro è completo. Quale sia lo stereotipo consolidato a oltre cento anni di distanza è evidente… Proviamo a fare un po’ di chiarezza… Siamo dunque in presenza diun “pacifico sciopero”, con barricate, sassaiole e spari sulle forze dell’ordine che – ci spiegano – sarebbe un errore definire moto rivoluzionario…”

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 84 + 22 pagine fuori testo con illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da Effepi

    Quick view
  • 0 out of 5

    I motti di Gabriele d’Annunzio. Le fonti, la storia, i significati

    28.00

    Simone Maiolini – Patrizia Paradisi

    Tutti i luoghi del Vittoriale di Gabriele d’Annunzio, dalle stanze della Prioria ai diversi siti dei giardini, sono costellati di motti, in italiano, in francese e spagnolo, ma in prevalenza in latino, che per la loro collocazione e la loro evidenza grafica non sfuggono all’attenzione e alla curiosità dei visitatori. Il volume fornisce per la prima volta la traduzione e l’interpretazione di tutti i motti presenti nella cittadella dannunziana sul Garda e della maggior parte degli altri, indicandone nel contempo le fonti letterarie negli autori classici, latini e greci, nei poeti italiani, nelle sacre scritture. Completa l’opera un approfondimento su D’Annunzio, i motti e la grafica applicata che illumina il rapporto di d’Annunzio con gli artisti che lo hanno affiancato nella ricerca di un’arte integrale che unisse parole e immagini.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I muri del Duce

    30.00

    Questo libro è il racconto di un viaggio fotografico alla ricerca delle scritte lasciate sui muri delle case da vent’anni di fascismo, i famosi motti del ventennio, dal più antico che si trova a Torino, tratto da un discorso di Mussolini nel 1919, al più recente, che è a Chieri e fu gridato a Roma per l’entrata in guerra. Questo libro li raccoglie, li cataloga e li commenta, con la curiosità nuova verso un tema mai affrontato. Il testo e le oltre 300 fotografie a colori, frutto di anni di ricerche, ci presentano l’operazione “muri in camicia nera”, come e quando nacque, come venne gestita, come vennero scelti i motti, in quali occasione venivano dipinti e quanto costava realizzarli. Non è un recuperio nostalgico ma la raccolta di singolari testimonianze di un’Italia come ferma nel tempo.

    Brossura 22 x 22 cm. pag. 328 interamente illustrate con foto a colori

    Stampato nel 2007 da Arca Edizioni

    Quick view
  • 0 out of 5

    I musei della Grande Guerra

    15.00

    Armi e buffetterie, elmi e divise, gavette e scarponi chiodati sono tra le rare testimonianze di milioni di soldati rimasti senza un nome. Musei, Collezioni, Forti e Fortezze: dei luoghi che per eccellenza conservano quelle tracce, la guida offre un importante censimento. Si colma così un lungo silenzio editoriale e si crea il presupposto per la nascita di un turismo culturale destinato ad affondare la conoscenza anche in quel dramma preziosamente conservato dalle custodie museali per la memoria delle generazioni future.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 110 interamente illustrato con circa 90 foto a colori e 14 foto b/n

    Stampato nel 2009 da Nordpress

    Quick view
  • 0 out of 5

    I musei della storia

    16.00

    Ogni viaggio nella storia nasce per soddisfare la curiosità e l’interesse, fornendo informazioni preziose per chiunque voglia capire i fatti, scoprire i personaggi che li hanno determinati e sopratutto trovare nel terreno della storia le tracce del passato. Questa guida, la prima così completa in Italia, ofre 327 schede dettagliate dei principali musei, cimiteri militari e sacrari di tutta Italia. Inoltre propone 13 itinerari storico-turistici da museo a museo e tutta una serie di indirizzi utili.

    Brossura 12,50 x 21 cm. pag. 222 interamente illustrate con foto a colori

    Stampato nel 2008 da Mattioli

    Quick view
  • 0 out of 5

    I Mussolini dopo i Mussolini

    18.00

    Edda Negri Mussolini – Mario Russomanno

    Nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943 il Gran Consiglio del fascismo decretò la sfiducia a Benito Mussolini, capo del Governo in carica. La notizia raggiunse Rachele Guidi, consorte di Mussolini, a Villa Torlonia. Si trovava a Roma anche la primogenita Edda, moglie di Galeazzo Ciano, che aveva sottoscritto il documento di sfiducia al suocero. Presso l’aeroporto di Guidonia era di stanza il secondogenito Vittorio, pilota militare. I figli adolescenti della coppia, Romano e Anna Maria, si trovavano a Riccione, nella casa di vacanza di proprietà della madre. Si aprì improvvisamente davanti ai familiari del Duce un percorso irto di inattese difficoltà, caratterizzato da drammatici avvenimenti e dalla ricerca di una normalità difficile da raggiungere. Edda Negri Mussolini, figlia di Anna Maria, ha frequentato ciascuno di loro. In questo libro, scritto con Mario Russomanno, ne descrive il percorso esistenziale, le convinzioni, le attese, la quotidianità. Ne emerge un ritratto familiare denso di riferimenti agli avvenimenti storici di cui i Mussolini furono, inevitabilmente, protagonisti.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I Naufraghi del Kabalo raccontano il Salvataggio di Salvatore Todaro

    25.00

    Pierre Goemaere – Gianni Bianchi

    Il libro ripercorre la carriera della medaglia d’oro, dall ingresso in Accademia a 16 anni fino a comandante la 187 Squadriglia Idrosiluranti a Cadimare, dal periodo trascorso con il sommergibile Cappellini, alle alle azioni in Mar Nero e Bona con i mezzi di superficie. Particolare  attenzione è stata  messa nell esporre il pensiero e l’agire di Todaro, non solo la sua umanità con il salvataggio dei naufraghi del Kabalo ma la straordinaria temerarieta negli attacchi a Sebastopoli e a Bona

    Brossura, 24 x 22,5 cm. pag. 150 con numerose foto b/n

    Stampato nel 2023 da Sarasota

    Quick view
  • 0 out of 5

    I neri e i rossi – Tentativi di conciliazione tra fascisti e socialisti nella Repubblica di Mussolini

    22.00

    Il 22 aprile 1945, Mussolini consegna al giornalista antifascista Carlo Silvestri la sua ultima proposta politica perchè la recapiti all’esecutivo del PSIUP. E’ lo sbocco dell’operazione “ponte” che Mussolini ha messo in atto con la collaborazione di Silvestri e Cione e che coinvolge il comandante delle formazioni partigiane socialiste Corrado Bonfantini: l’invito al Partito socialista, con il tacito consenso del PCI, a prendere in consegna la città di Milano e a mantenere l’ordine pubblico. Operazione che fallirà per l’intransigenza di Lelio Basso e Sandro Pertini.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 464

    Stampato nel 2011 da Mursia

    Quick view
  • 0 out of 5

    I Nisei in guerra – La partecipazione dei nippoamericani alla campagna d’Italia 1944-1945

    15.00

    Pearl harbour, 7 dicembre 1941. Il Giappone attacca gli Stati Uniti spingendo la potenza nordamericana ad entrare in guerra. In quel giorno inizia anche la storia della segregazione e dell’internamento di 120.000 americani di origine nipponica. Il governo americano con il Presidente Roosevelt fa costruire 10 campi di ricollocazione per gli “stranieri nemici”. Tra quei reticolati nasce lo spirito di combattimento dei giovani “Nisei” verso la bandiera a stelle e striscioe. Viene così costituito il 100° battaglione e il 442° reggimento di fanteria americana composti da soldati di origine giapponese. Giunti in Italia nel giugno del 1944, combatterono a Cassino, Anzio, Livorno e Firenze. A ottobre furono spostati in Francia e poi a partire dal marzo del 1945 tornarono in Italia per sfondare la Linea Gotica nel settore tirrenico. Con 18. 143 decorazioni individuali, quella dei “Nisei”, è stata l’unità più decorata della II G.M.

    Brossura, 13 x 20 cm. pag. 229

    Stampato nel 2010 da Prospettiva

    Quick view
  • 0 out of 5

    I Normanni e la guerra. Persistenze nordico-boreali nella conquista del Meridione d’Italia (secc.XI-XII)

    Il prezzo originale era: €17.00.Il prezzo attuale è: €11.90.

    Cristian Guzzo

    ll presente volume raccoglie alcuni studi di storia militare normanna condotti nel corso degli ultimi quattro anni (…). La tesi centrale espressa fra queste pagine pertiene la non trascurabile influenza esercitata, sulla conquista normanna del Sud Italia, dalla componente etnico-culturale vichinga. (…) Non è possibile comprendere la conquista del Meridione d’Italia, da parte dei normanni, se si prescinde dall’impronta marcatamente scandinava della stessa. Nonostante parte della storiografia contemporanea abbia considerato tale interpretazione superata (…), risulta arduo negare che le dinamiche comportamentali di gruppo adottate nel nostro Mezzogiorno, rispecchiassero più l’anima vichinga, che quella franca. (…) Le saghe evidenziano il loro spirito di corpo; l’adesione a un gruppo culturale ed etnico specifico, costruito su quei valori tipicamente muscolari, peculiari di ogni società guerriera tradizionale. Il culto della forza e del valore nelle armi fra i normanni, riecheggia quello dei loro antenati, per quanto sia innegabile che costoro avessero modificato radicalmente i loro costumi, adeguandoli in buona parte a quelli franchi.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I nove giorni di Dunkerque – Dall’avanzata tedesca all’operazione Dynamo

    22.00

    Se è vero che la storia non si scrive con i “se” e con i “ma”, è vero anche che a Dunkerque la sorte giocò un ruolo decisivo, influenzando il corso degli eventi in modo più che mai determinante. Cosa sarebbe accaduto se le forze corazzate tedesche, capitanate dagli abili condottieri Guderian e Rommel, non avessero subito un’improvvisa battuta d’arresto durante la loro avanzata? Pur conservando tutta la vivacità e il pathos della cronaca, il volume di David Divine offre un’accurata ricostruzione delle operazioni terrestri, iniziate con l’irruzione delle armate tedesche attraverso il territorio belga e olandese e terminate con l’arroccamento delle forze britanniche e francesi nel quadrilatero di Dunkerque, e una descrizione particolareggiata dell'”operazione Dynamo”, ovvero del reimbarco delle forze stesse sulla miriade di unità navali che l’ammiraglio Ramsay e i suoi collaboratori con abilità organizzativa e capacità d’improvvisazione riuscirono a raccogliere in poco più di una settimana. Dai porti in rovina e in presenza di un agguerrito nemico, queste disparate unità riuscirono a recuperare, nei “nove giorni di Dunkerque”, quasi 340.000 uomini.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 341 con alcune mappe b/n

    Stampato nel 2016 da Res Gestae

    Quick view
  • 0 out of 5

    I nuovi barbari. In Occidente è vietato pensare (e parlare)?

    14.00

    Giulio Meotti

    Secondo la vulgata pseudoprogressista l’immigrazione è sempre un bene e le frontiere esistono soltanto per essere valicate, l’Occidente deve espiare la sua stessa esistenza, il genere è separato dal sesso ed esiste in infinite varianti, la famiglia naturale è male, il cristianesimo è un relitto da cancellare, la vita umana non inizia mai e finisce quando lo decidiamo noi, il transumanesimo è l’orizzonte dell’uomo contemporaneo… Perché la «diversità» è sì la nuova bandiera, ma non vale se a essere diverse sono le opinioni. Come si può continuare nella difesa di una civiltà di cui non ci permettiamo di vedere la straordinaria e mostruosa trasformazione?  Qualche anno fa si è a lungo parlato di «scontro di civiltà» Ma oggi forse non esistono neppure più civiltà che potrebbero scontrarsi, tutte sono scomparse a favore di una «cultura» standardizzata.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I nuovi mercenari

    14.00

    Questo saggio è il primo studio approfondito sulla realtà dei “nuovi mercenari”, e su come la globalizzazione si rifletta sull’utilizzo della forza militare. Con le “private military companies” sorte negli anni ’80 e ’90, i tradizionali eserciti privati si sono trasformati in fornitori di pachetti integrati di sicurezza. La privatizzazione dell’uso della forza, indotta anche dal vantaggio, per uno Stato, di poter agire senza essere coinvolto direttamente in alcune operazioni (come il caso dell’azienda americana che armò e preparò l’esercito croato per l'”Operazione Tempesta” nel 1955), sembra dunque prefigurare una nuova concezione della guerra che tende a trasformarsi in una forma di controllo delle risorse, e talvolta nella gestione di traffici e profitti illeciti.

    Brossura, 11,50 x 20 cm. pag. 162

    Stampato nel 2003 da Medusa

    Quick view
  • 0 out of 5

    I nuovi spartani. Superamento del capitalismo, moneta non a debito, economia circolare

    18.00

    Antonino Galloni

    L’economia non può essere solo fondata sul valore del guadagno facile e immediato o sull’idea di una finanza/denaro fine a se stessa, artificiale, alienata e alienante. Proprio perché il valore principale di una società e di una economia è la credibilità, la fiducia, l’economia non può fondarsi sull’economia, ma sull’idea di Comunità. Come era a Sparta.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I Padroni del Mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia

    15.00

    Alessandro Volpi

    Più forti dei singoli Stati, decisivi nella tenuta delle monete e del debito pubblico, proprietari di quote sbalorditive di economia reale: i fondi speculativi – a cominciare da Vanguard e BlackRock – sono diventati i ‘padroni del mondo’. Ancora marginali all’inizio del nuovo millennio, hanno cavalcato le crisi, hanno beneficiato dell’operato delle banche centrali e dei governi e hanno sfruttato, accelerandolo, il processo di smantellamento degli Stati sociali e di privatizzazione della società. Ma come è stata possibile una simile concentrazione del capitalismo che ha cancellato l’idea stessa di mercato? Questo libro prova a spiegarlo, tracciando un quadro chiaro dei numeri di tale monopolio e ricostruendo, al contempo, le storie dei protagonisti di una simile incredibile scalata al potere.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I panni sporchi dei Mille

    15.50

    L’nvasione del regno delle Due Sicilie e i sistemi con cui essa fu preparata e realizzata sono ben lontani dall’oleografia risorgimentale cui siamo stati abituati. Attraverso le testimonianze dirette scritte di tre esponenti di primo piano del mondo liberale e pro – Savoia, vengono alla luce i lati spesso incofessabili degli avvenimenti che portarono la dinastia piemontese alla conquista del Sud d’Italia.

    Brossura 13,5 x 21 cm. pag. 208

    Stampato nel 2011 da Cantagalli

    Quick view
  • 0 out of 5

    I Panzer della Das Reich 1941-1945

    29.00

    Massimialiano Afiero

    Nata ufficiosamente nel 1934 con l’istituzione delle SS-Verfügungstruppe, trasformata subito dopo la campagna di Polonia nell’autunno del 1939 in una vera e propria divisione, la SS-Verfügungs-Division, partecipò alla campagna militare sul fronte occidentale nel 1940. Trasformata poi nella SS-Division ‘Reich’, l’unità prese parte prima alla campagna nei Balcani (occupazione della Jugoslavia principalmente) e poi all’operazione Barbarossa. Proprio alla vigilia della campagna sul fronte dell’Est, la divisione fu rinforzata con un’unità di cannoni d’assalto, i primi mezzi corazzati a disposizone della ‘Reich’. Seguirono i combattimenti sul fronte di Jelnja, l’attacco a Mosca e i difficili scontri nel settore di Rzhev, all’inizio del 1942. Con la nuova riorganizzazione dell’unità in divisione di granatieri corazzati nell’autunno del 1942, la nuova SS-Pz.Gr.Division ‘Das Reich’ fu dotata di un reggimento corazzato completo, equipaggiato con PzKpfw.III e PzKpfw.IV ed anche una compagnia pesante corazzata equipaggiata con i nuovi Tiger!

    Quick view
  • 0 out of 5

    I panzer della Leibstandarte 1940-1945

    29.00

    Massimiliano Afiero

    La Leibstandarte Adolf Hitler, fu la prima importante unità della Waffen-SS, ricevette mezzi corazzati già nel 1940, impiegandoli nei Balcani (1941) e nell’operazione Barbarossa. Riorganizzata nel 1942 come divisione corazzata, fu equipaggiata con Panzer III, IV e Tiger I, combattendo a Kharkov e Kursk. Trasferita in Italia nel 1943 per disarmare l’esercito italiano, tornò poi a est, ricevendo i Panther. Dopo aspri scontri, fu spostata in Belgio (1944) per contrastare lo sbarco alleato, combattendo in Normandia e nella sacca di Falaise. Partecipò all’offensiva delle Ardenne con il Kampfgruppe Peiper e, nel 1945, alle ultime battaglie in Ungheria prima di ritirarsi in Austria

    Quick view
  • 0 out of 5

    I panzer di Hitler: I carri armati tedeschi dalle origini alla Seconda Guerra Mondiale

    29.00

    Jacopo Barbarito

    Questo libro ripercorre la storia dei Panzer tedeschi dai primi A7V agli studi avvenuti durante la Repubblica di Weimar fino al riarmo in grande stile condotto dal regime di Adolf Hitler. Una storia di tecnologia militare che in poco più di vent’anni ha fatto passi da gigante, in grado di recuperare il divario iniziale rispetto a Francia e Inghilterra per finire all’avanguardia anche nei confronti di Stati Uniti e Unione Sovietica. Nel libro sono trattati quasi cento mezzi corazzati nell’arco temporale che va dalla prima guerra mondiale allo scoppio della seconda, iniziata con l’invasione della Polonia l’1 settembre 1939. Una storia della Panzerwaffe raccontata attraverso i suoi carri armati, veri protagonisti della Blitzkrieg e delle fulminanti vittorie della Germania nei primi anni del conflitto.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I paracadutisti italiani a El Alamein. Tra storia e memoria

    16.00

    Gianni Oliva

    Ottanta anni fa, dal 23 ottobre al 6 novembre 1942, lo scontro di El Alamein. I paracadutisti della divisione “Folgore”, schierati all’estremità meridionale del fronte, oppongono una difesa strenua ma vengono decimati: 304 superstiti su oltre 5mila effettivi partiti qualche mese prima dall’Italia. Il volume ripercorre le vicende della “Folgore” nella battaglia di El Alamein inquadrandole nell’insieme delle vicende belliche del 1940-42 e soffermandosi sulle motivazioni morali della resistenza ad oltranza: di qui si sviluppa un excursus sulle origini dei paracadutisti, sui miti costitutivi del corpo, sull’eredità culturale della Legione Straniera e dell’arditismo, sulla prospettiva della “bella morte” come riscatto della sconfitta.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I paracadutisti tedeschi 1939-1945 Vol. 1 – Storia Uniformi Equipaggiamento Distintivi

    39.00

    Figli di una dottrina evolutiva aggressiva ed elastica, sin dal loro primo utilizzo i Fallschirmjäger sono diventati immediatamente la chiave di volta di ogni azione. E’ infatti facendo tesoro dell’esperienza maturata dall’arma paracadutata tedesca e dai suoi exploit in Belgio, Norvegia e Grecia, che gli Alleati hanno potuto pianificare i lanci sulla Normandia prima e sull’Olanda successivamente. Ormai entrati nella memoria collettiva, gli elmetti, i giacconi e gli stivali da lancio sono diventati gli oggetti più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo. Nelle oltre 350 immagini a colori de “I Paracadutisti Tedeschi 1939-1942” l’autore, collezionista da oltre un trentennio, presenta l’abbigliamento e gli equipaggiamenti in dotazione alla famosa forza d’élite tedesca, fotografati indosso a figuranti reali. Raramente le uniformi dei Fallschirmjäger sono state trattate come in questo libro, vestite da modelli in carne ed ossa e, quando possibile, ambientate nei relativi scenari.

    Rilegato, 21 x 30 cm. pag. 128 con circa 350 foto a colori

    Stampato nel 2017 da Milistoria

    Quick view
  • 0 out of 5

    I paracadutisti tedeschi 1939-1945 Vol. 2 – Storia Uniformi Equipaggiamento Distintivi

    39.00

    Figli di una dottrina evolutiva aggressiva ed elastica, sin dal loro primo utilizzo i Fallschirmjäger sono diventati immediatamente la chiave di volta di ogni azione. E’ infatti facendo tesoro dell’esperienza maturata dall’arma paracadutata tedesca e dai suoi exploit in Belgio, Norvegia e Grecia, che gli Alleati hanno potuto pianificare i lanci sulla Normandia prima e sull’Olanda successivamente. Ormai entrati nella memoria collettiva, gli elmetti, i giacconi e gli stivali da lancio sono diventati gli oggetti più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo. Nelle oltre 350 immagini a colori de “I Paracadutisti Tedeschi 1939-1945” l’autore, collezionista da oltre un trentennio, presenta l’abbigliamento e gli equipaggiamenti in dotazione alla famosa forza d’élite tedesca, fotografati indosso a figuranti reali. Dal lancio sulla Sicilia all’incredibile exploit del Gran Sasso, dai combattimenti fra le rovine di Montecassino al dispiegamento sul fronte delle Ardenne, nessuna formazione è stata capace – come lo sono stati i Fallschirmjäger – di rappresentare al tempo stesso l’audacia, la tenacia e la determinazione che è propria delle più blasonate forze d’élite. Raramente le uniformi dei Fallschirmjäger sono state trattate come in questo libro, vestite da modelli in carne ed ossa e, quando possibile, ambientate nei relativi scenari.

    Rilegato, 21 x 30 cm. pag. 128 con circa 350 foto a colori

    Stampato nel 2018 da Milistoria

    Quick view
  • 0 out of 5

    I Partigiani alleati dei nazisti – Il “Battaglione Davide” dalla Resistenza astigiana alla Risiera di Trieste

    25.00

    Subito dopo l’8 settembre, centinaia di giovani contadini delle Langhe si dettero alla macchia, trovando il loro capo nel “Capitano davide” – Enrico ferrero che organizzò un’agguerrita formazione partigiana, dando del filo da torcere alle locali autorità fasciste di salò. Tutto questo durò molto poco, infatti “Davide” siglò, dopo pochi mesi, un accordo con le autorità tedesche e i suoi uomini vennero inquadrati in un battaglione agli ordine delle SS. Dopo un breve addestramento, furono trasferiti in Friuli per fronteggiare le formazioni partigiane titine. Nel Friluli Ferrero, al centro di indescrivibili intrighi, si scontrò ben presto con le autorità della RSI e questo costrinse i tedeschi a deportarlo a Dachau. Dei suoi uomini, un’aliquota fini a fare la guardia alla Risiera di San Sabba a Trieste, alcuni furono eliminati dai partigiani comunuisti e altri ancora si unirono a questi ultimi. Il Capitano “Davide” si “divenne” nuovamente in partigiano negli ultimi giorni della guerra per poi trasferirsi in circostanze oscure in Argentina. La storia “roccambolesca di questo battaglione, rompe gli schemi della storiografia ufficiale.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 192

    Stampato nel 2015 da Storia Ribelle

    Quick view
  • 0 out of 5

    I piani italiani e tedeschi per l’invasione della confederazione elvetica –

    35.00

    A oltre settant’anni dalla conclusione del secondo con-flitto mondiale – la più cruenta guerra del Novecento con i suoi 50 milioni di morti e immani distruzioni – ancora oggi restano, malgrado le migliaia di lavori ad esso dedi-cati, diverse questioni aperte, e fra queste rivestono un sicuro interesse i piani di invasione della Svizzera predi-sposti dagli Stati Maggiori delle forze dell’Asse nel perio-do fra il giugno 1940 e il luglio 1941 con il nome in codice «Fall Grün», «Tannenbaum» e «Operazione S». Il tema è importante non solo per la storia svizzera e non è stato ancora oggetto di una ricerca in lingua italiana. Il presen- te studio è stato concepito in modo da fornire una visione d’insieme di questa complessa vicenda, considerando non solo i documenti conservati negli archivi svizzeri e tede-schi ma anche in quelli ticinesi, italiani e britannici, dove esistono fondi, ad oggi, mai presi in considerazione. Un particolare interesse rivestono le informative del SIM e della Legazione di Berna che mostrano una profonda e quasi sempre corretta conoscenza delle problematiche militari svizzere. Corredano l’opera alcune rare fotogra-fie e le carte relative ai piani offensivi italiani e tedeschi e a quelli difensivi del Generale Guisan.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 392 con numeorsi documenti e foto b/n

    Stampato nel 2019 da Effepi

    Quick view
  • 0 out of 5

    I piastrini degli imperi centrali. Germania ed Austria-Ungheria

    Il prezzo originale era: €20.00.Il prezzo attuale è: €12.00.

    Riccardo Ravizza – Roberto Todero           Prezzo di listino: 20.00 (sconto 40%)

    Nuovo pubblicazione di Riccardo Ravizza, con il valido contributo di Roberto Todero che, attraverso uno studio dettagliato analizza nel dettaglio ogni modello di piastrino di riconoscimento, presente nel corso della Grande Guerra nell’esercito imperiale tedesco ed in quello austroungarico. Grazie ad alcune fonti documentaristiche ed iconografiche dell’epoca è stato quindi possibile riconoscere e decifrare i modelli adottati nei due eserciti.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I piastrini di riconoscimento italiani. Dal 1892 al 1945

    Il prezzo originale era: €28.00.Il prezzo attuale è: €16.80.

    Riccardo Ravizza – Samuel Rimoldi

    Questo volume non ha la pretesa di racchiudere in esso ogni modello di piastrino di riconoscimento esistente nel periodo indicato ma vuole mostrare un quadro generale e alquanto approfondito dei modelli, regolamentari e di fattura privata, in uso durante i principali conflitti ai quali l’Italia prese parte

    Quick view
  • 0 out of 5

    I Piceni – Concordanze tra fonti antiche, genetica e archeologia sull’identità e diffusione di un popolo dell’Italia preromana

    15.00

    Questo libro propone una ricerca a tutto campo sull’antico popolo dei Piceni, ricomponendo i fili della storia e delle leggenda attraverso l’archeologia e con l’ausilio dei più recenti e intriganti risultati della ricerca paleontologica. Le sue pagine accompagnano il lettore sia attento che curioso alle radici più lontana e inaspettate dei Piceni, indagando il fondo di verità celato nelle offuscate memorie che ci sono state tramandate dalle fonti antiche. È un viaggio avvincente, che travalica nello spazio, i limiti geografici della penisola e, nel tempo, quelli dell’Età del Ferro italiana. Si parla dei Sabini scesi dagli Appennini, si parla dei Liburni salpati dall’Illiria e approdati sulla coste centro-adriatiche, di quei Siculi più antichi e misteriosi, che le fonti ci dicono giunti nella regione in tempi ancora lontani. A tutti questi popoli lo studio del Prof. Bernardo Carfagna, vuole riconsegnare una congrua dimensione storica, per notare la grande capacità di fondersi fra loro che li ha portati, nel corso del tempo, a costruire una realtà demografica e culturale tra le più riconoscibili dell’Italia preromana. Tanto che Roma stessa, a più di due secoli dal suo trionfo sui Picentes, rese eterna la fama del popolo che nel 269 a.C. aveva osato sfidala nella vaga speranza di rimanere indipendente, assegnando il nome di Picenum alla regio V augustea.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 114

    Stampato nel 2016 da Capponi Editore

    Quick view
  • 0 out of 5

    I pilastri del Romano Impero – Le camicie nere in Africa Orientale 1936-1936

    29.00

    La Conquista dell’Impero segnò il battesimo del fuoco della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Per la prima volta grandi unità di Camicie Nere furono impiegate organicamente in combattimento, a sottolineare il significato politico che il Regime voleva dare alla guerra. Questo libro inquadra l’impiego delle unità della MVSN nel quadro degli avvenimenti militari della guerra d’Etiopia del 1935-1936. Il maggior momento di gloria delle Camicie Nere, ed il più propagandato, fu la cosiddetta Prima Battaglia del Tembien, che vide il maggior sforzo offensivo etiopico, con le forze abissine in procinto di aprirsi la strada di Macallè. Solo la resistenza di Passo Uarieu riuscì ad arginare prima, ed a respingere poi, la minaccia. Il presente studio analizza quindi la conquista dell’Amba Uork, la battaglia dello Scirè, la presa dell’Amba Aradam, Mai Ceu e la caduta di Addis Abeba, senza trascurare l’impiego della M.V.S.N. sul fronte somalo, la Coorte della Milizia Forestale, e le Milizie Speciali in Africa Orientale. Nelle appendici sono riportati brani delle lettere del Capomanipolo Medico Luigi Chiavellati, Medaglia d’Oro alla memoria, il memoriale segreto sulla battaglia preparato per Mussolini dal sottosegretario alla Guerra Generale Baistrocchi, il diario del Centurione Romolo Galassi, caduto sull’Amba Uork, gli organigrammi e le motivazioni delle decorazioni a reparti ed a combattenti della M.V.S.N. per gli eventi trattati. Il testo è integrato da rare e inedite fotografie di CC.NN. in azione, mappe e tavole a colori che ritraggono i luoghi dei combattimenti.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 278 con varie foto b/n

    Stampato nel 2016 da Soldiershop

    Quick view
  • 0 out of 5

    I pirati dei mari orientali

    20.00

    Sin dall’inizio dell’arte della navigazione i pirati hanno solcato gli oceani, e mai acque sono state tanto infestate quanto quelle dei mari orientali. Il carismatico capitano Course racconta la storia della pirateria dal golfo di Aden al mar del Giappone, dagli episodi leggendari del XVII secolo a quelli di metà Novecento. Le gesta sanguinarie e violente di questi singolari personaggi sono narrate senza alcuna idealizzazione; con obiettività storica ne vengono rilevate le qualità marinaresche e l’abilità amministrativa, come nel caso del francese Misson, che fondò con successo una colonia pirata su basi socialiste. Sono tratteggiate in maniera incisiva le figure di Culliford, del capitano Kidd, di Avery, di Eli Boggs, della famosissima piratessa cinese Ching Shih a capo di una flotta di 500 giunche, ma anche di uomini che, come il raja bianco James Brooke, cercarono di far fronte alla minaccia dei pirati al fine di rendere sicuri i traffici mercantili. Il testo è suddiviso per aree geografiche: dal Madagascar, considerato dai pirati un’ottima base grazie al suo clima e alla sua posizione; al mare Arabico, dove agiva la famiglia degli Angria, famosa per aver sfidato la Compagnia delle Indie Orientali; si continua con i pirati della Malesia e del mare Cinese, tra cui Ching Shih e Chui Apoo. Infine, si affronta la diffusione della pirateria nel mar Cinese in tempi moderni.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 304 con illustarzioni b/n

    Stampato nel 2016 da Odoya

    Quick view
  • 0 out of 5

    I più grandi raid aerei della storia. L’avventurosa epopea dei bombardieri strategici a lungo raggio

    29.00

    Alberto Peruffo

    I fratelli Wright non erano neppure nati quando, durante l’assedio di Venezia da parte degli austriaci, alcuni palloni aerostatici frenati, dalla quota di 500 metri, lanciarono alcune bombe a miccia lunga sulla città lagunare senza, peraltro, provocare molti danni. Da quel momento era nata l’idea del bombardamento dal cielo che non aspettava altro che l’invenzione di mezzi volanti di qualsiasi tipo, per portare la distruzione nel campo avverso, con bombardamenti di massa sempre più devastanti. Questo libro vuole, però, essere il racconto dei più lunghi e avventurosi raid aerei da combattimento della storia della guerra aerea dove, gli aviatori, dovevano superare ogni tipo di avversità per poter concludere, con successo, la loro missione e tornare alla base. Le motivazioni strategiche e le imprese più straordinarie sono l’oggetto del saggio nel proponimento di ricordare le gesta di questi ardimentosi uomini.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I poeti armati – Drieu Brasillach Céline : 6 febbraio 1934-6 febbraio 1945

    10.00

    Un libro sulla “Tentazione Fascista” degli scrittori collaborazionisti francesi in un momento in cui la crisi delle ideologie sembra ineluttabile. Il libro di Fiore ha il vantaggio di essere nello stesso tempo una sintesi di un’ideologia incomprensibile al mondo borghese e un’analisi dei tre massimi esponenti dei “Collabos” vista in chiave di letteratura armata e non succube del potere politico.

    Brossura, 12,5 x 19,5 cm. pag. 158

    Stampato nel 1999 da Settimo Sigillo

    Quick view
  • 0 out of 5

    I polacchi davanti a Berlino – La Germania alla luce della propaganda di guerra polacca

    15.00

    La propaganda polacca ha sempre avuto come obiettivo quello di ottenere l’approvazione generale per la politica ufficiale, mediante frasi magniloquenti. Ma anche, usando abilmente le debolezze del carattere nazionale polacco, è riuscita a incanalare dei caratteri facilmente eccitabili fino a una condizione di entusiasmo collettivo irrazionale.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 80 illustrato con foto b/n

    Stampato nel 2019 da Effepi

    Quick view
  • 0 out of 5

    I porti del Mediterraneo in età medievale

    17.00

    A partire dall’XI secolo, a seguito della crescita urbana e dello sviluppo del commercio, i porti del Mediterraneo diventano i nodi vitali dell’economia dell’Occidente. Semplici approdi e scali attrezzati si strutturano progressivamente in un complesso sistema che raccorda aree di produzione e di mercato, concentrando in sé affari, capitali, attività e investimenti. Il volume si sofferma in particolare sulla significativa relazione tra porto e città, illustrando le dinamiche economiche e politiche, militari, sociali e culturali dei centri urbani marittimi. L’interazione tra l’analisi critica e una ricca selezione di fonti – dalle opere dei geografi arabi agli atti normativi, dai portolani e dalle carte nautiche ai documenti contabili privati e pubblici, dalle polizze assicurative agli atti processuali – restituisce come in un grande affresco il dinamico mondo portuale mediterraneo del Basso Medioevo, all’interno del quale si muovono le navi, le merci e gli uomini protagonisti dell’espansione europea.

    Brossura pag. 192

    Stampato nel 2009 da Bruno Mondadori

    Quick view
  • 0 out of 5

    I Pretoriani – Romanzo

    19.00

    Nella guerra rivoluzionaria la vittoria si conquista fuori dal campo di battaglia, nel cuore del paese nemico: è questa la lezione che i paras francesi hanno imparato in Indocina e che cercheranno di mettere in pratica in Algeria. Basato su vicende realmente accadute, un grande classico della letteratura di guerra. Dopo I centurioni, un nuovo capitolo delle imprese degli uomini del colonnello Raspéguy. Al ritorno dall’Indocina, dove hanno affrontato la drammatica prova dei campi di prigionia vietminh, i compagni del Capitano Esclavier e di Boisfeuras sono coinvolti in un nuovo conflitto, tra le montagne e il deserto d’Algeria. Dopo tante sconfitte questa maledetta guerra la vogliono vincere, ma gli uomini di Raspéguy il destino è quello di diventare “soldati perduti”.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 383

    Stampato nel 2014 da Mursia

    Quick view
  • 0 out of 5

    I pretoriani – Storia delle forze d’élite dell’antica Roma

    24.00

    Concepito come l’esercito personale dell’Imperatore, la Guardia Pretoriana assunse ben presto un ruolo più ampio per rivestire una vasta gamma di poteri a Roma e svolgere un ruolo politico oltre che militare di grande rilevanza durante il periodo imperiale. Nati con il compito precipuo di proteggere pretori, consoli e generali, i Pretoriani divennero così uno strumento strategico nelle mani degli imperatori per sedare ribellioni, scoraggiare sedizioni, e, in definitiva, condizionare l’intero apparato politico del tempo. L’Autrice in questo volume offre una descrizione puntuale di questa celebre forza speciale del mondo classico, dall’anno della sua fondazione (27 a.C.) fino al suo scioglimento sotto Costantino (312 d. C .). Tra gli argomenti trattati trovano spazio gli armamenti, il reclutamento, la loro struttura, i loro compiti professionali e la vita quotidiana.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 185 con circa 17 illustrazioni b/n e 1 a colori

    Stampato nel 2015 da Libreria Editrice Goriziana

    Quick view
  • 0 out of 5

    I pretoriani di Mussolini – Storia militare delle Camicie Nere 1923-1943

    12.00

    Agile lavoro sulla storia militare della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.), i cui membri erano noti anche come Camicie Nere. Un testo che ci consegna una viva istantanea di quei combattenti che si consideravano i “Pretoriani di Mussolini”.

    Brossura 14,5 x 20,5 cm. pag. 96 con 26 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2009 da Chillemi

    Quick view
  • 0 out of 5

    I pretoriani. Soldati e cospiratori nel cuore di Roma

    18.00

    Marco Rocco

    A non molta distanza dalla stazione Termini, il profilo urbano di Roma è segnato dalla presenza di imponenti resti, integrati nelle mura della città: è tutto ciò che rimane del perimetro dei castra praetoria, la caserma che alloggiava le coorti pretorie. Ma chi erano i pretoriani? Gli storici antichi, senatori animati per lo più da sentimenti ostili nei confronti del regime imperiale, non esitavano a considerarli lo strumento di repressione utilizzato dai Principi per schiacciare l’antica libertas repubblicana, quando non addirittura una soldataglia interessata soltanto ad accrescere i propri privilegi. Ancora oggi l’immaginario comune, nutrito dalla vulgata di certa fiction, tende a vedere nei pretoriani gli sgherri in uniforme di imperatori crudeli e pazzoidi: una muta di spietati cani da caccia sempre pronti a mordere persino la mano di chi li nutriva. Questo volume si propone di ampliare la visuale sulle fonti, per meglio definire il volto degli uomini – soldati, tutori dell’ordine, funzionari – che marciarono sotto l’insegna dello Scorpione.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I prigionieri dei Savoia – La storia della Caienna italiana nel Borneo

    18.00

    Ai suoi esordi, lo Stato unitario italiano per “liberarsi” dei prigionieri di guerra del Regno delle Due Sicilie, tentò la via della deportazione di massa in Paesi lontani. Per quasi dieci anni i ministri dei Savoia cercarono di fondare una colonia di deportazione prima nel mar Rosso, poi in Patagonia e in Tunisia. Ma gli sforzi della diplomazia si orientarono, ad un certo punto, sull’isola del Borneo dove il governo intendeva creare una vera e propria Caienna. L’autore ha ritrovato i carteggi diplomatici, le relazioni di governo, i dispacci, i diari di bordo delle navi che testimoniano tutte le fasi del progetto. Il libro ripercorre molte altre storie dimenticate del Risorgimento: l’assedio di Gaeta e il romantico eroismo della regina Maria Sofia, i “falsi della storia”, i campi di detenzione dei prigionieri, le vicende che opposero soldati e briganti, fino al doloroso epilogo dell’emigrazione. Emerge la storia dell’Italia nata dal Risorgimento con tutte le sue sfaccettature: con gli eroismi e le viltà, gli slanci ideali e le nefandezze. Con un chiaro obiettivo: liberarsi dei luoghi comuni, delle forzature e delle logiche che ancora oggi accompagnano la lettura di quei momenti.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 163 con alcune illustrazioni

    Stampato nel 2011 da Sugarco Edizioni

    Quick view
  • 0 out of 5

    I prigionieri del sole. Vita dei concessionari di Genale. Romanzo coloniale

    16.00

    Dante Saccani

    Quali erano le condizioni di vita dei primi coloni italiani? Fu davvero un paradiso artificiale come raccontava la propaganda dell’epoca oppure un inferno? Gli indigeni erano tutelati da un contratto oppure erano schiavizzati come la letteratura anti-coloniale ha raccontato? La Somalia fu depredata delle sue risorse oppure i suoi deserti vennero resi fertili dagli italiani? A tutti questi interrogativi risponde il romanzo di Dante Saccani in una versione inedita, curata da Alberto Alpozzi. Alla sua prima apparizione nel 1939 il testo subì diverse revisioni. Tutte le volgarità e gli incontri con le sciarmutte vennero eliminati. In questa versione, Alpozzi restituisce il romanzo nella sua originalità senza censure e lo completa con tre capitoli inediti.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I prigionieri di guerra italiani negli Imperi centrali e la funzione di tutela della Croce Rossa Italiana

    40.00

    Costantino Cipolla

    La storia della CRI nell’urgenza umanitaria e assistenziale della Prima Guerra Mondiale; il trattamento e le condizioni al limite dei prigionieri di guerra italiani come causa di un elevato numero di decessi; la fisiologia tecnico-logistica dei soccorsi nei suoi decisivi dettagli: questi i temi salienti trattati all’interno del volume. L’osservazione storico sociale è stata condotta attraverso documenti, in trascrizione integrale o parzialmente integrale, narrazioni locali e internazionali, l’opera di propaganda e di educazione, la corrispondenza dell’epoca, vagliate empiricamente anche con la ricerca di fonti complementari o alternative. Una prospettiva “micro” che guarda alle vicende umane e vi dialoga compenetrando aspetti di storia e di sociologia. Tra queste pagine torna la spinta volontaristica, internazionale e libertaria della Croce Rossa. Un’azione complessiva di enorme sviluppo, che ha aperto nuove frontiere per il soccorso e nuovi orizzonti per un benessere maggiore e più generalizzato dei popoli attraverso collaborazione e pianificazione. In questo contesto si evidenzia come la CRI abbia costituito un baluardo di umanità e una rete di servizi per i reduci tornati dalla prigionia: un intervento impegnato e laico durante una delle pagine più sanguinose della storia contemporanea.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I prigionieri italiani del Don nei campi di Stalin 1942 1954

    29.00

    Luca Vaglica

    Su circa 70.000 soldati italiani catturati dall’Esercito Rosso dopo la disfatta dell’ARMIR, 10.087 furono rimpatriati, ossia solamente il 14%. Tale percentuale risulta spaventosamente bassa soprattutto se confrontata con quella dei prigionieri di guerra italiani rimpatriati dalle altre potenze belligeranti Drammatiche sono state le circostanze in cui è avvenuta la cattura della maggior parte dei nostri militari: in pieno inverno russo (dicembre-gennaio 1942- 1943), caratterizzato da un’ondata di gelo eccezionale. Inoltre l’Unione Sovietica, almeno nel periodo iniziale, era quasi completamente sprovvista di lager capaci di ospitare le migliaia di prigionieri italiani, tedeschi, rumeni, ungheresi che vi affluivano in continuazione. Oltre che da queste tragiche condizioni di vita degli internati, la prigionia in Unione Sovietica fu contraddistinta da un altro fattore fondamentale: l’opera di propaganda e rieducazione politica svolta in maniera sistematica e asfissiante sui prigionieri.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I prigionieri tedeschi in mano statunitense in Germania (1945-1947)

    24.00

    Sulla copertina di questo succinto, ma accurato, lavoro, spicca la copertina di un pamphlet del War Department statunitense del novembre 1944. È una guida dal titolo What about the German Prisoner. Indirizzata a tutti i comandanti dei campi di prigionieri tedeschi in Germania nelle mani degli Alleati, forniva istruzioni relative all’identificazione dei prigionieri. Divideva questi ultimi in cinque categorie: opportunisti, antinazisti, non nazisti, soldati di professione, veri nazionalsocialisti. La guida si chiudeva con un chiaro avvertimento: “Occorre ricordare che i più giovani elementi nazionalsocialisti costituiranno il problema più difficile”. Il libro è costituito di sette svelti capitoli. Essi trascorrono dalla questione dell’enorme massa (circa sette milioni) di Displaced Persons, cioè dall’emergenza profughi, che diventa immediatamente una priorità per i comandi alleati e in particolare per gli statunitensi, a quella dei prigionieri nella difficile transizione della resa incondizionata, al controverso e mutevole atteggiamento statunitense verso la Germania e i tedeschi, alla realtà dei campi. Grazie alla ricca documentazione inedita raccolta, l’autrice fornisce interessanti elementi conoscitivi anzitutto proprio sul complesso “incontro fra Americani e Tedeschi (…) foriero di situazioni imprevedibili, che spesso sfuggono al controllo della alte gerarchie dell’esercito”, collocato com’è all’intersezione fra le direttive della propaganda di guerra e la realtà quotidiana del rapporto fra i due popoli in armi, mediato e ridefinito dal contatto diretto fra i militari statunitensi e le donne e i bambini tedeschi. Distingue con chiarezza, mediante le carte della Croce Rossa, fra i campi-transito del Reno, i più duri e tormentati, nei quali prevale una logica “punitiva da tutti i punti di vista” e “le difficilissime condizioni di vita dei prigionieri (…) sembrerebbero una conseguenza di una gestione sbrigativa e frettolosa, per non dire negligente”, e quelli per

    Quick view
  • 0 out of 5

    I proscritti

    8.90

    I Proscritti narra “l’epopea” dei Freikorps tedeschi nel primo dopoguerra: l’esperienza storica ed esistenziale dei”soldati di ventura” che prestarono la loro ferocia alla guerra civile che segnò l’origine della Repubblica di Weimar, protagonisti prima della necessaria repressione in cui furono eliminati molti membri delle milizie di obbedienza sovietica, infine della lunga serie di eventi che culmina con l’assassinio del ministro Rathenau, cui l’autore prese parte attiva. Un documento per comprendere la storia europea che preparò l’avvento al nazionalsocialismo e, allo stesso tempo, un romanzo, paurosamente attuale, di quell’estetica della violenza che è alla base di ogni rivoluzione.

    Brossura 12 x 19 cm. pag. 522

    Stampato nel 2013 da Baldini Castoldi

    Quick view
  • 0 out of 5

    I quaderni neri di Heidegger. Una lettura politica

    20.00

    La pubblicazione, a circa ottant’anni dalla loro stesura, dei Quaderni Neri di Martin Heidegger ha creato un caso mondiale. Tra polemiche, discese in campo, condanne assolute, distinguo, reazioni isteriche, la critica storico- filosofica ha fatto irruzione fin nelle pagine dei quotidiani, producendo inoltre saggi, dibattiti, conferenze a non finire. Tra dimissioni illustri e condanne reciproche, la questione del rapporto di Martin Heidegger con il nazionalsocialismo e l’ebraismo non ha mai smesso di destare scalpore. Si va dalla condanna e dalla mostrificazione dell’ormai compromesso pensatore, alla minimizzazione o negazione, addirittura, del suo coinvolgimento. In questa lettura approfondita non solo dei Quaderni, ma anche delle più note interpretazioni degli stessi. Prefazione di Diego Fusaro.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 268

    Stampato nel 2019 da Idrovolante

    Quick view
  • 0 out of 5

    I racconti della guerra tradita

    20.00

    Pietro Caporilli (a cura di)

    Nei Racconti della guerra tradita si susseguono le testimonianze di giovani militari italiani che combatterono la seconda guerra mondiale tenendo le posizioni fino alla fine del conflitto. E’ in primo piano la storia attraverso la narrazione di chi in momenti fondamentali c’era, uomini e donne che non esitarono a mostrare al mondo la grandezza del proprio animo. Racconti di storie vere di Italiani al centro di un evento di grande portata che i veterani dell’epoca definivano “guerra tradita” per la fuga del re Vittorio Emanuele III e per i tradimenti di alcuni militari di alto grado. Nel 1950 la rivista “Asso di bastoni” lanciò un concorso invitando a partecipare con scritti sulla guerra da poco conclusasi. Qui sono raccolti alcuni dei testi che arrivarono in redazione.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I ragazzi col verdone. Memorie militanti dalla Padova degli anni di piombo

    15.00

    Massimo Bertocco

    Padova, negli anni ‘70, è una cittadina di provincia inserita in dinamiche nazionali di un certo rilievo. Nelle scuole, nelle fabbriche, nelle Università e nelle piazze, si vive un clima politico molto pesante, che non lascia spazio alla fantasia: aggressioni, scontri, agguati, sparatorie ed esplosioni sono all’ordine del giorno. In questo contesto incendiario, un gruppo di giovani militanti della destra radicale – scaricati dal loro stesso partito, perché troppo “esagitati” – si ritrovano soli contro tutti, costretti ad affrontare una marea di antagonisti a cavallo tra l’extra-parlamentarismo e la lotta armata. In queste pagine è raccontata la loro storia: una parabola di lotta e coraggio, di sogni infranti e di repressione, di audacia e di sana follia, di lacrime e di sangue. Nel caos di un’epoca dura – dove la politica attiva poteva costare la vita – il loro scopo era sopravvivere, presidiando con onore una piazza. La loro piazza.

    Quick view
  • 0 out of 5

    I ragazzi del 1925

    11.00

    La classe del 1925 è stata l’ultima coinvolta nel secondo conflitto mondiale del secolo ventesimo. I diciottenni tedeschi inglesi, russi, italiani, giapponesi e nord-americani, levati alla fine del 1943, ebbero l’amaro privilegio di essere i più giovani soldati che militarono e vissero quella immane tragedia e gli ultimi di loro, reduci, vanno svanendo nel nulla come prescrivolo le imperscrutabili leggi eterne. Quanto troverà nella lettura, un racconto estremamente melanconico ed amaro, corrisponde alla realtà vissuta allora da tanti ragazzi, da tante famiglie viventi in terre lontane fra di loro, ma dove le vicende sono state le stesse pur cambiando lingue e gli orizzonti.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 160 con circa 18 foto b/n

    Stampato nel 2006 da Greco & Greco

    Quick view
  • 0 out of 5

    I ragazzi del ciclostile. La Giovane Italia, un movimento studentesco contro il sistema

    23.00

    Adalberto Baldoni – Alessandro Amorese

    Cosa ha rappresentato la Giovane Italia? Baldoni e Amorese raccontano i due decenni del più importante movimento giovanile di studenti del secondo dopoguerra. Nata a Milano nel 1950, l’Asan Giovane Italia ha caratterizzato dentro e fuori le scuole italiane una presenza preponderante: sindacalismo studentesco, pubblicazioni e giornalini, attenzione alla cultura ed all’arte, ma soprattutto un movimento che, fin dal suo nome con quel richiamo mazziniano, ha fatto della difesa della Nazione la sua ragione di vita e la sua principale attività. Dalla questione orientale con la difesa di Trieste italiana a quella dell’Alto Adige, dall’egemonia delle proteste anticomuniste per l’invasione sovietica di Budapest e Praga, la Giovane Italia riporta i tricolori nelle piazze e nelle strade italiane, è l’incubo di presidi e questori, è per anni punto di riferimento per generazioni di ragazze e ragazzi alternativi all’incombente penetrazioni marxista nelle scuole

    Quick view