Bersaglieri in Venezia Giulia 1943-1945

Venezia Giulia

Visualizzazione di 17 risultati

  • 0 out of 5

    Bersaglieri in Venezia Giulia 1943-1945

    22.00

    La presentazione del presente volume è stata voluta e curata dal Gruppo Reduci del Battaglione Volontari “Benito Mussolini” e va quindi considerato un gesto di amore collettivo da parte dei superstiti verso coloro che sono caduti. I quattrocento caduti, a tanto ammontano le perdite subite dal Battaglione, danno al reparto la caratteristica di aver pagato uno dei più alti tributi di sangue, da quando formazioni militari italiane combattono per l’Italia unita. Questa imponenza di sacrifici, unita al fatto che il Battaglione formatosi ancor prima che si costituisse la Repubblica Sociale Italiana, fu il primo reparto di questo Esercito a raggiungere il fronte di combattimento, ha imposto a chi, avendo servito nel Battaglione, di far si che tutto ciò non casdesse nell’oblio. Una pagina significativa di valore e di fedeltà da tenere sempre in memoria.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 314 + 16 pagine fuori testo con 24 foto b/n

    Stampato nel 2003 da Ritter Edizioni

    Quick view
  • 0 out of 5

    Confine orientale. Italiani e slavi sull’Amarissimo dal Risorgimento all’Esodo

    16.00

    Il libro affronta la questione delle relazioni tra italiani e slavi sul confine orientale dal periodo risorgimentale sino all’Esodo giuliano-dalmata, passando per i punti cruciali del periodo tra le due guerre e l’occupazione e la repressione in Balcania. Quanto avvenuto tra guerra e dopoguerra fu solo il punto di arrivo di secoli di difficile convivenza e di scontri tra la cultura latina e quella slava, esasperato dal sorgere dell’irredentismo e del panslavismo prima, del fascismo e del comunismo poi.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 210

    Stampato nel 2020 da Eclettica

    Quick view
  • 0 out of 5

    Foibe – Una tragedia annunciata. Il lungo addio italiano alla Venezia Giulia

    20.00

    È difficile, ancora oggi, trovare nei libri di storia una esatta documentazione sulle Foibe. Spesso leggiamo menzogne, falsità, approssimazioni. Questo libro, in seconda edizione ampliata e rivista, dopo un ampio excursus sulla storia della Venezia Giulia ne traccia una verità non di parte, al fine di far comprendere la tragedia di quei popoli e del loro genocidio ed esodo a lungo dimenticato.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 250 + 24 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2012 da Settimo Sigillo

    Quick view
  • 0 out of 5

    Foibe, io accuso – Una sopravvisuta istriana trascina in tribunale l’assassino di suo padre

    11.00

    La tragedia consumatasi in più riprese, prima e soprattutto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale nei territori dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia, ovvero lo sterminio e la pulizia etnica degli Italiani e di tutti coloro che rifiutavano di sottomettersi alla dittatura comunista del maresciallo Tito, rappresenta, dal punto di vista storiografico, una sorta di chiave interpretativa che ci permettere di comprendere quanto è avvenuto in Jugoslavia durante e dopo il regime titino. Lo sterminio degli Istriani, in particolare, mette in luce l’esistenza un piano d’azione comune tra i comunisti italiani e quelli slavi.

    Brossura, pag. 133 + 8 pagine fuori testo con 9 tra foto b/n, mappe e riproduzioni di documenti

    Stampato nel 2002 da Controcorrente

    Quick view
  • 0 out of 5

    Il falco e il leone – Soldati italiani al confine orientale 1941-1943

    23.00

    Questo saggio è un interessante approfondimento alle tematiche legate alla frontiera orientale italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, con particolare riguardo agli anni 1941-1943. Il difficile rapporto tra Italiani e Tedeschi, Italiani e Serbi e soprattutto tra Italiani e Croati viene analizzato con puntualità e senza prevenzioni di parte attraverso i molti documenti ritrovati e riportati dall’Autore. Attraverso questa lettura viene alla luce l’impossibilità di un “rapporto sereno” tra le varie componenti etniche presenti su questo scenario di guerra. Solo ricordando tutte le conseguenze del conflitto in Jugoslavia e nella Venezia Giulia, allora italiana, insieme all’analisi dei presupposti e dei fatti politici e militari legati allo scoppio della guerra, si può arrivare a comprendere meglio una pagina di storia così importante e sottovalutata per anni da molti storici italiani e d’oltre confine.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 221 + 32 pagine fuori testo con illustrazioni e cartine b/n

    Stampato nel 2010 da Settimo Sigillo

    Quick view
  • 0 out of 5

    Il Vallo Adriatico – Storia delle fortificazioni tedesche del territorio di Trieste 1943-1945

    13.00

    Il Vallo Adriatico, massiccio complesso di fortificazioni, linea difensiva lunga circa Km. 400, che partiva a nord del Lago di Garda, passava a nord di Belluno, arrivava a Tolmino e Gorizia, qui sfruttava tutte le difese edificate durante la Prima Guerra, poi prevedeva un allungamento attraverso l’Istria e Fiume, mai completato, alla luce delle esperienze belliche presentava diversi punti deboli. Non avrebbe resistito per esempio ad un massiccio bombardamento. In compenso si sarbbe dimostrato molto efficace contro le truppe da sbarco. In realtà poi le fortificazioni ressero bene l’urto di terra, i soldati resistettero per un determinato periodo e non persero mai il controllo delle città. Completamente illustrato con fotografie attuali e d’epoca e cartine e schizzi, il volume traccia la storia del Vallo, la costruzione e gli avvenimenti con le considerazioni strategiche inerenti.

    Brossura, 14 x 20 cm. pag. 122 completamente illustrato con circa 90 foto b/n, 32 disegni e 4 cartine

    Stampato nel 2007 da Edizioni Luglio

    Quick view
  • 0 out of 5

    Immagini in armi sul confine orientale – Atti meriti e sacrifici nella difesa della Venezia Giulia

    20.00

    Questo album fotografico in quarantotto scatti (rigorosamente originali) ripercorre le gesta di quella generazione che lungo il confine orientale lottò per amore, non per odio: un incommensurabile amore per l’Italia. L’Italia sopra a tutto, a tutti i costi: anche al prezzo della vita. Sguardo fiero, determinato, chiuso in una espressione tesa, quasi rassegnata agli eventi: caratteristiche comuni a quellio che fecero la stessa scelta e a volte la stessa fine: tenere il confine orientale fino al mese di aprile del 1945. Le emozionanti fotografie sono accompagnate da brevi didascalie e da alcuni testi esplicativi.

    Brossura 23 x 15,50 cm. pag. 126 interamente illustrato con 48 foto b/n a piena pagina

    Stampato nel 2010 da Associazione Novecento

    Quick view
  • 0 out of 5

    L’esodo dei 350 mila Giuliani fiumani e dalmati

    36.00

    Questo volume riporta la storia del calvario e del travaglio della Venezia Giulia durante l’ultima guerra e documenta le cause che determinarono la fuga di tutta la popolazione italiana. E’ una storia ardimentosa, eroica, purtroppo quasi mai serenamente compresa e valorizzata; una storia di sangue, di morti, di fughe, di infoibamenti barbari e crudelissimi. “Giudicate voi, connazionali e stranieri, uomini di studio e d’azione, d’ogni classe e d’ogni partito, se questa nostra terra istriana non sia degna di tutto l’amnore che le portiamo, non sia inconfondibile nel carattere della sua civiltà; e pertanto non sia delitto spartirla, soffocarla, snaturarla”. Questo angoscioso appello di Giani Stuparich è l’eco del dolore di centinaia di migliaia di profughi che vivono nel silenzio più amaro e dignitoso.

    Rilegato, 18 x 25 cm. pag. 652 con numerose foto a colori e b/n

    Stampato nel 1990 da Difesa Adriatica

    Condizioni del libro: usato in perfette condizioni, come nuovo

    Quick view
  • 0 out of 5

    La crisi di Trieste 1953

    18.00

    Simbolo del contrasto tra Italia e Jugoslavia al termine della Seconda Guerra Mondiale, la questione di Trieste coinvolgeva in realtà il ben più ampio territorio dalle Alpi Giulie alla penisola istriana, l’area di contatto tra italiani e popolazioni slave. Il contrasto di confine metteva anche in risalto le dispute tra mondo comunista e democrazie occidentale. Se gli aspetti socio-economici della crisi di Trieste sono stati più approfonditi, gli elementi militari sono generalmente meno considerati, anche per la poca disponibilità di documentazione sia da parte italiana che per i Paesi della ex Jugoslavia. Anziché focalizzarsi quindi su diatribe politiche e rivalità etniche, il libro segue le dinamiche militari di quanto avvenuto tra il maggio del ’45 e gli anni Cinquanta. La descrizione accurata di truppe, armamenti e equipaggiamenti coinvolge anche la presenza degli Alleati, e, grazia a foto inedite e illustrazioni, colma un’importante lacuna nella storia della guerra fredda. L’Autore analizza l’argomento da un punto di vista prettamente filo-slavo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 214 con varie foto b/n + 8 pagine fuori testo con illustrazioni a colori

    Stampato nel 2020 da Goriziana

    Quick view
  • 0 out of 5

    La Decima Flottiglia MAS e la Venezia Giulia 1943-45

    15.50

    Dopo l’8 settembre gli uomini della Xª Mas, sotto la guida del Comandante Borghese, si riorganizzarono facendo della nuova Decima una forza militare e morale, cercando innanzitutto di difendere l’intangibilità del territorio nazionale. Da qui l’impegno di quegli uomini per la difesa dei confini orientali e il loro sacrificio per mantenere la sovranità italiana in Istria, Fiume, Dalamzia. Accurate ricerche, interviste e nuove fonti archivistiche hanno permesso di ricostruire quelle tragiche vicende.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 184, appendice con vari allegati

    Stampato nel 2000 da Settimo Sigillo

    Quick view
  • 0 out of 5

    La memoria non condivisa – (Venezia Giulia contesa 1914-1941)

    20.00

    L’autore dopo “Foibe, Una tragedia annunciate” e “Venezia Giulia 1943” conclude la sua trilogia giuliana ripercorrendo, dal primo conflitto mondiale alla campagna militare italo-tedesca del 1941, le tappe fondamentali della questione dei confini orientali e di una memoria storica tra italiani e slavi ancora oggi non condivisa.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 204 + 31 pagine fuori testo con illustrazioni , cartine, foto e tabelle b/n

    Stampato nel 2007 da Settimo Sigillo

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le fortificazioni dei Bersaglieri lungo la ferrovia Transalpina

    24.00

    Paolo Stendardo – Marco Bukovec

    Per i soldati in grigio-verde che dopo l’8 Settembre 1943 aderirono alla R.S.I. e furono impiegati nei territori orientali inseriti nell’Adriatisches Künstenland – Zona di Operazioni Litorale Adriatico, la ferrovia Transalpina rappresentò le Termopili d’Italia. Tra di essi vi furono moltissimi giovani volontari in età scolare presentatisi sin dai giorni successivi l’armistizio in una caserma di Verona per arruolarsi, che lasciarono i libri e le aule per fronteggiare un nemico con anni di guerriglia alle spalle. Essi avevano tutto da perdere e nulla da guadagnare ma indossarono con orgoglio le “fiamme cremisi” e per 18 mesi condussero una difesa disperata contro i partigiani di Tito. Erano bersaglieri. Con una forza media di circa 800 uomini, il I Battaglione Volontari Bersaglieri “Benito Mussolini” presidiò un tratto della Transalpina lungo quasi 30 km, che correva a ridosso del confine del Regno d’Italia sancito dal Trattato di Rapallo 1920. A guerra conclusa, dopo la resa con la promessa che tutti sarebbero presto tornati a casa, gli jugoslavi ne uccisero subito un centinaio. Gli altri furono costretti a “marce della morte” verso campi di concentramento nel cuore della Jugoslavia tra cui quello famigerato di Borovnica, in cui sarebbero stati sottoposti a privazioni e violenze di ogni genere. I superstiti ridotti a scheletri viventi sarebbero stati rimpatriati appena nel 1947. Il tema dell’opera è la rivisitazione dei luoghi che ospitarono i presidi dei fanti piumati. Una ricerca durata anni, nel corso della quale gli autori hanno percorso innumerevoli volte le valli interessate interrogando gli abitanti per acquisire informazioni sui luoghi, esplorando bunker e strutture in abbandono da decenni lungo la ferrovia. Un libro che, con un’ampia documentazione fotografica, offre un quadro esauriente di ciò ancor oggi che rimane delle opere di difesa; un’opera mai realizzata su un frammento di storia militare che non mutò l’esito del conflitto ma incise sulla sorte di Gorizia e di quel lembo della Venezia Giulia che rimase all’Italia.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le frontiere della Venezia Giulia 1866-1924

    15.00

    Vittorio Leschi

    L’autore, riportando nel testo una serie di trattati e di documenti ufficiali originali reperiti dalle più varie fonti, ha sottinteso rievocare la storia delle terre orientali italiane sotto il dominio dell’Austria-Ungheria, rinominate Venezia Giulia dal filologo goriziano Graziadio Isaia Ascoli nel 1863. In tale contesto ha riprodotto gli schemi delle più disparate e complicate soluzioni progettate e presentate in sede della Conferenza della Pace di Parigi (1919), per la definizione della frontiera orientale italiana con il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Ha voluto evidenziare la ferma volontà dei fiumani di far parte della Nazione italiana, manifestata nell’Ottocento con le istituzioni di irredentismo culturale e politico, dal Deputato di Fiume Andrea Ossoinack al Parlamento di Budapest il 18 ottobre 1918, dal Consiglio Nazionale Italiano di Fiume con il proclama del 29 ottobre 1918, invocante il diritto all’autodecisione, «in forza di quel diritto, per cui tutti i popoli sono sorti a indipendenza e libertà».

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le pagine strappate della storia. L’occupazione jugoslava di Trieste e Gorizia e il terrore comunista sul confine orientale

    15.00

    Fausto Biloslavo

    «La storia è spesso monca di pagine scabrose per motivi politicamente corretti, che a lungo andare si rivelano un mero tabù. Scheletri negli armadi da tenere sotto chiave. Per questo è doveroso rimettere al loro posto le pagine strappate della tragedia delle foibe e del dramma dell’esodo». Con queste parole Fausto Biloslavo introduce un’opera costituita da pagine – alcune inedite, altre da riscoprire – scritte a più mani sulle violenze comuniste titine lungo il Confine Orientale, in particolare nelle città di Trieste e Gorizia: il libro approfondisce le occupazioni jugoslave – per non annegare nell’oblio i giorni di terrore delle due città italiane – ma anche ciò che accadde nelle famigerate Goli Otok e Borovnica, e il ruolo dell’OZNA – la terribile polizia segreta di Tito – in questa storia insanguinata. Le pagine strappate della Storia affronta un altro tabù non ancora superato: mascherare la realtà dei fatti omettendo di chiamare i crimini e i criminali con il loro nome, secondo la liturgia del politicamente corretto.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Terra irredenta, terra incognita. L’ora delle armi al confine orientale d’Italia 1914-1918

    22.00

    Fabio Todero

    La Venezia Giulia è stata nell’immaginario nazionale la terra irredenta per antonomasia. Pochi però sapevano dove si trovasse Trieste e che cosa comprendesse quella mitica regione. A scoprirlo furono i milioni di italiani che vi affrontarono la guerra nelle trincee del Carso o sulle vette delle Alpi Giulie. Il libro offre uno sguardo d’insieme sulle vicende belliche della regione, sul coinvolgimento di uomini e donne nel conflitto, ma soprattutto sul modo in cui queste e il territorio vennero descritti. Memorie, articoli di giornale, pagine di diario, canti, testi di riflessione politica sono utilizzati per raccontare un momento chiave della storia di quest’area multiculturale.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Togliatti, Tito e la Venezia Giulia: La guerra, le foibe, l’esodo 1943-1954

    15.00

    Marino Micich

    Durante il Secondo conflitto mondiale il PCI stabilì una stretta alleanza col Movimento Popolare di Liberazione Jugoslavo guidato da Josip Broz detto Tito, con un duplice scopo: puntare a sconfiggere i nazisti e i fascisti sul campo di battaglia e pensare agli sbocchi politici che si sarebbero palesati a guerra finita. Togliatti e i suoi dirigenti per avere l’appoggio di Tito sostennero più volte la cessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia. Marino Micich pone in evidenza, in maniera originale e ben documentata rispetto ai rari e incompleti studi apparsi sull’argomento, le lotte politiche e diplomatiche sorte nello stabilire i nuovi confini italo-jugoslavi, descrivendo la posizione politica del PCI assunta al confine orientale, il progetto di rivoluzione comunista da estendere al resto d’Italia e i rapporti tra Togliatti e Tito. Sottolinea inoltre le responsabilità dirette e indirette di quella collaborazione politica nei confronti delle stragi di massa nelle foibe e dell’esodo di circa 300.000 italiani dalle terre istriane, fiumane e dalmate.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Venezia Giulia 1943 – Prove tecniche di guerra fredda

    14.50

    La Venezia Giulia nel 1943 è stato teatro non solo di una guerra civile fra le due fazioni in lotta ma anche “terra di conquista”da parte del IX Korpus titino. Ciò che è accaduto in quel lembo d’Italia dalla nascita della Repubblica Sociale Italiana fino al trattato di Osimo, è stata una vera e propria guerra fredda, combattuta tra due diverse concezioni politiche, da due opposte visioni del mondo. Non si può comprendere la storia del dopoguerra italiano e jugoslavo, se non si comprende l’origine della questione friulana e dalmata e il dramma dell’esodo di quelle popolazioni scacciate dalla propria terra.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 139 + 16 pagine fuori testo con 20 foto b/n e riproduzione di documenti

    Stampato nel 2003 da Settimo Sigillo

    Quick view