La Guerra nel Mare Egeo. L’Ultimo Successo delle Forze Armate Germaniche nel Mediterraneo

Seconda Guerra Mondiale

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    La Guerra nel Mare Egeo. L’Ultimo Successo delle Forze Armate Germaniche nel Mediterraneo

    29.00

    Francesco Mattesini

    Guerra nel dodecaneso- Dopo il tragico Armistizio dell’Italia dell’8 settembre 1943 e lo sbarco degli anglo Americani a Salerno (Operazione “Avalance”) e nelle regioni del sud Italia, la Marina e l’Aviazione tedesca dovettero impegnarsi al massino nel Dodecaneso, il gruppo di dodici Isole dell’Egeo, tra cui Rodi, che l’Italia aveva ottenuto dopo la guerra italo-turca del 1911. La campagna militare che ne segui, detta del Dodecaneso comportò tutta una serie di eventi bellici ampiamente favoriti dalla grande confusione e mancanza spesso di direttive dallo stato maggiore generale italiano che portò le truppe italiane ad unirsi in gran parte con le forze alleate anglo-greche stanziate nel Dodecaneso, a cercare di far fronte alla potenza militare tedesca che immediatamente si organizzò per cercare di recuoperare il controllo della situazione. in alcuni casi ci furono aspri e terribili combattimenti, come a Lero, Rodi e Coo che si consclusero con la disfatta totale delle forze alleate. In alcuni casi, unità italiane si unirono al vecchio alleato tedesco.

    Brossura, 17,5 x 25,5 cm. pag. 222 con numerose foto b/n

    Stampato nel 2024 da Soldiershop

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    La guerra privata del tenente Guillet – La resistenza italiana in Eritrea durante la Seconda Guerra Mondiale

    20.00

    Questo libro è una medaglia su cui sono ritratti due volti. Il primo è quello del suo protagonista: Amedeo Guillet, ufficiale di cavalleria, comandante di un Gruppo Bande a cavallo che fece contro gli inglesi, durante la seconda guerra mondiale, una sorta di guerra di corsa fra le colline e le pianure desertiche dell’Eritrea. Dopo la resa dell’esercito italiano in Africa Orientale, Guillet continuò a combattere. Vestito come un arabo, si mise alla testa di una banda composta da guerriglieri eritrei, etiopici e arabi. Dopo mesi di guerriglia dovette nascondersi a Massaua a lavorare come acquaiolo sino al giorno in cui riusci ad attraversare il Mar Rosso per raggiungere lo Yemen neutrale. L’altro volto inciso sulla medaglia è quello del suo nemico, Vittorio Dan Segre, politologo, giornalista, professore a Haifa e a Stanford, uno dei maggiori esperti di questioni mediorientali. Nel 1938, all’età di 16 anni, emigrò in Palestina. Guillet e Segre s’incontrarono a Napoli nel 1944, combattendo ora dalla stessa parte, ma si conoscono dal giorno in cui Segre studiava nell’esercito britannico sui rapporti dell’Intelligence Service le spericolate azioni di un ufficiale piemontese. Da questa lunga amicizia è nata una biografia in cui Segre, per disegnare il ritratto di Guillet, ha utilizzato soprattutto fonti “nemiche”: i rapporti e i ricordi degli ufficiali inglesi che lo combatterono in Etiopia e in Eritrea.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 230 + 8 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2020 da Corbaccio

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    La guerra rivoluzionaria jugoslava – 1941-1945 Ricordi e riflessioni

    35.00

    La guerra partigiana in Jugoslavia, combattuta tra 1941 e 1945, viene raccontata in questo volume dal punto di vista di chi la visse da protagonista. È il diario di Milovan Djilas, figura chiave del movimento di Liberazione e della scena politica jugoslava nel secondo dopoguerra. L’Autore rievoca con grande efficacia eventi di alta drammaticità, approfondendone la lettura con un sapiente lavoro di introspezione psicologica unito a una lucida analisi politica. Il suo resoconto di imprese diventate epiche e di tragedie immani, come la sanguinosa battaglia della Neretva e le drammatiche ritirate attraverso le selvagge montagne del Montenegro e della Bosnia, le rivelazioni riguardanti retroscena ed episodi assolutamente inediti, la testimonianza dell’evoluzione dalla sua passione rivoluzionari,a al disincanto nei confronti del nuovo corso voluto da Tito che, lo porterà nel 1954, ad essere espulso dal comitato centrale del partito comunista jugoslavo e da ogni incarico pubblico, per le sue posizioni sempre più severe nei confronti del regime titino. Nei numerosi anni trascorsi in carcere continuò a scrivere e, nonostante continuasse a credere nel socialismo, rimase un dissidente rispetto al sistema del suo paese e alle deformazioni di quello comunista in generale, predicendo tra l’altro il conflitto etnico e la dissoluzione della Jugoslavia.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 535

    Stampato nel 2011 da Libreria Editrice Goriziana

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    La guerra segreta – Spie, codici e guerriglieri (1939-1945)

    15.00

    Questo libro si occupa di alcune delle persone più affascinanti che presero parte alla Seconda guerra mondiale. Un esercito di uomini e donne che, non sparando un solo colpo, influirono profondamente sull’esito degli eventi: spie, crittoanalisti, guerriglieri che condussero una guerra segreta per carpire informazioni e strategie del nemico. Dalla leggendaria GC&CS, la Government Code and Cypher School di Bletchley Park che fu il più importante fulcro dello spionaggio del conflitto e che attraverso la creazione delle «bombe» elettromeccaniche di Alain Turing, e la conseguente decifrazione del traffico di «Enigma», inferse un duro colpo al sistema di comunicazioni della Germania; alla produzione di materiale dell’«Ultra», la complicata operazione di decrittazione dei messaggi delle macchine cifranti da parte dei geniali matematici e linguisti britannici e americani che permise al direttivo alleato di pianificare le proprie campagne e operazioni nella seconda metà della guerra con una precisione che a nessun comandante militare era mai stata consentita nella storia; ai crittoanalisti di Nimitz nel Pacifico; alle reti di spie dell’«Orchestra rossa» operanti nel Reich germanico per conto dell’Unione Sovietica, fino ai Cinquecento di Washington e di Berkeley – un piccolo esercito di americani di sinistra che si prestarono a fare da informatori per lo spionaggio sovietico, Max Hastings riscostruisce in queste pagine la storia di una guerra in cui spionaggio e operazioni clandestine assunsero un’importanza mai avuta in precedenza.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 734

    Stampato nel 2020 da Neri Pozza

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    La guerra segreta nell’italia liberata – Spie e sabotatori dell’Asse 1943-1945

    21.00

    Mentre le Forze Armate tedesche comandate da Kesserling, ritardavano l’avanzate delle forze alleate lungo la penisola, vi fu’ un’altra guerra, meno conosciuta, piu’ tragica, portata avanti dai sabotatori della R.S.I., mandati dai comandi germanici nel territtorio occupato dagli anglo-americani per compiere ricognizioni, sabotaggi, spionaggio e controspionaggio. Molti di questi elementi erano giovanissimi, incuranti della possibilita’, a cui alcuni di loro peraltro andarono incontro, di essere fucilati una volta catturati dal nemico. Una pagina di storia italiana da ricordare.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 307 + 16 pagine fuori testo con con foto b/n

    Stampato nel 2004 da Libreria Editrice Goriziana

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    La guerra sul fronte delle Alpi occidentali. Giugno 1940

    18.00

    Massimiliano Afiero

    Secondo la storiografia ufficiale l’Italia scendeva in guerra dopo che le armate tedesche avevano già conquistato mezza Europa. Una mossa ben calcolata e studiata a tavolino, prevedendo una guerra breve e vittoriosa e considerando l’attacco dell’Italia alla Francia solo come un espediente di Mussolini studiato per ottenere molto, dando poco e sedersi da grande al tavolo della pace e partecipare alla spartizione del bottino francese. Naturalmente tale decisione aveva ben altre motivazioni. Mussolini certo non avrebbe mai potuto scendere in guerra al fianco di Francia e Inghilterra, che negli anni precedenti avevano sempre ostacolato le aspirazioni territoriali italiane in terra d’Africa e nel Mediterraneo, mentre con la Germania c’erano analogie ideologiche e politiche e soprattutto intendeva risparmiare all’Italia un destino peggiore, quello di diventare il successivo obiettivo delle mire espansionistiche della Germania in Europa. Con le forze francesi già praticamente sconfitte da quelle tedesche, l’offensiva italiana doveva svilupparsi solo come una prova di forza, con alcune limitate penetrazioni oltre il confine francese. La campagna militare non fu però semplice: l’azione delle truppe italiane fu ostacolata dalle avverse condizioni del tempo che impedirono un adeguato appoggio dall’alto della Regia Aeronautica e sul terreno, un rapido movimento dei reparti in un settore motuoso già difficile da attraeversare e massicciamente fortificato dai Francesi. Ancora oggi si racconta di una forte resistenza delle truppe francesi e delle loro posizioni fortificate, dimenticando che gli Italiani avevano ricevuto l’ordine di aggirarle e proseguire oltre. E così fu, malgrado la presenza di alcune posizioni che si difesero fino all’ultimo. Supernado molte difficoltà, con armi ed equipaggiamenti non adeguati, i soldati italiani, fanti, bersaglieri, alpini, Guardie della Frontiera e Camicie Nere, seppero scrivere pagine di gloria militare combattendo valorosamente, con coraggio e abnegazione, compiendo numerosi colpi di mano e azioni eroiche, meritandosi anche gli encomi deli stessi comandanti francesi. Le tante medaglie al valor militare concesse ai soldati italiani in questa campagna militare durata solo pochi giorni, ne sono un esempio.

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    La guerra sul mare 1940-1943

    17.00

    Imbarcato come giornalista “militarizzato” su incrociatori, torpediniere, dragamine, navi mercantili, Vero Roberti è stato testimone della guerra sui mari durante il Secondo conflitto: dall’Egeo all’Atlantico, dalla disperata guerra dei convogli nel canale di Sicilia, alla caduta di Tunisi, alle rotte della morte tra le mine. Roberti ripercorre in questo libro ciò che, all’epoca, la censura del regime impedì agli italiani di conoscere: la tragedia di una guerra combattuta dai marinai italiani contro la più grande potenza aeronavale del mondo. Un documento crudo e vivido che si conclude con l’ultimo reportage: il viaggio a bordo del Duca degli Abruzzi che, nel maggio del 1946, portò Vittorio Emanuele III in esilio ad Alessandria d’Egitto mettendo la parola fine a uno dei capitoli più tragici della nostra storia.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 278 con foto b/n

    Stampato nel 2016 da Mursia

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    La JCS – 1067 e il Governo Alleato della Germania – Quadro d’insieme origini e conseguenze 1945 – 194

    25.00

    Il piano Morgenthau era un programma per l’occupazione della Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale, che propugnava rigide misure finalizzate ad impedire alla Germania la possibilità di risollevarsi come potenza economica e militare. In particolare la direttiva JCS 1067 proibiva esplicitamente ogni aiuto economico o ricostruttivo di qualsiasi genere al popolo tedesco, anche solo per mantenere il bassissimo tenore di vita. Questa direttiva fece quindi mettere in pratica per oltre due anni, a danno di una popolazione inerme e provata da oltre un lustro di lotte e sacrifici, le balzane teorie dell’ex ministro del tesoro americano.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 98, 1 cartina, allegato DVD “Autorità alleata di Controllo. Leggi, ordinanze, decreti, direttive, rapporti e disposizioni 1945 – 1948”.

    Stampato nel 2015 da Effepì

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    La jeep

    18.00

    Illustratissima collana di monografie dell’editore francese Regi-Arm dedicata ai mezzi militari che hanno ricoperto un ruolo fondamentale nella loro epoca, con un occhio di riguardo alla II G.M. Ogni monografia è composta da circa 75 pagine interamente illustrate con centinaia di fotografie a colori e in b/n che mostrano i mezzi nelle fotografie d’epoca e in quelle moderne che ripropongono i mezzi restaurati, anche nei particolari, da sapienti collezionisti. Proprio a chi collezione e restaura questi mezzi storici, sono dedicate principalmente queste ottime pubblicazioni. Questa monografia in particolare è dedicata alla famosissima jeep americana.

    Brossura 21 x 30 cm. pag. 78 interamente illustrate con foto b/n e colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2007 da Regi Arm

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    La jeep dans tous ses états

    36.00

    Questa è sicuramente l’opera che tutti gli appassionati, collezionisti e meccanici specializzati della Jeep attendevano da tempo. Per la prima volta viene accuratamente spiegato come restaurare questo leggendario veicolo o – perchè no? – costruirne uno con le proprie mani, dal blocco motore, passando per i cilindri, alla pompa dell’olio, al cambio. Per mezzo di una serie di 150 accurate e nettissime fotografie vengono dati tutti i consigli sulle trappole da evitare. La seconda parte del volume è consacrata inoltre alla prima spedizione Parigi-Dakar a bordo di una Jeep Willys condotta dal grande specialista Ghislain Hardier, che qui presenta anche uno speciale modello interamente autocostruito.

    Rilegato 20,5 x 30 cm. pag. 144 interamente illustrate con foto a colori

    Testo bilingue francese/inglese

    stampato nel 2008 da Heimdal

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    La Kriegsmarine 1935-1945

    65.00

    Questa opera, completamente illustrata, traccia la storia, l’organizzazione, le uniformi e gli equipaggiamenti, tra il 1935 e il 1945, della marina da guerra tedesca. Con quadri di alto livello e una truppa ben addestrata e armata, la marina tedesca ha suscitato il rispetto e l’ammirazione dei suoi avversari. In questo libro gli autori hanno voluto porre l’accento sui marinai anonimi, che operarono sui posamine, vedette veloci, dragamine, incrociatori o sottomarini. Per fare questo hanno selezionato fotografie originali, assolutamente inedite, provenienti da archivi privati. Le uniformi e gli oggetti presentati sono assolutamente autentici e provenienti anche questi da collezioni private. Uo spazio particolare è stato destinato agli oggetti famigliari, molto amati dai marinai tedeschi che hanno conservato le tradizioni.

    Cartonato 21 x 30 cm. pag. 250 interamente illustrate con foto b/n e colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2010 da Heimdal

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    La Kriegsmarine in guerra

    30.00

    La Kriegsmarine affrontò, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, molte e dure prove, alcune molto conosciute, altre note ai soli studiosi di guerra navale. Nel 1940, Friedrich Meier raccolse alcune centinaia di foto e le pubblicò con il titolo “Kriegsmarine am Feind”. Grazie al lavoro di Meier si può ammirare una panoramica delle operazioni condotte dalle varie componenti della Marina tedesca. Allegato al libro un DVD della durata di quasi due ore contenente gallerie fotografiche, film e filmati d’epoca.

    Brossura 17 x 24 pag. 226, centinaia di illustrazioni, DVD allegato

    Stampato nel 2012 da Effepi

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    La liberazione di Mussolini

    15.00

    Robert Forczyc

    L’impresa che rese possibile la liberazione di Mussolini dalla sua prigionia sul pianoro del Gran sasso fu una delle più drammatiche operazioni compiute da forze speciali nella storia militare. Dopo essere stato arrestato il 25 luglio 1943 il Duce era stato trasferito nell’albergo di Campo Imperatore, una località isolata raggiungibile solo con la funivia, guardato a vista. Hitler ordinò al generale dei paracadutisti Kurt Student di organizzare una missione per liberarlo servendosi dei suoi Fallschirmjäger e di un reparto di SS agli ordini del capitano Otto Skorzeny. Il libro ricostruisce in maniera dettagliata l’azione militare, compiuta per mezzo di alianti, di Skorzeny e Student, e ne analizza le conseguenze. Il volume è completato da diverse fotografie, piantine, profili e da disegni che ricostruiscono l’azione.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 118 con molte illustrazioni b/n e colori

    Stampato nel 2011 da Libreria Editrice Goriziana

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    La liberazione di Mussolini – Gran Sasso. Settembre 1943

    18.00

    L’impresa che rese possibile la liberazione di Benito Mussolini dalla sua prigionia sul pianoro del Gran Sasso fu una delle più drammatiche operazioni compiute da forze speciali nella storia militare. Dopo essere stato arrestato il 25 luglio 1943 dai suoi stessi ufficiali, il Duce era stato trasferito nell’albergo Campo Imperatore, una località isolata di montagna (raggiungibile solo tramite funivia), dove era guardato a vista. Hitler ordinò al generale dei paracadutisti Kurt Student di organizzare una missione per la liberazione del capo del Fascismo, servendosi dei suoi Fallschirmjäger, un’unità speciale altamente addestrata, e, per ragioni politiche, di un reparto di SS agli ordini del Capitano Otto Skorzeny. Il 12 settembre 1943, i paracadutisti di Student lanciarono un audace assalto con gli alianti, il cui scopo era cogliere di sorpresa il presidio italiano di guardia e liberare Mussolini. Questo libro ricostruisce in maniera dettagliata l’azione militare e ne analizza le conseguenze.

    Brossura, 17 x 23,5 cm. pag. 118 illustrato con circa 41 foto b/n, 2 foto e 3 cartine a colori

    Stampato nel 2011 da Goriziana

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    La Linea Gotica – I luoghi dell’ultimo fronte di guerra in Italia

    18.00

    Un’ampia guida storica, che descrive in modo semplice e divulgativo quelli che furono i passaggi chiave, i protagonisti e i luoghi della Linea Gotica, ultimo fronte della Seconda Guerra Mondiale in Italia, dove, dall’agosto 1944 fino all’aprile 1945, si fronteggiarono le truppe tedesche e le armate anglo-americane. Un viaggio fra gli Appennini e le coste marittime, alla scoperta di tracce e testimonianze: dalle località coinvolte ai crinali fortificati, dai monumenti ai musei, dagli archivi ai manufatti bellici. Tutti gli itinerari proposti nella guida sono facilmente raggiungibili con i mezzi di trasporto o pochi minuti di passeggiata e si accompagnano a utili informazioni turistiche.

    Brossura, 12,5 x 21 cm. pag. 202 illustrato con circa 62 foto a colori e 18 foto b/n

    Stampato nel 2018 da Mattioli

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    La Linea Gotica in Garfagnana – Attraverso le fotografie di Attilio Viziano

    16.00

    Attilio Viziano nel 1944 a Verona entrò a far parte della Compagnia Operativa di Propaganda dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. L’unità, posta al comando del Ten. Col. D’Aloya con sede in via Brera a Milano, aveva il compito di documentare l’andamento della guerra rifornendo i giornali di fotografie e i cinegiornali di immagini. Nel giugno i fotografi e cineoperatori della nuova unità vennero inviati a Venezia per effettuare un corso sull’utilizzo delle macchine da presa svolto da operatori dell’Istituto Luce. A fine agosto, come tutti i corrispondenti di guerra tedeschi, gli italiani vennero inviati in Germania per completare l’addestramento militare, che venne effettuato presso il campo di Heuberg, dove trovarono i bersaglieri della divisione “Italia”. Rientrato in Italia Viziano seguì il Btg. “Bassano” in Val Maira, poi si trasferì in Liguria dove visitò il Btg. Bersaglieri Difesa Costiera schierato lungo il fronte francese in provincia di Imperia. Qui visitò anche le unità della “San Marco”. Nel marzo del 1945 raggiunse la divisione “Italia” in Garfagnana Il fotografo Attilio Viziano fu operativo sulla Linea Gotica per circa un mese.

    Brossura, 24 x 17 cm. pag. 172 completamente illustrato con foto b/n

    Stampato nel 2017 da

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    La linea gotica occidentale ieri e oggi Vol. 2 – Carrara Alpi Apuane Lunigiana Garfagnana

    34.00

    Un appassionato e commosso viaggio nel periodo ’44 – ’45, in un’opera essenzialmente fotografica, nei luoghi delle marce e degli scontri lungo la Linea Gotica Occidentale, arricchita da alcune pagine di testimonianze dirette dei protagonisti. Frutto di tre decadi di ricerche negli archivi in Italia e all’estero, di sopralluoghi sul campo e interviste a civili e veterani, le foto d’epoca sono contestualizzate e fatte “rivivere” affiancate da inquadrature attuali delle medesime località, stile “After the Battle” e “Then and Now”. Civili e partigiani, militari nostri e di nazionalità diverse e lontane che combatterono in quei paesi, lungo quelle strade e quei crinali che possiamo percorrere con interesse e emozione anche oggi: “non è poi così lontano”.

    Brossura, 24 x 22,5 cm. pag. 240 completamente illustrato con foto b/n e varie foto a colori

    Stampato nel 2017 da Sarasota

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    La Linea Gotica sul 44° Parallelo. Campi di battaglia, Fortificazioni e Rifugi antiaerei tra la Media Valle del Serchio, la Collina Pistoiese e il Passo della Futa.

    28.00

    Bellissimo album fotografico a tutta pagina unite idealmente da un filo sottile: il 44° parallelo, la linea geografica che, nel territorio tra Lucca e Pistoia, seguiva il percorso della Linea Gotica. A corredo di queste immagini un agevole testo con descrizione dei luoghi, aneddoti e curiosità legati ad essi. Dietro a queste immagini – bunker, camminamenti, gallerie antiaeree – ci sono un luogo e tanta storia da scoprire e tante associazioni di appassionati che seguono il modello della valorizzazione storica a scopo turistico. Il volume presenta anche diverse pagine a colori che riprendono foto depoca (luoghi, immagini di reenactors storici) ma anche alcune tavole di armi e munizioni. L’aspetto più evidente di questo notevole lavoro, sono però le foto d’epoca a colori, abbastanza rare per quanto riguarda il fronte italiano.

    Brossura, 29 x 21 cm. pag. 39 + pagg. 106 illustrate colore e b/n

    Stampato nel 2014 da Associazione Culturale Sarasota

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    La linea Gustav – I luoghi delle battaglie da Ortona a Cassino

    16.00

    Una guida per andare alla scoperta dei luoghi e della storia della “Linea Gustav”, il sistema di fortificazioni che i tedeschi approntarono su disposizioni di Hitler nell’autunno 1943 dalla foce del Sangro a quella del Garigliano, un taglio trasversale dell’Italia dall’Adriatico al Tirreno per bloccare l’avanzata anglo-americana. Il volume apre con un’introduzione storica dove sono narrate con taglio divulgativo le vicende accadute su questo fronte di guerra: la battaglia di Ortona, i sanguinosi combattimenti e gli eccidi, la nascita della Resistenza, le battaglie di Montecassino culminate con la distruzione e la presa dell’Abbazia. Nella seconda parte una ricca rassegna di itinerari di visita sui luoghi degli avvenimenti della Linea Gustav da Ortona fino a Cassino, ove ancora rimangono tracce e testimonianze della lunga stagione di guerra che si concluse nel maggio 1944. Una guida storico-turistica rivolta non solo ai lettori appassionati di storia, ma anche ai semplici viaggiatori o ai turisti occasionali. Note utili corredano ogni itinerario e indicano dove dormire, dove mangiare e dove raccogliere informazioni.

    Brossura, 12,5 x 21 cm. pag. 190 quasi completamente illustrato a colori, alcune foto b/n

    Stampato nel 2014 da Mattioli

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    La Loro Seconda Pelle

    85.00

    Giancarlo Persic – Roberto Chiacchiarini

    La loro seconda pelle” è il terzo volume di Giancarlo Persic, focalizzato sullo studio dell’attrezzatura di base del Soldato tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale: cinture, fibbie), cinghie a Y e munizioni, tasche per Kar98k, con spazio anche per Baionette, ale e portapale. Questo lavoro fa seguito alle predecenti pubblicazioni “Bevevano e Mangiavano” e “Achtung Achtung Gasalarm!” nella prospettiva di portare a termine una serie di studi tutti dedicati agli oggetti della militaria tedesca che, finora, sono stati trattati sempre e solo marginalmente, nel novero di pubblicazioni dedicate all’umiformologia germanica. Questi libri sono stati realizzati in un’ottica prettamente collezionistica e gli autori si sono avvalsi di tanta collaborazione da parte dei collezionisti italiani ed europei, tuttavia, come riferiscono gli Autori, probabilmente qualcosa è “rimasro scoperto”, quindi, ben vengano uleriori studi e ricerche.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 382 riccamente illustrato con foto a colori

    Stampato nel 2024 da Luglio

     

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    La Luftwaffe en France 1939-1945. Vol. 1 De la Drole de guerre a l’invasion de la zone libre

    55.00

    Jean-Louis Roba

    Nel 1939, appena cinque anni dopo la sua costituzione, la Luftwaffe fu coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale. Grazie a personale motivato e competente, a una leadership solida e a velivoli di qualità, questa ancora giovane branca delle forze armate riuscì a ottenere ottimi risultati nei primi due anni di guerra. Dopo che il governo britannico rifiutò una pace separata, fu costretta a posizionare molte delle sue unità in Francia nel luglio del 1940 per combattere contro l’Inghilterra. Combatté giorno e notte sopra la Gran Bretagna, subendo pesanti perdite di personale poco prima dell’invasione dell’URSS nel giugno del 1941. Nel novembre del 1942, gli sbarchi alleati in Nord Africa costrinsero la Wehrmacht a occupare la zona libera della Francia, garantendo al contempo la difesa aerea della Francia meridionale. A questo punto, la carenza di unità e soldati divenne evidente e, da quel momento in poi, il comando della Luftwaffe di stanza in Francia dovette destreggiarsi tra le poche unità a sua disposizione. La Luftwaffe non si limitava alle unità aeree. In Francia erano presenti anche unità di artiglieria contraerea, paracadutisti, personale aeroportuale, truppe delle telecomunicazioni, ecc. La loro storia è raccontata in questo importante lavoro, illustrato da quasi 600 fotografie, una serie di tavole a colori dei velivoli impiegate. Molte delle immagini, sono inedite.

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    La Luftwaffe Face Au Debarquement – Normandie 6 Juin – 31 Aoot 1944

    74.00

    Nuova edizione, riveduta, corretta ed arricchita di foto, più alcune pagine uniformologiche a colori e tavole dei mezzi aerei (sempre a colori) di un classico volume delle edizioni Heimdal avente per tema la Luftwaffe di fronte allo sbarco alleato in Normandia e in seguito ad esso. Viene anche presentato un panorama completo sulle operazioni della caccia tedesca in Normandia, nei cieli dell’Ile de France e poi in Provenza, in seguito allo sbarco alleato sulle coste francesi del Mediterraneo. Le cose non andarono esattamente come riportate dal film “Il giorno più lungo” dove un piccolo gruppo di caccia tedeschi mitraglia una spiaggia dello sbarco e subito dopo si eclissa… Nel 19999 il libro, avente lo stesso titolo, pubblicato da Heimdal forni informazioni dettagliate sulle operazioni aerre seguite allo sbarco. Se è vero che lo strapotere alleato potè contare su 15.00 sortite nella giornata del 6 giugno, la Luftwaffe ne operò 300 e nei 4 giorni sucessivi, circa 1300. Quasi 500 aerei da caccia, appartenenti a vari Gruppi, operarono contro gli Alleati, con un picco registrato il 20 agosto quando, 580 FW-190 e Messerschmitt ME-109G intervenivano nella battaglia, mentre la Wehrmacht completava le operazioni di ritirata. Con un rapporto di 1:10 con l’aviazione alleata, i cacciatori tedeschi diedero un apporto importantissimo alla campagna di Francia, scontrandosi in combattimento con centinaia di Mustang, Thunderbolt, Typhoon e Spitfire, pagando un forte tributo di sangue ma, riportando anche tra il 6 giugno e il 31 agosto, circa 1200 vittorie aeree a dimostrazione della loro determinazione e del loro coraggio.

    Rilegato, 21,5 x 30,3 cm. pag. riccamente illustrato con fot b/n e alcuni profili e foto a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2018 da Heimdal

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    La lupa e il Sol Levante. Italia e Giappone tra Pearl Harbor e Salò

    15.00

    Tommaso de Brabant

    Il 7 dicembre 1941, formidabili squadre aeree giapponesi attaccarono una grande flotta di corazzate statunitensi ancorate a Pearl Harbor, nelle isole Hawaii: lo scontro trascinò nella Seconda Guerra Mondiale i due imperi più aggressivi dello scacchiere internazionale, mutando il corso della storia. Nell’ottantesimo anniversario di quell’evento, La Lupa e il Sol Levante esplora le relazioni tra il Giappone del Tenno e l’Italia del Duce: due Nazioni che, malgrado le iniziali distanze e la reciproca diffidenza, si trovarono alleate nella disavventura bellica. Un’epopea straordinaria e controversa, ancora sconosciuta – nei suoi dettagli e nei suoi retroscena – al grande pubblico. Il presente saggio, arricchito dalla prefazione di Marco Valle, vuole restituire una ricostruzione esaustiva dei fatti e dei personaggi che condizionarono le sorti di un’alleanza che coinvolse avventurieri e soldati, eroi e traditori, aviatori e diplomatici

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 210

    Stampato nel 2021 da Passaggio al Bosco

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    La marina imperiale giapponese

    20.00

    Questa è la storia della battaglia disperata per il Pacifico, densa di azioni e quasi fantastica nei suoi sviluppi, narrata dal punto di vista giapponese. Le sorprese sono molte. Pochi sanno, ad esempio, come lo stato maggiore della Marina giapponese, e molti ufficiali, abbiano lottato fino all’ultimo per tenere il paese al di fuori del conflitto con gli Stati Uniti, e nessuno sa indicare con certezza chi e quali cause determinarono veramente la disastrosa sconfitta delle Midway. Ancora, molti ignorano che quella che doveva probabilmente essere una facile vittoria a Leyte si sia trasformata in una sanguinosa rotta della flotta a causa di una drammatica ribellione agli ordini ricevuti. Masanori Ito rivela gli errori, gli equivoci e il cieco fanatismo che portarono alla rovina una delle flotte più potenti al mondo. Intossicati dalle grida festanti che riempirono l’aria, la notte in cui giunse la notizia dell’attacco a Pearl Harbor, i giapponesi credettero di avere in mano la vittoria, ma per gli ammiragli imperiali era chiaro come quella stessa notte indicasse l’inizio della fine… Allo scoppio della Seconda guerra mondiale la Marina nipponica, la terza del mondo in ordine di potenza, possedeva alcune delle navi più formidabili che avessero mai solcato i mari. In meno di quattro anni cadde nell’oblio!

    Brossura, 15,3 x 20,7 cm. pag. 298 con vari foto e cartine b/n

    Stampato nel 2015 da Odoya

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    La Marina italiana nella Seconda Guerra Mondiale

    30.00

    James J. Sadkovich

    “La Marina italiana nella seconda guerra mondiale” è il corposo risultato di un’approfondita indagine storiografica e di una ricerca che ha portato l’autore a confrontarsi con una straordinaria mole di materiale documentario, pressoché tutto quanto è stato scritto sull’argomento negli ultimi sessant’anni, riguardante le operazioni navali e aeronavali condotte dalla Regia Marina nei trentanove mesi che, dal 1940 al 1943, la videro impegnata in una logorante attività bellica nei teatri di guerra del Mar Mediterraneo durante il secondo conflitto mondiale. In un’opera controcorrente rispetto alla lettura “ufficiale” degli eventi che è stata ispirata dalla predominante storiografia di scuola angloamericana, James J. Sadkovich compie un’analisi che si propone di emendare dagli stereotipi l’operato della forza navale italiana e di offrire una valutazione, sulla base del dato effettuale, del suo apporto bellico, per lo più sminuito dalla propaganda britannica. La Regia Marina non vinse la guerra, ma, è la conclusione di Sadkovich, affiancata dall’Aeronautica e con il saltuario concorso del poco affidabile alleato germanico, essa bloccò le forze navali e aeronautiche britanniche e fece dell’Italia l’attore principale dell’Asse negli oltre tre anni della sua belligeranza nel Mediterraneo. Le gesta della Marina italiana durante la seconda guerra mondiale, finalmente al di là di ogni stereotipo.

    Brossura, pag. 544 + 32 di foto b/n

    Stampato nel 2006 da Libreria Editrice Goriziana

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    La Marina Militare 1861-1991 – Compendio di 130 anni di vita

    46.00

    Panoramica sintetica ma esauriente degli avvenimenti storici che hanno caratterizzato l’esistenza della Marina italiana dalla nascita alla Guerra del Golfo. L’opera non si limita all’illustrazione della politica marittima, delle operazioni navali e delle caratteristiche tecniche delle navi, ma affronta in maniera organica ed originale anche temi di carattere sociale e politico in rapporto alla nazione che sono stati generalmente poco trattati in passato. L’opera ha una connotazione generale, in modo da potersi volgere ad un pubblico più vasto possibile per far conoscere, al di là degli specialisti o degli appassionati di storia navale, le vicende della nostra Marina.

    Rilegato, 20 x 26 cm. pag 248 con circa 23 foto b/n

    Testo bilingue italiano/inglese

    Stampato nel 2007 dall’Ufficio Storico della Marina Militare

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    La Marina Militare Italiana nel mar Nero 1942-1943

    32.00

    Francesco Mattesini

    Nel pieno della Seconda guerra mondiale, quando il Mar Nero diventa uno dei teatri più insidiosi del conflitto navale, un pugno di uomini della Regia Marina italiana scrive una delle pagine più audaci e meno conosciute della storia militare. Il libro ricostruisce, con ritmo narrativo e rigore storico, l’azione del MAS 568, il motoscafo d’assalto che nel 1942 riuscì a silurare l’incrociatore sovietico “Molotov”, colosso della Flotta del Mar Nero. Attraverso testimonianze, documenti d’archivio e analisi tattiche, il racconto porta il lettore a bordo di quelle piccole unità leggere italiane – progettate per la velocità e il coraggio – che operarono lontano da casa, in condizioni estreme e spesso ignorate dalla grande storiografia. Un’opera che illumina un episodio straordinario, restituendo voce ai protagonisti e offrendo una nuova prospettiva sul ruolo della Marina Militare Italiana in un fronte dimenticato ma decisivo.

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    La Marina tedesca 1939-1945 – Azioni belliche e scelte operative

    28.00

    Quando il 3 settembre 1939 Gran Bretagna e Francia dichiararono guerra alla Germania, la Marina tedesca era assolutamente impreparata a sfidare le flotte delle due potenze alleate che, pur dovendo presidiare anche il Mediterraneo e le colonie asiatiche minacciate da Italia e Giappone, schieravano 22 navi da battaglia, 7 portaerei, 83 incrociatori, 255 cacciatorpediniere e 135 sommergibili. La distruzione della Kriegsmarine fu evitata grazie alla caduta della Francia – che mise a disposizione tedesca le basi da cui porre sotto assedio le isole britanniche – e all’audace applicazione di una “strategia della dispersione” volta a valorizzare l’impiego combinato di mezzi di superficie, subacquei e aerei, elaborando nuove tattiche operative (come il “branco di lupi” per gli U-Boot) o aggiornando al XX secolo antichi metodi di guerra, dalle navi corsare ai campi minati. Gli ammiragli tedeschi furono costretti ad architettare operazioni poco ortodosse, intercettando le linee di traffico mercantile avversario con un pugno di U-Boot e speciali “corazzate tascabili”, impiegando armi come le mine magnetiche e lanciando rischiose operazioni contro paesi neutrali ma strategici in vista del confronto con Londra e Parigi. I risultati furono ambivalenti, con alcuni spettacolari successi pagati però a caro prezzo. Prefazione dell’ammiraglio Gianni Vignati.

    Cartonato con sovracopertina, 16,5 x 22 cm. pag. 593 con circa 219 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2013 da Odoya

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    La medaglia di Memel

    16.00

    Il 22 marzo 1939, in quella che possiamo definire una delle ultime azioni importanti senza spargimenti di sangue prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il distretto di Memel, appartenente alla Lituania, venne annesso alla Germania ed il giorno successivo le truppe tedesche marciarono nella città e nel territorio appena ottenuto. Il primo maggio del 1939, per commemorare il “ritorno” di Memel e per rendere omaggio a chi aveva preso parte a questa ulteriore annessione, Hitler istituì la terza delle cosiddette “medaglie delle guerre dei fiori”, la Medaille zur Erinnerung an die Heimkehrer des Memellandes, altrimenti conosciuta con il diminutivo di Memel-Medaille o medaglia di Memel. Questo libro interamente dedicato alla famosa medaglia di Memel è il frutto del lavoro di ricerca e comparazione di questi ultimi anni da parte dell’Autore che ha inoltre confrontato i modelli conosciuti come originali con quelli considerati delle repliche cercando delle prove in ogni direzione, compreso nelle immagini dei cataloghi d’epoca, per stabilire e supportare le diverse teorie che nel corso degli anni si sono succedute nell’analisi delle varie tipologie di questa specifica medaglia.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 128 completamente illustrato a colori

    Stampato nel 2013 da Marvia

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    La memoria non condivisa – (Venezia Giulia contesa 1914-1941)

    20.00

    L’autore dopo “Foibe, Una tragedia annunciate” e “Venezia Giulia 1943” conclude la sua trilogia giuliana ripercorrendo, dal primo conflitto mondiale alla campagna militare italo-tedesca del 1941, le tappe fondamentali della questione dei confini orientali e di una memoria storica tra italiani e slavi ancora oggi non condivisa.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 204 + 31 pagine fuori testo con illustrazioni , cartine, foto e tabelle b/n

    Stampato nel 2007 da Settimo Sigillo

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    La mia avventura con Teseo Tesei

    20.00

    Accompagnata da disegni originali, fotografie e la riproduzione di due documenti autografi di Teseo Tesei, questa è una nuova edizione limitata del libro di Elios Toschi:”Tesei e i cavalieri subacquei”. Scritto da uno dei protagonisti della storia della navigazione, della guerra e del lavoro subacqueo, è un autentico diario, leggibile e avvincente, che esplora anche i timori, le preoccupazioni come gli ideali e le scelte di quegli uomini intrepidi.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 176 con 38 illustrazioni b/n e colori

    Stampato nel 2009 da Sarasota

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    La mia guerra – Nelle Ardenne con la Wehrmacht

    12.00

    Come centinaia di migliaia di soldati italiani abbandonati e traditi dall’annuncio dell’ armistizio, l’8 settembre 1943, firmato da Badoglio con gli anglo-americani, anche l’autore di questo libro, venne fatto prigioniero dai tedeschi. Nel campo di prigionia di Innsbruck, si ritrova con altre decine di camerati che decidono – chi per dignità militare, chi per orgoglio, chi per fedeltà all’ideale fascista – di continuare a combattere a fianco dell’alleato tedesco. Danilo Bregliano, “Breda” per i suoi camerati, che in Italia era tenente dell’antiaerea, viene così inquadrato nella “Flak” della Wehrmacht. In queste pagine sono raccontati, in modo schietto, semplice e, a volte, poetico, episodi di guerra, di amicizia e di amore che l’autore ha vissuto in quella tragica ma nobile esperienza della sua vita. È la testimonianza di un uomo, prima ancora che di un soldato, e del suo senso di fedeltà che si rispecchia anche nel suo insospettabile compagno di avventure e disavventure: il cane Harras

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 130 con alcune immagini b/n

    Stampato nel 2016 da Ritter

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    La milice francaise meurt en italie. Mars-avril 1945

    39.00

    Lucien Manganelle

    Marzo 1945. L’Europa sta crollando, la Germania è in ritirata, su tutti i fronti e, nel caos di una guerra che volge al termine, un pugno di uomini si rifiuta di arrendersi. Sono gli ultimi fedeli della milizia francese, gettati sulle strade dell’esilio, braccati in Francia, disprezzati in Germania e infine mandati a morire in Italia. Joseph Darnand, Himmler, Pétain, le SS francesi della divisione Charlemagne: questo libro svela i retroscena di una storia disperata, tra illusioni infrante e impegni portati a termine, nonostante gli esiti già scritti…

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 272 con alcune foto a colori e b/n e la riproduzione di documenti

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2025 da Memorabilia

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    La Muraille de Normandie – Le mur de l’Atlantique de Cherbourg au Havre

    25.00

    Questo libro descrive le diverse posizioni fortificate dalla costa del Cotentin alla foce della Senna. Analizza la strategia di posizionamento tedesca e i diversi tipi di struttere messe in opera, con l’utilizzo di foto d’epoca e disegni di strutture difensive. Viene anche analizzata la fase di preparazione dello sbarco da parte degli Alleati, la fase del D-Day con l’attacco alle posizioni tedesche le ultime sacche di resistenza a Cherbourg e Le Havre.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 192 illustrato con foto b/n e a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 1999 da Citedis Edition

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    La notte di Taranto – 11 novembre 1940

    29.00

    Francesco Mattesini

    La notte tra l’11 e il 12 novembre del 1940 la Squadra Navale italiana, trovandosi in gran parte riunita nel grande porto di Taranto perché l’indomani sarebbe dovuta salpare per effettuare un bombardamento navale contro la base britannica di Suda (Creta), fu attaccata in modo coordinato da aerosiluranti e bombardieri Swordfish decollati dalla nuova portaerei britannica Illustrious. Morirono 58 marinai italiani e molti altri rimasero feriti, mentre sei unità di guerra furono danneggiate, quattro delle quali in modo grave. L’episodio viene ricordato come “la notte di Taranto” o “l’attacco di Taranto”, evento che interessò anche la Marina Imperiale giapponese, che nel maggio 1941 mandò a Taranto un sua delegazione per avere le maggiori informazioni su quell’episodio, per poi effettuare, il 7 dicembre 1941, un proprio attacco in scala maggiore contro la grande base statunitense di Pearl Harbour, riuscendo ad affondare due corazzate e a danneggiarne altre cinque. Nell’attacco a Taranto, praticamente la metà delle sei corazzate italiane presenti alla fonda nel Mar Grande, la Conte di Cavour, la Duilio e la Littorio furono messe fuori combattimento con siluri, mentre tra le navi minori danneggiate da bombe, l’incrociatore Trento riportò le maggiori avarie. L’Operazione “Judgement”, coordinata dalla FAA con la RAF di Malta, che assicurò il servizio di ricognizione, rappresentò una grande e indiscutibile vittoria britannica e dell’ufficiale che la portò a compimento, il Comandante della Flotte del Mediterraneo (Mediterranean Fleet), ammiraglio Andrew Browne Cunningham.

    Brossura, 17,5 x 25,5 cm. pag. 236 con numerose foto b/n

    Stampato nel 2020 da Soldiershop

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    La notte piangevo. Prigioniero in Sudafrica. Canazei – Zonderwater 1941-1946

    15.00

    Luigi Dantone

    Luigi Dantone l’11 aprile 1941 si imbarcò a Napoli per partecipare alle operazioni militari in Africa Settentrionale con il 9° Autoreparto misto, della Divisione motorizzata “Trento”. Il 4 dicembre 1941, durante la seconda battaglia di Bir el Gobi, venne catturato dagli inglesi. Trasferito in un campo ad Alessandria d’Egitto, fu registrato come P.O.W 176123. Venne poi trasferito nel campo numero 306 di Geneifa a ridosso del canale di Suez. Il 22 dicembre del 1941 fu imbarcato sul piroscafo “S.S. City of Canterbury” che lo portò a Durban in Sudafrica. Sbarcato il 7 gennaio 1942 venne tradotto per ferrovia nel campo di Zonderwater nel Transvaal dove rimase fino al gennaio/febbraio del 1943. Successivamente fu trasferito nel Campo di Worcester. Nel luglio del 1946 venne nuovamente internato a Zonderwater. Solo a fine dicembre del 1946 venne rimpatriato. Il libro contiene anche la corrispondenza che Luigi Dantone aveva avuto con una ragazza prima della partenza per l’Africa. Lei, dopo molte vicissitudini e lutti, al termine della guerra diventerà la moglie.

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    La Panzer Lehr Division – Le Choc des Allies Brise L’Arme D’Elite de Hitler. Normandie Lorraine Ardennes – ( Germania II G.M.)

    180.00

    La 130. Panzer-Lehr-Division, meglio conosciuta coma Panzer-Lehr, fu una divisione corazzata d’elite della Wehrmacht dura nte la 2 G.M. Il nucleo originario della divisione, il Panzer-Lehr-Regiment, venne formato il 1º ottobre 1937 su di un battaglione carri e uno di cacciacarri, e il 7 luglio 1939 il reggimento si unì al II battaglione dell’Infanterie-Lehr-Regiment “Döberitz” per formare il Panzer-Lehr-Regiment “Wünsdorf”. Alcune unità del reggimento vennero. impiegate nella campagna di Francia e, all’inizio del 1941 insieme ad altri reparti diedero vita alla 900. Panzer-Lehr-Brigade che prese parte all’Operazione barbarossa contro l’Unione Sovietica come parte dell’Heeresgruppe “Mitte”, arrivando alle porte di Mosca. All’inizio del 1942 i resti della 900. Panzer-Lehr-Brigade furono rimpatriati e nuovamente incorporati nel Panzer-Lehr-Regiment, che tuttavia dovette cedere nuovamente il suo II battaglione di fanteria per la formazione del 901. Panzer-Lehr-Regiment. Questo reparto, che venne equipaggiato con semicingolati, prese parte alle operazioni nella Russia meridionale nel corso dell’inverno 1942 venendo successivamente rimpatriato e riorganizzato nella primavera dell’anno successivo. Inviato dapprima in Grecia per contrastare un’eventuale invasione Alleata nella tarda Primavera del 1943, e successivamente nella zona del carso nel settembre del 1943, dove venne impiegato contro le truppe italiane, venne in seguito trasferito in Croazia, dove operò contro i partigiani jugoslavii fino al suo rientro in Germania nel novembre del 1943. Prima ancora che la divisione avesse completato la sua formazione e il suo addestramento, nel marzo del 1944 venne trasferita al confine con l’Ungheria per essere impiegata nell’Operazione “Margarethe”, ossia l’occupazione del paese magiaro da parte delle truppe tedesche per impedire la caduta del governo fedele al Terzo Reich. Alla fine di questa operazione, condotta senza combattimenti, la divisione venne nuovamente trasferita in F

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    La Percee de la Kampfgruppe Peiper dans les Ardennes

    45.00

    Hugues Wenkin – Christian Dujardin

    Il Kampfgruppe Peiper era la punta di diamante della 6. Panzer-Armee nelle Ardenne, responsabile di aprire la strada all’offensiva corazzata tedesca verso la Mosa e Anversa. Dotato di una notevole potenza di fuoco, riuniva i veterani più motivati ​​del Terzo Reich. L’unità di Peiper avrebbe dovuto avanzare senza preoccuparsi dei propri fianchi, conquistando i ponti che attraversano la Mosa prima che l’esercito americano avesse il tempo di reagire. Dopo un inizio difficile, la colonna corazzata tedesca sfondò la cortina difensiva alleata e si diresse verso il suo obiettivo. Doveva attraversare le Ardenne, una zona facile da difendere che il comando americano sfrutta per guadagnare tempo. I ponti furono fatti saltare uno dopo l’altro davanti agli uomini di Peiper. A corto di carburante, si è ritrovò, isolato su un promontorio a La Gleize. Basandosi sui resoconti dei combattimenti di entrambi gli schieramenti, questo libro analizza lo svolgersi degli eventi, minuto per minuto, e spiega le ragioni del fallimento di Peiper, che tuttavia aveva, sulla carta, tutte le carte in mano per vincere.

    Rilegato, 21 x 30 cm. pag. 224 riccamente illustrato con foto b/n e alcune cartine e foto a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2024 da Heimdal

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    La Percee du Bocage – 30 Juillet-16 aout 1944 Vol 1: Villers-Bocage, Aunay sur Odon, Le Mont Pincon, Conde’ sur Noireau

    65.00

    Dopo l’Operazione “Cobra”, Montgomery decise di trasferire le divisioni del VIII Corpo d’Armata e del XXX Corpo d’Armata nel perimetro di Caumont per un attacco che avrebbe dovuto essere lanciato il 30 luglio 1944. L’operazione si concluse con la presa di Mont Pinçon il 9 agosto a 15, e il successivio attacco verso Flers. Le perdite britanniche furono però molto pesanti, in quanto gli Inglesi dovettero scontrarsi con i “Tigre” e i “Jadgpanther” delle unità d’elite tedesche. Questo studio si basa sulla documentazione Alleata e tedesca, mappe, testimonianze (per la maggior parte inedite), oltre ad un apparato fotografico sempre di ottima qualità come d’altronde per tutti i libri delle edizioni Heimdal.

    Rilegato, 22 x 31 cm. pag. 432 interamente illustrato con foto spesso inedite, mappe, simboli e distintivi di reparto a col e b/n

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2014 da Heimdal

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    La Percee Du Bocage Vol. 3. Vassy. Tinchebray. Flers. Putanges

    69.00

    Stphane Jacquet – Marc Henri Barrabe

    Dopo il successo dei primi due volumi, che presentavano meticolosamente lo sfondamento del XXX e VIII Corpo britannico attraverso il bocage nella seconda metà di agosto 1944, ecco l’ultima puntata di questa serie, che descrive giorno per giorno, ora per ora, la carica delle truppe inglesi fino ad Argentan e il loro contributo alla chiusura della sacca di Chambois-Falaise, dal 5 al 20 agosto 1944. All’inizio di agosto, per le forze tedesche, l’obiettivo era innanzitutto quello di stabilire una linea difensiva da Vire a Aunay-sur-Odon, il cui perno era nel villaggio di Estry, in particolare per evitare l’annientamento a nord della sacca di accerchiamento che si stava formando (che sarebbe diventata la famosa Kessel di Falaise). In un caldo soffocante, inizia la battaglia di Estry, che durerà otto giorni! L’operazione Grouse consente agli inglesi di liberare Vassy e Tinchebray, poi Flers, Aubusson, Putanges, Briouze… Il 14 agosto 1944, Eisenhower ordinò a ogni soldato alleato di dare il massimo per sfruttare la situazione (allora estremamente favorevole), con l’obiettivo di ottenere una vittoria decisiva in Francia. Mentre l’esercito tedesco si ritirava verso la Senna, i “Tommies” della 15ª Divisione di fanteria scozzese, dell’11ª Divisione corazzata e della 3ª Divisione di fanteria proseguivano incessantemente la loro avanzata attraverso le siepi, ingaggiando aspri combattimenti. Di fronte a loro, sebbene in netta inferiorità numerica, le divisioni Fallschirmjäger e Panzer si aggrapparono tenacemente alle loro posizioni.

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    La Posta Militare Italiana 1939/1945 – IV Edizione

    45.00

    Quarta edizione del libro di Giuseppe marchesa sulla posta militare italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Un volume più… asciutto rispetto ai precedenti due tomi del 2000-2002, revisionato nei testi e nelle date (vi hanno collaborato Renato Ghiotto e Piero Macrelli), aggiornato nelle immagini e soprattutto nelle valutazioni, queste espresse in punti ma equivalenti a stime in euro. In 416 pagine, ecco il quadro generale delle formazioni militari, letto attraverso il supporto postale di riferimento. Quindi, le strutture burocratiche centrali, le realtà attive in Africa Orientale e poi tutti gli uffici ordinati in base al numero di distinzione impiegato.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag 404 illustazioni b/n

    Stampato nel 2011 da Associazione Italiana Collezionisti Posta Militare e Storia Postale

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    La prima battaglia delle Alpi 10-25 giugno 1940

    20.00

    Il 10 giugno 1940 l’Italia dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Per molti storici e militari italiani e francesi la prima battaglia delle Alpi è costituita da una serie di combattimenti lungo la frontiera italo-francese tra le truppe italiane, comandate dal principe Umberto di Savoia, e l’Armata delle Alpi francese, comandata dal generale Olry. A onor del vero i Francesi dovettero combattere contro gli Italiani, sulle Alpi e sul litorale della Costa Azzurra, e contro i Tedeschi, presso l’Isère e il lago di Bourget. Le decisioni prese dal generale Olry hanno avuto un peso non indifferente nelle clausole di armistizio. L’Armata delle Alpi riuscì a portare a termine il compito ricevuto e i suoi uomini non dovettero subire la prigionia come i loro commilitoni del Nord della Francia.

    Cartonato, 17,5 x 24,5 cm. pag. 187 illustrato con circa 170 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2010 da Chiaramonte Editore

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    La prima battaglia navale della Sirte (17 Dicembre 1941)

    29.00

    La notte del 8-9 novembre 1941 si verificò quella che, assieme alla Battaglia di Capo Matapan, fu la maggiore sconfitta della Marina italiana nella Seconda Guerra mondiale. Ciò avvenne a sud delle coste meridionali della Calabria quando, un convoglio di sette navi mercantili, denominato “Beta” (o “Duisburg”), che era scortato da due incrociatori pesanti e ben dieci cacciatorpediniere, fu letteralmente distrutta da un piccola formazione navale britannica (Forza K), da pochi giorni distaccata a Malta, costituita da due piccoli incrociatori leggeri e due cacciatorpediniere. Dal quel momento si determinò uno stato di crisi sulle rotte libiche che soltanto in seguito all’operazione M.42, che portò alla Battaglia della Prima Sirte, avrebbe permesso alla Regia Marina, con l’appoggio determinante della Luftwaffe, dei sommergibili tedeschi, dei mezzi d’assalto e degli sbarramenti minati italiani di riprendere il controllo nel Mediterraneo Centrale, ed assicurare un rifornimento continuo alla Libia.

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    La quarta guerra punica. Libia, 10 giugno 1940-23 gennaio 1943

    15.00

    Carlo De Risio

    L’antica Roma combatté dal 264 al 146 a.C. tre guerre puniche, prima di avere ragione di Cartagine, che sorgeva nella regione della odierna Tunisi. Sicilia, Sardegna, Corsica, Spagna cioè l’intero bacino centro occidentale del Mediterraneo furono assicurati al dominio di Roma. Negli anni Trenta del secolo scorso nel segno del Littorio, Mussolini volle rinverdire i fasti dell’antica Roma e decine di migliaia di coloni (“Consule” Italo Balbo) furono inviati in Libia e sorsero molti ridenti villaggi. Questa la situazione, quando fu mossa guerra all’Inghilterra, la “Cartagine moderna”, secondo l’ala dura del regime fascista. In questo volume l’autore ci racconta con l’ausilio di testimonianze storiche tutte le dinamiche e i retroscena che segnarono l’avventura italiana in territorio libico, il nostro armamentario non poi così deficitario, la negligenza dell’alto comando, le sprovvedute avanzate inglesi, il coraggio delle divisioni che non cedettero e la conclusione delle ostilità con El Alamein dove mancò la “fortuna”, nell’analisi delle battaglie che segnarono profondamente la campagna dell’asse nel secondo conflitto mondiale.

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    La questione di Osimo. Storia di un trattato 1945-1975

    18.00

    Giuseppina Mellace

    La genesi del Trattato di Osimo risale agli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, quando l’Italia fascista si era legata al Reich, e alla Pace di Parigi, che nel 1947 portò il paese sul banco degli imputati da punire duramente. Il confine orientale ne pagò le spese con profonde mutilazioni territoriali e lo svolgersi del drammatico esodo giuliano-dalmata, mentre il mondo si risollevava dalle macerie della guerra. Nella Venezia Giulia si continuò a combattere una battaglia sottaciuta, nell’assordante silenzio imposto dalla cultura ufficiale del tempo. Con il Memorandum di Londra (1954) e il fallimento degli incontri fra Italia e Jugoslavia, si giunse nel 1975 al Trattato di Osimo, che cristallizzò in confine definitivo la vecchia linea di demarcazione segnata provvisoriamente. Con una ricca analisi suffragata da ricerca archivistica, l’Autrice si sofferma sui retroscena dei vari documenti ufficiali e sulla preparazione del Trattato, nonché sulle conseguenze per Trieste, la Venezia Giulia, e il più ampio Confine orientale.

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    La quinta sponda Una storia dell’occupazione italiana della Croazia 1941-1943

    22.00

    Alberto Becherelli – Paolo Formiconi

    La presenza del Regio Esercito in Croazia nel periodo ‘41 – ‘43 rappresenta un caso particolarissimo, unico, nella nostra storia militare e, probabilmente, non solo nella nostra. Aver ottenuto l’annessione di quasi tutta la Dalmazia rese particolarmente difficili sin dall’inizio i rapporti con il nuovo “Stato Indipendente Croato” e la situazione non migliorò quando i comandi italiani cercarono di far fronte alle persecuzioni ed alle stragi perpetrate dalle milizie nazionaliste croate “Ustascia” contro serbi ed ebrei. Con l’entrata in guerra della Russia sovietica ebbe inizio la guerriglia partigiana e le truppe italiane dovettero operare pure all’interno della Croazia, appoggiandosi anche alle formazioni dei “Cetnici”, i partigiani monarchici in maggioranza serbi e le relazioni italo-croate si fecero ancora più tese. Tali rimasero fino al settembre del 1943, mentre sempre più pesante si faceva l’ingerenza della Germania nazista che, almeno formalmente, aveva attribuito la Croazia alla sfera di influenza italiana. Il libro esamina la complessa situazione politico-militare in cui dovettero operare le nostre truppe, opponendosi ad una guerriglia durissima.

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    La Regia Aeronautica alla Guerra di Grecia

    15.00

    La campagna di Grecia, combattuta dal 28 ottobre 1940 al 23 aprile 1941, resta ancora oggi una pagina emblematica di certa casta militare italiana incompetente, superficiale ed incosciente, ed in parte anche fellone, che proseguiva nel costume, mai d’altronde troppo vituperato e giammai punito in modo esemplare, di regalarci giornate amarissime come Custoza, Lissa, Adua, Caporetto. Orazio Ferrara ci aiuta a delineare le condizioni politiche e militari in cui le regie forze armate, attaccarono la Grecia e la conseguente condotta delle operazioni.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 142 con circa 255 tra foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da IBN

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    La Regia Aeronautica nella 2ª Guerra Mondiale – Dai diari di guerra: 1940-1942

    29.00

    Queste pagine, che non hanno la pretesa di essere completamente esaustive e di riportare tutta la documentazione inerente le vicende aeree italiane durante la Seconda Guerra Mondiale, registrano con la massima fedeltà le azioni giornaliere su tutti i fronti in cui operarono gli aviatori italiani della Regia Aeronautica, lasciando ai lettori il giudizio sugli avvenimenti. Tra gli argomenti trattati: l’aviazione italiana negli anni 1930-40; il fronte occidentale alpino e l’attacco alla Francia; il fronte dell’Africa Settentrionale nel 1940; la R.A. nella battaglia d’Inghilterra 1940-41; l’attacco alla Grecia 1940-41; l’Aeronautica nell’Egeo 1940-41: le operazione dell’Aeronautica dalla Sardegna nel 1941; la guerra nell’Africa Orientale Italiana nel 1940-41; il fronte dell’Africa Settentrionale nel 1941; il fronte dell’Africa Settentrionale nel 1942; le operazioni dell’Aeronautica dalla Sardegna nel 1942; le operazioni areree nell’Egeo nel 1942 e un capitolo dedicato alle poco conosciute vicende della caccia notturna. Il corposo testo è accompagnato da numerosissime fotografie originali.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 574 con circa 432 foto originali in b/n

    Stampato nel 2013 da IBN

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