La guerra rivoluzionaria jugoslava – 1941-1945 Ricordi e riflessioni

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La guerra partigiana in Jugoslavia, combattuta tra 1941 e 1945, viene raccontata in questo volume dal punto di vista di chi la visse da protagonista. È il diario di Milovan Djilas, figura chiave del movimento di Liberazione e della scena politica jugoslava nel secondo dopoguerra. L’Autore rievoca con grande efficacia eventi di alta drammaticità, approfondendone la lettura con un sapiente lavoro di introspezione psicologica unito a una lucida analisi politica. Il suo resoconto di imprese diventate epiche e di tragedie immani, come la sanguinosa battaglia della Neretva e le drammatiche ritirate attraverso le selvagge montagne del Montenegro e della Bosnia, le rivelazioni riguardanti retroscena ed episodi assolutamente inediti, la testimonianza dell’evoluzione dalla sua passione rivoluzionari,a al disincanto nei confronti del nuovo corso voluto da Tito che, lo porterà nel 1954, ad essere espulso dal comitato centrale del partito comunista jugoslavo e da ogni incarico pubblico, per le sue posizioni sempre più severe nei confronti del regime titino. Nei numerosi anni trascorsi in carcere continuò a scrivere e, nonostante continuasse a credere nel socialismo, rimase un dissidente rispetto al sistema del suo paese e alle deformazioni di quello comunista in generale, predicendo tra l’altro il conflitto etnico e la dissoluzione della Jugoslavia.

Brossura, 14 x 21 cm. pag. 535

Stampato nel 2011 da Libreria Editrice Goriziana

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Descrizione

Milovan Djilas

La guerra partigiana in Jugoslavia, combattuta tra 1941 e 1945, viene raccontata in questo volume dal punto di vista di chi la visse da protagonista. È il diario di Milovan Djilas, figura chiave del movimento di Liberazione e della scena politica jugoslava nel secondo dopoguerra. L’Autore rievoca con grande efficacia eventi di alta drammaticità, approfondendone la lettura con un sapiente lavoro di introspezione psicologica unito a una lucida analisi politica. Il suo resoconto di imprese diventate epiche e di tragedie immani, come la sanguinosa battaglia della Neretva e le drammatiche ritirate attraverso le selvagge montagne del Montenegro e della Bosnia, le rivelazioni riguardanti retroscena ed episodi assolutamente inediti, la testimonianza dell’evoluzione dalla sua passione rivoluzionari,a al disincanto nei confronti del nuovo corso voluto da Tito che, lo porterà nel 1954, ad essere espulso dal comitato centrale del partito comunista jugoslavo e da ogni incarico pubblico, per le sue posizioni sempre più severe nei confronti del regime titino. Nei numerosi anni trascorsi in carcere continuò a scrivere e, nonostante continuasse a credere nel socialismo, rimase un dissidente rispetto al sistema del suo paese e alle deformazioni di quello comunista in generale, predicendo tra l’altro il conflitto etnico e la dissoluzione della Jugoslavia.

Brossura, 14 x 21 cm. pag. 535

Stampato nel 2011 da Libreria Editrice Goriziana 

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