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    Il mito europeo – Le culture che ci hanno preceduto

    22.00

    Il mito europeo è il potente sussurro di una cultura stabile, poliedrica e versatile. L’essere umano si è mosso nel tempo, al di là del proprio luogo di nascita, molto più di quello che noi si possa immaginare guardandolo dall’alto in basso a cavallo dei motori a scoppio. In questo “quaderno degli appunti” si esprime un pensiero sull’irradiamento delle genti europee negli altri continenti, fin dagli albori della storia. Il popolo europeo deve ritrovare la consapevolezza della propria divinità spirituale, innanzitutto riconoscendo il percorso culturale attraverso il tempo terrestre. Il triplice triangolo, qui rappresentato, è il cosiddetto Cuore di Odino. Indica una direzione, o meglio il triplice intento nella medesima direzione. È un simbolo di stabilità, di potenza e di vittoria, nonché uno scudo a difesa delle energie negative. Potrebbe anche essere inteso come la tripartizione delle potenze divine ed umane e i continenti europeo, asiatico e africano, identificando la cosiddetta “età di mezzo”. Età che deve concludersi con la vittoria delle energie positive, passando attraverso la conoscenza di chi noi siamo stati.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 172 + 68 pagine fuori testo con circa 95 foto b/n

    Stampato nel 2012 da Ritter

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    Il mito polare – L’archetipo dei Poli nella scienza nel simbolismo e nell’occultismo

    21.50

    Partendo dalla leggende sull’antica Età dell’Oro – alcuni ritengono sia scomparsa per lo spostamento dell’asse terrestre -, il libro è un accattivante viaggio attraverso la cosmologia e l’occultismo, le teorie più note o più singolari sul segreto dei Poli, le tradizioni popolari di un mitico regno segreto che riemerge ciclicamente nei secoli. Anche attraverso lo studio di racconti che si riferiscono ad un’antica razza vissuta nelle regioni artiche – la Razza Ariana – l’autore analizza inoltre la moderna ideologia nazista, la sua ispirazione “polare” e i possilbili legami con altri misteri, inclusi gli UFO, la Terra Cava e il regno segreto di Agartha. La trattazione è poliedrica, dotta e competente e fa largo riferimento alle fonti originali.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 290 con 27 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2001 da Edizioni Mediterranee

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    Il mitra Thompson

    15.00

    Messo a punto verso la fine della Grande guerra come arma di formidabile impatto per la guerra di trincea, il mitra Thompson non tardò a guadagnarsi un’inattesa fama al di fuori del contesto bellico. Negli anni Venti, l’M1921, modello di concezione innovativa e destinato a diventare un’icona, fu adottato dalle organizzazioni malavitose attive negli Stati Uniti, le quali ne fecero un uso spietato – in particolare durante il proibizionismo -, scatenando un’ondata di violenza che investì il Paese dalle metropoli della costa orientale fino alle più piccole e remote località del Midwest. Negli anni Trenta, era più facile vedere il Thompson negli studi di Hollywood (che ne sfruttò l’ambiguo fascino in un’infinità di film, amplificandolo sulla scia dell’enorme successo riscosso dal nuovo genere presso il pubblico) che nelle strade di Chicago o di New York; ma con lo scoppio della Seconda guerra mondiale l’arma conobbe un importante rilancio in campo militare. Da un processo di semplificazione tecnica e di modifica del design, nacque il Thompson M1, che fu prodotto in grandi quantitativi e utilizzato in tutto il mondo da eserciti, commando e gruppi di resistenza. Questo libro è un approfondito studio di una delle più note e diffuse armi al mondo, nonché un’analisi della complessa evoluzione tecnica del Thompson e del suo retaggio storico, anche alla luce dell’esperienza di quanti lo hanno usato in combattimento.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 120 interamente illustrate con foto b/n + 6 tavole a colori

    Stampato nel 2012 da Libreria Editrice Goriziana

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    Il Mitra. Origini Evoluzione e Sviluppo

    25.00

    Giorgio Scaccia

    In relazione alla dotazione di armi da fuoco individuali, ovvero il cui utilizzo e messa in opera richiede l’apporto di un singolo operatore, il mitra, alias pistola mitragliatrice, ha avuto un’altissima considerazione, nonché un massiccio utilizzo, inizialmente in ambito militare, successivamente, se non parallelamente, in ambito civile nel campo dell’armamento individuale delle forze di polizia di mezzo mondo, così come ovviamente come arma temibile ed al tempo stesso micidiale nelle mani, purtroppo, di terroristi, gangsters e delinquenti comuni. Questo saggio offre una ricostruzione storica dell’arma dalla sue origini ai nostri giorni e ne mette a fuoco l’evoluzione di utilizzo nelle forze armate di tutto il mondo.

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    Il modello americano di Hitler – Gli Stati Uniti, la Germania nazista e le leggi razziali

    20.00

    .Il nazionalsocialismo trionfava in Germania mentre negli Stati Uniti erano in vigore le Jim Crow laws. Le norme americane che regolavano l’oppressione razziale furono in qualche modo di ispirazione per la classe dirigente tedesca del terzo Reich? La disturbante risposta è: sì. Ecco l’esito di questa dettagliata indagine sull’impatto americano nei confronti delle leggi di Norimberga, il nucleo della legislazione anti-ebraica del regime hitleriano. Confutando chi nega l’esistenza di legami tra il razzismo americano e tedesco, Whitman dimostra il rilevante e significativo interesse dei Tedeschi per le politiche razziali degli Stati Uniti. Le leggi di Norimberga furono concepite in un’atmosfera di notevole attenzione rispetto ai precedenti offerti dalla legislazione statunitense, del resto già enunciata nelle lodi espresse nel Mein Kampf da Hilter. Ma se la segregazione implicata nel pacchetto Jim Crow era un aspetto apprezzato dagli ideologhi germanici, non fu il più importante. Piuttosto, le norme sulla cittadinanza americana e il divieto di matrimoni inter-razziali furono le maggiori derivazioni dal modello americano. Ironicamente, alcune delle pratiche americane che i Tedeschi rifiutarono erano considerate non troppo morbide, ma troppo crudeli.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 180

    Stampato nel 2019 da Goriziana

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    Il moderno principe – Il partito e la lotta per l’egemonia

    20.00

    “Il moderno principe. Sotto questo titolo potranno raccogliersi tutti gli spunti di scienza politica che possono concorrere alla formazione di un lavoro concepito e organizzato sul tipo del Principe di Machiavelli”. Agli inizi del 1932 Gramsci ha preso la decisione di dedicare uno dei suoi Quaderni del carcere a una riflessione sul partito politico rivoluzionario e sulla lotta per l’egemonia. Nel 1930 aveva schizzato la prima idea di “un libro che traesse dalle dottrine marxiste un sistema ordinato di politica attuale del tipo Principe. L’argomento sarebbe il partito politico, nei suoi rapporti con le classi e con lo Stato: non il partito come categoria sociologica, ma il partito che vuole fondare lo Stato”. Perché Gramsci decide di concentrare la sua attenzione su questo tema? Si tratta di un esercizio di studio, o la sua riflessione ha origini, urgenze, obiettivi di natura politica attuale?. Al meticoloso lavoro di decifrazione si dedica questa edizione annotata. I concetti teorici sono sono armi di lotta politica contro l’avversario “di classe”, ma anche contro i nemici interni. E se fosse proprio Togliatti uno degli antagonisti di questo Quaderno 13?

    Brossura, 14 x 20 cm. pag. 310

    Stampato nel 2012 da Donzelli

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    Il mondo al contrario

    23.00

    Roberto Vannacci

    “Le leggi imbrigliano le azioni, non le opinioni o le idee, questo succede nelle tirannie… Nego di aver insultato chicchessia. Ho espresso dei pareri che rimangono nel perimetro del legittimo, di ciò che la nostra legge ci consente. Non ho usato parole volgari, ho usato espressioni forti che non possono essere ricondotte arbitrariamente a insulti…». Un esempio? «Ho una mia idea della famiglia, ritengo che non esista il diritto alla genitorialità: non esiste né nei sistemi sociali umani, né in natura… Esiste invece quello che io chiamo il diritto dei figli di essere cresciuti da chi biologicamente li procrea; e non possiamo trascendere da questa legge “naturale”. So che ci sono delle eccezioni, che anche nelle famiglie biologiche ci può essere uno dei due genitori che a un certo punto viene a mancare e allora si corre ai ripari, ma non possiamo partire da un incidente di percorso per farne una regola per tutti. Io non sono assolutamente d’accordo sull’utero in affitto: a mio avviso è una sorta di “economia dell’infanzia”: i bambini non si comprano, non si cedono, non si fa tratta di bambini, anche se posso capire che vi sia un desiderio di genitorialità. Mi dispiace, non tutto può essere esaudibile in questo mondo. Io non posso concepire una donna usata come un forno, dove un bambino viene messo e preparato per poi essere ceduto a qualcun altro… Non voglio imporre la mia idea a nessuno, però voglio avere la libertà e il diritto di esprimerla.»”

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    Il mondo antico in 20 stratagemmi

    20.00

    Immacolata Eramo

    I Greci presero Troia; Ramses II sconfisse gli Ittiti; Didone fondò Cartagine; Romolo fece rapire le Sabine; Temistocle vinse a Salamina; Annibale tenne in scacco l’esercito romano. Cosa accomuna questi e altri episodi della storia antica, greca, romana e non solo? Il ricorso a imbrogli, trucchi, raggiri: in una parola, stratagemmi. Anche se lasciavano credere che fossero sempre e solo i nemici a perpetrare le astuzie più ambigue ai loro danni, in realtà i popoli antichi non si fecero mai scrupoli a utilizzare mezzi subdoli e ingannevoli. Ritenevano l’intelligenza l’arma più efficace, affidabile e pronta per superare difficoltà, vincere nemici, imporsi sulla scena politica. I protagonisti di questo libro sono personaggi noti e meno noti della storia antica. Alcuni leggendari, come Ulisse, Pericle, Alessandro Magno, Annibale, Cleopatra. Altri meno familiari, ma ugualmente significativi per l’entità delle loro gesta. Tutti emergono vincenti da contesti competitivi o escono indenni da situazioni di disagio. Tutti mostrano come l’intelligenza, nelle sue diverse declinazioni – e tra queste, soprattutto l’astuzia –, sia la chiave per imporsi, o anche solo per sopravvivere, in ogni occasione.

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    Il mondo bizantino Vol. 1 – L’Impero romano d’Oriente (330-641)

    75.00

    Redatto da una gruppo di studiosi del Centre d’histoire et civilisation de Bysance (CNRS Collège de France) e curato da un’importante bizantinista italiana, questo primo volume, di una serie di tre, è dedicato al periodo fondativo dell’Impero: dall’inaugurazione della capitale di Costantino sul sito dell’antica Bisanzio nel 330 fino ai primi anni della conquista araba che definisce i limiti territoriali ridotti dell’Impero (termine del regno di Eraclio nel 641, arrivo degli eserciti arabi in Siria e Palestina e inizio del Medioevo bizantino). Negli ultimi trent’anni molte prospettive e numerosi dati storici sono stati messi in discussione dai progressi avvenuti in campo archeologico, epigrafico, numismatico e papirologico. Questi nuovi risultati sono qui affiancati alle testimonianze delle fonti tradizionali in modo da fornire una sintesi concisa, il piú possibile completa, della storia politica e militare, religiosa, culturale e sociale bizantina. Una serie di capitoli è poi dedicata alle principali regioni dell’Impero, dai Balcani all’Egitto. Evitando le semplificazioni legate alla «decadenza» e al dirigismo statale, vengono delineate con chiarezza le cause della prosperità dell’Oriente romano, ma anche quelle della regressione che si avvia nel 550.

    Rilegato, 16 x 22 cm. pag. 597 illustrato

    Stampato nel 2007 da Einaudi

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    Il mondo bizantino Vol. 2 – L’Impero bizantino (641-1204)

    80.00

    Nei secoli VII-XIII l’epoca medievale vede la trasformazione del vasto impero multietnico in uno Stato ricentrato sulla popolazione greca, anche se ancora accoglie minoranze slave e armene e non ha ancora perduto tutte le province italiane. I sovrani bizantini mettono in atto un formidabile rinnovamento che rende Bisanzio la piú grande potenza cristiana dei secoli X-XI, prima di essere invasa da un nuovo avversario venuto dalle steppe d’Oriente, i Turchi. Le istituzioni, le gerarchie, gli eserciti sono piú di una volta modificati per far fronte a nuove minacce o in vista di espansioni. Lo stesso potere imperiale si trasforma in un sistema familiare e dinastico. L’Impero trova la sua identità in un cristianesimo ortodosso, che si fonda, dopo il rifiuto dell’iconoclastia, sulla devozione a immagini che ispirano un’arte religiosa specifica. La chiesa bizantina si allontana da quella romana e allarga la sua sfera di influenza verso Russia e Bulgaria. Durante questo periodo, la cultura bizantina si riappropria della tradizione ellenica pagana e si convince della propria superiorità. La potenza militare ed economica dei latini, che culminerà nella presa di Costantinopoli del 1204, spinge i bizantini verso un rimodellamento identitario che sfocerà nello «Stato-nazione» dell’epoca successiva.

    Rilegato, 16 x 22 cm. pag. 665 illustrato

    Stampato nel 2008 da Einaudi

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    Il mondo fatto a pezzi

    15.00

    L’ultimo lavoro di François Thual, Il mondo fatto a pezzi, riveste una notevole rilevanza per chiunque abbia un qualche interesse nell’ambito della geopolitica. Questo per una serie di ragioni. Innanzitutto perché delinea con estrema chiarezza e fondatezza di argomenti gli scenari geopolitici attuali nel panorama internazionale. In secondo luogo perché conferma ancora una volta, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, la validità del metodo geopolitico come chiave di lettura dei conflitti attuali, passati e futuri.

    Brossura, 13 x 19,5 cm. pag. 126

    Stampato nel 2008 da Edizioni all’Insegna del Veltro

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    Il mondo multipolare. Dall’idea alla realtà

    34.00

    Aleksandr Dugin

    La complessità di questo lavoro di Aleksandr Dugin apre molteplici scenari, tanto in ordine alle questioni geopolitiche e geostrategiche del passato e in corso, quanto alla soluzione proposta per porre rimedio allo scontro fra Civiltà, creato dall’aggressionismo imperialista del cosiddetto Occidente. Disintegratosi il duopolio sovietico-americano nato dalla Conferenza di Yalta, gli USA hanno intensificato i loro sforzi (dal 1991 a oggi).

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    Il mondo verso un futuro multipolare

    16.00

    Il sistema-mondo sta cambiando. Dopo la fine della Guerra fredda l’Occidente ha risaputamente tentato di costituire un ordine mondiale unipolare, accentrato su un unico modello sociale, culturale, economico e politico, retto da una supremazia strategica e geopolitica. Il sorgere di progetti di autonomia e indipendenza a questo sistema però è la chiave di comprensione non solo del presente, ma del futuro imminente. All’interno di un’attualità conflittuale, orientata allo scontro tra due modelli principali, quello unipolare e quello multipolare, si verifica la progressiva trasformazione dei rapporti di forza che può e che deve divenire anche un cambiamento di paradigma. Questo perché il multipolarismo non è solamente un policentrismo di fatto e una maggiore distribuzione del potere mondiale, ma una teoria in evoluzione che ha il concetto di controegemonia al centro della sua pratica.

    Brossura, 14,8 x 21 cm. pag. 224

    Stampato nel 2018 da Novaeuropa

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    Il monte Rosa è sceso a Milano

    28.00

    Un libro pieno di impegno politico e ideologico, scriveva Roberto Battaglia quando nel 1958 venne pubblicato per la prima volta il libro in esame, in cui si è cercato di esporre un vero e proprio “piano concettuale”, la strategia e la tattica militare della guerra partigiana in Italia, ricorrendo ad esempi e a definizioni ormai classici, da Garibaldi a Clausewitz, da Engels a Mao Tze-Tung, ma basandosi soprattutto sull’esperienza partigiana in Italia. Fra i molti libri sulla resistenza italiana, quello di Secchia e Moscatelli ha un rilievo particolare, non solo perchè i due furono fra i maggiori dirigenti del movimento, ma anche perchè nella zona di cui essi narrano la storia, la guerra partigiana assunse una rilevanza militare particolare e le brigate garibaldine costituirono un modello di organizzazione e di efficienza.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 678 con numerose foto b/n

    Stampato nel 2017 da Pgreco

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    Il morso che spezza – I Ching: figure della tradizione per sopravvivere alla modernità

    15.00

    Alessandro Zanconato

    L’I Ching, il grande Libro dei mutamenti, è un testo sacro usato a scopo divinatorio fin dagli albori della civiltà cinese. Le sue figure, che richiamano la ciclica e complementare armonia dei contrari, racchiudono quelle virtù metafisiche che ritroviamo anche in Confucio e Lao Tse. L’autore ne offre una versione inedita, affrontando gli esagrammi dell’oracolo dal punto di vista ermeneutico della Tradizione, secondo gli insegnamenti di Julius Evola e René Guénon. Quest’opera – nemica della mercificazione new age – vuole essere un piccolo manuale della dissidenza spirituale per tutti quei Ribelli che hanno scelto di opporsi al vuoto pneumatico della modernità materialista, liquida e globale. La forza della conoscenza trascendente, con i suoi valori eterni e le sue radici profonde, diventa fonte di una rinnovata armonia tesa alla verticalità e alla scoperta di sé: è l’eco di una saggezza millenaria che giunge ad irrigare questo deserto morale con la forza impetuosa di un fiume in piena. Essa ci rammenta le più nobili prospettive di un Ordine interiore che non si limita alla calma e alla flessibilità, ma percorre il sentiero del combattimento e dell’azione.

    Brossura, 12,4 x 16,5 cm. pag. 162

    Stampato nel 2018 da Passaggio al Bosco

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    Il movimento dannunziano

    10.00

    Amadeo Bordiga

    Da tempo si tende a combinare il contesto scapigliato dell’occupazione dannunziana di Fiume con altre scapigliature più tarde e fiorite in altri contesti. L’interpretazione “a caldo” che Amadeo Bordiga – fondatore del Partito Comunista d’Italia – dà dell’impresa fu del tutto differente. Dal suo punto di vista di critico radicale, non esitò ad ancorarla al “democraticismo riformista” il che, come scrisse Franco Livorsi in uno studio del 1976 che rimane a tutt’oggi una delle rarissime concessioni della cultura ufficiale a questo protagonista del XIX secolo, “non sarebbe contraddetto dalla tendenza alla dittatura del comandante, ma dimostrerebbe anzi la compatibilità fra la democrazia e tale forma di governo”.

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    Il movimento partigiano nelle singole regioni dell’Italia settentrionale – Riassunto dei dati pervenuti al S.I.D. dal 1° dicembre 1943 al 1° febbraio 1945

    15.00

    Per quanto considerassi prematura l’occupazione della città ne [sic] sono stato costretto, per prevenire gli intendimenti dei garibaldini che, «more solito», si sarebbero abbandonati al saccheggio della città. Assumendo l’autorità e il comando della piazza e proclamando immediatamente la legge marziale, sono riuscito a stroncare sul nascere ogni abuso. Quando il nemico mi ingiunse di sgombrare Alba, risposi che l’avrei difesa ad oltranza, ma non per millanteria. I garibaldini mi avevano assicurato di aver interrotto il ponte di Pollenzo, unico ponte sul Tanaro tra Bastia e Felizzano, e ciò mi dava una certa sicurezza, perché la costruzione di un ponte di barche data la piena del fiume, non era operazione tanto facile. Invece il ponte di Pollenzo non era stato danneggiato che leggermente; il nemico lo passò di notte con intere autocolonne, blindo e carri armati. I garibaldini, cui era affidata la difesa di quel settore, non avvertivano nemmeno il passaggio perché le loro pattuglie non vigilavano… Il Maggiore Mauri al generale Raffaele Cadorna – 7 dicembre 1944

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 102 con circa 10 cartine b/n

    Stampato nel 2011 da Effepi

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    Il mulo. L’ibrido alpino

    24.00

    Fabio Palladini

    «Quando ho letto il titolo del libro del Generale Fabio Palladini, ho immediatamente apprezzato l’accostamento del concetto di ibrido con la figura del mulo, per secoli supporto indispensabile per i trasporti in ambiente montano. Nello stesso tempo mi sono imbattuto in nozioni che si apprendevano principalmente in scuderia, ma anche nel cortile delle caserme delle Truppe Alpine, così come nelle marce di addestramento, durante le escursioni invernali ed estive e le scuole tiro. Condivido lo spirito con cui questo libro è stato scritto, ovvero far ritornare alla mente ricordi di vita militare, di “naja alpina”, come la definisce l’Autore, ma, soprattutto, ho colto il messaggio di fornire, a chi non ne fosse a conoscenza, un motivo di riflessione sul ruolo del mulo nei Reparti Alpini. La scuderia era scuola di vita e chi si è approcciato ai muli ha sicuramente imparato anche a conoscere meglio gli uomini. Pertanto, aldilà di un doveroso inquadramento storico sull’impiego del mulo nel Regio Esercito (il cui inizio coincide con la nascita degli Alpini nel 1872), il libro riporta le conoscenze e le tecniche che erano alla base del suo impiego nelle Batterie di Artiglieria da Montagna e nelle compagnie mortai dei Battaglioni Alpini e tratteggia con dovizia di particolari, noti solo a chi ha vissuto quella bellissima realtà, i problemi che comportava il movimento di unità someggiate in terreni vari e nelle più diverse condizioni ambientali». Dalla prefazione del Presidente Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero.

    Brossura, 15,5 x 22 cm. pag. 188 con numerose foto a colori e b/n

    Stampato nel 2023 da Associazione Italia

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    Il napalm nella Seconda Guerra Mondiale – Nascita e impiego di un’arma di distruzione di massa

    26.00

    Il napalm era finito sotto i riflettori, suscitando grande sdegno nell’opinione pubblica mondiale come la scoperta di un’orribile verità, sebbene la sua nascita e il suo impiego risalissero ad almeno trent’anni prima, all’epoca della Seconda guerra mondiale, quando il napalm era stato acclamato come un “eroe” per avere contribuito in maniera decisiva ad annientare le principali città del Giappone, bruciando centinaia di migliaia di civili in esse residenti.

    Brossura, 20,8 x 28,8 cm. pag. 126 con alcune foto b/n

    Stampato nel 2019 da Novantico

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    Il nazionalismo americano

    17.00

    Fabrizio Tonello

    Negli Stati Uniti, il Paese della modernità, la politica è dominata da idee, miti, slogan addirittura anteriori all’indipendenza del 1776. “Il nazionalismo americano” esamina queste idee e, in particolare, le conseguenze del largo consenso attorno alla concezione religiosa di un “carattere superiore” delle istituzioni democratiche, faro della civiltà nel mondo. Dopo il trauma del “lungo 1968”, è negli anni Settanta che un gruppo di intellettuali e politici rimettono l’orgoglio nazionale e l’espansione imperiale all’ordine del giorno. Sono i cosiddetti “neoconservatori” di cui, quarant’anni dopo, possiamo misurare il successo. Oggi sono visibili i limiti del loro progetto: i costi umani dell’occupazione dell’Iraq e quelli finanziari di un esercito presente nei cinque continenti possono essere sopportati a lungo, ma non per sempre. Si sta aprendo quindi una nuova fase, caratterizzata da un declino dell’egemonia americana, proprio come conseguenza del progetto nazionalista egemone fin dall’elezione di Ronald Reagan nel 1980.

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    Il Nazionalsocialismo

    30.00

    Esauriente studio sulle origini, la struttura e la Weltanschauung de Nazionalsocialismo. Una seria documentazione che imprime una svolta decisiva negli studi finora conosciuti dedicati all’analisi del movimento nazionalsocialista e soprattutto quelli relativi all’organizzazione e alla forma statuale che il Nazionalsocialismo assunse all’indomani della conquista del potere. Il saggio, inserito a pieno titolo nella Nazionalsozialistische Bibliographie, illustra i contenuti della trasformazione rivoluzionaria impressa dal Nazionalsocialismo alla società tedesca, proprio partendo dalla fondazione del movimento, soffermandosi poi sulla personalità politica del Fuhrer, per giungere ad una cuta e puntuale analisi del patrimonio ideologico nazionalsocialista ed infine ad una precisa descrizione delle articolazioni politiche e culturali dello Stato nazionalsocialista.

    Brossura 15 x 21 pag. 341

    Stampato nel 2012 da Thule Italia

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    Il nazionalsocialismo – Storia di un ideologia

    22.00

    Il volume analizza l’intero edificio dell’ideologia del Terzo Reich: i presupposti storici, la dinamica strutturale, il modo in cui essa è penetrata nella vita quotidiana, nel diritto e nella filosofia, nella scienza e nell’arte, nella religione e nella scuola, nella concezione di un impero ariano e nella conduzione della guerra, nonché negli obiettivi di geopolitica. Infine, con un occhio alle sue sopravvivenze, si tenta un bilancio storico-politico di questo formidabile esempio di populismo. Scorrevole come un reportage ma rigoroso e documentato, il volume è arricchito da un glossario, da una cronologia ragionata e da un’ampia bibliografia.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 295

    Stampato nel 2013 da Carocci

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    Il nazionalsocialismo – Storia e documenti (1933-1945)

    18.00

    Nella vasta letteratura sul nazionalsocialismo già esistente, questo volumetto, curato da uno dei migliori conoscitori della moderna storia tedesca, occupa un posto a sé, sia per l’impostazione generale sia per la scelta del materiale raccolto. Di fronte a una congerie di pubblicazioni dal carattere polemico o memorialistico, Hofer ha voluto offrire al pubblico un testo con precisi intenti di documentazione sulle origini, l’ideologia e la politica del nazionalsocialismo, soddisfacendo così un’esigenza sia storiografica sia politica. Il materiale è scelto tra le fonti più diverse: dalle memorie dei gerarchi alle prime opere storiche, dalla stampa alla documentazione ufficiale, senza tralasciare l’inesauribile miniera documentale degli atti del processo di Norimberga.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 315 con un ampia raccolta di documenti d’archivio

    Stampato nel 2017 da Res Gestae

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    Il Nazionalsocialismo e gli ebrei – Scritti e discorsi 1936-1942

    13.00

    Robert Ley, laureato in chimica, pilota di caccia nella Prima Guerra Mondiale, Leiter der Deutschen Arbaitsfront, si suicidò a Norimberga nel 1945, prima dell’inizio del processo. Questa pubblicazione raccoglie due suoi discorsi – uno tenuto il 3 novembre 1936 e uno tenuto il 31 marzo 1939 – e la traduzione di un opuscolo antiamericano, stampato dalla casa editrice del DAF nel 1942. Il testo è accompagnato da più di 100 esaustive note e da diverse fotografie originali.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 106 con 20 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2009 da Effepi

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    Il nazismo e l’antichità

    34.00

    «Non abbiamo un passato», diceva Hitler, rammaricandosi che gli archeologi SS si ostinassero in ricerche nei boschi della Germania, per poi trovarvi soltanto delle brocche orrende. Il passato della razza, quello che doveva riempire d’orgoglio i tedeschi, era da rintracciare in Grecia e a Roma. Cosa c’è di meglio di Sparta per costruire una società e un uomo nuovo? Quale miglior esempio di Roma per costruire un Impero? E quale più efficace avvertimento delle guerre che opposero la razza nordica agli assalti della Persia e di Cartagine? L’Antichità greca e romana insegnava come perpetuarsi attraverso una memoria monumentale ed eroica, quella del mito. Il Reich succedette ad Atene e Roma in questa lotta millenaria, nella quale dovette fronteggiare gli stessi nemici e pericoli. Dai canoni dell’ideologia nazista, a partire dal Mein Kampf, agli edifici di Norimberga, passando attraverso i manuali scolastici, il cinema e le arti plastiche, l’Antichità greca e romana venne riletta e riscritta per fornire al lettore, alunno, studente, spettatore e suddito del nuovo Impero, un paradigma ideologico saldamente impiantato sulle due grandi civiltà del mondo classico. Johann Chapoutot esplora il cuore del progetto nazionalsocialista: annettersi non solo gli spazi fisici del mondo, ma impadronirsi, per forgiare l’uomo nuovo, anche del passato, assegnandogli una funzione di esaltazione, modello e profetico avvertimento.

    Rilegato, 14,5 x 22 cm. pag. con 12 tra foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da Einaudi

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    Il nazismo e l’occulto

    15.00

    Indirizzato a “criptostorici” e ad appassionati dell’occulto, questo libro, che pretende di essere un saggio e di rivelare finalmente delle verità nascoste su Hitler e la sua iniziazione a mago nero, facendo leva sulla credulità e la buona fede dei lettori, è, come molti altri, un condensato di luoghi comuni, di notizie atte a confermare le proprie tesi, uniti a un certo numero di informazioni “filosofiche” banali.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 222 con 37 foto b/n

    Stampato nel 2009 da Reverdito

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    Il nemico alle porte. Quando Vienna fermò l’avanzata ottomana

    24.00

    L’assedio di Vienna: l’ultimo grande assalto musulmano all’Occidente. Ad attendere l’esercito turco, dentro le mura della città, c’è un popolo spaventato e un esercito sgomento. La scelta di resistere o di arrendersi al più grande esercito mai messo insieme dai Turchi crea lo scenario di un’opzione drammatica: “tutto o niente”. Tutti sono consapevoli che ogni sopravvissuto sarebbe finito o schiavo o massacrato senza pietà. Da secoli nella memoria collettiva europea l’esercito turco è associato al terrore. Il nemico è una minaccia mortale, è pericoloso, sterminato, versatile e implacabile. Gli si attribuiscono violenze di ogni tipo, torture, uccisioni, impalamenti, distruzioni. In realtà non è così e la paura dei turchi è uno stereotipo costruito con una eccessiva semplificazione: gli asburgici non sono da meno nella crudeltà e, durante la lotta di 400 anni per il dominio, l’Occidente ha preso l’iniziativa dell’offensiva altrettante volte che l’Oriente. I sovrani che guidano le truppe hanno un identico scopo, entrambi rivendicano di essere gli eredi dell’impero romano. Gli Asburgo credevano che fosse loro dovere restaurare “Roma” nell’est, poiché uno dei titoli che essi portavano con orgoglio era anche quello di Re di Gerusalemme; gli Ottomani credevano che fosse loro destino reclamare l’impero romano da Costantinopoli in direzione ovest. Ma la storia riserva delle sorprese.

    Brossura pag. 388

    Stampato nel 2010 da Laterza

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    Il nemico dell’Europa

    15.00

    Francis Parker Yockey

    “Il nemico dell’Europa” – finalmente tradotto in italiano – era parte integrante del più noto “Imperium”, opera topica di Francis Parker Yockey, filosofo e scrittore spengleriano tra i più discussi del panorama culturale americano. In chiara controtendenza rispetto al conformismo d’oltreoceano, l’autore passa in rassegna il fatale declino dell’Europa: dalla fine degli imperi coloniali all’epopea del secondo conflitto mondiale, passando per la subalternità commerciale e per l’affermazione geopolitica delle nuove potenze planetarie. Schiacciato nella morsa di Yalta, il Vecchio Continente è costretto ad affrontare la pressione letale del capitalismo yankee e del materialismo marxista. Due occupanti spietati e due nemici “esterni”, ai quali si unisce la fatale rassegnazione di una Civiltà stanca, divisa e colpevolizzata, che non è più capace di costruire Uomini, autodeterminarsi e fare politica.

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    Il nemico dell’Europa

    Il prezzo originale era: €15.00.Il prezzo attuale è: €9.00.

    Francis Parker Yockey

    “Il nemico dell’Europa” – finalmente tradotto in italiano – era parte integrante del più noto “Imperium”, opera topica di Francis Parker Yockey, filosofo e scrittore spengleriano tra i più discussi del panorama culturale americano. In chiara controtendenza rispetto al conformismo d’oltreoceano, l’autore passa in rassegna il fatale declino dell’Europa: dalla fine degli imperi coloniali all’epopea del secondo conflitto mondiale, passando per la subalternità commerciale e per l’affermazione geopolitica delle nuove potenze planetarie. Schiacciato nella morsa di Yalta, il Vecchio Continente è costretto ad affrontare la pressione letale del capitalismo yankee e del materialismo marxista. Due occupanti spietati e due nemici “esterni”, ai quali si unisce la fatale rassegnazione di una Civiltà stanca, divisa e colpevolizzata, che non è più capace di costruire Uomini, autodeterminarsi e fare politica.

    Condizioni del libro: piccola piega in alto a destra

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    Il nemico è alle porte – L’assedio di Stalingrado raccontato da un tiratore scelto dell’Armata Rossa

    18.00

    Vassili era solo un ragazzo quando, nei boschi degli Urali, impara a usare un fucile per difendersi dai lupi. Giovanissimo, non avrebbe mai immaginato che quella stessa arma gli sarebbe servita ad avere la meglio su uomini che combattevano contro il suo paese. Accade per le strade lastricate di sangue di Stalingrado, nel pieno della seconda guerra mondiale, mentre il mondo intero si trova davanti a un bivio. il giovane Vassili stringe tra le braccia il suo fucile di precisione: Ora dopo ora, il fucile di Vassili – formidabile tiratore scelto – spara e colpisce, fino a diventare un vero e proprio incubo per l’esercito tedesco. Peccato che la traduzione di questo eccellente volume, abbia una connotazione fortemente politicizzata.

    Brossura, 13 x 20 cm. pag. 275

    Stampato nel 2018 da Red Star Press

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    Il nemico è sempre quello – Piani di guerra e preparativi del regno d’Italia per la guerra contro l’Impero austroungarico 1861-1914

    15.00

    Una singolare caratteristica degli ormai numerosissimi studi sulle origini e le cause della Grande Guerra è quella di trattare gli avvenimenti in modo settoriale. Si e finito col trascurare quella visione d’insieme che serve a spiegare perché, nonostante facessero parte entrambe della Triplice Alleanza, Italia ed Austria-Ungheria abbiano continuato a militarizzare in reciproca opposizione i rispettivi confini. E soprattutto perché, dopo mesi di sofferta neutralità, l’Italia abbia scelto di combattere assieme alle nazioni dell’Intesa. In realtà, come dimostra questo documentato lavoro di Leonardo Malatesta, il nemico è stato sempre quello, ovvero sin dal 1861 si snoda un coerente e mai interrotto fil rouge che, al di la delle cortine fumogene innalzate dalla politica, ha avuto al centro unicamente la pianificazione bellica verso la frontiera con l’Austria Ungheria e la Svizzera.

    Brossura, 16 x 21 cm. pag. 182 con varie foto e cartine b/n

    Stampato nel 2017 da Macchione

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    Il nemico indomabile – Roma contro i Germani

    24.00

    Tutto ha inizio con la conquista romana, alla fine del primo secolo avanti Cristo. L’assoggettamento delle popolazioni indigene, lo sfruttamento delle risorse, la costruzione di insediamenti nelle remote regioni del Nord. Ma i Germani non si arresero alla sottomissione. Un’improvvisa insurrezione capeggiata da Arminio sbaraglia i Romani nella foresta di Teutoburgo, costringendoli a una precipitosa fuga oltre il Reno. La vendetta romana, a opera di Germanico, ebbe una dimensione epica: agguati, tradimenti, flotte lanciate ai limiti del mondo conosciuto, fino alla completa vittoria celebrata in un trionfo sui barbari in catene. Poi, inaspettata, giunge la decisione di Tiberio. Il principe abbandona i Germani al loro destino e riporta il confine sulle rive del Reno. Queste vicende hanno dato vita a un mito potente: quello dei Germani ribelli e indomabili, tenaci custodi della loro libertà, capaci di umiliare uno degli imperi più potenti della storia, ostili a una piena integrazione nella civiltà latina. Un mito che evoca una frattura nel cuore dell’Europa, un dissidio che attraversa tutta la nostra storia fino a oggi.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 391 con 5 cartine b/n

    Stampato nel 2018 da Laterza

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    Il neofascismo in Umbria 1969-1975 – La commissione d’inchiesta della Regione

    22.00

    .Tra il 1969 e il 1975, il neofascismo italiano si presenta in forme particolarmente aggressive: In Umbria invece, il neofascismo non procura morti; si esprime perlopiù nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, all’università. Accanto ad attività politico-culturali di vario genere, manifesta la propria carica eversiva e la propria anima violenta attraverso intimidazioni, provocazioni, scontri con gli avversari della sinistra e con i tutori dell’ordine, attacchi a esponenti politici, a sedi sindacali e di partito, a simboli della Resistenza e della cultura costituzionale. Sebbene all’interno del quadro nazionale possa apparire una realtà marginale, il neofascismo umbro – soprattutto quello perugino – sviluppa nel tempo dei tratti che lo qualificano come un fenomeno tutt’altro che irrilevante.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 248

    Stampato nel 2020 da Marsilio

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    Il Nodo di Gordio

    14.00

    Ernst Junger – Carl Schmitt

    Oriente e Occidente. «Questo incontro», scrive Ernst Jünger in apertura del suo Nodo di Gordio, non soltanto occupa una posizione di primo piano fra gli avvenimenti mondiali, ma «rivendica di per sé un’importanza capitale. Fornisce il filo conduttore della Storia». Un incontro, tuttavia, che nella storia si è spesso trasformato in scontro. Sono pagine apparse per la prima volta nel 1953, ma sembrano scritte oggi – mentre divampa più che mai la lotta planetaria tra l’Occidente globale liberaldemocratico e l’Oriente dello Stato totale. Ma per Jünger il nodo Oriente-Occidente è una polarità elementare, archetipica, simbolica, che contrassegna in modo costante l’umanità intera nella sua sostanza, e ogni singolo uomo nella sua anima

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    Il nome segreto di Roma – Metafisica della romanità

    15.50

    Casalino si basa nella sua interpretazione sulle simbologie alchemiche, astrologiche e mitiche per indicare i sensi profondi e universali della “Romanità” e il significato che assunse nella “Storia” la nascita di Roma, sino al punto di affermare che la vera Tradizione dell’Occidente nacque con essa. Questo volume riunisce due saggi dell’autore apparsi venti anni fa, “Aeternitas Romae. La via eroica al sacro dell’Occidente” e “Il nome segreto di Roma”. Uno studio nel segno di Julius Evola e del suo tentativo di ripresentare, reinterpretare e far rivivere gli aspetti spirituali e metafisici della Romanità e quello che Roma e l’Impero significarono e potevano ancora significare per gli italiani di un millennio dopo.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 206 con alcune illustrazioni b/n

    stampato nel 2003 da Edizioni Mediterranee

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    Il Nomos della Terra

    46.00

    Carl Schmitt

    Del Nomos della terra si potrebbe dire che sta al diritto internazionale e alla filosofia politica del nostro tempo come Essere e tempo di Heidegger sta alla metafisica: opere inevitabili, che faranno sempre discutere e alle quali sempre si tornerà. Carl Schmitt pubblicò questo libro nel 1950, quando ancora si trovava in una posizione di totale isolamento in Germania. Ma proprio in quest’opera, che è un po’ la summa del suo pensiero giuridico e politico, si sollevò nettamente al di sopra di ogni contingenza. E questo gli permise di aprire la prospettiva su fatti che in quegli anni erano impensabili: per esempio il terrorismo o la guerra civile globale come agenti decisivi del futuro. A questi risultati Schmitt giunge attraverso una disamina minuziosa delle varie teorie che sono apparse nell’epoca aurea dello jus publicum Europaeum, dimostrando una volta per tutte che, per sfuggire alla furia delle guerre di religione, il gesto salutare è stato la rinuncia allo justum bellum. Di conseguenza, il delicato passaggio dalla justa causa belli allo justus hostis ha reso possibile «il fatto stupefacente che per duecento anni in terra europea non ha avuto luogo una guerra di annientamento». In quel breve intervallo lo jus publicum Europaeum si combinava con l’avviarsi del funzionamento della machina machinarum, «prima macchina moderna e insieme presupposto concreto di tutte le altre macchine tecniche»: lo Stato moderno. Allora la «guerre en forme», questo gioco crudele, salvato però dal rigore della sua regola, conferiva una nuova unità a un certo ambito spaziale (una certa parte dell’Europa) e lo faceva coincidere con il luogo stesso della civiltà. Poi il gioco si frantuma dall’interno: nell’agosto 1914 comincia una guerra che si presenta come tante altre dispute dinastiche – e invece si rivela subito essere la prima guerra tecnica, che nega già nel suo apparato ogni possibilità di «guerre en forme». Così emerge anche la guerra rivoluzionaria, variante finale della guerra di religione, sigillo delle guerre civili. La forma moderna della verità, la più efficace, la più distruttiva, è tautologica: ciò che è rivoluzionario è giusto perché è rivoluzionario: con ciò si ripropone e trova sbrigativa risposta la questione della justa causa belli.

    Cartonato con sovracopertina pag. 460

    Stampato nel 1991 da Adelphi

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    Il nostro anteguerra

    25.00

    In queste pagine, scritte in modo mirabile, rivivono gli anni intensi dell’Europa tra le due guerre. Album di ricordi, storia di grandi amicizie e di proficui incontri, ritratto di un’epoca, tra le più brillanti opere del grande scrittore francese, fa rivivere il fascino degli anni Trenta e di Parigi, la potenza del Mito, le curiosità artistiche e letterarie, il teatro, le passeggiate e le discussioni, ma anche il dramma di una giovinezza che irrimediabilmente “dilegua sotto lo sguardo delle Regine di pietra”.

    Cartonato con sovracopertina 12 x 21 cm. pag. 454

    Stampato nel 1986 da Ciarrapico

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    Il nostro bolscevismo

    10.50

    La vicenda di Fiume con il suo governo legionario ed insurrezionale, interpretata da un futurista dannunziano ed ardito della prima guerra mondiale, in analogia con quanto era successo in Russia nel 1917. Fiume come rivoluzione mancata della storia italiana?

    Brossura 12 x 17 cm. pag. 200

    Stampato nel 1996 da Edizioni Barbarossa

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    Il nostro Hitler – I discorsi pronunciati dal Reichminister Goebbels in occasione del genetliaco del Fuhrer 1933-1945.

    18.00

    Di solito, i grandi uomini che ammiriamo da lontano perdono la propria magia quando li conosciamo bene. Con Hitler è vero il contrario. Più lo si conosce, più lo si ammira e più si è pronti a darsi interamente alla sua causa. Lasciamo che siano altri a dar fiato alle trombe. I suoi amici, i suoi camerati gli si radunano intorno per stringergli la mano e ringraziarlo per tutto ciò che rappresenta per noi e per quanto ci ha dato. Voglio dichiararlo ancora una volta: noi amiamo quest’uomo e sappiamo che si è guadagnato tutto il nostro amore e il nostro sostegno. Mai c’è stato un uomo tanto ingiustamente oggetto dell’odio e delle calunnie dei suoi detrattori degli altri partiti. Rammentate cosa hanno detto di lui! Un miscuglio di accuse contraddittorie! L’hanno accusato di ogni peccato per negare tutte le sue virtù. Quando, ciononostante, egli è riuscito alfine a prevalere su quella marea di menzogne, trionfando sui propri nemici e levando la bandiera nazionalsocialista sulla Germania, il fato ha mostrato il proprio favore verso di lui al mondo intero, elevandolo dalla massa e ponendolo nel posto che meritava per il suo geniale talento e l’umanità integra e pura…
    Joseph Goebbels

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 142 con circa 26 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da Effepi

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    Il Novantuno Mannlicher-Carcano – Das italienische Waffensystem Modell 1891

    89.00

    Questa bellissimo volume si occupa in modo approfondito del sistem d’arma Modello 1891, che venne prodotto in Italia fino al 1950. Attraverso testi accurati e più di mille illustrazioni – fotografie originali, fotografie dei particolari, dai marchi alle scatole delle munizioni a tutti i tipi di baionetta o coltello-baionetta da adattare al fucile, riproduzioni di dettagliati disegni tecnici, riproduzioni delle disposizioni ufficiali del Regio Esercito e di manuali di uso e manutenzione – ne vengono mostrate tutte le varianti, dai fucili sperimentali costruiti nelle fabbriche di Brescia ai moschetti costruiti nelle fabbriche di Terni. Il volume, frutto di un lungo lavoro di ricerca, sia dal punto di vista iconografico che sul testo, è sicuramente una importante opera di riferimento per storici, collezionisti e tecnici armaioli.

    Rilegato, 21,5 x 30,5 cm. pag. 388 con numerose foto e disegni tecnici b/n

    Testo in lingua tedesca

    Stampato nel 2007 da VS-Books

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    Il nuovissimo ordine mondiale. La tirannide antiumana, quintessenza della demagogia egualitaria

    12.00

    Renzo Giorgetti

    Mentre ancora c’è chi dubita dell’esistenza di un Nuovo Ordine Mondiale, già se ne prepara uno Nuovissimo: è la “nuova normalità” dei QR code, della sorveglianza globale, della shock economy e della “società aperta”. Renzo Giorgetti compie un viaggio nelle pieghe del nostro tempo, sottolineando gli elementi di continuità con il passato e delineando una fenomenologia delle forme del potere che sembra ripetersi costantemente, rinnovando la farsa di un meccanismo artefatto: siamo dinanzi ad una governance settaria e fanatica, priva di “diritti inalienabili” e “sacri valori fondativi”, che comprime gli spazi di libertà, rescinde i legami con il sacro, omologa le coscienze, decostruisce le identità e sovverte le tradizioni.

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    Il nuovo mito germanico del “terzo regno”

    10.00

    Julius Evola

    Questo saggio di Evola apparve su “Politica” anno XIV vol. XXXVI fascicoli CIII-CIV nel 1932 alla vigilia dell’ascesa al potere del nazionalsocialismo in Germania. In esso appare evidente l’interesse con cui Evola seguiva le evoluzioni dottrinarie e le proposte politiche di personaggi di spicco del mondo monarchico-tradizionale come Everling e Rohan, Kalergi e Spann.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 48

    Stampato nel 1981 da Il Corallo

    Condizioni del libro: pagine leggermente ingiallite

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    Il nuovo Statuto speciale per la Nazione sarda – Sa Carta de Logu noa pro sa Natzione sarda

    5.00

    Nel sessantesimo anniversario dello “Statuto speciale della Sardegna” (L.Cost. 26 febbraio 1948 n° 3) e dopo più di un anno di lavoro, viene proposto un nuovo Statuto speciale. La proposta, elaborata dal Comitato “Firma per la tua Sardegna”, è il risultato di oltre 350 ore di riunioni plenarie. Il Comitato promotore ha sentito esperti, rappresentanti delle più diverse categorie sociali, organizzato presentazioni e convegni, prodotto elaborati per la discussione e consultato documenti anche di carattere internazionale. Scopo finale del lavori è la presentazione di una legge d´iniziativa popolare. La proposta per una “Carta de Logu noa” viene qui presentata in forma commentata per illustrare le motivazioni a sostegno delle scelte del Comitato tecnico-scientifico.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag 88

    Stampato nel 2009 da Condaghes

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    Il nuovo totalitarismo e la rivoluzione della coscienza

    15.00

    Innanzitutto, questo saggio è immerso nello “spirito del tempo”: esso stesso è la cartina di tornasole, dei processi di “frattura” e “ricomposizione” caratterizzanti sia l’individuo, che il corpo societario nel complesso. Oggi il mondo occidentale “tutto”, può sfruttare a suo vantaggio due fattori: uno è quel movimento che parte dall'”alto” e che promuove l’attivazione, anche in forma di vero e proprio bisogno, della “dimensione spirituale”; l’altro è proveniente dal “basso”, ovvero l’affermarsi, in tutto quel coacervo di forze ideologiche e politiche – definibili, per semplificazione, “populiste” e “sovraniste” –, di una serie di istanze economiche, politiche, culturali e sociali, vera linfa vitale di un “moto rivoluzionario” che sia completo e “totale”. Questo gioco di dualità e contraddizioni, inversioni di principî e disarmonie, lo ritroviamo nell’individuo, nel collettivo e nel rapporto che esiste tra “élite” e “individuo/collettivo”, “vertice” e “base”. Esso costituisce la struttura “antropologica” e “societaria” della nostra epoca.

    Brossura 15 x 21 cm., pagg. 147

    Stampato nel 2019 da AGA

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    Il pane e il circo

    32.00

    “Panem et circenses”: l’espressione con cui Giovenale definisce sprezzantemente le preoccupazioni dei romani durante l’Impero è divenuta proverbiale. Ma come stavano le cose nel mondo antico? È proprio vero che allora, come oggi, i governanti davano un po’ di pane e di divertimenti in cambio della passività politica? In questo libro ormai classico Paul Veyne svela il funzionamento della politica e il carattere contraddittorio delle ideologie e delle credenze attraverso un’indagine sulla pratica del mecenatismo, vale a dire la munificenza verso la collettività che spingeva i notabili, i senatori, l’imperatore a costanti e cospicui doni ai cittadini: opere pubbliche ma anche elargizioni di denaro, sostentamento, svaghi. Non solo occasione di spettacoli osceni ed efferati, il circo è allora il palcoscenico in cui si consumano prestigio, interessi e soprattutto rapporti di potere.

    Rilegato, 14,5 x 21,5 cm. pag. 679

    Stampato nel 2013 da Il Mulino

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    Il paradiso devastato

    19.50

    Il 10 giugno 1940 l’Italia entrava nella Seconda guerra mondiale, dopo aver subìto il martirio di durissimi bombardamenti, il suo territorio venne invaso dagli angloamericani il 10 luglio 1943: da quel momento l’intera Penisola, da Capo Pachino a Domodossola, diventò una sconfinata arena di battaglia, in cui si affrontarono centinaia di migliaia di combattenti provenienti da ogni angolo del Globo. Per la prima volta uno storico italiano ricostruisce ogni singolo tassello di quella interminabile Campagna, non confinando la prospettiva al campo della politica o della guerra civile, ma approfondendo l’analisi dei protagonisti militari di quel conflitto, ossia delle macchine da guerra alleate e naziste. È una narrazione del volto sporco della guerra fatta dalla prospettiva dei soldati, che furono prima di tutto uomini, dei loro slanci come delle loro paure: è un racconto «dal basso», nel solco della migliore storiografia anglosassone, dove sono dettagliate tutte le tappe di una via Crucis di spettrale ampiezza: le spiagge della Sicilia, come quelle di Salerno e di Anzio, la Linea Gotica, il baluardo di Cassino, Ortona, la «Stalingrado d’Italia», fino alla breccia di Argenta, l’ultima battaglia che consentì lo sfondamento e la vittoria finale. Alberto Leoni ha dato voce a una miriade di eroi dimenticati o sconosciuti, come i fanti canadesi, i temerari fucilieri nippoamericani, i gurkha dai pugnali a lama ricurva, nonché gli implacabili paracadutisti tedeschi, i famoso Diavoli verdi. I loro nomi costellano i tanti cimiteri militari presenti nel nostro Paese.

    Brossura 13 x 19 pag. 495

    Stampato nel 2012 da Edizioni Ares

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    Il partigiano Eolo – Una storia di odio nel Polesine della guerra civile

    20.00

    Nel corso della guerra civile operò nel Polesine, in particolare nella zona intorno ad Adria, una formazione partigiana che terrorizzò la popolazione macchiandosi di crimini e nefandezze tali da far inorridire gli stessi antifascisti, capitanata da Eolo Boccato, un personaggio violento che, dopo aver combattuto a fianco dei fascisti contro gli slavi, si diede alla macchia dando vita ad una sua “guerra privata”, scatenando sanguinose rappresaglie contro la popolazione civile. In pochi mesi Eolo e compagni giunsero a sopprimere 76 persone, si distinsero in ogni tipo di infamia, senza mostrare pietà nemmeno per i bambini. Nonostante la presa di distanza degli stessi vertici resistenziali, l’Italia ufficiale nel dopoguerra assegnerà a Eolo Boccato una medaglia d’argento per “meriti partigiani”, contribuendo a riaprire nella società civile polesana vecchie ferite mai del tutto rimarginate. Prefazione di Gianfranco Stella.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 213 di cui pag. con 18 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da Ritter

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    Il passo dei repubblichini

    8.00

    Questa cronaca dei primi tre anni del dopoguerra italiano è una scanzonata ricostruzione, giocata anche sul filo di una sottile ironia, delle vicende, in molti casi tragicomiche, nelle quali furono coinvolti molti dei reduci del fascismo repubblicano, i cosiddetti “repubblichini”, i “fascisti senza Mussolini”, ridotti in uno stato di semiclandestinità. Questi “neofascisti” cominciarono a organizzarsi in gruppuscoli vagheggiando “a volte colpi di stato”, a volte manifestazioni di forza, azioni dimostrative, e impegnandosi in “svariate” attività, attentamente controllate dalla polizia.

    Brossura, 11,5 x 17 cm. pag. 96

    Stampato nel 2006 da Le Lettere

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