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    Il Dodecaneso italiano 1912-1947 vol. 1 – L’occupazione iniziale 1912-1922

    20.00

    Il primo volume esamina gli sviluppi dell’ordinamento giuridico delle isole sotto l’occupazione provvisoria (1912-1923), poi divenuta piena sovranità dell’Italia (dal 1923 alla seconda guerra mondiale), col passaggio da un’amministrazione diretta da militari a una di funzionari civili, evidenziando le sfere di autonomia di cui godettero sino al 1936 le tre comunità insulari: greca ortodossa (numericamente preponderante), turca musulmana, israelita sefardita (di quest’ultima viene delineata anche la situazione successiva alle leggi razziali del 1938). Il libro passa poi a descrivere in quali ambiti le autorità militari italiane decisero a partire dal 1912 di intervenire nella realtà locale, organizzando in molti casi ex novo i servizi pubblici e riuscendo a superare il difficile periodo della prima guerra mondiale, per poi doversi confrontare con l’irredentismo ellenico. Nel 1920, quando sembrava che solamente Rodi e Castelrosso sarebbero rimaste all’Italia, venne introdotta l’amministrazione civile: l’autore prende in esame le proposte di statuto elaborate dai governatori italiani per garantire una certa autonomia all’isola di Rodi. Nel 1922 tuttavia la catastrofe greca in Asia Minore e l’avvento al governo di Mussolini a Roma e di Kemal in Turchia avrebbero segnato il vero punto di svolta: tutto il Dodecaneso sarebbe divenuto definitivamente italiano.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 244

    Stampato nel 2011 da Solfanelli

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    Il domenicano bianco (Romanzo)

    23.00

    In una cittadina dai tratti opachi e misteriosi, Cristoforo Colombaia è chiamato dalla singolare figura del domenicano bianco a portare a compimento il lavoro dei suoi avi; si trova così catapultato in una dimensione sovrannaturale dell’esistenza, che fa irruzione nel mondo reale, sconvolgendone l’ordine. I confini tra sogno e realtà sono ormai dissolti. La sua missione lo condurrà a lottare contro la Testa della Medusa, simbolo della controiniziazione moderna e delle pseudospiritualità del nostro tempo, per riaffermare una concezione eroica e spirituale dell’esistenza. Alla trasmutazione finale potrà giungere solo attraverso la mediazione della femminilità, frutto dell’incontro tra discipline orientali e tradizione occidentale. L’Archeometro presenta uno dei classici della letteratura esoterica, riproposto nella traduzione di Julius Evola, in una nuova edizione annotata e corredata da un’appendice dedicata alla dimensione iniziatica della scrittura di Gustav Meyrink.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 211

    Stampato nel 2019 da Ar

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    Il dominio dell’aria

    18.00

    Giulio Douhet

    Il dominio dell’aria è un libro scritto da Giulio Douhet nel 1921 e narra dell’utilizzo dell’aviazione da guerra, a partire dalle prime esperienze del bombardamento dal cielo, effettuate dagli austroungarici nel luglio del 1849 durante l’assedio di Venezia. Il volume ebbe una grande influenza sui contemporanei ed è ancora oggi oggetto di studi nell’ambito aeronautico-militare. Il generale Douhet continuò negli anni a riflettere sugli utilizzi degli aeromobili in ambito bellico che comprendono anche la controversa teoria del “terrore aereo”, antesignana dei bombardamenti strategici. In ogni caso, l’introduzione dell’aviazione da guerra ha rivoluzionato la strategia militare e ha reso possibile una maggiore precisione e velocità di attacco, oltre che un maggiore controllo del campo di battaglia da parte dei comandanti.

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    Il dopolavoro in Germania

    12.00

    Krimer

    Questa pubblicazione propagandistica del tempo di guerra, ha un grande valore documentale e storico e non manca di essere sufficientemente esaustiva circa le principali caratteristiche di quella organizzazione di massa, presentata come una delle migliori realizzazioni del Reich in favore del popolo lavoratore. Si scorrono, così, tutti gli ambiti di intervento in cui il dopolavoro germanico dispiegava a sua capillare attività: cultura, sport, assistenza, viaggi, escursionismo, ferie e, infine, la salubrità delle abitazioni e dei posti di lavoro, di cui si occupava lo speciale comparto chiamato “Bellezza del Lavoro” (Schönheit der Arbeit). Questo ramo della socializzazione del lavoro, particolarmente all’avanguardia rispetto ai tempi, si occupava delle condizioni igieniche dei posti di lavoro, della salubrità degli ambienti, della difesa dall’inquinamento acustico e atmosferico, specialmente temibile nelle grandi concentrazioni industriali. Su questo speciale argomento è molto interessante il testo di Wilhelm Lotz sulla “Bellezza del Lavoro”, risalente al 1940, e ai tempi molto diffuso, che compare in appendice al presente libro.

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    Il Dorje e la spada – La resistenza armata tibetana contro l’invasione cinese (1950-1974)

    18.00

    Dopo l’invasione cinese del Tibet nel Marzo del 1959, nelle vastissime zone periferiche del territorio tibetano si sviluppò una spontanea guerriglia popolare contro l’invasore, che ebbe come prime protagoniste le tribù nomadi del Kham e conobbe successivamente una breve stazione di scarsi aiuti dall’Occidente. La storia di questa eroica resistenza popolare, che durò ben venticinque anni, è ancora oggi sconosciuta. Contiene un’esclusiva intervista al Presidente dell’Associazione dei Combattenti Tibetani in Esilio (Chushi Gandruk).

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 84 con alcune foto b/n

    Stampato nel 2020 da Il Cerchio

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    Il dossier Hitler. La biografia segreta del Fuhrer ordinata da Stalin

    20.00

    Per la prima volta pubblicato dopo 60 anni il segretissimo Dossier 462A, risultato dell’Operazione Mito, l’indagine voluta da Stalin sugli ultimi giorni di vita di Adolf Hitler, le cause della sua morte e il destino del suo cadavere. Questa relazione e’ il frutto di alcuni anni di ricerche di due agenti russi e degli interrogatori di numerosi membri dell’entourage di Hitler

    Rilegato, 15 x 23 cm. pag. 625 con alcune foto b/n

    Stampato nel 2020 da UTET

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    Il dossier segreto dei crimini francesi Vol 1. Le Marocchinate. La’ dove tutto ebbe inizio

    25.00

    Emiliano Ciotti

    Questo volume vuole raccontare, con documenti alla mano, le “gesta eroiche” della Francia contro una nazione ferita mortalmente dalla guerra, l’Italia. Un odio antico del popolo francese contro quello italiano che sotto l’impulso della “pugnalata alla schiena” del 1940 ha generato un’ondata di nazionalismo esaltato, trasformandolo fisicamente in torture ed uccisioni contro chi era colpevole di essere italiano in terra francese. Nel “dossier della vergogna”, una sintesi di oltre 1800 pagine della relazione che la Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano trasmise nel 1945 alla Commissione Alleata, vengono svelate le torture ai danni dei prigionieri, confermando ancor di più come i francesi si siano accaniti contro il popolo italiano tutto, militari e civili inermi, per vendicare l’attacco alla Francia del giugno del 1940.

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    Il dossier segreto dei crimini francesi. Dove tutto ebbe inizio. Le «marocchinate» Vol. 1

    25.00

    Emiliano Ciotti

    Questo volume vuole raccontare, con documenti alla mano, le “gesta eroiche” della Francia contro una nazione ferita mortalmente dalla guerra, l’Italia. Un odio antico del popolo francese contro quello italiano che sotto l’impulso della “pugnalata alla schiena” del 1940 ha generato un’ondata di nazionalismo esaltato, trasformandolo fisicamente in torture ed uccisioni contro chi era colpevole di essere italiano in terra francese. Nel “dossier della vergogna”, una sintesi di oltre 1800 pagine della relazione che la Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano trasmise nel 1945 alla Commissione Alleata, vengono svelate le torture ai danni dei prigionieri, confermando ancor di più come i francesi si siano accaniti contro il popolo italiano tutto, militari e civili inermi, per vendicare l’attacco alla Francia del giugno del 1940.

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    Il dossier segreto dei crimini francesi. Dove tutto ebbe inizio. Le «marocchinate» Vol. 2

    20.00

    Emiliano Ciotti

    I “dossier della vergogna”. Una sintesi di oltre 1200 pagine della relazione che la presidenza del Consiglio dei Ministri italiano trasmise, nel 1945, alla commissione alleata. Pagine in cui si raccontano le atrocità commesse dalle truppe francesi contro i soldati italiani detenuti nei campi di prigionia africani. Oltre a numerosi fascicoli sulle atrocità commesse dalle truppe francesi contro la popolazione italiana, fascicoli che raccontano di stupri, violenze, omicidi che hanno interessato Campania, Lazio, Toscana, Sicilia, Sardegna, Molise e Puglia. Nei “dossier della vergogna” vengono svelate le torture ai danni dei prigionieri, “confermando ancor di più – sottolinea a il presidente nazionale dell’Anmv, l’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate – come i francesi si siano accaniti contro il popolo italiano tutto, militari e civili inermi, per vendicare l’attacco alla Francia del giugno del 1940”.

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    Il dottor Mengele e i gemelli di Auschwitz

    10.00

    Carlo Mattogno

    Carlo Mattogno, nella sua disamine asserisce che, i crimini di cui venne accusato il dott. Mengele, non sono suffragati da nessun documento.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 50

    Stampato nel 2008 da Effepi

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    Il Dovere di protezione. Manuale di Security Risk Managemen

    39.00

    Umberto Saccone

    Viviamo in una società del rischio in cui le minacce alla nostra realtà sociale, economica e politica aumentano esponenzialmente. Al contempo, con sempre maggiore difficoltà riusciamo a individuarne le cause e gli effetti e, conseguentemente, a ridurne l’impatto negativo, diminuendo la nostra vulnerabilità. Il rischio dovrebbe essere visto come un generatore di opportunità. Ma per individuare, analizzare, comprendere e prevenire i rischi, cercando di coglierne gli aspetti positivi, dobbiamo dotarci di adeguate strutture di Risk Management.

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    Il dovere di protezione. Manuale di Security Risk Management

    39.00

    Umberto Saccone

    Viviamo in una società del rischio in cui le minacce alla nostra realtà sociale, economica e politica aumentano esponenzialmente. Al contempo, con sempre maggiore difficoltà riusciamo a individuarne le cause e gli effetti e, conseguentemente, a ridurne l’impatto negativo, diminuendo la nostra vulnerabilità. Il rischio dovrebbe essere visto come un generatore di opportunità. Ma per individuare, analizzare, comprendere e prevenire i rischi, cercando di coglierne gli aspetti positivi, dobbiamo dotarci di adeguate strutture di Risk Management.

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    Il dramma degli ebrei d’Europa

    22.00

    Questo studio è stato il primo tentativo europeo di fornire un quadro statistico e demografico reale delle perdite umane di quel fenomeno drammatico e complesso conosciuto come olocausto… Rassinier è riuscito con abilità ad individuare e a svelare quel vero e proprio “falso in bilancio” che ha portato alla cifra simbolo dei sei milioni.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 242

    Stampato nel 2018 da Effepi

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    Il Druidismo nell’antica Gallia – Storia costumi filosofia e superstizioni di un antico ordine sacerdotale

    15.00

    Nella storia della Gallia il Druidismo sembra rappresentare l’ultimo stato di un religioso incivilimento nel paese ancora semibarbaro. La misteriosa comparsa nella Gallia di questo che, pur tolerando tutti i culti primitivi, come quelli che i Celti avevano per le pietre, le fonti o le piante, rappresentava non già una vera religione o una particolare teologia, ma una vera e propria istituzione sociale, di natura del tutto particolare ed aristocratica, segna una felice fusione di forze intellettuali e morali, una specia di oasi tranquilla, in mezzo alla febbrile attività del culto multiforme e panteistico dei Celti.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 82 alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da Effepì

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    Il Duca della Vittoria – Il Duca della Vittoria: Armando Diaz e la relazione ufficiale della battaglia di Vittorio Veneto

    29.00

    Nel silenzio che circonda il centenario della Grande Guerra – silenzio tutto italiano, come ci si vergognasse di aver vinto! non certo in Francia, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e perfino in Australia e Nuova Zelanda – c’è un silenzio ancora più profondo che riguarda il Generale Armando Diaz e la terza battaglia del Piave, meglio nota come battaglia di Vittorio Veneto. Questo lavoro, dell’autore di Luigi Cadorna: “Una biografia militare”, cerca di colmare le due lacune integrando un profilo biografico di Armando Diaz, il Duca della Vittoria, con la Relazione Ufficiale sulla battaglia, compilata dal comando Supremo, un lavoro assai dettagliato e, cosa degna di nota, assai corretto dal punto di vista storiografico, senza troppe concessioni alla retorica ed allo spirito del tempo, tanto che può essere ancor oggi letta con il massimo interesse. Vengono anche riportati i bollettini di guerra dal 24 Ottobre al 4 Novembre, che della Relazione costituiscono indispensabile corollario. Una vittoria che veniva ad un anno esatto dopo lo sfondamento tedesco a Plezzo e Tolmino, e la ritirata al piave, vittoria di cui, proprio Armando Diaz, fu uno degli artefici.

    Brossura, 18 x 25,5 cm. pag. 202 illustarto con foto e cartine b/n

    Stampato nel 2018 da Soldiershop

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    Il duca di Sabbioneta – Guerre e amori di un europeo errante

    24.00

    Il libro ricostruisce, con rigore scientifico e piglio narrativo, la vita di Vespasiano Gonzaga Colonna. Troviamo così il protagonista ora alla testa di eserciti nella campagna romana come in Spagna, ora impegnato in delicate missioni, in Germania come sulle coste africane, sempre accompagnato dal sogno di dar vita a una città ideale, una “Piccola Atene”. Un sogno coronato di successo. Il fondatore della città Stato di Sabbioneta fu uomo al confine tra realtà e leggenda: su di lui pende il sospetto di avere ucciso la moglie e, involontariamente, il figlio; ebbe amori sofferti, ispirò Torquato Tasso e William Shakespeare, e formò una raccolta d’arte tra le maggiori d’Europa. Introspezione psicologica e antropologia di luoghi e personaggi sono amalgamati nella semplicità del racconto (che non diventa mai romanzo perché non ce n’è bisogno). Attraverso un ritratto del XVI secolo nei suoi vari aspetti, il volume offre una chiave di lettura di fenomeni presenti ancora oggi: eurocentrismo, autonomismo, conflitti etnici e religiosi, forme di colonialismo (come nel caso del Monferrato di allora, che può ricordare la Grecia di oggi) perpetrate col ricatto del debito. Un invito insomma a comprendere il sostrato politico e umano della nostra Europa, e a riflettere sull’aspirazione ad uno Stato, ad una patria (sullo sfondo, il tormentato, ineludibile rapporto con l’Africa). Congiure di principi e di popolo, banchetti, viaggi sulle due sponde del Mediterraneo s’intrecciano in un racconto appassionante ed attuale.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 400 con circa 365 illustrazioni e foto b/n

    Stampato nel 2013 da Mimesis

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    Il Duce a Trieste – La città in camicia nera

    15.00

    Non fu casuale che Mussolini scegliesse Trieste per iniziare la visita alle Venezie, cioè alle regioni sul confine nord-orientale, per ragioni storiche intimamente collegate alla realtà centroeuropea, e affrontasse pubblicamente la questione razziale parlando delle misure antiebraiche. Trieste vantava una delle maggiori comunità israelitiche, perfettamente integrata, con eccezionali meriti patriottici, irredentisti e fascisti, e quindi questo rispondeva a un preciso calcolo ideologico, una sorta di sfida al presunto nemico nella sua roccaforte. Nel contempo l’avvio dei lavori per la nuova sede dell’ateneo cittadino confermava l’impegno del regime a fare del porto adriatico un faro di civiltà italiana nei riguardi degli stati vicini e la puntata oltre confine testimonia della pax adriatica nel momento in cui in Europa si addensano nubi tempestose. Le due giornate triestine, viste attraverso le immagini e gli scritti raccolti in questo testo, si propongono come una summa della politica del fascismo nel momento in cui, all’apparente apice del successo, ne iniziava il declino interno e internazionale.

    Brossura, pag. 150 con circa 300 fotografie in b/n

    Stampato nel 2008 da Luglio

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    Il Duce nella storia della terra pontina. Dai tentativi di bonifica alle città nuove

    15.00

    Il volume in questione, rappresenta una fonte preziosa, per la conoscenza di dati ed elementi aggiuntivi, riguardanti la bonificazione pontina. Come tantissime altre bonifiche, portate a termine nel ventennio fascista, queste miravano a rendere abitabili e coltivabili, vaste aree del nostro paese, caratterizzate da zone paludose e dalla persistente malaria. Oggi, alcune delle località nate in seguito alle bonifiche, portano ancora numerosi segni archittetonici dell’epoca.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 160 con numerose foto b/n

    Stampato nel 2005 da Novecento

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    Il Duce, il Re e il loro 25 luglio

    16.80

    Un’ampia riflessione sui motivi per i quali il Duce, quando decise di dare la sua versione sugli avvenimenti che precedettero e seguirono il 25 luglio 1943, lo abbia fatto in maniera limitata, nebulosa e contraddittoria tanto da essere costretto, nella breve prefazione al suo “Storia di un anno”, a dichiararla incompleta.

    Brossura, 15,5 x 21,5 cm., pag. 192 illustrato con circa 30 foto b/n

    Stampato nel 2006 da Lo Scarabeo

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    Il Durchgangslager di Birkenau. Registrazioni e Trasferimenti

    35.00

    Carlo Mattogno

    Claude Pressac, nel 1989, ipotizò un numero ipotetico di 271.000 ebrei ungheresi deportati ad Auschwitz. Tali numeri, praticamente, concidono con le affermazione dell’autore di questo libro, Carlo Mattogno.
    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 306

    Stampato nel 2024 da Effepi

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    Il faggio e la quercia (Romanzo)

    18.00

    Ivan Cammarasana

    Imprese alpinistiche e azioni militari, amori eterni e vite spezzate, isole piratesche e miniere d’oro, storie personali e leggende del folklore: questo romanzo – avvincente e mozzafiato – parte dagli albori dello squadrismo e attraversa il dramma della guerra civile, dando voce ad un giovane volontario delle Brigate Nere e ripercorrendo le tappe di un percorso umano, politico e spirituale che appartiene alla storia d’Italia. Un racconto di fantasia, che però si innesta sulla traccia di una ricostruzione storica puntuale, capace di fotografare il territorio novarese – sceneggiatura e protagonista indiscusso della narrazione – nella sua natura più intima e nella sua sacralità assoluta: il faggio e la quercia – del resto – attestano questa costante tensione alla verticalità, metaforicamente richiamata dall’ascensione alle vette alpine.

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    Il falco del Ruitor – Alpini della RSI in difesa della Valle d’Aosta

    Il prezzo originale era: €16.00.Il prezzo attuale è: €9.60.

    Aristide Galliani       Prezzo di listino: 16.00 (sconto 40%)

    Aristide Galliani nasce il 26 aprile 1922 a Bologna, terminato il Ginnasio frequenta il Liceo Classico, dove ottiene la maturità nel 1942. Si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, ma la guerra incombe ed il Regio Esercito ha bisogno del suo contributo. Viene chiamato alla armi nel febbraio del 1943, destinato a frequentare il V° Corso Allievi Ufficiali di Complemento ed inquadrato nel VI Battaglione d’Istruzione. L’armistizio dell’8 settembre lo coglie nei dintorni di Pisa, dove, insieme ai commilitoni, svolge attività di supporto ai civili coinvolti nei bombardamenti Alleati. Riesce, dopo innumerevoli peripezie, a rientrare a Bologna, dove ricomincia a frequentare l’Università fino all’aprile 1944, quando viene rastrellato dai tedeschi ed inviato in Germania. Inquadrato nel 4° Reggimento Alpini della Divisione “Littorio”, effettua l’addestramento nel campo di Sennelager, dimostrando buone capacità di comando. Quando la Div. “Littorio” rientra in Italia, il 4° Rgt. Alpini viene schierato nella Valle d’Aosta, a difesa dei confini minacciati dai francesi del Gen. De Gaulle, ed il Serg. Galliani è destinato, con la sua squadra, al presidio delle postazioni sulla linea del fronte nella zona del Ruitor. Ai primi di marzo del 1945 ottiene una licenza studio, riesce fortunosamente a ritornare a Bologna, dopo aver effettuato una missione a Milano, ed il 21 aprile “viene liberato” dagli Alleati. Sottoposto a processo da parte di un Tribunale Popolare, riesce a dimostrare la sua estraneità alla lotta contro i partigiani, venendo assolto a fine aprile.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 112 con circa 78 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2011 da Lo Scarabeo

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    Il falco e il leone – Soldati italiani al confine orientale 1941-1943

    23.00

    Questo saggio è un interessante approfondimento alle tematiche legate alla frontiera orientale italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, con particolare riguardo agli anni 1941-1943. Il difficile rapporto tra Italiani e Tedeschi, Italiani e Serbi e soprattutto tra Italiani e Croati viene analizzato con puntualità e senza prevenzioni di parte attraverso i molti documenti ritrovati e riportati dall’Autore. Attraverso questa lettura viene alla luce l’impossibilità di un “rapporto sereno” tra le varie componenti etniche presenti su questo scenario di guerra. Solo ricordando tutte le conseguenze del conflitto in Jugoslavia e nella Venezia Giulia, allora italiana, insieme all’analisi dei presupposti e dei fatti politici e militari legati allo scoppio della guerra, si può arrivare a comprendere meglio una pagina di storia così importante e sottovalutata per anni da molti storici italiani e d’oltre confine.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 221 + 32 pagine fuori testo con illustrazioni e cartine b/n

    Stampato nel 2010 da Settimo Sigillo

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    Il fantasma sul trono. La morte di Alessandro Magno e la sanguinosa lotta per il suo impero

    22.00

    James S. Romm

    Quando nel 323 a.C. Alessandro Magno muore inaspettatamente a Babilonia all’età di 33 anni, il suo impero si estendeva dal mare Adriatico a Occidente fino all’India moderna a Oriente. Gli intrighi e la violenza, le strategie politiche così come le alleanze, gli omicidi e le guerre che hanno luogo nei successivi decenni possono competere con le più famose tragedie del teatro. James Romm descrive magistralmente gli eventi drammatici nella lotta per l’eredità del condottiero macedone. In un’atmosfera spettrale il giovane re si congeda dai suoi più stretti “Compagni”, letteralmente al suo fianco sin dalla tenera età e che con lui avevano conquistato il mondo. Si narra che poco prima di morire abbia deciso di lasciare il suo posto “al più forte”. Ma chiunque tenti di elevarsi sopra gli altri, si sa, non può farlo senza danno. E così il grande impero che si estendeva su tre continenti affonda ben presto in una serie infinita di guerre, in cui i membri della famiglia argeade – la casa reale macedone – diventano pedine nelle mani degli ex generali di Alessandro.

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    Il faro del mondo nuovo – D’Annunzio e i legionari a Fiume tra guerra e rivoluzione

    18.00

    A cent’anni dall’impresa di Gabriele D’Annunzio, l’occupazione di Fiume attrae ancora l’attenzione di appassionati e lettori. Questo è il racconto, basato su documenti inediti, di ufficiali e soldati che disertarono e iniziarono un’impresa che occupa un posto centrale nella storia del Novecento e fu capace di influenzare in modo decisivo la mentalità di larghi strati dell’inquieta società italiana del dopoguerra. Questa è la ricostruzione dei rapporti dei legionari con le correnti politiche e culturali europee (fascismo, nazionalismo, socialismo, liberalismo, massoneria) e della genesi della Carta del Carnaro, testo costituzionale straordinario, innovativo e non sempre del tutto compreso.

    Brossura, 16,5 x 24 cm. pag. 192 con 2 cartine e 2 foto b/n

    Stampato nel 2019 da Gaspari

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    Il fascino del fascismo. L’adesione degli intellettuali europei

    48.00

    Il fascismo e il nazionalsocialismo rappresentano, per tutti oggi, il male assoluto compito consapevolmente. Eppure, nell’Europa tra le due guerre furono in molti, tanto tra l’intellighenzia quanto tra il popolo, ad essere attratti dai movimenti fascisti. Perchè il fascismo risultò tanto attraente? E perchè calamitò a sé individui dotati di talento e senso critico? Basandosi su un corpus di scritti letterari, articoli e fonti storiche e filosofiche straordinariamente vasto, il libro, analizza a fondo il trasporto di alcuni (oltre 80) intellettuali europei per il fascismo. Il libro dimostra che il pensiero fascista aveva sostenitori in tutta Europa, anche nei paesi nordici, e non solo nei paesi noti come suoi propugnatori, Germania e Italia. Il fascismo funse da legame tra correnti di pensiero e tendenze proprie dell’epoca: unì arte e religione, antisemitismo e forza vitale, filosofia e letteratura. Ammaliò intellettuali insigniti del premio Nobel quali Knut Hamsun e Luigi Pirandello e, per un breve periodo, anche il filosofo Martin Heidegger.

    Brossura, 17,5 x 25 cm. pag. 574

    Stampato nel 2017 da Settimo Sigillo

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    Il fascio di forze

    25.00

    Il Libro si presenta apparentemente come il rendiconto di un osservatore da se stesso investito del compito di vedere, ascoltare e riportare, proprio nella sua patria, la verità circa un mondo appositamente deformato nella sua veridicità oggettiva e spirituale, morale; rendiconto che serva da monito e da esempio a una Francia depauperata e degradata nella propria identità. Frutto di una scelta, la scelta appunto d’intraprendere un viaggio di vera conoscenza in una Germania a quel tempo tacciata dall’Europa di menzogna e costrizione, Châteaubriant si trova, una volta entrato in un mondo le cui porte erano state tappezzate della dissacrazione dei feuilleton, di fronte alla più grande e sublime delle armonie, di fronte all’ipostatizzazione più cristallina della purezza, di fronte alla verità. Ed è allora che tutto, tutto, dai panorami dal sibillino significato ancestrale alle costruzioni che si abbarbicano su vette irraggiungibili se non all’occhio dell’aquila, dalla sequenza delle note su uno spartito di Bayreuth alle parole profferite di fronte a folle e folle di persone esultanti, dalle concavità abissali dei fiumi alle braccia tese a salutare il sole; tutto, tutto si tinge di poesia: la poesia di Lohengrin e del Cavaliere di Bamberga, la poesia del suolo e la poesia del sangue, la poesia di voci e mani – le mani tese dalla Germania alla Francia.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 247

    Stampato nel 2016 da Thule Italia

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    Il Fascio e la Mezzaluna – I nazionalisti arabi e la politica di Mussolini

    38.00

    La lotta contro la dominazione franco-britannica portata avanti dal Gran Muftì di Gerusalemme Amin el-Husseini e dal Primo Ministro irakeno Rashid Ali el-Gailani si intensificò nella seconda metà degli anni trenta. Il contrasto anglo-italiano per la questione etiopica portò l’Italia ad appoggiare la causa indipendentista del mondo arabo. Con lo scoppio della guerra tali relazioni assunsero i caratteri di una vera e propria alleanza politica e militare. Questo studio delle relazioni arabo-italiane degli anni ’30 e ’40 permette di conoscere la reale portata delle aspirazioni politiche italiane nello scacchiere mediorientale e ritrovare le radici del movimento arabo che ancora oggi, nonostante le variabili sociali, religiose, politiche ed economiche, lotta per un affrancamento dal mondo occidentale e dal suo modello sociale.

    Rilegato, 15,5 x 21,5 cm. pag. 640 + 30 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2003 da Settimo Sigillo

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    Il fascio e la runa – Studi e ricerche sulle SS Ahnenerbe in Italia

    19.00

    La Ahnenerbe Forschungs und Lehrgemeinschaft (Associazione per la ricerca e l’insegnamento dell’eredità degli antenati), fondata nel 1935 da Heinrich Himmler con l’obiettivo di valorizzare il passato del popolo germanico, è forse una delle istituzioni del Terzo Reich più note ma meno conosciute. I membri dell’Ahnenerbe operarono anche in Italia nel periodo fra il 1935 e il 1945, con velleità scientifiche ed esoteriche, ma anche – a sorpresa – di salvaguardia di opere d’arte. Attraverso documenti inediti o di difficile reperimento, questo saggio ricostruisce l’attività della SS Ahnenerbe nel nostro Paese, dove operò alla ricerca di prove del primato dell’antico mondo germanico e quindi del Terzo Reich nella realtà storica del tempo. Al di là dei miti di Atlantide e degli studi fantastici sulle origini delle civiltà preromane, fu possibile condurre importanti campagne di scavo e contribuire alla catalogazione e alla tutela di numerosi beni architettonici e archeologici della nostra Penisola, ad esempio con il Kunstschutz Abteilung, l’Ufficio per la Protezione dell’Arte, creato per proteggere i nostri monumenti dai bombardamenti e dalle devastazioni della guerra.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 320 + 16 pagine fuori testo con foto b/n

    Stampato nel 2015 da Mursia

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    Il fascio littorio

    24.00

    Il fascio littorio, riedizione anastatica di un volume pubblicato nel 1933 a cura di Antonio M. Colini, collaboratore qualificato dell’allora Museo dell’Impero, ripercorre in maniera completa ed esauriente la storia del simbolo della potenza imperiale romana. Il suo significato è infatti illustrato sia dal punto di vista del valore simbolico, sia per quanto riguarda le memorie e rappresentazioni di queste insigna imperii in monete, bassorilievi, statue e monumenti di vario genere. La prima parte dell’opera descrive dettagliatamente l’origine e la forma dei fasci romani e la loro attribuzione a littori e magistrati a seconda della loro funzione istituzionale, del loro ruolo e del particolare momento storico. Il libro passa poi, nella seconda parte, a descrivere con minuziosa e documentata attenzione, la presenza dei fasci littori nei monumenti dell’arte antica, indicandone la provenienza zona per zona e illustrandoli nel dettaglio sia quanto alle costruzioni principali, sia quanto a monumenti minori e frammenti isolati. A completare l’opera vi sono infine un capitolo dedicato alle monete ed una serie completa di tavole illustrative, che rendono il libro estremamente interessante non solo per gli storici ma anche per i curiosi e gli appassionati.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 248 con circa 86 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2011 da Ritter Edizioni

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    Il Fascio, la Svastica e la Mezzaluna

    26.00

    Un poderoso saggio storico che ricostruisce, a partire dal 1919, le relazioni che intercorsero tra il fascismo delle origini e quello del regime e, i più rappresentativi esponenti del nazionalismo arabo, le affinità ideologiche del fascismo con l’Islam e la contraddittoria politica araba dell’Italia che, all’epoca, si proponeva come ponte tra Oriente e Occidente ma con un occhio ai rapporti con la Gran Bretagna. Vengono poi indagati i rapporti tra nazionalsocialismo e i movimenti di liberazione arabo-islamici, la politica araba di Hitler e del nazionalsocialismo. Le tappe della politica di collaborazione che si sviluppò dal 1936 fino al 1945 tra le potenze dell’Asse e i movimenti di liberazione nazionale del mondo arabo islamico (vicende diplomatiche e militari), gli sforzi dei leader arabi per ottenere il riconoscimento ufficiale della loro causa da parte di Roma e Berlino. Infine, nella seconda parte, La spada dell’Islam, è dettagliatamente ricostruita la storia dei corpi militari che i tedeschi riuscirono a costituire con volontari musulmani. È la storia delle unità arabe della Wehrmacht, delle tre divisioni SS costituite con volontari musulmani europei della Bosnia Herzegovina e dell’Albania, delle tante unità della Wehrmacht e della Waffen SS cui dettero vita i volontari originari delle repubbliche musulmane dell’Urss: tartari, uzbeki, turcomanni, tagiki, azeri, calmucchi, khirghisi; fino alle simboliche Frecce Rosse, i volontari arabi che l’esercito italiano, sotto gli auspici del Gram Mufti, tentò di organizzare poco prima della caduta del fascismo.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 408

    Stampato nel 2003 da Mursia

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    Il fascismo alla ricerca del nuovo mondo – L’America Latina nella pubblicistica italiana 1922-1943

    22.00

    L’ascesa del regime di Mussolini segna l’inizio di un periodo di grande e inatteso interesse della pubblicistica italiana per l’America Latina. Sebbene le linee di tendenza appaiano per molti aspetti in continuità con quanto pubblicato durante l’Ottocento e i primi del Novecento, nel corso del ventennio si produce, infatti, una rilevante svolta nella riflessione e nell’interpretazione dei paesi latinoamericani. Sospinti dalle attenzioni riservate dal fascismo alla regione, una folta schiera di giornalisti, scrittori, viaggiatori e accademici prendono a frequentare assiduamente il subcontinente americano, favorendo un progressivo ampliamento quantitativo delle opere e, soprattutto, dell’orizzonte tematico, che inizia a spaziare dalla geografia alla composizione etnica, dall’analisi del quadro politico sino a quella delle relazioni internazionali, economiche e commerciali. Sul finire degli anni venti, vengono più schiettamente alla luce le intenzioni del regime mussoliniano, determinato a conquistare anche in quella parte del mondo nuovi bacini dove poter dispiegare i propri progetti di espansionismo ideologico, economico e culturale, nel solco di una nuova politica imperialista e di potenza. Queste ragioni, rinvigorite da un costante sentimento di vicinanza etnica e culturale, fanno sì che, tanto agli occhi degli scrittori quanto a quelli di influenti uomini di governo, l’America Latina divenga, parafrasando un fortunato titolo dell’epoca, un “problema fascista”

    Brossura, 13,5 x 21 cm. pag. 234

    Stampato nel 2018 da Ombre Corte

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    Il fascismo come fenomeno europeo

    20.00

    Questo contributo di Adriano Romualdi si rivela di particolare interesse per il taglio storiografico con cui l’argomento viene affrontato, integrato, come è, da una continua attenzione verso l’aspetto ideologico, e nella specificità della prospettiva europea in cui il fascismo viene oculatamente inserito, cogliendone le radici culturali nella civiltà del vecchio continente e in particolar modo nel romanticismo ottocentesco. La modernità del fenomeno fascista, che pur si alimenta dell’humus spirituale e culturale dell’Europa, è colto lucidamente dallo studioso nel suo tentativo di socializzare i valori tradizionali, riproponendoli nell’era della modernizzazione e della massificazione, al fine di “reintegrare i diseredati nella proprietà, nella famiglia, nella patria”.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 169 illustrato con alcune foto b/n

    Stampato nel 2012 da Settimo Sigillo

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    Il fascismo contro il comunismo. Fascismo e bolscevismo

    15.00

    Antonino Pagliaro – Francesco Coppola

    Pubblicato nel 1938 dalla Biblioteca Popolare di Cultura Fascista, Il Fascismo contro il Comunismo di Antonino Pagliaro non si sofferma esclusivamente sulla nascita e l’evoluzione del comunismo, bensì focalizza l’attenzione sui punti salienti della dottrina fascista soprattutto in riferimento all’uomo e al lavoratore. Sempre del 1938, Fascismo e Bolscevismo di Francesco Coppola. Articolato in due parti, il testo affronta innanzitutto i due movimenti nel contesto della politica europea, per poi completare il quadro corredandolo di scritti riguardanti alcuni momenti della battaglia antibolscevica.

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    Il Fascismo crocevia della modernità

    15.50

    Spadaro, fortemente anticlericale, ha compiuto una ricerca interessante e nuova nella sua angolazione. Vicino al vero fascismo, che fu più laico e meno oltranzista nella difesa dell’ortodossia di quanto non lo sia poi diventato il neofascismo, ha operato dei recuperi di un certo interesse, come quello di Murri, prete modernista e scomunicato che passò dall’ idea democratico cristiana al fascismo. Spadaro critica la Chiesa di inizio secolo, troppo chiusa e severa coi fermenti del pensiero modernista, e quella di fine secolo, troppo aperta e indulgente verso i cattocomunisti. Affronta insomma il bilancio di un secolo volendo chiudere i conti con il fascismo, che non ha vissuto di persona, da cui prende le distanze, e col cattolicesimo, in cui ha creduto fino a quando il Concilio Vaticano II non ha fatto emergere la sua volontà di menzogna ad ogni costo.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 286

    Stampato nel 1998 da Settimo Sigillo

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    Il fascismo degli italiani – Una storia sociale

    20.00

    A differenza del nazionalsocialismo al quale sono stati dedicati studi di storia sociale sia da parte di storici tedeschi sia anglosassoni, il fascismo italiano appare ancora privo di una storia sociale complessiva, mentre esso è divenuto oggetto e modello per una lettura culturale del fenomeno totalitario. Questo lavoro si presenta come prima sintesi della società italiana sotto il regime fascista, dagli anni della presa del potere sino alla sua crisi durante il conflitto mondiale, passando attraverso il lungo decennio dell’organizzazione e dell’ottenimento di un consenso tra classi medie e tra ceti popolari. Partendo da studi che hanno ricostruito settori specifici dell’organizzazione di massa del partito (le opere rivolte all’infanzia, alla maternità, ai giovani, al dopolavoro) la mobilitazione della popolazione maschile (la milizia, lo sport) ed analizzato l’insediarsi e l’organizzarsi del regime in provincia, il libro esamina l’incidenza del fascismo nella quotidianità degli italiani, nelle mentalità, nel plasmare paternalismo e conformismo ed anche individua atteggiamenti di resistenza e di dissidenza sociale e culturale.

    Brossura, 15 x 22,5 cm. pag. 363

    Stampato nel 2022 da UTET

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    Il fascismo e gli italiani all’estero

    14.00

    Gli italiani residenti all’estero furono per il regime fascista un importante strumento di politica estera. Gli obiettivi di Mussolini nel mondo furono diversi e il Duce ritenne di dover adottare una strategia flessibile a seconda dei paesi e delle comunità italiane nei confronti delle quali ci si rivolgeva. Il capo del fascismo sottopose tali comunità a una massiccia propaganda, enfatizzando l’importanza dell’italianità nei contesti esteri, sottolineando come l’immigrato dovesse divenire un sorta di “italiano nuovo” forgiato dai valori fascisti. Molti immigrati espressero consenso nei confronti del regime di cui sostennero le politiche. Specialmente nel corso del conflitto con l’Etiopia le comunità si mobilitarono per raccogliere fedi e denaro a sostegno della madre patria impegnata in guerra. Prioritaria fu poi la ricerca del consenso delle giovani generazioni attraverso l’organizzazione di colonie estive, l’inquadramento paramilitare e la gestione delle scuole italiane. La guerra giocò negativamente contro questo progetto, in molti paesi le autorità locali reagirono contro gli immigrati italiani accusati di essere potenziali “quinte colonne”, sottoponendoli a misure restrittive delle loro libertà personali e giungendo a internare una minoranza di estremisti.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 160

    Stampato nel 2010 da Clueb

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    Il fascismo e i partiti politici italiani. Testimonianze del 1921-1923

    32.50

    Questa raccolta comprende testi redatti e pubblicati in un brevissimo arco di tempo compreso fra il 1921 e il 1923, quando cioè il fascismo non era ancora giunto al potere o, se vi era giunto, non aveva ancora definito i suoi caratteri e i suoi propositi in maniera inequivocabile. Sono testi che esemplificano gli orientamenti politico-culturali del paese. La raccolta è funzionale all’approccio metodologico adottato da De Felice per la ricerca storiografica: leggere scritti coevi, e di parti politiche diverse, per capire, al di là delle schematizzazioni ideologiche, che cosa il fascismo sia stato o abbia voluto essere e in qual modo esso sia stato percepito, all’epoca, dai suoi sostenitori e dai suoi avversari. Curata dal maggiore storico del fascismo, Renzo De Felice, che vi ha premesso anche un articolato studio introduttivo, questa raccolta consente la lettura di saggi significativi ma di reperimento assai difficile ed è preziosa per capire non soltanto la natura del fascismo, ma anche l’atteggiamento che verso di esso assunsero, all’inizio, gruppi politici, stampa e singoli esponenti della vita culturale italiana.

    Brossura, 15 x 22,5 cm. pag. 410

    Stampato nel 2005 da Le Lettere

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    Il fascismo e i suoi risultati pratici – Per la pace del mondo

    18.00

    Il fascismo e i suoi risultati pratici – primo numero dei “Quaderni dei C.A.U.R.” [Comitati d’Azione per l’Università di Roma], pubblicato con il titolo Noi tedeschi e il fascismo di Mussolini – contiene le osservazioni, frutti di studio e di approfondimenti in loco, del dr. Joseph Goebbels riguardo alle teorie e ai conseguimenti del fascismo. Se questa è una traduzione ex novo rispetto a quella proposta dal direttore dell’Istituto di cultura fascista, Alberto Luchini, è invece del tutto inedita quella del secondo scritto qui contenuto – “Per la pace del mondo”. Entrambi i testi dono tratti da Signale der neuen Zeit – 25 ausgewählte Reden von Joseph Goebbels. Un’agile introduzione, una postfazione e un’appendice, con estratti dal libro del 1934 “Il problema austriaco e l’Italia” del prof. F. S. Giovannucci, forniranno al lettore degli spunti per gettare uno sguardo da una differente prospettiva – rispetto alle parole del ministro del Reich per la Propaganda – sui rapporti tra i fascisti di Mussolini e i tedeschi di Hitler.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 107

    Stampato nel 2017 da Thule Italia

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    Il fascismo e l’immagine dell’impero. Retoriche e culture visuali

    35.00

    Luca Acquarelli

    La sera del 9 maggio 1936, dal balcone di Palazzo Venezia e dalle radio di tutta Italia, Benito Mussolini proclama l’istituzione dell’impero d’Italia, con il celebre discorso che annuncia «la riapparizione dell’Impero sui colli fatali di Roma». La narrazione dell’impero fascista è oggetto in questo libro di un’analisi approfondita, condotta attraverso la visione e la lettura delle immagini della propaganda. Se la vicenda storica è ovviamente sullo sfondo, il volume si concentra maggiormente sull’impianto iconografico e narrativo dell’impero, frutto della gigantesca macchina propagandistica messa in piedi dal regime fascista.

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    Il fascismo e la tradizione italiana

    12.00

    Il muro di Berlino ha sepolto i comunisti, il mito dell’unità italiana intorno ai sacri e indeclinabili valori della resistenza al fascismo ha consegnato ai postcomunisti il potere di legittimare o delegittimare qualunque esponente della cultura e della politica nazionale. L’uscita della tradizione italiana dagli ingranaggi della censura comunista non è dunque possibile senza accettare il fatto che, molti prelati e cattolici italiani, avviarono un dialogo costruttivo con il fasismo.

    Brossura 14 x 20,5 cm. pag. 151

    Stampato nel 2012 da Solfanelli

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    Il fascismo immenso e rosso

    20.00

    Giano Accame

    Al centro di questo libro sta un’interpretazione del fascismo che, seppur condotta con scrupolo scientifico, non è puramente catalogatoria di un fenomeno del passato. Ha una precisa funzione pratica: quella di fornire alla “destra” le categorie culturali di un nuovo protagonismo per uscire dal lungo letargo in cui la politica italiana è caduta con la crisi delle ideologie. La presente opera, edita per la prima volta nel 1990, oltre che ritracciare un percorso storico, ripropone quel modello di socialismo patriottico che è stato il filo conduttore della teorizzazione politica di Accame sin dagli anni Cinquanta. Come per molti scritti di Giano Accame l’attualità delle argomentazioni e tesi. Introduzione di Marcello De Angelis.

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    Il fascismo in Europa 1918-1945

    15.00

    Il lavoro di Arnd Bauerkämper costituisce un utile e interessante tentativo di fare il punto sul più recente dibattito internazionale sulla categoria di “fascismo”, intesa in senso sovranazionale e tipologico. L’autore si propone infatti di offrire un quadro articolato e problematico sia della più recente discussione storiografica, sia delle evidenze fattuali, che a suo avviso consentono di parlare di una categoria generale di “fascismo”, pur con alcune limitazioni spaziali e temporali: l’Europa fra le due guerre. Tuttavia, egli si sofferma anche su fenomeni extraeuropei, dal Giappone all’America Latina, in cui gli sembra di poter cogliere più le differenze che le analogie con i movimenti e i regimi emersi nel continente europeo nel periodo inter-bellico. Peccato che l’autore alla fine tenti di trovare delle analogie, a nostro avviso, assolutamente fuori luogo tra i movimenti sorti negli anni ’20 e ’30 con alcuni fenomeni di “intolleranza” dei nostri giorni. I soliti luoghi comuni.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 156

    Stampato nel 2009 da Ombre Corte

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    Il fascismo in presa diretta – Come lo vedevano gl’Italiani e gli stranieri

    15.00

    Questo libro è una raccolta mdi giudizi sul fascismo quale lo vide allora, almeno sino al 1938, la stragrande maggioranza degli italiani e degli stranieri. Nessuno può negare gli errori e gli aspetti negativi del fascismo, ma non per questo si deve tacere ciò che esso ebbe e fece di positivo, confermato dal consenso pressoché totale che quel movimento riscosse per circa un ventennio.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 216

    Stampato nel 2017 da Herald Editore

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    Il fascismo in provincia – Articolazioni e gestione del potere tra centro e periferia

    30.00

    Chi comandava veramente sotto il fascismo? A prima vista sembrerebbero esserci pochi dubbi al riguardo: ogni giorno durante il Ventennio da Roma partiva una “valanga” di ordini e direttive; erano ordini destinati ai fasci provinciali e il tono – fascisticamente deciso e perentorio – non ammetteva discussione. Ma fino a che punto i fasci locali obbedivano ai comandi di Roma? Fino a che punto, di contro, i gerarchi provinciali prendevano decisioni in modo autonomo, seguendo una logica più locale che nazionale? Attraverso studi settoriali sui vari fascismi provinciali, il volume fa luce per la prima volta sull’effettiva distribuzione del potere durante il Ventennio, mostrando da una parte i limiti di quella centralizzazione tanto voluta dal regime e dall’altra il peso dell’ingerenza nella gestione del potere provinciale di tradizioni, interessi, e anche ambizioni più strettamente locali. Ne emerge un quadro nuovo, ricco e complesso, che mette in questione i luoghi più comuni con cui siamo abituati a pensare i meccanismi di funzionamento della dittatura.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 262

    Stampato nel 2014 da Viella

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    Il fascismo portoghese – Le interviste di Ferrro a Salazar

    18.00

    Il volume propone le interviste che il giornalista Antonio Ferro fece al dittatore lusitano Antonio Oliveira de Salazar, tra il 1932 e il 1938, per far conoscere in Portogallo e all’estero il valore della sua dottrina e il modello di stato che aveva in mente. Riletti oggi, questi testi sono da considerarsi capitoli di un vero e proprio “Mein Kampf” del regime portoghese, ma anche le parti di un’autobiografia dello stesso Salazar. Tra ricordi personali e prospettiva politica, nei colloqui con Ferro, il presidente del consiglio lusitano, oltre a parlare di strategie economiche e politiche, parla di se stesso e della sua formazione. Da tutto ciò emerge il profilo di un dittatore atipico, più a proprio agio tra le carte che a contatto con le masse. Un capo, che seppe conciliare la propria cultura cattolica con quella fascista, poiché ammirava profondamente Benito Mussolini. Le interviste tracciano, in tal modo, un affresco coerente dell’idea di Estado Novo, alla quale Salazar rimarrà fedele per tutto il suo lungo mandato.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 267

    Stampato nel 2014 da Pendragon

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    Il fascismo rimosso: Cioran Eliade Lonesco

    29.00

    Emile Cioran, Mircea Eliade e Eugène Ionesco sono riconosciuti come tre importanti classici della cultura francese ed europea della seconda metà del XX secolo. Nati in Romania precisamente a due anni di distanza l’uno dall’altro – nel 1907 Eliade, nel 1909 Ionesco e nel 1911 Cioran – i tre giungeranno, sul filo di percorsi peraltro accidentati, a imporsi come maestri pressoché incontestati, ciascuno nel proprio campo: Cioran come esteta dell’apocalisse e “La Rochefoucauld del XX secolo”; Ionesco, primo scrittore francese ad essere pubblicato, ancora vivente, ne La Pléiade, quale principe dell’assurdo; Eliade come “uno dei più grandi storici delle religioni del nostro tempo”, secondo un’espressione comparsa un po’ ovunque al momento della sua morte, nel 1986. Per coloro che si interrogano sull’adesione al fascismo di Emile Cioran e soprattutto di Mircea Eliade, questo libro dissiperà gli ultimi dubbi. Tutt’altro che peccato giovanile, si scoprirà, partendo dagli inediti scritti politici in francese e da archivi fino ad ora inesplorati, l’ampiezza del discorso antisemita e ultranazionalista portato avanti da questi due autori oggi celebri in tutto il mondo…. Di questa “rimozione del fascismo” Ionesco fu un testimone consenziente? Il giovane intellettuale di sinistra conosceva perfettamente, per averla combattuta negli anni Trenta, la militanza dei suoi compatrioti. Come interpretare allora il bizzarro patto del silenzio stretto nel Dopoguerra tra i tre uomini? Complice amnesia o equivoco effetto delle solidarietà anticomuniste dell’esilio? Attraverso una minuziosa inchiesta storica, l’Autrice ci fa viaggiare dalla Bucarest delle Guardie di Ferro alla Parigi dell’anteguerra.

    Rilegato, 15 x 23 cm. pag. XXVI + 466

    Stampato nel 2008 da Utet

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    Il Fascismo rurale – Arrigo Serpieri e la bonifica integrale

    20.00

    Attraverso la storia di quest’uomo, peraltro croce di guerra oltre che accademico e cattedratico, principale protagonista delle bonifiche in Italia (ricordiamo anche il suo fondamentale ruolo nella battaglia del grano) e precursore della sociologia in Italia, il volume descrive il contesto storico e agricolo in cui operò il fascismo, leggendo dal suo punto di vista la situazione economica e politica nazionale confrontandola con quella estera. Egli fu teorico ed artefice dell’impresa che portò nel solo Agro Pontino alla creazione di 5 nuove cittadine e 18 borgate: la Bonifica Integrale dell’ Italia che all’epoca era una realtà prevalentemente rurale sia economicamente che a livello di mentalità e costumi. Il libro, attraverso un’analisi scientifica dei dati e delle fonti offre un quadro organico dell’Italia agricola, perchè non si può capire il fascismo se non se ne conoscono gli aspetti rurali.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 280

    Stampato nel 2001 da Settimo Sigillo

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