The Spange for the Iron Cross 2. Class

Seconda Guerra Mondiale

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    The Spange for the Iron Cross 2. Class

    119.00

    Dietrich Maerz

    Questo è un lavoro di riferimento assoluto, completo e dettagliato per quanto riguarda la Croce di Ferro di seconda classe. In centinaia di pagine, l’autore offre informazioni sulla storia della decorazione, il processo produttivo, le metodologie di assegnazione e conferimento, oltre  a centinaia di illustrazioni a colori delle medaglie e degli attestati di conferimento stessi, che rendono più facile per il collezionista distinguere tra originali e falsi immessi sul mercato dopo 1945. Le Croci di Ferro di numerosi produttori sono descritti in dettaglio e riportati attraverso dettagliate illustrazioni. Uno strumento essenziale per i collezionisti di militaria tedesca della SEconda Guerra Mondiale.

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    The Spanish in the SS and Wehrmacht, 1944-1945 – The Ezquerra Unit in the Battle of Berlin

    65.00

    Parlando di intervento spagnolo nel corso della Seconda Guerra Mondiale viene immediatamente alla mente la Division Azul, mentre ci sono stati diversi altri interventi spagnoli meno conosciuti, ma non meno importanti, trascurati dalla storiografia corrente. Questa bella opera, completamente illustrata, cerca di rimediare a questa manchevolezza presentando l’unità Ezquerra nelle sue ultime settimane di guerra impegnata nella difesa di Berlino, in Italia nella lotta antipartigiana, e seguendola nei suoi combattimenti insieme a Leon Degrelle o nella sua partecipazione nelle operazioni contro il “maquis” in Francia, inquadrata all’interno del servizio segreto tedesco.

    Testo in lingua inglese

    Rilegato con sovracopertina 18,5 x 26 pagg. 224 quasi completamente illustrato

    Stampato nel 2012 da Schiffer

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    The Struggle for Pomerania – The Last Defensive Battles in the East

    89.00

    La lotta per la Pomerania: Le ultime battaglie difensive sul fronte orientale descritte in dettaglio: i combattimenti nella provincia baltica della Pomerania e la sua evacuazione dal gennaio al maggio 1945. Intrappolate tra le armate sovietiche che premevano verso Danzica e il Mar Baltico da Est e quelle che passavano attraverso ill fiume Oder, da Ovest, le forze militari tedesche e la popolazione civile erano quasi circondate per intero. La mancanza di leadership da parte delle autorità civili e militari, la mancanza di risorse, e le forze insufficienti per difendere la provincia, lasciavano poche speranze agli abitanti della provincia e alle unità militari dislocate nel settore. Il volume descrive con attenzione la difesa della provincia, alcuni degli scontri più cruenti: l’assedio di 21 giorni di Schneidemühl, l’assedio di Kolberg, i combattimenti per la Fortezza di Stettino e gli incroci sull’Oder, la battaglia per l’area difensiva di Swinemünde, la ritirata attraverso il fiume Oder, la battaglia di Greifswald e il ritiro definitivo dall’antica provincia germanica. L’Autore ben evidenzia gli aspetti militari della campagna ma, anche la difficile situazione della popolazione civile terrorizzata dall’avanzata implacabile dei sovietici.

    Rilegato, pag. 440 pag. illustrato con circa 38 foto, 10 mappe e 1 mappa a colori ripiegata

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2016 da Fedorowicz

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    The Sword Behind the Shield – A Combat History of the German Efforts to Relieve Budapest 1945: Operation “Konrad” I, III, III

    49.00

    Le vicende belliche del teatro di guerra ungherese dalla fine di agosto 1944 al fine di Marzo 1945, rappresentano un capitolo speciale, e intenso, della storia del conflitto sul fronte orientale durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo poderoso volume, delinea le vari fasi degli intensi combattimenti e delle diverse “Operazioni”, poste in essere da Hitler e dall’Alto Comando tedesco, per evitare, dapprima, la defezione dell’Ungheria dall’alleanza con la Germania, e in seguito per tentare di contrastare, attraverso violentissimi combattimenti, lo sfondamento delle forze sovietiche e l’occupazione della stessa Budapest. A tal proposito, Hitler decise di inviare in quel teatro operativo, il fior fiore delle divisioni corazzate delle Waffen-SS che, seppur a ranghi ridotti e con una dotazione in armamenti di molto inferiore a quella standard, riuscirono a dare del filo da torcere e a rallentare quelle armate sovietiche che ormai agivano come un rullo compressore contro una resistenza ridotta ai minimi termini e senza possibilità di ricevere rinforzi.

    Brossura, 17 x 24,5 cm. pag. 408 con circa 24 mappe a colori

    testo in lingua inglese

    Stampato nel 2021 da Helion

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    The Third Reich – Then and Now

    69.00

    Sono trascorsi sessant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale che ha sancito la caduta del Terzo Reich. In questo poderoso volume Tony Le Tissier (autore tra l’altro di Berlino Then and Now) ripercorre l’ascesa di Hitler, l’origine del partito nazionalsocialista e le sue ramificazioni, insieme con le sue opere e le realizzazioni, nei dodici anni che il Terzo Reich esisteva entro i confini attuali di Germania e Austria. Le case, i palazzi pubblici, le leggende del nazionalsocialismo e i loro martiri, i siti dei “santuari” del Reich millenario a Monaco di Baviera, Norimberga e berlino; e ancora, le scuole della Hitlerjungend, le strutture del partito e molto altro ancora. L’Autore poi esamina il periodo della guerra: dall’attacco alla Polonia il primo settembre 1939 fino alla cessazione del conflitto a fine maggio 1945. Un capitolo in particolare analizza la “denazificazione” della Germania. Come gli altri volumi della collana, il lavoro di Le Tissier presenta La storia del Terzo Reich dagli Anni Trenta alla fine del conflitto visto attraverso piu’ di 1450 illustrazioni e decine di mappe. Interessantissimo dal punto di vista architettonico sia per i progetti degli architetti del regime sia per i cambiamenti dovuti ai danni di guerra.

    Rilegato, 22 x 31 cm. pag. 480 con circa 1450 illustrazioni

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2005 da After the Battle

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    The Third Reich Bravery and Merit Decoration for Eastern Peoples

    29.00

    Un raro sguardo ai poco conosciuti distintivi e decorazioni conferiti ai volontari provenienti dai territori occupati dell’Est e che servirono in diverse formazioni tedesche nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Poichè il numero dei volontari stranieri continuava ad aumentare emolti di questi si distinguevano per il loro valore nel giugno del 1942 Hitler propose delle decorazioni specifiche per i Popoli dell’Est. Il lavoro ne mostra una rara raccolta unitamente ai documenti di assegnazione.

    Cartonato 18,5 x 26 cm. pag. 56 con numerosr foto b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2014 da Schiffer

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    The Three Battles of Vitebsk (Volume 1)

    95.00

    The Three Battles of Vitebsk, è il primo libro di tre a occuparsi delle battaglie di Vitebsk in Bielorussia dal luglio 1943 al maggio 1944. Una lotta largamente ignorata a causa dell’importanza dell’Operazione Zitadelle (svoltasi contemporaneamente) e delle sue conseguenze nel sud della Russia, tuttavia a Vitebsk vennero impiegate un numero di truppe tedesche e sovietiche, con conseguenti perdite significative per entrambe le parti. Le mosse operative furono iniziate dai sovietici, che volevano catturare Vitebsk, un’importante centro di rifornimento tedesco, e poi dirigersi a nordovest verso il Mar Baltico, tagliando l’Armeegruppe Nord. Questo volume analizza i combattimenti da settembre a dicembre del 1943, in particolare i disperati combattimenti della 3.Panzer Armee nel tentativo di attestarsi sulla Linea Panther. Inizialmente le forse tedesche, seppur designate come forze corazzate, erano costituite essenzialmente, dal neo-costituito Fallschirmjäger-Korps. A questa forza iniziale venne affiancata la 20. Divisione-Panzer, un battaglione Tiger e alcune altre unità anticarro. Questo volume è una “registrazione fotografica”, testuale e cartografica dei combattimenti. Particolarmente belle sono le fotografie e le tavole a colori di Jean Restayn, che è anche l’autore del testo. Molte delle foto sono a piena pagina, fatto molto apprezzato dai modellisti, come le bellissime tavole a colori che, oltre a mostrare le diverse colorazioni, spesso riportano anche i simboi delle unità di appartenenza.

    Rilegato, 23,5 x 31 cm. pag. 192 interamente illustrato con 250 foto b/n (molte a piena pagina), 32 pagine di tavole di corazzati a colori, 6 ordini di battaglia e 6 mappe.

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2016 da Fedoriwicz

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    The Tiger Project – A Series Devoted to Germany’s World War II Tiger Tank Crews – Book 1: Alfred Rubbel – Schwere Panzer (Tiger) Abteilung 503

    65.00

    Questo volume, doveva essere il primo di una serie preposta ad analizzare la storia operativa della classe dei mezzi corazzati più temibili della Seconda Guerra mondiale: la famiglia dei carri “Tiger”. Sono stati sritti molti libri su questo mezzo, libri che hanno analizzato tutti gli aspeti tecnici e operativi dello stesso; quasi nessuno ha però scritto di questi mezzi, andando ad ascoltare le storie di guerra degli uomini che hanno avuto l’oppurtunità di combattere (e anche di sopravvivere) su questi colossi d’acciaio. Basato principalmente su interviste, diari personali e ricordi, la serie prende in esame i carri “Tiger” e “King Tiger” attraverso le storie e i ricordi, appunto, di coloro che hanno costituito gli equipaggi (capocarri, artiglieri, caricatori, operatori radio) dei reparti dotati di questi sploendidi mezzi raggrppati solitamente nei Tiger-Abteilung. Questo primo libro è dedicato esclusivamente alla figura di Alfred Rubbel, che ha servito con i Tiger sul fronte russo fino al termine della guerra. Inserito subito in uno dei primi Tiger-Abteilung appena costituiti, riuscì ha sperimentato sia la fase esaltante dei successi, sia il ritiro demoralizzante entro i confini del Reich. Combinando le esperienze militari di Rubbel, con oltre 200 fotografie, la maggior parte delle quali inedite, l’Autore crea un lavoro estremamente leggibile, che riprende le vicissitudini di un soldato “normale” che ha anche capito di avere avuto il privileggio di operare con uno dei migliori mezzi corazzati di tutta la guerra.

    Rilegato, 23 x 29 cm. pag. 168 illustrato con circa 220 foto b/n e mappe

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2004 da Schiffer

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    The Tiger Project – A Series Devoted to Germany’s World War II Tiger Tank Crews – Book 2: Horst Krönke – Schwere Panzer (Tiger) Abteilung 505

    65.00

    Questo volume, doveva essere il secondo di una serie preposta ad analizzare la storia operativa della classe dei mezzi corazzati più temibili della Seconda Guerra mondiale: la famiglia dei carri “Tiger”. Sono stati sritti molti libri su questo mezzo, libri che hanno analizzato tutti gli aspeti tecnici e operativi dello stesso; quasi nessuno ha però scritto di questi mezzi, andando ad ascoltare le storie di guerra degli uomini che hanno avuto l’oppurtunità di combattere (e anche di sopravvivere) su questi colossi d’acciaio. Basato principalmente su interviste, diari personali e ricordi, la serie prende in esame i carri “Tiger” e “King Tiger” attraverso le storie e i ricordi, appunto, di coloro che hanno costituito gli equipaggi (capocarri, artiglieri, caricatori, operatori radio) dei reparti dotati di questi sploendidi mezzi raggrppati solitamente nei Tiger-Abteilung. Questo primo libro è dedicato esclusivamente alla figura di Horst Kronke. Combinando le esperienze militari di Kronke, con oltre 200 fotografie, la maggior parte delle quali inedite, l’Autore crea un lavoro estremamente leggibile, che riprende le vicissitudini di un soldato “normale” che ha anche capito di avere avuto il privileggio di operare con uno dei migliori mezzi corazzati di tutta la guerra.

    Rilegato, 23 x 29 cm. pag. 152 illustrato con circa 400 foto b/n e mappe

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2004 da Schiffer

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    The Tiger Project – A Series Devoted to Germany’s World War II Tiger Tank Crews Book 3: Dr. Gunter Polzin–Schwere Panzer (Tiger) Abteilung 503

    65.00

    Questo volume, doveva essere il terzo di una serie preposta ad analizzare la storia operativa dei mezzi corazzati più temibili della Seconda Guerra mondiale: la famiglia dei carri “Tiger”. Sono stati sritti molti libri su questo mezzo, libri che hanno analizzato tutti gli aspeti tecnici e operativi dello stesso; quasi nessuno ha però scritto di questi mezzi, andando ad ascoltare le storie di guerra degli uomini che hanno avuto l’oppurtunità di combattere (e anche di sopravvivere) su questi colossi d’acciaio. Basato principalmente su interviste, diari personali e ricordi, la serie prende in esame i carri “Tiger” e “King Tiger” attraverso le storie e i ricordi, appunto, di coloro che hanno costituito gli equipaggi (capocarri, artiglieri, caricatori, operatori radio) dei reparti dotati di questi sploendidi mezzi raggrppati solitamente nei Tiger-Abteilung. Il terzo libro della serie analizza la storia di un soldato di una unità panzer dalla Wehrmacht tedesca durante Seconda Guerra Mondiale. Gunter Polzin ha prestato servizio nello Schwere Panzer Abteilung 503, unità d’elite che nel corso della sua carriera operativa fu equipaggiato con i migliori mezzi corazzati prodotti dall’industria tedesca. Mentre nel tempo sono apparsi più libri su questa unità corazzata, questo volume è il primo a raccontare le vicende di un singolo soldato dell’unità: dall’addestramento alle dure battaglie sul fronte orientale, sul fronte della Normandia, la battaglia per il controllo dell’Ungheria fino alla prigionia. Una storia, scritta e fotografica, di un veterano dei carri “Tigre”.

    Rilegato, 22,5 x 28,5 cm. pag. 168 con foto b/n e mappe

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2014 da Schiffer

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    The Totenkopf Ring

    139.00

    Antonio Scapini

    Quella del Totenkopfring der SS è una tematica che da sempre affascina enormemente tutti i collezionisti di militaria tedesca della seconda guerra mondiale. E’ innegabile che oggetti così rari e preziosi, che durante il Terzo Reich erano simbolo di una élite nell’élite, siano considerati ancora oggi un punto di arrivo per ogni collezione. La rarità di questi anelli ed il costo indubbiamente elevato (che continua a levitare anno dopo anno trasformandoli in una nuova forma di investimento) li hanno resi nel corso degli anni pezzi dal valore storico-collezionistico unico. Averli esaminati per un lungo periodo, affiancato da studiosi di fama internazionale, ed averne maneggiati personalmente parecchi, ha permesso ad Antonio Scapini di diventare in questo ambito il punto di riferimento più autorevole in Italia. Non è un caso, infatti, che molti degli esemplari che fanno bella mostra di sé in collezioni private del nostro Paese, siano garantiti dall’expertise del Dott. Scapini. Mettendo a frutto questa conoscenza l’autore ha pubblicato, dopo il volume in lingua italiana, il presente studio con il  una monografia di 150 pagine interamente dedicata al Totenkopfring delle SS, l’anello d’onore che Himmler donava personalmente ai suoi uomini più fidati. Questo libro è destinato a diventare uno strumento fondamentale per i collezionisti e/o per i semplici appassionati; analizza, infatti, nel dettaglio ogni singolo aspetto di questi anelli e ne svela i segreti per poterli riconoscere in autonomia. Gli argomenti trattati sono molti e passano in rassegna le modalità costruttive, i dettagli, i documenti, il regolamento ed i falsi. Un’arma utilissima che permetterà di difendersi dal mercato dei falsi ed insieme una storia affascinante. Il capitolo finale di Fabio Stone Bet spiega lo sfondo e il significato delle rune in modo estremamente approfondito.

    Rilegato, 18 x 24 cm. pag. 139 riccamente illustrato con foto a colori e b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2022 da B&D Publishing

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    The underground military command bunkers of Zossen Germany

    15.00

    Collana dell’editore americano Schiffer Publications dedicata a tematiche (prevalentemente riguardanti le forze armate germaniche) durante la Seconda Guerra Mondiale. Le tematiche trattate variano dall’aviazione ai mezzi corazzati, dalle fortificazioni alle armi. Le monografie sono costituite da circa 59 pagine, quasi interamente illustrate con foto e disegni b/n. Il testo è limitato a poche pagine e alle didascalie delle immagini. Questa pubblicazione, in particolare, è riferita alla struttura di comando fortificata di Zossen, in Germania, utilizzata dai tedeschi durante la guerra e dai sovietici per tutto il periodo della guerra fredda, fino al loro ritiro dalla Germania orientale nel 1994.

    Brossura, 21,5 x 28 cm. pag. 48 illustrato con 75 disegni b/n e varie cartine

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2004 da Shiffer

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    The Uniformed Police Forces of the Third Reich 1933-1945

    55.00

    La Germania non aveva una forza di polizia nazionale prima del 1920, questa fu costituita con la Repubblica di Weimar, e il Nazionalsocialismo fu strumentale per il suo sviluppo. Durante la guerra la polizia fu al centro della difesa civile, per esempio addetta alla difesa antiaerea di città e complessi industriali, fece servizio nella protezione della popolazione civile durante i bombardamenti ma si occupò anche dei prigionieri. Questo libro, che ne mostra tutta l’organizzazione, è completato da schede biografiche di tutti gli ufficiali superiori e da una appendice fotografica di 24 pagine.

    Rilegato, 21 x 30 cm. pag. 380 con circa 183 fotografie b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2006 da Leandoer & Ekholm Forlag

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    The Unknown Eastern Front – The Wehrmacht and Hitler’s Foreign Soldiers

    16.00

    Quando Hitler lanciò l’Operazione Barbarossa contro l’Unione Sovietica la Wehrmacht dispiegò 600.000 uomini sul Fronte Est. Il numero di queste truppe successivamente fu incrementato anche da un notevole numero di volontari stranieri. La proporzione arrivò addirittuara a uno straniero ogni tre tedeschi, molti dei quali provenienti da zone dell’Impero sovietico. Ma non solo l’Est Europa fornì volontari alla Wehrmacht, tantissimi provenivano da paesi occupati come la Francia, la Norvegia e il Belgio e molti altri da nazioni neutrali. Questo volume traccia la storia proprio di questi uomini, condannati o dimenticati dal loro paese per tradimento e collaborazione con il nemico; il loro coinvolgimento nella storia fu largamente ignorato o cancellato dagli storici.

    Brossura, 12,5 x 20 cm. pag. 287 con circa 74 foto b/n e 7 cartine

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2014 da Tauris

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    The US Navy and the War in Europe

    46.00

    Non è difficile capire perchè che la campagna del Pacifico della Marina degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale ha ricevuto così tanta attenzione da parte degli storici navali – certamente la sconfitta del Giappone è stato il più grande contributo della marina da guerra americana alla guerra, ma la marina degli stati Uniti ha anche svolto un ruolo significativo nella battaglia contro la Germania. Questo dettagliato volume, cerca di dare una diversa e migliore visibilità all’impiego della US-navy negli altri teatri bellici. Vengono attentamente analizzate le operazioni statunitensi in Atlantico, nell’Artico e nel Mediterraneo, il tutto per poter considerare e dare un giudizio a 360 gradi riguardo il contributo della Marina degli Stati Uniti alla vittoria alleata in Europa. Il presente lavoro completa il quadro d’insieme relativo all’impiego operativo della marina americana nel secondo conflitto mondiale.

    Rilegato, 18,5 x 24,5 cm. pag. 302 con oltre 150 tra foto, illustrazioni e mappe a col e b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2012 da Seaforth Publishing

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    The Ustasha Army

    55.00

    Questo notevole volume, prettamente fotografico, ha come obiettivo, quello di “illustrare, le vicende del movimento croato di ispirazione fascista, degli Ustasha durante il periodo che va dalla conquista tedesca dell’ex-jugoslavia, sino al termine del conflitto. Gli ustasha possono essere definiti come la guardia del movimento politico croato (al pari della MVSN in Italia), che come già detto si ispirava al fascismo italiano. Dopo la caduta della Jugoslavia, italiani e tedeschi costituirono uno stato indipendente di Croazia, associato all’Asse. Nell’ambito della nuova realtà statuale, Ante pavelic, che nel passato era stato ospite di Mussolini in Italia, costituì delle formazioni militari (alcune inquadrate nell’esercito tedesco e in quello italiano) e delle formazioni paramilitari, con una connotazione ideologica molto accentuata. Il movimento Ustasha fino all’8 settembre collaborò attivamente anche con le truppe di occupazione italiane. Dopo l’armistizio i tedeschi, dopo aver disarmate le forze italiane e consegnato ai croati una parte dell’equipagiammento catturato, attuarono, insieme al governo croato, una politica anti-italiana che sconfino anche nelle terre italiane a ridosso del confine. Molte decine di migliaia di Ustasha seguirono i germanici nella ritirata verso l’Austria, ma il governo inglese, con una decisione a dir poco abberrante, consegnò i militi croati e le loro famiglie al governo comunista di Tito, che pensò bene di eliminarli con delle esecuzioni di massa. Il volume è assolutamente di pregio, mai si erano viste in precedenza tante immagini di soldati Ustasha, dei loro mezzi e delle operazioni effettuate.

    Brossura, 23 x 28 cm. pag. 268 con circa 406 foto b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2016 da Despost Infinitus

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    The V-Weapons Then and Now

    59.00

    “Londra e l’Inghilterra meridionale sono da settimane l’obiettivo delle nostre V1, che è solo il primo anello di una serie di nuove armi tedesche nuove e più potenti”. Così scrisse l’editore di Der Adler, la rivista di riferimento della Luftwaffe, in Agosto 1944. La prima delle armi a V tedesche si era schiantata sul suolo inglese due mesi prima nelle prime ore del 13 giugno, e per i successivi dieci mesi la Gran Bretagna fu sottoposta a un implacabile bombardamento da parte delle Vergeltungswaffen di Hitler o “armi di vendetta”. Le circa 4.500 bombe volanti V1, soprannominate colloquialmente in Gran Bretagna “i doodlebugs”, che dovevano essere lanciate da siti fissi nel nord della Francia, il razzo V2 aveva il vantaggio di essere montato su un rimorchio mobile in modo da poter essere lanciato facilmente da siti improvvisati e più difficilmente individuabili. La prima coppia, di oltre un migliaio di razzi, lanciata da un angolo di strada in Olanda, arrivò come un doppio tuono la sera dell’8 settembre. Annunciando una nuova forma di guerra in cui non vi era alcun avvertimento e nessuna difesa, tuttavia, da parte inglese e americana, vennero compiuti enormi sforzi per attenuare la minaccia delle nuove armi tedesche. Basato su una vasta documentazione della Royal Air, precedentemente classificata, questo libro tratta la storia dettagliata, dai primissimi rapporti dell’intelligence del 1943, attraverso le varie contromisure attuate, sia per mitigare la produzione sia per distruggere i sospetti siti da cui venivano lanciate queste armi. Sono incluse le annotazioni giornaliere sui luoghi di impatti e le distruzioni delle V1 e delle V2. Illustrati con molte fotografie censurate del periodo, i confronti “then and now” ravvivano la storia per illustrare il passare del tempo negli anni successivi.

    Rilegato, 21 x 30 cm. pag. 288 con oltre 750 foto a colori e b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2020 da After the Battle

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    The Viaz’ma Catastrophe 1941 – The Red Army’s Disastrous Stand Against Operation Typhoon

    55.00

    Questo libro descrive una delle più terribili tragedie della Seconda Guerra Mondiale e gli eventi che la precedettero. Gli errori di calcolo dello Stavka (l’Alto Comando Sovietico), portarono come conseguenza nell’ottobre del 1941 alla morte e alla carcerazione di centinaia di migliaia di soldati dell’Armata Rossa dopo i combattimenti. Fino a poco tempo fa, l’entità delle perdite subite dai sovietici a Viaz’ma e Briansk erano semplicemente sconosciute. Per la prima volta, in questo volume viene presentato un quadro completo delle operazioni e dei combattimento che portarono alle conseguenze descritte. L’autore è stato spinto a scrivere questo libro dopo i suoi lunghi anni di ricerca infruttuosa per risaliere ai fatti che portarono alla morte di suo padre, il Colonnello NI Lopukhovsky, comandante del 120° Reggimento di Artiglieria, scomparso insieme con la sua unità nel vortice di quella grande battaglia nel 1941. L’Autore presenta inoltre documenti tratti dagli archivi militari tedeschi, riuscendo a risalire alla reale portata delle perdite in uomini e mezzi subita dall’Armata Rossa, che superano di molto i dati ufficiali forniti dalle autorità sovietiche. La narrazione è arricchita da numerose fotografie, mappe a colori e tabelle .

    Rilegato, 16 x 23 cm. pag. 576 illustrato con circa 69 foto b/n e 19 mappe a colori

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2013 da Helion

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    The Volksdeutschen in the Wehrmacht, Waffen-SS, Ordnungspolizei in World War II

    55.00

    In seguito alle offensive tedesche nel corso della Seconda Guerra Mondiale, in tutti i paesi occupati tutti coloro che erano di etnia tedesca in Europa vennero chiamati alle armi per l’esercito tedesco. Circa 650.000 uomini vennero inseriti nella Wehrmacht, nella Waffen-SS e nella Polizia attiva. Per la maggior parte combatterono nelle proprie unità o vennero utilizzati come rimpiazzo nelle unità tedesche del Reich. Questo libro riporta nel dettaglio le informazioni su ogni paese e unità di tutte le differenti armi e comprende rari documenti, “soldbuchs”, e fotografie originali del tempo di guerra.

    Rilegato 22 x 28,5 pagg.135

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2012 da Schiffer

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    The war diaries of a Panzer Soldier

    75.00

    Questo libro è una testimonianza unica sulla guerra sul fronte russo, scritta usando i diari e le foto del soldato del 39° Reggimento Panzer, 17ma Panzer Division, Erich Hager. Arrivò fino ad essere Unteroffizier e prestò servizio come operatore radio della compagnia comando corazzata e in questo periodo tenne un diario con tutti gli avvenimenti che succedevano al fronte. Nello stesso tempo scattò parecchie fotografie ai compagni e ai mezzi, e molte di queste accompagnano il volume insieme ad un capitolo dedicato interamente alla 17ma Panzer Division., sulla quale poco è stato divulgato, malgrado abbia partecipato a molte battaglie sul fronte russo, compresa quella per Stalingrado. Questo libro offre molte informazioni inedite sull’argomento e anche uno sguardo sulla guerra sul fronte russo nella prospettiva di un soldato.

    Cartonato con sovracopertina 22,5 x 28,5 cm. pag. 224 interamente illustrate con foto b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2010 da Schiffer

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    The War in the Channel Islands – Then and Now

    45.00

    Oltre ad essere l’unico territorio britannico occupato dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, è forse meno noto che le Isole del Canale furono fortificate in un modo del tutto sproporzionato rispetto al resto del Vallo Atlantico: un patrimonio che viene esplorato in singoli capitoli, considerando le isole singolarmente. Una sintesi di come molte di queste strutture siano state sucessivamente utilizzate in ambito turistico, la scoperta dei musei “militari” estremamente ricchi di relique e cimeli che glia appassionati hanno avuto la lungimiranza di conservare e preservare, i ciniteri di guerra e altre strutture “derivate”, costituiscono un importante patrimonio nazionale inglese, annualmente visitato da decine di migliaia di turisti e di appassionati di argomenti militari. Il volume, realizzato con il classico stile “Then and Now”, vuole anche essere un omaggio ai soldati di ambedue le parti che sono caduti per servire i rispettivi paesi.

    Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag, 256 con più di 650 illustrazioni e decine di mappe

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel After the Battle

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    The Weapons Encyclopaedia. . Carri Pesanti Italianie Mezzi Sperimentali

    25.00

    Luca Cristini

    I carri P40, P43 e il Celere Sahariano rappresentarono gli ultimi e più avanzati tentativi dell’industria italiana di dotare le proprie forze corazzate di mezzi competitivi nella fase finale della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, problemi industriali, ritardi e la situazione bellica impedirono a questi progetti di incidere significativamente sulle operazioni. Eppure, in questo contesto finale, nacquero progetti ambiziosi. Il P40, classificato come “pesante” nonostante le sue 26 tonnellate (ben al di sotto degli standard alleati), fu il primo vero tentativo di dotare l’Esercito Italiano di un carro in grado di competere con i Sherman e i Panzer IV. Con il suo cannone da 75/34 e una corazzatura ispirata ai mezzi tedeschi, il P40 avrebbe potuto cambiare le sorti dei combattimenti se solo fosse stato prodotto in numeri significativi prima del 1943.

    DISPONIBILE DA FINE AGOSTO

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    The Weapons Encyclopaedia. Autoblindo AB40//41/42/43

    22.00

    Luca Cristini

    L’Esercito Italiano fu tra i primi eserciti ad utilizzare autoblindo, già nel 1912. Con l’Arsenale FIAT, teneva in grande considerazione le autoblindo per il loro ruolo di veicoli da ricognizione a lungo raggio per le divisioni corazzate e di supporto alle azioni di fanteria. Dopo le gloriose macchine FIAT 611 e la Lancia 1ZM, l’Esercito Italiano necessitava di una nuova macchina adatta ai tempi. Nacque così la serie delle autoblindo Fiat-Ansaldo pronta per la Seconda guerra mondiale, utilizzata in particolare nei reparti da ricognizione: vide uso esteso durante la campagna del Nordafrica e, in generale, apparve in quasi tutti i teatri bellici nei quali combatté l’Italia. Fu fornita soprattutto nelle tre versioni AB40, AB41 ed AB43, via via migliorate soprattutto nella dotazione offensiva.

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    The Weapons Encyclopaedia. Autoblindo AS42, S37, AS43, Camionetta AS43 e Lince

    22.00

    Luca Cristini

    Questo volume segna il terzo capitolo di una serie dedicata alle autoblinde italiane utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver trattato nel primo volume la Lancia 1Z e la FIAT 611 e il secondo volume dedicato alle autoblinde AB 40/41/42/43, è giunto il momento di concentrarsi su rimanenti modelli più rappresentativi dell’evoluzione delle forze blindate italiane, partendo dalla Autoblinda AS 42 e tutte le altre che sono apparse fra la fine degli anni 30 e l fine della guerra. Per quanto riguarda la “sahariana”, la sua importanza nella guerra del deserto e nei vari teatri operativi in Africa, Grecia, Russia e altri fronti, la rese un punto di riferimento fondamentale per comprendere l’evoluzione tecnologica e tattica dei veicoli blindati italiani durante il conflitto.

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    The Weapons Encyclopaedia. Blindati ungheresi Zrinyi e Csaba

    22.00

    Luca Cristini

    L’esercito ungherese si impegnò seriamente per approntare le sue forze corazzate/meccanizzate durante la Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, si trattava di un compito difficile. L’Ungheria era sottoposta alle restrizioni militari del Trattato di Pace di Versailles; il Paese e l’industria degli armamenti erano in pessime condizioni finanziarie all’inizio degli anni ‘30. L’Ungheria acquistò i carri armati italiani CV35 a metà degli anni ‘30 e la produzione su licenza del carro armato leggero svedese L-60 iniziò nel 1940. La guerra in corso dimostrò la necessità di carri armati medi e pesanti, di artiglieria d’assalto e di autoblindo. Tra i veicoli corazzati indigeni nacquero così i veicoli d’artiglieria d’assalto Zrínyi e le autoblindo Csaba.

    Brossura, 17,5 x 25,5 cm. pag. 58 illustrato con profili e foto a colori

    Stampato nel 2024 da Soldiershop

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    The Weapons Encyclopaedia. Cannoni anticarro (Pak) tedeschi

    22.00

    Luca Cristini

    Le armi anticarro tedesche usate nella WWII erano divise in diverse classi. La classe principale, e di cui andiamo ad occuparci col seguente volume, comprende cannoni costruiti appositamente per missioni anticarro ed è a sua volta suddivisa in tre gruppi: cannoni di progettazione convenzionale tedesca, cannoni costruiti con sistemi ad alesaggio conico e armi anticarro catturate al nemico. I cannoni tedeschi ortodossi del primo gruppo sono progettati per ottenere la perforazione di corazze nemiche a distanze massime utilizzando proiettili relativamente pesanti ad alta velocità. Il gruppo dei cannoni ad anima conica furono invece progettati per avere una maggiore mobilità rispetto ai cannoni convenzionali, ma sempre rimanendo in grado di ottenere la stessa penetrazione dell’armatura. Infine il terzo gruppo di armi anticarro, comprende tutte quelle armi dall’esercito tedesco nel corso delle sue conquiste nei primi anni di guerra. I tedeschi le utilizzarono soprattutto come armi di riserva

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    The Weapons Encyclopaedia. Cannoni italiani 1914-1945. Vol. 2

    22.00

    Luca Cristini

    Dopo il primo volume sui cannoni italiani, in questa seconda parte tratteremo e completeremo lo studio e l’analisi dei pezzi d’artiglieria ereditati dal primo conflitto mondiale, sia di produzione nazionale che fonti di preda bellica (tipicamente austro-ungarica) a seguito della vittoria nel 1915-18. Il criterio usato sarà ancora quello già utilizzato nel libro precedente, quindi dai calibri minori a crescere. Con il terzo volume che completerà il nostro lavoro sulle artiglierie italiane dei primi cinquanta anni del Novecento tratteremo prevalentemente i mezzi di concezione più moderna, ideati dalla seconda metà degli anni ‘30. Da questo volume invece parleremo espressamente anche delle bombarde in uso in quegli anni, mentre trattrici e trattori saranno distribuiti in vario modo nei tre volumi in ordine preferibilmente cronologico.

    Brossura, 18 x 25 cm. pag. 58 con foto e illustrazioni a colori

    Stampato nel 2023 da Soldiershop

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    The Weapons Encyclopaedia. Carri armati ungheresi Toldi e Turan

    22.00

    Luca Cristini

    Durante la Seconda guerra mondiale, l’Ungheria schierò diverse unità di carri armati per supportare gli sforzi bellici dell’Asse. L’esercito ungherese utilizzò principalmente due tipi di carri armati durante il conflitto: il Toldi e il Turán in diverse varianti. Il Toldi era un carro armato leggero ungherese, sviluppato negli anni ‘30. Si trattava di un carro agile e adatto per compiti di ricognizione e supporto delle truppe. Il Turán fu il primo carro armato ungherese prodotto in serie. Era basato sul telaio del carro armato cecoslovacco LT vz. 38. Tuttavia, la corazza leggera rendeva questi carri vulnerabili ai colpi nemici. Furono impiegati principalmente sul fronte orientale contro l’Unione Sovietica.

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    The Weapons Encyclopaedia. Carri Russi KV1 & KV2

    25.00

    Luca Cristini

    Il carro armato pesante KV-1 rappresentò una delle macchine più emblematiche e controverse impiegate dall’Armata Rossa nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Nato da un’urgente esigenza di modernizzazione dopo i fallimentari esperimenti dei “mostri di Leningrado”, caratterizzati dalla presenza di cannoni di diversi calibri suddivisi in più torrette. Il contesto storico fu segnato dalle prime prove sul campo durante la Guerra d’Inverno contro la Finlandia (1939-1940), dove i prototipi del futuro KV-1 dimostrarono una resistenza superiore rispetto ai modelli precedenti, nonostante alcuni problemi tecnici. Questo mezzo, venne poi dotato di una “Bol’shaya Bashnya” (grande torretta) sarebbe poi diventato ufficialmente il KV-2, un carro d’artiglieria pesante destinato al supporto d’assalto. Più che una semplice macchina da guerra, il KV-1 e 2 incarnrono il paradigma stalinista dell’armamento: quantità e resistenza a ogni costo, filosofia che avrebbe caratterizzato tutta la produzione bellica sovietica successiva.

    DISPONIBILE DA FINE AGOSTO

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    The Weapons Encyclopaedia. Carri sperimentali tedeschi. Vol. 1. Dicker Max-Grille-Lowe Maus-VK 4501/02

    22.00

    Luca Cristini

    I  supercarri tedeschi ideati per vincere la guerra. Per tutta la durata della Seconda guerra mondiale, gli avanzati gruppi di progettazione tedeschi lavorarono a una sconcertante varietà di mezzi corazzati di ogni forma e dimensione. Questo primo volume tratta un campione di progetti affascinanti che non vennero mai prodotti in serie, ma soltanto allo stato di prototipi e/o comunque in un numero di esemplari ridottissimi. Si trattava preferibilmente di carri armati pesanti o addirittura super pesanti come il panzer VIII MAUS, ideato dalla Porsche, o altri come il panzer VII Löwe ideato dagli ingegneri della Krupp in diverse versioni e studi. Pesanti cacciacarri come il Dicker Max o il mastodontico Geschützwagen Tiger (Grille). seguiti poi dai carri del progetto VK 4501/02 come il Vorn e l’Hinten di Porsche e Krupp! Lo studio poi continuerà fino ai modelli della cosiddetta Serie E che tratteremo nel secondo volume insieme ad altri interessanti progetti.

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    The Weapons Encyclopaedia. Carro Britannico Crusader

    22.00

    Luca Cristini

    Il carro armato-cacciacarri Crusader (Mk.I, Mk.II e Mk.III) fu forse il più tipico e noto mezzo militare impiegato dalla Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale. Armato di cannone da  57mm, era dotato di un motore molto potente ed affidabile, ben combinato con la sospensione Christie, che consentiva maggiori velocità, anche grazie al peso contenuto (che andava a scapito della protezione) soprattutto su un terreno pianeggiante come il paesaggio nordafricano. Il Crusader Mk.III fu il cacciacarri più prodotto e già nel 1939 ne furono costruiti 65 esemplari destinati a combattere con successo in Nord Africa, nella prima parte della guerra in Libia.

     

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    The Weapons Encyclopaedia. Carro britannico Matilda MK II

    22.00

    Luca Cristini

    Il carro armato Matilda Mk II, fu un carro armato di fanteria utilizzato dall’Esercito Britannico durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo carro era famoso per la sua pesante corazza e la sua capacità di resistere agli attacchi nemici, soprattutto nelle fasi iniziali del conflitto.  La sua corazza, infatti, lo rendeva praticamente invulnerabile ai cannoni anticarro dell’epoca. Per contro la sua velocità e la sua capacità di fuoco erano limitate rispetto ai carri avversari. Era armato di un cannone principale da 2 libbre (40 mm) e una mitragliatrice coassiale. Per tutte queste caratteristiche il carro inglese Matilda era sopranominato “la regina del deserto”!

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    The Weapons Encyclopaedia. Carro medio Italiano M11-39

    22.00

    Luca Cristini

    Il carro M11/39, fu il carro armato di transizione tra il crro veloce L3 e l’M 13/40. L’M11/39 può essere considerato il primo carro medio italiano, con un peso di 11 tonnellate e l’armamento che era composto da un cannone da 37 mm in casamatta e da due mitragliatrici Breda Mod. 38 8 mm in torretta. Uno dei punti deboli era il motore di bassa potenza, del cannone posto in casamatta e della mancanza di apparecchiature radio. Poco adatto alla guerra del deserto. Nonostante le sue debolezze, l’M11/39 rappresentò un importante passo avanti nella storia dei corazzati italiani, in quanto aprì la strada alla famiglia dei carri armati medi, utilizzati per tutta la guerra.

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    The Weapons Encyclopaedia. Carro Medio Italiano M13-40, M14-41 & M15-42

    Il prezzo originale era: €22.00.Il prezzo attuale è: €15.40.

    Luca Cristini

    Il Carro Armato M13/40 è stato il più famoso carro operativo italiano della Seconda Guerra Mondiale; progettato per sostituire l’M11/39 nell’Esercito italiano all’inizio del conflitto. Fu il carro armato principale utilizzato dagli italiani per tutta la guerra. Il progetto iniziale fu influenzato dal Vickers 6-Ton britannico e si basava sul telaio modificato del precedente M11/39. La produzione dell’M11/39 fu apposta interrotta per far entrare in produzione l’M13/40. Il nome si riferisce alla “M” di Medio (medio) secondo gli standard di peso dei carri armati italiani dell’epoca, 13 tonnellate era il peso previsto e il 1940 l’anno iniziale di produzione.

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    The Weapons Encyclopaedia. Carro Medio US M3 Lee/Grant

    19.90

    Luca Cristini

    Ufficialmente designato come Medium Tank, M3, fu il primo carro armato medio statunitense ad essere fabbricato in grande serie. Venne ideato e progettato intorno al 1940 e divenne operativo nel 1941. La sua torretta venne realizzata in due varianti, una conformemente alle specifiche degli Stati Uniti e l’altra modificata per soddisfare i requisiti britannici, includendo in questo caso, la collocazione della radio accanto al comandante. Nel contesto del Commonwealth britannico, il carro armato acquisì due denominazioni distinte: quelli con torrette di modello statunitense furono chiamati “Lee”,  mentre quelli con torrette di modello britannico furono identificati come “Grant”.

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    The Weapons Encyclopaedia. Carro medio US M4 Sherman – Carri speciali Vol. III

    22.00

    Luca Cristini

    Considerato uno dei carri armati più significativi della Seconda Guerra Mondiale, lo Sherman divenne presto anche la spina dorsale delle forze corazzate britanniche. Dopo le sconfitte subite in Africa dalle truppe britanniche nel 1942, il presidente Roosevelt si impegnò a fornire un numero sufficiente di carri all’alleato inglese. Alla fine del conflitto, lo Sherman era utilizzato principalmente come carro medio, veicolo di recupero e in diversi ruoli specialistici. In questo secondo volume, ci concentreremo sulle numerose varianti specializzate, come gru, veicoli per il genio, mezzi per artiglieria semovente o cacciacarri, basate sul telaio dello Sherman.

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    The Weapons Encyclopaedia. Carro Medio US M4 Sherman. Carri UK e Allied Vol. 2

    22.00

    Luca Cristini

    Considerato uno dei carri armati più significativi della Seconda Guerra Mondiale, lo Sherman divenne presto anche la spina dorsale delle forze corazzate britanniche. Dopo le sconfitte subite in Africa dalle truppe britanniche nel 1942, il presidente Roosevelt si impegnò a fornire un numero sufficiente di carri all’alleato inglese. Alla fine del conflitto, lo Sherman era utilizzato principalmente come carro medio, veicolo di recupero e in diversi ruoli specialistici.  In questo secondo volume, ci concentreremo sugli Sherman in servizio presso le forze britanniche, del Commonwealth, ed anche delle forze polacche, francesi e russe. Non saranno invece trattate le numerose varianti specializzate, come gru, veicoli per il genio, mezzi per artiglieria semovente o cacciacarri, basate sul telaio dello Sherman. Questi saranno invece il tema del terzo e ultimo volume dedicato al dossier Sherman!

    Brossura, 17,5 x 25,5 cm. pag. 58 con varie foto e profili di mezzi a colori

    Stampato nel 2024 da Soldiershop

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    The Weapons Encyclopaedia. Carro Medio US M4 Sherman. Carri USA Vol. 1

    22.00

    Luca Cristini

    L’M4 Sherman fu il carro armato simbolo dell’esercito statunitense, introdotto nel febbraio 1942 come risposta alle innovazioni nella guerra corazzata, realizzate in Europa dalla Wehrmacht. Il mezzo venne progettato per soddisfare l’urgenza di creare grandi formazioni corazzate mobili, e fu equipaggiato con un cannone da 75 mm (poi costantemente migliorato nel tempo) e due mitragliatrici. Ebbe un ruolo consistente durante la Seconda guerra mondiale e, successivamente, nella guerra di Corea. Sebbene le prime versioni soffrissero di una certa vulnerabilità, come la facilità di incendiarsi lo Sherman poté vantare uno dei tassi di sopravvivenza più alti della guerra fra i carri armati. L’M4 Sherman divenne presto uno dei carri armati più costruiti della WW2, con quasi 50.000 esemplari realizzati in ben 19 varianti, condividendo questo primato con il celebre T-34 sovietico.

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    The Weapons Encyclopaedia. Corazzata Roma e le altre navi da Battaglia della Classe Littorio

    25.00

    Luca Cristini

    La corazzata Roma: orgoglio e tragedia della Regia Marina Italiana – Un gigante dei mari nato tra le tensioni belliche. Nell’incandescente scenario geopolitico che precedette la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia varò la corazzata Roma, terza unità della prestigiosa classe Littorio, dopo la Vittorio Veneto, la Littorio, e l’Impero (mai terminata). Ultimo gioiello della flotta italiana, completato nel giugno 1942, questo colosso degli abissi non ebbe però mai l’opportunità di dimostrare il suo valore in battaglia. Il suo destino crudele si compì tragicamente durante la resa dell’Italia, quando due rivoluzionarie bombe plananti tedesche la colarono a picco nel Mediterraneo, mentre era diretta a Malta per consegnarsi agli Alleati.

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    The Weapons Encyclopaedia. Fiat C.R. 42 Falco

    22.00

    Luca Cristini

    Il Fiat C.R.42 Falco è stato un celebre biplano italiano, monoposto e monomotore da caccia e caccia notturna con carrello fisso e struttura metallica a rivestimento misto (parte in metallo e parte in tela), realizzato dalla famosa casa torinese alla fine degli anni trenta. Venne utilizzato nella Seconda Guerra Mondiale prevalentemente dalla Regia Aeronautica, ma fu acquistato anche da paesi come Belgio, Ungheria, Finlandia e Svezia. Il “Falco”, così venne soprannominato l’aereo italiano,  fu l’ultimo caccia biplano della storia ad essere costruito in serie.  Fu anche l’ultimo caccia biplano a combattere nel secondo conflitto mondiale e l’ultimo biplano nella storia ad abbattere, nel 1945, un aereo nemico.

    Brossura, 18 x 25,5 cm. pag. 58 illustrato con foto b/n e colori e profili di mezzi a colori

    Stampato nel 2022 da Soldiershop

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    The Weapons Encyclopaedia. Focke Wulf FW-190

    22.00

    Luca Cristini

    Fra i tanti aerei prodotti dalla industria tedesca il Focke-Wulf Fw 190 fu in assoluto uno dei migliori. Battezzato presto col nomignolo di Würger (passero, in italiano) la macchina sviluppata da Focke-Wulf a Brema sotto la direzione del capo progettista Kurt Tank venne prodotta in più di 20.000 esemplari, a partire dal 1941. Condivide con l’altrettanto celebre Messerschmitt Bf 109 la fama di caccia più famosi della Luftwaffe. Il Focke-Wulf Fw 190 A-8 era dotato di un motore radiale BMW 801 D-2 a doppia stella con 14 cilindri da 1.700 Hp che permetteva di raggiungere la velocità massima di 653 Km/h.

    Brossura, 18 x 25,5 cm. pag. 58 illustrato con foto e profili a colori e disegni b/n

    Stampato nel 2022 da Soldiershop

    TITOLO DISPONIBILE ANCHE IN LINGUA INGLESE – SU RICHIESTA

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    The Weapons Encyclopaedia. I carri leggeri CV L3/33-35-38

    22.00

    Luca Cristini

    Nato nei primi anni ‘30 per fornire all’esercito italiano un carro armato leggero su larga scala, l’L3 rimase in prima linea nelle unità corazzate fino al 1941. Anche se ebbe un ruolo importante solo nei combattimenti della campagna d’Etiopia e della guerra civile spagnola, la “scatola di sardine” successivamente si limitò al combattimento antipartigiani e al sostegno delle truppe d’occupazione dopo l’inizio difficile della seconda guerra mondiale. Prodotto in largo numero, in considerazione della capacità industriali del paese negli anni 30. Ne furono realizzati circa 2.000 esemplari a partire dal 1933 e fino al 1938, anno in cui cessò la produzione.

    TITOLO DISPONIBILE ANCHE IN LINGUA INGLESE – SU RICHIESTA

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    The Weapons Encyclopaedia. Messerschmitt BF 109 Vol 1. Versioni A-B-C-D-E

    22.00

    Luca Cristini

    Il Messerschmitt BF 109, moto anche come ME 109, fu forse il più famoso aereo da caccia della Luftwaffe. Sviluppato durante la prima metà degli anni ’30 da Wilhelm Messerschmitt e Robert Lusser. Questo fantastico aereo da caccia si caratterizzava per la sua struttura monoscocca completamente in metallo, una cabina chiusa, un carrello d’atterraggio fisso e un motore aeronautico a forma di V con 12 cilindri invertiti, raffreddati ad acqua. I primi esemplari del Bf 109 fecero la loro comparsa già durante la guerra civile spagnola e rimasero in servizio fino alla fine della seconda guerra mondiale. Durante questo periodo, gli aerei Bf 109 costituirono la principale forza dei caccia dell’aeronautica tedesca.

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    The Weapons Encyclopaedia. Messerschmitt BF 109 Vol.2

    25.00

    Luca Cristini

    Per oltre un decennio, il Messerschmitt Bf 109 servì come caccia standard della Luftwaffe, adattandosi costantemente alle esigenze operative e al progresso tecnologico. Questo processo diede origine a una straordinaria varietà di versioni, tanto che pochi aerei nella storia hanno conosciuto una tale diversificazione. Il presente volume completa e termina il nostro lavoro iniziato col 1° volume sul BF-109, il TWE-18 che ha trattato tutte le prime serie, prototipi compresi fino alla serie E. Il lavoro si distingue per l’approccio metodologico innovativo, grazie sopratutto alla sopraffina arte del nostro illustratore, il Dott. Björn Huber che ha realizzato stupendi profili inediti. Frutto delle sue ultime ricerche disponibili e supportato da un vasto repertorio iconografico consultato. il libro offre quindi una panoramica concisa ma precisa dell’evoluzione del Bf 109, dalle versioni F alla K.

    DISPONIBILE DA FINE AGOSTO

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    The Weapons Encyclopaedia. Mezzi Speciali della Marina Italiana WWII

    25.00

    Luca Cristini

    Durante il secondo conflitto mondiale, l’Italia sviluppò numerosi progetti di armi speciali, sia nell’esercito sia nell’aviazione. Tuttavia, fu soprattutto nella Marina che si registrarono le innovazioni più audaci e affascinanti. Tra queste spiccano i celebri mezzi d’assalto: i “maiali” (siluri a lenta corsa), i M.A.S. (motoscafi armati siluranti) e i barchini esplosivi, protagonisti di operazioni gloriose che culminarono in episodi leggendari come l’affondamento delle navi britanniche nella rada di Alessandria d’Egitto. Accanto a queste imprese, va ricordato anche lo sviluppo dei minisommergibili, settore in cui l’Italia fu tra i pionieri assoluti. In basi segrete furono concepiti progetti estremamente arditi, tra cui quello – mai realizzato a causa dell’armistizio – di colpire il porto di New York con un minisommergibile trasportato da un sommergibile oceanico, una strategia che dimostra l’ingegno e il coraggio dei progettisti italiani dell’epoca.

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    The Weapons Encyclopaedia. Panzer 38 (t)

    22.00

    Luca Cristini

    Il Panzerkampfwagen 38(t) non nasce tedesco.  Il suo nome originale era LT vz. 38, ed era il miglior carro armato cecoslovacco realizzato tra le due guerre. Ebbe però fortuna e sostanziale utilizzo solo  in un altro esercito, quello tedesco che ribattezzò il mezzo Pz.Kpfw.38(t). Nella Wehrmacht, questo carro armato divenne uno dei simboli della Blitzkrieg, combattendo nell’avanguardia delle unità corazzate tedesche. Fu quindi così che nella primavera del 1940, i carri armati costruiti a Praga distrussero i veicoli britannici e francesi che due anni prima non erano riusciti a venire in aiuto della Cecoslovacchia.

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    The Weapons Encyclopaedia. Panzer I SD.KFZ. 101

    25.00

    Luca Cristini

    Il Panzerkampfwagen I, comunemente conosciuto come Panzer I, fu il primo carro armato tedesco prodotto in serie nel periodo tra le due guerre mondiali. Progettato originariamente come veicolo d’addestramento, divenne presto uno degli strumenti fondamentali per la rinascita della forza corazzata tedesca e costituì la base dell’arsenale della Wehrmacht nelle prime fasi della Seconda guerra mondiale. Le due principali versioni prodotte che andremo ad analizzare in questo volume, Ausführung A e Ausführung B, condividono caratteristiche simili, ma presentano anche differenze rilevanti, frutto dell’esperienza operativa e dei limiti riscontrati nei primi modelli. Verso il 1940, il Panzer I visse una seconda vita attraverso numerose varianti, nate dalla necessità di sfruttare un mezzo ormai superato in prima linea. Già obsoleto al suo esordio per l’armamento inadeguato, il piccolo carro tedesco divenne una piattaforma versatile per ruoli specializzati.

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  • 0 out of 5

    The Weapons Encyclopaedia. Panzer II

    22.00

    Il Panzer II, abbreviazione del nome completo Panzerkampfwagen II, il cui numero di identificazione dell’esercito era Sd.Kfz. 121, fu un carro armato leggero tedesco progettato nei primi anni trenta come rimpiazzo del blindato leggero Panzer I. Nonostante il progetto fosse considerato un passaggio a carri maggiori, il Panzer II costituì il nerbo delle divisioni corazzate tedesche durante le campagne di Polonia e di Francia, venendo utilizzato anche durante l’invasione dell’URSS nel 1941, dimostrando tutti i suoi punti deboli. Fu quindi ritirato quasi completamente dalla prima linea tra il 1942 e il 1943, e relegato a compiti di addestramento, e per la lotta antipartigiana; il versatile scafo fu invece riutilizzato per diversi progetti di semoventi e cacciacarri.

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