L’Italia dei poteri locali

22.10

L’idea portante del volume, contenuto nel titolo, è che larghi settori d’Italia medievale, tra i secoli X e XII, si caratterizzino per dinamica politica che si svolge in massima parte a livello locale: hanno scarso rilievo i coordinamenti più ampi (regni, principati), e prevalgono poteri di ridotte dimensioni, che trovano il proprio fondamento nel possesso fondiario, nella capacità militare, nel controllo della società locale tramite una rete di clientele vassallatiche. È la cosiddetta “anarchia feudale”, ma su questa definizione interviene una duplice correzione: non “feudale”, perch la componente vassallatica fu solo uno degli elementi di questa dinamica socio-politica locale; e non pura “anarchia” perchè la violenza e il disordine (innegabili) convivono con forme di ordine e di regolazione della violenza: è la contraddittorietà tipica di un potere che si adegua alle forme della società, priva di forme di inquadramento regionale o statale e di una legislazione ad ampio respiro. Se l’approccio è principalmente politico ed è costruito attorno alle forme del potere, queste tuttavia non possono essere comprese senza considerare i funzionamenti della società che li esprime: un punto chiave è proprio la stretta connessione tra società e potere, e quindi l’esigenza di valutare forme e strumenti di questo legame e della penetrazione dei poteri signorili nella società locale (in massima parte contadina).

Brossura 15 x 22 cm. pag. 240

Stampato nel 2011 da Carocci

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Descrizione

Luigi Provero

L’idea portante del volume, contenuto nel titolo, è che larghi settori d’Italia medievale, tra i secoli X e XII, si caratterizzino per dinamica politica che si svolge in massima parte a livello locale: hanno scarso rilievo i coordinamenti più ampi (regni, principati), e prevalgono poteri di ridotte dimensioni, che trovano il proprio fondamento nel possesso fondiario, nella capacità militare, nel controllo della società locale tramite una rete di clientele vassallatiche. È la cosiddetta “anarchia feudale”, ma su questa definizione interviene una duplice correzione: non “feudale”, perch la componente vassallatica fu solo uno degli elementi di questa dinamica socio-politica locale; e non pura “anarchia” perchè la violenza e il disordine (innegabili) convivono con forme di ordine e di regolazione della violenza: è la contraddittorietà tipica di un potere che si adegua alle forme della società, priva di forme di inquadramento regionale o statale e di una legislazione ad ampio respiro. Se l’approccio è principalmente politico ed è costruito attorno alle forme del potere, queste tuttavia non possono essere comprese senza considerare i funzionamenti della società che li esprime: un punto chiave è proprio la stretta connessione tra società e potere, e quindi l’esigenza di valutare forme e strumenti di questo legame e della penetrazione dei poteri signorili nella società locale (in massima parte contadina).

Brossura 15 x 22 cm. pag. 240

Stampato nel 2011 da Carocci

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