1289 La battaglia di Campaldino

Medio Evo

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    1289 La battaglia di Campaldino

    20.00

    Federico Canaccini

    L’11 giugno 1289, a Campaldino, nella angusta valle del Casentino, si scontrano due grandi eserciti capeggiati da Firenze e da Arezzo. 20.000 fanti e oltre 2.000 cavalieri divisi da rivalità ideologiche, volontà egemoniche e interessi economici. Infatti le città toscane sono tutte guelfe e Firenze è ormai assurta al rango di vera e propria potenza regionale, i Ghibellini sono ridotti all’esilio e trovano rifugio in sparuti capisaldi come Pisa e Arezzo. Dopo due anni dall’andamento incerto e dalle sorti altalenanti, il conflitto si decide in un unico scontro. Una battaglia entrata nella storia. A Campaldino, tra i cavalieri della prima schiera, quelli che avrebbero dovuto eseguire le azioni più temerarie, vi è un giovane Dante Alighieri che non dimenticherà facilmente le scene agghiaccianti di quel giorno di sangue, lasciandone traccia nella sua Commedia.

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    Baldovino IV di Gerusalemme. Il re lebbroso

    15.00

    Ilaria Pagani

    Conosciuto come il Re lebbroso, Baldovino IV fu il giovane re di Gerusalemme che, pur se affetto da una gravissima malattia, difese le terre conquistate dai cristiani affrontando le armate del suo grande rivale Saladino. Figlio di Amalric e Agnese di Courtenay, Baldovino divenne re ad appena tredici anni nel 1174, per decisione della corte, accettato dai capi dei crociati che lo ritenevano debole a causa di una forma devastante di lebbra che si era manifestata sin dalla fanciullezza. Un re che non sarebbe dovuto durare e che non avrebbe dovuto avere alcun peso nella feroce guerra tra le fazioni politiche per il controllo della Terra Santa. La storia di Baldovino IV fu invece sorprendente: un giovane cavaliere crociato che vide la sua giovinezza e la sua forza divorate dalla lebbra e che tuttavia mai si arrese al male, che prese su di sé come una croce da portare in battaglia. Invece di chiudersi nella difesa di Gerusalemme, Baldovino decise di attaccare, invece di essere docile strumento nelle mani di duchi e conti, tenne loro testa; malato e ormai in punto di morte si pose alla testa del suo esercito nella battaglia di Montgisard. Vinse issando la reliquia della Vera Croce

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    Battaglie medievali

    25.00

    Aldo A. Settia

    Uscimmo contro di loro nel luogo detto Sant’Ansano a Dòfana, con la nostra potentissima cavalleria, nella cui probità per esperienza confidiamo. Qui, esaminato diligentemente il rischio del momento con il consiglio degli esperti, ordinammo a battaglia con somma cura le schiere dei nostri. Mentre i nemici si avvicinavano spiegammo le bandiere di combattimento del re, e quando essi le scorsero, forse credendo di sconfiggerci con la sola voce, subito sollevarono un immenso clamore: «Pija! Pija!» gridavano tutti insieme. Da una relazione sulla battaglia di Montaperti inviata da fuorusciti fiorentini al re di Sicilia Manfredi (1260) Come si combatteva nel Medioevo? Il libro ci offre un panorama vivido delle battaglie medievali nelle loro diverse fasi: prima la mobilitazione delle forze, i preparativi logistici e le speculazioni astrologiche, la marcia verso il nemico, le liturgie sacre e profane, l’organizzazione delle schiere di combattimento, l’allocuzione del comandante, persino il ricorso a eccitanti. Poi, arrivati al nemico, il comportamento dei combattenti: la paura e il coraggio, la vergogna della fuga, i condizionamenti dell’ambiente tra fiumi, foreste e paludi. Quindi il cuore della battaglia: le tecniche di combattimento di cavalieri e fanti, la stanchezza fisica e il peso della corazza, l’ecatombe dei cavalli, l’influenza degli elementi naturali e il paesaggio sonoro, il ruolo delle insegne, i carri sul campo

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    Crusader Castles in the Holy Land – An Illustrated History of the Crusader Fortifications of the Middle East Amd Mediterranean

    35.00

    David Nicolle

    Sparpagliate fra il Vicino Oriente e il Mediterraneo ci sono rovine di castelli, mura e torri, frammenti della terribile storia delle Crociate, testamenti di difese e aggressioni in un ambiente ostile. Questo libro è una bella guida illustrata che mostra sviluppo, costruzione, scopo e storia di queste fortificazioni, non solo in Medio Oriente ma anche in Grecia, Cipro e Mar Egeo. Formidabili fotografie delle recenti ricerche mostrano in tutta la loro bellezza e la loro imponenza quelle vestigia di centinaia di anni di conflitto.

    Cartonato con sovracopertina, 20 x 25 cm. pag. 240 interamente illustrato con circa 87 tra foto e illustrazioni a colori, 3 cartine, 38 foto b/n e varie planimetrie

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2008 da Osprey

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    Dalla dominazione bizantina allo Stato normanno. Assetti religiosi, strutture economiche e sociali

    18.00

    Il passaggio dalla dominazione bizantina allo Stato normanno, alla luce della nuova stagione storiografica e delle crescenti acquisizioni documentarie, apre nuovi scenari di ricerca che consentono di focalizzare meglio l’attenzione sulle istituzioni monastiche italo-greche e su quelle latine, sull’organizzazione degli assetti carismatici e sulla complessità dei rapporti politici, sulla vitalità delle componenti etniche e della società nel Mezzogiorno medievale. Stigmatizzandone, allo stesso tempo, il mutamento sociale e culturale dei secoli X-XIII e il complesso tema dell’integrazione tra le diverse popolazioni dell’Italia meridionale che hanno concorso alla formazione di una società plurale. Solo la conquista normanna, infatti, assicurò loro unità politica e consentì la sperimentazione di nuovi assetti amministrativi e lo sviluppo della signoria fondiaria che si rivelò essere il principale strumento per l’organizzazione delle campagne e motore del processo economico.

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    Fighting Techniques of the Medieval World AD 500- AD 1500 – Equipment Combat Skills and Tactics

    39.00

    Il volume descrive le tecniche di combattimento dei soldati in quella che è stata definita come l’età della cavalleria: il mondo medievale. Il libro esplora le tattiche e le strategie utilizzate per vincere le battaglie con la tecnologia disponibile nei secoli considerati, e sottolinea come lo sviluppo di quest’ultima abbia via via modificato le armi e le tattiche utilizzate sul campo di battaglia. Diviso in cinque sezioni, il testo esamina le singole fattispecie dell’esercito medievale: il fante, il soldato a cavallo, l’equipaggiamento e le armi utilizzate, e, come potessero combattere in simbiosi. Viene spiegato perché alcuni tipi di unità – come gli arcieri gallesi e i mercenari italiani – siano stati più efficaci di altri – come i cavalieri corazzati francesi ad Agincourt. La terza parte illustra come queste unità sono state effettivamente utilizzate sul campo di battaglia. Vengono esaminate anche la tattiche contrastanti di entrambe le parti durante le crociate, e si evidenzialo le deficienze dell’esercito Crociato e dei relativi comandanti. La quarta parte del libro esamina le tecniche e le attrezzature sviluppate per la guerra d’assedio – un evento comune in questa epoca di castelli e grandi opere fortificate. Infine, l’ultima sezione riguarda la guerra navale, le relative tattiche e le armi utilizzate. il volume è corredato da numerose illustrazioni in b/n, da tavole a colori e da mappe dei capi di battaglia.

    Rilegato, 20 x 25,5 cm. pag. 256 illustrato con circa 120 tavole a col e b/n e 20 mappe

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2009 da Amber Books

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    Fighting techniques of the oriental world AD 1200-1860 – Equipment Combat Skills and Tactics

    39.00

    Il libro mostra le tecniche di combattimento degli eserciti dell’Estremo Oriente a partire dall’età dell’espansione dei Mongoli fino alla Guerra dell’Oppio anglo-cinese a metà del diciannovesimo secolo. Esplora le tattiche e le strategie necessarie per vincere le battaglie con le tecnologie disponibili nei secoli descritti, e mostra come lo sviluppo degli armamenti abbia modificato costantemente le tattiche utilizzate e le sori dei conflitti. Illustrato con fotografie, disegni e mappe a colori inerenti le battaglie e gli equipaggiamenti, create appositamente per il presente lavoro, il volume studia le strategie con cui i più grandi condottieri – come Genghis Khan o l’ammiraglio Yi Sun – condussero le loro vittoriose campagne militari e spiega perchè invece altre operazioni ebbero meno successo.

    Rilegato con sovracopertina, 20 x 25 cm. pag. 256 con circa 41 foto e illustrazioni a colori, 20 mappe a colori delle battaglie più importanti e 126 illustrazioni b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2008 da Amber Books

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    Gli eserciti delle Crociate

    34.00

    Steven Tibble

    Pensiamo di conoscere le Crociate: il primo esempio di scontro tra civiltà, una serie di drammatici conflitti tra cristianesimo e islam che hanno segnato in profondità il mondo moderno. Ma quanto sono precise le nostre conoscenze? E se la principale causa delle Crociate fosse invece da cercare nel cambiamento climatico e nella migrazione di massa scatenatasi nelle steppe euroasiatiche? E se all’origine del conflitto ci fossero antiche tensioni tra società nomadi e sedentarie, tra mandriani e coltivatori? E che diremmo se scoprissimo che gli eserciti «crociati» erano perlopiù composti da Arabi, Siriani e Armeni, mentre quelli islamici schieravano sorprendentemente pochi musulmani? Steve Tibble si propone di osservare da una prospettiva assai originale i tentativi occidentali di colonizzare il Medio Oriente nel corso del Medioevo, e analizza le strategie dei due fronti in guerra

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    Goffredo di Buglione

    15.00

    Sergio Ferdinandi

    Goffredo di Buglione (1060 circa-1100), Duca di Bassa Lotaringia, è il protagonista assoluto della Prima crociata (1096-1099), straordinaria epopea che oltre a restituire alla cristianità il venerato Sepolcro di Cristo dopo secoli di dominazione musulmana, ha, per le conseguenze che ne sono derivate, fortemente contribuito alla definizione dell’identità Europea. Discendente di Carlo Magno, figlio di illustri personaggi del tempo quali Eustachio II di Boulogne, protagonista nella battaglia di Hastings, e Ida di Lorena, era nipote di Matilde di Canossa.

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    Grandi battaglie della Repubblica di Siena. La lunga lotta di un popolo per l’affermazione e la sopravvivenza

    16.00

    Paolo Goretti

    Una ricognizione storica sulle principali battaglie che hanno definito la storia della Repubblica di Siena dal periodo etrusco fino al Cinquecento. «Un piccolo stato quello di Siena, incuneato fra quello della Chiesa, Firenze e altri, di minor peso ma agguerriti, come Arezzo, Colle di Val d’Elsa, San Gimignano, Montepulciano, Volterra e altri ancora. Piccolo ma battagliero, altrimenti sarebbe stato cancellato dai vicini e dalle scorrerie dei vari eserciti nella Penisola. Siena invece saprà accrescere la propria potenza militare, costretta a combattere grandi battaglie per la sopravvivenza. Nel contempo riuscirà a ottenere un peso politico ed economico di notevole livello nel XIII secolo, con i governi ghibellini, e nel XIV secolo sotto il governo guelfo dei Nove, così come con i vari governi oligarchici che si avvicenderanno alla guida della Repubblica dal Medioevo al Rinascimento».

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    Guerreros y Batallas 137 – La conquista de Canarias (1402-1496)

    17.00

    Ruben Saez Abad

    Questa serie di monografie storiche, a cura dell’editore spagnolo Almena, si occupa di guerre e battaglie a cui hanno partecipato da protagonisti o meno, soldati, unità ed eserciti spagnoli sia sul suolo Iberico che all’estero, nel periodo storico compreso tra le Guerre Puniche fino al secondo dopoguerra. Il resoconto storico degli avvenimenti è accompagnato da un notevole numero di immagini essenzialmente in b/n tratte da immagini famose, oltre ad alcune tavole uniformologiche a colori e a qualche rilevazione satellitare dei terreni che a suo tempo furono dei campi di battaglia. La presente monografia è dedicata in particolare alla conquista spagnola delle isole Canarie tra il 1402 e il 1496.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 104 con numeros eillustrazioni b/n e 8 tavole a colori

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    I Cavalieri della Croce Nera

    18.00

    Pierluigi Romeo di Colloredo

    Tra gli ordini monastico-militari nati durante le Crociate l’Ordine dei Cavalieri dell’Ospedale della Casa di Santa Maria dei Teutonic iè, insieme a quello del Tempio, il più noto e meno compreso, vittima dei miti nazionalistici opposti di tedeschi e polacchi e russi. Furono i cavaluieri tetonici ad aprire alla Storia le terre dell’Europa settentrionale bagnate dal Baltico, con conseguenze che durano ancor oggi, cosi come i castelli, le fortezze e le città da loro costruite. Il presente volume contiene la prima traduzione mai effettuata in italiano dell’Ordensbuch, comprendente gli Statuti e la Regola dell’ordine Teutonico nella più antica versione nota, quella medio tedesca del 1264, documento fondamentale per comprendere la vera essenza dell’Ordine, insieme ad una approfondita analisi della storia dei teutonici e del ruolo svolto nella conquista e nell’evangelizzazione del Baltico dal XIII al XVI secolo.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 160

    Stampato nel 2009 da Associazione Italia

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    I Normanni e la guerra. Persistenze nordico-boreali nella conquista del Meridione d’Italia (secc.XI-XII)

    17.00

    Cristian Guzzo

    ll presente volume raccoglie alcuni studi di storia militare normanna condotti nel corso degli ultimi quattro anni (…). La tesi centrale espressa fra queste pagine pertiene la non trascurabile influenza esercitata, sulla conquista normanna del Sud Italia, dalla componente etnico-culturale vichinga. (…) Non è possibile comprendere la conquista del Meridione d’Italia, da parte dei normanni, se si prescinde dall’impronta marcatamente scandinava della stessa. Nonostante parte della storiografia contemporanea abbia considerato tale interpretazione superata (…), risulta arduo negare che le dinamiche comportamentali di gruppo adottate nel nostro Mezzogiorno, rispecchiassero più l’anima vichinga, che quella franca. (…) Le saghe evidenziano il loro spirito di corpo; l’adesione a un gruppo culturale ed etnico specifico, costruito su quei valori tipicamente muscolari, peculiari di ogni società guerriera tradizionale. Il culto della forza e del valore nelle armi fra i normanni, riecheggia quello dei loro antenati, per quanto sia innegabile che costoro avessero modificato radicalmente i loro costumi, adeguandoli in buona parte a quelli franchi.

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    I padroni dell’acciaio

    29.00

    Gabriele Z. Campagnano

    I Padroni dell’Acciaio vuole raccontare le battaglie e le imprese di dieci soldati, condottieri e uomini d’arme del XV e XVI secolo attraverso monografie accurate e avvincenti e illustrazioni prestigiose (20 opere originali e oltre 30 mappe). I protagonisti del volume sono Giorgio Castriota Scanderbeg, Pier Gerlofs Donia, Pregianni de Bidoux, Ettore Fieramosca, Giovanni delle Bande Nere, Enrico V di Brunswick, Alberto Alcibiades, Jean de La Valette, Astorre Baglioni e Franz Schmidt. Oltre a una bibliografia generale commentata alla fine del volume, ogni monografia è dotata di una specifica bibliografia commentata.

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    I vichinghi in Italia. Dalla distruzione di Luni a Harald Hardrada

    29.00

    Pierluigi di Colloredo Mels

    Sui vichinghi esiste una vastissima letteratura, che copre ogni aspetto della vita e della storia dei popoli scandinavi dall’VIII al X secolo dopo Cristo. Meno conosciuto è il fatto che anche l’Italia venne toccata da guerrieri norreni: sia come pirati che come mercenari componenti la Guardia imperiale degli imperatori bizantini, i Variaghi. Dal sacco di Luni, Pisa e Fiesole ad opera dei Vichinghi di Hastein e Bjorn Ragnarsson nell’860- 861 alle imprese del futuro re di Norvegia Harald Hardrada e della Guardia Variega in Sicilia e nel Meridione, in questo libro per la prima volta viene narrata in modo storicamente e filologicamente impeccabile l’epopea italiana degli Uomini del Nord, il cui ricordo è sopravvissuto nelle saghe e nelle iscrizioni runiche, analizzando le testimonianze delle cronache e delle saghe medievali, le iscrizioni runiche sulle stele rinvenute i Svezia che menzionano la Puglia (Langobardia minor) e quelle sul leone del Pireo oggi a Venezia.

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    Ingegno e Paura – Trenta secoli di fortificazioni in Italia Vol. II – Età medievale

    40.00

    In questo volume vengono esaminate le evoluzioni delle fortificazioni dal V al XIV secolo. Sotto il profilo storico si vive la massima proliferazione dei Comuni. Questa nuova realtà unitamente alle maggiori potenze di fuoco delle artiglierie, comporterà delle differenziazioni sostanziali rispetto alle mura feudali, differenze che l’autore evidenzia con l’ausilio di numerose planimetrie e riproduzioni fotografiche. Sui volumi editi dalle FFAA e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento

    Rilegato, 25 x 28 cm. pag. 290 con circa 240 tra foto e illustrazioni a colori

    Stampato nel 2005 da Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito

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    Knights of Jerusalem

    35.00

    L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni, uno dei più famosi ordini medioevali che parteciparono alle Crociate, temuto dai nemici e rispettato dagli amici per la loro abilità guerriera, è anche stato l’emblema di tutti i vizi e le virtù degli ordini militari che incrociarono le loro spade vicino al Santo Sepolcro. Questo libro esamina nel dettaglio lo stile di vita, l’esperienza e il ruolo militare di questi cavalieri dalla loro origine come movimento caritatevole fino alle loro ultime ore durante l’assedio di Malta. Il libro è completamente illustrato da fotografie di siti e reperti archeologici, piantine e riproduzione di celebri opere d’arte.

    Cartonato con sovracopertina 19 x 25 cm. pag. 224 interamente illustrate con disegni, cartine e foto b/n e colori

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2008 da Osprey

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    L’avventura sarda di Re Enzo von Hohenstaufen. Cavalieri teutonici e cavalieri templari nella Sardegna medievale

    10.00

    Massimo Falchi Delitala

    Nel contrasto fra Chiesa e Impero vennero coinvolti anche gli Ordini templare e teutonico: mentre il primo rimaneva un fidato alleato della Curia pontificia, nel XII e XIII secolo quello teutonico aveva preso parte, diventandone attore non secondario – specie in riferimento alla strategia imperiale in Italia -, nel conflitto tra il predominio politico del papato e quello dell’impero. In questo contesto l’Ordine teutonico si era inoltre inserito nelle vicende dinastiche dei giudicati sardi, sostenendo, anche militarmente, la politica antipapale di Federico II che, nominando il proprio figlio naturale Enzo quale re di Sardegna, intendeva riportare l’Isola nell’alveo imperiale. Iniziativa con evidente risvolto politico che collideva con le mire e gli interessi del papato, e che perciò non poteva lasciare indifferenti o neutrali i templari, che di questo erano considerati il braccio armato. Inoltre, durante il medioevo, nell’Isola esistevano quattro stati nazionali (giudicati), retti da un sovrano non necessariamente ereditario (giudice): la peculiare conformazione istituzionale di questi stati imponeva perciò forme peculiari di presenza nell’Isola di re Enzo e dei teutonici del suo seguito. Per questo motivo i templari non potevano, a loro volta, che assecondare gli interessi pontifici volti a estendere l’influenza del papato sull’Isola, entrando in contrasto con quelli filo imperiali dei teutonici che, viceversa assicuravano il loro sostegno al giovane re Enzo von Hohenstaufen.

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    L’Ordine di San Lazzaro nei Giudicati sardi. Cavalieri lebbrosi e cavalieri templari nella Sardegna medievale

    12.00

    L’odine di San Lazzaro sorse in Terrasanta al tempo delle crociate  e oltre alla funzione militare e religiosa ebbe anche quella di curare, con conoscenze e mezzi del tempo, la terribile malattia della lebbra. I cavalieri lazzariti avevano la duplice veste di poveri lebbrosi destinati a una morte lenta e dolorosa, al pari di coloro che curavano, e temuti guerrieri che non temevano la morte, disposti a morire in battaglia, sinché il male concedeva loro di portare le armi. Come altri ordini militari e religiosi, specie dopo la perdita degli ultimi avamposti in Oriente, anche quello lazzarita estese la propria presenza fino alla Sardegna, quando la lebbra si diffuse anche in Europa e nell’isola, a causa dei crociati e dei pellegrini di ritorno dai Luoghi Santi

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    La battaglia di capo Colonna 982 – La sfida dell’impero all’Islam

    20.00

    La battaglia di Capo Colonna (conosciuta anche come battaglia di Stilo) fu combattuta nelle giornate del 13 o 14 luglio 982 nella zona prossima a Crotone, in Calabria, tra le forze dell’imperatore Ottone II ed i suoi alleati del nord, i Longobardi, da un lato, e, dall’altro, quelle di Abu l-Qasim Ali, Emiro di Sicilia della dinastia dei Kalbiti. Alcune fonti affermano che i musulmani sarebbero stati aiutati dai bizantini stanziati da tempo nell’Italia del Sud, in rappresaglia per l’invasione della provincia dell’Apulia da parte di Otto, ma non ci sono conferme a questa storica accusa. Peruffo nella sua approfondita analisi storica pone fine ad una lacuna che vedeva sostanzialmente ignorata questa grande importante battaglia del primo evo.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 68 con numerose illustrazioni a colori

    Stampato nel 2016 da Soldiershop

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    La battaglia di Desio 1277 – L’ascesa dei Visconti e la sconfitta dei Torriani

    25.00

    Era una fredda notte del 21 gennaio 1277 quando una folta schiera d’armati, sui cui stendardi garriva la biscia viscontea, faceva inaspettatamente irruzione all’interno della cerchia murata del villaggio fortificato di Desio. A guidare gli incursori vi era l’arcivescovo di Milano Ottone Visconti, deciso a chiudere definitivamente la partita con i guelfi Torriani, signori, fino a quel momento, di Milano. Sebbene la battaglia si risolvesse in una serie di violenti scontri lungo le vie e le piazze cittadine, senza avere un preciso andamento tattico, la contesa notturna vedrà, una volta per tutte, il trionfo del partito ghibellino guidato dall’alto prelato milanese. Quest’ultima fazione era, fino alla battaglia di Desio, il partito più debole nella lotta, reduce da diverse sconfitte subite precedentemente e con un seguito limitato a un gruppo di fuoriusciti ghibellini. Lo scontro non era solo tra guelfi e ghibellini fuoriusciti ma, soprattutto, tra due famiglie: i Visconti e i Della Torre, o Torriani. In una circostanza in cui la fazione ghibellina, filo-imperiale, era guidata da un alto prelato, l’arcivescovo di Milano, contraddicendo il preconcetto secondo cui i guelfi fossero sempre legati alla curia papale mentre i ghibellini dei laici anticlericali. In realtà le lotte tra guelfi e ghibellini, di quegli anni, non prescindevano dalle complesse situazioni locali di lotte intestine tra famiglie per il potere. A ciò si deve aggiungere come la zona di Milano fosse ormai da molti anni terra di rifugio per eretici e predicatori di ogni sorta che non potevano far altro che arroventare ancor di più il clima di quel periodo, in cui, Milano, stava passando dalle libere magistrature comunali alla Signoria.

    Brossura, 18 x 25,3 cm. pag. 84 con numerose illustrazioni e foto a colori

    Stampato nel 2019 da Soldiershop

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    La battaglia di Itri

    10.00

    Paolo Manzi

    Il libro descrive, in una sintesi documentata, le vicende di un periodo storico e precisamente 1338-1348, del Lazio meridionale, cioè di Terracina, Fondi, Itri, Gaeta, Minturno e Sessa Aurunca. Pochi storici si sono occupati delle vicende travagliate e tragiche di quel periodo poco conosciuto. La figura principale è il Conte di Fondi Nicolò Caetani e le sue movimentate vicende. Il punto focale del libro è la “Battaglia di Itri”, in cui l’esercito del Conte prevale sull’esercito della Regina di Napoli. Nelle turbinose e confuse vicende sono coinvolti altre figure storiche tra cui il Papa, Cola di Rienzo e il Re d’Ungheria. Ma la peste nera si diffonde con i suoi effetti in tutta Europa: la storia si interrompe in modo tragico e il mondo che sopravvive cambia tutto.

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    La battaglia dimenticata – Monte Celio 12 aprile 1498

    25.00

    Scrive Michael Mallet, il maggiore storico europeo della situazione militare italiana del Rinascimento, nel suo fondamentale studio sulla guerra nel Rinascimento italiano: Uno dei principali interlocutori della discussione umanistica che costituisce la cornice dell’Arte della Guerra di Machiavelli è Fabrizio Colonna. Il Colonna a suo tempo fu uno dei più illustri comandanti militari e uno dei principali autori della vittoria definitiva che la Spagna riportò nelle guerre d’Italia. Il medesimo autore poche pagine prima aveva affermato che il condottiero umbro Bartolomeo d’Alviano, capitano generale della Repubblica di Venezia, dopo aver sconfitto le truppe dell’imperatore Massimiliano I d’Austria nel 1508, aveva riportata una vittoria tale che aveva innalzata la fama del d’Alviano all’altezza dei fratelli (Prospero e Pompeo) Colonna e di Gian Giacomo Trivulzio (…). I condottieri ora nominati furono reputati tra i migliori del loro tempo. Eccettuato il Trivulzio, Fabrizio, Prospero, Pompeo Colonna e Bartolomeo d’Alviano avevano in comune l’aver combattuto nella battaglia tra Colonnesi e Orsini sotto Monte Celio il 12 aprile 1498. Oltre a loro vi si erano distinti condottieri come Antonello Savelli – che morì per le conseguenze delle ferite riportate nei combattimenti – Francesco Orsini duca di Gravina, che sarà strangolato da Cesare Borgia a Senigallia nel 1503 insieme a Paolo Orsini, Vitellozzo Vitelli e Olivierotto da Fermo.

    Brossura, 18 x 25,5 cm. pag. 80 con illustrazioni a colori e b/n

    Stampato nel 2016 da Soldiershop

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    La conquista del Nord – I Vichinghi nell’Arcipelago Britannico

    20.00

    La maggior parte dei saggi storici sui Vichinghi prende in esame la loro conquista e influenza solo su una piccola parte dell’intera regione che comprende Gran Bretagna e Irlanda. E pochi studiosi hanno finora concentrato la propria attenzione sul contatto continuo fra Inghilterra e Scandinavia anche nel periodo successivo alla Conquista Normanna del 1066. Questo libro mira a offrire un approccio alternativo, presentando una storia dell’Epoca Vichinga che consideri l’intera area dell’Arcipelago Britannico, prima e dopo il fatidico anno generalmente considerato come “spartiacque”. Tradizionalmente ritratti come barbari brutali, salpati dalle terre scandinave a bordo delle loro caratteristiche imbarcazioni per depredare e saccheggiare molte regioni del Nord, i Vichinghi ci appaiono qui in un quadro meno drammatico ma ancor più affascinante, che rivela i notevoli progressi economici e sociali da loro apportati, fondamentali nel delineare la storia politica delle isole britanniche.

    Brossura, 15,5 x 21 cm. pag. 271 con varie illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da Odoya

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    Le armate di Dio. Templari, ospitalieri e teutonici in Terra Santa

    14.00

    Giuseppe Ligato

    Destinati a segnare le sorti del proprio tempo, gli Ordini militari compaiono in Terra Santa nel XII secolo, per difendere i possedimenti dei latini durante le crociate e assistere i pellegrini. Tra le formazioni principali spiccano i cavalieri del Tempio, meglio noti come templari, i cavalieri di san Giovanni detti anche ospitalieri e i cavalieri teutonici. Ma perché nacquero e come acquisirono potere e ricchezza? In parte monaci e in parte guerrieri, questi milites Christi sconvolsero l’ordinamento etico-morale della Cristianità latina, rappresentando una straordinaria novità militare per una società, come quella medievale, che in nome della Guerra Santa seppe riunire uomini di preghiera e uomini d’armi. Questo libro indaga la storia, la struttura e la formazione dei principali Ordini religioso-militari, confrontando sistemi di potere, missioni e costumi, e restituendo, al di là delle leggende e delle fantasie popolari, la vera storia delle armate di Dio.

    Brossura, 13 x 20 cm. pag. 160 con alcune illustrazioni e mappe b/n

    Stampato nel 2020 da Salerno Editrice

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    Le guerre di re Artù

    32.00

    Artù, guerriero dei “secoli bui” evoca un tempo di ferro, ove romani, celti e sassoni si combattono senza tregua; il paganesimo cede il passo al cristianesimo; la tarda Antichità si confonde con il medioevo. Con il disimpegno militare di Roma, i britanni, ancora impregnati del modello socio-culturale dell’Impero, si aggrappano alle sue sopravvivenze amministrative ed infrastrutturali e perpetuano una romanità sempre più appannata, mentre una congerie di genti germaniche agisce ancora secondo usi militari tardo-imperiali. In questo contesto si affaccia un enigmatico Artù, che fatica a scrollarsi il suggestivo fardello della finzione letteraria, del folklore e della leggenda. Un personaggio dai contorni incerti che, tuttavia appare come un capo carismatico ben più romano di quanto si suol credere. Una accurata indagine storica, che insegue la verità della Britannia romanizzata oltre le nebbie di Avalon.

    Brossura, 14,7 x 20,8 cm. pag. 438

    Stampato nel 2019 da Libreria Militare Ares

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    Medio Evo. Wyprawy krzyżowe Husyc

    29.00

    Andrzej Michałek

    Un libro dedicato alla lotta contro l’ultima eresia religiosa del Medioevo. Secondo gli storici, questo era l’ultimo ciclo di guerre in cui i partecipanti si appuntavano le croci l’un l’altro e il Papa le considerava crociate. L’autore descrive le guerre degli hussiti nella Repubblica Ceca, i loro scontri con la Turchia maomettana e le attività in Polonia. Molte informazioni sul contributo degli hussiti allo sviluppo della cultura, in particolare dell’architettura. Il volume, purtroppo in lungua polacca, è moltpo ben illustrato con cartine e tavole di armati, naviglio e fortificazioni, sia a colori che in b/n. particolarmente indicato per i modellisti.

    Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag. 318 con numeros eillustrazioni a colori e b/n

    Testo in lingua polacca

    Stampato nel 2004

    Condizioni del libro: usato in perfette condizioni

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    Medio Evo. Wyprawy krzyzowe. Francuzi

    29.00

    Andrzej Michałek

    Il libro mostra la partecipazione dei francesi alle crociate. Fornirono i contingenti più numerosi tra le nazioni europee che presero parte alle spedizioni in Terra Santa, e costituirono anche l’ossatura fondamentale della società cristiana del Regno di Gerusalemme. Per due secoli, il loro sforzo mantenne in vita, dal declino, il Regno di Francia. I francesi combatterono non solo nelle crociate in Palestina. Le spedizioni contro gli Albigesi (catari) nel sud della Francia ottennero uno status simile dal papato. La monografia fa conoscere al lettore la storia militare dell’occidente e dell’Oriente, nel periodo dio massimo spendore del Medio Evo.Volume indicato particolarmente per i modellisti. Numerose illustazione di armati, cartine e fortificazioni, sia a colori che in b/n.

    Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag. 278 con numerose illustrazioni b/n e colori

    Testo in lingua polacca

    Stampato nel 2004

    Condizioni del libro: usato in perfette condizioni

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    Rise of the Gun. Medieval Firepower

    22.00

    AA.VV.

    È forse il cambiamento tecnologico più significativo nella storia della guerra. Il Medioevo avrebbe visto emergere un nuovo tipo di arma: il cannone. Questo numero speciale esamina l’invenzione delle armi da fuoco, a partire dalla Cina, la sua diffusione in tutta l’Eurasia e la sua influenza su battaglie, eserciti e fortificazioni in quel periodo denso di guerre e conflitti.

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    Ruggero II. Il conquistatore normanno che fondo’ il Regno di Sicilia

    22.00

    Glauco Maria Cantarella

    Ruggero II è l’artefice di un cambiamento epocale. Senza la sua azione non soltanto la storia d’Italia ma quella dell’intera Europa sarebbe stata totalmente diversa. A lui si deve la creazione del nuovo Regno di Sicilia che durò circa un ventennio e fu tutt’altro che incontrastata e irresistibile, ma alla fine produsse una delle maraviglie della storia: un’entità che non cessa di incantare e stupire, intrisa, come le grandi opere d’arte, dei corredi della dignità regia; dell’imponente e moderno corpo di leggi sistematizzato nel XIII secolo; dei personaggi di diversa provenienza ed estrazione che sono stati le braccia e gli occhi del re ma anche il suo cervello, indirizzando spesso le sue decisioni. Ma chi era davvero Ruggero il Normanno? Guerriero, legislatore, statista, promotore delle arti. Il suo mito supera, come sempre avviene, la realtà storica, ben più complessa e significativa.

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    Stato d’assedio. Assedianti e assediati dal Medioevo all’età moderna

    25.00

    Duccio Balestracci

    Gli assedi sono stati un elemento sempre presente e centrale nelle guerre delle età passate. Borghi e città erano murati, contro l’arrivo di un nemico la miglior difesa era per l’appunto rinchiudersi; al nemico, se mancava l’effetto sorpresa, non rimaneva che porre l’assedio. Centrandosi sui secoli che vanno dal Medioevo alla fine del Settecento, ma senza trascurare i principali episodi dell’età antica, Balestracci passa in rassegna le tattiche messe in opera da assedianti e assediati, i mezzi a disposizione, siano le macchine per dare l’assalto alle mura oppure le catapulte e più tardi l’artiglieria, i proiettili infuocati, lo scavo di gallerie. Ma anche la guerra psicologica, fatta di minacce e beffe tra nemici che stanno a tiro di voce, gli assedianti sotto gli occhi degli assediati. Attraverso una messe amplissima di esempi, una fenomenologia dell’assedio nelle sue tattiche, ma anche nella vita quotidiana, fuori e dentro le mura.

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    Storia delle crociate in Terrasanta. Interessi e ideologie nelle imprese militari dell’Europa cristiana in Oriente

    26.00

    Antony Bridge

    Con quest’opera Antony Bridge porta con sé i lettori in un ideale viaggio in Terrasanta. Oscillando tra le due facce di una stessa medaglia, la liberazione del Santo Sepolcro da un lato e la conquista del favoloso Oriente dall’altro, l’autore traccia le coordinate del fervore religioso, militare, artistico e culturale che animò il movimento delle Crociate. E fa anche di più, scrive una storia di uomini, attraverso l’analisi delle figure chiave del mondo cristiano e musulmano: Riccardo Cuor di Leone, Federico II, Goffredo di Buglione e Saladino. Corredano la panoramica una serie di miniature a colori raffiguranti crociati e infedeli e numerose cartine, che illustrano i percorsi e gli itinerari di un movimento che scosse Occidente e Oriente.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 222 + 16 pagine fuori testo con foto e illustrazioni a colori

    Stampato nel 2020 da Odoya

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    Techne. Il ruolo trainante della cultura militare nell evoluzione tecnologica

    65.00

    Il pensiero militare ha da sempre svolto una funzione anticipatrice lungo il cammino della civiltà umana ed è un grande patrimonio di valori etici, morali e civili, una straordinaria ricchezza di scienza, tecnica e arte. Questo libro vuole offrire uno spaccato delle innumerevoli scoperte scientifiche, delle opere di alta ingegneria e delle straordinarie applicazioni pratiche. La dissoluzione dell’Impero romano d’Occidente comportò anche nel settore tecnico-militare un drastico arretramento, ma i secoli che seguiranno sfoceranno in una nuova fase dinamica della Scienza. La tecnologia medioevale potrebbe ritenersi di tipo orizzontale, poche novità ma talmente importanti da restare presenti e fondamentali ancora ai nostri giorni: basti pensare alla polvere pirica che fornì per la prima volta all’umanità energie enormemente superiori alla semplice forza muscolare. Il volume, completato da centinaia di illustrazioni: reperti archeologici, disegni e ricostruzioni, prospetta le peculiarità tecnologiche medioevali derivate dall’ambito militare o da operazioni paramilitari quali la conquista del Nuovo Mondo.

    Cartonato con sovracopertina in cofanetto 21,5 x 30,5 cm. pag. 272 interamente illustrate con foto a colori

    Stampato nel 2010 da Rivista Militare

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    The art of medieval warfare

    24.00

    AA.VV.

    L’edizione speciale 2020 di Medieval Warfare è una raccolta di copertine, scene di battaglia e ricostruzioni di unità dei primi cinquanta numeri della rivista. Compilato e curato da Peter Konieczny, con il contributo del resto dello staff di Medieval Warfare, questo libro a colori di 100 pagine presenta tavole a colori di illustratori come Jose Cabrera-Pena, Darren Tan, Rocio Espin e Zvonimir Grbasic per citare alcuni nomi.

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    Weapon 3 – Medieval handgonnes – The first black powder infantry weapons

    19.00

    La monografia fa parte di una serie della Osprey publishing incentrata sulle armi portatili per la fanteria: dalle pistole ai fucili d’assalto, dalle mitragliatrici alle armi d’appoggio individuali. Queste armi al loro apparire hanno permesso al semplice soldato di fanteria di poter disporre di un potere di fuoco sempre maggiore, ed hanno in rivoluzionato le tecniche di combattimento, alcune hanno avuto più fortuna di altre e sono rimaste in servizio per interi decenni, altre sono state invece surclassate da nuovi modelli che hanno preso il loro posto dopo pochi anni. Questa pubblicazione si occupa in particolare degli Handgonnes medievali. Ogni volume è illustrato con circa 80 fotografie in b/n e a colori.

    Brossura 18,5 x 25 cm. pag. 80 interamente illustrate con foto e disegni b/n e a colori

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2010 da Osprey

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