Lineamenti di antropologia razziale del popolo tedesco

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“Sulle razze umane, su ogni razza singola oppure su ciò che si pensava fossero razze singole, sul “problema razziale” e sulla composizione razziale dei popoli, è già stato scritto molto; e ciò, in quanto toccava la specificità razziale dell’uomo singolo, ha causato un’infinità di bisticci. Il fatto che per tanto tempo si sia potuto discutere sul “problema razziale”, generalmente senza conseguenze utili, fu dovuto, in linea di massima, al fatto che fra coloro che discutevano, il concetto di “razza” era spesso fumoso, né era chiaro come questo concetto dovesse essere affrontato. Il bisticcio non emergeva tanto quando si parlava di “razze”, ma piuttosto quando si discutevano stirpi, popoli o raggruppamenti linguistici razzialmente misti. Ci si confrontava sul riconoscimento o sul significato di una “razza germanica” che veniva contrapposta a una “razza latina” o a una “razza slava” – e si inventavano una “razza ebraica” e anche una “razza semitica”. Ci si dimenticava che un gruppo umano può essere detto “razza” solo se tutti i suoi componenti dimostrano, con notevole approssimazione, la medesima configurazione somatica e animico-psicologica…”

Brossura, 14 x 21 cm. pag. 148 con varie foto b/n

Stampato nel 2017 da Effepi

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Gunther Hans F.k.

“Sulle razze umane, su ogni razza singola oppure su ciò che si pensava fossero razze singole, sul “problema razziale” e sulla composizione razziale dei popoli, è già stato scritto molto; e ciò, in quanto toccava la specificità razziale dell’uomo singolo, ha causato un’infinità di bisticci. Il fatto che per tanto tempo si sia potuto discutere sul “problema razziale”, generalmente senza conseguenze utili, fu dovuto, in linea di massima, al fatto che fra coloro che discutevano, il concetto di “razza” era spesso fumoso, né era chiaro come questo concetto dovesse essere affrontato. Il bisticcio non emergeva tanto quando si parlava di “razze”, ma piuttosto quando si discutevano stirpi, popoli o raggruppamenti linguistici razzialmente misti. Ci si confrontava sul riconoscimento o sul significato di una “razza germanica” che veniva contrapposta a una “razza latina” o a una “razza slava” – e si inventavano una “razza ebraica” e anche una “razza semitica”. Ci si dimenticava che un gruppo umano può essere detto “razza” solo se tutti i suoi componenti dimostrano, con notevole approssimazione, la medesima configurazione somatica e animico-psicologica…”

Brossura, 14 x 21 cm. pag. 148 con varie foto b/n

Stampato nel 2017 da Effepi

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