Il vento del Tirreno. Lo sbarco di Salerno: storia di un disastro mancato

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Giovanni Lupo

Il Vento del Tirreno, il vento della libertà, descrive lo sbarco di Salerno partendo dagli eventi drammatici che l’hanno preceduto. La narrazione conduce per mano il lettore attraverso una tragedia umana che ha travolto come un uragano migliaia di esistenze. Dal punto di vista militare l’Operazione “Avalanche” fu un disastro mancato, a causa di grossolani errori commessi dagli alleati e dalla grave sottovalutazione del nemico che schierava in zona addirittura due Divisioni corazzate armate fino ai denti. Se gli Anglo-americani non furono rigettati in mare lo si deve soltanto al disperato coraggio dei combattenti, all’eroismo dei comandanti delle navi alleate, che dovettero spesso accostarsi pericolosamente alle spiagge per appoggiare le operazioni di sbarco, ed al sacrificio dei piloti imbarcati sulle portaerei della Royal Navy, che arginarono i continui attacchi della Luftwaffe. Il racconto inizia rievocando la straordinaria figura di Mamma Lucia, la popolana cavese che si prese cura di tutti quei “figli di mamma”, amici e nemici, i cui resti giacevano insepolti sul campo di battaglia. La sua testimonianza di perdono e di pietà e la sua esortazione perché non via siano mai più guerre è più attuale che mai e conoscere il nostro passato è utile affinché il sacrificio di tutte quelle vite non sia stato inutile.

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Giovanni Lupo

Il Vento del Tirreno, il vento della libertà, descrive lo sbarco di Salerno partendo dagli eventi drammatici che l’hanno preceduto. La narrazione conduce per mano il lettore attraverso una tragedia umana che ha travolto come un uragano migliaia di esistenze. Dal punto di vista militare l’Operazione “Avalanche” fu un disastro mancato, a causa di grossolani errori commessi dagli alleati e dalla grave sottovalutazione del nemico che schierava in zona addirittura due Divisioni corazzate armate fino ai denti. Se gli Anglo-americani non furono rigettati in mare lo si deve soltanto al disperato coraggio dei combattenti, all’eroismo dei comandanti delle navi alleate, che dovettero spesso accostarsi pericolosamente alle spiagge per appoggiare le operazioni di sbarco, ed al sacrificio dei piloti imbarcati sulle portaerei della Royal Navy, che arginarono i continui attacchi della Luftwaffe. Il racconto inizia rievocando la straordinaria figura di Mamma Lucia, la popolana cavese che si prese cura di tutti quei “figli di mamma”, amici e nemici, i cui resti giacevano insepolti sul campo di battaglia. La sua testimonianza di perdono e di pietà e la sua esortazione perché non via siano mai più guerre è più attuale che mai e conoscere il nostro passato è utile affinché il sacrificio di tutte quelle vite non sia stato inutile.

Brossura, 17 x 24 cm. pag. 218

Stampato nel 2025 da IBN

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