Animali in guerra

26.00

Giorgio Bergamino – Gianni Palitta

Gli animali sono stati usati come strumenti di guerra fin dal secondo millennio a.C., come viene attestato da bassorilievi egizi e mesopotamici. Da allora c’è stato un uso continuo in guerra di cavalli, elefanti, cammelli, cani, gatti, piccioni, muli, buoi, fino a rettili, polli e mammiferi marini per non parlare di insetti e animali invisibili. Cavalli ed elefanti calcavano i campi di battaglia, i gatti davano la caccia ai topi all’interno delle trincee, i piccioni erano impiegati per inviare messaggi, mentre muli e buoi erano usati per trasportare viveri e armi. Oggi, l’utilizzo degli animali continua ancora e il loro impiego è forse meno cruento che in passato, ma non bisogna dimenticare che in 45 secoli di guerre il contributo di sangue di questi preziosi alleati dell’uomo è stato inimmaginabile: solo nella prima guerra mondiale morirono 8 000 000 di quadrupedi tra cavalli, asini e muli. Tuttavia, stoicamente, ancora oggi essi continuano ad affiancare l’uomo nelle situazioni di pericolo con dedizione e sacrificio. Fortunatamente in molti casi il loro ruolo è cambiato, ora ci sono le “macchine” che in molti casi li hanno sostituiti, ma sono ancora indispensabili in compiti delicati come il ritrovamento di esplosivi o l’individuazione di mine antiuomo.

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Descrizione

Giorgio Bergamino – Gianni Palitta

Gli animali sono stati usati come strumenti di guerra fin dal secondo millennio a.C., come viene attestato da bassorilievi egizi e mesopotamici. Da allora c’è stato un uso continuo in guerra di cavalli, elefanti, cammelli, cani, gatti, piccioni, muli, buoi, fino a rettili, polli e mammiferi marini per non parlare di insetti e animali invisibili. Cavalli ed elefanti calcavano i campi di battaglia, i gatti davano la caccia ai topi all’interno delle trincee, i piccioni erano impiegati per inviare messaggi, mentre muli e buoi erano usati per trasportare viveri e armi. Oggi, l’utilizzo degli animali continua ancora e il loro impiego è forse meno cruento che in passato, ma non bisogna dimenticare che in 45 secoli di guerre il contributo di sangue di questi preziosi alleati dell’uomo è stato inimmaginabile: solo nella prima guerra mondiale morirono 8 000 000 di quadrupedi tra cavalli, asini e muli. Tuttavia, stoicamente, ancora oggi essi continuano ad affiancare l’uomo nelle situazioni di pericolo con dedizione e sacrificio. Fortunatamente in molti casi il loro ruolo è cambiato, ora ci sono le “macchine” che in molti casi li hanno sostituiti, ma sono ancora indispensabili in compiti delicati come il ritrovamento di esplosivi o l’individuazione di mine antiuomo.

Brossura, 17 x 21 cm. pag. 256 riccamente illustrato a colori e b/n

Stampato nel 2021 da Altergraf

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