Giorgio Locchi. Il Cantore del Nuovo Mito

Pensiero Politico

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    Giorgio Locchi. Il Cantore del Nuovo Mito

    12.00

    Stefano Vaj

    «Ciò che è proprio al Mito, come lo intendo io, è di entrare nella storia creando se stesso, vale a dire creando e organizzando i suoi propri elementi. Il Mito è la forza storica che dà vita ad una comunità, la organizza, la lancia verso il suo destino. Il Mito è prima di tutto un sentimento del mondo, ma un sentimento del mondo condiviso e, in quanto tale, è, e al tempo stesso crea oggettivamente, il legame sociale e la norma comunitaria». «Laddove il Mito aveva organizzato, armonizzato, unito, e perciò dato un significato e un contenuto spirituale, vale a dire umano, alla vita degli uomini, le ideologie oppongono, disuniscono, disaggregano. L’ideologia rigetta il Mito come irrazionale e pretende di essere razionale, di essere fondata razionalmente». «In generale, i popoli indoeuropei hanno perfettamente percepito la necessità di preservare la propria originalità, pur accettando le conseguenze dell’allargamento dell’orizzonte culturale e geopolitico che imponeva loro il trionfo progressivo della “rivoluzione neolitica”. Ma, limitandoci al mondo antico, soltanto i Romani sono riusciti a operare una sintesi tra perennità, fedeltà a se stessi ed alle proprie origini, ed accettazione piena e intiera della loro “intricazione cosmica”. Questa sintesi porta un nome, inciso nella storia in lettere capitali: l’imperium».

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    Giovanni Gentile – Un Italiano nelle intemperie

    14.00

    Questo libro raccoglie una antologia delle pagine gentiliane di filosofia politica più impegnate e calate negli avvenimenti che vanno dal 1925 fino all’assassinio del filosofo nel 1944: testi solitamente (e prudentemente) trascurati, ma che meglio testimoniano del modo e del tono con cui Giovanni Gentile partecipò alla storia culturale e politica di quegli anni, dimostrando la sua fibra d’Italiano disposto ad affrontare tutte le intemperie, in perfetta coerenza con il suo pensiero e la sua opzione politica. Chiude il libro una memorabile interpretazione del pensiero politico di Giovanni Gentile svolta da Armando Carlini nel 1955 e rimasta per oltre mezzo secolo nell’ombra di un ingiustificato oblio: testimonianza solenne al magistero di un Uomo che — con la gravitas di un saggio d’altri tempi — seppe camminare fiero ed eretto per tutta la vita, cadendo in piedi…

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 191

    Stampato nel 2014 da Solfanelli

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    Grande spazio spazio vitale popolo guida

    10.00

    Ferenc Szálasi indica i fattori fondamentali per l’instaurazione del nuovo ordinamento mondiale: grande spazio (nagytér), spazio vitale (élettér), popolo guida (vezet?nép) Grande spazio è un territorio in grado di “assicurare il fabbisogno morale, spirituale e materiale ai popoli riuniti in nazioni ed alle famiglie che vivono in questi popoli”; spazio vitale è il “territorio in cui la nazione trae origine dalla comune, vitale armonia politica, economica e sociale dei popoli che abitano il territorio stesso”.

    Brossura, 13 x 19,5 cm. pag. 66

    Stampato nel 2017 da Edizioni All’Insegna del Veltro

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    Guerra e capitalismo

    24.00

    Che relazione c’è tra guerra e capitalismo? Storicamente la guerra è stata considerata figlia del capitalismo. È il caso della concezione materialistica della storia nell’ottica dell’imperialismo come fase suprema del capitalismo. Ma la guerra è anche, se non soprattutto, madre del capitalismo. Innovando completamente lo scibile sociologico dell’epoca come quello dei nostri giorni, e invertendo l’ordine della relazione tra i due fenomeni, con questa opera Werner Sombart documenta tutti i processi sociali che hanno portato il mondo militare ad essere una delle fonti principali del capitalismo. Unica nel suo genere per intuizioni originali e capacità di dimostrazione dei relativi assunti, allora come oggi quest’opera costituisce un riferimento imprescindibile per comprendere la storia economica e militare di tutte le società moderne (se non la modernità tout court) e sopratutto le origini del capitalismo. L’analisi minuziosa di un patrimonio enorme di dati rende inoltre il lavoro uno tra i più autorevoli studi classici della (allora nascente) sociologia, quale scienza sociale empirica.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 266

    Stampato nel 2015 da Mimesis

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    Guerra e guerrieri

    8.00

    “La guerra è l’evento che ha dato la fisionomia al volto del nostro tempo”. Così scriveva Friedrich Georg Jünger nel 1930 nello scritto “Guerra e guerrieri”, un breve saggio che è diventato fondamentale nel dibattito filosofico e politico novecentesco. In questo scritto l’autore tedesco tenta di mettere a fuoco il senso della guerra senza confini che era esplosa nel corso della Primo conflitto mondiale, ma che avrebbe sempre più dato forma alla esistenza degli uomini anche nei decenni a venire. Ancora oggi “Guerra e guerrieri”, oltre che una eccezionale testimonianza della mutazione dello natura della guerra avvenuta nel corso della Prima guerra mondiale, ci pone dinanzi all’immagine della violenza senza forma che caratterizza la vita contemporanea. A “Guerra e guerrieri” segue il discorso che Ernst Jünger pronunciò nel 1979 nella città di Verdun per sancire una nuova amicizia tra la Francia e la Germania: il grande scrittore e filosofo, nonché eroe della Prima guerra mondiale, in poche righe ripensa alla sua vita in guerra e alla pace planetaria a cui oggi l’uomo deve aspirare come sua unica salvezza.

    Brossura 11 x 17 cm. pag. 74

    Stampato nel 2012 da Mimesis

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    Guerra pace diritto

    7.90

    C’è una regolarità della guerra, intesa come “assenza di limiti circa l’uso dei mezzi atti a distruggere o asservire il nemico”? Un interrogativo che guida Gianfranco Miglio – in questo testo dove emerge la sua lezione di maestro del realismo politico – nella ricostruzione delle forme in cui la guerra è stata pensata e praticata: da quella civile allo scontro tra nazioni e Stati. Conflitti che, dopo il tempo della distruzione, hanno messo capo a nuove forme di vita politica. Una prospettiva, nota Cacciari nel suo saggio, che sembra essere venuta meno dopo la fine della “guerra fredda”: la globalizzazione, le migrazioni e il terrorismo di matrice religiosa aprono un orizzonte ove la guerra appare “senza fine” perché sono assenti soggetti in grado di trarre da essa una sintesi politica, un modo di convivenza segnato dalla pace.

    Brossura, 12 x 19,5 cm. pag. 72

    Stampato nel 2016 da La Scuola

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    Heidegger e la rivoluzione conservatrice

    10.33

    Nelle guerre, nelle lotte di potere, nei violenti scontri sociali che hanno scosso la storia del XX secolo – facendone uno dei più travagliati e sanguinari della storia moderna – la componente ideologica ha giocato un ruolo dominante, intimamente legandosi a quasi tutte le vicende che lo hanno percorso. Come nelle guerre di religione del XVI secolo, interessi e principi vi si sono mischiati inestricabilmente, ed è sovente difficile sceverare fra impulso ideologico e lotta di potere (nazionale e sociale) nelle sue vicende.

    Brossura, 13,5 x 21 cm. pag. 73

    Stampato nel 1997 da Sugarco

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    Heimat

    18.00

    “Noi etnonazionalisti völkisch non vogliamo che sui popoli alpino-padani e sui popoli europei piombi l’orrore di una dittatura dell’alta finanza internazionale. Tremiamo per l’Europa all’idea di ciò che diverrebbe il nostro vecchio continente, se con l’irrompere totale di quella Concezione apolide, distruttiva sconvolgitrice d’ogni atavico valore, trionfasse il caos razziale e spirituale. Questa guerra occulta che l’internazionalismo apolide ha scatenato contro l’Europa e i suoi popoli, è un nuovo atroce capitolo della storia della Sovversione che, dal 1789, vuole soffocare e distruggere quelle Comunità di Popolo che non intendono assoggettarsi al suo diretto o indiretto dominio economico e politico”.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 152

    Stampato nel 2011 da Effepi

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    Homo Americanus

    26.00

    Tomislav Sunic

    Homo Americanus è una potente indagine sulle origini e le dinamiche dell’americanismo. Attingendo da molte fonti a lungo dimenticate o soppresse nei campi della letteratura, della storia, dell’antropologia e della filosofia, questo libro rappresenta una critica interdisciplinare dei miti fondatori dell’America, del suo presente tormentato, e del suo domani incerto. La cosa è tanto più cruciale in un momento in cui il tipo umano che la relativa storia ha creato si trova esposto a mutazioni di segno opposto che ne vorrebbero cancellare il passato od orientare in certa misura diversamente l’avvenire. L’autore getta una luce intensa su molti aspetti della questione americana: la psicologia postmoderna guidata da un senso di elezione di ispirazione biblica, le manipolazioni linguistiche dell’industria culturale statunitense, la religione del progresso illimitato, e la realtà geopolitica americana come onnipresenza di un egemone minaccioso e autodistruttivo, che mette a rischio non solo quanto ancora localmente sopravviva del proprio retaggio europeo, ma anche l’eredità di tutti i popoli soggetti al sistema occidentale, di cui pregiudica l’identità e la sovranità.

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    I miti fondatori della politica israeliana

    25.00

    Roger Garaudy

    Il libro fornisce gli elementi che permettono di giudicare “l’idealizzazione” di una mitologia sionista che, incondizionatamente sostenuta dagli Stati Uniti, dove le lobby israeliane detengono molte leve del potere americano, ha già causato tutta una serie di problematiche a livello globale, influendo pesantemente sull’opinione pubblica mondiale.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 226

    Stampato nel 1999 da Graphos

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    I tempi del potere. Concezioni della storia dalla Guerra dei Trent’anni al Terzo Reich

    28.00

    Christopher Clark

    Da sempre, chi detiene il potere politico cerca di controllare il tempo: c’è stato chi lo ha fatto modificando il calendario, chi utilizzando gli orologi per controllare la vita dei propri sudditi, chi cambiando il fuso orario al proprio paese. Ma, soprattutto, proponendo una propria interpretazione del tempo storico. Quale che sia la forma del potere, infatti, una cultura o un regime adottano una concezione del tempo caratterizzata da «specifiche interpretazioni di ciò che è temporalmente rilevante». Ci saranno così alcuni segmenti del passato che vengono sentiti come vicini e intimamente connessi al presente e altri invece come estranei e remoti. Concretamente Christopher Clark, un gigante della storiografia contemporanea, ci mostra come, rispettivamente, la Prussia di Federico Guglielmo e quella di Federico II, la Germania di Bismarck e quella del Terzo Reich optarono ciascuna per diverse concezioni del tempo e della storia con enormi conseguenze politiche e culturali

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    I Templari del proletariato. Metafisica del nazional-bolscevismo

    32.00

    Alexandr Dughin

    I templari del proletariato,  compone un’antologia di scritti che spaziano dall’alchimia alla storia della Russia, dai Vecchi Credenti al terrorismo rivoluzionario, dalla magia all’astrologia, passando per la Terza Roma, l’Antartide, Orione, la foresta di Rambouillet… Uomini sparsi nello spazio e nel tempo, stelle di un Impero Invisibile unite in una costellazione che nel libro di Aleksandr Dugin ha un nome ben preciso: nazional-bolscevismo. Ma questo movimento è affrontato da una prospettiva unica nel suo genere, metastorica e metapolitica: a rincorrersi tra i capitoli de I Templari è l’idea che questo movimento non sia una novità degli ultimi trent’anni ma la resurrezione di princìpi metafisici ben più antichi.

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    Idee per un movimento

    15.00

    Francois Gaucher

    Il volume di Gaucher è uno dei tentativi compiuti da chi ha perduto la Seconda Guerra Mondiale di rileggere in prospettiva futura le proprie ragioni teoriche. Il problema era particolarmente spinoso: riuscire a pensare a una continuazione delle ragioni profonde che avevano spinto a cooperare a un fenomeno di vastissima portata e fortemente presente nella quotidianità e cercare di vedere che cosa di questa realtà passata potesse avere ancora un futuro.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 144

    Stampato nel 2022 da Oaks

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    Idee per una rivoluzione degli europei

    15.00

    Prestigiosa raccolta di scritti politici di Pierre Drieu La Rochelle dedicati al tema della rivoluzione europea, importante punto di riferimento per quanti vogliano combattere il capitalismo mondialista e l’Alta finanza cosmopolita. Significativo militante della causa europeista, Drieu La Rochelle aveva avuto il merito, in tempi non sospetti, di evidenziare il grave pericolo che i nuovi imperialismi affacciatisi sulla scena mondiale avrebbero costituito per l’Europa e il suo patrimonio di civiltà. Per contrastare quella minaccia fece delle precise e coraggiose scelte di campo, mettendo la sua persona e la sua intelligenza a disposizione dell’unica potenza militare e politica che, egli, riteneva in condizione di erigere una barriera difensiva e di guidare la rivoluzione socialista europea: la Germania nazionalsocialista.

    Brossura 13,5 x 21,5 pagg. 90

    Stampato nel 2012 da Ritter

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    Il concetto d’Impero nel diritto internazionale

    12.00

    Dal 1945 in poi le pubblicazioni di Carl Schmitt riferentesi al diritto costituzionale ed alla scienza politica sono state, e continuano ad essere, bersaglio ed oggetto di una valanga di libri ed articoli. Non è così, invece, per i suoi scritti in materia di diritto pubblico internazionale. Proprio su quest’ultimo versante, Schmitt ha offerto un contributo scientifico di grande valore, che merita di essere adeguatamente conosciuto ed adeguatamente sviluppato, in particolare per quel che concerne la sua teoria dei “grandi spazi” terrestri esposta nel presente volume. Il testo si avvale di una Introduzione dello studioso belga Piet Tommissen, profondo conoscitore dell’opera schmittiana, nella quale vengono riassunti i temi portanti ed i concetti-chiave della sua produzione internazionalistica: dalla critica all’imperialismo americano alle riflessioni sul “nuovo ordine mondiale” scaturito dalla fine del secondo conflitto mondiale, dall’opposizione fra terra e mare alla definizione di un nuovo diritto dei popoli incentrato proprio sul concetto di “grande spazio” e sul rifiuto dell’universalismo.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 87

    Stampato nel 1996 da Settimo Sigillo

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    Il concetto di nazione – Genesi evoluzione criticità

    16.00

    Il concetto di “nazione” è una delle idee classiche della politica intorno alle quali sono stati sviluppate intere strutture sociali o veri e propri sistemi ideologici, come nel caso dello Stato-nazione o del nazionalismo. La riflessione che oggi manca però, a fronte della crisi della funzione dello Stato nazionale, è cosa farne della nazione. Per rispondere alla domanda fondamentale sul futuro di questo concetto è necessario indagarne la genesi e le sue applicazioni storiche che, nel bene e nel male, hanno avuto un fortissimo impatto sulla vita e lo sviluppo di enormi gruppi sociali.Proprio a questo tema sono dedicati gli interventi di questo volume, raccolti a seguito del ciclo di conferenze organizzato dal Centro Studi EuropaItalia presso l’Università del Salento a Lecce, nella primavera del 2016. Gli interventi, accompagnati da un ricco apparato bibliografico, aprono una dimensione nuova alle consuete disamine accademiche e politologiche. Infatti, accanto alle premesse storico-concettuali, che delineano gli aspetti legati agli studi sociologici e giuridici, troviamo sia l’approfondimento dello svolgersi storico dell’idea di “nazione” (dalla fase “imperiale” a quella propriamente moderna nata con la Rivoluzione Francese), sia l’ipotesi di una nuova dinamica della “nazione”, intesa come una delle comunità inserite nella cornice globale e geopolitica dei grandi spazi.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 170

    Stampato nel 2018 da Novaeuropa

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    Il corvo bianco. Carl Schmitt davanti al nazismo

    28.00

    Tommaso Gazzolo – Stefano Pietropaoli (a cura di)

    Su Carl Schmitt giurista e filosofo “nazista” – per convinzione o per opportunismo – molto si è scritto, ancora negli ultimi anni. Poco, tuttavia, si è fatto per prendere sul serio, come merita nella sua drammaticità, il suo tentativo di pensare la novità che il nazismo avrebbe potuto presentare per la teoria del diritto e dello Stato. Non si tratta allora di “giudicare” Schmitt, di condannarlo o di riabilitarlo, di nazificarlo o di denazificarlo. Il presente volume intende, diversamente, fornire una ricostruzione analitica ed accurata del modo in cui egli aderì al nazionalsocialismo, del contesto in cui maturò tale decisione, dei compiti che assolse, della collaborazione che fornì, interrogando i testi schmittiani del periodo 1933-1934 non nel loro semplice coinvolgimento politico con il regime, ma in ciò che hanno tentato di pensare, poiché in essi proprio il nazismo è, in un certo senso, “in questione”, e non è mai semplicemente un “fatto” cui aderire.

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    Il gentil seme. L’idea di Europa, radici e innesti

    14.00

    I contributi raccolti ne Il gentil seme costituiscono una preziosa summa per definire il perimetro dell’idea di Europa, ricordandone la genealogia. Filosofi, classicisti, esperti di religioni comparate, trovano il loro punto di accordo nella certezza che il seme da cui la pianta europea è fiorita sia stato lo stile e il pensiero pagano: quello, cioè, della classicità pre-cristiana.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 122

    Stampato nel 2004 da Edizioni di Ar

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    Il giovane europeo

    20.00

    “Questa guerra è l’ultima passione degli europei, gli uni sugli altri, nuovamente ingannati da vecchi costumi, presi a cannoneggiarsi tra loro. Ma giunge la pace e non si tratterà più che di scatolame e di auto a buon mercato. Il popolo russo è esente da questi disegni sordidi e sta per scatenare la sua anima contro il mondo. Non si tratta di comfort ma di bellezza: questo popolo di contadini danzatori sta per spezzare ovunque il macchinario del Demonio.” A cura di Marco Settimini quella proposta in questo libro è la versione rivista e corretta dallo stesso autore nel 1941 assieme ad altri testi poetici. Per il suo interesse biografico e filosofico, in conclusione è tradotto un breve frammento della prima versione, comprendente due parti integralmente stralciate da Pierre Drieu La Rochelle in sede di revisione.

    Brossura, 13 x 19 cm. pag. 135

    Stampato nel 2019 da Aspis

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    Il mare contro la terra – Carl Schmitt e la globalizzazione

    14.00

    In questo lavoro i due saggisti di fama mondiale, Alain de Benoist e Julien Freund, “rileggono” il pensiero del grande giurista e politologo tedesco Carl Schmitt. La ricerca del saggio parte dall’analisi della grande opera politico-filosofica di Schmitt, “Terra e Mare”, in cui la storia del mondo viene riletta nella prospettiva di una opposizione fondamentale, ossia quella geopolitica e spirituale tra nazioni di Terra e nazioni di Mare. Schmitt mostra infatti come Terra e Mare nella loro polarità siano due componenti del segreto motore della conflittualità storica.

    Brossura, 13 x 20 cm. pag. 124

    Stampato nel 2019 da Diana Edizioni

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    Il moderno principe – Il partito e la lotta per l’egemonia

    20.00

    “Il moderno principe. Sotto questo titolo potranno raccogliersi tutti gli spunti di scienza politica che possono concorrere alla formazione di un lavoro concepito e organizzato sul tipo del Principe di Machiavelli”. Agli inizi del 1932 Gramsci ha preso la decisione di dedicare uno dei suoi Quaderni del carcere a una riflessione sul partito politico rivoluzionario e sulla lotta per l’egemonia. Nel 1930 aveva schizzato la prima idea di “un libro che traesse dalle dottrine marxiste un sistema ordinato di politica attuale del tipo Principe. L’argomento sarebbe il partito politico, nei suoi rapporti con le classi e con lo Stato: non il partito come categoria sociologica, ma il partito che vuole fondare lo Stato”. Perché Gramsci decide di concentrare la sua attenzione su questo tema? Si tratta di un esercizio di studio, o la sua riflessione ha origini, urgenze, obiettivi di natura politica attuale?. Al meticoloso lavoro di decifrazione si dedica questa edizione annotata. I concetti teorici sono sono armi di lotta politica contro l’avversario “di classe”, ma anche contro i nemici interni. E se fosse proprio Togliatti uno degli antagonisti di questo Quaderno 13?

    Brossura, 14 x 20 cm. pag. 310

    Stampato nel 2012 da Donzelli

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    Il mondo multipolare. Dall’idea alla realtà

    34.00

    Aleksandr Dugin

    La complessità di questo lavoro di Aleksandr Dugin apre molteplici scenari, tanto in ordine alle questioni geopolitiche e geostrategiche del passato e in corso, quanto alla soluzione proposta per porre rimedio allo scontro fra Civiltà, creato dall’aggressionismo imperialista del cosiddetto Occidente. Disintegratosi il duopolio sovietico-americano nato dalla Conferenza di Yalta, gli USA hanno intensificato i loro sforzi (dal 1991 a oggi).

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    Il Nodo di Gordio

    14.00

    Ernst Junger – Carl Schmitt

    Oriente e Occidente. «Questo incontro», scrive Ernst Jünger in apertura del suo Nodo di Gordio, non soltanto occupa una posizione di primo piano fra gli avvenimenti mondiali, ma «rivendica di per sé un’importanza capitale. Fornisce il filo conduttore della Storia». Un incontro, tuttavia, che nella storia si è spesso trasformato in scontro. Sono pagine apparse per la prima volta nel 1953, ma sembrano scritte oggi – mentre divampa più che mai la lotta planetaria tra l’Occidente globale liberaldemocratico e l’Oriente dello Stato totale. Ma per Jünger il nodo Oriente-Occidente è una polarità elementare, archetipica, simbolica, che contrassegna in modo costante l’umanità intera nella sua sostanza, e ogni singolo uomo nella sua anima

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    Il Nomos della Terra

    46.00

    Carl Schmitt

    Del Nomos della terra si potrebbe dire che sta al diritto internazionale e alla filosofia politica del nostro tempo come Essere e tempo di Heidegger sta alla metafisica: opere inevitabili, che faranno sempre discutere e alle quali sempre si tornerà. Carl Schmitt pubblicò questo libro nel 1950, quando ancora si trovava in una posizione di totale isolamento in Germania. Ma proprio in quest’opera, che è un po’ la summa del suo pensiero giuridico e politico, si sollevò nettamente al di sopra di ogni contingenza. E questo gli permise di aprire la prospettiva su fatti che in quegli anni erano impensabili: per esempio il terrorismo o la guerra civile globale come agenti decisivi del futuro. A questi risultati Schmitt giunge attraverso una disamina minuziosa delle varie teorie che sono apparse nell’epoca aurea dello jus publicum Europaeum, dimostrando una volta per tutte che, per sfuggire alla furia delle guerre di religione, il gesto salutare è stato la rinuncia allo justum bellum. Di conseguenza, il delicato passaggio dalla justa causa belli allo justus hostis ha reso possibile «il fatto stupefacente che per duecento anni in terra europea non ha avuto luogo una guerra di annientamento». In quel breve intervallo lo jus publicum Europaeum si combinava con l’avviarsi del funzionamento della machina machinarum, «prima macchina moderna e insieme presupposto concreto di tutte le altre macchine tecniche»: lo Stato moderno. Allora la «guerre en forme», questo gioco crudele, salvato però dal rigore della sua regola, conferiva una nuova unità a un certo ambito spaziale (una certa parte dell’Europa) e lo faceva coincidere con il luogo stesso della civiltà. Poi il gioco si frantuma dall’interno: nell’agosto 1914 comincia una guerra che si presenta come tante altre dispute dinastiche – e invece si rivela subito essere la prima guerra tecnica, che nega già nel suo apparato ogni possibilità di «guerre en forme». Così emerge anche la guerra rivoluzionaria, variante finale della guerra di religione, sigillo delle guerre civili. La forma moderna della verità, la più efficace, la più distruttiva, è tautologica: ciò che è rivoluzionario è giusto perché è rivoluzionario: con ciò si ripropone e trova sbrigativa risposta la questione della justa causa belli.

    Cartonato con sovracopertina pag. 460

    Stampato nel 1991 da Adelphi

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    Il nuovo totalitarismo e la rivoluzione della coscienza

    15.00

    Innanzitutto, questo saggio è immerso nello “spirito del tempo”: esso stesso è la cartina di tornasole, dei processi di “frattura” e “ricomposizione” caratterizzanti sia l’individuo, che il corpo societario nel complesso. Oggi il mondo occidentale “tutto”, può sfruttare a suo vantaggio due fattori: uno è quel movimento che parte dall'”alto” e che promuove l’attivazione, anche in forma di vero e proprio bisogno, della “dimensione spirituale”; l’altro è proveniente dal “basso”, ovvero l’affermarsi, in tutto quel coacervo di forze ideologiche e politiche – definibili, per semplificazione, “populiste” e “sovraniste” –, di una serie di istanze economiche, politiche, culturali e sociali, vera linfa vitale di un “moto rivoluzionario” che sia completo e “totale”. Questo gioco di dualità e contraddizioni, inversioni di principî e disarmonie, lo ritroviamo nell’individuo, nel collettivo e nel rapporto che esiste tra “élite” e “individuo/collettivo”, “vertice” e “base”. Esso costituisce la struttura “antropologica” e “societaria” della nostra epoca.

    Brossura 15 x 21 cm., pagg. 147

    Stampato nel 2019 da AGA

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    Il pensiero ribelle – Controstoria della filosofia politica

    20.00

    Che cosa possono avere in comune D’Annunzio, Longanesi, Gomez Davila, Ezra Pound, Thomas Mann, Zolla, Guareschi, Mishima, Heidegger, Cioran, Corridoni, Spengle, Drieu La Rochelle, Carl Schmitt e Robert Musil? Questi autori, per brevi tratti della loro vita o addirittura per l’intera esistenza, si sono collocati sul versante opposto di una linea tendenziale che incrocia liberalismo e progressismo, elaborando i contorni di un “pensiero ribelle” di cui, in questo libro, se ne setacciano le fondamentali diramazioni.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 330

    Stampato nel 2019 da Idrovolante Edizioni

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    Il politico e la guerra – Maschera e volto dell’Occidente

    25.00

    In questo secondo volume de “Il politico e la guerra” si prendono in esame i conflitti dalle guerre napoleoniche fino ai nostri giorni, senza perdere di vista quelle profonde trasformazioni politiche e sociali che in poco più di due secoli hanno cambiato la nostra terra, al punto che vi è chi ritiene che oggi tutto il pianeta sia destinato a diventare Occidente. Ciò nonostante la potente talassocrazia d’oltreoceano dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica non solo non è riuscita a sottoporre l’intero pianeta al proprio dominio, ma la stessa crisi economica che attanaglia il mondo occidentale è, in primo luogo, crisi degli equilibri geopolitici mondiali fondati sulla supremazia degli Stati Uniti. Fondamentale è dunque capire la “genesi” e la “struttura” di tali equilibri attraverso l’analisi della relazione tra la funzione politico-strategica dell’Economico e il modo tipicamente occidentale di fare la guerra.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 394

    Stampato nel 2016 da Anteo

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    Il politico e la guerra – Terra e mare

    25.00

    È innegabile che categorie metapolitiche, quali Terra, Mare, Eurasia, Occidente, talassocrazia o “grande spazio”, in quanto rimandano al nostro “Essere-nel-Mondo”, necessitino di essere interpretate non solo in chiave geofilosofica, ma anche in chiave storico-geopolitica, se è vero che destino degli uomini è di “Essere-insieme”, vale a dire che l’uomo è, in primo luogo, un animale politico. Ne” Il Politico e la Guerra” si cerca quindi di tracciare una sorta di “mappa” dei conflitti dall’antichità ai nostri giorni mettendo a fuoco l'”intreccio” tra il Politico, l’Economico e la Guerra. L’opera è suddivisa in due parti distinte: “Terra e Mare” (volume I), che tratta dei conflitti fino alle guerre napoleoniche, e “Maschera e Volto dell’Occidente” (volume II, di prossima pubblicazione), in cui l’accento cade sulla stretta connessione tra la funzione politico-strategica dell’Economico e la “pre-potenza” della grande talassocrazia d’oltreoceano. Una connessione così stretta che “pax americana” e barbarie occidentale appaiono ormai come due facce della medesima medaglia.

    Brossura, 14,7 x 21 cm. pag. 348

    Stampato nel 2015 da Anteo Edizioni

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    Il potere logora chi non ce l’ha. L’arte politica di Charles-Maurice de Talleyrand

    22.00

    Prima al servizio della monarchia di Luigi XVI, poi della Rivoluzione francese e dell’Impero di Napoleone, infine nuovamente della monarchia. Duff Cooper affronta, con uno spirito critico che va ben oltre i luoghi comuni, la complessa figura di Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, principe di Benevento, scaltro uomo politico e regista al fianco di Metternich del Congresso di Vienna, dimostrando come la vita di questo ambiguo personaggio soprannominato “il diavolo zoppo”, “il camaleonte” e “lo stregone della democrazia” – non fu dominata soltanto da ombre, ma soprattutto da una serie di abili mosse politiche che, al di là dei giudizi morali, lo resero grande protagonista del suo tempo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 277

    Stampato nel 2016 da Res Gestae

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    Il secolo del 1914 – Utopie, guerre e rivoluzioni nell’Europa del XX Secolo

    25.00

    Dominique Venner

    La guerra del 1914 è la chiave del destino europeo, l’evento fondante del XX secolo, liquidò tre imperi e le aristocrazie che innervavano l’Europa. Dopo il 1918 quattro figure – il presidente americano Wilson, Lenin, Mussolini e Hitler – hanno incarnato le grandi utopie del XX secolo. Questo libro analizza le ideologie e la loro influenza sul comportamento degli uomini e lo svolgimento della storia. Descrive la genesi e il susseguirsi delle lotte mortali originate dal conflitto dell’estate 1914 da cui il liberalismo americano è uscito vincitore.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 490

    Stampato nel 2017 da Controcorrente

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    Il sistema per uccidere i popoli

    20.00

    Ciò che nasce sotto i nostri occhi, dopo una lunga maturazione in seno all’ideologia egualitaria occidentale apparsa nel XVII secolo, non ha più nulla di una civilizzazione. La realtà attuale sono le realtà etnoculturali e nazionali minacciate di estinzione, i popoli poco a poco svuotati della loro sostanza da una macrostruttura sovracontinentale. Questa vasta impresa planetaria di massificazione della tecnica e dell’economia, può essere definita a tutti gli effetti un sistema. Qualunque civilizzazione, anche mondiale, si fonda pur sempre su di un passato culturale e mira, più o meno, a perpetuarsi. In altre parole, una civilizzazione resta umana. Un sistema, al contrario, ha qualcosa di meccanico e di atemporale.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 226

    Stampato nel 2017 da AGA Editore

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    Il valore dello Stato e il significato dell’individuo

    13.00

    “Il valore dello Stato” (1914) delinea le principali categorie intellettuali e politiche dello Schmitt maturo. Il libro investe i problemi della contrapposizione fra vita e scienza, fra empiria e diritto, con l’obiettivo di giungere a un punto di vista che consenta un’attiva formazione giuridica dell’esperienza. Nella visione schmittiana, il senso dello Stato consiste nel suo compito di realizzare il diritto nel mondo tramite la decisione, ed è questo compito che fa dello Stato il potere supremo. Esso dunque è il titolare di quell’azione politica che traduce l’idea giuridica nella pratica.

    Brossura, 13,5 x 21 cm. pag. 104

    Stampato nel 2013 da Il Mulino

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    Imperium

    26.00

    In questa lunga intervista del 1971, pubblicata per la prima volta in trascrizione integrale e corredata di essenziali note di commento, l’ormai ottantatreenne giurista Carl Schmitt risponde alle domande dello storico Dieter Groh e del giornalista Klaus Figge, offrendo un insostituibile documento autobiografico, che si rivela anche una preziosa fonte diretta per la storia del Novecento. Dalle sue origini cattoliche al rapporto conflittuale col mondo protestante tedesco, dagli studi universitari alla carriera accademica, Schmitt affronta, senza scantonare, le ombre del suo controverso impegno politico, inquadrandolo nei tormentati anni che dalla Repubblica di Weimar portarono alla conquista del potere da parte del Nazionalsocialismo in seguito alla nomina di Hitler a cancelliere. Schmitt espone gli episodi della sua vita privata e pubblica distribuendoli lungo un ben calibrato percorso, che scandisce rigorosamente in date e contesti, ricontrollando minuziosamente tutti i dettagli sui propri diari stenografici dell’epoca e su altri documenti conservati nel suo archivio personale, in una costante tensione fra testimonianza individuale e storia collettiva. Grazie a questa tensione, il colloquio riesce a far emergere la straordinaria competenza politica, tattica e persino amministrativa di Schmitt, senza per questo trascurare la sua determinazione a cercare una chiave metastorica su cui basare e giustificare la propria opera.

    Brossura, 16 x 22,5 cm. pag. 292

    Stampato nel 2015 da Quodlibet

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    Io sono Darya

    16.00

    Darya Aleksandrovna Dugina

    Questo libro vuole essere omaggio a Darya Aleksandrovna Platonova-Dugina, figlia del noto filosofo Aleksandr Dugin, uccis in un attentato il 20 agosto 2022. Vengono riportati frammenti del suo pensiero composti nell’arco di un decennio, nel selezionare tali frammenti si è prestata attenzione a scegliere quelli che, nel loro complesso, fossero rappresentativi della matrice culturale di Darya e si prestassero come effettiva essenza non di ciò che è stata ma di ciò che Darya è, di ciò che Darya è e resta oltre la sua fisicità.

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    Israele. Il suo peccato originale e il sionismo di ieri e di oggi

    15.00

    Ernest Armstrong

    Il sionismo è un movimento che, strumentalizzando la religiosità ebraica sostiene il diritto degli ebrei, in quanto “popolo eletto da dio” a governare i “non eletti”. Tra l’altro non vi è assoluta corrispondenza tra ebraismo e sionismo: vi sono infatti fautori del sionismo, non ebrei e rabbini che combattono il sionismo e anche lo stato di Israele.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 118 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2024 da Chiaramonte

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    Julius Evola. Aedo dell’uomo differenziato

    10.00

    AA.VV.

    Questo libretto è concepito per offrire una prima elementare guida alle sue opere con le quali – tra l’altro – l’Autore definisce la figura dell’Uomo differenziato, per eccellenza il soggetto più attrezzato per resistere e combattere i nefasti veleni della modernità in nome degli eterni principi della Tradizione.

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    Junger e Schmitt. Dialogo sulla modernità

    12.00

    Ernst Jünger e Carl Schmitt, pur avendo fatto parte di quella grande corrente di pensiero anti-moderno che fu la Rivoluzione Conservatrice, hanno avuto come tratto comune quello di aver anticipato le trasformazioni e le pulsioni del nuovo secolo. Questi due grandi pensatori tedeschi si sono lasciati alle spalle, almeno dal punto di vista dell’elaborazione teorica, ‘esperienza traumatica dei conflitti mondiali e dei totalitarismi e, sin dal primo dopoguerra, hanno intercettato le degenerazioni e le fughe in avanti della modernità. Lo hanno fatto con stili e vocazioni diversi, pur percorrendo per larghi tratti sentieri paralleli.

    Brossura 13,5 x 21,5 cm. pag. 142

    Stampato nel 2009 da Armando

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    L’ arte della resa – Storia della capitolazione

    25.00

    Quando le madri spartane salutavano i figli che partivano per la guerra li ammonivano di tornare o con lo scudo o sopra lo scudo: o vittoriosi o morti. Arrendersi era considerato disonorevole. Come si poteva concepire di perdere una guerra o una battaglia e sopravvivere? L'”arte della resa” si è tuttavia evoluta nel corso della storia, dall’età della pietra, allorché i conflitti terminavano con la strage dei vinti, a oggi seguendo il progressivo affermarsi di una regolamentazione della vittoria e della sconfitta che ha gradatamente civilizzato la guerra, soprattutto con la Rivoluzione francese e poi con lo sviluppo di una cultura umanitaria dopo il 1945. Nei modi di vincere e di perdere si rispecchia insomma il processo di civilizzazione della nostra società.

    Brossura, pag. 296

    Stampato nel 2015 da Il Mulino

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    L’anima europea. Risposta a Bernard-Henri Levy

    16.00

    Robert Dun

    “L’anima europea” costituisce una risposta, con 14 anni di ritardo, a un libro piuttosto famoso di Bernard-Henri Lévy: “Le Testament de Dieu”, pubblicato nel 1979 da Grasset. Potente e chiaro, questo contributo rappresenta una profonda e originale critica ai monoteismi delle religioni “rivelate”, che per l’autore hanno operato un’inversione della realtà e un soffocamento totale della gioia di vivere. Non solo: queste pagine, frutto di un pensatore complesso e brillante, pressoché sconosciuto al pubblico italiano – incarnano una mistica europea senza tempo, invocando il riscatto di una Civiltà lacerata e colpevolizzata, alle prese con declino antropologico e spirituale senza precedenti. Il grido di Robert Dun  è un monito che abbiamo il dovere di raccogliere, affinché i boschetti sacri non restino senza difensori.

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    L’enigma della modernità

    20.00

    Carl Schmitt e Hans Blumenberg erano due opposti speculari: il primo critico acuto e radicale della modernità, il secondo teorico della sua piena legittimità e autonomia. Ma entrambi interni alle correnti più innovative e originali della cultura contemporanea. Estraneo a ogni nostalgia tradizionalista il primo, alieno da ogni ingenua retorica progressista il secondo. Furono avversari scientifici, Hans Blumenberg e Carl Schmitt: le rispettive concezioni sul fondamento e la giustificazione delle pretese conoscitive dell’epoca moderna erano radicalmente differenti e la discussione a riguardo proseguì anche in una serie di lettere che si scambiarono tra il 1971 e il 1978. Tale corrispondenza e i testi ritrovati nel lascito di Blumenberg documentano una controversia assai significativa, da cui emergono scambi di tipo scientifico e biografico. Ma furono avversari “necessari” l’uno all’altro, come due interlocutori che sanno di trovare nel confronto con l’altro la propria vera “questione”. La replica di Carl Schmitt ha influito in maniera decisiva sul rifacimento della “Legittimità dell’età moderna” di Blumenberg e ha lasciato tracce evidenti sino alla successiva “Elaborazione del mito”. Per questo motivo la presente opera riporta brani da entrambi i volumi, oltre a tutto lo scambio epistolare, testi inediti provenienti da opere postume di Blumenberg ed estratti da altri saggi già pubblicati.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 228

    Stampato nel 2011 da Laterza

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    L’Europa come rivoluzione – Pensiero e azione di Jean Thiriart

    15.00

    Definito “rivoluzionario iunclassificabile” o “geopolitico militante” Thiriart era sicuramente un europeista radicale. L’obiettivo di tutta la sua arttività politica ed intellettuale fu quello di contribuire alla nascita di un’Europa unita, sovrana e indipendente, ovvero un’Europa politica. In questo saggio, che si basa sugli scitti principali di Thiriart, viene analizzato il pensiero politico e geopolitico di quello che rimane, al momento attuale un personaggio tanto controverso quanto poco consciuto.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 112

    Stampato nel 2020 da ll’Insegna del Veltro

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    L’Europa contro Napoleone

    30.00

    Ventidue anni, dal 1793 al 1815, scanditi da sette Coalizioni contro la Francia rivoluzionaria e napoleonica, che videro scendere in campo le principali Potenze: dal Regno Unito alla Russia, dalla Svezia e la Prussia all’impero Ottomano, dalla Spagna all’Impero Austriaco. “Mi sono sempre trovato nella necessità di abbattere per non essere abbattuto”: c’era del vero in questa affermazione di Napoleone, che celava, non confessata, l’accettazione di un disegno del Fato. L’orco, come veniva chiamato nelle corti europee, subì il sistematico rifiuto da parte del vecchio mondo che, nella migliore delle ipotesi, lo considerava un intruso, un “parvenu”. Pitt il Giovane fu il degno rappresentante della Old England, nella implacabile opposizione a Bonaparte. Fino a quando un altro inglese, il duca di Wellington, non lo sconfisse sul campo a Waterloo, e Londra non ne decise l’esilio, su uno scoglio in mezzo all’Atlantico. “Fu vera gloria?”, si chiese Alessandro Manzoni, in una Ode famosa, nell’apprendere della morte di Napoleone. Ma non era soltanto la gloria militare l’eredità del Grande Corso. Il Codice Civile, le riforme, le strade, i porti, i valichi alpini aperti al traffico, il nuovo Louvre, le cento e cento opere realizzate dall’amministrazione napoleonica, durante quattro lustri, costituivano un patrimonio di incalcolabile valore, non soltanto per la Francia, ma per l’Europa intera e per tutto il mondo occidentale.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 394 con varie illustrazioni e cartine

    Stampato nel 2015 da Libreria Militare Ares

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    L’Europa e l’umanità

    18.00

    Nikolaj S. Trubeckoj

    Il saggio qui proposto è uno studio che, prendendo le mosse da alcune considerazioni prettamente linguistiche e antropologiche, analizza in una chiave che si potrebbe dire quasi “psicologica”, oltre che politica e culturale, il rapporto tra nazionalismo, cosmopolitismo e sciovinismo, e, in particolare, quello tra la civiltà occidentale – “romanogermanica”, secondo la definizione dell’Autore – e le civiltà del resto del mondo, auspicandone un “riscatto dalla schiavitù spirituale”.

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    L’europa; un impero di 400 milioni di uomini

    24.00

    Apparso nel 1964 in lingua francese, questo libro nel giro di due anni vide la luce in altre sei lingue europee. Nonostante le riserve che alcune impostazioni ideologiche dell’autore (eurocentrismo, razionalismo, giacobinismo, …) possono suscitare non si può non concordare sul fatto che questo libro, senza dubbio uno dei più famosi redatti da Thiriart, è preveggente ed attuale, per quanto inevitabilmente risenta della situazione storica in cui venne concepito. Preveggente perchè anticipa il crollo del sistema sovietico, e questo una decina di anni prima dell’eurocomunismo; attuale, perché la descrizione dell’egemonia statunitense in Europa è ancora un dato reale; ricordando che l’Impero è l’esatto contrario dell’imperialismo e che gli Stati Uniti non sono Roma, bensì Cartagine.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 228 con una foto b/n

    Stampato nel 2011 da Avatar Editions

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    L’occhio insonne – Strategie ebraiche di dominio

    20.00

    La guerra culturale, da due millenni promossa da un sistema di valori non europeo, ha usato delle libertà concessegli dalla buona fede europea per insinuarsi dappertutto, minare dall’interno ogni Stato, annientare la spiritualità dei popoli che hanno accolto i suoi portaparola. L’umanitarismo, il cosmocapitalismo finanziario ebraico-anglosassone del quale gli Stati Uniti sono l’espressione più compiuta, stanno portando la società verso un disastro globale come il mondo non ha mai conosciuto.

    Prodoto nel 2016 da Effepi

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    L’operaio fra gli Dèi e i Titani: Ernst Jünger «Sismografo» dell’era della tecnica

    15.00

    Alain De Benoist

    Legato per molti anni al grande scrittore tedesco Ernst Jünger (1895-1998), Alain de Benoist passa al vaglio la sua creazione letteraria, analizzando quasi un secolo di diari, memorie, saggi e romanzi. Quello che emerge è un percorso poetico di altissimo livello, al tempo stesso libero e fedele ad una duplice aspirazione verso la natura e l’anima, il reale ed il sacro. Anti-individualista e ispiratore dei Ribelli, teorico della rivoluzione conservatrice e cantore della mistica della guerra, fine letterato e promotore della fede in un’industria prometeica: il pensiero di Jünger – qui raccolto con cura – traspare in tutta la sua acutezza e la sua attualità, libero dalla legge del denaro e dal disincanto materialista. Dalla figura del sondato al fronte a quella dell’Operaio, passando per il Ribelle e per l’Anarca: Alain de Benoist ci invita a compiere un viaggio verticale attraverso l’universo simbolico e radicato di uno dei più grandi scrittori del Novecento.

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    L’operaio fra gli Dei e i Titani. Ernst Junger «Sismografo» dell’era della tecnica

    16.00

    Alain De Benoist

    In questo saggio denso e stimolante il filosofo francese Alain De Benoist rilegge l’opera dello scrittore ed eroe di guerra tedesco Ernst Jünger alla luce del suo libro epocale L’Operaio. Il presente volume, arricchito ora da un’appendice di articoli inediti, l’autore intende evidenziare la capacità del saggista tedesco non solo di comprendere il presente ma soprattutto di prevedere il futuro. È qui che Ernst Jünger viene chiamato “sismografo”, poiché in contatto con le energie elementari che dettano il ritmo del tempo profondo e della storia delle civiltà. Questa vicinanza con le forze sottili lo pone quindi a un grado di importanza altissimo nella comprensione dell’era delle macchine e del nichilismo scatenato. Lo sguardo impassibile ma profondo del realismo eroico sembra quindi costituire lo strumento principe di un approccio all’era tecnologica che non sia passivo o accondiscendente, ma assestato su posizioni di contrattacco.

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    L’ubbidiente democratico – Come la civiltà occidentale è diventata preda del policamente corretto

    13.00

    Luigi Iannone

    L’intento di questo libro è quello di misurare quanto sia marcato nelle singole vite e nei percorsi collettivi il nostro grado di assuefazione al conformismo. Viviamo un mondo in cui siamo allo stesso tempo attori e registi di una enorme sinfonia pervasa dal politicamente corretto tanto che per rintracciarne gli echi non dobbiamo fare molta fatica. Basta soffermarsi sugli accadimenti più banali, sui fatti di cronaca o di costume, sul linguaggio della politica o dei media. È sufficiente indugiare con animo libero su ognuno di essi per rendersi conto quanto sia difficile farne a meno.

    Brossura, 11 x 17,5 cm. pag. 136

    Stampato nel 2016 da Idrovolante Edizioni

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