Descrizione
Alberto Trevisan – Anatoly P. Borevik
La tecnica del bombardamento in picchiata espresse tutto il suo potenziale al culmine della Seconda Guerra Mondiale. Durante la loro storia operativa, consumatasi in un lasso di tempo relativamente breve, i bombardieri in picchiata contribuirono spesso in modo determinante al successo delle operazioni militari di molte forze armate. Nati per colpire con precisione edifici protetti, bersagli di piccole dimensioni e unità navali di superficie, questi velivoli talvolta sostituivano l’artiglieria tradizionale, offrendo una soluzione più efficace per determinati tipi di obiettivi. Pur essendo di sovente confusi con gli assaltatori o con gli aerei da attacco al suolo e per appoggio tattico, i bombardieri in picchiata svolgevano un ruolo particolare e si distinguevano per soluzioni tecniche e tattiche d’impiego specifiche. Il confine tra queste diverse tipologie di aerei può apparire labile, ma esse non devono essere sovrapposte. In Unione Sovietica l’approccio iniziale allo sviluppo dei bombardieri in picchiata fu incerto, ma in breve tempo si assistette a una forte spinta verso la realizzazione e l’introduzione in servizio di macchine con tali caratteristiche. Pur in misura minore rispetto ad altri belligeranti, dopo una lunga serie di prototitpi e tentativi infruttuosi, anche l’industria aeronautica sovietica ebbe modo di fornire alla propria aviazione militare alcuni bombardieri in picchiata, che misero in evidenza la loro efficacia nel contesto bellico.
Brossura, 21 x 30 cm. pag. 184 riccamente illustrato con foto e disegni b/n
Stampato nel 2025 da IBN





























