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    Il golpe borghese. Trame atlantiche e strategia della tensione – Fumetto

    20.00

    Mauro Falchetti – Matteo Reggiani

    Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 una serie di veicoli militari inizia a muoversi in tutta Italia seguendo le direttive di Junio Valerio Borghese, fondatore del Fronte Nazionale, comandante della Xa Flottiglia MAS e aderente alla Repubblica Sociale Italiana: si tratta dell’operazione Tora Tora, un tentativo di golpe eversivo effettuato dall’estrema destra interrotto a pochissime ore dal discorso in diretta nazionale con cui il Principe Nero Borghese avrebbe dovuto annunciare l’instaurazione di un nuovo regime. Perché il Golpe non è andato in porto? Chi era veramente a capo dell’organizzazione? Chi avrebbe dovuto dirigere la nazione in seguito al colpo di stato? Una dettagliata ricostruzione storica per dimostrare che, al contrario di quanto affermato dalla verità giudiziaria, il Golpe Borghese non è stato un pacifico ritrovo di anziani nostalgici ma un pericoloso attacco alla nostra democrazia.

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    Il golpe inglese

    16.00

    Questo libro apre uno squarcio importante nella storia del nostro paese e risponde a quesiti altrimenti indecifrabili che nemmeno le inchieste giudiziarie sono riuscite a chiarire del tutto. A cominciare dal delitto Matteotti (1924) per arrivare alla morte di Mattei (1962) e di Moro (1978). Ogni volta che gli italiani hanno provato a decidere del proprio destino, gli inglesi sono intervenuti. Ora i documenti desecretati, che i due autori hanno consultato negli archivi londinesi di Kew Gardens, lo dimostrano. Da quelle carte emerge con chiarezza che non è Washington a ordire piani eversivi per l’Italia, come si è sempre creduto, ma soprattutto Londra, che non vuol perdere il controllo delle rotte petrolifere e contrasta la politica filoaraba e terzomondista di Mattei, Gronchi, Moro e Fanfani. Il petrolio però non è il solo problema. Per gli inglesi anche i comunisti sono un’ossessione. Tanto da contrastarli con ogni mezzo. Persino arruolando schiere di giornalisti, intellettuali e politici per orientare l’opinione pubblica e il voto degli italiani. Finché si arriva al 1976, l’anno che apre al PCI le porte del governo. A Londra progettano un golpe. Ma l’ipotesi viene alla fine scartata a favore di un’altra “azione sovversiva”. Si scatena così un’ondata terroristica che culmina nell’assassinio di Aldo Moro.

    Brossura 14 x 20,5 cm. pag. 354

    Stampato nel 2011 da Chiare Lettere

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    Il gomito del diavolo

    18.60

    Paolo Riccò – Meo Ponte

    Afghanistan, 2013. La Brigata italiana, responsabile del settore West della missione ISAF, sta attuando il piano di ripiegamento delle forze italiane verso la base di Herat, quando al generale Paolo Riccò, vice del Capo di Stato Maggiore per le operazioni, viene affidata una missione che in molti giudicano spregiudicata e altamente rischiosa per il luogo e le modalità con cui dovrà essere condotta. Contando solamente su un manipolo di uomini, il comandante italiano deve supportare e coadiuvare le forze afghane incaricate di riprendere il controllo del Gomito del Diavolo, un tratto della Ring Road di primaria importanza per i rifornimenti condotti dal nord-ovest al sud del Paese. A rendere il risultato dell’operazione ancora più incerto c’è la diffidenza nei confronti delle truppe italiane da parte del generale Mark A. Milley, comandante di tutte le forze americane e di quelle della NATO impiegate in Afghanistan. Milley senza troppe remore fa intuire la sua scarsa confidenza nella nostra capacità di assolvere al compito. Grazie a una strategia che nessun altro avrebbe avuto il coraggio nemmeno di pensare, il generale porta a termine con successo una delle operazioni più rischiose della missione in Afghanistan.

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    Il governo Donitz – Gli ultimi giorni del Terzo Reich

    19.00

    30 aprile 1945. Adolf Hitler è appena morto suicida e la Germania nazionalsocialista si avvia a passi spediti verso il declino. E in questo contesto ormai compromesso che l’ammiraglio Karl Dönitz sale al potere in qualità di Reichspräsident. L’esperienza del Governo di Flensburg, così come venne battezzata la parentesi post-hitleriana, ebbe però vita breve: il 23 maggio, infatti, i vertici di comando vennero arrestati dagli Alleati per essere messi sotto processo. In questo memoiriale, l’ufficiale Walter Lüdde-Neurath documenta gli ultimi istanti del Terzo Reich: dall’illusione di Dönitz di portare a compimento il progetto della nuova Germania, alle ultime parole del leader prima di essere preso in custodia dal nemico.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 284

    Stampato nel 2015 da Pgreco

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    Il grande armoriale del Toson d Oro vol. 1

    23.00

    Il grande Armoriale dell’ordine del Toson d’oro – il primo volume su sei previsti dedicato al grande ordine cavallersco. L’Ordine del Toson d’Oro venne modellato sull’esempio dell’Ordine della Giarrettiera inglese, ma venne dedicato a Sant’Andrea, che ancora oggi è il patrono supremo dell’Ordine. L’ordine del Toson d’Oro rappresenta una delle massime onorificenza cattolica europea. Era destinato in origine a riunire trentuno cavalieri di rango (alla fondazione erano però in 21) con virtù eccezionali come gli Argonauti, mitici cercatori del Vello d’Oro, alla cui leggenda s’ispirava. Loro compito era formare un’ordine basato sulla fratellanza, a sostegno e protezione del “grande maestro”, esaltare l’onore della cavalleria e proteggere la religione cristiana. Il famoso segno distintivo era un collare con appeso il Toson in oro.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 80 interamente illustrate in b/n + 16 tavole a colori

    Stampato nel 2012 da Soldiershop

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    Il grande assedio di Malta – Solimano il magnifico contro i cavalieri di Malta 1565

    29.00

    Nel 1565 il sultano Solimano il Magnifico decise l’invasione di Malta: oltre 40.000 turchi, capitanati da Mustafa Pascià e Piali Pascià e dal grande corsaro Dragut, mossero contro le difese dell’isola, presidiate dai cavalieri italiani, aragonesi, castigliani, francesi e tedeschi dell’Ordine di Malta e da armati spagnoli e maltesi, guidati dalla mano ferma del gran maestro La Valette. L’ocra delle mura dei forti a S. Elmo, Birgu e Senglea e il cobalto delle acque del Porto Grande scomparvero sotto il continuo bombardamento dei pezzi d’assedio turchi, tra il fumo e le fiamme delle armi incendiarie e degli archibugi dei difensori, e per mesi assediati e assedianti si affrontarono in scontri senza quartiere, tra assalti di massa e stratagemmi, eroismi e tradimenti. È giunto a noi un solo diario di un testimone oculare di questa famosa battaglia: la relazione dell’archibugiere dell’armata spagnola Francesco Balbi da Correggio, stampata nel 1567, che qui presentiamo. A corredo del testo, moltissime immagini tra litografie e affreschi ritraenti le fasi salienti dell’assedio, fotografie a colori “then and now” dei luoghi dei combattimenti e delle armature dei gran maestri e dei cavalieri dell’Ordine di Malta.

    Brossura, 18 x 25,5 cm. pag. 104 con varie illustrazioni e foto a colori e b/n

    Stampato nel 2017 da Soldiershop

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    Il Grande Dibattito sull’Olocaustao. Tesi e argomentazioni a confronto

    35.00

    Thomas Dalton

    Thomas Dalton

    I “revisionisti olocaustici di professione” spesso sono una razza speciale, perche al di fuori della loro vulgata tutto il resto viene definito “spazzatura” . Di sovente sfidano, non solo gli storici, ma un’intera infrastruttura dedicata a mantenere e promuovere la versione ufficiale. Presentano contro-prove; espongono incongruenze; presentano domande scomode.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 290

    Stampato nel 2022 da Effepi.

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    Il grande equipaggio. Donne, uomini e mezzi della Marina Militare

    40.00

    Andrea Doneda

    L’equipaggio e i mezzi della Marina Militare sono i protagonisti di questo volume che descrive le molteplici dimensioni e realtà che caratterizzano la nostra Forza Armata, alcune delle quali poco conosciute, ma tutte uniche e importanti. Sono singoli ingranaggi di un meccanismo complesso, sfidante e emozionante come pochi altri al mondo. Sono immagini del nostro vivere quotidiano al servizio del Paese, del nostro essere marinai.

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    Il grande esodo attraverso il Baltico – Unternehmen Hannibal: la più grande operazione di salvatggio via mare di tutti i tempi

    28.00

    Il 23 gennaio il Comandante in Capo della Kriegsmarine, Grofladmiral Karl Dònitz, diede avvio all’Operazione Hannibal al cui comando mise l’Ammiraglio Oskar Kummetz che ricopriva l’incarico di responsabile del Marineoberkommando Ostsee, e il Contrammiraglio Conrad Engelhardt, comandante dei trasporti navali della Wehrmacht. Il loro compito, semplice nella formulazione, complicatissimo nell’esecuzione, prevedeva l’evacuazione del maggior numero possibile di militari e di civili dalle zone accerchiate dai sovietici. A questo scopo furono riunite tutte le navi disponibili, sia da guerra che civili, dalla corazzata alla motozattera, dal transatlantico al peschereccio, nel complesso alcune centinaia di natanti. Pillau, Gotenhafen ed Hela furono prescelti come porti di imbarco… Nel suo insieme la Llnternehmen Hannibal si dimostrò efficace e fu, a dispetto delle condizioni in cui si svolse, la più grande operazione di salvataggio via mare di tutti i tempi. Dalla fine di gennaio ai primi di maggio, in tre mesi e mezzo, la marina tedesca evacuò circa 550.000 militari e oltre 2.000.000 di civili.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 192 completamente illustrato con foto b/n In allegato DVD

    Stampato nel 2016 da Effepi

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    Il grande esperimento. Sicilia 1943 i primi giorni dell’AMGOT. Dai piani per i civil affairs al governo militare alleato

    22.00

    Sergio Distefano

    Nell’estate del 1943 la Sicilia occupata dalle truppe alleate vide la nascita del primo governo militare interalleato della storia. L’obiettivo dell’amministrazione militare era di stabilizzare il territorio dopo i combattimenti e soccorrere la popolazione, contribuendo al riavvio delle attività civili e favorendo la transizione verso la democrazia. Questa missione fu affidata all’AMGOT (Allied military Government of occupied territory) che venne impiegato in Italia, durante la campagna in Europa in Germania e Austria; e successivamente in Giappone. In Sicilia l’AMGOT ebbe il suo battesimo del fuoco. Un test su un prototipo organizzativo ancora da perfezionare nella struttura, negli organici e negli strumenti di governo. Un grande esperimento creato alla vigilia dell’operazione Husky, un’istituzione militare dedicata agli affari civili costituita da personale statunitense, britannico e canadese. Si trattava di personale proveniente dai ranghi militari e dalla società civile che portava esperienze e competenze che furono asservite alla causa alleata. Questi uomini furono nominati civil affairs officers, costituendo la spina dorsale dell’attività di governo.

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    Il grande gioco del Caucaso. Nagorno Karabakh, il Paese fantasma nella partita geopolitica tra Russia, Usa e Turchia

    15.00

    Clemente Ultimo

    Piccolo, aspro e privo di ricchezze naturali: apparentemente, il Nagorno Karabakh è un territorio poco appetibile. Eppure, da trent’anni, armeni ed azeri hanno combattuto almeno tre guerre in campo aperto per il suo controllo. Per gli armeni – da sempre presenti nella regione – si tratta di rivendicare il proprio diritto all’autodeterminazione; per gli azeri, invece, è necessario mantenere i confini statuali fissati da Stalin. In questo sanguinoso confronto, hanno giocato e giocano un ruolo di primo piano vecchie e nuove potenze, Russia, Turchia e Iran su tutte. Segno che, dietro la nascita della Repubblica di artsakh – stato non riconosciuto, figlio della vittoria Armena nella guerra dei primi anni ’90 – ed il tentativo azero di riconquistare quei territori, si muovono interessi ben più grandi rispetto a quelli degli attori locali. Il Nagorno Karabakh si trova, infatti, in quel Caucaso ex sovietico dove si intrecciano alcune delle più importanti rotte energetiche del mondo: dai giacimenti del caspio, del resto, giunge in Europa buona parte del gas – e del petrolio – che viene utilizzato quotidianamente.

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    Il grande libro dei motocarri italiani

    39.00

    Nei primi anni Trenta del Novecento iniziò a diffondersi un mezzo di trasporto per le merci, derivato dalla motocicletta e dotato di tre ruote: ebbe così inizio l’avventura del motocarro, economico e pratico veicolo che, infaticabile, ha percorso le strade italiane dai non felici anni dell’autarchia a quelli migliori dello sviluppo economico. Con oltre settecento immagini, tutte originali d’epoca, accuratamente selezionate, viene affrontata, casa per casa e anno dopo anno, la storia dell’evoluzione stilistica e tecnica di questo particolare quanto versatile mezzo di trasporto. Il volume censisce oltre un centinaio di costruttori lungo tutto il Novecento.

    Rilegato, 22 x 30 cm. pag. 168 con centinaia di foto b/n e colori

    Stampato nel 2017 da Nada

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    Il grande libro dei motocarri italiani

    39.00

    Nei primi anni Trenta del Novecento iniziò a diffondersi un mezzo di trasporto per le merci, derivato dalla motocicletta e dotato di tre ruote: ebbe così inizio l’avventura del motocarro, economico e pratico veicolo che, infaticabile, ha percorso le strade italiane dai non felici anni dell’autarchia a quelli migliori dello sviluppo economico. Con oltre settecento immagini, tutte originali d’epoca, accuratamente selezionate, viene affrontata, casa per casa e anno dopo anno, la storia dell’evoluzione stilistica e tecnica di questo particolare quanto versatile mezzo di trasporto. Il volume censisce oltre un centinaio di costruttori lungo tutto il Novecento.

    Rilegato, 22 x 30 cm. pag. 176 illustrato con oltre 200 foto a colori e b/n

    Stampato nel 2017 da Nada

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    Il Grande libro delle moto italiane anni 30-40

    44.00

    Giorgio Sarti

    Le moto italiane di quei vent’anni vissero un periodo storico del tutto particolare. Fu a partire dal 1930 che tutta la produzione si uniformò ai nuovi canoni estetici che portarono il serbatoio da sotto a sopra i tubi del telaio. Finiva così l’era delle “sottocanna”, iniziava quella del serbatoio arrotondato proseguita fino ad oggi. A subi-re un’evoluzione fu anche il look: nacquero modelli come le poderose 500 che fecero sognare tutti gli appassionati per il loro fascino e le prestazioni. Da questo punto di vista spiccavano i modelli prodotti dalla cosiddetta “pentarchia”: Benelli, Bianchi, Gilera, Moto Guzzi e Sertum. E proprio quest’ultima, oggi forse la meno conosciuta, mise in campo una favolosa mezzo litro bicilindrica. Il libro inserisce le moto nel loro contesto storico con una panoramica di tutti i modelli. Non mancano approfondimenti su tecnica, pubblicità, dati di produzione e moto militari.

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    Il grande racconto della guerra di Troia

    48.00

    Immaginate una spiaggia, un mare cristallino, e una città dalle mura bianche sull’orizzonte sopra una collina. È Troia. Mille navi sono state tirate in secco e il luogo pullula di guerrieri achei, scintillanti nelle armature di bronzo. Attorno alla città, da anni si versano fiumi di sangue. È lo scenario in cui si combatte la guerra più famosa di tutti i tempi, cantata da Omero. Al centro del poema, un sentimento: l’ira di Achille. Una passione furente che spesso travolge anche gli altri personaggi. Del resto, le passioni sono il cuore dell’Iliade, senza di esse si perderebbe il senso, il sapore del racconto omerico, in cui le emozioni divampano, gettando frenesia negli animi. È forse per questo che l’invincibile Achille, il tracotante Agamennone, il vecchio re Priamo, il generoso Ettore, il fragile Paride, il giovane Patroclo, la fedele Andromaca, la bellissima Elena, e tutte le divinità che li proteggono o li osteggiano, da secoli irradiano una capacità di attrazione così potente? Non solo: se le loro storie sono ancora nostre, è perché questi campioni di una società arcaica e aristocratica ci trasportano in un mondo favoloso ma palpitante, fatto di eroismo, pietà, sacrificio, di potere, gloria e destino, affermando su tutto la libertà dell’uomo di fronte alle grandi domande della vita.

    Rilegato, 17 x 24 cm. pag. 415 riccamente illustrato con foto e illustrazioni a colori e b/n

    Stampato nel 2018 da Il Mulino

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    Il grande racconto delle crociate

    48.00

    All’inizio ci sono i pellegrini, i crucesignati diretti a Gerusalemme che recano cucita o ricamata sulla spalla, sul petto, o sulla bisaccia, una croce. La crociata è stata iter, peregrinatio, passagium: spedizione militare, viaggio religioso, itinerario marittimo. Se ai tempi della prima spedizione (1096-99) la volontà di liberare dall’occupazione musulmana le terre in cui era vissuto Gesù si accompagnò a un grande fervore religioso, in seguito altri fattori decisivi motivarono le campagne militari in Terrasanta. Per le repubbliche marinare, la possibilità di ottenere il controllo strategico di rotte e porti mediterranei; per il papato, di aumentare il proprio prestigio; per i sovrani laici, di liberarsi di folle insofferenti e aristocratici riottosi; senza contare il desiderio di avventura, molto sentito nella società feudale, e il richiamo dei tesori d’oriente. Fede, interesse economico, attrazione per l’ignoto spingono dunque l’Europa cristiana in Oltremare. Più tardi la crociata diventerà lotta all’eresia, strumento di controllo politico, atto di difesa dell’antemurale balcanico e mediterraneo-orientale contro le offensive ottomane, custodia maris contro i corsari barbareschi, impegno di cristianizzazione del Nuovo Mondo. Un potente affresco che tesse in un’ampia narrazione una storia della crociata che, come idea e fatto, giunge fino ai giorni nostri.

    Brossura, pag. 522

    Stampato nel 2019 da Il Mulino

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    Il grifo e il leone – Genova e Venezia in lotta per il Mediterraneo

    24.00

    Antonio Musarra

    Luogo d’incontri e contaminazioni, nel basso Medioevo il Mediterraneo fu, anche e soprattutto, un luogo di aspri scontri. Genova e Venezia – così come Pisa o la corona catalano-aragonese – si resero protagoniste d’una lotta senza quartiere, ricorrendo a ogni mezzo, lecito o illecito, per assicurarsi il controllo delle principali rotte di trasporto. Sin dalla fine dell’XI secolo, le due città, grandi potenze navali e commerciali, erano andate imponendo il proprio predominio sul Mediterraneo orientale, moltiplicando i propri insediamenti. Le loro attenzioni s’erano volte all’Egitto e alla costa siro-palestinese, divenuti dopo le crociate una parte essenziale del mondo. La conquista veneziana di Costantinopoli, nel 1204, rivoluzionò il quadro politico, dando avvio ai primi scontri tra le due marine. Con la cosiddetta guerra di San Saba, conclusasi con la cacciata dei genovesi da Acri, capitale del regno di Gerusalemme, si giunse per la prima volta allo scontro aperto. Da questo momento, il Grifo e il Leone esprimeranno un’accesa rivalità, scandita da innumerevoli battaglie navali, che si protrarrà per oltre un secolo e mezzo.

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    Il Gruppo Buscaglia

    18.00

    L’autore, ufficiale pilota di completamento e aiutante maggiore dell’asso Carlo Emanuele Buscaglia, il 15 giugno 1942, al comando di un trimotore S 79, silurò nel canale di Sicilia il Cacciatorpediniere inglese Bedouin da 1.870 tonnellate, già danneggiato dal tiro di nostre unità navali ma ancora in grado di manovrare e di difendersi, tanto che riuscì ad abbatterlo con le armi contraeree prima di affondare. Il merito principale dell’affondamento fu attribuito alla Marina per oltre quarant’anni, ma successive ricerche e la testimonianza determinante del comandante in seconda dell’unità inglese, Sherard Manners, valsero ad Aichner la commutazione della medaglia d’Argento in medaglia d’Oro al Valor Militare. Questo libro rappresenta una testimonianza diretta ed efficace del coraggio e del valore dei piloti italiani del celebre Gruppo Buscaglia.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 220 + 32 di foto b/n

    Stampato nel 1991 da Mursia

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    Il Gruppo Corazzato “San Giusto” dal Regio Esercito alla RSI 1934 -1945 – 1° Gruppo Carri L “San Giusto” (1934 – 1943), Gruppo Squadroni Corazzati “San Giusto” (1943- 1945)

    30.00

    Il Gruppo Corazzato San Giusto fu impiegato con la 1° Divisione Celere “Eugenio di Savoia” durante l’intera campagna di Jugoslavia dall’aprile 1941 al settembre 1943. All’atto dell’armistizio dell’8 settembre il 2° Squadrone rimase in armi, e contribuì alla difesa di Fiume a fianco delle truppe tedesche. All’inizio del 1944 fu trasferito in Friuli e dotato di nuovi mezzi corazzati, tra cui carri e semoventi M, autoblindo e camion corazzati. Come parte dell’esercito della RSI, di cui fu l’unico reparto di cavalleria corazzata, rimase in azione fino alla fine della guerra nell’allora Zona d’Operazione Litorale Adriatico. Dopo aver partecipato ad alcuni scontri con le truppe jugoslave ad est di Trieste, si sciolse il 28 aprile 1945. Il volume ne ricostruisce l’intera storia dal 1934 al 1945, grazie all’utilizzo di documentazione inedita, testimonianze dirette di alcuni reduci e un apparato iconografico di circa 140 foto, in buona parte inedite. Sintesi e didascalie delle foto in lingua inglese.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 158 riccamente illustrato con riproduzione di documenti e foto b/n

    Stampato nel 2008 da Laran Editions

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    Il gruppo corazzato del “Leoncello”

    19.00

    Paolo Crippa

    Reparto che ha sempre suscitato curiosità ed interesse, il Gruppo Corazzato “Leoncello” fu una delle poche unità corazzate dalla Repubblica Sociale Italiana, l’unica della specialità Carrista. Sino a pochi anni fa le informazioni relative a questo reparto erano scarsissime ed erano deducibili solamente da alcuni brevissimi stralci di un volume autobiografico di Gian Carlo Zuccaro, comandante del “Leoncello”, e dalla breve sintesi storica presentata da Giorgio Pisanò nella sua famosa opera degli anni ’60 “Gli ultimi in Grigioverde”, sintesi che era afflitta però da molti errori storici. Con la pubblicazione del libro di Sergio Corbatti e Marco Nava “Come il Diamante!” si sono chiariti molti aspetti della seppur breve vita operativa di questo reparto carrista. Il ritrovamento e l’analisi di una serie di documenti fino ad ora sconosciuti ha permesso all’autore di approfondire ulteriormente l’argomento. Questo volume quindi presenta la storia del “Leoncello”, dall’ideazione, frutto del suo vigoroso comandate capitano Zuccaro, dalla nascita presso il Deposito Carristi di Verona, fino al suo epilogo nei giorni dell’insurrezione partigiana.

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    Il Gruppo di Combattimento Friuli 1944-1945

    20.00

    La base di questo libro deriva da un documento ufficiale dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, pubblicato dal Ministero della Difesa nel 1973 dal titolo: “I Gruppi di Combattimento, Cremona, Friuli, Folgore, Legnano, Mantova, Piceno, 1944 – 19452, ormai introvabile; questo documento viene integrato da una vasta documentazione di testimonianze dirette e di pubblicistica che permette di tracciare la storia di questa Unità combattente del Nuovo Esercito Italiano, dalla difesa del porto di Bastia, in Corsica, quando era ancora la Divisione Friuli del Regio Esercito, fino alle operazioni degli ultimi giorni del secondo conflitto mondiale, con particolare rilievo a quanto avvenne sul fronte del Senio e nel periodo immediatamente successivo, quando le truppe tedesche tentarono l’ultima, disperata difesa. Viene inoltre descritta l’attività dell’associazione dei reduci che preserva la memoria dei combattenti e dei caduti. Infine viene descritta con minuzia di particolari l’attività della moderna Brigata Aeromobile Friuli, erede diretta del glorioso Gruppo di Combattimento. Il libro è arricchito da numerose immagini, documenti e mappe.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 176 interamente illustrato con circa 135 foto b/n e 68 foto a colori

    Stampato nel 2015 da Bacchilega Editore

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    Il gruppo di combattimento Legnano

    19.00

    Luigi Manes

    La divisione di fanteria “Legnano” può essere giustamente considerata come il nucleo originario dell’esercito italiano cobelligerante poiché fu incaricata di costituire il “Primo Raggruppamento Motorizzato”, reparto che ricevette il battesimo del fuoco a Montelungo l’8 dicembre 1943. Cinque mesi dopo il piccolo contingente fu ampliato grazie all’afflusso di altre unità e mutò la propria denominazione in “Corpo Italiano di Liberazione”. Nel settembre 1944 furono creati sei Gruppi di Combattimento equipaggiati con armamenti e materiali forniti dagli Alleati. Il 23 marzo 1945, il Gruppo di Combattimento “Legnano”, erede della omonima divisione e agli ordini del generale Umberto Utili, assunse la responsabilità del settore della Valle dell’Idice per poi prendere parte alla conquista di Bologna e ad altri combattimenti, l’ultimo dei quali ebbe luogo in Val Sabbia il 2 maggio 1945.

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    Il gruppo di combattimento Schanze – Nella grande impresa contro le bande

    15.00

    Le vicende descritte sono viste esclusivamente sotto il profilo bellico-militare. Le forze in campo erano costituite da parte tedesca da battaglioni d’assalto, abituati alla controguerriglia, supportati da reparti esploranti corazzati, artiglieria, unità di allarme, reparti della Guardia Nazionale Repubblicana e servizi di sicurezza. Dalla parte della resistenza operavano squadre partigiane, in prevalenza della Brigata A. Gramsci – Umbria, costituite da operai, fiancheggiatori locali, militari alla macchia, prigionieri fuggiti dai campi di concentramento – in prevalenza slavi -, giovani renitenti alla leva.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 111 con numerose riproduzioni di documenti, 12 tra foto b/n e illustrazioni e 2 cartine

    Stampato nel 2006 da Settimo Sigillo

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    Il Gruppo esplorante della Divisione San Marco nelle Langhe durante la RSI

    20.00

    Le vicissitudini del Caporale Lamura: le operazioni antiguerriglia nell’entroterra ligure e piemontese, le veglie notturne, le imboscate dei partigiani, i ricordi dei commilitoni, la figura del Comandante del Battaglione, Tenente-Colonnello Marcianò, la ritirata negli ultimi giorni dell’aprile 1945 e infine alcuni vivissimi ricordi del primo dopoguerra, nel tentativo di ricrearsi una vita più o meno normale in un’Italia profondamente cambiata.

    Brossura, 16 x 23,50 pagine 152 + 16 pagine fuori testo con 25 foto a colori

    Stampato nel 2010 da Lo Scarabeo

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    Il guerriero di Aisernio. Una storia nel mondo dei Sanniti

    13.00

    Giuliana Borghesani

    Saggio romanzato dedicato alla antica popolazione del Sannio. Una storia nella Storia di questo popolo fiero che fino alla fine ha lottato per non sottomettersi all’avanzata del futuro Impero romano. Correlato da quasi 200 note in cui si svolge la parte saggistica. Un capitolo finale curato da Luca Inno sulle testimonianze archeologiche a Isernia.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 108

    Stampato nel 202o da Dielle Editore

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    Il guerriero, l’oplita, il legionario

    13.00

    La figura del legionario romano, il fante cittadino che domina i campi di battaglia dell’antichità, traduce valori che sono espressione di un profondo senso del dovere nei confronti dello Stato. A partire dagli archetipi omerici del guerriero e dall’analisi delle battaglie e degli armamenti politici, il libro segue l’evoluzione di questa figura, nel contesto degli ordinamenti militari prima greci, poi romani, cogliendo le trasformazioni di età monarchica, repubblicana e imperiale. Sono così descritti tattiche, armi ed equipaggiamenti dei legionari, nonché il loro universo culturale, politico e sociale, in un ampio quadro dell’evoluzione storica degli eserciti nel mondo classico.

    Brossura 12 x 20 cm. pag. 238

    Stampato nel 2008 da Il Mulino

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    Il IV lo Stormo degli Assi – Lucchini Ferrulli Reiner e Teresio Martinoli

    32.00

    L’Asso del volo Teresio Martinoli con più di 20 vittorie individuali e 14 collettive è qui riscoperto e celebrato assieme ai commilitoni altrettanto gloriosi del IV Stormo Caccia del Generale Duma. Seguiamo così anche la storia dello Stormo, dall’attività nei cieli sopra Malta a quelli Nordafricani di El Alamein, a quelli di Sicilia. Drammatiche vicende di un pilota della Regia Aeronautica fedele al Senso di Patria sino all’armistizio di Badoglio e, comunque anche dopo, con una sofferta scelta di militanza nell’Aeronautica Cobelligerante italiana. Sino alla sua morte in un incidente di volo nell’agosto 1944. Novarese e Italiano di fortissimo conio, Medaglia d’oro al valore militare alla memoria.

    Brossura, 24 x 22,5 cm. pag. 240 illustrato con numerose foto b/n e profili a colori

    Stampato nel 2018 da Sarasota

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    Il Kalendarium di Auschwitz di Danuta Czech. Fonti e metodologia

    35.00

    Carlo  Mattogno

    Ma nessuno ha mai tentato di verificare le fonti del Kalendarium di D. Czech e non si conosce neppure una recensione critica che anche semplicemente accenni alle sue carenze e incoerenze. Eppure queste esistono, sono molteplici e costituiscono il risultato di una metodologia capziosa intenzionale…

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    Il KGB. Storia della piu’ potente organizzazione spionistica

    17.00

    Brian Freemantle

    Il KGB (Comitato per la sicurezza dello Stato) è stata la più grande organizzazione spionistica mai vista al mondo. Senza la sua onnipresente sorveglianza, l’unione «monolitica» dell’URSS avrebbe cessato di esistere. Sono state le milizie del KGB che hanno tenuto sotto controllo le frontiere di terra e di mare. È stato il KGB che ha vigilato su scuole, accademie e università. Attraverso i suoi innumerevoli censori ha esaminato tutto il materiale a stampa. Il Comitato ha diretto la scienza e la medicina, ha controllato polizia ed esercito, ha istituito in ogni città, paese e villaggio una rete di informatori per poter conoscere il comportamento e le attitudini degli oltre 270 milioni di abitanti dell’URSS. L’Autore fornisce un’analisi dettagliata della struttura del KGB rivelando quanto sia stato importante il raggio d’azione dei suoi agenti.

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    Il labirinto basco – Dalle origini del nazionalismo a ETA

    12.00

    La questione basca deriva da un intricato conflitto indipendentista; parallelamente, l’enigma dell’origine dei baschi e della loro lingua rappresenta un’affascinante interrogativo che si perde in un labirinto storico e mitologico. Questo libro analizza la questione basca con una ricerca approfondita, illustrandone le peculiarità etniche, linguistiche e culturali. Vengono analizzate le origini sociali del nazionalismo basco fino a comprendere lo sviluppo del conflitto contro il regime franchista. Questa ricostruzione storica introduce il “fenomeno ETA” con l’analisi dei fattori che hanno portato all’escalation militare.

    Brossura 14 x 20 cm. pag. 262

    Stampato nel 2005 da Prospettiva

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    Il labirinto dei giochi perduti – Giochi da tavolo dal mondo antico al medioevo

    20.00

    La descrizione dei mondi concettuali e simbolici che si celano dietro la nozione di gioco, dall’antichità al medioevo, diviene in questo libro, un pretesto per proporre le regole e descrivere gli strumenti di gioco di diversi svaghi del passato. Nel testo, il gioco, la sua storia e la cultura ludica vengono considerati quali momenti fondamentali dell’esperienza umana, sviluppati per cercare il superamento di una condizione grezza e tendere ad uno stato di maggior realizzazione individuale. Il gioco antico si presenta infatti come un rito: un momento di ritrovata consapevolezza, quindi molto di più di una semplice pausa nell’interminabile partita tra l’uomo e il suo destino. Nonostante numerosi significati fossero profondamente legati a questo mondo, essi sono andati perduti nelle pieghe della storia, ma basta dedicarsi ad alcuni dei giochi proposti per sentire una pallida eco lontana evocare il valore di rituali ormai perduti.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 174 con numerose illustrazioni b/n

    Stampato nel 2012 da Il Cerchio

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    Il lato oscuro dell’Esercito romano. Gli ammutinamenti di epoca repubblicana

    14.00

    L’esercito romano. Un meccanismo perfetto. Una macchina da guerra capace di portare un piccolo popolo di pastori alla conquista dell’intero Mediterraneo, trasformandolo nel Mare Nostrum della tradizione. L’esercito di Scipione Africano, Caio Mario, Giulio Cesare è stato il modello sul quale si sono misurati tutti i successivi grandi eserciti della storia, da quello di Federico ii di Prussia a quello di Napoleone Bonaparte, ai famigerati eserciti tedeschi della prima metà del xx secolo. Ma come tutti gli eserciti, anche quello romano era fatto da uomini e, in quanto tale, aveva molti pregi ma anche numerosi difetti. Ammutinamenti, rivolte, diserzioni messi in atto per i più svariati motivi (dall’avidità alla codardia), hanno costellato l’intero arco cronologico dell’espansione romana. E proprio i più grandi fra i condottieri romani, pensiamo a Scipione o a Cesare, furono coinvolti in alcuni dei più celebri di questi casi.

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    Il legionario romano – Armamento e consuetudini di vita dalla Repubblica a Traiano

    20.00

    Il legionario romano è da sempre il simbolo stesso della civiltà romana – una civiltà che si sviluppò e si impose combattendo – fonte di ispirazione e modello da un punto di vista militare per le proprie capacità, la propria esperienza ed efficienza. Il presente lavoro analizza l’armamento e le consuetudini di vita di questi soldati, dall’epoca repubblicana (350 a.C. circa), periodo di introduzione della tattica manipolare, sino al termine del principato di Traiano (117 d.C.), massima espansione dell’impero romano.

    Brossura 21 x 29 cm. pag. 60 riccamente illustrato con foto e disegni b/n

    Stampato nel 2015 da Chillemi

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    Il Leone – Un caso politico e giornalistico degli anni ottanta

    Il prezzo originale era: €16.00.Il prezzo attuale è: €9.60.

    Léon Degrelle            Prezzo di listino: 16.00 (sconto 40%)

    La spagna di Francisco Franco fu rifuggio per molti esiliati politici che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale dovevano trovare protezione dalle richieste di estradizione dei paesi d’origine. Tra i personaggi più famosi ricordiamo Leon Degrelle, Otto Skorzeny, Horia Sima, Wiekoslav Maks, Louis Darquier ecc. Degrelle fu uno dei casi più scottanti da gestire da parte del governo spagnolo, dati i reiterati tentativi di rapirlo per poterlo giudicare in Belgio, tentativi che giunsero anche ad accusarlo di traffico di opere d’arte per sceditarlo agli occhi del mondo. Grazie al sostegno di Cedade, organizzazione fascista costituita nel 1967, che si portò poi su posizioni nazionalsocialiste, Degrelle replicò alle puerili e infondate accuse con uno scritto pubblicato come “speciale” dell’omonima rivista del Circolo titolata Leon Degrelle, un leon iberico nazi. La Novantico ha tradotto in lingua italiana questo famoso libello.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 96 con circa 20 tra foto e disegni b/n

    Stampato nel 2007 da Novantico

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    Il leudo. Barca da lavoro del Tirreno.

    32.00

    Sergio Spina – Luca Tarpani

    Questa nuova monografia del Gruppo Modellistico Trentino racconta di un meraviglioso viaggio in un tempo ormai lontano e quasi dimenticato: “l’epoca dei leudi”, “i camion del mare”. Un tempo fatto di fatiche, di rischi e pericoli sia nella navigazione, che al momento del ritorno a riva quando si approntava l’alaggio sulla spiaggia, operazione anch’essa rischiosa specie con il mare in tempesta. Il mondo lontano dei cantieri di costruzione, dove sapienti maestri d’ascia costruivano i leudi, le belle imbarcazioni da lavoro del mar Tirreno. Oggi, grazie alla passione e perseveranza di innamorati dell’antica arte velica, abbiamo la fortuna di vedere ancora qualche leudo in navigazione con la grande vela latina distesa sulla lunga antenna, ma non più come umile barca da lavoro, ma bensì con finalità turistiche. Il lavoro è diviso in sei capitoli che prendono in considerazione tutti gli aspetti relativi alla costruzione di questa barca in uso nel Mar Tirreno, comprendendo anche una parte storica e una ricca parte modellistica con la presentazione di ben cinque diversi modelli di Leudi in varie scale, realizzati da veri e propri artigiani del legno.

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    Il liberomuratore tra esoterismo e tradizione

    29.50

    “In una prospettiva metastorica la ‘figura’ del Libero Muratore verrà interpretata come una sorta di ‘tipo ideale’ di riferimento, dietro al quale potremo riconoscere un archetipo che ciclicamente si ripresenta, l’archetipo dell’ “Iniziato”. Dall’Epopte dei Misteri Eleusini, all’Ermetico dei primi secoli d.C.; dal Mago e dal Neoplatonico rinascimentale al Rosacroce; dall’Alchimista al Libero Muratore, torna infatti alla luce, ciclicamente e in particolari momenti storici, una stessa tipologia umana, un individuo che presenta alcune caratteristiche comuni e, soprattutto, una simile ‘visione del mondo’. L'”Iniziato” rappresenta così un carattere umano che ciclicamente ritorna in ‘figure’ differenti che però si ripresentano sempre con delle caratteristiche simboliche sostanzialmente simili; se l’Ermetico compirà la sua opera nella ricerca di una purezza assoluta e l’Alchimista opera sulla convinzione di poter concepire, a partire anch’esso da una materia imperfetta e impura, una sostanza perfetta e capace di trasferire ad altre sostanze la sua perfezione, il Libero Muratore si rappresenta come una pietra rozzamente sgrossata che andrà levigata con un duro lavoro su se stessi. Ma, va ricordato, sia l’opera alchemica che l’adempimento del percorso liberomuratorio ed ermetico si compiono in presenza del trascendente, i percorsi iniziatici ermetici, alchemici e massonici, infatti, non potranno mai essere il frutto di una conoscenza teoretica o sperimentale, ma, al contrario, il risultato di un lavoro, l’opus, in cui lo spirito torna alla materia, animandola e nobilitandola.”

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 368

    Stampato nel 2014 da Settimo Sigillo

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    Il libro nero del comunismo italiano. La collaborazione occulta di Togliatti con l’Ovra

    40.00

    Roberto Festorazzi

    L’autore ha voluto dimostrare, non soltanto la totalmente illegale conquista del Partito comunista, da parte di Antonio Gramsci, con la brutale liquidazione del fondatore e primo leader del partito, Amadeo Bordiga. Ma, soprattutto, con molti documenti, e con illustrazione di centinaia di casi individuali di vittime e carnefici, ha voluto provare che Togliatti, e la leadership staliniana del Partito comunista, a partire dal 1928-30, misero in atto una collaborazione sotterranea, e sistemica, con gli apparati repressivi dello Stato fascista, per annientare, in Italia, la vecchia corrente dell’ex leader defenestrato Bordiga, e più in generale tutti i quadri dirigenti e i militanti del partito che si opponevano allo stalinismo. L’autore sostiene che la “purga” di Togliatti fu condotta con una vera e propria strategia di “delazione di massa” che fornì al regime gli elementi utili a smantellare la presenza organizzata del partito clandestino.

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    Il libro nero della nuova sinistra. Ideologia di genere o sovversione culturale

    Il prezzo originale era: €17.00.Il prezzo attuale è: €11.90.

    Nicolas Marquez – Laje Agustin

    Dopo la fine dell’Unione Sovietica, formalmente sciolta nel 1991, molti settori del mondo libero si lasciarono andare al trionfalismo, segno tangibile della convinzione che l’utopia collettivista fosse sconfitta per sempre. Ma già solo pochi anni dopo, abbracciando nuove bandiere e reinventando la propria strategia, l’odierno neocomunismo (o progressismo culturale) dominava non solo l’agenda politica, ma anche la mentalità occidentale. I vecchi principi socialisti della lotta di classe, del materialismo dialettico, della rivoluzione proletaria o della violenza guerrigliera, sono stati ora sostituiti da uno strano apporto intellettuale promotore dell’”indigenismo ecologico” del “diritto-umanesimo” selettivo, del “garantismo giuridico” e, soprattutto, di quello che domina su tutti, ovvero l’”ideologia di genere”, destino di “pornomarxismo” di colorazione pansessuale, propulsore del femminismo radicale. “Il libro nero della Nuova Sinistra. Ideologia di genere o sovversione culturale”, scritto da due autori tanto audaci come Nicolás Marquez e Agustín Laje, costituisce il primo libro pubblicato in Argentina che attacca e mette in discussione tutti i “dogmi” di un progressismo rivoluzionario che cerca di distruggere la cultura esistente per riprodurre, sulle sue macerie, quel “paradiso” che per errore o sottovalutazione molti hanno considerato morto e che oggi rappresenta una grave minaccia.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 282

    Stampato nel 2023 da Eclettica

    Libro nuovo

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    Il libro proibito di Hitler – Storia del Mein Kampf

    22.00

    “Ogni grande movimento di questa terra” scrive Hitler nelle prime pagine del Mein Kampf “deve la propria crescita ai grandi oratori e non ai grandi scrittori.” Eppure, osserva: “Per l’esposizione armonica e coerente di una dottrina occorre che i suoi principi fondamentali siano fissati per sempre”. Nel 1924 Hitler ha bisogno di trovare ascolto presso i suoi sostenitori. Dal carcere di Landsberg, in cui è rinchiuso per alto tradimento dopo il putsch fallito, ridefinisce gli obiettivi del movimento, ne progetta l’evoluzione. Mette nero su bianco la sua visione del mondo. Questo saggio, basato su fonti archivistiche finora inaccessibili, dissipa la confusione sul manifesto di Hitler ripercorrendo la sua evoluzione dalla prima stesura alle controversie attuali, facendo luce sulla sua genesi ammantata di leggende e individuandone le fonti. Le informazioni autobiografiche, per esempio, non sono affidabili: il padre non era un oppositore della monarchia austroungarica, ma un funzionario doganale ripetutamente promosso per i suoi servigi e la sua lealtà. E poi, da dove derivò l’antisemitismo di Hitler? Come si sviluppò il dibattito dopo il 1945? Fu davvero un “bestseller mai letto”? O forse è vero il contrario, e milioni di tedeschi lessero la voce originale del Führer?

    Cartonato con sovracopertina, 14 x 22 cm. pag. 356

    Stampato nel 2016 da Rizzoli

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    Il lodo Moro. Gli accordi segreti con i palestinesi e le indagini sulla strage di Bologna. Memorie, documenti, testimonianze

    49.00

    Gian Paolo Pelizzaro

    Questo libro svela la genesi e lo sviluppo degli accordi segreti tra governo italiano e resistenza palestinese, soffermandosi sulle implicazioni che ebbero questi patti inconfessabili nell’evoluzione delle minacce del terrorismo di matrice arabo-palestinese contro l’Italia. La ricerca è frutto di una inchiesta iniziata nel 1999 e ancora in evoluzione.

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    Il loro nome era Folgore

    26.00

    I “Ragazzi della Folgore” si immolarono a El Alamein e dopo ciò che rimase della “Folgore”, uno sparuto battaglione al comando del capitano Carlo Lombardini continuò a combattere sino alla resa delle truppe italiane in Tunisia. Comunque e dovunque i paracadutisti italiani abbiano continuato a combattere, da una parte e dall’altra, lo hanno sempre fatto lealmente, generosamente per uno scopo solo: la Patria. Questa opera vuole essere un atto di giustizia ricordando gli eroici soldati che sono caduti quando l’Italia era ancora unita e ebbero il solo torto di sacrificare prima la loro giovinezza. Ristampa anastatica dell’edizione Coletti del 1965. L’autore, Cappellano Militare della Folgore ad El Alamein, ha voluto, con questo lavoro, compiere un ato di giustizia e di carità. La storia della Folgore dalla “fucina” di Tarquinia ad El Alamein, e oltre.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 266 con circa 7 foto b/n fuori testo

    Stampato nel 2019 da Settimo Sigillo

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    Il lupo del Lago Nero (Romanzo)

    10.00

    Questi tre limpidi gioielli letterari ci presentano ministri inferi della catastrofe che muovono insieme ad arcangeli della libera offerta di sé, agenti di perdizione totale che si alternano ad agonisti di una altrettanto totale dedizione. Cacciatori e fedeli, spose e guerrieri, e, sullo sfondo, il Lago Nero, donde gli attori del drama vitae appaiono e dove torneranno, infine, scambiandosi forse le maschere per una nuova recita e giocando, trasfigurati da questa estrema luce di tenebra, a ritrovarsi.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 55

    Stampato nel 2015 da Ar

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    Il lupo del Mediterraneo

    17.00

    Robert Von Moraht

    Il Capitano Von Moraht, comandante del sommergibile «U. 64», con uno stile essenziale, ma anche coinvolgente propone una visione unica della vita a bordo di un sommergibile nel periodo della Prima guerra mondiale. Descrive le sue esperienze in battaglia, le tecniche di combattimento, le sfide e i pericoli che i marinai hanno affrontato, raccontando sconfitte e vittorie – tra cui il siluramento della corazzata francese Danton – e il loro affondamento, dopo l’ultimo attacco vittorioso contro un convoglio inglese, non lontano dalle coste occidentali della Sicilia, dove Von Moraht è stato uno dei cinque sopravvissuti.

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    Il lutto e la memoria – La grande guerra nella storia culturale europea

    14.00

    La Prima Guerra Mondiale fu teatro di una carneficina inaudita: i sopravvissuti dovettero fare i conti con quanto era successo e trovare linguaggi adatti ad esprimere sentimenti di perdita e demoralizzazione. Alla elaborazione di questo lutto, pubblico e privato, e alle varie forme che venne assumendo è dedicato il libro. Si parla della commemorazione dei morti, con l’istituzione dei cimiteri militari, i riti funebri collettivi, e dei modi in cui le famiglie e le comunità cercarono di superare la perdita dei loro componenti, per esempio attraverso la pratica dello spiritismo o affidandosi a credenze e superstizioni. Ma l’immaginario doloroso della Grande Guerra è presente anche nel cinema, nell’arte e nella letteratura del primo dopoguerra.

    Brossura, 13,5 x 21,3 cm. pag. 341 + 8 pagine fuori testo con 14 foto b/n

    Stampato nel 2014 da Il Mulino

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    Il MAB. Moschetto Automatico Beretta

    60.00

    Adriano Simoni

    Il successo del MAB, universalmente riconosciuto uno tra i migliori mitra mai prodotti, era dovuto al rapporto esistente tra l’efficienza e la semplicità del progetto. La qualità nelle lavorazioni e nella funzionalità delle soluzioni tecniche adottate lo resero particolarmente stabile, affidabile e preciso, una élite tre le élite. L’Autore presenta un’accurata disamina del Moschetto Automatico Beretta, fiore all’occhiello dell’industria armiera italiana: dalla sua genesi al prototipo, ai modelli derivati ed ai post bellici. Il volume è corredato da numerose immagini a colori, con particolari e marchi, oltre a un cospicuo nucleo di apparati documentali rari. Considerando che poche sono le istituzioni museali che conservano raccolte di armi del genere, questa opera, è da ritenersi uno strumento indispensabile sia per i collezionisti che per i Musei e le Istituzioni.

     

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    Il Maestro della Tradizione. Dialoghi su Julius Evola

    30.00

    Quaranta interviste a intellettuali e studiosi su Julius Evola. Un volume che non vuole essere un punto d’arrivo, un progetto editoriale da includere nel programma di ferma riscoperta del pensiero di Evola. L’Autore traccia con ogni partecipente un percorso teso ad indagare uno specifico settore di studi o impegni del filosofo della Tradizione.

    Cartonato con sovracopertina 14,5 x 21 cm. pag. 426

    Stampato nel 2008 da Controcorrente

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    Il male americano

    18.00

    In questo saggio i suoi autori hanno voluto suscitare una reazione. Non hanno inteso richiamare un anniversario, ma stilare un’atto d’accusa, denunziare un pericolo: il “male americano”, una malattia sottile, indolore e difficilmente accertabile, di cui gli Stati Uniti dall’inizio di questo secolo stanno contagiando l’Europa. In queste pagine soprattutto danno voce a un sentimento inespresso ma diffuso, ritorcendo con tecnica impeccabile gli argomenti delle scienze sociali contro la cultura e la civiltà di quel popolo che sul mito della modernità ha edificato il proprio prestigio, ma soprattutto rimproverano gli Europei di non essere riusciti a preservare la propria identità culturale e la propria dignità storica.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 188

    Stampato nel 2015 da Settimo Sigillo

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    Il maledetto trapezio di Venere. Il libro-scandalo di Appelius censurato da Mussolini

    15.00

    Roberto Festorazzi

    1934: il giornalista e scrittore Mario Appelius, inviato all’estero tra i più prolifici e onnipresenti di tutto il Ventennio, scrisse, per il suo editore Mondadori, un libro-inchiesta, intitolato “Il trapezio di Venere”, che documentava la tratta internazionale delle schiave bianche, come prima forma di globalizzazione del mercato della prostituzione. Avvalendosi della sua esperienza di consumato “redattore viaggiante”, e contando sul supporto informativo di fonti interne al trust mondiale del sesso a pagamento, Appelius si infiltrò nei gangli del Big Business, ne scoperchiò i punti vitali, e scrisse un’inchiesta avvincente, che non vide però mai la luce. Il libro, destinato e diretto, come atto di denuncia, alla Società delle Nazioni di Ginevra, fu infatti censurato per ordine di Mussolini. Il testo conteneva veementi accuse contro la Francia, rea di essere uno dei maggiori paesi di esportazione della “donna bianca” destinata ai bordelli di metà del mondo. In quel momento, il Duce stava intavolando feconde trattative con la Francia, e ritenne “inopportuna” la pubblicazione dell’opera.

    Brossura, 13,5 x 20,5 cm. pag. 135

    Stampato nel 2021 da Macchione

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