Il tramonto del mondo bianco. La società multiculturale, tra «grande sostituzione» e Black Lives Matter

Passaggio al Bosco

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    Il tramonto del mondo bianco. La società multiculturale, tra «grande sostituzione» e Black Lives Matter

    18.00

    Riccardo Tennenini

    Le proteste “antirazziste” scaturite dalla morte di George Floyd hanno assunto una portata planetaria, mostrando i limiti di un modello multiculturale che sembra essere proiettato verso il baratro delle tensioni etniche, nel solco della nuova narrazione funzionale al “pensiero unico” e ai meccanismi di mercato. Se è vero che “le vite dei neri contano”, che cosa accade al “mondo bianco”? Afflitto dal declino demografico e sottoposto ad una forte pressione migratoria dal Terzo Mondo, l’Occidente si avvia al tramonto della propria civiltà originaria. Tra “white guilt”, inginocchiamenti di massa, rimozione forzata della storia e livellamento delle appartenenze, il “mondo bianco” subisce un’ecatombe silenziosa e “politicamente corretta”. Questo saggio affronta la “società multietnica” alla radice, riportando ciò che i media non dicono: un viaggio nel mondo che verrà, dove la disgregazione delle identità nazionali si accompagna al sogno illusorio di una “società aperta”, frutto dello snaturamento culturale e della “sostituzione dei popoli”. Un’analisi libera e controcorrente, che denuncia i cortocircuiti di un fanatismo progressista che rischia di produrre pericolose derive razziali

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    Il valore delle radici – Piccolo elogio delle origini al tempo dello sradicamento globale

    8.00

    Quale valore ricoprono le radici al tempo del livellamento globale e della società liquida? Inestimabile, come la profondità degli orizzonti che l’autore sceglie di scrutare in questo “piccolo elogio” non conforme, dove la narrazione di viaggio si mescola all’analisi saggistica, coltivando un immaginario che oltrepassa l’egemonia della tecnica, le derive del mercato e la frenesia del moderno. Il sapore inconfondibile delle pietanze, l’orizzonte irripetibile dei paesaggi, il suono dolce dei canti e dei dialetti, la maestosità perenne dell’arte, l’eternità profonda dei miti e dei riti, lo slancio verticale della spiritualità, le conquiste formidabili della cultura: tutto ciò che ci caratterizza, radicandoci in un suolo e in una tradizione, costituisce la nostra identità. Le radici, minacciate dal progressismo apolide, suggeriscono un mondo di colori e di sfumature, di legami e di valori, di equilibri e di differenze, di confini e di comunità: nell’anonimo e virtuale “non luogo” mondialista, dunque, esse incarnano il “nesso di civiltà” che ci lega agli antenati, restituendoci un’origine, un senso ed un destino.

    Brossura, 12 x 16,7 cm. pag. 106

    Stampato nel 2018 da Passaggio al Bosco

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    Il virus della paura. Spunti terapeutici per una ribellione spirituale

    8.00

    Roberto Giacomelli

    Il virus più pericoloso alberga dentro di noi. Si tratta della paura, alimentata ad arte da un Sistema fondato sul consumo indotto e sul controllo di massa. La recente pandemia globale ha imposto restrizioni altrimenti inaccettabili, minacciando di prolungarle oltre lo stato d’emergenza e ricalcando la logica orwelliana del “capitalismo della sorveglianza”. Roberto Giacomelli – psicoanalista di professione – verga una critica serrata del nostro tempo. Dall’individualismo sfrenato alla rincorsa del successo, dalla perdita del sacro al terrore della morte, dal narcisismo digitale alle psicosi diffuse, dallo sfaldamento dei legami al vuoto dei valori, dal dominio del mercato all’annichilimento delle identità e delle tradizioni. La linea di resistenza, allora, è nella Formazione di un nuovo tipo umano, capace di “passare al bosco” e ritrovare un centro. Si tratta del Ribelle che coltiva la dimensione verticale dell’esistenza, edifica nuovi soldalizi comunitari, riscopre i ritmi della natura e forgia il corpo e l’anima in obbedienza ad un libero codice d’onore.

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    Impronte di lupo (Romanzo)

    Il prezzo originale era: €12.00.Il prezzo attuale è: €8.40.

    Lorenzo De Bernardi

    Idealista incompleto, legato ai libri di Ernst Jünger e convinto che ogni vita sia sacra, Michele cresce sulle sponde del Lago Maggiore, dove matura il proprio spirito non conforme e avverte la necessità di cercare se stesso. Il destino lo porta nel Nord Irlanda, nella Belfast repubblicana che fu di Bobby Sands e dell’IRA, dove conosce il suo “branco” e si misura con i valori profondi della Comunità. Ma la semplicità delle piccole cose, la volontà di vivere una vita autentica ed il richiamo delle radici, saranno le impronte che segneranno il suo cammino.

    Brossura, 12 x 16,5 cm. pag. 180

    Stampato nel 2017 da Passaggio Al Bosco

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    Incontro al presente. Storia, pratica e significato di un rito militante

    10.00

    Tony Fabrizio

    Strumentalizzato e ostracizzato dalla vulgata “politicamente corretta”, il rito del “Presente!” rappresenta una tradizione marziale e militante che lega la galassia nazional-rivoluzionaria al ricordo dei propri caduti. Un gesto solare, impersonale e condiviso, il cui scopo è “richiamare in vita” chi è morto per l’Idea, rinnovando un giuramento di fedeltà e di appartenenza. In queste pagine – intense, appassionate e cariche di riferimenti – si ripercorrono la storia, la pratica e il significato di un rito sacrale e comunitario che si perpetua e si trasmette oltre ogni divieto e oltre ogni demonizzazione. Perché ricordare significa “riportare al cuore”, dar vita alla memoria, farsi costruttori della storia e trasmettere un testimone.

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    Indecenti. Uomini e donne oltre il politicamente corretto: per una rinascita antropologica e spirituale

    Il prezzo originale era: €15.00.Il prezzo attuale è: €9.00.

    Emanuele Ricucci       prezzo di listino: 15.00 (sc. 40%)

    Social network e alienazione, denaro e solitudine, politica e compravendita, sesso e identità, sondaggi e illusioni, pornografia delle emozioni e consumo di massa. Nel tempo del delirio politicamente corretto, dove le opinioni autoritarie soppiantano le idee autorevoli, cosa sta accadendo all’uomo occidentale? Sempre più assente e sradicato, esso si è trasformato in un perfetto ingranaggio del conformismo, astratto e ripetibile, senza Dio e senza confini, perennemente migrante e precario, spogliato di ogni profondità e di ogni connessione con lo spirito. È questo il tanto decantato “progresso” della democrazia liberale? Come siamo passati dalla “morale del Bene” alla moralizzazione della società? Tra le pagine di questo testo Emanuele Ricucci non pone un problema già noto, ma offre una possibile soluzione: la ricerca di una nuova integrità.

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    Inferno di fuoco. La guerra totale sul fronte interno tedesco (1944-1947)

    25.00

    Thomas Goodrich

    Negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale, mentre il Terzo Reich crolla sotto il peso della sconfitta, un’intera nazione sprofonda nel caos. Città ridotte in cenere dai bombardamenti, colonne infinite di profughi in fuga attraverso il gelo, violenze diffuse, vendette, paura. Tra il 1944 e il dopoguerra, milioni di civili tedeschi si trovano intrappolati in una catastrofe senza precedenti. In “Inferno di fuoco”, Thomas Goodrich ricostruisce questo scenario attraverso testimonianze dirette, cronache e memorie, dando voce a chi visse il collasso della Germania dall’interno. Non è la storia delle battaglie o delle strategie militari, ma quella della sopravvivenza quotidiana in un mondo che si disgrega. Con uno stile narrativo intenso e immersivo, il lettore viene trascinato tra le macerie delle città in fiamme, nei rifugi sotterranei, lungo le strade dell’esodo, fino alle oscure conseguenze del dopoguerra. Un’opera controversa e potente, che illumina uno degli aspetti meno raccontati del secondo conflitto mondiale: il destino dei civili nel cuore dell’Europa in rovina.

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    Infinito Occidente. Omaggio a Oswald Spengler nei novant’anni dalla morte

    16.00

    AA.VV.

    Oswald Spengler (1880–1936) è una delle figure più alte del pensiero europeo del Novecento. A quasi un secolo dalla sua scomparsa, la sua visione delle civiltà come organismi viventi – destinati a nascere, svilupparsi e tramontare – conserva una forza interpretativa rara. Al centro della sua riflessione si colloca l’Occidente, inteso non come semplice spazio geografico, ma come forma storica e spirituale. La sua analisi, lucida e profonda, ha inciso in modo duraturo sul dibattito culturale europeo e torna oggi di stringente attualità, in un’epoca segnata dal riemergere delle identità e delle grandi dinamiche di civiltà. Questo volume si propone come un omaggio consapevole alla grandezza del suo pensiero. Attraverso una serie di contributi, ne ripercorre i nuclei fondamentali, ne valorizza le intuizioni e ne riafferma la centralità nel comprendere il destino dell’Europa e del mondo contemporaneo. Un invito a riscoprire un autore imprescindibile per chi voglia interrogarsi, senza illusioni, sul futuro dell’Occidente

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    Iperborei. Il primo mito

    18.00

    Giacomo Maria Prati

    Se per noi contemporanei il mito rimanda alla Grecia antica, per la “culla della civiltà europea” questo era il canto del nobile e antichissimo popolo degli Iperborei, sacro ad Apollo ed Artemide. I guerrieri greci, per entrare nell’immortalità, dovevano compiere il viaggio più pericoloso: quello verso un estremo nord visto come un Eden senza tempo, nel solco di quelle terre eroiche vicine al cielo e agli Dei. Giacomo Maria Prati rilegge tutto il mito greco alla luce degli Iperborei, ai quali si deve la fondazione del santuario di Delfi e l’istituzione dei Giochi d’Olimpia. Per la prima volta, tutte le fonti greche e latine sono indagate e riassunte in un saggio ampio e approfondito, che sa anche assumere i toni dell’inno, del canto e della celebrazione epica. L’autore ci restituisce una spiritualità ancestrale vivissima, con al centro un Apollo totale e sciamanico.

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    Ipotesi neofeudale. Libertà, proprietà e comunità nell’eclissi globale degli Stati nazionali

    16.00

    Andrea Venanzoni

    Simile ad una peste contemporanea, il Covid-19 ha sconvolto il vivere civile, gli ordinamenti giuridici e le nostre stesse aspettative, rischiando di precipitare un mondo già caotico e disarticolato sull’orlo di una crisi economica irreversibile. Nel generale quadro del tramonto dello Stato classicamente inteso – imprigionati nelle nostre abitazioni, con una crescente digitalizzazione umana, sociale e politica – assistiamo alla decadenza di un potere pubblico sempre più pre-moderno e all’emergere di poteri privati dall’aroma medievale. L’ipotesi neofeudale si articola in tre distinte sfumature: a fronte di due declinazioni autoritarie – quella del potere pubblico arroccato nei suoi privilegi e quella dei signori del digitale che vanno facendosi essi stessi Stato – c’è poi una terza e positiva espressione, che nei fatti si propone come forza frenante al fine di preservare le libertà individuali e collettive, la legge naturale, la Tradizione, la famiglia, i diritti mercatori, la proprietà e la libertà di impresa.”

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    L’ atleta combattente. La disciplina sportiva come via spirituale. Tecniche ed orientamenti per il superamento di sé

    15.00

    Matteo Colnago

     “L’atleta combattente” si fa veicolo di un messaggio chiaro e potente: uscire dalla propria comfort zone ed alzare il livello dei propri obiettivi; trovare il perfetto equilibrio tra il pensiero e l’azione; superare i propri limiti e le proprie paure; affrontare la fatica, il dolore e il sacrificio; tornare ad una vita vera, sana ed essenziale; praticare lo sport come strumento di crescita interiore. Queste pagine rappresentano un viaggio straordinario e inedito nella disciplina sportiva intesa nella sua accezione più profonda, lontana dai record e dai palcoscenici, dai selfie e dalle autocelebrazioni, dagli imbrogli e dal denaro: dalle arti marziali all’alpinismo e dalla subacquea al paracadutismo, passando per le tante tecniche di allenamento psico-fisico e per i numerosi esempi storici tramandatici dai nostri antenati.

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    L’ identità come fondamento della città. Riconciliare ethnos e polis

    10.00

    Henry Levavasseur

    Secondo l’autore, dinanzi all’invasione migratoria e all’affermazione della “cancel culture”, i popoli europei sono esortati ad abbandonare la propria identità etnica e culturale per fare spazio ad un nuovo modello: la “società aperta”… La perdita di ogni equilibrio – dunque – minaccia la sopravvivenza stessa delle Nazioni, esposte al livellamento cosmopolita del mondialismo apolide. Henri Levavasseur invita la nostra stirpe a riprendere consapevolezza di sé, ricostruendo la città sul fondamento imperituro della nostra identità. Riconciliare ethnos e polis, oltre il dominio della virtualità, il deserto dei “non luoghi”, la demonia del profitto e il trionfo dell’indistinto. Ricostruire comunità che siano organiche e compatte, consapevoli delle proprie origini e fiere del proprio retaggio, fedeli all’eredità degli antenati e impermeabili alla rassegnazione del nostro tempo.

    Brossura, 12 x 16,5 cm. pag. 106

    Stampato nel 2021 da Passaggio al Bosco

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    L’alcova d’acciaio

    18.00

    Filippo Tommaso Marinetti

    Trame vive, linguaggi nuovi, arditismo a profusione: “L’alcova d’acciaio” è forse il “romanzo futurista” più apprezzato e diffuso. Filippo Tommaso Marinetti lo vergò tra il 1919 e il 1920, raccontando – in una narrazione che unisce il rigore della verità storica all’anarchismo creativo delle “parole in libertà” – l’epopea della Grande Guerra, da lui vissuta in prima persona. In queste pagine – dove l’amore e il combattimento si mescolano all’arte e alla storia, rifiutando ogni intellettualismo e ogni deriva borghese – prende forma l’eroismo italiano, resistente sul Piave e trionfante a Vittorio Veneto: un viaggio mistico e sensuale, vero e fantastico, tenero e feroce.

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    L’anima europea. Risposta a Bernard-Henri Levy

    16.00

    Robert Dun

    “L’anima europea” costituisce una risposta, con 14 anni di ritardo, a un libro piuttosto famoso di Bernard-Henri Lévy: “Le Testament de Dieu”, pubblicato nel 1979 da Grasset. Potente e chiaro, questo contributo rappresenta una profonda e originale critica ai monoteismi delle religioni “rivelate”, che per l’autore hanno operato un’inversione della realtà e un soffocamento totale della gioia di vivere. Non solo: queste pagine, frutto di un pensatore complesso e brillante, pressoché sconosciuto al pubblico italiano – incarnano una mistica europea senza tempo, invocando il riscatto di una Civiltà lacerata e colpevolizzata, alle prese con declino antropologico e spirituale senza precedenti. Il grido di Robert Dun  è un monito che abbiamo il dovere di raccogliere, affinché i boschetti sacri non restino senza difensori.

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    L’arco e la freccia. Metafisica del tiro al bersaglio

    Il prezzo originale era: €10.00.Il prezzo attuale è: €6.00.

    Giacomo Maria Prati      prezzo di listino: 10.00 (sc. 40%)

    Segno antico ed archetipo perenne, l’arco rappresenta un’immagine universale che accompagna l’uomo da migliaia di anni: dalla caccia alla guerra e dalla natura all’arte, passando per la letteratura, il folklore, il Mito e i testi sacri. Un segno aperto e chiuso, solitario e complementare, elegante e violento, capace di attraversare le Civiltà ed imprimere un corso alla storia. Questo libro – arricchito da un saggio dell’Accademia romana Placido Procesi e da alcuni dialoghi – rappresenta un piacevole viaggio nella metafisica dell’arco e della freccia: una filosofia che raccoglie la profonda spiritualità del tiro al bersaglio, esortando il lettore ad “essere centro”: la ricerca della perfezione del gesto e della bellezza della Forma, da compiersi attraverso la sintesi armonica della contemplazione e dell’azione. “La vita come un arco, l’anima come una freccia, lo Spirito Assoluto come un bersaglio da trapassare.” La Via dell’arciere – senza dubbio – è il superamento di sé.

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    L’era del post-umano. Appunti per un Manuale di Filosofia Politica

    18.00

    Marco Inghilleri

    Le sfide della contemporaneità ci vedono disarmati ed inermi. Tale complessità non può trovare soluzione nella mentalità che ha governato i processi storici, antropologici, sociali e psicologici che ci hanno condotti fino a qui. In tal senso, per cavalcare la tigre del declino in atto, occorre un radicale cambio di prospettiva. Dalle conseguenze della mondializzazione alla sempre più spietata tirannia del profitto, passando per la virtualizzazione dell’esistente, per l’individualismo atomizzante dell’homo consumens, per la soppressione di ogni forma di sovranità e per lo sradicamento del sacro: l’era del post-umano si dispiega senza limiti, travalicando identità, verticalità, comunità e differenze. Il presente volume – allora – si pone l’obiettivo di pensare nuove alternative all’esistente, nella certezza che questo non sia “il migliore dei mondi possibili”. È necessario – hic et nunc – volgere lo sguardo verso il nostro passato e riformulare un’epistemologia inedita, in grado di indirizzare la Storia verso l’umanizzazione della nostra disumanità.

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    L’esempio di Sparta. Storia, eredità e mito di una civiltà immortale

    15.00

    AA.VV.

    Quello di Sparta è un mito senza tempo, capace di illuminare i secoli e fornire perenni linee di vetta. Fonte di ispirazione per guerrieri, filosofi e rivoluzionari, Lacedemone ha tracciato un solco unico e irripetibile: dalla totalità organica del suo ordinamento alla ferrea educazione dell’Agoghé; dall’essenziale austerità del suo stile di vita alla centralità comunitaria delle sue istituzioni; dalla celebre potenza della sua falange alla formidabile tempra dei suoi soldati. Il presente testo – che raccoglie saggi, immagini e citazioni – vuole essere uno strumento di analisi storica ed un contributo alla Formazione di sé, nel solco di una Weltanschauung eroica, marziale e solare. Dinanzi al livellamento globalista, alla devirilizzazione del “pensiero debole” e allo sradicamento iconoclasta della “cancel culture”, si rende necessaria una potente “cultura delle origini” che attinga alla memoria ancestrale della nostra Civiltà: il sangue versato alle Termopili, allora, rappresenta un esempio imperituro di coraggio, di sacrificio e di attaccamento alla Patria.

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    L’identità resistente. Riflessioni filosofiche per un atteggiamento criticamente disposto

    10.00

    Marco Rizzo

    Delocalizzazioni e sfruttamento legalizzato; sottosviluppo del Terzo Mondo e politiche di rapina; immigrazione di massa ed evanescenza delle monete; affossamento della famiglia naturale e annichilamento del tessuto sociale; liquefazione dei rapporti e sovversione della morale, dei costumi e delle gerarchie; declassamento del cittadino a consumatore anonimo e compulsivo; sradicamento delle specificità e delle tensioni verso il sacro; imposizione della governance tecnofinanziaria e oligarchica sulla pelle dei popoli; affermazione del relativismo etico e dell’individualismo edonista; depauperamento delle sovranità e controllo digitale delle masse; degrado ambientale e superamento delle strutture statali: il “migliore dei mondi possibili” è sotto i nostri occhi. La narrazione globalista – coadiuvata dal pensiero unico e dalla psicosi “politicamente corretta” – non ammette alcuna manifestazione specifica: ogni identità è trascesa nel Medesimo, in ordine con il livellamento stabilito dal mercato. Questo breve saggio – libero e controcorrente – affronta i temi della politica, dell’etica e dell’estetica, con un filo conduttore: la resistenza dell’identità al disordine mondiale in atto.

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  • 0 out of 5

    L’impero Netflix. Il controllo del divertimento

    8.00

    Edouard Chanot

    In due decenni, Netflix si è affermato nella vita e nella privacy di 220 milioni di persone in tutto il mondo, coinvolte nel suo servizio di video on demand. L’azienda californiana ha creato e imposto un vero e proprio modello di intrattenimento, infliggendo un duro colpo al cinema. Ma questo colosso dell’audiovisivo, oggi sulle cresta dell’onda, ha i piedi d’argilla? Management spietato, produzioni ideologicamente faziose, programmazione algoritmica, concorrenza crescente, dipendenza e stanchezza del pubblico: Édouard Chanot ci regala la sua analisi critica sulle debolezze, ma anche sui punti di forza di questo impero dell’intrattenimento. Questo è il primo libro che inquadra il fenomeno delle piattaforme digitali, cercando di immaginare le evoluzioni di quella che un tempo era la “settima arte”

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    L’inganno antirazzista – Come il progressismo uccide identità e popoli

    Il prezzo originale era: €15.00.Il prezzo attuale è: €9.75.

    Il multi-culturalismo avanza senza sosta: travolge le frontiere, decostruisce le identità, sovverte le tradizioni, smantella i diritti sociali, divide i popoli. Dopo Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, anche l’Italia è in procinto di attraversare quella soglia drammatica. Stelio Fergola affronta i meccanismi sociali e culturali che accompagnano questo pericoloso processo di ingegneria sociale, che sta avviando i bianchi caucasici all’estinzione e trascinando nel baratro le nazioni europee. “L’inganno multietnico” è sostenuto da un clero ideologico che impone i diktat di un finto solidarismo fondato sull’accoglienza indiscriminata, nel disprezzo delle differenze e nell’esaltazione illogica di quell’invasione migratoria che alimenta il grande business dei trafficanti di esseri umani. La violenta pratica dello sradicamento – che ben si adatta alla vocazione mondialista del consumatore apolide, orfano della patria e della comunità – ha il solo scopo di soddisfare le esigenze di un mercato globale a caccia di nuovi schiavi, finendo per alimentare le tensioni e produrre il razzismo. Questo libro, impreziosito dalla narrazione dei fatti e dallo studio dei dati statistici, vuole rompere il silenzio assordante del “politicamente corretto”, per affermare il sacrosanto diritto di sopravvivenza della nostra civiltà millenaria

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 222

    Stampato nel 2018 da Passaggio al Bosco

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    L’invenzione dell’antifascismo. La nascita di un instrumentum regni che impedisce la pacificazione nazionale, genera odio e produce violenza

    15.00

    Pietro Cappellari

    Nel 1948 si conclusero le convulsioni della Seconda guerra mondiale. La ricostruzione nazionale dovette però fare i conti con milioni di fascisti “a piede libero”, riorganizzatisi nel Movimento Sociale Italiano. Negli anni ’50, poi, si pensò che il contesto politico italiano fosse pronto per superare gli strascichi dell’odio antifascista: ciò sembrò concretizzarsi nel 1960, quando il MSI appoggiò il Governo Tambroni, scatenando la piazza comunista, che resuscitò l’antifascismo e impedì un’apertura a “destra” della DC, costringendola al “compromesso storico”. Venne così riscritta la storia della Resistenza, prontamente epurata delle pagine compromettenti. Ancora oggi, il sistema ciellenista non smette di utilizzare l’antifascismo in assenza di fascismo come spauracchio per mascherare il proprio fallimento e perpetuare il proprio potere, scatenando allucinanti “cacce alle streghe” e diffondendo un livore inutile e pericoloso.

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    L’Occidente colpisce ancora. La voce incendiaria della New Right inglese

    16.00

    Jonathan Bowden

    Questo libro raccoglie quattro interventi di Jonathan Bowden nei quali il pensiero diventa gesto, tensione, atto di volontà. Non si tratta di saggi accademici, ma di orazioni militanti concepite per incidere, per scuotere, per riattivare ciò che la modernità ha anestetizzato: identità, gerarchia, destino, spirito. Bowden affronta il vuoto metafisico dell’Occidente egualitario. Il cristianesimo come impalcatura crollata, il liberalismo come amministrazione del nulla, la civiltà come colosso efficiente ma privo di senso. Contro la stasi, emerge una visione vitalistica e tragica, nutrita di Nietzsche ed Eraclito, in cui il fuoco, l’energia e il divenire diventano principi ordinatori. Il pensiero non è contemplazione, ma forza attiva, disciplina interiore, premessa di una nuova aristocrazia dello spirito. Nel loro insieme, questi testi si collocano in una prospettiva modernista-futurista: non nostalgia del passato, ma recupero selettivo di forze arcaiche per dominarne la proiezione nel presente. Qui il futuro non è progresso lineare, ma superamento, ricostruzione, stile. Pensare diventa un atto di potenza. E la filosofia, di nuovo, un’arma.

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    L’operaio fra gli Dèi e i Titani: Ernst Jünger «Sismografo» dell’era della tecnica

    15.00

    Alain De Benoist

    Legato per molti anni al grande scrittore tedesco Ernst Jünger (1895-1998), Alain de Benoist passa al vaglio la sua creazione letteraria, analizzando quasi un secolo di diari, memorie, saggi e romanzi. Quello che emerge è un percorso poetico di altissimo livello, al tempo stesso libero e fedele ad una duplice aspirazione verso la natura e l’anima, il reale ed il sacro. Anti-individualista e ispiratore dei Ribelli, teorico della rivoluzione conservatrice e cantore della mistica della guerra, fine letterato e promotore della fede in un’industria prometeica: il pensiero di Jünger – qui raccolto con cura – traspare in tutta la sua acutezza e la sua attualità, libero dalla legge del denaro e dal disincanto materialista. Dalla figura del sondato al fronte a quella dell’Operaio, passando per il Ribelle e per l’Anarca: Alain de Benoist ci invita a compiere un viaggio verticale attraverso l’universo simbolico e radicato di uno dei più grandi scrittori del Novecento.

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    L’ordine ingiusto. Guida al sovvertimento dell’oligarchia globale

    14.00

    Michel Le Maire

    Edificato attorno all’unipolarismo americano, l’attuale Occidente è dominato da un “ordine ingiusto” fondato sul consumo compulsivo e sulla totale assenza di riferimenti verticali. Questa “cloaca maxima”opera il sistematico sradicamento di ogni orizzonte di senso: la persona si abbassa ad “individuo astratto”, la famiglia retrocede ad “unione fluida”, la Nazione si riduce ad “espressione geografica”, lo Stato si fa “governance tecnica”. Spogliato delle sovranità e delle Comunità, questo sistema è plasmato da una narrazione isterica e atomizzante che trova spazio nel quotidiano delirio del progressismo cosmopolita: la chimera della “società aperta”, la violenza del multiculturalismo, il livore femminista, la decostruzione “gender” e la martellante dittatura rivendicativa dei nuovi “diritti”. Queste pagine, allora, vogliono suscitare la fierezza e la speranza: per la decisiva riaffermazione della Civiltà europea, senza indugi e senza pentimenti.

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    L’ultima raffica

    14.00

    Questo è il racconto, tormentato e commovente, di una pagina di storia della guerra civile. È la cronaca romanzata dell’eroica resistenza degli ultimi fascisti: un pugno di giovani volontari delle brigate nere, tra i quattordici e i diciannove anni, chiamati a presidiare un casolare tra le montagne del nord Italia. Una storia di coraggio e di abnegazione che lascia ammutoliti, dove la vita e la morte si mescolano al senso dell’onore e al rispetto della parola data, all’amor di patria e alla spartana volontà di donare se stessi. Un romanzo scomodo, ma vero: la narrazione di un’altra Italia capace di sforzi straordinari e di sacrifici olimpici, di fedeltà assolute e di esempi offerti con la naturale spontaneità della trincea, fino all’ultimo respiro. L’epilogo di un’epoca che si materializza nella lotta del sangue contro l’oro e dello spirito contro la materia, nella cristallina certezza che “se ci restasse di vita un sol minuto, noi lo vivremmo per un’eternità”. Prefazione di Maurizio Rossi.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 242

    Stampato nel 2017 da Passaggio al Bosco

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    L’utilità della naja. Perchè ci serve la leva militare. Memorie di un ex allievo Teuliè

    10.00

    Andrea Ghiglione

    Ci serve ancora la leva militare? Quali vantaggi potrebbero derivare dalla sua reintroduzione? Andrea Ghiglione, ex allievo Teuliè, racconta la propria avventura presso la celebre scuola militare milanese: dai sacrifici quotidiani ai forti legami camerateschi, dal rispetto delle gerarchie al rinnovato spirito di appartenenza, dalla ferrea disciplina alla riscoperta dei valori marziali. Secondo l’autore la naja è una palestra del corpo e dell’anima, che potrebbe restituire un centro, una forma e una direzione a tutti quei giovani che – cresciuti all’ombra di una società opulenta, ipocrita e consumista – sono imprigionati nella gabbia delle mode effimere, dell’edonismo individuale, del consumo compulsivo, dell’assenza di riferimenti e della virtualità digitale.

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    La democrazia di Atene – Storia di un mito

    18.00

    Ma io a questo popolo la democrazia la perdono!” Con queste parole, nel V secolo a.C., un anonimo aristocratico sintetizzava la propria visione del regime democratico, sostenuto dal popolo e reso possibile dalle élites. Come è nata la democrazia ateniese? È stata una rivendicazione delle masse o una costruzione elitaria? E quali sono stati i moventi sociali, economici e culturali che hanno dato vita a questa creazione politica del genio ellenico? Ma soprattutto, in che modo le criticità della democrazia ateniese si riverberano sulla instabilità delle democrazie contemporanee? Mentre si susseguono le sfide ai sistemi odierni – meri involucri formali del potere popolare – l’esempio di Atene ci ammonisce sui limiti intrinseci alla struttura democratica. Il presente saggio, che contiene anche una nuova traduzione della Costituzione degli degli Ateniesi dello Pseudo-Senofonte, aggiunge un prezioso contributo al dibattito. Un discorso che giunge a noi con l’emergere, sullo sfondo della dialettica fra imperi e ideologie, del potere sfrenato della tecnica: un nuovo Gran Re contro il quale occorre ergere, come Temistocle a Salamina, il formidabile muro di legno della lotta per la libertà

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 348

    Stampato nel 2020 da Passaggio al Bosco

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    La dottrina del fascismo e i documenti ufficiali dal 1919 al 1945

    12.00

    “La dottrina del fascismo”, può essere ritenuta il fondamento culturale di quell’azione che – attraverso la lotta – portò il fascismo stesso a compiere la rivoluzione. Per nulla dogmatica o accademica, la dottrina racchiude gli orientamenti filosofici, gli istinti vitali e gli slanci sociali di un fenomeno – quello fascista – che fu politico e spirituale al tempo stesso: la sintesi tra il pensiero e l’azione, la fede fanatica nel capo e nell’idea, il dono sacrale e incondizionato di sé, l’affermazione di avanguardie rivoluzionarie e consapevoli, la volontà di edificare una patria coesa e sovrana. E ancora: il richiamo alla tradizione della civiltà romana, il legame identitario con la terra dei padri, la dimensione verticale dell’esistenza, la centralità di uno Stato che oltrepassa il meccanismo burocratico, il primato del sangue sull’oro e dello spirito sulla materia, la concezione organica del popolo quale comunità nazionale. Il testo, arricchito dal saggio introduttivo di Luca Leonello Rimbotti, racchiude la famosa opera di Benito Mussolini, un intervento di Giovanni Gentile e anche un’ampia selezione di documenti ufficiali prodotti tra il 1919 e il 1945: dal Manifesto dei Fasci di Combattimento al Programma del Partito Nazionale Fascista, dalla Carta del Lavoro al Manifesto di Verona, dal Decreto per la socializzazione delle imprese al Decalogo dell’Italiano nuovo, redatto da Niccolò Giani per la Scuola di Mistica Fascista.

    Brossura, 12 x 16,5 cm. pag. 184

    Stampato nel 2019 da Passaggio al bosco

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    La festa del Natale. Origini e tradizioni

    12.00

    Jordi Garriga Clave

    Il Natale, ricorrenza tra le più partecipate della storia dell’uomo, ha oggi assunto una veste consumistica che ne ha eroso i significati sacrali e spirituali. Questo libro  vuole compiere un viaggio nella storia delle più antiche tradizioni europee: dai miti arcaici ai riti popolari, dai culti solari ai sacrifici eroici e dalla prima narrazione Cristiana alle figure che caratterizzano l’odierno Natale, passando per le festività della Luce, per i cicli di rinascita, per il folklore locale e per la cultura che si è fatta retaggio, nel solco di un’identità che – senza soffocare le proprie specificità – ha saputo (ri)elaborare un comune orizzonte di riferimenti e di simboli. Un contributo che svela la lunga memoria dei nostri popoli, restituendoci un quadro chiaro e completo di quell’eredità ancestrale che – malgrado lo sradicamento in atto – costituisce il cuore pulsante della nostra Civiltà.

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    La guerra come ascesi. Il combattimento come pratica spirituale e sciamanica, dall’antichità al Novecento

    15.00

    Diego Baldini

    Per molti combattenti, in ogni epoca, la guerra ha rappresentato anche un mezzo di sublimazione, trasformazione ed elevazione spirituale: un’occasione per superare l’ego, affrontare il rischio e sacrificarsi in nome della Patria, della giustizia o della tutela dei più deboli. Il combattimento – in tal senso – ha espresso le alte virtù del coraggio, della lealtà, della disciplina, del senso del dovere, del cameratismo, dell’altruismo e del dominio di sé. Una forma di ascesi, seppur accompagnata dalla tragedia, dalla sofferenza e dalla morte. Questo saggio – documentato e completo – rappresenta un viaggio storico e verticale nella figura archetipica del guerriero: dagli ordini monastico-cavallereschi del Medioevo cristiano alla “Grande Guerra Santa” degli islamici, passando per la tradizione vedico-induista e per quella indoeuropea. Dall’addestramento degli opliti spartani, all’etica dei samurai, passando per i clan nordici dei Berserkr e per la strategia del grande esercito prussiano di Federico il Grande: un percorso che giunge nel cuore del Novecento, con l’ascesi mistico-guerriera di figure come Corneliu Zelea Codreanu, Ernst Jünger, Léon Degrelle e Ungern Khan.

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    La guerra dimenticata. Il conflitto Iran-Iraq (1980-1988)

    25.00

    Andrea Lombardi (a cura di)

    Un incubo durato otto anni. Un milione di morti e milioni di profughi. Armi chimiche, missili balistici e attacchi in massa di ragazzini-soldato. La doppiezza di una comunità internazionale che ha venduto armi ad entrambi i contendenti, preoccupandosi soltanto del prezzo del petrolio. Quella tra Iran e Iraq – senza dubbio – è una guerra dimenticata, presto sommersa dagli interessi energetici nel Golfo Persico e dagli equilibri politici nello scacchiere medio-orientale, preda di lotte intestine, ingerenze straniere e destabilizzazioni forzate. In questo libro – composto di numerosi saggi e curato da Andrea Lombardi – si analizza la storia del conflitto, indagandone le cause e gli effetti: un’opera unica nel suo genere, che riapre un capitolo controverso della storia recente e contribuisce a chiarire – come sottolineato nella Prefazione di Paolo Mauri – le successive evoluzioni nella regione, attraversata dalle “Guerre del Golfo”, dal fondamentalismo islamico e dalla mai sopita tensione tra Teheran e Washington.

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    La guerra rivoluzionaria

    10.00

    Clemente Graziani

    La guerra rivoluzionaria” rappresenta l’esatta fotografia di un’epoca, profondamente segnata dal “pericolo comunista” e dal difficile equilibrismo della “Guerra Fredda”. Pubblicato nel 1963 come appendice della rivista “Ordine Nuovo”, il lavoro porta la firma di Clemente Graziani, anima e mente della “destra radicale”.

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    La lancia e il cuore. Longino, Parsifal e il Graal

    15.00

    Giacomo Maria Prati

    Questo contributo, che coniuga il rigore scientifico del saggio alla profondità dell’approccio verticale, vuole essere un libro-visione. La sua peculiarità è quella di alternare le meditazioni sull’immagine della lancia di Longino – che attraversa il cuore di Cristo – alle analisi dettagliate delle profondità spirituali e simboliche del primo romanzo del Graal: il Perceval di Chrétien de Troyes. Giacomo Maria Prati racconta, rilegge e riscrive il Graal quale cosa viva, attuale e vitale, che non ha perso nulla della sua potenza ad otto secoli dalla sua comparsa nell’Europa medioevale, cavalleresca ed aristocratica. Il Graal quale storia universale e interiore – dunque – che interessa tutti coloro che mettono in essere una ricerca spirituale, immedesimandosi in una narrazione che congiunge misticismo, esegesi e concretezza.

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    La legge del desiderio. Ideologia gender, sessualizzazione della società e capitalismo woke. Radiografia della decostruzione mondialista e dell’attacco all’identità

    18.00

    Claudia Placanica

    La legge del desiderio è una forma di espressione indotta da un potere che – in modo sempre più pervasivo – piega ogni sfera della vita del singolo al proprio controllo: un’aspirazione velleitaria e dannosa, che sovrappone l’idea alla realtà e l’artificio alla natura. La teoria e la transizione di genere – così come la sessualizzazione diffusa e precoce della nostra società – caratterizzano ormai tutti i film e le serie TV, dominando i social network, l’arte, la musica, il costume, il dibattito politico e persino i programmi didattici: un vero e proprio “spirito del tempo”, la cui fluidità è necessaria alla creazione dell’individuo astratto e sradicato, quintessenza del progressismo woke e del progetto mondialista. Ma quali sono il contesto e le origini storico-culturali e socio-filosofiche di questa narrazione? Esistono delle risposte a questa lenta e inesorabile deriva della società occidentale? Questo saggio – documentato, coraggioso e controcorrente – rappresenta un contributo importante allo studio di un fenomeno che sta sovvertendo il nostro orizzonte quotidiano.

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    La lupa e il Sol Levante. Italia e Giappone tra Pearl Harbor e Salò

    15.00

    Tommaso de Brabant

    Il 7 dicembre 1941, formidabili squadre aeree giapponesi attaccarono una grande flotta di corazzate statunitensi ancorate a Pearl Harbor, nelle isole Hawaii: lo scontro trascinò nella Seconda Guerra Mondiale i due imperi più aggressivi dello scacchiere internazionale, mutando il corso della storia. Nell’ottantesimo anniversario di quell’evento, La Lupa e il Sol Levante esplora le relazioni tra il Giappone del Tenno e l’Italia del Duce: due Nazioni che, malgrado le iniziali distanze e la reciproca diffidenza, si trovarono alleate nella disavventura bellica. Un’epopea straordinaria e controversa, ancora sconosciuta – nei suoi dettagli e nei suoi retroscena – al grande pubblico. Il presente saggio, arricchito dalla prefazione di Marco Valle, vuole restituire una ricostruzione esaustiva dei fatti e dei personaggi che condizionarono le sorti di un’alleanza che coinvolse avventurieri e soldati, eroi e traditori, aviatori e diplomatici

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 210

    Stampato nel 2021 da Passaggio al Bosco

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    La maledizione dei centurioni Vol. 4. Soldati perduti: l’onore senza gli onori. Settimana delle barricate e putsch dell’aprile 1961. De Gaulle e la rivolta militare

    25.00

    Gianfranco Peroncini

    L’onore senza gli onori. Con il quarto volume, entriamo nel vivo della “maledizione dei centurioni”. Con la drammatica e ulcerante rivolta militare contro de Gaulle. Dalla “settimana delle barricate” nel gennaio 1960 al tentato putsch di Algeri nell’aprile 1961 i più prestigiosi, decorati ed esperti reparti dell’esercito francese si ribellarono agli ordini del governo. Saranno gli anni più drammatici della Francia contemporanea. L’Eliseo rispose alla sfida con spietata efficacia: la definizione di “soldats perdus” fu la scomunica lanciata da de Gaulle, che per molti diventò una sorta di decorazione per quanti valutarono non negoziabile l’onore rispetto agli onori, la fedeltà alla parola data agli spergiuri e ai rinnegamenti di generali e ministri. Fu la sfida decisiva di quanti misero in gioco la vita, la libertà, la carriera, la famiglia e l’avvenire. Per i “soldati perduti” il momento dei bilanci sarà difficile, doloroso, inebriante. Sulle macerie delle barricate e del putsch fallito, cominciava l’ultima battaglia dell’Algeria francese: una pagina terribile e disperata che sarebbe stata scritta dall’Oas.

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    La maledizione dei centurioni. Dalle piste d’Indocina alla «battaglia di Algeri» (Vol. 1)

    20.00

    Gianfranco Peroncini

    Dalle piste d’Indocina alla battaglia di Algeri” è il primo di sei volumi dedicati alla storia della guerra d’Algeria (1954-1962). Una ricerca dedicata alla complessità contemporanea che si articola su due cifre espressive, due registri narrativi impiegati per la descrizione dei fatti storici e per l’analisi di quegli avvenimenti. Per rintracciare le cause di quella maledizione che portò i “centurioni” di Francia a pagare un terribile tributo di sangue e sacrificio agli estremi confini dei possedimenti francesi. Anche se il più amaro e doloroso versante della “maledizione dei centurioni” si cela nella mistificazione sistematica delle motivazioni autentiche alla base della loro lotta. Dopo Dien Bien Phu – del resto – i militari che si trovarono a combattere in Nordafrica non volevano più essere il braccio armato della repressione coloniale. Volevano “capire”. Nacque allora il “mal jaune” dell’esercito francese, la febbre gialla indocinese, il nazional-comunismo dei colonnelli e dei capitani dell’Armée che metteva i brividi agli stati maggiori

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    La maledizione dei centurioni. Dalle piste d’Indocina alla «battaglia di Algeri» (Vol. 2)

    20.00

    Gianfranco Peroncini

    Dalle piste d’Indocina alla battaglia di Algeri” è il secondo di sei volumi dedicati alla storia della guerra d’Algeria (1954-1962). Una ricerca dedicata alla complessità contemporanea che si articola su due cifre espressive, due registri narrativi impiegati per la descrizione dei fatti storici e per l’analisi di quegli avvenimenti. Per rintracciare le cause di quella maledizione che portò i “centurioni” di Francia a pagare un terribile tributo di sangue e sacrificio agli estremi confini dei possedimenti francesi. Anche se il più amaro e doloroso versante della “maledizione dei centurioni” si cela nella mistificazione sistematica delle motivazioni autentiche alla base della loro lotta. Dopo Dien Bien Phu – del resto – i militari che si trovarono a combattere in Nordafrica non volevano più essere il braccio armato della repressione coloniale. Volevano “capire”. Nacque allora il “mal jaune” dell’esercito francese, la febbre gialla indocinese, il nazional-comunismo dei colonnelli e dei capitani dell’Armée che metteva i brividi agli stati maggiori

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    La maledizione dei centurioni. Vol. 3. Le chemin de croix dei centurioni. Dal malcontento alla dissidenza: il siluramento di Massu

    20.00

    Gianfranco Peroncini

    Dalle piste d’Indocina alla battaglia di Algeri” è il secondo di sei volumi dedicati alla storia della guerra d’Algeria (1954-1962). Una ricerca dedicata alla complessità contemporanea che si articola su due cifre espressive, due registri narrativi impiegati per la descrizione dei fatti storici e per l’analisi di quegli avvenimenti. Per rintracciare le cause di quella maledizione che portò i “centurioni” di Francia a pagare un terribile tributo di sangue e sacrificio agli estremi confini dei possedimenti francesi. Anche se il più amaro e doloroso versante della “maledizione dei centurioni” si cela nella mistificazione sistematica delle motivazioni autentiche alla base della loro lotta. Dopo Dien Bien Phu – del resto – i militari che si trovarono a combattere in Nordafrica non volevano più essere il braccio armato della repressione coloniale. Volevano “capire”. Nacque allora il “mal jaune” dell’esercito francese, la febbre gialla indocinese, il nazional-comunismo dei colonnelli e dei capitani dell’Armée che metteva i brividi agli stati maggiori

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    La marcia su Roma. Racconti squadristi di lotta e Rivoluzione

    18.00

    Giacinto Reale

    Che cosa fu la Rivoluzione fascista? Quali furono gli eventi che ne favorirono l’affermazione? Il presente testo vuole essere un contributo appassionato alla comprensione di un’atmosfera. Il quadriennio che precede la Marcia su Roma rappresentò una stagione turbolenta e straordinaria: dai giorni “di attesa e di marciapiede” alla creazione delle prime “squadre”; dal culto eroico del sacrificio al “me ne frego” impresso sulle bende delle ferite. Questo libro rappresenta un viaggio straordinario nella quotidianità di una stagione incendiaria, con un occhio di riguardo ai suoi più celebri protagonisti. Un fronte di lotta nel quale convissero l’ardore dell’arditismo e il pragmatismo mussoliniano, lo spirito antiborghese e il retaggio nazionalista, lo slancio aristocratico e la forte vocazione social.

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    La morte di Celine

    15.00

    Dominique de Roux

    Pubblicato in Francia nel 1966, questo lavoro dello scrittore, editore e agitatore culturale Dominique de Roux ha contribuito in maniera determinante a far sì che le visioni e l’opera di Louis-Ferdinand Céline non venissero seppellite con lui alla sua morte. De Roux, all’epoca appena trentunenne, contribuì a togliere lo scrittore dall’oblio nel quale era stato relegato dopo la sua scomparsa e a legittimarlo letterariamente, suscitando l’inizio di una discussione critica che ancora oggi non accenna a fermarsi. Un saggio critico-letterario, un omaggio a Céline, una profonda e sofferta riflessione sullo stato della letteratura e sul conformismo degli intellettuali. “La morte di Céline” è un flusso di coscienza che ci permette non solo di scandagliare a fondo l’anima dello scrittore, veggente e narratore dell’Apocalisse, ma anche di fissare il nostro sguardo nell’abisso del XX secolo, che continua a proiettare le sue luci e le sue ombre sul nostro tempo e oltre. Con una prefazione di Marc Laudelout e uno scritto di Stenio Solinas.

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    La parola a Ezra Pound e altre maschere d’autore

    15.00

    Miro Renzaglia

    Esiste una forma di tradimento nella quale, mutando il senso e rinvigorendo il gesto, si resta fedeli a se stessi. E’ quanto accade alla maschere teatrali, che intensificano la propria voce per farsi ascoltare da tutti, rimarcando la propria cifra stilistica e il proprio carattere originario. Miro Renzaglia ripercorre le storie e le gesta di autori e uomini fuori dal comune, sottilineandone le contraddizioni umane come forma di tenacia e conoscenza. Da Lucio Battisti a Carmelo Bene e da Louis-Ferdinand Céline a Nicola Bombacci, passando per Bettino Craxi, Pier Paolo Pasolini, Berto Ricci, Indro Montanelli, Julius Evola e molti altri. L’incipit è il riadattamento del celebre intervento processuale di Ezra Pound, al quale è imputata la profetica colpa di aver tradito il dio che si è incarnato nella legge del profitto

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    La riscoperta comunitaria. Oltre il neoliberismo: dalla competizione alla cooperazione e dal PIL al benessere

    14.00

    Fabrizio Fratus – Ilaria Bifarini

    La società contemporanea, divisa tra individualismo consumista e globalizzazione anonima, sembra aver dimenticato le radici del vivere insieme. “La Riscoperta Comunitaria” propone un’alternativa concreta: un modello capace di riportare al centro famiglia, legami locali, solidarietà e responsabilità condivisa. Non è un’utopia, ma una via possibile che intreccia economia, cultura e spiritualità: dalla proprietà diffusa alle cooperative, dal mutualismo al rispetto dell’ambiente, fino al ruolo delle piccole comunità come cellule vitali della Polis. Questo libro è un manifesto per chi rifiuta la logica del profitto assoluto, l’omologazione globale e la dipendenza dalle grandi concentrazioni di potere, e sceglie invece di costruire – qui e ora – un futuro radicato, equilibrato e più umano.

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    La riscossa. Scritti e discorsi per gli italiani in trincea

    12.00

    Gabriele D’Annunzio

    “La Riscossa” è una raccolta di orazioni guerresche tenute da Gabriele d’Annunzio tra il novembre 1917 e il maggio 1918. Questa incredibile serie di interventi – per troppo tempo ignorati da una storiografia che opera per stroncare ogni manifestazione dell’orgoglio nazionale – rappresenta un contributo storico e poetico senza precedenti, incarnando al meglio lo spirito ardimentoso che contraddistinse il Vate d’Italia e le centinaia di migliaia di eroi che trovarono la morte nelle trincee della Grande Guerra. Dal sincero incitamento ai fanti della prima linea ai discorsi pronunciati dinanzi ai “ragazzi del ‘99”: tutto, in queste pagine, trasuda amor di Patria e ferrea volontà, sprezzo del pericolo e fede nella Vittoria. Parole scolpite nel marmo, che fanno da eco perenne al ricordo dei nostri caduti: un viaggio nella mistica del sacrificio e dell’onore, dove la vita e la morte assumono un significato più alto e più profondo, in connessione con ciò che ci trascende e che non passa.

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    La rivolta ideale 1993-1995. Nascita e tramonto del Movimento Sociale Italiano Vol. 2. L’ opposizione alla svolta di Fiuggi e la continuità ideale

    20.00

    Pietro Cappellari – Italo Linzalone

    A differenza di tutti i partiti della Prima Repubblica, il MSI è ancora fonte di ispirazione: il suo simbolo sopravvive, Almirante è spesso citato come un esempio e la parabola missina – uscita intonsa da Tangentopoli – è tuttora richiamata pubblicamente. Eppure il Movimento Sociale Italiano è stato, per mezzo secolo, la casa comune di tutti gli italiani che riconoscevano nel Fascismo un riferimento ideale, manifestando contenuti culturali e basi politiche estranee all’universo liberale. Queste pagine – che formano il primo dei due volumi – ripercorrono una parabola iniziata nel “cupo tramonto” della disfatta bellica e terminata a Fiuggi nel 1995. Ma c’è di più: raccontano la storia mai scritta di coloro che lottarono per rimanere fedeli alle idee di sempre e e per impedire che il bagaglio politico, culturale e spirituale – trasmesso loro dai reduci della RSI – andasse disperso.

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    La rivolta ideale 1993-1995. Nascita e tramonto del Movimento Sociale Italiano. Vol. 1. Le radici, l’identità e l’opposizione al sistema

    20.00

    Pietro Cappellari – Italo Linzalone

    A differenza di tutti i partiti della Prima Repubblica,  il MSI è ancora fonte di ispirazione: il suo simbolo sopravvive, Almirante è spesso citato come un esempio e la parabola missina – uscita intonsa da Tangentopoli – è tuttora richiamata pubblicamente. Eppure il Movimento Sociale Italiano è stato, per mezzo secolo, la casa comune di tutti gli italiani che riconoscevano nel Fascismo un riferimento ideale, manifestando contenuti culturali e basi politiche estranee all’universo liberale. Queste pagine – che formano il primo dei due volumi – ripercorrono una parabola iniziata nel “cupo tramonto” della disfatta bellica e terminata a Fiuggi nel 1995. Ma c’è di più: raccontano la storia mai scritta di coloro che  lottarono per rimanere fedeli alle idee di sempre e e per impedire che il bagaglio politico, culturale e spirituale – trasmesso loro dai reduci della RSI – andasse disperso.

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    La Rivoluzione Conservatrice

    30.00

    Armin Mohler

    Movimento intellettuale complesso e affascinante – nato tra le macerie della Prima guerra mondiale e spentosi con l’avvento del Terzo Reich – la Rivoluzione Conservatrice non fu né semplice reazione né precursore del nazionalsocialismo: fu un intreccio di correnti e autori – da Jünger a Spengler, da Moeller van den Bruck a Niekisch, fino a Carl Schmitt – che tentarono di pensare un futuro oltre il liberalismo, l’individualismo e il materialismo della modernità. In quest’opera monumentale, Armin Mohler ricostruisce genealogie, famiglie ideali, riviste e gruppi che animarono la Repubblica di Weimar, offrendo un repertorio senza eguali di idee, figure e tensioni politiche. Lontana dall’essere un blocco monolitico, la Rivoluzione Conservatrice appare qui come una costellazione di voci accomunate dalla volontà di coniugare radici e rinnovamento, tradizione e rivolta. Un classico imprescindibile, finalmente ripubblicato nella sua interezza, per comprendere le fratture del Novecento europeo e le sfide – ancora attuali – tra modernità, tecnica e identità.

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    La rivoluzione delle anime

    Il prezzo originale era: €12.00.Il prezzo attuale è: €8.40.

    Leon Degrelle

    La rivoluzione delle anime”, scritto da Léon Degrelle nel 1938, non era mai stato tradotto in lingua italiana. Si tratta di un’opera inedita, la cui intensità poetica è pari solo alla statura dell’autore: una testimonianza preziosa, capace di oltrepassare la barriera dello spazio e del tempo, trasmettendo il coraggio e la consapevolezza di una weltanschauung eroica, verticale e solare. Un impareggiabile contributo alla Formazione di quella élite militante e differenziata che ha il compito di custodire e trasmettere – oggi più che mai – la straordinaria eredità della lunga memoria europea.

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