Italica gens. Memoria e immaginario politico dei cavalieri cittadini (secoli XII-XIII)

Enrico Faini

Visualizzazione del risultato

  • 0 out of 5

    Italica gens. Memoria e immaginario politico dei cavalieri cittadini (secoli XII-XIII)

    27.00

    Perché gli intellettuali dell’età comunale cominciarono a scrivere la storia della propria città? Forse anche per insegnare ai più giovani i rudimenti della cultura politica e della comunicazione pubblica: bisognava abituarli a pensare e a parlare come un collettivo, spingendoli alla tutela dell’honor della loro città, e le storie locali costituivano un formidabile veicolo per la trasmissione dei valori. In un’epoca celebre per la conflittualità e la violenza, lasciare la parola alle cronache e ai personaggi che le popolano permette di riconoscere spazi di confronto dialogici, diversi dalla singola realtà urbana e più vasti di essa. Permette inoltre di apprezzare l’estensione che possedevano concetti come libertà ed eguaglianza: non tra le persone, ma tra i poteri e i soggetti collettivi.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 232

    Stampato nel 2018 da Viella

    Quick view