La Notitia Dignitatum – Immagini e simboli del tardo impero romano

Edizioni di Ar

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    La Notitia Dignitatum – Immagini e simboli del tardo impero romano

    28.00

    Fin dal suo ritrovamento nel corso del XV secolo, la Notitia Dignitatum ha rappresentato uno dei documenti fondamentali per la conoscenza e la comprensione della storia romana tardoantica. A questo “registro delle cariche” militari e civili dell’Impero – offerto qui, per la prima volta, al lettore moderno, nella sua integrità cromatica – si rivolge lo studio di Beniamino M. di Dario, ponendone in risalto la complessa matrice pagana. Un’accorta e dettagliata ermeneutica del simbolismo che la Notitia presenta restaura così la possibilità di una lettura ‘integrale’, e più propria, di questo libro araldico della romanità.

    Brossura pag. 140 con diverse illustrazioni a colori

    Stampato nel 2006 da Edizioni di Ar

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    La peste scarlatta

    10.00

    Una letale epidemia che provoca l’estinzione quasi completa dell’umanità; il ricorso alla guerra batteriologica per annientare il “pericolo giallo”. Questi gli eventi apocalittici preconizzati nei due racconti di Jack London qui presentati in una nuova versione italiana. Nel primo (La peste scarlatta), ambientato nella California del 2073, una piccola comunità di sopravvissuti deve misurarsi con un ambiente primitivo in cui ogni traccia di civiltà è scomparsa. L’invasione senza precedenti rappresenta invece il risveglio della Cina a opera del Giappone e la sua trasformazione in potenza mondiale. Per non soccombere all’avanzata dell’immensa massa asiatica, l’Occidente dovrà impiegare un’arma silenziosa e apparentemente innocua che si rivelerà più efficace di qualsiasi arma convenzionale. Entrambi i racconti sembrano anticipare, con sorprendente preveggenza, i timori connessi al destino della nostra civiltà e ai suoi assetti precari, minacciati dagli squilibri demografici tra le varie aree del pianeta e dall’irruzione di nuovi flagelli.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 96

    Stampato nel 2016 da Edizioni Ar

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    La politica religiosa di Giuliano l’Apostata

    18.00

    «Della politica [di Giuliano] è lecito dire che seguì sviluppo lineare e coerente; che fu accorta politica: voluta e fatta da un uomo il quale non si lasciò mai dominare da altri interessi che quelli superiori […] della fede in cui militava». Un libro dalle molte qualità, questo studio di Goffredo Coppola sull’imperatore Giuliano. Prosa incisiva ed elegante. Una analisi acuminata dalla simpateticità, consapevole e sorvegliata, con l’imperatore. Una raffinata ricostruzione dello Zeitgeist. Si delinea in questo scritto un approccio morfologico, quasi spengleriano, che permette a Coppola di oltrepassare i limiti delle concezioni storiografiche di una epoca che nemmeno aveva chiara percezione del periodo tardoantico.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm.

    Stampato da Edizioni di Ar

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    La rigenerazione del Reich

    20.00

    Proscritta a suo tempo come battistrada del fascismo e del nazionalsocialismo, l’opera di Spengler è attualmente oggetto di un interesse nuovo da parte della cultura accademica ufficiale. In questo testo, il “filosofo della crisi” abbandona la diagnosi delle deritmie moderne e si concentra sul modo per restituire il proprio tempo all’ordine e alla rettitudine.

    Brossura 13,5 x 20,5 cm. pag. 198

    Stampato nel 1992 da Edizioni di Ar

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    La rivoluzione pagana

    20.00

    Si è soliti pensare al Paganesimo come all’epoca che precede la religione venuta di Galilea. In realtà Paganitas non è una semplice stagione estinta. Il suo sentimento del mondo e le sue visioni innervano di sé i secoli e conoscono, soprattutto nel Novecento, sorprendenti risorgive. Luca Leonello Rimbotti si concentra proprio su tale fluire e rifluire e ne ‘spiega’ l’essenza. Di fronte agli occhi del lettore il Paganesimo si schiude allora come imperituro mondo della natura – la natura che vuole, che esige, la lotta -, come sentimento accresciuto della vita, come semenzaio di simboli e miti eroici, come reattività estrema dell’ordine contro il disordine, come “grande passione” olimpica, come panorama dove la Forma serenamente splende e parla, dove il divino è ovunque ed è potenza. Così stabiliscono le figure magnanime della Paganitas: dall’imperatore Giuliano, asceta della conservazione, a Nietzsche, alunno di Dioniso e terribile prognostico del tempo del nichilismo. Ma ciò suggeriscono anche Parmenide, Klages, Vico, Machiavelli, Jung, certi irrequieti del primo Novecento italiano, l’inesauribile teoria di pensatori e ‘poeti’ che Rimbotti considera nella propria ricognizione. Una controstoria del pensiero europeo, questa storia del Paganesimo.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 116

    Stampato nel 2006 da Edizioni di Ar

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    La spada giapponese

    12.00

    La spada, uno dei tre emblemi del divino che Ninigi scendendo dal Cielo porta con sé sulla terra, in quanto simbolo regale e della casta dei samurai, nel Giappone tradizionale viene sentita e considerata come l’anima del guerriero (bushi). Completato da un significativo apparato iconografico, questo testo è un breve viaggio tra le spade giapponesi, la liturgia della nobile arte, nonchè tra le figure degli artieri spadai e le loro opere.

    Brossura 14,50 x 21,50 pag. 40 + 96 di foto b/n e colori

    Stampato nel 1998 da Ar

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    La via romana al divino

    16.00

    Con questo studio, l’autore tenta di ricostruire in maniera organica l’interpretazione del culto romano e, più in generale, della civiltà di Roma, data da Julius Evola. Di Dario individua i passaggi-cardine della sua configurazione sviluppando gli accenni presenti nei testi evoliani – compresi alcuni saggi e scritti d’occasione – e soprattutto ripercorrendo lo svolgimento dell’idea di tradizione nella fondamentale opera Rivolta contro il mondo moderno.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm.

    Stampato da Edizioni di Ar

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    La volontà di potenza. Tentativo di rovesciamento di tutti i valori.

    90.00

    Friedrich Nietzsche

    Questa versione integrata dal testo vuole significare un atto di venerazione, offerto da “buoni Europei” in italiano, di queste reliquie del pensiero di Nietzsche, sovente denigrate come reliquati: bellici nel migliore dei casi – relitti delle guerre scatenate dai fascismi contro le democrazie nel secolo XX. Vuole essere pure un rispettoso ricordo della sincerità, della onestà e della bravura di quanti hanno contribuito a stabilire, oltre un secolo fa, il testo di queste annotazioni del filosofo tedesco, nonché di coloro che, circa un secolo fa, lo hanno volto tradurre che, nonostante la, invidiosa, opinione di alcuni sofi universitari, deve ritenersi felice.

    4 volumi in brossura con cofanetto rigido, 15 x 22 cm. pag. 1400

    Testo in lingua italiano/tedesco

    Stampato nel 2024 da Ar

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    Langobardìa – I Longobardi in Italia

    40.00

    L’opera non soltanto minuziosamente ricostruisce tutto l’arco della presenza longobarda in Italia, includendovi anche le vicende, spesso trascurate, della Longobardìa minor, ma si interessa, con ricchezza di particolari e profondità di analisi, alle istituzioni e alla società dei Longobardi. L’Autore si sofferma innanzitutto sulle trasformazioni della regalità, mettendo ad esempio in luce l’importanza dell’editto di Rotari come decisivo passaggio dall’ordinamento giuridico del popolo all’ordinamento giuridico del re, e, ancora, il progressivo abbandono della prassi dell’elettività assembleare a tutto vantaggio di una regalità fondamentalmente dinastica. Ancora più significative sono le riflessioni riservate all’esame della tribù longobarda, con un recupero della concezione dell’etnia radicata su fattori oggettivi e non impermeabile ai fattori esterni, definita come “un organismo politico-militare ed etnico-culturale dotato di una sua specifica autonomia e identità e con un solido retaggio di tradizioni giuridiche, linguistiche e religiose unito a precisi miti etnogenetici”. In buona sostanza l’idea della tribù longobarda come comunità di sangue in grado di andare al di là dello stesso specifico clan di appartenenza, per dar vita ad un popolo capace di avere uno straordinario destino.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 401 + 6 di cartine

    Stampato nel 2013 da Ar

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    Le configurazioni del fascismo (1922 – 1923)

    13.00

    Secondo Pareto l’Italia post-1918 è ricca di forze centrifughe (le leghe rosse, il sindacato dei ferrovieri e dei tramvieri) e di forze centripete (plutocrati e borghesia produttiva) e rileva che ogni gruppo organizzato vuole impadronirsi del potere centrale, mentre le tendenze centrifughe sono meramente tattiche. Egli configura il fascismo come una forza politica di restasurazione del potere centrale tutt’altro che invisa alla plutocrazia, ma ricca, al proprio interno, di tendenze socializzatrici. In definitiva il fascismo al potere avrebbe configurato una sorta di governo di salute pubblica, nel quadro di una politica di riforme sociali condotta dall’alto. Edizione critica a cura di Francesco Ingravalle.

    Brossura 14,5 x 21,5 pag. 129

    Stampato nel 2012 da Ar

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    Letteratura Tradizionale – Imperialismo pagano

    20.00

    Quando apparve, nel 1928, questo testo veemente e visionario propose temi alti, che trattavano del rapporto tra l’uomo e i suoi Dei, dello Stato, dell’essenza della politica. Un’invettiva contro la deriva della civilizzazione, la domesticazione, cantata, piuttosto che sibilata, da un autore che cerca il meglio del cercabile: “respiro, libertà, luce”. “Affinché alcuni uomini siano restituiti ai lunghi cammini, al lungo pericolo, al lungo sguardo e al lungo silenzio; affinché passi il soffio del largo […] a ridestare gli incatenati di Occidente.”

    Brossura, 11,5 x 17 cm. pag. 164

    Stampato nel 1978 da Ar

    Condizioni del libro: usato

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    Lo stato commerciale chiuso

    15.00

    Lo Stato deve garantire la libertà della comunità – e soltanto di conseguenza quella degli individui che la compongono –, attraverso un modello autarchico che elimini la povertà e assicuri a tutti i consociati lavoro e benessere. Nel momento in cui l’interdipendenza economica degli Stati del tempo in cui Fichte scrive Lo Stato commerciale chiuso (1800) si è fatta “transtatualizzazione” dell’economia, le parole del filosofo tedesco suonano come un appello “regressista” rispetto alle teorie economiche e politiche riguardanti lo sviluppo della globalizzazione. Un appello che implica un regime economico che esclude il lusso configurando uno stile di vita destinato al soddisfacimento delle necessità vitali e non alla creazione di nuovi bisogni. In altri termini, visto dalla prospettiva odierna, Lo Stato commerciale chiuso è un modello economico-politico alternativo al capitalismo in via di globalizzazione.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. XXXVI + 136

    Stampato nel 2009 da Edizioni di Ar

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    Lo stile eroico

    12.00

    Severa e sublime, quest’opera è una stroria della filosofia eroica. L’Autore, primogenito del priore del santuario buddhista di Kyonen-ji e coltivatosi, negli anni ’20 del secolo scorso, nelle Università di Friburgo e Heidelberg (sotto la guida di Husserl e Jaspers), delinea i profili della condizione di eccellenza del guerriero giapponese. E riesce così a un poema che sgorga da una struttura saggistica.

    Brossura 13,5 x 20,5 cm. pag. 136

    Stampato nel 2002 da Edizioni di Ar

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    Lui il Capitano – Un colloquio votivo

    9.00

    In queste pagine risuonano parole di devozione che si prolungano in immagini contemplative: a ordinare e ornare la scrittura del colloquio, incentrato sulla vita del Capitano, concesso nel 1992 da Elena Codreanu a Claudio Mutti.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 74

    Stampato nel 2018 da Ar

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    Maravigliosamente

    12.00

    “Ancora una volta ci siamo trovati di fronte alla rappresentazione della Bellezza. Ancora una volta ci siamo slanciati verso di lei per abbrancarla e per comprenderla definitivamente e l’abbiamo sentita sfuggirci tra le dita – per trasformarsi in buio se ci era apparsa come luce, in luce se ci era apparsa come buio. Unico indizio che ci ha lasciato una sensazione di caldo sui polpastrelli”.

    Brossura, 14,5 x 21 cm. pag. 86

    Stampato nel 2018 da Ar

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    Mein Kampf

    60.00

    Autentico manifesto politico scritto con lo scopo di far comprendere il nazionalsocialismo (e il fascismo cui era intimamente connesso) nel suo senso più profondo, nella sua essenza, situandolo nelle ccongiunture geopolitiche e temporali. Espone le idee fondamentali del nazionalsocialismo contro il bolscevismo, la concezione del mondo e l’organizzazione del movimento, la sua propaganda. Analizza le politiche delle alleanze e gli orientamenti della Germania del primo dopoguerra e ribadisce il diritto dei popoli all’autodifesa. Questa edizione pubblicata dalle edizioni di Ar, riunisce ambedue i libri scritti da Hitler, il Mein kampf e il Mein Leben, in una edizione anastatica della Bompiani degli anni trenta con l’aggiunta di 32 pagine di illustrazioni che riportano gli acquerelli di Hitler, a colori e b/n.

    Rilegato, 14,5 x 21,5 cm. pag. 802 + 32 pagine fuori testo con foto a colori e b/n

    Stampato nel 2016 da Ar

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    Metafisica della guerra

    16.00

    Necessario alla libertà quanto la pace, il combattere è parte ineliminabile del destino dell’uomo. Questi testi divulgativi di Julius Evola sulla metafisica della guerra vanno alla cerca dell'”archetipo dell’eroe”. L’autore afferma che la contesa – tra gli uomini e dentro l’uomo – èsoltanto un aspetto del dissidio insito nelle cose del mondo, e va colta come occasione per sciogliere l’anima dal corpo, volgendola allo Spirito.

    Brossura 13,5 x 20,5 cm. pag. 168

    Stampato nel 2001 da Edizioni di Ar

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    Metafisica e politica in Julius Evola

    16.00

    Mancava, sinora, un testo in grado di riconoscere, attraverso una indagine rigorosa, le articolazioni fondamentali dell’opera di Julius Evola. Piero Di Vona, ordinario di storia della filosofia all’Università Federico II di Napoli, ne dà, in questo volume, una descrizione lucida e chiara, e giunge a rilevare come il nesso metafisica-politica sia essenziale per comprendere il pensiero evoliano e il punto di vista di ciascun suo scritto.

    Brossura 13,5 x 20,5 cm. pag. 166

    Stampato nel 2000 da Edizioni di Ar

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    Militia

    12.00

    Raccolte in questo volume (giunto alla quarta edizione italiana), le parole di passione del Comandante della 28° SS Freiwillige Panzergrenadier Division “Wallonie”, Léon Degrelle, che qui rievoca i momenti più sapidi della sua esistenza, sono un esercizio letterario di assoluta grazia. Parole potenti e “piene di dolcezza” descrizioni e meditazioni “che ardono”, “Militia” fa pensare, a tratti, a un Proust meno snervato, capace dell’incanto dell’evocazione ma pure dell’eroismo della pratica di vita. Un libro assolutamente da leggere e meditare con attenzione.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 116

    Stampato da Ar

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    Mishima e la restaurazione della cultura integrale

    12.00

    Scandito in quattro sezioni, questo saggio comincia illustrando il periodo ‘neo-romantico’ di Mishima, prosegue poi raccontando dell’attività dello scrittore nell’immediato dopoguerra e negli anni Cinquanta, momento in cui egli viene definendo, nella propria immaginazione, quell’ideale apollineo e solare cui rimarrà fedele fino a compiere suicidio. Nella terza e quarta parte del volume, Fino tratta della concezione di Mishima della cultura e della politica.

    Brossura 13,5 x 20,5 cm. pag. 104

    Stampato nel 1980 da Edizioni di Ar

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    Mito del regresso e nichilismo politico

    15.00

    In questo scritto l’Autore si propone di ricostruire la vicenda, teorica e politica, delle concezioni storiche regressiste, nonché della nascita, all’interno del paradigma storiografico del regresso, del nichilismo politico. L’antimodernità affermata dai mitologi del regresso diventa prassi politica attraverso il nichilismo politico, il quale non disdegna il ricorso agli strumenti più convenienti, a esempio quello del romanticismo dell’acciaio.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 144

    Stampato nel 2015 da Ar

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    Neanche fosse la fine del mondo

    Il prezzo originale era: €9.00.Il prezzo attuale è: €6.30.

    Silvia Valerio        Prezzo di listino: 9.00 (sconto 30%)

    Per fortuna in giro si dice che entro pochi mesi arriverà la fine del mondo… È questa profezia, una delle fake news che le leggi del marketing impongono di mettere in circolazione, a ridare il ritmo a un’umanità che di umano non ha più niente. Un ritmo incalzante pazzo di paura, pazzo di tremenda sincerità. Un ‘liberi tutti’ dove le maschere improvvisamente cadono. Ed è la “trasvalutazione di tutti i valori” e la “genealogia della morale” insieme, è un grido assordante (Dioniso, Cristo, Munch, un pazzo, o uno sconosciuto calpestato in una sala-conferenze che potrebbe somigliare alle nostre discoteche?) e il pianto soffocato nel cuore di un moribondo. È oggi, ieri o domani, o tutto il tempo concentrato in quel grido? È dolore e basta? È ferocia e basta? È fantasia e basta?

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 84

    Stampato nel 2019 da Ar

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    Nietzsche e la mitologia egualitaria

    17.00

    Pionieristico studio, spuntato in un clima affatto dissimile (di addomesticamento e indebolimento del pensiero nietzscheano), dove si interpreta l’opera di Nietzsche alla luce del suo senso ‘aristocraticissimo’ dell’esistenza. Sulla base di un ampio florilegio di brani originali, Romualdi afferma e ribadisce qui l’intenzione profonda del filosofo: ripulire il campo dello scibile da tutte quelle concrezioni e suggestioni che le favole egualitarie vi hanno deposto.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 262

    Stampato da Edizioni di Ar

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    Non ci sono innocenti (Romanzo)

    20.00

    C’è un antefatto: nel marzo del 1945, nelle campagne intorno a Vicenza, un manipolo di brigatisti neri dissotterra i cadaveri di alcuni partigiani e li getta sul sagrato della chiesa per vendicare i propri camerati che il prete si era rifiutato di seppellire. L’episodio illumina del suo livore quello che accadrà due decenni più tardi. L’azione salta al 1967, dove troviamo alcuni neofascisti veneti riuniti in una piccola stanza nel centro storico di Padova. Sono estranei alla galassia di partitelli dell’area: le loro parole sono diverse, le voci diverse, le intenzioni diverse. Leggono i classici del proprio firmamento ideologico e ne traggono spunto per interpretare il panorama di quegli anni, divisi tra l’ebbrezza del boom economico e un presagio di tempesta. Alla fine scivolano, forse per suprema autoironia, in un calcolo sanguinario: di quanti centimetri si sarebbe alzato il lago di Garda se ci avessero gettato dentro i cadaveri dei milioni di nemici che ritenevano di avere? Non cerca solo la vendetta ideologica il capo della banda, l’Autocrate. Cerca quell'”anello che non tiene” nel sistema borghese, nell’Italia delle ipocrisie istituzionalizzate (qui rappresentata con eccezionale cura documentaria) – il belpaese delle sofisticazioni alimentari, degli enti inutili che drenano denaro pubblico a palate, degli assassinii per noia e delle stragi per lucro, del Monte Toc, delle canzonette, degli amori vigliacchi e dell’intossicazione yankee. Il suo è il doppio tentativo di cavalcare tanto il fermento ribelle che monta da sinistra, convincendo i compagni a unire le forze contro il nemico comune, quanto l’ambiente dei militari. Tutto questo servendosi di armi sempre più spregiudicate, che non possono non contemplare, alla fine, il tritolo. È la storia vera di Freda, di Ventura e dei membri dei loro gruppi tra il ’67 e il ’69.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 414

    Stampato nel 2016 da Ar

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    Odoacre – L’irruzione tribale di un uomo di guerra nel paesaggio dell’Impero

    15.00

    Quella di Odoacre è una figura che riaffiora tra le reminiscenze scolastiche di ciascuno perché legata a un evento che nella nostra cultura ha assunto, in modo improprio, il valore di una cesura epocale: la deposizione per mano di questo comandante barbaro arruolato nell’esercito imperiale del princeps Romolo “Augustolo”, poco più che un bambino, nell’anno 476, termine che viene convenzionalmente adottato quale momento della “fine” dell’impero romano (poiché dopo Romolo Augustolo non ci fu più alcun imperatore in Occidente) e, più in generale, del trapasso dall’età antica al medioevo. In realtà una simile concezione è del tutto impropria, non solo perché, com’è ovvio, un’epoca, con la civiltà che in essa si espresse, non cessa certo di esistere in un giorno, ma anche perché l’impero romano continuò la propria vita a lungo, di fatto e di diritto, nella sua pars Orientis, con un Augusto assiso sul trono a Costantinopoli. Prefazione di Claudio Azzara.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm., pagg. 128, alcune ill.

    Stampato nel 2018 da Ar

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    Orientamenti

    12.00

    Gli undici punti della visione del mondo di Evola. Con i saggi di Enzo Erra, Giovanni Damiano, Piero Di Vona, Roberto Melchionda e Giovanni Perez che – da generazioni diverse – si confrontano con il testo.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 120

    Stampato nel 2000 da AR

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    Origini indoeuropee

    60.00

    La fisionomia di una lingua può dare ragguagli sulla fisiologia (esulla fisio­gnomica) di un popolo dimenticato dalla storia, restituirnei segni dell’indole, il temperamento ideale, le necessità ideologiche,i valori e i casi vitali? Lo studio dei semi di un idioma puòrichia­mare l’aroma dell’humus umano in cui affondavano? E ancora: unaomogeneità linguistica può far presupporre l’omogeneità etnica tra iparlanti? Tanti miraggi e presagi ci dischiudono queste Origini indeuropeedi Giacomo Devoto, ricerca sostenuta dal più severo e limpido rigorescientifico, inaudito patrimonio di notizie geografiche,antropologiche, etnologiche, caposaldo delle tesi di indeuropeistica,necessario rimando per chi voglia rendersi consapevole delle ascendenzedella propria lingua (e quindi della propria forma mentis, ovvero della propria forma animi) e perfezionarne, radicalizzandolo, l’impiego. Oltre il limes specialistico, oltre il positivismo della parola – la Urlandschaft, l’arcaico universo (senza parole), degli Iperborei?

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 576

    Stampato nel 2008 da Edizioni di Ar

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    Paesaggi dell’Italia centrale

    14.00

    Johann Jakob Bachofen

    In queste pagine, non incontriamo […] tanto Roma, nata a forza di volontà e intelletto su un terreno insalubre, quasi a presagire il proprio compito nella storia mondiale, quanto piuttosto i popoli vicini, più strettamente legati alla natura fisica delle regioni che li ospitavano. Per Bachofen “non esiste pedagogo più inflessibile della terra”, e “migliaia di fili, gran parte dei quali invisibili, legano l’intera civiltà di un popolo alla sede che occupa e determinano tra gente e luogo quell’armonia che è il fine di tutto, a cui tende, anche inconsapevolmente, ogni aspirazione”.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 100

    Stampato nel 2019 da Ar

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    Parole Sorgive

    25.00

    Giacomo Devoto

    L’oggetto indagato da Devoto è sostanzialmente la grande famiglia indoeuropea e poi quella italica, che dalla prima discende, con linguaggio chiaro e profondo al contempo e con notevole sensibilità storica. Lo scopo del libro è capire che il futuro e passato che “si protende in avanti” e che, quindi, rievocare il passato italico significherà “richiamarne alla vita dell’avvenire l’idea e il modo di essere”.

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    Pensieri antimoderni

    11.00

    La curatrice, Anna K. Valerio, traduce le proprie impressioni di lettura e sintetizza il significato dell’eresia daviliana nella storia del pensiero e della scrittura. Storia interrotta, incantata, dallo stile dell’ hidalgo sapiente nato a Bogotà, come la raccolta scelta di passi celebri in questo volume, saprà testimoniare.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 115

    Stampato nel 2008 da Edizioni di Ar

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    Per i Legionari – Guardia di Ferro

    30.00

    «Non tengo conto di alcun genere di regole imposte agli autori di libri. Non ho tempo. Scrivo a precipizio dal campo di battaglia, in mezzo agli attacchi nemici». Così il capitano Corneliu Codreanu prende a narrare la storia della propria vita e della proprie battaglie, descrivendo il periodo che va dal 1919 al 1933. Si scopre, in questo testo, la “genealogia” del movimento legionario romano, e, attraverso i più significativi tratti della figura del suo capo, si intuisce la fatale necessità del suo ingresso nella lotta.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 282 con circa 7 foto foto b/n

    Stampato nel 2005 da Edizioni di Ar

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    Per un soldato

    12.00

    All’origine della presente raccolta di aforismi del filosofo tedesco Oswald Spengler, pare ci fosse la richiesta, formulata da un soldato, di poter disporre di un compendio del suo pensiero che lo tonificasse nell’azione. La nipote del filosofo si accinse così all’opera di estrazione delle formule più incisive di quell'”amanuense del Destino” che Spengler fu.

    Brossura 13,5 x 20,5 cm. pag. 112

    Stampato nel 1995 da Edizioni di Ar

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    Per un’altra modernità – Scritti su Evola

    12.00

    Raccolta di scritti che rappresenta un’indagine su alcuni snodi non dei più secondari dell’opera evoliana, ma anche il tentativo di mettere alla prova la “tenuta” della ricostruzione “genetica” della modernità presente nelle pagine di “Rivolta contro il mondo moderno”. Un’indagine certo non molto accondiscendente verso il suo “oggetto”, ma neppure irrispettosa. Semplicemente, priva di troppi riguardi formali e di nostalgiche devozioni.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 88

    Stampato nel 2013 da Ar

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    Per una primavera di bellezza

    12.00

    Queste pagine descrivono due fioriture, spuntate negli orridi della Grande Guerra: lo Ubermensch-uomo superiore e il poeta-soldato dannunziano; riferiscono quindi di una infiorescenza: il Fascismo. Nietzsche e d’Annunzio: il loro sapere fu un fare, la loro esistenza un commento delle opere e le loro opere un commento dell’esistenza. Le parole di Ingravalle narrano del Vate, dell’esteta in armi; e parlano di Mussolini, l’arringatore e capitano di ventura.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 108

    Stampato nel 2019 da Ar

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    Preistoria e storia della regioni d’Italia. Una introduzione

    20.00

    Giacomo Devoto – Gianna G. Buti

    Il professor Giacomo Devoto presentò, in questo volume tratto dall’enciclopedia “Tuttitalia”, una vasta panoramica dei problemi preistorici riguardanti tutte le regioni d’Italia. Egli affrontò l’argomento dell’antica storia italica seguendo il suo metodo gnoseologico, che sommava le emergenze storico-archeologiche ai risultati della linguistica. Ogni zona della penisola viene studiata e analizzata con la sua stessa attenzione, con il medesimo interesse culturale, qualunque ne sia l’estensione territoriale e la consistenza economica.

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    Prolegomena sul patriottismo

    23.00

    Preambolo di Franco G. Freda. Questo volume si propone d’esaminare alcune importanti questioni preliminari relative al problema della patria e di mettere in rilievo alcuni criteri e fenomeni concomitanti del sentimento patriottico. Il libro si articola in quattro sezioni: il mito della patria; amor di patria e sentimento del focolare domestico; la sociologia dello straniero; la sociologia delle canzoni nazionali. L’Autore, sociologo tedesco naturalizzato italiano (Colonia 1876 – Roma 1936), fu professore di economia politica a Basilea (1914-18), e dal 1929 professore a Perugia. Sulla scia degli studî di Pareto e Mosca, approfondì la sociologia del partito politico in età moderna. Gli si deve la cosiddetta legge ferrea dell’oligarchia, punto d’arrivo dei suoi studî sul processo di formazione delle élites. Attraverso i suoi studi, sviluppò un atteggiamento sempre più pessimistico sulle possibilità di un autogoverno democratico, e si avvicinò, quindi, al fascismo.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 291 + IX

    Stampato nel 2011 da Edizioni di Ar

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    Religiosità indoeuropea. Humanitas

    12.00

    “Questo libro è nato dal mio interesse per l’aspetto razziale, in questo caso per la «razza dell’anima», del mondo indoeuropeo e venne elaborato come testo di una conferenza. In particolare, la stesura del mio libro Die Nordische Rasse bei den Indogermanen Asiens (1934) mi ha portato più volte ad occuparmi del mondo religioso indoeuropeo; a ciò si aggiunga la battaglia che ferve nella nazione tedesca per la creazione di nuovi valori religiosi, e che ha ispirato molti pensieri di questo libro. Sempre e di nuovo il popolo tedesco e il singolo tedesco risponderanno ai quesiti religiosi in senso propriamente nordico-indoeuropeo sia all’interno di questa o quella confessione, che al di fuori di ogni chiesa e di ogni confessione. Questo scritto vuole contribuire a ricordare quale sia il sentimento religioso che possa interiormente unificarci come tedeschi — e come Germani tutti — anche se appartenenti a «confessioni» che ci appaiono lontane l’una dall’altra”.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 100

    Stampato nel 2011 da Edizioni di Ar

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    Risguardo IV

    20.00

    Volume corale del 1983, che richiama alla memoria dei lettori, i vent’anni delle Edizioni di Ar. A cura di Franco G. Freda, comprende due fondamentali scritti dell’editore, che introducono e sigillano gli interventi dei vari collaboratori e amici con cui egli ha condiviso il proprio “senso” del mondo, la propria “immagine” del mondo, e, talora, la propria “idea” del mondo.

    Brossura, 13 x 20,5 cm. pag. 364

    Stampato nel 1985 da Ar

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    Rta – Di alcune parole indo-europee significanti. Diritto Legge Giustizia

    10.00

    Con questa sua scrittura l’Autore affronta il tema della ricostruzione dei vocaboli indoeuropei impiegati a esprimere le nozioni-significazioni di “diritto” “legge” “giustizia”. Egli afferma che “tra le parlate della maggior parte di Europa e di una porzione dell’Asia, la scienza del linguaggio ha dimostrato non solo l’affinità genetica, tipologica e di contatto, ma soprattutto la loro discendenza: giacché esse rimontano tutte a una Madre-lingua comune, parlata, migliaia di anni fa, da un popolo, il quale, moltiplicato e diviso, nel corso dei secoli, dette origine alle nazioni Indo-Europee”.

    Brossura, 15 x 21,5 cm. pag. 55

    Stampato nel 2013 da Edizioni di Ar

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    Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane

    28.00

    Per l’autore il fattore degenerativo dominante del mondo occidentale è la confusione delle razze; ciascuna di loro differisce dalle altre non tanto per fisionomie quanto per strutture e dinamiche psichiche, le quali esercitano diretta influenza sulle forme politiche.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 306

    Stampato nel 2016 da Ar

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    Schonheit im olympischen kampf

    90.00

    Dopo “Trionfo della volontà” (1934) – per il quale Hitler, dotato di sicure qualità artistiche, pare averle suggerito l’innovazione della ripresa con l’obiettivo in movimento -, è la volta di “Olimpya” (1936), la pellicola da cui sono tratti i fotogrammi che scandiscono questo volume. A conferma del fatto che essi sono stati scelti non con il criterio funzionale della ricognizione documentaria, ma sul paradigma incondizionato della bellezza, della Kalokagathìa, riportiamo una nota dell’Autrice: “Sognai come la statua si trasformasse in un uomo di carne e sangue, mentre al rallentatore il disco cominciava a vibrare (…) Le statue si trasformano in danzatrici del tempio che si consumano nelle fiamme, il fuoco olimpico di cui s’infiamma la fiaccola che dal tempio di Zeus viene portata alla moderna Berlino del 1936”. L’Interesse quì è dato dalla chiarità, espresse in immagini vive di come la bellezza per la Riefenstahl si irradi attraverso metamorfosi rdinate e armoniche: echi e risonanze delle metamorfosi elevate dall’arte ellenico-romana a forme canoniche, ovvero a idee, della realtà.

    Brossura, 24 x 32 cm. pag. 284 interamente illustrate con foto b/n, didascalie in cinque lingue

    Stampato da Edizioni di Ar

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    Scritto sulla neve – Diario di un cappellano militare in Russia. Gennaio 1943

    13.00

    “La conquista di Nikolajewka era stato un atto di volontà caparbia e disperata, l’entusiasmante, generoso e folle gesto di una Divisione [la Tridentina] che si era buttata allo sbaraglio nel supremo atto dell’eroismo alpino: o la va o la spacca, e cioè o si vince o si muore. Era stata la fredda, impressionante avanzata di una marea di gente che, ubbidendo al gesto epico del comandante, [il generale Luigi Reverberi] che dall’alto del semovente urlava Tridentina, avanti!, aveva investito cannoni e mitragliatrici con la feroce voluttà della belva ferita e la noncuranza di chi non sa più distinguere tra la vita e la morte.”

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 148

    Stampato nel 2018 da Ar

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    Senza quartiere – La lotta della CEKA

    14.00

    La CEKA – Commissione straordinaria per combattere la controrivoluzione, il sabotaggio e la speculazione – viene istituita per volontà di Lenin il 7 dicembre 1917. La sua fondazione coincide con uno dei momenti più convulsi e drammatici dell’avventura boolscevica: l’ondata anarchica che tende a sommergere i sovièt dall’interno, e la guerra civile con le armate bianche alla frontiera. A guidarla un “giacobino proletario”, un “monaco in uniforme”, Feliks Dzerzinskij. Questo compedio biografico – nel centenario di quell’autunno eurasiatico – intende significare rispetto per una “grande passione” che in quell’uomo si congiunge con una ideologia per favorirne e confermare il trionfo.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 106

    Stampato nel 2017 da Ar

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    Sintesi di dottrina della razza

    20.00

    Julius Evola

    Chiarendo da una prospettiva tradizionalistica l’effettivo significato di ogni teoria sulla razza, questo saggio evoliano delinea una propria ‘dottrina della razza’. Partendo dal principio della tripartizione dell’essere umano in corpo, anima, spirito, vengono considerate per analogia le connessioni, le corrispondenze e le consonanze tra i diversi stadi- gradi della razza: la sfera corporea (‘materiale’), quella animica, quella infine spirituale.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 280 con varie illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da Edizioni di Ar

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    Sul futuro delle nostre istituzioni educative

    22.00

    Da qui si dovrebbe ripartire – da questo fondamentale, insuperato testo giovanile nietzscheano, composto nel 1872 – per ripensare, riformare, rivoluzionare la scuola e la cultura. Non già per ridiscuterle, perché questo è un libro di certezze, di ingiunzioni, di assiomi: non è un’operina dialettica e possibilistica. É grande politica applicata al ‘sacramento’ della formazione. E l’inno al genio, all’eccezione, pieno di orrore per Rousseau, per l’illusione egualitaria, per la fola modernissima del “se provo, riesco”, per le mandrie affamate di sapere – perché sapere è potere -, che pretendono di invadere tutto, licei, università, accademie, tutto. La scuola secondo Nietzsche dovrà insegnare a ciascuno a stare al posto proprio. Sarà una scuola di maestri che sconvolgono, non di predicatori che consolano. Di geni che si perfezionano, non di idioti velleitari. Altro che il ’68 di un secolo dopo, altro che la fantasia, i fumi e le canzonette! Altro che la contestazione dell’onda fiacca del Duemila! Altro che l’oscena ipocrisia dell’obbligo scolastico. il rischio da tenere sempre presente quando si tratta di pedagogia: “lo stupido istruito ha solo un campo più vasto per praticare la propria stupidità”.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 204

    Stampato nel 2010 da Edizioni di Ar

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    Sul senso della storia

    12.00

    Dalla concezione di storia dei Greci arrivando a Nietsche ed Heidegger Locchi prende le mosse per indicare un nuovo senso della storia, libero dalle strettoie della necessità e dai lacci dell’inevitabile. Con quel che ne consegue: riconquistare il destino storico dell’uomo, sottrarsi alle visioni apologetiche del presente, ribellarsi alla pretesa fine della storia, minare alla base le letture universalistiche del divenire storico, riaffermare il carattere aperto, libero, imprevedibile, mai certo della storia.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 131

    Stampato nel 2016 da Ar

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    Ten chu

    18.00

    “Castigo del Cielo”: questo temine è molto significativo delle concezioni religiose dei Giovani Ufficiali giapponesi, che si ritenevano semplici esecutori della volontà celeste, non responsabili delle loro azioni. I loro atti di violenza avvengono sempre nel rispetto di quello stile guerriero che permette di uccidere con nobiltà. La loro violenza desta stupore nell’occidentale, perchè è feroce e compita, barbara e raffinata, inesorabile e liturgica, confermando quella identità del tragico e del sublime, della violenza e del sacro propri alle società tradizionali. Quest’opera tratta di questo argomento poco conosciuto della storia del Giappone moderno: gli uomini e le azioni dell’Estrema Destra nipponica nel periodo che va dalla fine del feudalesimo (1868) alla fine del parlamentarismo (1936), con particolare attenzione al cosiddetto fascismo giapponese.

    Brossura 13 x 20,50 cm. pag. 240 + 24 di foto b/n

    Stampato nel 1995 da Ar

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    Teoderico

    20.00

    “Fu Teoderico uomo nella guerra e nella pace eccellentissimo, donde nell’una fu sempre vincitore, nell’altra beneficò grandemente le città e i popoli suoi. Accrebbe Ravenna, instaurò Roma, ed eccetto che la disciplina militare, rendè a’ Romani ogni altro onore; contenne dentro ai termini loro, e sanza alcuno tumulto di guerra, ma solo con la sua autorità, tutti i re barbari occupatori dello Imperio; edificò fortezze intra la punta del mare Adriatico e le Alpi per impedire più facilmente il passo ai nuovi barbari che volessero assalire la Italia. Mediante la virtù e bontà sua, non solamente Roma e Italia, ma tutte le altre parti dello occidentale imperio, libere dalle continue battiture che per tanti anni, da tante inundazioni di barbari avevano sopportate, si sollevarono, e in buono ordine e assai felice stato si ridussero.” Premessa di Claudio Azzara.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 162

    Stampato nel 2019 da Ar

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