Castelli angioini e aragonesi nel regno di Napoli

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    Castelli angioini e aragonesi nel regno di Napoli

    45.00

    E’ la prima volta che viene tentata un’analisi complessiva dell’architettura fortificata sul territorio dell’Italia centro-meridionale, corrispondente all’estensione dell’antico regno di Napoli. Al giudizio critico sulla produzione architettonica, che si è estesa in un territorio comprendente quasi metà della penisola italiana (Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e basso Lazio, Basilicata, Calabria), è stata premessa un’analisi del contesto storico e dell’evoluzione che l’architettura fortificata ha avuto nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento, non tralasciando l’esame dei documenti dell’epoca relativi all’organizzazione difensiva ed all’amministrazione statale dei castelli. La documentazione iconografica, 255 tra fotografie e disegni, nel suo carattere unitario, è l’unica oggi esistente.

    Rilegato, 21 x 29 cm. pag. 260 con circa 255 foto e cartine b/n e colori

    Stampato nel 1982 da Rusconi

    Condizioni del lbro: nuovo

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    Castle to Fortress – Medieval to Post-Modern Fortifications in the Lands of the Former Roman Empire

    39.00

    In tutta l’Europa occidentale la lunga tradizione di costruzione dei castelli, assunse la sua forma più sofisticata nel tardo periodo medievale e poi, in risposta allo sviluppo delle armi da polvere da sparo, subì un cambiamento fondamentale: dal castello alla fortezza. Questo, il secondo volume di un nuovo studio altamente illustrato sulla fortificazione medievale, offre una visione affascinante dell’ultima grande epoca dei castelli e dei secoli di violenza e conflitto di cui facevano parte. Traccia i progressi compiuti tra il dodicesimo e il quindicesimo secolo, osservando in particolare la forma che queste fortificazioni hanno assunto in contesti tanto diversi come l’Italia, il Galles, la Francia e la penisola iberica. Molti considererebbero questo periodo nella storia dei castelli come l’età classica. Fu seguita da una fase di relativo declino quando le condizioni della guerra cambiarono e i castelli dovettero essere adattati per far fronte alla potenza dei cannoni. Il castello convenzionale cedette il passo a nuovi stili di fortificazione. Ma, come dimostrano gli autori, erano ancora fattori essenziali nei calcoli e nelle campagne militari: erano di importanza strategica e tattica ovunque ci fosse un tentativo di conquistare o mantenere il territorio.

    Rilegato, 16,5 x 24 cm. pag. 256 con circa 80 foto a colori

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2019 da Pen & Sword

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    I castelli dei crociati

    18.50

    Ben prima di divenire il celebre Lawrence d’Arabia, in gioventù Thomas Edward ha già attraversato in lungo e in largo il Vicino Oriente, studiandone i castelli e le fortezze medievali, e raccogliendo le proprie osservazioni di archeologo autodidatta nella tesi che gli vale il massimo dei voti a Oxford. In viaggi ed esplorazioni attraverso la Siria ottomana dei primi del Novecento, raccoglie una serie di note, appunti, disegni e fotografie che gli consentiranno, appena ventiduenne, di mettere in discussione le teorie archeologiche più affermate dell’epoca. Lawrence ritiene infatti che i crociati abbiano portato con sé dall’Europa – e non appreso sul luogo, come sostenuto da altri studiosi – le proprie conoscenze di costruzione militare, adeguatesi solo in seguito al diverso scenario arabo e alle differenti tecniche d’attacco del nemico. Oltre a provare il valore archeologico della ricerca di Lawrence, il testo qui pubblicato con l’apparato fotografico e i disegni originali dell’autore, e accompagnato dalle approfondite note bibliografiche dello storico Denys Pringle, è un’importante testimonianza della formazione culturale del condottiero della rivolta nel deserto.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 230 illustrato con oltre 120 foto e disegni

    Stampato nel 2018 da Castelvecchi

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    Siege Warfare during the Crusades

    39.00

    Gli assedi hanno avuto un ruolo chiave nelle crociate, ma tendono ad essere oscurati dalle famose battaglie combattute tra i Franchi e i Musulmani, e negli ultimi tempi non è stato pubblicato alcuno studio dettagliato sull’argomento. Quindi il libro di Michael Fulton diventa un punto di riferimento su questo tema. Lo studio analizza la storia della guerra d’assedio in Terra Santa da ogni angolazione: la tattica e la tecnologia, le fortificazioni, la composizione degli eserciti opposti e il modo in cui gli assedi hanno plasmato la strategia franca e musulmana in ogni fase del conflitto. Vengono esplorate le differenze e le somiglianze tra le tradizioni orientali e occidentali, così come l’impatto del mutevole equilibrio di potere nella regione. Le conclusioni potrebbero sorprendere alcuni lettori. Né i musulmani né i franchi possedevano un netto vantaggio nella tecnologia o nelle tattiche d’assedio, le loro fortificazioni riflettevano scopi diversi e un ambiente politico in evoluzione e, sebbene ci fossero miglioramenti nelle tecnologie e nelle fortificazioni, l’essenza della guerra d’assedio rimase relativamente coerente.

    Rilegato, 17 x 24,5 cm. pag. 256 con circa 50 illustrazioni b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2019 da Pen & Sword

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    Siege Warfare Operations Manual – From ancient times to the beginning of the gunpowder age

    34.00

    La guerra d’assedio è una forma impegnativa di combattimento, che occupa un posto particolare nell’ambito della storia militare. In contrasto con il combattimento mobile, un assedio si concentra su una posizione fissa, sia che si tratti di una semplice fortezza collinare o di un’intera città murata, e la forza d’attacco deve utilizzare una miscela di astuzia, pazienza, tecnologia e forza bruta per logorare gli avversari, distruggere le difese per occupare la posizione. Questo libro analizza la tecnologia, l’artiglieria e la tattica utilizzata nel porre e mantenere un assedio, a partire dall’antichità fino all’inizio dell’età della polvere da sparo. Viene tracciata l’infinita lotta tra le strutture difensive e le metodologie d’assedio, via via, implementate per superarle. Gli strumenti offensivi che gli ingegneri militari hanno progettato sono esaminati attentamente, come gli arieti, i trabucchi e le baliste, che a loro volta sono illustrati nei minimi dettagli. il libro analizza anche le tattiche minerarie d’assedio, e descrive la lotta una volta che le truppe assedianti hanno superato le difese. Vengono anche esplorate le arti più sottili della guerra d’assedio: la negoziazione, l’etichetta, le spie, il sabotaggio e l’infiltrazione, che giocarono sempre dei ruoli importanti in quelle situazioni. L’apparato iconografico è costituito da 50 illustrazioni in b/n e 200 a colori.

    Rilegato, 22 x 28 cm. pag. 153 completamente illustrato a colori

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2018 da Heynes

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