La croce e il giglio – Il ducato di Savona e la Francia tra XVI e XVII secolo

Carocci

Visualizzazione di 49-76 di 76 risultati

  • 0 out of 5

    La croce e il giglio – Il ducato di Savona e la Francia tra XVI e XVII secolo

    23.00

    Il ducato di Savoia e la corona francese erano legati da molti vincoli fin dal medioevo. Si trattò di rapporti politici e dinastici, ma anche di relazioni economiche e scambi culturali. Le Alpi occidentali non costituirono mai una barriera, bensì una via di comunicazione tra i due Paesi. La posizione a guardia dei valichi accrebbe l’importanza strategica del ducato e a partire dal XVI secolo lo pose al centro della lotta tra la Spagna e la Francia per l’egemonia europea. Da quel momento i Savoia dovettero destreggiarsi fra le due monarchie, scegliendo di allearsi ora con l’una, ora con l’altra. Tra Cinque e Seicento i rapporti con la Francia furono quindi segnati dalla guerra o dall’alleanza. Questa divenne molto vincolante durante la reggenza di Madama Cristina e durò fino alle paci di Vestfalia (1648) e dei Pirenei (1659). Il volume si concentra su alcuni momenti di tali vicende, dando particolare spazio alla ricostruzione degli eventi politici e diplomatici.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 198

    Stampato nel 2019 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    La gestione del conflitto. Manuale per operatori sociali, mediatori e avvocati

    30.00

    Elena Giudice – Sabrina Ritorto

    Che sia interpersonale, interprofessionale o lavorativo, il conflitto è inevitabile: ecco perché si rivela importante sviluppare abilità personali e strategie relazionali per fronteggiarlo. Il volume, coniugando la teoria con la pratica, offre al lettore gli strumenti utili per l’agire quotidiano. In particolare, ciascun capitolo contiene casi stimolo che hanno lo scopo di supportare l’analisi critica delle situazioni che si incontrano ogni giorno ed esercizi per mettersi alla prova. Nella parte finale sono presentati alcuni ambiti di intervento nei quali le capacità di gestione del conflitto diventano dirimenti. Destinatari del manuale non sono solo i professionisti dell’aiuto o gli avvocati, ma anche tutti coloro che, nella loro vita, sperimentano il conflitto e desiderano imparare a trasformarlo in opportunità di crescita.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La guerra del Peloponneso

    16.00

    Nella primavera del 431 a.C., dopo una lunga serie di incidenti diplomatici e militari, divampò infine il conflitto che da tempo covava tra Atene e Sparta. Si trattò di una vera e propria guerra mondiale dell’antichità, per il respiro quasi mediterraneo e per il numero degli stati greci e barbari coinvolti, ma anche di una guerra civile dei greci. Dopo ben ventisette anni di ostilità quasi ininterrotte fu Atene a uscirne sconfitta, ma fu la Grecia nel suo complesso a esserne trasformata in profondità: la fine del conflitto segnò anche l’inizio del declino per la potenza vittoriosa e per l’intero antico mondo delle poleis.

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 223

    Stampato nel 2012 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    La guerra di Dio – Religione e nazionalismo nella grande guerra

    17.00

    La Prima Guerra Mondiale non fu una guerra di religione, ma ognuno degli Stati belligeranti diceva di avere Dio dalla propria parte. Il connubio di religione e nazionalismo animò ovunque la propaganda, rafforzò la disposizione alla guerra e contribuì alla sua lunga durata. L’autore propone la prima storia complessiva, molto documentata, della simbiosi di religione e nazionalismo nella Grande Guerra. Particolare risalto viene dato ai fattori sociologici, culturali, politici, teologici e ideologici di eventi che cambiarono il mondo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 231

    Stampato nel 2015 da carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    La spada e l’ulivo – Storia dell’esercito israeliano

    25.90

    La storia di Israele è intrecciata a quella delle sue forze di difesa, sin dall’era dei primi insediamenti in Palestina, agli inizi del Novecento. I protagonisti delle vicende militari descritte nel volume sono anche gli uomini politici che hanno retto le sorti del paese: da Moshe Dayan a Menachem Begin, da Ytshak Rabin ad Ariel Sharon. La storia militare si fa storia politica e sociale di un popolo: dall’emigrazione in Palestina per sfuggire ai pogrom dell’Europa orientale, fino al confronto con la minaccia dell’invasione araba. L’ebreo israeliano è colono dei “kibbutz”, ma è anche guerriero pronto a difendere gli insediamenti. Una duplice natura espressa nella spada intrecciata al ramo d’ulivo, emblema delle forze armate israeliane.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 543 illustrato con circa 9 cartine

    Stampato nel 2004 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    La terza via fascista – Il mito del corporativismo

    28.00

    Il fenomeno fascista si è configurato negli anni tra le due guerre come una “terza via”, distinta e contrapposta rispetto a liberalismo e socialismo. Della soluzione fascista quale fu percepita o vissuta in quel tempo, il corporativismo è uno degli elementi più importanti, in quanto tendeva a dare risposta a quello che pareva uno degli interrogativi più drammatici dell’epoca, e che dopo la crisi del 1929 apparve di portata esplosiva: l’assetto complessivo di una società che non poteva più fondarsi sugli automatismi della “mano libera” della dottrina tradizionale e che guardava con timore alla soluzione collettivistica che prendeva corpo nell’Unione Sovietica dei piani quinquennali.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 316

    Stampato nel 2006 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    La tradizione estetica giapponese – Sulla natura della bellezza

    21.00

    L’indagine del volume si incentra sull’esame di alcune idee estetiche del Giappone tradizionale che non sono state oggetto di analisi teoretiche sistematiche, ma hanno trovato espressione in concrete pratiche di vita e attività artistiche concepite come vere e proprie “vie” di perfezionamento spirituale. Il saggio si compone di due parti. Nella prima si pongono le premesse per indagare le idee-patrimonio dell’arte e della cultura estetica nipponica; la messa a fuoco di alcuni principi cardine che affondano le loro radici nella sensibilità “classica” giapponese contribuisce a illuminare taluni tratti della visione del mondo estremo-orientale. Nella seconda parte si analizzano alcune significative idee estetiche, la cui peculiarità è di non essere mai state organizzate in un sistema organico, forse perché troppo ovvie o troppo “vissute”. Proprio nello spirito di tale dimensione esistenziale la struttura del libro segue un percorso non lineare, dettato essenzialmente da libere associazioni, ispirandosi al genere classico “zuihitsu” – letteralmente “seguire il pennello”, ovvero pensieri in libertà, non necessariamente legati da nesso logico. Lungo questo percorso si sviluppano poi ulteriori diramazioni innescate da quei punti di congiunzione con il pensiero filosofico ed estetico occidentale che si offrono all’intuizione nella prospettiva di un’ermeneutica comparata.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 189

    Stampato nel 2016 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le guerre di Sicilia

    16.50

    Le guerre combattute in Sicilia tra il V e l’inizio del III secolo a.C. racchiudono numerose vicende. Il volume racconta la più significativa – lo scontro tra Siracusa e Cartagine, le due grandi potenze che si contendono territori, uomini e risorse – e altre, forse meno note ma egualmente importanti, che vedono l’evoluzione del potere autocratico e la nascita di “Stati” territoriali, scorribande mercenarie e fondazioni di città, utopie di filosofi e un profilo multietnico di straordinaria rilevanza. Sono guerre che fatalmente proiettano l’isola su uno scenario mediterraneo ormai segnato dai cambiamenti del primo ellenismo: baricentro in ogni direzione, all’incrocio tra Occidente e madrepatria, tra Italia e Africa, la Sicilia è non solo luogo geografico, ma nodo della storia.

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 188 con circa 5 cartine e 4 riproduzioni di monete

    Stampato nel 2013 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le guerre galliche di Roma

    14.50

    I rapporti tra Roma e il mondo celtico sono una costante della storia romana dal IV secolo a.C. sino alla fine dell’impero. Questi rapporti sfociarono nella creazione della civiltà galloromana, uno degli esiti più nobili della storia antica, eppure essi furono scanditi per quattro secoli da una sequela interminabile di guerre, all’inizio guerre d’invasione dei Galli in Italia, poi a mano a mano guerre d’espansione e di conquista dei Romani, tesi a edificare un impero che ovunque si volgesse trovava nei Galli tenaci e valorosi avversari; all’inizio metus Gallicus, terrore suscitato dai Galli, poi anche metus Romanus, terrore provocato dai Romani nei Galli. In ogni caso scontri di eccezionale intensità, dove si combatteva più per sopravvivere che per vincere, ma anche dove si imparava a conoscere il nemico e, per molti aspetti, a stimarlo: preludio feroce, ma fecondo, alla successiva convivenza.

    Brossura pag. 160

    Stampato nel 2009 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le guerre Macedoniche

    17.00

    A partire dal 314 a.C, Roma affrontò a più riprese le monarchie di Macedonia e di Siria, eredi dell’impero di Alessandro Magno. In meno di un secolo, sconfitti i re macedoni Filippo V e Perseo, vinto Antioco III il Grande e umiliato suo figlio Antioco IV, il dominio diretto di Roma si estese alla Macedonia e all’Asia Minore, unificando per la prima volta le due metà del bacino mediterraneo. Il travaglio di quest’epoca tormentata portò alla nascita del mondo greco-romano, destinato a lasciare un’impronta duratura nella cultura europea; ma non fu un parto indolore. Nello scontro fra le superpotenze, gli sforzi disperati di città e stati federali del mondo ellenistico per garantirsi la sicurezza e preservare la propria autonomia risultarono spesso vani; la guerra per l’egemonia produsse ovunque conflitti civili, lutti, distruzioni e sofferenze.

    Brossura, 13 x 21,5 cm. pag. 230 con alcune cartine

    Stampato nel 2014 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Massoneria e fascismo. Dalla Grande Guerra alla messa al bando delle logge

    29.00

    Fulvio Conti

    Nel 1914, al congresso nazionale di Ancona del PSI, il massimalista Mussolini riuscì a far cacciare i massoni dal partito in nome di una fedele adesione ai principi di classe del socialismo. Ma alla fine della Grande Guerra, mentre imperversavano le agitazioni del biennio rosso e il nuovo partito popolare di ispirazione cattolica sembrava minacciare la tenuta dello Stato laico, sarebbe stata proprio la massoneria a contribuire all’ascesa del regime, giudicato il minore dei mali. Salvo poi subire la messa al bando delle logge nel novembre 1925 come conseguenza delle restrizioni attuate dallo stesso fascismo. Cadeva così l’illusione di poter controllare Mussolini e irreggimentare il fascismo, e si apriva la strada verso un’opposizione morale e politica. Quella del rapporto fra massoneria e fascismo è una storia complessa, mutevole, non riducibile a interpretazioni univoche.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Mercenari – Il mestiere delle armi nel mondo greco antico

    39.00

    Combattere era più “naturale” per i Greci di quanto non lo sia per un uomo del XXI secolo. Ma era pur sempre un mestiere difficile, non foss’altro perché, nel praticarlo, si rischiava la vita. La caratteristica principale dei professionisti della guerra nel mondo greco antico è l’ambiguità. All’estremo negativo, abbiamo un uomo che, al pari di coloro che si prostituiscono, mette a disposizione il proprio corpo in cambio di una ricompensa. All’estremo positivo, il mercenario è colui che, grazie all’esperienza e a un corpo ben allenato, svolge l’attività considerata più consona per l’uomo, l’unica in grado di evidenziare il coraggio e la forza fisica che connotano i migliori. Ultimi della terra o fortunati che riescono a scalare i gradini della scala sociale, i mercenari rappresentano una costante nel mondo della guerra nel Mediterraneo tra il il primo millennio e l’età di Alessandro.

    Brossura, 16 x 22,5 cm. pag. 479

    Stampato nel 2013 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Mohacs 1526. La battaglia che mise fine alla potenza medievale ungherese

    31.00

    Gizella Nemeth Papo – Adriano Papo

    La disfatta subita a opera degli ottomani a Mohács il 29 agosto 1526 fu per l’Ungheria un evento traumatico, che sancì la fine della potenza medievale magiara, ma anche l’insediamento degli Asburgo nel bacino carpatodanubiano e l’ingresso dei turchi nella politica centroeuropea. Il volume racconta gli antefatti della battaglia: dall’ascesa al trono di Mattia Corvino, sotto il quale l’Ungheria attraversò l’ultimo periodo di floridezza della sua storia, alla decadenza del regno magiaro retto dalla debole dinastia lituano-polacca degli Jagellone. Al declino dell’Ungheria concorsero diversi fattori: la cristallizzazione della società, l’assenza di una classe dirigente responsabile della modernizzazione del paese, la crisi economica e politica e la dissoluzione della temibile “Armata nera” di Mattia Corvino. Il libro analizza anche le conseguenze di Mohács, che determinarono la tripartizione dell’Ungheria: l’elezione di due re, la guerra civile e il ritorno perentorio dei turchi a Buda nel 1541, dopo che nel 1526 erano momentaneamente rientrati a Costantinopoli.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Non desiderare la terra d’altri

    35.00

    Negli ultimi anni i rapporti che legano l’Italia alla Libia sono stati spesso al centro di dibattiti e polemiche. Questo libro – che esce a cento anni di distanza dallo scoppio della guerra italo-turca (1911), primo atto del sogno nazionalista italiano di ottenere “un posto al sole”, e a sessanta dalla dichiarazione di indipendenza del paese nordafricano (1951) – rappresenta dunque l’occasione per ripercorrere un capitolo fondamentale dei rapporti fra i due paesi: la vicenda della conquista coloniale della Cirenaica, destinata dal governo fascista a essere popolata da agricoltori italiani.

    Brossura 15 x 22 cm. pag. 418 + 16 di foto b/n

    Stampato nel 2011 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Oltre le tempeste d’acciaio – Tecnica e modernità in Heidegger Junger Schmitt

    25.00

    L’interrogazione sulla tecnica che attraversa in profondità il Novecento non ha astratte radici teoretiche, ma nasce a partire dall’attenta osservazione dei due conflitti mondiali. È di qui che Heidegger, Jünger e Schmitt prendono le mosse per comprendere la téchne moderna. Dietro la superficie della domanda sulla tecnica e di un suo possibile nomos si avvertono in controluce duelli (Kant, Hegel, Marx, Nietzsche) e si agitano questioni decisive: la sfida di un cosmopolitismo concreto, la prospettiva di un’automazione progressiva dei processi produttivi, l’impossibile fine della metafisica, il nichilismo e i suoi spettri. Alcuni di essi portano con sé una promessa di libertà.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 238

    Stampato nel 2015 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Onde fasciste – La propaganda araba di Radio Bari (1934-43)

    40.00

    Il volume ricostruisce l’esperienza di Radio Bari (1934-43), la prima stazione europea a trasmettere in arabo. Grazie ad una ricerca condotta in numerosi archivi in Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Marocco, emergono da queste pagine i protagonisti di Radio Bari, dai responsabili politici agli autori, agli ospiti, agli speaker, nonché i programmi che la radio ospitò. Le trasmissioni culturali (conversazioni, canzoni, pièce teatrali) furono apprezzate dal pubblico arabo, mentre quelle politiche (i notiziari) non ebbero successo perché scontavano una contraddizione insuperabile della propaganda e, più in generale, della politica estera fascista: Roma corteggiava i nazionalismi arabi e attaccava Londra e Parigi con l’obiettivo di sostituirvisi come potenza egemone nel Mediterraneo e in Medio Oriente, senza considerare che quei nazionalismi si sarebbero opposti con uguale forza al dominio coloniale italiano. Proprio attraverso Radio Bari e la sua “guerra delle onde” con Radio Londra, Radio Paris Mondial e Radio Berlino, il libro, al confine tra storia delle relazioni internazionali, storia transnazionale e storia dei media, mette in luce come la politica araba dell’Italia fascista fosse, nonostante le ambizioni imperiali, destinata al fallimento.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 446 con alcune foto b/n

    Stampato nel 2016 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Polibio. Il politico e lo storico

    35.00

    John Thornton

    Politico e ufficiale della Lega achea, al termine della terza guerra macedonica Polibio fu deportato in Italia, con l’accusa di aver segretamente favorito la causa del sovrano macedone Perseo. A Roma, strinse amicizia con Scipione Emiliano e, nei lunghi anni del soggiorno obbligato, intraprese il progetto storiografico di narrare «come e grazie a quale genere di regime politico quasi tutto il mondo abitato sia stato assoggettato e sia caduto in nemmeno cinquantatré anni interi sotto il dominio unico dei Romani». A partire dalla ricostruzione delle vicende biografiche dell’autore, il volume analizza gli obiettivi concreti perseguiti attraverso la sua opera, facendo luce sul complesso intreccio fra storiografia e politica che ne costituisce il tratto distintivo e ne determina la persistente attualità

    Quick view
  • 0 out of 5

    Ricordare la guerra – Memorialistica e conflitti armati dall’antichità a oggi

    22.00

    Scrivere di guerra, della guerra cui si è partecipato, ha una lunghissima tradizione storica. Cercare di comprenderla solo all’interno delle partizioni tradizionali che gli storici si sono dati per il proprio mestiere (storia antica, medievale, moderna, contemporanea) non sempre aiuta a cogliere le continuità e le discontinuità di questo fortunato genere letterario. Il volume individua un filo rosso che lega esperienze letterarie lontanissime, che si snodano lungo un arco di 2.500 anni. Gli uomini che hanno redatto i testi analizzati nel libro ritengono che la guerra sia stata un’esperienza centrale nella loro vita, e degna di essere raccontata: il primo dato che emerge, banale quanto si vuole, è che sono dei sopravvissuti a tale esperienza, e questa è già una selezione che li accomuna. Perché l’eccezionalità della guerra, di qualunque guerra, è un dato ineludibile, che porta coloro che sono in grado di raccontarla a sentire spesso il bisogno di farlo.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 197

    Stampato nel 2017 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Risorgimento in camicia nera – Studi, istituzioni, musei nell’Italia fascista

    33.50

    La scelta di assumere alcune istituzioni culturali come baricentro della ricerca permette di intrecciare i vari piani che scandirono quel rapporto: dalla riformata struttura organizzativa che “modernizzava” il settore e puntava al coinvolgimento degli intellettuali fino al “racconto” per immagini che prendeva forma nei musei del Risorgimento. A capo di questa operazione compaiono importanti personalità dell’organizzazione culturale del fascismo (De Vecchi, Gentile, Volpe, Fedele, Ercole), impegnati a contendersi il controllo delle istituzioni e a calibrare diversamente il rapporto fascismo-Risorgimento: mentre nelle nuove strutture muove i primi passi una generazione di storici, importante negli studi del secondo dopoguerra.

    Brossura pag. 290

    Stampato nel 2006 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Roma contro i Parti. Due imperi in guerra

    22.00

    Giovanni Brizzi

    Il volume ripercorre le tappe della guerra secolare tra i Romani e i Parti. All’inizio, gli Arsacidi si erano rivolti con cautela verso Roma; ma ad imporli come suoi unici veri rivali fu la disfatta inflitta alle legioni sul campo di Carre (53 a.C.). La situazione costrinse gli imperatori ad impiegare ogni mezzo, militare e politico, per garantire l’equilibrio. L’esito del duello rimase in bilico per oltre un secolo; e quando le sorti parvero pendere a favore di Roma, intervennero ad arrestarne la spinta le grandi rivolte degli Ebrei della Palestina e della Diaspora. Cadde infine, prostrata, la dinastia arsacide; solo però per essere sostituita da quella sasanide

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 294

    Stampato nel 2022 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Roma e le sue province – Dalla prima guerra punica a Diocleziano

    25.00

    Questa raccolta di saggi propone una sintesi aggiornata e completa sulle province di Roma antica, che ne analizza la natura e i meccanismi di funzionamento, fa il punto delle nostre conoscenze su ciascuna di esse e propone un primo approccio a quella realtà grandiosa, multiforme e complessa che fu l’impero romano, mettendo a fuoco aspetti che anche nei migliori manuali di storia romana sono trascurati o sottintesi.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 319

    Stampato nel 2015 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Schmitt

    16.00

    “La guerra di Stati non è né giusta né ingiusta: è un affare di Stato, e in quanto tale non le occorre esser giusta. Ordo hoc non includit. Lo Stato ha il proprio ordine in se stesso, non fuori di sé. Al diritto internazionale fondato sugli Stati inerisce pertanto necessariamente un concetto di guerra non discriminatorio, che non distingue, nel diritto internazionale, un giusto e un ingiusto.” (Carl Schmitt)

    Brossura 13 x 21 cm. pag. 182

    Stampato nel 2012 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Signorie territoriali nella Sardegna medievale – I Malaspina (secc. XIII-XIV)

    33.00

    Il volume esamina l’affermazione e lo sviluppo delle signorie territoriali in Sardegna tra XIII e XIV secolo attraverso l’esempio dei Malaspina, casato originario della Lunigiana, di cui vengono ricostruite le vicende politico-istituzionali, familiari e patrimoniali e analizzati gli elementi strutturali della signoria, mettendo in luce strategie e pratiche del potere, tra innovazione e continuità, sullo sfondo del rinnovato dinamismo economico-sociale che caratterizza l’isola durante il basso Medioevo. L’incastellamento malaspiniano incide sull’assetto economico-sociale e su quello insediativo, creando i presupposti per una signoria pervasiva in quanto anche inclusiva delle élites locali, le cui istanze, come quelle delle stesse comunità rurali e urbane, trovano accoglienza negli statuti e nei privilegi signorili.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 311

    Stampato nel 2017 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Tempi barbarici

    29.00

    Nelle fonti tra VI e XI secolo, l’espressione “tempi barbarici” indica i periodi di profondo cambiamento in cui si tenta faticosamente di trovare un nuovo equilibrio. Oggetto di un’intensa ricerca internazionale, l’alto medioevo appare adesso molto lontano dal quadro ottocentesco, che vedeva i barbari nel ruolo di fondatori delle nazioni europee oppure di distruttori della civiltà. Si è riconosciuta la sua importanza come momento delle origini del potere del papa e della nascita dell’Islam, dell’emergere di nuovi modelli maschili (i valori militari invece dell’otium) e di spazi per l’esercizio del potere pubblico da parte delle donne. Al suo interno agirono forze vecchie e nuove: i soldati barbari dell’esercito tardo romano si affermarono come nuovo gruppo di potere e i monaci irlandesi proposero la propria peregrinano come segno di santità. Pure lo stato si trasformò, dal modello romano regolato dalle imposte a uno in cui il rapporto di amicizia o di conflitto col re rappresentava il fattore decisivo, finché, durante la fase carolingia, si tentò di ricreare di nuovo un impero, basato sulla collaborazione fra il potere pubblico e l’ecclesia. Se l’alto medioevo resta ancora lo specchio delle domande che ci poniamo di fronte a ogni cambiamento epocale, le sue fonti ci invitano a interrogarci sulla sua storia, a comprenderne la lontananza e a osservarlo dalla giusta distanza.

    Brossura 15 x 22 cm. pag. 356 con 23 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2012 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Una legalità impossibile – RSI giustizia e guerra civile 1943-1945

    28.00

    I tormentati seicento giorni di vita della Repubblica sociale italiana, dall’autunno del 1943 all’aprile del 1945, videro una tragica escalation della guerra civile. Gli storici hanno utilizzato il termine di “imbarbarimento” per definire la lotta sempre più spietata tra il fascismo repubblicano e l’esercito tedesco, da un lato, e le formazioni partigiane dall’altro. Nella RSI, reprimere attività sovversive e ribellistiche mantenendo un simulacro di legalità – fosse pure la legalità fascista del Tribunale speciale per la difesa dello Stato – risultò cosa molto ardua. Il ministro della Giustizia della RSI, Piero Pisenti, sostenne e incoraggiò l’azione giudiziaria: lo riteneva vitale per l’immagine della repubblica di Mussolini e per la sua legittimità. Occorreva salvaguardare forme legali ed evitare giustizia sommaria e rappresaglie. Ma il Tribunale speciale aveva ormai perso la sua centralità repressiva e la giustizia ordinaria, isolata e sospettata di simpatie antifasciste, si rivelò impotente di fronte a molti casi. Il libro narra la storia di una legalità divenuta, in quel contesto di guerra, impossibile. Questione di estremo interesse, peccato per una interpretazione di parte.

    Brossura, 15 x 23 cm. pag. 177

    Stampato nel 2019 da carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Vita di caserma. Autorità e relazioni nell’esercito italiano del secondo dopoguerra

    25.00

    Domenico Rizzo

    Al termine della Seconda guerra mondiale, quando la disfatta bellica e la fine del fascismo si accompagnano a un bisogno dell’esercito di rilegittimarsi in senso democratico, il trattamento umano dei soldati e il loro benessere nelle caserme emergono come fattori chiave per tenerne alto il morale e guadagnarne il consenso. Il più tradizionale paternalismo, al quale le norme disciplinari continuano a rinviare, assume in questo quadro un rinnovato significato. Presentandosi come organizzatori di attività ricreative, ma anche come erogatori benevoli di premi in denaro e sussidi alle famiglie dei propri uomini, gli ufficiali replicano in questo modo coi soldati lo schema delle relazioni tra notabili e clienti. Rispetto a un’immagine stereotipata della disciplina militare, le fonti archivistiche analizzate in questo lavoro restituiscono uno spaccato più complesso e articolato delle relazioni di autorità nei primi anni dell’Italia repubblicana.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 182

    Stampato nel 2012 da Carocci

    Condizioni del libro: usato in perfette condizioni. Alcuni segni di matita

    Quick view
  • 0 out of 5

    Vite di lotta armata – Storie di attivismo nella Provisional IRA

    11.00

    Quali sono i percorsi che portano alcune donne e uomini ad abbracciare la lotta armata? Cosa sostiene il loro impegno all’interno dei gruppi armati, anche a fronte di lunghi periodi di prigionia? Come escono dalla lotta armata e quali conseguenze sulla loro storia di vita attribuiscono a una tale scelta? Il libro risponde a queste domande basandosi su venticinque testimonianze di donne e uomini che fra il 1969 e il 1972, in Nord Irlanda, entrarono a far parte della Provisional IRA. “Vite di lotta armata” promuove un approccio – mutuato dalla letteratura sui movimenti sociali – che contestualizza l’emergere della violenza politica, il suo sviluppo, il suo declino e il suo impatto. Analizzando l’intrecciarsi del contesto sociale e organizzativo in cui agisce l’individuo, questo libro esamina i percorsi di vita di coloro che, per più di trent’anni, hanno fatto parte della Provisional IRA, hanno vissuto l’esperienza della prigionia e sono oggi cittadini attivi all’interno delle loro comunità locali.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 102

    Stampato nel 2017 da Carocci

    Quick view
  • 0 out of 5

    Weimar. La Germania dal 1918 al 1933

    16.00

    Gustavo Corn

    Dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale, nasce in Germania una repubblica democratico-parlamentare fondata sull’accordo fra socialdemocratici, cattolici e liberaldemocratici. Deve affrontare problemi cruciali, come quello delle riparazioni imposte dai vincitori, riportare il paese al rango delle grandi potenze, controllare i radicalismi di destra e di sinistra, costruire un consenso verso istituzioni democratiche, ancora prive di tradizione. Questi anni non sono soltanto l’anticamera dell’avvento di Hitler, ma una fase di grande rigoglio culturale, di sperimentazioni della modernità sul piano sociale ed economico. Il volume prende in esame le vicende della prima democrazia in Germania nel contesto del lungo periodo della storia tedesca e sullo sfondo di un’Europa scossa dalle convulsioni del dopoguerra: crisi economiche, rivoluzioni e controrivoluzioni.

    Quick view