Sturmartillerie de La Waffen-SS Vol. 2. Totenkopf. Polizei. Wiking.

45.00

Pierre Tiquet

I cannoni d’assalto furono i primi veicoli corazzati ad equipaggiare le divisioni delle Waffen-SS all’inizio della loro “avventura” militare. In questo secondo volume sulle unità Sturmgeschütze delle Waffen-SS, il lettore troverà la storia dei cannoni d’assalto della “Totenkopf”, articolati prima in un’unica batteria, e successivamente in un potente Abteilung di tre batterie. Sprofondato nella sacca Demiansk, nell’inverno 1941/42, lo Sturmartilleristen partecipò quasi ininterrottamente pesanti combattimenti fino all’Austria, nella primavera del 1945, compresi quelli dell’operazione “Zitadelle” del luglio 1943 e della Polonia. La seconda parte è particolarmente illustrata da una ricca iconografia grazie all’eredità dell’Untersturmführer Jänisch e dell’Unterscharführer Mödlinger. Appartenenti a un’unità grande, meno prestigiosa, ma molto interessante, l’unità che aveva in dotazione i cannoni d’assalto della divisione “Polizei”. Foto inedite degli StuGs. IV -, che mostrano l’impiego in teatri operativi poco conosciuti come la Grecia o quelli del Banato e dell’Ungheria nell’autunno del 1944. Infine, gli StuGs. III del “Wiking” che sono illustrati, tra l’altro, nell’operazione della tasca Cherkassy. Sia che fossero organizzati in una singola batteria, un gruppo formidabile, integrato nei veicoli corazzati, nei cacciacarri o nella Sturmartillery vera e propria, i cannoni d’assalto giocarono un ruolo essenziale nella lotta contro le forze corazzate sovietiche. Oltre a foto e testimonianze immersive, il libro fornisce anche biografie dettagliate di assi e detentori della Ritterkreuz, conquistate con gli StuG, come Berndt Lubich von Milovan, Ernst Dehmel, Richard Utgenannt, Hans-Georg Jessen o anche Willy Hein. Testimonianze inedite e un apparato iconografico degno delle edizioni Heimdal (molte delle foto sono inedite) caratterizzano questo ottimo volume.

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Descrizione

Pierre Tiquet

I cannoni d’assalto furono i primi veicoli corazzati ad equipaggiare le divisioni delle Waffen-SS all’inizio della loro “avventura” militare. In questo secondo volume sulle unità Sturmgeschütze delle Waffen-SS, il lettore troverà la storia dei cannoni d’assalto della “Totenkopf”, articolati prima in un’unica batteria, e successivamente in un potente Abteilung di tre batterie. Sprofondato nella sacca Demiansk, nell’inverno 1941/42, lo Sturmartilleristen partecipò quasi ininterrottamente pesanti combattimenti fino all’Austria, nella primavera del 1945, compresi quelli dell’operazione “Zitadelle” del luglio 1943 e della Polonia. La seconda parte è particolarmente illustrata da una ricca iconografia grazie all’eredità dell’Untersturmführer Jänisch e dell’Unterscharführer Mödlinger. Appartenenti a un’unità grande, meno prestigiosa, ma molto interessante, l’unità che aveva in dotazione i cannoni d’assalto della divisione “Polizei”. Foto inedite degli StuGs. IV -, che mostrano l’impiego in teatri operativi poco conosciuti come la Grecia o quelli del Banato e dell’Ungheria nell’autunno del 1944. Infine, gli StuGs. III del “Wiking” che sono illustrati, tra l’altro, nell’operazione della tasca Cherkassy. Sia che fossero organizzati in una singola batteria, un gruppo formidabile, integrato nei veicoli corazzati, nei cacciacarri o nella Sturmartillery vera e propria, i cannoni d’assalto giocarono un ruolo essenziale nella lotta contro le forze corazzate sovietiche. Oltre a foto e testimonianze immersive, il libro fornisce anche biografie dettagliate di assi e detentori della Ritterkreuz, conquistate con gli StuG, come Berndt Lubich von Milovan, Ernst Dehmel, Richard Utgenannt, Hans-Georg Jessen o anche Willy Hein. Testimonianze inedite e un apparato iconografico degno delle edizioni Heimdal (molte delle foto sono inedite) caratterizzano questo ottimo volume.

Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag. 240 riccamente illustrato con foto b/n

Testo in lingua francese

Stampato nel 2021 da Heimdal

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