Rappresaglie dopo la Resistenza – L’eccidio di Schio tra guerra civile e guerra fredda

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La notte del 6 luglio 1945 un gruppo di partigiani irrompe nel carcere di Schio aprendo il fuoco sui fascisti lì rinchiusi e uccidendo 54 persone tra donne e uomini. Per comprendere più diffusamente questo episodio e per valutare il suo significato storico e le sue implicazioni etiche è ncessario esaminare criticamente i miti e le forme della Resistenza entro cui esso si iscrive. Particolare attenzione viene dedicata al ruolo svolto dal Partito Comunista italiano nella costruzione del mito della Resistenza durante i primi anni della guerra fredda.

Brossura, 14 x 21 cm. pag. 156

Stampato nel 2002 da Bruno Mondadori

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Sarah Morgan

La notte del 6 luglio 1945 un gruppo di partigiani irrompe nel carcere di Schio aprendo il fuoco sui fascisti lì rinchiusi e uccidendo 54 persone tra donne e uomini. Per comprendere più diffusamente questo episodio e per valutare il suo significato storico e le sue implicazioni etiche è ncessario esaminare criticamente i miti e le forme della Resistenza entro cui esso si iscrive. Particolare attenzione viene dedicata al ruolo svolto dal Partito Comunista italiano nella costruzione del mito della Resistenza durante i primi anni della guerra fredda.

Brossura, 14 x 21 cm. pag. 156

Stampato nel 2002 da Bruno Mondadori

 

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