Descrizione
Drieu La Rochelle
La notte del 6 febbraio 1934, gli abitanti di Parigi stavano riassaporando quel gusto acre che la polvere da sparo, passando per le narici, lascia sul palato già irritato dalle temperature rigide dell’inverno atlantico. È la notte che lacera definitivamente l’anima di Pierre Drieu La Rochelle. Egli ne percepisce ogni movimento tellurico, ne saggia l’importanza e si mette al lavoro per scrivere quel Socialismo fascista che tutt’oggi infiamma l’editoria nostrana. Come ogni uomo di lettere che si rispetti, il quale fa scorrere la sua vita lungo gli argini della volontà e dell’azione, il normanno dell’Île-de-France parte alla volta dell’Italia, della Cecoslovacchia dell’Ungheria per carpire le condizioni dell’Europa sociale e politica di fronte all’espandersi della rivoluzione mussoliniana giunta dodici anni prima. A concedergli i franchi necessari per l’andata e il ritorno, il vitto e l’alloggio sarà Emmanuel Berl, suo amico di lunga data. Era necessario, secondo il parere di entrambi, scoprire cosa stesse accadendo in Europa, specialmente dopo l’approdo di Adolf Hitler nella politica tedesca ed europea. La scelta delle destinazioni non fu affatto casuale: l’Ungheria era retta da Miklós Horthy, alleato dei tedeschi dal 1933 e volenteroso revisionista del Trianon; la Cecoslovacchia stava attraversando il periodo di transizione tra l’antibolscevico Masaryk e il governo di Beneš; mentre l’Italia aveva già avviato tutti quei processi sociali, politici e ambientali che la resero il faro dell’Europa che stava lentamente abbracciando l’idea fascista.
Brossura, 12 x 17 cm. pag. 154
stampato nel 2026 da Eclettica





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