Il Gobbo maledetto e il Baltimore – Confronto fra due mitici aeroplani in missione di guerra

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Nel volume vengono messi a confronto due mitici aerosiluranti in missione di guerra: l’S.79, ribattezzato “il gobbo maledetto” e il Baltimore. Il Generale Crespi, ultranovantenne ma dotato di una lucidità e di una memoria da fare invidia a chiunque, spiega i motivi per cui si è letteralmente innamorato di questi due velivoli. “L’S.79 – ha spiegato Crespi, uno degli ultimi piloti di aerosiluranti ancora in vita – era manovrabile come un caccia, perdonava sempre qualsiasi errore o distrazione ai piloti, atterrava tranquillamente in una brughiera. Piuttosto andava in pezzi, ma non metteva mai a repentaglio l’incolumità degli occupanti. Il Baltimore” – ha poi aggiunto il Generale – mi ha insegnato moltissime cose che non sapevo. Intanto era monopilota, e questo fatto era molto importante vista la scarsità di piloti bravi. Mi sono innamorato di questo aereo ed ancora oggi gli porto molto rispetto. Crespi ricorda poi alcune azioni di guerra compiute sull’S.79, come quella, avvenuta nel luglio del 1943, quando, guidato solo dalla pallida luce lunare, riuscì a silurare nel porto di Siracusa un grande mercantile alleato che trasportava benzina, fuggendo poi alla rabbiosa reazione della contraerea statunitense.

Brossura 17 x 24 cm. pag. 150 con circa 68 illustrazioni e foto b/n

Stampato nel 2014 da Macchione

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Descrizione

Roberto Crespi

Nel volume vengono messi a confronto due mitici aerosiluranti in missione di guerra: l’S.79, ribattezzato “il gobbo maledetto” e il Baltimore. Il Generale Crespi, ultranovantenne ma dotato di una lucidità e di una memoria da fare invidia a chiunque, spiega i motivi per cui si è letteralmente innamorato di questi due velivoli. “L’S.79 – ha spiegato Crespi, uno degli ultimi piloti di aerosiluranti ancora in vita – era manovrabile come un caccia, perdonava sempre qualsiasi errore o distrazione ai piloti, atterrava tranquillamente in una brughiera. Piuttosto andava in pezzi, ma non metteva mai a repentaglio l’incolumità degli occupanti. Il Baltimore” – ha poi aggiunto il Generale – mi ha insegnato moltissime cose che non sapevo. Intanto era monopilota, e questo fatto era molto importante vista la scarsità di piloti bravi. Mi sono innamorato di questo aereo ed ancora oggi gli porto molto rispetto. Crespi ricorda poi alcune azioni di guerra compiute sull’S.79, come quella, avvenuta nel luglio del 1943, quando, guidato solo dalla pallida luce lunare, riuscì a silurare nel porto di Siracusa un grande mercantile alleato che trasportava benzina, fuggendo poi alla rabbiosa reazione della contraerea statunitense.

Brossura 17 x 24 cm. pag. 150 con circa 68 illustrazioni e foto b/n

Stampato nel 2014 da Macchione

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