L’Esercito Italiano e la Controguerriglia in Slovenia nel 1941-1943

Novità

Visualizzazione di 97-144 di 184 risultati

  • 0 out of 5

    L’Esercito Italiano e la Controguerriglia in Slovenia nel 1941-1943

    32.00

    Filippo Cappellano

    Il volume tratta l’occupazione delle forze dell’Asse della Slovenia e, in particolare, le operazioni di controguerriglia condotte dall’Esercito Italiano contro i partigiani nel 1941-1943. Anche per motivi di prestigio, in quanto la provincia di Lubiana era stata annessa al Regno d’Italia, il Regio Esercito compì notevoli sforzi per debellare l’insurrezione partigiana, impiegando forze imponenti in relazione alla popolazione ed all’estensione del territorio da controllare. Grazie anche al concorso di numerose formazioni collaborazioniste anticomuniste, entro il settembre 1942 erano stati raggiunti buoni risultati nel processo di pacificazione della Slovenia italiana. I rinforzi giunti dalla Croazia alle bande di Tito, però, tornarono a far precipitare la situazione dell’ordine pubblico che, nell’estate del 1943, risultava quanto mai critica. È una narrazione basata essenzialmente sulla consultazione della vasta documentazione conservata nell’archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Il testo è corredato da una ricca appendice iconografica.

    Quick view
  • 0 out of 5

    L’esercito romano in età repubblicana. Politica, economia e società (509-100 a.C.)

    25.00

    Mattia Balbo – Michele Bellomo – Fabrizio Biglino

    Il volume ricostruisce il ruolo dell’esercito romano come fattore di trasformazione politica, economica e sociale nella storia repubblicana. Lungi dall’essere soltanto un’istituzione militare, esso appare come una componente strutturale della vita della res publica: dalla formazione dei comizi centuriati fino all’impatto che lo spostamento di uomini e risorse durante le campagne militari ha avuto nel Mediterraneo. I diversi contributi esplorano i molteplici ambiti in cui la dimensione militare si intrecciava con quella civile: i rapporti tra esercito e assemblee popolari, il ruolo della violenza e della disciplina, le tecniche di finanziamento e la logistica, la condizione dei soldati e dei loro familiari, il peso della leva sulle comunità italiche e la mobilità umana stimolata dal servizio militare. Ne emerge il quadro di una società non militarista in senso stretto, ma che evolveva in stretta connessione con il suo esercito di cittadini e, con esso, la centralità del fattore militare nella costruzione dell’identità politica di Roma e nel processo che condusse alla creazione di un impero mediterraneo.

    Quick view
  • 0 out of 5

    L’Occidente colpisce ancora. La voce incendiaria della New Right inglese

    16.00

    Jonathan Bowden

    Questo libro raccoglie quattro interventi di Jonathan Bowden nei quali il pensiero diventa gesto, tensione, atto di volontà. Non si tratta di saggi accademici, ma di orazioni militanti concepite per incidere, per scuotere, per riattivare ciò che la modernità ha anestetizzato: identità, gerarchia, destino, spirito. Bowden affronta il vuoto metafisico dell’Occidente egualitario. Il cristianesimo come impalcatura crollata, il liberalismo come amministrazione del nulla, la civiltà come colosso efficiente ma privo di senso. Contro la stasi, emerge una visione vitalistica e tragica, nutrita di Nietzsche ed Eraclito, in cui il fuoco, l’energia e il divenire diventano principi ordinatori. Il pensiero non è contemplazione, ma forza attiva, disciplina interiore, premessa di una nuova aristocrazia dello spirito. Nel loro insieme, questi testi si collocano in una prospettiva modernista-futurista: non nostalgia del passato, ma recupero selettivo di forze arcaiche per dominarne la proiezione nel presente. Qui il futuro non è progresso lineare, ma superamento, ricostruzione, stile. Pensare diventa un atto di potenza. E la filosofia, di nuovo, un’arma.

    Quick view
  • 0 out of 5

    L’operaio fra gli Dèi e i Titani: Ernst Jünger «Sismografo» dell’era della tecnica

    15.00

    Alain De Benoist

    Legato per molti anni al grande scrittore tedesco Ernst Jünger (1895-1998), Alain de Benoist passa al vaglio la sua creazione letteraria, analizzando quasi un secolo di diari, memorie, saggi e romanzi. Quello che emerge è un percorso poetico di altissimo livello, al tempo stesso libero e fedele ad una duplice aspirazione verso la natura e l’anima, il reale ed il sacro. Anti-individualista e ispiratore dei Ribelli, teorico della rivoluzione conservatrice e cantore della mistica della guerra, fine letterato e promotore della fede in un’industria prometeica: il pensiero di Jünger – qui raccolto con cura – traspare in tutta la sua acutezza e la sua attualità, libero dalla legge del denaro e dal disincanto materialista. Dalla figura del sondato al fronte a quella dell’Operaio, passando per il Ribelle e per l’Anarca: Alain de Benoist ci invita a compiere un viaggio verticale attraverso l’universo simbolico e radicato di uno dei più grandi scrittori del Novecento.

    Quick view
  • 0 out of 5

    L’operazione Britannica “Chariot”

    19.90

    Francesco Mattesini

    Il saggio riporta in modo particolarmente dettagliato, basato sulla descrizione di documentazione britannica e inedita tedesca, come fu pianificato e si svolse il 27-28 marzo 1942 attacco della Marina britannica contro la base navale tedesca di Saint Nazaire, sulla costa francese del Golfo di Biscaglia, e che fu diretto al tentativo di distruggere il grande bacino di carenaggio. Tanto che in questa analisi, l’autore definisce solo un mezzo successo l’impresa dei commando britannici. Al tempo, riguardo all’operazione “Chariot”, da entrambe le parti la propaganda prese il sopravvento sull’episodio di Saint Nazaire. Da parte britannica l’operazione tu ritenuta un successo, e negli ambienti militari definita addirittura “il più grande raid di tutti”. Da parte tedesca la stampa parlò invece di uno sbarco fallito, di un’operazione con perdite colossali per l’attaccante e di una fortezza militare rimasta inespugnabile. Dei 621 britannici impiegati, tra marinai e Commando, 171 morirono e 232 furono fatti prigionieri, ed altri 222 vennero evacuati dalle motolance superstiti e dai due cacciatorpediniere della spedizione. Tuttavia, anche i tedeschi ebbero circa 140 deceduti, dei quali 42 in combattimento e una novantina a seguito dell’esplosione del cacciatorpediniere Campbeltown, e 127 feriti.

    Quick view
  • 0 out of 5

    L’uomo delle stelle

    35.00

    Alessio Brignone

    Questa “cavalcata storica” – così la possiamo definire – ha inteso estrinsecare pensieri, riflessioni, considerazioni su svariati temi, toccati da Benito Mussolini nell’arco della sua vita politica; da giovane fino agli ultimi suoi giomi, per agevolare la lettura o – se si preferisce – rendere facilmente consultabile questa monumentale opera composta da XXXVI volumi che vede al centro l’uomo, il rivoluzionario, il giornalista, il creatore del fascismo, il fondatore dell’impero, lo statista. Quella dei Susmel si può annoverare tra le fatiche letterarie – riguardanti la figura del duce – tra le più esaustive, in quanto i passaggi, le annotazioni, i pensieri dell’uomo di Predappio, sono elencati con puntualitá cronologica: dal giovane socialista che fu, allo sprezzante giornalista e direttore de l’Avanti! prima e del Popolo d’Italia poi, dal volontario di guerra, a l’”inventore” del movimento fascista, dal capo del governo, al “duce” e, infine, al crepuscolo della sua vita politica e umana, come protagonista della Repubblica Sociale. Ma proprio per l’ampiezza degli argomenti e dei documenti citati, ho ritenuto fosse utile per gli studiosi – ma anche e direi soprattutto per i semplici appassionati – individuare i punti focali, i concetti, le scelte politiche, le dichiarazioni, le esternazioni pubbliche e private, per permettere di collocare con cognizione di causa, la figura di Mussolini, tra i protagonisti della Storia. È una “riduzione divulgativa” che ha lo scopo – come ho già accennato – di semplificare la conoscenza dell’Uomo, attraverso – diciamo cosi – un vademecum che permetterà di entrare meglio e più accuratamente nel pensiero mussoliniano, anche quello più recondito. Le pagine segnalate sono sicuramente il frutto di valutazioni soggettive ma profondamente meditate che, ritengo, siano comunque esaustive del personaggio.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La 21 Panzer-Division De la Lybie a la Tunisie

    49.00

    Didier Lauigier

    Originariamente designata come 5ª Divisione Leggera (MOT.), fu inviata in Libia all’inizio di febbraio del 1941 per supportare le truppe italiane in grave difficoltà contro l’Impero britannico. Grazie ai suoi sforzi, l’avanzata delle truppe britanniche fu arrestata. Successivamente fu trasformata nella 21ª Divisione Corazzata. Prese parte a tutte le battaglie in Africa: El Agheila, Tobruk, Marsa Matruh, El Alamein, Matmata. Quando si trovo sull’orlo dell’annientamento, fu salvata dalla lenta avanzata britannica. Riacquistò le forze e continuò a combattere. Tuttavia, data la superiorità numerica delle forze alleate, la sua avventura africana si concluse con la resa delle truppe italo-tedesche in Tunisia nel maggio del 1943. Numerose mappe basate sulle mappe originali e foto, alcune delle quali inedite, completano il testo. Le tabelle forniscono una panoramica della consistenza del personale. Da parte alleata, sono stati consultati anche i diari di guerra o i resoconti post-guerra, in particolare quelli dei neozelandesi e degli australiani, che erano numerosi in Africa contro le truppe italo-tedesche. Oltre ai combattimenti, vengono affrontati anche i temi delle uniformi, della vita dietro le linee del fronte, della logistica e delle condizioni di vita, di cui pochissimi autori riportano i dettagli.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La 8th Air Force 1942-1945. Chasse- Bombardement – Reconnaissance – Scouting Forces – Unites Spéciales

    40.00

    Gerard Paloque

    L’8th Air Force fu la prima forza aerea strategica dell’US Army Air Force (USAAF) ad essere istituita durante la Seconda Guerra Mondiale. A metà del 1944, due anni dopo la sua costituzione, aveva radunato oltre 200.000 effettivi nelle sue basi in Gran Bretagna ed era in grado di schierare più di 2.000 bombardieri quadrimotori accompagnati da 1.000 aerei da caccia per una singola operazione. Il suo ruolo principale era quello di supportare gli sbarchi alleati sul continente, in particolare attraverso massicci raid diurni progettati per interrompere le reti di produzione e comunicazione tedesche, sia in Germania che nei territori dell’Europa occidentale allora sotto occupazione. Questo libro di oltre 200 pagine ripercorre, attraverso più di 350 profili a colori e diverse decine di foto d’epoca, la storia del “Mighty Eighth” in Europa, dal 1942 al 1945, descrivendo dettagliatamente le diverse unità di bombardieri e caccia, nonché quelle di ricognizione e collegamento, con i loro aerei, le insegne e i codici specifici.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La battaglia di Parabiago 1339. La nascita delle compagnie di ventura

    27.00

    Alberto Peruffo

    Duca Guarnieri, signore della gran compagnia, nimico di Dio, di pietà e di misericordia. Questo era il motto di Werner von Urslingen, detto Duca Guarnieri che, come comandante della compagnia di ventura detta di San Giorgio, parteciperà alla battaglia di Parabiago. Questa fu una battaglia duramente combattuta, per tutta una fredda e nevosa giornata nel pieno dell’inverno del 1339, tra due cugini della famiglia Visconti: Lodrisio e Luchino, il primo appoggiato dalla compagnia di ventura di San Giorgio, formata da tedeschi, il secondo a capo delle forze milanesi. Lodrisio mirava a conquistare Milano con l’appoggio degli Scaligeri in quella che, per Verona, era una guerra per procura, in una situazione storica caratterizzata dalla spregiudicata politica delle signorie pronte, a ogni complotto.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La battaglia di Pavia 24 febbraio 1525

    35.00

    Luigi Casali – Marco Galandra

    La battaglia di Pavia fu combattuta il 24 febbraio 1525 durante la guerra d’Italia del 1521-1526 tra l’esercito francese guidato personalmente dal re Francesco I e l’armata imperiale di Carlo V, costituita principalmente da 12.000 lanzichenecchi tedeschi e da 5.000 soldati dei tercios spagnoli, guidata sul campo dal capitano fiammingo Carlo di Lannoy, dal condottiero italiano Fernando Francesco d’Avalos, e dal rinnegato francese Carlo di Borbone. La battaglia si concluse con la netta vittoria dell’esercito dell’imperatore Carlo V; lo stesso re Francesco I, dopo essere caduto da cavallo, fu fatto prigioniero dagli imperiali. La battaglia segnò un momento decisivo delle guerre per il predominio in Italia e affermò la temporanea supremazia di Carlo V. Dal punto di vista della storia militare la battaglia è importante perché dimostrò la schiacciante superiorità della fanteria imperiale e soprattutto delle sue formazioni di picchieri e archibugieri spagnoli (tercios) e tedeschi (Doppelsöldner) che distrussero con il fuoco delle loro armi la famosa cavalleria pesante francese.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La battaglia di Sempach 1386. Il trionfo degli Svizzeri sugli Asburgo

    29.00

    Luca Cristini

    In questo libro vedremo come un esercito di milizie svizzere, assai inferiore in numero e armamenti, sconfisse l’armata dell’arciduca Leopoldo III, uno dei più abili militari del suo tempo, un uomo disposto a far combattere i suoi cavalieri a piedi, con le lance, piuttosto che scontrarsi senza pensarci contro un muro di frecce, e come rimedio a una delle disfatte più complete nella storia della Svizzera. La Battaglia di Sempach, del 1389, fu lo scontro decisivo della guerra tra la Confederazione Svizzera e il Ducato d’Austria (Asburgo). Questo episodio è ricordato come il momento culminante della lunga lotta di liberazione dei Confederati contro il dominio feudale degli Asburgo. La schiacciante vittoria svizzera segnò una svolta epocale: da un lato, consolidò l’unità e la potenza della giovane Confederazione, dall’altro, provocò il crollo definitivo del potere asburgico nella regione. La vittoria offrì inoltre a città come Lucerna, Berna e Soletta l’opportunità di espandere i propri territori. La battaglia è immortalata dal celebre atto eroico di Arnold von Winkelried, una figura leggendaria che, secondo la tradizione, sacrificò la propria vita per rompere le linee nemiche, un mito fondativo che da secoli alimenta l’identità nazionale svizzera.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La campagna di Sicilia. Luglio-agosto 1943

    22.00

    Massimiliano Afiero

    Il 10 luglio 1943 le forze alleate sbarcarono in Sicilia dando inizio all’invasione del continente europeo. Nelle intenzioni degli Alleati c’era un duplice obiettivo, aprire un secondo fronte in Europa e soprattutto costringere Mussolini ad abbandonare l’alleanza con Hitler, provocando il crollo del regime fascista. A difesa dell’isola, le forze italiane e tedesche raggruppate nella 6ª Armata del generale Guzzoni, malgrado l’inferiorità numerica e con un armamento inadeguato e obsoleto, riuscirono a contrastare gli sbarchi alleati contenendo ogni palmo di terreno al nemico, fronteggiando mille difficoltà e sotto gli incessanti bombardamenti dell’aviazione e dell’artiglieria navale alleate. La storiografia ufficiale ha sempre descritto negativamente il comportamento delle unità italiane in Sicilia, accusate in più di una occasione di aver abbandonato le loro posizioni senza combattere: ma non tutti i reparti italiani si arresero senza combattere. Salvo alcuni episodi negativi come a Pantelleria o nella pizzaforte di Augusta-Siracusa, in generale per le forze alleate la conquista della Sicilia non fu una campagna semplice e soprattutto rapida, questo a dimostrazione che la resistenza delle forze dell’Asse fu tutt’altro che inesistente o debole. E questo librio nasce soprattutto per ricordare il sacrificio e l’eroismo dei soldati italiani in terra di Sicilia, chiamati a difendere la Patria e poi dimenticati completamente dai loro stessi comandanti, dai loro stessi governanti e poi dalla storiografia ufficiale.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La Croce Celtica e la Mezzaluna

    20.00

    Andrea Biondo

    Questa è la storia mai raccontata di un rapporto tanto discontinuo quanto duraturo, lungo oltre quarant’anni, tra due mondi apparentemente inconciliabili e lontani tra loro: la Destra neofascista italiana e i movimenti di liberazione arabo-islamici. In un’epoca in cui gli equilibri globali erano ben diversi da quelli odierni, accadde che la Destra si schierasse con i fedayn palestinesi, mentre la Sinistra guardava con ammirazione al socialismo dei kibbutz israeliani. Fu un tempo in cui il terzomondismo neofascista mostrava un carattere più marcato e indipendente di quello comunista, spingendosi fino a intrecciare rapporti con la Libia di Gheddafi. Negli anni in cui l’antimperialismo e il sogno di una “terza forza” animavano la Destra radicale, giovani militanti partirono per terre lontane come l’Afghanistan, combattendo al fianco dei mujaheddin mentre Mosca sosteneva il regime filosovietico di Kabul. Il volume ripercorre circa quarant’anni di storia rimasta nell’ombra – dal 1950 al 1990 – muovendosi tra Egitto, Libia, Libano, Palestina, Afghanistan, Marocco, Iran e Iraq. Grazie a interviste inedite e fonti mai consultate prima, ricompone il mosaico complesso di un’epoca segnata da contraddizioni, scissioni e evoluzioni interne ed esterne al Movimento Sociale Italiano: dalla sua effervescente base militante alla galassia movimentista che ne orbitava attorno, fino alla lotta armata dei Nuclei Armati Rivoluzionari.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La croce celtica e la mezzaluna. Storia segreta dei rapporti tra neofascismo italiano e mondo arabo-islamico dal 1950 al 1990

    20.00

    Andrea Biondo

    Questa è la storia mai raccontata di un rapporto tanto discontinuo quanto duraturo, lungo oltre quarant’anni, tra due mondi apparentemente inconciliabili e lontani tra loro: la Destra neofascista italiana e i movimenti di liberazione arabo-islamici. In un’epoca in cui gli equilibri globali erano ben diversi da quelli odierni, accadde che la Destra si schierasse con i fedayn palestinesi, mentre la Sinistra guardava con ammirazione al socialismo dei kibbutz israeliani. Fu un tempo in cui il terzomondismo neofascista mostrava un carattere più marcato e indipendente di quello comunista, spingendosi fino a intrecciare rapporti con la Libia di Gheddafi. Negli anni in cui l’antimperialismo e il sogno di una “terza forza” animavano la Destra radicale, giovani militanti partirono per terre lontane come l’Afghanistan, combattendo al fianco dei mujaheddin mentre Mosca sosteneva il regime filosovietico di Kabul. Il volume ripercorre circa quarant’anni di storia rimasta nell’ombra – dal 1950 al 1990 – muovendosi tra Egitto, Libia, Libano, Palestina, Afghanistan, Marocco, Iran e Iraq

    Quick view
  • 0 out of 5

    La guerra civile americana. «Nascita» degli Stati Uniti d’America

    32.00

    Raimondo Luraghi (a cura di)

    Il volume intende offrire un quadro aggiornato delle più recenti correnti storiografiche americane sui grandi temi del sud e della guerra civile. È del tutto impossibile avere una esatta comprensione della seconda senza penetrare quella realtà così diversa e lontana da tutta la nostra tradizione storica e ideologica di europei che fu il vecchio sud. Sin qui, quasi ogni tentativo fatto in Italia per affrontare tale realtà è stato viziato dall’uso di parametri tipicamente europei, il che ha portato in genere ad una visione distorta, peggiore, se possibile, della stessa ignoranza. Tutto ciò forma la base per una analisi di quel grandioso sconvolgimento che fu la guerra civile, il quale non solo imprime ancora oggi il suo marchio sui destini storici dell’america, ma rappresenta una tappa ineliminabile della storia del mondo industriale «Occidentale» attraverso l’avvento della guerra «totale», generata dalla rivoluzione industriale. Così viene descritta la finalità di questa opera collettanea che raccoglie gli interventi di vari autori, sotto la curatela di Raimondo Luraghi.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La guerra come ascesi. Il combattimento come pratica spirituale e sciamanica, dall’antichità al Novecento

    15.00

    Diego Baldini

    Per molti combattenti, in ogni epoca, la guerra ha rappresentato anche un mezzo di sublimazione, trasformazione ed elevazione spirituale: un’occasione per superare l’ego, affrontare il rischio e sacrificarsi in nome della Patria, della giustizia o della tutela dei più deboli. Il combattimento – in tal senso – ha espresso le alte virtù del coraggio, della lealtà, della disciplina, del senso del dovere, del cameratismo, dell’altruismo e del dominio di sé. Una forma di ascesi, seppur accompagnata dalla tragedia, dalla sofferenza e dalla morte. Questo saggio – documentato e completo – rappresenta un viaggio storico e verticale nella figura archetipica del guerriero: dagli ordini monastico-cavallereschi del Medioevo cristiano alla “Grande Guerra Santa” degli islamici, passando per la tradizione vedico-induista e per quella indoeuropea. Dall’addestramento degli opliti spartani, all’etica dei samurai, passando per i clan nordici dei Berserkr e per la strategia del grande esercito prussiano di Federico il Grande: un percorso che giunge nel cuore del Novecento, con l’ascesi mistico-guerriera di figure come Corneliu Zelea Codreanu, Ernst Jünger, Léon Degrelle e Ungern Khan.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La guerra degli Stati Uniti contro l’Europa e il futuro dello stato

    25.00

    Youssef Hindi

    L’Autore ha raccolto qui ciò che gli permette di ricostruire la storia di una guerra permanente, esistenziale, economica, quella che oppone gli Stati Uniti all’Europa. Questa guerra ha una storia, ma ha anche una genealogia, e per ricostruirla bisogna risalire ad Atene e alla sua egemonia marittima. In un secondo momento, l’autore sposta il punto di vista. Lasciamo lo strato materialistico di questo conflitto per spostarci sul terreno della “teologia politica”. Dobbiamo chiederci quale sia il rapporto tra l’elezione divina e il “Destino manifesto” degli Stati Uniti, e come ciò ha portato alla fine dello Stato di diritto, sul quale abbiamo fondato il sistema moderno della politica e delle relazioni internazionali, che oggi stanno cambiando verso un nuovo disegno multipolare.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La Guerra dei Sommergibili e dei Cacciatorpediniere italiani nel mediterraneo Orientale Giugno – Dicembre 1940. L’operazione Britannica “M.A.3” e l’affondamento del Cacciatorpediniere Italiano Espero

    36.00

    Francesco Mattesini

    Questo libro tratta di episodi di guerra in cui fu impegnata la Regia Marina Italiana dall’inizio della guerra, 10 giugno 1940, fino al termine dell’anno 1940. Gli episodi riguardano in particolare l’attività e le perdite dei cacciatorpediniere che avevano base a Tobruk, in Cirenaica, e l’attività e le perdite dei sommergibili che operarono nel Mediterraneo orientale e nel Mare Egeo. Dopo due modesti bombardamenti del piccolo porto di Sollum, in Egitto, al confine con la Cirenaica, da parte di una flottiglia di cacciatorpediniere italiani, le navi di superficie della Flotta britannica del Mediterraneo e gli aerei dell’Aviazione britannica, spesso impiegando le navi portaerei, ebbero buon gioco nella eliminazione delle due squadriglie di cacciatorpediniere italiani di base a Tobruk e successivamente trasferiti a Bengasi, dove le superstiti unità subacquee furono eliminate, mentre i sommergibili, che in quella zona operativa lungo la costa egiziana trovarono scarsità di traffico, conseguendo pertanto successi modesti, fu data dal nemico una caccia implacabile che portò a perdite dolorosissime. Si parla anche, in modo esaustivo, degli episodi del combattimento e dell’affondamento del cacciatorpediniere Espero il 28 giugno 1941 e dell’affondamento dell’incrociatore posamine greco Elli, silurato dal sommergibile Delfino all’interno del porto dell’Isola di Tinos, il 15 agosto 1941 festa dell’Assunta, che in quel momento, non essendo ancora l’Italia in guerra con la Grecia era una nave neutrale. E’ anche riportata quale fu la strategia, particolarmente prudente, della Marina e dell’Aeronautica italiana nel fronte marittimo del Mediterraneo orientale, dove non mancarono incidenti con la Grecia. Come il lettore, potrà riscontrare, alle perdite elevatissime riportate dal naviglio della Marina italiana non corrispose un altrettanto risultato favorevole, nei confronti della Marina britannica.

     

    Quick view
  • 0 out of 5

    La guerra di continuazione. Finlandia e Unione Sovietica (1941-1944)

    38.00

    Massimo Longo Adorno

    Durante la Pace ad interim successiva alla conclusione della Guerra d’inverno del 1940, la Finlandia cercò aiuti economici e militari presso paesi dell’Europa Occidentale, Gran Bretagna e Francia in primis, ma solo la Germania diede la sua disponibilità. Alla ripresa delle ostilità con l’Unione Sovietica, nel giugno del 1941, i finlandesi erano in grado di dispiegare una forza militare notevolmente superiore a quella del conflitto precedente. Con un esercito moderno guidato da comandanti audaci, la Finlandia invase l’Unione Sovietica insieme alla Wehrmacht tedesca, riconquistando rapidamente i territori persi. Alla rapida avanzata fecero seguito due anni e mezzo di guerra di trincea e, quando nel giugno del ’44 l’Armata rossa si scagliò con tutta la sua potenza contro le difese finlandesi sull’Istmo di Carelia, la Finlandia fu costretta a una strenua lotta difensiva per non divenire terra di conquista da parte delle forze nemiche. La pace successivamente conclusa tra Mosca e Helsinki avrebbe determinato il singolare destino della Finlandia nei decenni successivi, attraversati dalla Guerra fredda e dalla contrapposizione tra Est e Ovest, che sta purtroppo tornando drammaticamente d’attualità. L’autore riserva grande spazio anche agli aspetti politici e sociali del conflitto, scrivendo così una nuova pagina sulla Seconda guerra mondiale in Europa, in una prospettiva capace di suscitare l’interesse anche degli appassionati di storia militare e di questioni sovietiche.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La legge del Nord. La conquista dell’Artico e il nuovo dominio mondiale

    22.00

    Mary Thompson-Jones

    Il rapido scioglimento dei ghiacci artici sta riscrivendo la geografia del potere globale. Il Polo nord non è più un margine bianco sulle mappe: là dove per secoli ha regnato l’immobilità, oggi pulsa il cuore instabile della politica mondiale. Il Nord raccontato da Mary Thompson-Jones non è più quello remoto e impenetrabile dei romanzi d’avventura, ma la nuova frontiera della geopolitica contemporanea: una scacchiera dove si intrecciano rotte commerciali, ambizioni militari e crisi climatica. Il disgelo impone una diversa geografia del pianeta, apre passaggi tra continenti e porta alla luce giacimenti di gas e terre rare. Russia, Cina e Stati Uniti si contendono il controllo delle nuove vie marittime e degli avamposti strategici – dalla Penisola di Kola alla Groenlandia, fino alla Norvegia, alla Finlandia e ai Paesi Baltici – sempre più centrali nella contesa tra NATO e alleanza russo-cinese. Qui si combatte una guerra silenziosa, fatta di sottomarini, satelliti, poli scientifici e navi rompighiaccio, in un contesto di giurisdizioni che si spostano alla deriva come iceberg. Il confine tra cooperazione e conflitto è più sottile del ghiaccio che si frantuma. Thompson-Jones va oltre la cronaca: intreccia mito e realtà, rievocando le esplorazioni del Passaggio a Nord-Ovest, la resilienza del popolo Sámi e le mappe che trasformarono il Polo in un sogno di potere e di purezza. In un fragile equilibrio tra sicurezza, diplomazia e giustizia climatica, La legge del Nord mostra come, tra i ghiacci che si ritirano, si stia decidendo il vero futuro del dominio mondiale.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La Marina Militare Italiana nel mar Nero 1942-1943

    32.00

    Francesco Mattesini

    Nel pieno della Seconda guerra mondiale, quando il Mar Nero diventa uno dei teatri più insidiosi del conflitto navale, un pugno di uomini della Regia Marina italiana scrive una delle pagine più audaci e meno conosciute della storia militare. Il libro ricostruisce, con ritmo narrativo e rigore storico, l’azione del MAS 568, il motoscafo d’assalto che nel 1942 riuscì a silurare l’incrociatore sovietico “Molotov”, colosso della Flotta del Mar Nero. Attraverso testimonianze, documenti d’archivio e analisi tattiche, il racconto porta il lettore a bordo di quelle piccole unità leggere italiane – progettate per la velocità e il coraggio – che operarono lontano da casa, in condizioni estreme e spesso ignorate dalla grande storiografia. Un’opera che illumina un episodio straordinario, restituendo voce ai protagonisti e offrendo una nuova prospettiva sul ruolo della Marina Militare Italiana in un fronte dimenticato ma decisivo.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La Percee Du Bocage Vol. 3. Vassy. Tinchebray. Flers. Putanges

    69.00

    Stphane Jacquet – Marc Henri Barrabe

    Dopo il successo dei primi due volumi, che presentavano meticolosamente lo sfondamento del XXX e VIII Corpo britannico attraverso il bocage nella seconda metà di agosto 1944, ecco l’ultima puntata di questa serie, che descrive giorno per giorno, ora per ora, la carica delle truppe inglesi fino ad Argentan e il loro contributo alla chiusura della sacca di Chambois-Falaise, dal 5 al 20 agosto 1944. All’inizio di agosto, per le forze tedesche, l’obiettivo era innanzitutto quello di stabilire una linea difensiva da Vire a Aunay-sur-Odon, il cui perno era nel villaggio di Estry, in particolare per evitare l’annientamento a nord della sacca di accerchiamento che si stava formando (che sarebbe diventata la famosa Kessel di Falaise). In un caldo soffocante, inizia la battaglia di Estry, che durerà otto giorni! L’operazione Grouse consente agli inglesi di liberare Vassy e Tinchebray, poi Flers, Aubusson, Putanges, Briouze… Il 14 agosto 1944, Eisenhower ordinò a ogni soldato alleato di dare il massimo per sfruttare la situazione (allora estremamente favorevole), con l’obiettivo di ottenere una vittoria decisiva in Francia. Mentre l’esercito tedesco si ritirava verso la Senna, i “Tommies” della 15ª Divisione di fanteria scozzese, dell’11ª Divisione corazzata e della 3ª Divisione di fanteria proseguivano incessantemente la loro avanzata attraverso le siepi, ingaggiando aspri combattimenti. Di fronte a loro, sebbene in netta inferiorità numerica, le divisioni Fallschirmjäger e Panzer si aggrapparono tenacemente alle loro posizioni.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La riscoperta comunitaria. Oltre il neoliberismo: dalla competizione alla cooperazione e dal PIL al benessere

    14.00

    Fabrizio Fratus – Ilaria Bifarini

    La società contemporanea, divisa tra individualismo consumista e globalizzazione anonima, sembra aver dimenticato le radici del vivere insieme. “La Riscoperta Comunitaria” propone un’alternativa concreta: un modello capace di riportare al centro famiglia, legami locali, solidarietà e responsabilità condivisa. Non è un’utopia, ma una via possibile che intreccia economia, cultura e spiritualità: dalla proprietà diffusa alle cooperative, dal mutualismo al rispetto dell’ambiente, fino al ruolo delle piccole comunità come cellule vitali della Polis. Questo libro è un manifesto per chi rifiuta la logica del profitto assoluto, l’omologazione globale e la dipendenza dalle grandi concentrazioni di potere, e sceglie invece di costruire – qui e ora – un futuro radicato, equilibrato e più umano.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La Rivoluzione Conservatrice

    30.00

    Armin Mohler

    Movimento intellettuale complesso e affascinante – nato tra le macerie della Prima guerra mondiale e spentosi con l’avvento del Terzo Reich – la Rivoluzione Conservatrice non fu né semplice reazione né precursore del nazionalsocialismo: fu un intreccio di correnti e autori – da Jünger a Spengler, da Moeller van den Bruck a Niekisch, fino a Carl Schmitt – che tentarono di pensare un futuro oltre il liberalismo, l’individualismo e il materialismo della modernità. In quest’opera monumentale, Armin Mohler ricostruisce genealogie, famiglie ideali, riviste e gruppi che animarono la Repubblica di Weimar, offrendo un repertorio senza eguali di idee, figure e tensioni politiche. Lontana dall’essere un blocco monolitico, la Rivoluzione Conservatrice appare qui come una costellazione di voci accomunate dalla volontà di coniugare radici e rinnovamento, tradizione e rivolta. Un classico imprescindibile, finalmente ripubblicato nella sua interezza, per comprendere le fratture del Novecento europeo e le sfide – ancora attuali – tra modernità, tecnica e identità.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La rivoluzione in camicia nera. Dalle origini al 25 luglio 1943

    21.00

    Paolo Buchignani

    La tesi dello storico Buchignani è che sia esistito un gruppo di fascisti rivoluzionari separato dal fascismo “che conosciamo tutti” – conservatore, squadrista, autoritario, autocratico, totalitario, razzista – e che questo gruppo abbia poi inevitabilmente sposato i princìpi del partito comunista. L’indagine si dipana a partire dagli intensi rapporti intercorsi tra il fascismo di sinistra e alcuni importanti gerarchi e intellettuali, con il fine di spiegare i rapporti tra fascismo e cultura d’avanguardia nella Roma di Bontempelli, Pirandello, Ungaretti, Marinetti; nei romanzi di Moravia; nelle riviste e nei giornali fascisti. Un’analisi puntuale di una parte dolorosa della nostra storia.

    Quick view
  • 0 out of 5

    La Sicilia Separatista. Il Movimento Separatista, i moti popolari del “Non si parte” e l’assassinio di Antonio Canepa (1944-1945)

    20.00

    Roberto Gremmo

    Il volume analizza essenzialmente gli anni 1944 e 1945 in Sicilia, durante l’occupazione Alleate. Il movimento indipendentista, i moti popolari del “non si parte” e l’assassinio di Antonio canepa. Particolarmente interessante, la posizione del partito comunista, del “governo” italiano. Forse, viene un po sottostimato il ruolo degli “Alleati”.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le Baionette del Fucile Mod. 1870. Il Vetterli Italiano

    70.00

    Dario Viganò

    Il Vetterli e la sua baionetta furono nelle mani del soldato italiano per molti anni: nelle guerre coloniali, nella Prima Guerra Mondiale e in molti altri conflitti. In questo studio si affronta inizialmente un’accurata analisi dei differenti modelli di fucile italiano sistema Vetterli Mod. 1870. Di seguito si prendono in esame, in modo esteso ed organico, la storia e le varie produzioni delle baionette per il fucile, per i moschetti e per tutte le loro varianti. Vengono trattate tutte le baionette regolamentari, le sperimentali, quelle d’emergenza e le buffetterie. Nell’ultima parte del volume troviamo i capitoli dedicati alle baionette nate per il Vetterli e poi modificate per altri fucili. Una ricca documentazione fotografica, con circa 700 immagini a colori, e apparati documentari forniscono un supporto, quanto più completo possibile, sulle specifiche particolari. Quest’opera è da ritenersi uno strumento indispensabile per appassionati, collezionisti e istituzioni museali.

    DISPONIBILE DAL 15 Marzo CIRCA

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le capacità expeditionary dell’Aeronautica militare italiana. Cambiamenti ed evoluzioni negli ultimi vent’anni di operazioni

    22.00

    Simone Rinaldi

    Compiere efficacemente operazioni militari a migliaia di chilometri dal territorio nazionale è una grande sfida logistica e operativa. L’Aeronautica Militare negli ultimi anni è stata chiamata a intervenire in vari scenari di crisi, conflitti o emergenze. Questo ha richiesto, soprattutto negli ultimi vent’anni, una profonda trasformazione, attraverso lo sviluppo di capacità expeditionary sempre più strutturate, autonome e interoperabili.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le guerre del Nord 1558-1721

    24.00

    Robert I. Frost

    Questo libro offre uno studio accurato sulla serie di guerre, ancora poco conosciute ma di cruciale importanza, combattute per il controllo del Baltico e dell’Europa nord-orientale negli anni 1558-1721. All’inizio del periodo, Svezia e Polonia erano le potenze dominanti del Nord Europa, mentre alla fine verranno entrambe eclissate da Russia e Prussia, le due nuove superpotenze internazionali che domineranno la scena. Si tratta della prima opera completa nel panorama italiano a prendere in considerazione la rivoluzione in tema di strategia militare avvenuta nei campi di battaglia dell’Europa orientale. Robert I. Frost esamina l’impatto della guerra sui sistemi sociali e politici molto diversi di Svezia, Danimarca, Polonia-Lituania e Russia, e spiega le ragioni del successo della Russia, mettendo anche in discussione i racconti tradizionali di personaggi importanti come Pietro il Grande e Gustav Adolf. Basato su un’ampia ricerca su fonti primarie e secondarie, questo libro fornisce un importante contributo al dibattito sull’innovazione in materia di strategia militare e sullo sviluppo politico nell’Europa moderna.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le origini del revisionismo

    22.00

    Serge Thion – Andrea Carancini – David Skrbina

    In guerra la prima vittima è proprio la verità dei fatti. Un problema che si ripropose in modo impetuoso all’indomani della conclusione della Seconda Guerra mondiale, quando le potenze vincitrici pretesero di giudicare le nazioni sconfitte nei vari processi che si susseguirono dopo il 1945, a cominciare dal Processo di Norimberga. A questo proposito si levarono innumerevoli voci che contestarono la legittimità di questi procedimenti, e che sottolinearono il fatto, come scrissero a suo tempo Maurice Bardèche e Freda Utley, che questa azione inquisitoria era funzionale all’occultamento dei “crimini di guerra” compiuti dai vincitori.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le origini giudeo-massoniche e plutocratiche dell’imperialismo americano

    25.00

    Gian Pio Mattogno

    Quando una potenza si proclama “anti-imperialista”, ma cresce attraverso annessioni, guerre “umanitarie”, protettorati e controllo finanziario, la domanda non è se esista un impero: è chi lo governi davvero. In questo libro Gian Pio Mattogno ricostruisce, con passo polemico e documentario, la genealogia dell’imperialismo statunitense nei suoi snodi decisivi: la formazione delle élite economiche, la Dottrina Monroe e il Destino Manifesto, fino alla guerra ispano-americana del 1898 e alla conseguente “dollarizzazione” di Cuba. Tra diplomazia, banche, lobby, propaganda e retoriche civilizzatrici, l’autore propone una chiave interpretativa netta e volutamente provocatoria, che intreccia potere politico e potere finanziario in una lettura di lunga durata. Ne risulta un viaggio negli ingranaggi di una grande macchina storica: la trasformazione di una repubblica continentale in un sistema di influenza capace di proiettarsi oltre oceano, imponendo regole, moneta e interessi. Un testo che non cerca il consenso facile: chiede al lettore attenzione, confronto critico e disponibilità a seguire le tracce – spesso scomode – lasciate dai fatti e dalle fonti.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le pagine strappate della storia. L’occupazione jugoslava di Trieste e Gorizia e il terrore comunista sul confine orientale

    15.00

    Fausto Biloslavo

    «La storia è spesso monca di pagine scabrose per motivi politicamente corretti, che a lungo andare si rivelano un mero tabù. Scheletri negli armadi da tenere sotto chiave. Per questo è doveroso rimettere al loro posto le pagine strappate della tragedia delle foibe e del dramma dell’esodo». Con queste parole Fausto Biloslavo introduce un’opera costituita da pagine – alcune inedite, altre da riscoprire – scritte a più mani sulle violenze comuniste titine lungo il Confine Orientale, in particolare nelle città di Trieste e Gorizia: il libro approfondisce le occupazioni jugoslave – per non annegare nell’oblio i giorni di terrore delle due città italiane – ma anche ciò che accadde nelle famigerate Goli Otok e Borovnica, e il ruolo dell’OZNA – la terribile polizia segreta di Tito – in questa storia insanguinata. Le pagine strappate della Storia affronta un altro tabù non ancora superato: mascherare la realtà dei fatti omettendo di chiamare i crimini e i criminali con il loro nome, secondo la liturgia del politicamente corretto.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Le rune divine e i miti del nord

    20.00

    Mario Polia

    Il fascino delle “rune divine” oggi non è ancora del tutto scemato. Ma piuttosto che agli appassionati della letteratura magico-occultistica e dei loro millantati impieghi magico-oracolari, questo saggio di Mario Polia è destinato a chi sia animato da un interesse di conoscenza della cultura religiosa, e in specie della cultura dei popoli germanici. “Le rune divine e i miti del nord”, infatti, espone i risultati di una lunga riflessione dedicata dall’autore a questo particolare aspetto delle antiche radici culturali dell’Europa.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Les boucles allemandes 1933 – 1945. Vol. 1. Heer – Luftwaffe – Kriegsmarine – Polizei – Postschutz – RAD

    55.00

    Carole Suppo –  Frederik Suppo

    Finalmente una nuova pubblicazione sulle fibbie per cinture tedesche dal 1933 al 1945, dalle edizioni francesi Memorabilia. Collezionare fibbie tedesche sarà forteente agevolato dalle informazioni prsentate in questo ottimo lavoro. Un volume tecnico ma, analizzato e spiegato in modo semplice. Questo primo volume (in totale saranno due) presenta i modelli dell’Heer, della Luftwaffe, della Kriegsmarine, della Polizei, del Postschütz e del RAD. Vengono presentati i diversi ponticelli, le marcature, le linguette in pelle e in tessuto, le cuciture, tutti i tipi e i modelli. È un’opera essenziale, scritta e pubblicata da collezionisti per altri collezionisti.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Les paras a Dien Bien Phu. Vol. 1 20 novembre 1953 – 12 marzo 1954

    59.00

    Olivier Bellec

    Ci sono nomi che hanno un significato speciale nella nostra storia. Dien Bien Phu è impresso nella coscienza collettiva francese come una sconfitta segnata da una serie di delusioni, ma anche di gloria. Settant’anni dopo, l’autore invita il lettore ad accompagnare i paracadutisti in battaglia, giorno per giorno, persino ora per ora. Per questo libro, che si propone come opera di riferimento, i fatti sono stati ricostruiti sulla base di documenti dell’epoca e integrati da testimonianze oculari, perché la storia può essere compresa solo comprendendo la vita delle persone che l’hanno scritta. L’autore si è posto l’obiettivo di produrre un’opera storica il più accurata possibile attraverso numerosi controlli. È tempo di puntare il dito contro alcune leggende che circolano fin dalla battaglia e di ripristinare la verità su alcuni fatti. Per la prima volta in un’opera del genere, è anche possibile scoprire le uniformi, le armi e l’equipaggiamento che hanno plasmato la vita quotidiana degli uomini durante la battaglia.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Lo Stato tedesco su fondamenta nazionali e sociali. Nuove vie nello Stato, nella Finanza e nell’Economia

    28.00

    Gottfried Feder

    Nel 1923, in una Germania prostrata dalla sconfitta e dall’inflazione, Gottfried Feder — teorico della “liberazione dalla schiavitù da interesse” e tra i principali artefici del programma in 25 punti del NSDAP — pubblicò questo testo destinato a diventare uno dei pilastri ideologici del nazionalsocialismo. Qui Feder propone una rifondazione integrale dello Stato tedesco: non una semplice restaurazione delle vecchie strutture, ma la creazione di un ordine nuovo, radicato nel popolo e guidato da una concezione etico-economica organica. Contro il capitalismo individualista e contro il collettivismo marxista, Feder delinea un modello fondato sulla responsabilità personale, sul primato del bene comune e sulla comunità di lavoro dei “Volksgenossen”. L’economia vi è concepita come strumento per la soddisfazione dei bisogni vitali, non come meccanismo di profitto; il denaro come mezzo di scambio e non come fine, da sottrarre all’egemonia della finanza internazionale e del “capitale anonimo”. Attraverso un’argomentazione sistematica, l’autore affronta i fondamenti etici e giuridici dello Stato, la questione fondiaria e bancaria, la riforma della finanza pubblica, la crisi del parlamentarismo e la necessità di una nuova classe dirigente, capace di unire autorità e responsabilità. Lo Stato che egli prefigura è lo “Stato del lavoro e dell’ordine”: una comunità di destino fondata sul sangue e sul lavoro comune, dove libertà individuale e disciplina comunitaria trovano un nuovo equilibrio. Tradotto per la prima volta integralmente in italiano e corredato da un apparato critico, questo volume offre ai lettori uno strumento essenziale per comprendere dall’interno la genesi del pensiero statale nazionalsocialista e la logica economico-ideologica che ne sostenne l’ascesa.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Luftwaffe Gallery – Photos and Profiles n. 7. Against England!

    45.00

    Erik Mombeeck- Maciej Goralczyk

    Volume 7 della serie Luftwaffe Gallery. Quando i vignettisti della Luftwaffe tedesca hanno ripreso il tema di Against England, sono stati in grado di liberarsi davvero e tirare fuori tutte le fermate, che contrastavano con la presunta frugalità nell’equipaggiamento delle unità e nella decorazione personale di aerei della Luftwaffe, come alcuni sostengono. È degno di nota che c’erano artisti autentici nelle file di ogni unità, ma l’espressione di questa arte è gradualmente scomparsa con l’aumentare delle perdite di aerei e personale. Mentre la guerra aerea tra la RAF e la Luftwaffe inizialmente appariva cavalleresca, divenne rapidamente impietosa e persino brutta mentre i Jabo tedeschi attaccavano infrastrutture civili e veicoli per terrorizzare la popolazione britannica. Poiché le battaglie notturne hanno coinvolto principalmente equipaggi britannici che combattevano i loro avversari tedeschi per la loro patria, gli autori colgono l’occasione per presentare la continuazione dell’articolo pubblicato nel numero precedente, che si concentrava sugli attacchi diurni. C’è così tanto da dire e rivelare su questo argomento che è stato necessario scegliere il formato di 96 pagine precedentemente riservato alle edizioni speciali.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Luoghi nascosti della prima guerra mondiale dalle Alpi Carniche all’Adriatico

    33.00

    Vinko Avsenak – Karl Pallasmann – Marco Pascoli

    Il volume prende forma da decenni di ricerche sulla storia e sui siti della Prima Guerra Mondiale 1914-1918, svolte con particolare riferimento al fronte italo-austriaco fra la Val Pusteria e il Mare Adriatico. La suddivisione in capitoli di questo libro risponde ad una classificazione geografica che tiene in forte conto la prospettiva militare in voga nel periodo bellico, tavolta difforme dagli attuali confini politico-amministrativi o, dalle percezioni di appartenenza delle comunità locali. Sui volumi editi dalle Edizioni Saisera e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento.

    Rilegato, 30 x 22 cm. pag. 256 riccamente illustrato con foto b/n e colori e cartine a colori

    Testo in lingua italiano0 / tedesca/ slovena

    Stampato nel 2026 da Edizioni Saisera

    Quick view
  • 0 out of 5

    Monfalcone tra Medioevo e Rinascimento. La fortezza della Repubblica Veneta

    24.50

    Gualtiero Pin

    Il ritrovamento di un disegno dell’anno 1550 che propone Monfalcone come fortezza veneziana è un’occasione per indagare sulle vicende storiche tra i sec. XV e XVII in un’area che oggi ritorna ancora ad essere di grande attenzione come il punto più a nord del mare Mediterraneo. Il volume, oltre a descrivere i luoghi tra Isonzo, Timavo, Carso e Litorale, in cui gli eserciti della Serenissima e degli Imperiali sollecitati dall’introduzione dei reparti dell’artiglieria dovevano valutare e caratterizzare la loro strategia militare, mette in evidenza le trasformazioni delle città e dei villaggi che nei secoli precedenti rappresentavano il Patriarcato di Aquileia. I protagonisti di questa trasformazione, che segna profondamente il periodo del Rinascimento sul Lacus Timavi e nell’Area del Nord- Est della penisola italica, sono le città medievali che a partire dall’anno 1420 acquistano nuove forme e originano strutture territoriali presenti nel paesaggio ancora oggi.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 128 con numerose mappe, foto e planimetrie a col e b/n

    Stampato nel 2025 da Gaspari/CERM

    Quick view
  • 0 out of 5

    NATO/non NATO – Crisi di uno strumento di dominazione coloniale

    15.00

    AA. VV.

    Ad 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, il prolungarsi della “guerra infinita” fra Nato e Russia in Ucraina, e la spregiudicata strategia del presidente statunitense Donald J. Trump di imposizione economica di dazi ed acquisti forzosi di armi e beni agli “alleati” europei tramite le gerarchie dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione europea ripropongono con forza un quesito che ciclicamente riemerge nel dibattito politico europeo, ma finora senza esiti concreti; ed è la medesima domanda che anche in queste pagine i nostri Autori si pongono e pongono al Lettore: perché rimanere nella Nato? A che serve, oggi, questa megastruttura à tête americaine? Quanto ci costa? E soprattutto, chi serve?

    Quick view
  • 0 out of 5

    Norwegian Volunteers of the Waffen SS

    75.00

    Caratterizzato da oltre 1000 fotografie, molte delle quali inedite, questo è il primo libro, organico e completo che presenta la storia dei 4.500 volontari norvegesi che si arruolarono volontari nella Waffen SS. Scritto da Geir Brenden e Tommy Natedal – quest’ultimo studia la problematica dei volontari norveggesi dal 1980 – il libro si basa sull’enorme archivio fotografico di Geir e Tommy e prende in esame i diversi fronti dove hanno combattuto la maggior parte dei volontari norvegesi: il Caucaso, Leningrado e la penisola di Carelia. Sono analizzate, dettagliatamente, anche le formazioni in cui sono stati inquadrati e hanno combattuto i volontari norvegesi: Divisione “Wiking”, la Legione Volontari Norveggese, i diversi battaglioni di polizia, la Compagnia sciatori norveggese, lo Skijager Bataillon e il Reggimento “Norge”. Le immagini sono di notevole qualità, e ci mostrano uno scorcio della Seconda Guerra Mondiale che spesso la grande pubblicistica ha tenuto nscosto.

    Brossura, 23 x 31 cm. pag. 528 completamente illustrato con circa 1100 foto b/n + 8 pagine fuori testo con foto e illustrazioni a colori

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2025 da Helion

    Condizioni del libro: lievissima piega in basso a sinistra nella quarta di copertina

    Quick view
  • 0 out of 5

    Nuovo Catari per Saint-Loup

    34.00

    Saint-Loup

    Pubblicato nel 1969, Nuovi Catari per Montségur, dello scrittore francese Saint-Loup (1908-1990), fa parte del ciclo “Patrie Carnali”. Questo appassionante romanzo racconta i destini avventurosi e turbolenti di alcuni giovani amici, pionieri, come l’Autore, dell’esperienza degli ostelli della gioventù creati da Léo Lagrange. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, alcuni si uniranno alla Resistenza, altri alla Milizia e alla SS.  Ma il trait d’union che collega questi giovani idealisti è l’incontro, nel 1937, con l’SS Otto Rahn, che si reca a Montségur alla ricerca del vero Graal e del suo segreto. Nuovi Catari per Montségur è uno dei migliori romanzi di Saint-Loup, con il suo senso della tragedia e l’evocazione di diverse pagine di storia, in primis l’epopea catara, quella delle SS ed infine dell’Occitania, l’Autore riscopre lo spirito epico dei più grandi narratori europei.  Completa il carattere unico e indimenticabile del libro il personaggio misterioso e accattivante di Auda Isarn, una moderna Esclarmonde de Foix

    Quick view
  • 0 out of 5

    Nuts & Bolts No. 50. Sd.Kfz. 7 – 8 ton Zugkraftwagen Krauss-Maffei and variants; schwere 10 cm Kanone & 18 Sd.Ah. 115

    45.00

    Nicolaus Hettler – Detlev Terlisten

    olume 50 della serie “Nuts & Bolts”. Poiché il volume 34, dedicato all’Sd.Kfz. 7, era fuori catalogo da tempo, l’editore ha ricevuto numerose richieste di una nuova edizione. Non volendo limitarsi a ristampare l’originale, il contenuto è stato ampiamente aggiornato e ampliato per includere il 10 cm Kanone 18 e il Sonderanhänger 115 da 10 tonnellate, entrambi tipici carichi rimorchiabili per gli Sd.Kfz. 7-8. Il risultato è il volume 50, che, con le sue 320 pagine, è quasi il doppio del volume 34 e contiene circa 320 fotografie storiche, circa 250 fotografie di veicoli e artiglieria provenienti da musei e collezioni private, 110 disegni tecnici dell’Sd.Kfz. 7, del 10 cm Kanone 18 e dell’Sd.Ah. 115, nonché 20 schemi di mimetizzazione basati su fotografie storiche dell’Sd.Kfz. 7 di Laurent Lecocq. A questo si aggiungono dodici K.St.N. per le tipologie di unità equipaggiate con questi veicoli e cannoni.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Paracadutisti dopo El Alamein. 1° Reggimento d’assalto “Amedeo d’Aosta”, CCLXXXV Battagliano paracadutisti, X reggimento, A.D.R.A.

    18.00

    Federico Ciavattone – Cristiano Maria Dechigi –  Basilio Di Martino

    Dopo la Battaglia di El Alamein, dell’ottobre-novembre 1942, la presenza dei paracadutisti italiani in Africa settentrionale non si esaurì. Le aviotruppe, infatti, continuarono ad essere protagoniste dei combattimenti, sia contro l’8° Armata Britannica che contro la 5° Armata Americana, sino al maggio 1943. I superstiti della “Divisione Folgore”, una volta organizzati, andarono a formare il CCLXXXV Battaglione Paracadutisti che combattè sulla Linea Mareth, sulla linea Enfideville e a Takrouna. Nell’ottobre 1942, inoltre, arrivò in Tunisia il Battaglione Paracadutisti della Regia Aeronautica che, tra il 21 ed il 23 novembre, fu impegnato contro gli americani a Gabel Abiod, a ridosso del confine tra Tunisia e Algeria. Successivamente, nel gennaio 1943, giunse anche il Comando del 1° Reggimento d’Assalto “Amedeo d’Aosta” della Regia Aeronautica che, pur modificato più volte nella struttura, fu presente fino all’ultimo giorno cedendo le armi solo con la resa finale. Tra il Gennaio ed il Maggio 1943, infine vi fu un susseguirsi di rilasci di Pattuglie di Paracadutisti Sabotatori che culminò, nel giugno 1943, con l’Operazione “Campi Africano” quando 10 Pattuglie degli Arditi Distruttori della Regia Aeronautica e 4 del X Reggimento Arditi vennero inserite tra Libia, Tunisia e Marocco per colpire gli aeroporti Alleati.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Per la vita e per la morte! Adolfo Matteucci il più fascista di Perugia

    32.00

    Stefano Fabei

    Più fascista di Mussolini… fu Adolfo Matteucci, nella vita e soprattutto nella morte che affrontò con un coraggio più grande di quello del capo del Fascismo e una serenità dovuta alla consapevolezza di aver sempre fatto, pur con degli errori, il proprio dovere. Nato nel 1912 da una modesta famiglia contadina nel comune di Passignano, a quattro anni perse il padre, caduto nella Grande guerra. Cresciuto, con la sorella, dalla madre che provvide all’educazione, anche culturale, dei figli, affascinato dal mito del Duce, visse la giovinezza nel “culto del littorio” con passione, ma sempre con spirito critico nei confronti del regime. Legionario in camicia nera, volontario pluridecorato nella guerra di Spagna, nei Balcani e in Russia tra il 1941 e il 1942, sergente della Polizia provinciale durante la RSI, fu processato in un’atmosfera da bolgia infernale per avere, su ordine superiore, ucciso con due colpi alla nuca Marcello Lisa, disertore della GNR. Condannato a morte il 4 luglio 1945 dalla Corte d’Assise di Perugia – unico caso di esecuzione in questa città per sentenza italiana – venne fucilato il 7 marzo 1946, tre mesi prima dell’amnistia Togliatti entrata in vigore il 22 giugno. In queste pagine il lettore conoscerà gli ideali, i sogni e le delusioni di un uomo che improntò ai valori del fascismo la propria vita, senza rinnegare niente, senza tradire i camerati, né invocare alcuna grazia.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Polemos. La guerra in Grecia

    18.00

    Giuseppe Zanetto

    Nella civiltà delle poleis, ogni generazione mandava soldati a combattere e morire; ogni generazione era testimone di devastazioni e saccheggi. Insomma, la guerra per i Greci faceva parte della ‘normalità’ della vita. È naturale, dunque, che fosse una presenza forte del discorso pubblico, ma anche dell’immaginario, delle espressioni artistiche e del sistema di valori. Ma che rapporto avevano con la guerra gli antichi Greci? Come vivevano questa ‘normalità’? Esistevano voci che si schieravano contro questa pratica, invocando altre vie di superamento dei conflitti? Il libro – facendo tesoro della storiografia ma anche delle voci altissime della letteratura, dall’epica alla tragedia – ricostruisce i tanti aspetti della guerra: dalla sua dimensione pratica e quotidiana alle tecniche militari, dal modo di guardare al nemico al peso degli imperialismi.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Predynastic Egyptian warrior armies and river warfare

    26.00

    Chris Flaherty

    Questo libro esamina il periodo predinastico dell’Egitto quando il primo braccio di Hunter-Warrior-Soldier emerse al varico della soglia militare. Questo è meglio descritto come uno stato nell’evoluzione militare, dove varie società emergenti in tutto il mondo, in una fase o nell’altra partecipano all’organizzazione di un esercito di soldati per la guerra. A partire da band Predynastic Hunter-Warrior e altre prime raffigurazioni di combattimenti tra guerrieri armati, assedi e canoe di guerra che probabilmente dominavano la campagna per unificare l’Egitto, il libro aggiorna l’archeologia e ricerche che mostrano la probabile apparizione dei guerrieri egiziani predinastici, le armi che sono state utilizzate e come le Prime Armi potrebbero aver combattuto battaglie in quest’epoca. Significativamente, la guerra egiziana predinastica era dominata dalla navigazione fluviale. La canoa di guerra, o carrozze divenne il mezzo per consegnare un gran numero di guerrieri lungo il Nilo.

    Quick view
  • 0 out of 5

    Prigionieri nel Texas

    17.00

    Gaetano Tumiati

    «Avremmo dovuto pensarci prima, nel 1938 o 1939, dire che l’Asse Roma-Berlino non ci andava più, schierarci con gli antifascisti o addirittura scapparcene a Londra o a Parigi. Non l’abbiamo fatto, abbiamo scelto la via opposta. E ora dobbiamo andare fino in fondo.» Sono queste le convinzioni che impongono a Gaetano Tumiati, preso prigioniero dagli americani in Africa, di mantenere la propria coerenza di soldato italiano e gli permettono di sopravvivere a Hereford, un campo di concentramento nel Texas. Queste pagine, a volte ironiche a volte commosse, narrano come in un diario i fatti notevoli e quotidiani della sua vita di WP (War Prisoner) 8WI-28625, dalla resa in Tunisia nel maggio del 1943 al ritorno a casa nel gennaio del 1946: il travaglio morale e politico di fronte alla scelta o meno di collaborare con gli Alleati, i vivaci ritratti dei compagni di prigionia, le sofferenze e le angustie della vita da recluso.

    Quick view