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    Lawrence d Arabia – I rapporti segreti della Rivolta Araba

    25.00

    Pubblicati per la prima volta i rapporti e i messaggi integrali che T.E. Lawrence inviò ai propri superiori durante la Rivolta Araba. I testi qui tradotti sono un racconto militare ma anche la cronaca della vicenda di un grande scrittore p0restato alle necessità belliche che fu capace di perseguire un sogno: regalare agli Arabi un’identità nazionale e uno stato libero e indipendente. La nacessità di questi rapporti non offuscano la scrittura raffinata di Lawrence né la capacità di osservare gli avvenimenti con una visione che ancora oggi stupisce per intuizione storico-politica.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 565

    Stampato nel 2019 da Luni

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    Lazarus e la battaglia di Lepanto (Romanzo)

    Il prezzo originale era: €19.00.Il prezzo attuale è: €11.40.

    Fabio Ragno         prezzo di listino: 19.00 (sc. 40%)

    Due esistenze collegate l’una all’altra, divise dai secoli eppure anime affini. Nella Venezia di oggi, un uomo inizia a percepire le immagini di una vita simile alla sua, eppure molto lontana nel tempo. Nella Venezia del Cinquecento, Lazarus, al servizio della Serenissima, si ritroverà invischiato nella grande Storia, protagonista inconsapevole dei meccanismi tortuosi che porteranno allo scontro con i turchi. Con l’avvicendarsi di grandi uomini, come Marcantonio Bragadin, Sebastiano Venier seguiremo Lazarus fino alla battaglia decisiva, nel golfo di Lepanto, quando la Cristianità tutta fermerà l’avanzata turca, sotto il gonfalone di San Marco.

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    Le «signore del fascio» – L’associazionismo femminile fascista nel ravennate (1919-1945)

    15.00

    La prima ricerca organica sull’associazionismo femminile fascista della provincia di Ravenna. Ricostruendo il panorama delle organizzazioni di massa del regime, l’autrice ne delinea la vicenda storica e il diverso radicamento nel territorio ravennate, esaminando il ruolo in esse ricoperto dalle donne e soffermandosi in particolare sulle associazioni femminili, Massaie rurali, Sezioni operaie e lavoranti a domicilio e Fasci femminili, analizzate sulla scorta di fonti in gran parte inedite.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 134

    Stampato nel 2008 da Longo Editore

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    Le 25 tesi della religione tedesca – Il neo-paganesimo nel Terzo Reich

    25.00

    Le 25 tesi della Religione tedesca (pubblicate nel 1934) escono oggi come prima traduzione italiana di un’opera di Ernst Bergmann, il filosofo di Lipsia che, insieme a Wilhelm Hauer, fondò nel 1933 il neo-pagano Movimento per la Fede Tedesca (Deutsche Glaubensbewegung). Bergmann fece scalpore in Germania e fuori, dando vita, all’interno del nazionalsocialismo, ad un vero e proprio “femminismo razzialista” (Rassenfeminismus) legato al sangue e al suolo e al culto panteista per la Madre di tutte le cose (Allmutter). Questo breve libro – che intese presentarsi come un contro-catechismo neo-pagano e anti-cristiano – proponeva il ritorno all’arcaica religiosità della natura, come era stato tra le stirpi germaniche prima della cruenta cristianizzazione, e indicava al popolo i nuovi valori: etica comunitaria, sanità fisica e psichica, il nordico eroismo di luce, l’ariana empatìa dell’uomo con il Tutto (Einsfühlung), una Chiesa etnica di popolo (Volkskirche). Doveva così risorgere una religiosità razziale, basata sul primato del sangue: questa “religione consona alla stirpe” credeva nella divinità dell’uomo, nella sacralità della natura, in un mondo increato dove vige l’etica aria della lotta e della vittoria. Si trattava di una vera ordalìa fra O∂inn, il dio sciamano della razza nordico-aria, e Yahweh, il tirannico dio semita patriarcale. La teoria estrema di Bergmann metteva in gioco il ritorno al culto pagano per Madre Terra (Mutter Erde), teorizzando la superiorità del sesso femminile in quanto sacra sorgente della razza, e addirittura ventilava una restaurazione dei mitici culti matriarcali.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 196

    Stampato nel 2017 da Thule

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    Le 2e BCCP. Battaillon Coloniale de Commandos Parachutistes. Indochine 1947-1949

    48.00

    Nel 1945, l’esercito francese di fronte alla necessità di ricostruire un’identità militare, martoriata da una guerra che, alla fine seppur vinta grazie agli anglo-americani, aveva messo in evidenza tutte le carenze dell’Armata francese, decide di adottare una nuova arma, giovane e dinamica, incarnata dalle truppe aviotrasportate. E ‘in questo contesto che nel luglio 1946 la direzione generale delle truppe coloniali, convinta ad avere, pure loro, uno strumento equivalente, decise di istituire un battaglione di paracadutisti di fanteria coloniale. La sua spina dorsale è formata da un nucleo preesistente di un commando in Estremo Oriente, che nel 1947 prenderà il nome definitivo del 2° Battaglione Coloniale Commando Paracadutisti. Nei due anni di continui combattimenti, (soprannominati “Berretti Rossi”) combatteranno in Vietnam del Sud contro un nemico implacabile: i guerriglieri comunisti Viet Minh. Questa è la storia di questi uomini straordinari, da cui discendono gli attuali paracadutisti del 2° RPIMa. L’apparato fotografico è di ottimo livello, costituito da centinaia di fotografie in b/n, e moltissime immagini di distintivi e documenti a colori.

    Rilegato, 21,5 x 30,5 cm. pag. 173 completamente illustrato con foto a colori e b/n

    Testo in lingua inglese

    Stampato nel 2014 da Heimdal

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    Le aberrazioni in balistica forense e nel sopralluogo – Le investigazioni forensi

    38.00

    Questo libro nasce dall’esperienza sul campo, un’esperienza maturata principalmente presso le procure e i tribunali calabresi, godendo allora e ancora oggi della fiducia e della stima di quegli uffici. L’Autore non si ferma tuttavia a questo settore; estende la sua ricerca e la sua esposizione ad altri temi, quali gli incidenti, suicidi, pratiche mortali di autoerotismo ed altro ancora. Si tratta, in conclusione, di un compendio di medicina legale, sintetico, quanto scientificamente ineccepibile, aggiornato e prezioso per gli esperti del settore, ma anche per gli operatori del diritto, magistrati, avvocati, medici legali, che avranno adesso uno strumento in più di conoscenza e di approfondimento per il loro difficile lavoro. Il libro costituisce, pertanto, un vademecum di grande utilità, non solo per gli esperti del settore, ma anche per gli operatori pratici del giudizio penale i quali potranno ora giovarsi di uno strumento fondamentale per lo studio delle scienze forensi.

    Rilegato, 17 x 24 cm. pag. 280

    Stampato nel 2012 da Iiriti Editore

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    Le ali del potere – La propaganda aeronautica nell’Italia fascista

    24.00

    Sulla base di un ampio campione di fonti, questo libro scandaglia il tema del fascismo alato, indagando il legame precoce tra fascisti e ambienti aviatori e evidenziando come il regime di Mussolini si configurasse come un caso originale di uso politico e ideologico dell’aeronautica. Con l’identificazione mitica tra aviazione e fascismo, tra arte del pilotaggio e arte di governo, con la valorizzazione delle esperienze aviatorie del Duce, con il ricorso alla retorica dannunziana e alla polemologia futurista per esaltare le imprese delle ali italiane, gli artefici della propaganda svilupparono un culto patriottico dell’aviazione che svolse una funzione pedagogica centrale nella politica fascista. La storia di questo culto arricchisce la conoscenza della natura rituale e scenografica del fascismo, nonché della sua permanente oscillazione tra la propensione a irreggimentare le masse con l’organizzazione capillare di manifestazioni aeree rivolte al pubblico – e la promozione dell’eroismo aristocratico – con la glorificazione di piloti quali Francesco Baracca o Francesco De Pinedo.
    Cartonato con sovracopertina 15,5 x 23,5 cm. pag. 340

    Stampato nel 2010 da Utet

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    Le ali dell’ibis – La missione italiana in Somalia

    21.00

    La Missione Ibis prende il via nel dicembre del 1992 e si presenta fin dall’inizio come missione dura, in un ambiente ostile per le avverse condizioni climatiche e con una logistica resa problematica dalle enormi distanze e ancor più dalla esiguità dei mezzi a disposizione. Il rapporto umano che si venne a creare fra gli uomini impegnati nella missione, sotto il sole dell’equatore, mangiando poco e male, in precarie condizioni igieniche e nel rischio quotidiano della vita, ha quindi qualcosa di particolare e unico. Sono queste le premesse che fanno da sfondo alla puntuale narrazioni degli eventi che si svolsero in Somalia e che ebbero il loro apice, il 2 luglio 1993, nello scontro a fuoco di check point “Pasta” nel quale l’autore, a bordo del suo A-129 Mangusta, ebbe un ruolo di primo piano. Un vero reportage di guerra quindi che, per la prima volta, espone il punto di vista italiano sull’operazione Restore Hope, culminata nella battaglia di Mogadiscio, e resa celebre dal saggio storico di Mark Bowden Black Hawk Down, da cui è tratto l’omonimo film.

    Brossura, 16 x 24 cm. pag. 230 + 24 pagine fuori testo con foto a colori

    Stampato nel 2018 da Itinera

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    Le ali di D’Annunzio – I pionieri dell’aviazione che volarono insieme al Vate

    18.00

    Il Volo su Vienna, le sortite su Pola, Trieste, Trento, il bombardamento su Cattaro. Sono solo alcune delle più celebri imprese aviatorie compiute da D’Annunzio. Il Vate, che non fu mai in possesso del brevetto di pilotaggio, partecipò in qualità di “osservatore”, oltre che di ideatore, fautore e protagonista principale. A guidarlo tra le nuvole in queste azioni mirabolanti furono alcuni dei più prodi aviatori della storia d’Italia. Da Glenn Curtiss, che lo iniziò al volo, a Mario Calderara, da Ermanno Beltramo a Giuseppe Miraglia, fino a Luigi Bologna, Maurizio Pagliano, Luigi Gori, Natale Palli e Daniele Minciotti. Ma il “maginifico” strinse rapporti con decine di pionieri dell’aria. Di alcuni ne celebrò la memoria, di altri ne seguì le imprese con entusiasmo, di altri ancora ne rimase amico sincero oltre che ammiratore. Molti lo seguirono a Fiume. La lunga storia d’amore tra D’Annunzio e il volo è fatta di colpi di scena, di incidenti, di tragedie e di rapporti umani sinceri. Il volume rappresenta così una sorta di tributo alla memoria di quanti rappresentarono l’ispirazione, l’entusiasmo e le ali del Vate.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 186

    Stampato nel 2019 da Idrovolante Edizioni

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    Le ali di Icaro – Storia delle origini del volo

    24.00

    Una storia della scalata al cielo dell’umanità. Dai miti e sogni delle civiltà antiche agli studi di Leonardo, proseguendo coi primi efficienti palloni ad aria calda dei fratelli Montgolfier, che nel 1783 inaugurarono la prima forma di volo alla portata dell’uomo. Per arrivare a inizio Novecento con le prime vere aeronavi di una certa efficacia, grazie all’introduzione del motore a scoppio. Nel campo dei “sigari” volanti, accanto al tedesco Zeppelin e al brasiliano Santos-Dumont, si impongono i nomi del vicentino da Schio, del napoletano Crocco e del milanese Forlanini. L’altro filone di ricerca, quello delle macchine “più pesanti dell’aria”, culmina nel 1903 con l’utilizzo del motore a benzina e con il primo aeroplano americano dei fratelli Wright. Il Vecchio Continente recupera presto terreno con imprese come la trasvolata della Manica del 1909, compiuta dal francese Louis Blériot, e con i primi raduni sportivi a Reims e Brescia. Un’industria fiorente anche in Italia, dove Gianni Caproni è il primo a decollare nel 1910 dai prati incolti di Malpensa. L’aviazione dei primordi era sport, attrazione circense, pura esibizione, corsa ai record… finché non attirò l’attenzione dei militari! Furono gli italiani per primi a utilizzare l’aereo per ricognizione e bombardamento leggero durante la guerra di Libia del 1911-12. La vigilia della Grande guerra era alle porte, e rappresentò il momento culminante in cui l’aviazione avrebbe “perso la sua innocenza”.

    Brossura, 15,5 x 21 cm. pag. 448 illustrato

    Stampato nel 2015 da Odoya

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    Le Alpi nel mondo antico – Da Ötzi al Medioevo

    19.00

    Le Alpi non sono mai state una barriera. Al contrario: sono sempre state un luogo di incontro, di commerci e di fusione tra culture diverse. Lo storico tedesco Ralf-Peter Märtin – autore di bestseller in Germania e prematuramente scomparso – racconta in questo libro unico le mille storie della regione alpina nell’antichità, dall’Età del Bronzo al rimescolamento di popoli che caratterizza l’inizio del Medioevo. Tra le molte cose che narra, Le Alpi nel mondo antico ci dice come venivano coltivati i terreni fertili della valle, come le pendici vennero terrazzate a vigneto e come i popoli cominciarono a usare i pascoli per il bestiame. E ci racconta come e perché Ötzi – l’Uomo del Similaun – doveva morire e in che modo iniziò il commercio di rame, di sale e di ferro. Qui troviamo la saga delle battaglie dei cimbri e dei teutoni, l’avventura quasi incredibile degli elefanti di Annibale, il rapporto ambiguo dei romani con la montagna, e la nascita dei ricoveri, dei monasteri e delle rotte commerciali che hanno caratterizzato la penetrazione della cristianizzazione tra le valli alpine alla fine dell’antichità.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 136

    Stampato nel 2018 da Bollati Boringhieri

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    Le antenne della guerra fredda – La stazione Troposcatter di Dosso dei Galli sul passo del Maniva

    25.00

    Nel 1989, con la caduta del muro di Berlino, finì la guerra fredda. Negli anni successivi, essendo cambiato notevolmente il teatro geostrategico, molti dei siti eretti in funzione antisovietica iniziarono a essere dismessi. Nel dicembre del 1995 venne chiuso completamente il sistema ACE HIGH di cui la stazione Troposcatter di Dosso dei Galli, sul passo Maniva in provincia di Brescia, faceva parte. Le sue imponenti antenne a forma di parabola hanno, sin dall’inizio, destato l’interesse e la curiosità degli escursionisti, che si interrogavano circa la funzione e la finalità di tale costruzione. Anche coloro che hanno visitato i locali del complesso, una volta dismesso, hanno incontrato difficoltà nel comprendere quale fosse, effettivamente, la vera missione della stazione. L’obiettivo di questo libro, anche con l’aiuto di un ampio repertorio fotografico, è di fornire delle risposte, sulla storia, sulla funzione e sulle mansioni di chi ha lavorato in questa importante stazione radio.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 208 con numerose foto a colori

    Stampato nel 2017 da Macchione

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    Le api di vetro – Romanzo

    19.00

    Ernst Junger

    Una vita futura in cui autorità e tecnologia siano alleate nell’affermare un dominio assoluto sull’uomo: uno dei grandi temi letterari del Novecento; e l’attualità di libri come 1984 e Il mondo nuovo è forse nella possibilità, nel segreto timore che l’avverarsi della predizione sia solo rinviato. Tra i capolavori di questa letteratura «avveniristica» è da collocarsi anche questo romanzo di Ernst Jünger, il cui titolo rimanda immediatamente, con fredda eleganza, a un mondo di impeccabili automi.Il protagonista è cresciuto prima dei grandi conflitti mondiali, in un ambiente dominato dall’ordine e dal diritto, educato in una rigida scuola militare, finché tra guerre e rivoluzioni si ritrova a vivere il crollo del suo mondo e ad assistere al nascere di un nuovo ordine, con le sue minacciose personificazioni. Simbolo della nuova epoca è il grande Zapparoni, fabbricante di perfezionatissimi robot, che comanda indifferentemente sulla materia meccanica, elaborata sino a diventare quasi umana, e sugli uomini, integrati anch’essi in un meccanismo che, dopo qualche dubbio o concessione iniziale, appare semplicemente spietato. Qui, nell’incontro con Zapparoni, immagine inquietante e irresistibile di monarca prossimo venturo, è l’apice del viaggio di scoperta – non scevro di pericoli ma ricco di una straniata ironia – dell’io narrante. E in questa figura potremo forse ritrovare anche tratti familiari, scoprire una realtà più vicina, più sottilmente insidiosa.

    Brossura, 14 x 22 cm. pag. 242

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    Le aquile della “3 Osei”

    33.00

    Ugo Drago, classe 1915, dopo aver frequentato l’accademia di educazione fisica della Farnesina, entra nella Regia Aeronautica e diventa pilota militare. Messosi in luce per le sue doti tecniche e umane diventa ben presto comandante della 363 squadriglia, nota con il nome di “Gigi tre osei”. Combattente su vari fronti con macchine superate contro avversari di pari coraggio ma con aerei di caratteristiche superiori, diventa un asso della caccia e viene decorato con quattro medaglie d’argento. Dopo l’8 settembre 1943 è schierato con l’aeronautica della RSI e conclude le operazioni belliche contro gli anglo-americani con 25 vittorie accreditate. Nel dopoguerra, dopo un periodo trascorso in Argentina, rientra in Italia e prosegue la sua brillante carriera di pilota con l’Alitalia.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 158 + 48 di foto b/n

    Stampato nel 2009 da Ermanno Albertelli

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    Le aquile della mezzaluna. L’aviazione turca durante la prima guerra mondiale

    12.00

    Agile collana di monografie dedicata alla storia militare, l’uniformologia, il modellismo e il wargame. Si prendono in esame avvenimenti, eserciti, personaggi, armi, battaglie e tattiche di guerra, per questa ragione ogni monografia è ampiamente illustrata con fotografie e disegni in bianco e nero e quasi sempre una sezione centrale a colori, raffigurante uniformi e distintivi. Il punto di forza della serie è che prende in esame tutti i periodi storici, così da accontentare un notevole numero di appassionati.

    Punto metallico 20,5 x 29,5 cm. pag. 48 interamente illustrate con foto b/n + 8 pagine di foto a colori

    Stampato nel 2009 da Chillemi

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    Le aquile di Hitler – La Luftwaffe 1933-45

    32.00

    Questo libro traccia la storia turbolenta della Luftwaffe dalle sue origini clandestine, in aperta violazione del Trattato di Versailles, attraverso i trionfi dei primi giorni della Seconda Guerra Mondiale, fino alla distruzione finale in una Berlino devastata. Il libro esamina lo sviluppo del potere aereo tedesco negli anni Venti e nei primi anni Trenta, e la nascita di una nuova generazione di piloti nel corso della Guerra Civile Spagnola. Con l’ascesa al potere di Hitler, la Luftwaffe uscì dall’ombra ed ebbe modo di espandersi grazie ad un massiccio programma di riarmo della Germania, per potersi quindi impegnare nel conflitto che ne avrebbe segnato l’esistenza. Oltre a fornire un’estesa analisi della storia della Luftwaffe e delle sue esperienze di combattimento in tutti i teatri di guerra, Chris McNab ci permette anche di gettare uno sguardo all’interno sugli aspetti umani e materiali di questa complessa organizzazione. Vengono presi in esame i piloti e gli equipaggi costretti a volare missione dopo missione senza un attimo di respiro, mentre un’analisi dettagliata viene riservata ai loro aerei, dai più famosi Bf 109, Fw 190 ed He 111 sino ai modelli meno noti, insieme con uno studio approfondito delle uniformi, degli equipaggiamenti e delle tattiche. Illustrato con le famose tavole della Osprey a soggetto aeronautico e oltre 150 fotografie, il volume riassume le vicende più drammatiche di cui fu protagonista la Luftwaffe, dai bombardamenti su Londra ai duelli dei primi velivoli a getto nel cielo di Berlino, conferendo nuova linfa alla storia dell’aviazione del Terzo Reich.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 453 quasi completamente illustrato con circa 158 foto b/n, 21 foto a colori, 34 profili a colori, 3 cartine e 24 tavole a colori

    Stampato nel 2013 da libreria Editrice Goriziana

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    Le aree montane come frontiere – Spazi d’interazione e connettività

    46.00

    Negli ultimi anni, nei settori degli studi storici e archeologici vi è stata una crescita dell’attenzione nei confronti di alcuni ambiti d’indagine finora poco studiati o non adeguatamente affrontati, tra quali i vannoannoverati i cosiddetti ambienti marginali. Alla base di tale impulso sono senz’altro da individuare interessi e fattori di piena attualità, influenzati dalle condizioni socio-politiche e connessi alla valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale, ma vi è anche l’acquisita consapevolezza del ruolo e del peso economico e sociale che tali aree, talvolta marginali solo se considerate alla luce di una prospettiva moderna, hanno rivestito nelle diverse epoche della storia. In particolare, in uno spazio come quello circummediterraneo, dominato da catene montuose e rilievi, spesso aspri, che si affacciano direttamente sul mare, è un dato di fatto significativo che le areemontane comincino a ricevere da parte degli studiosi un’attenzione adeguata alla loro importanza. Esse, infatti, hanno svolto un ruolo fondamentale per la vita dell’uomo a partire dalla più remota antichità, contribuendo a definire con la propria presenza le forme di distribuzione delle popolazioni, le modalità dell’insediamento antropico e dello sfruttamento delle risorse, lo sviluppo di peculiari direttrici di comunicazione. Sui volumi editi da Aracne Edizioni e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 672

    Stampato nel 2013 da Aracne

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    Le armate di Dio. Templari, ospitalieri e teutonici in Terra Santa

    14.00

    Giuseppe Ligato

    Destinati a segnare le sorti del proprio tempo, gli Ordini militari compaiono in Terra Santa nel XII secolo, per difendere i possedimenti dei latini durante le crociate e assistere i pellegrini. Tra le formazioni principali spiccano i cavalieri del Tempio, meglio noti come templari, i cavalieri di san Giovanni detti anche ospitalieri e i cavalieri teutonici. Ma perché nacquero e come acquisirono potere e ricchezza? In parte monaci e in parte guerrieri, questi milites Christi sconvolsero l’ordinamento etico-morale della Cristianità latina, rappresentando una straordinaria novità militare per una società, come quella medievale, che in nome della Guerra Santa seppe riunire uomini di preghiera e uomini d’armi. Questo libro indaga la storia, la struttura e la formazione dei principali Ordini religioso-militari, confrontando sistemi di potere, missioni e costumi, e restituendo, al di là delle leggende e delle fantasie popolari, la vera storia delle armate di Dio.

    Brossura, 13 x 20 cm. pag. 160 con alcune illustrazioni e mappe b/n

    Stampato nel 2020 da Salerno Editrice

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    Le armate francesi in italia – (1792-1814) Storia postale e catalogazione

    160.00

    In relazione al proprio campo di specializzazione, i due autori hanno sviluppato settori distinti. Giribone è noto studioso del periodo prefilatelico e specializzato nel periodo napoleonico, compresa la storia postale dell’Armée d’Italie. Ha pertanto curato il contesto storico e postale in cui si trovarono ad agire in territorio italiano le “Armée d’Italie”, “des Alpes” e “de Reserve” nel corso delle Campagne militari, cercando di delinearne il profilo storico e l’organizzazione postale, con la descrizione didascalica dei molti esempi di lettere militari presentate nella parte illustrativa. Vollmeier da oltre 40 anni colleziona lettere delle armate francesi, catalogando e archiviando per ogni documento i dati salienti (bollature, datazioni, luoghi di partenza, arrivo, transiti,…) giungendo a reperire oltre 3.000 oggetti, grazie anche alla collaborazione di collezionisti specializzati, italiani, europei e americani. Si è quindi occupato della catalogazione generale, entro la quale, oltre ad “Armée d’Italie”, sono presentate le bollature delle altre armate francesi che operarono militarmente in territorio italiano, come “Armée de Rome”, “Armée de Naples”…, limitandosi, per queste, alla descrizione delle impronte postali conosciute, le date e i luoghi di attivazione degli uffici di posta militare. Nel secondo volume, il catalogo elenca le lettere repertoriate secondo la provenienza, la datazione, la tipologia del bollo e il colore. Non sono presenti valutazioni.

    2 volumi rilegati, pag. 400 + 384 illustrato a colori e b/n

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    Le armature dei samurai

    34.00

    Il samurai, con le sue mitiche spade, le sue complesse armature, i suoi elmi appariscenti incarna nel nostro immaginario collettivo l’essenza stessa del Giappone, della sua storia, della sua cultura, delle sue tradizioni più autentiche. Ma la figura del guerriero intemerato, fedele al suo codice d’onore, capace di eroismi estremi è definita ai nostri occhi, fino a identificarvisi, dalla sua armatura: questa è l’immagine che ci è stata trasmessa dalle xilografie ukiyo-e, dai manga, dalla cinematografia. Questo libro ci porta per mano proprio all’interno delle armature, ce ne mostra la sorprendente varietà, le innumerevoli tipologie, la complessità della struttura e degli elementi costitutivi. Con l’ausilio di splendide immagini dei più pregevoli esemplari, ci accompagna a scoprire tutti i dettagli, anche quelli minimi e apparentemente insignificanti, per farci apprezzare, oltre all’ingegnosità funzionale, anche le sfaccettature decorative e sottilmente artistiche, frutto dell’impareggiabile abilità dei maestri artigiani che per generazioni hanno dedicato l’intera loro vita alla realizzazione di queste sorprendenti opere d’arte.

    Brossura, 21 x 28,5 cm. pag. 156 riccamente illustrato con foto b/n

    Stampato nel 2020 da Luni Editrice

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    Le armature romane in età imperiale – Dalle fonti storiche e archeologiche alle moderne ricostruzioni

    12.00

    Agile collana di monografie dedicata alla storia militare, l’uniformologia, il modellismo e il wargame. Si prendono in esame avvenimenti, eserciti, personaggi, armi, battaglie e tattiche di guerra, per questa ragione ogni monografia è ampiamente illustrata con fotografie e disegni in bianco e nero e quasi sempre una sezione centrale a colori, raffigurante uniformi e distintivi. Il punto di forza della serie è che prende in esame tutti i periodi storici, così da accontentare un notevole numero di appassionati.

    Punto metallico 21 x 29 cm. pag. 48 con 28 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2010 da Chillemi

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    Le armi da fuoco e l’arte della guerra in Giappone

    12.00

    Questo sintetico studio prende in esame un ampio lasso di tempo della storia giapponese, analizzando le dinamiche indotte nella società e nella struttura militare da due importanti incontri con l’occidente, legati alle dinamiche evolutive dell’arte della guerra e delle sue tecnologie. Sono trattati ed evidenziati alcuni aspetti di base della genesi della struttura socio-militare giapponese, quindi si esaminano due momenti considerati cruciali per la storia giapponese, l’introduzione delle armi da fuoco occidentali nel 1342 e l’arrivo del commodoro Perry nel 1853.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 84 con 13 illustrazioni b/n e 8 a colori

    Stampato nel 2010 da  Italia Storica

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    Le armi dei Samurai – Evoluzione e battaglie

    14.00

    La venerazione della spada, comune a quasi tutti gli antichi popoli, non raggiunse, probabilmente, un così alto significato ed una tale espressione artistica come in Giappone. Durante il periodo Kamakura e Muromachi, i samurai personificarono nella spada il loro supremo concetto di onore e virilità. Nel gelido acciaio, nato dal fuoco, videro rivelato il mistero della vita, indivisibile da quello della morte. La quiete della lama insegnò loro la virtù dell’autocontrollo in attesa dell’aspro combattimento. La spada è parte integrante della personalità del samurai e ne rivela il carattere e le qualità intrinseche corrispondenti dell’anima. È forse per questi motivi che fra i tre mitici tesori dell’impero compare come arma la spada e non il nobilissimo arco il cui materiale non viene creato dall’uomo ma solo assemblato

    Brossura, 12,5 x 20,5 cm. pag. 155 con vari disegni b/n

    Stampato nel 2014 da Jouvence

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    Le armi dei Templari. Armi, uniformi e insegne dei monaci-cavalieri secondo la Regola dell’Ordine del Tempio

    15.00

    La Regola è senza dubbio la migliore fonte per conoscere a fondo l’Ordine del Tempio, soprattutto per meglio comprendere la sua duplice anima di organizzazione monastica e di struttura militare. Ecco quindi che nella Regola, insieme a preghiere, astinenze e digiuni, sono specificate anche le armi che ogni templare, cavaliere o sergente, riceve in dotazione, senza averne però la proprietà, per il principio di povertà individuale che è alla base dell’Ordine stesso; come pena accessoria di colpe commesse è previsto anche il divieto di toccare le proprie armi per il periodo della punizione.

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    Le Armi di San Marco. Atti del convegno di Venezai e Verona29-30 settembre 2011. La Potenza Militare Venezianadalla Serenissima al Risorgimento

    70.00

    AA.VV.

    Lavoro realizzato in seguito al convegno del 29-30 settembre 2011 sulla potenza navale veneziana della Serenissima, sino al Risorgimento. il lavoro contiene il contributo di una quindicina di specialisti, tra cui lo stesso presidente del SISM, Virgilio Ilari e pone l’accento sulle strategie, le peculiarità e anche i punti deboli dell’apparato navale veneziano che comunque costitui fino al primo settecento, l’unico vero ostacolo alla dilagante potenza ottomana. Di difficile reperibiltà.
    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 382 con numerose illustrazioni b/n

    Stampato nel 2011 da Società Italiana di Storia Militare

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    Le armi e gli equipaggiamenti dell’esercito austro-ungarico dal 1914 al 1918 – Uniformi – distintivi – buffetterie

    42.00

    Primo volume (finalmente ristampato) di un’opera sull’esercito austro-ungarico nella Grande Guerra, con sette capitoli monografici sul suo ordinamento e l’evoluzione durante il conflitto, le uniformi delle sue truppe, i colori delle mostrine e i distintivi di grado e di specialità da bavero, i cordoni di merito e le coccarde metalliche di specializzazione, i distintivi non regolamentari da berretto, i documenti personali di riconoscimento e i piccoli astucci metallici che li contenevano, le buffetterie e i vari tipi di fibbie da cinturone. In assoluto, uno dei migliori libri in lingua italiana su questo argomento. Un libro imperdibile per i collezionisti di militaria austriaca.

    Rilegato, 21,5 x 29,5 cm. pag. 230 riccamente illustrato con foto a colori e b/n

    Stampato nel 2017 da Rossato

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    Le armi leggere del Terzo Reich

    Il prezzo originale era: €40.00.Il prezzo attuale è: €28.00.

    Le armi tedesche utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale hanno sempre suscitato grande interesse, probabilmente per il predominio meccanico che la Germania aveva in quei decenni che permise la realizzazione di armi eccezionali, in alcuni casi in servizio ancora oggi. Armi come la LUGER P08, la Walther P38, il Mauser 98K sono conosciute da tutti, ma non bisogna dimenticare che dai fucili d’assalto tedeschi è derivata la famiglia dei fucili Kalashnikov. Inoltre il russo RPG-7 o il Panzerfaust 3 non sono che l’evoluzione del Panzerfaust del periodo bellico. Inoltre la produzione industriale risultò insufficiente e vennero quindi utilizzate armi realizzate in Austria o Cecoslovacchia o armi catturate durante le operazioni belliche, dai fucili italiani alle armi sovietiche. Questo libro, completamente illustrato, passa in rassegna le pistole, le pistole mitragliatrici, i fucili, i fucili di precisione, le mitragliatrici, le armi individuali anticarro, cun una appendice dedicata alle lame da combattimento.

    Cartonato, 21,5 x 30 cm. pag. 192 + LXIV interamente illustrate con foto b/n e colori

    Stampato nel 2009 da Editoriale Lupo

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    Le armi leggere delle Waffen-SS – Modelli e Varianti – Produzione e Marchi (1933 – 1945 )

    80.00

    Francesco Zanardi

    Questo testo si rivolge precisamente ai cultori di armi della Seconda Guerra Mondiale, con uno studio che desidera soddisfare soprattutto gli interessi tecnici e collezionistici, fornendo i dettagli sul funzionamento e sulle caratteristiche delle armi leggere, sia tedesche che straniere, impiegate dalle Waffen-SS. Qui vengono riportate anche tutte le informazioni ed i dati sulla loro progettazione e produzione, i marchi ed i punzoni identificativi specifici, nonché le notizie sul loro effettivo impiego al fronte. Le Waffen-SS con la loro fama hanno sempre suscitato una particolare attenzione ed anche una certa attrazione, non solo tra gli appassionati e gli studiosi degli eventi bellici del XX° secolo, ma anche tra i collezionisti di armi e materiali d’armamento. In particolare, un aspetto molto interessante da scoprire è che da prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale e sino alla metà del 1943, le SS ricevettero delle forniture di armi leggere in modo alquanto poco ortodosso. Infatti, in quel periodo le Unità combattenti delle SS non rivestivano ancora il ruolo di Reparti militari di prim’ordine come fu in seguito e la priorità delle forniture di armi di produzione tedesca era destinata alle truppe della Wehrmacht. Pertanto l’acquisizione delle armi leggere avvenne spesso utilizzando dei fondi provenienti dall’Organizzazione stessa delle SS, così come da sottoscrizioni, donazioni e/o vendite, spesso agevolate da aziende ed altri simpatizzanti. Inoltre, vennero requisite le dotazioni degli eserciti delle nazioni annesse o assoggettate che erano state immagazzinate negli arsenali. Il risultato fu che la panoplia dei soldati delle Waffen-SS incorporò un insieme di armi leggere tedesche, cecoslovacche, polacche e via dicendo, le quali erano accumunate principalmente da due importanti parametri: la validità delle loro caratteristiche tecnico balistiche e l’impiego delle medesime tipologie di munizioni. Solo dalla seconda metà del 1943 in poi, le Waffen-SS assunsero quel carattere elitario che gli permise di ottenere la priorità nelle forniture degli armamenti più innovativi, accrescendo in questo modo la loro capacità combattiva. Tutti questi interessanti aspetti sono esplicati nel testo.

     

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    Le armi per Trieste italiana. L’inchiesta giudiziaria che ha cambiato la nostra storia

    16.00

    Silvio Maranzana

    Venezia, Ponte di Rialto, fine anni Novanta. Dietro le bancarelle del mercato si apre il portone degli uffici giudiziari. In due visite nel suo studio il giudice istruttore Carlo Mastelloni fotocopia personalmente e mi affida un centinaio di fogli dattiloscritti che cambiano la storia recente di Trieste. Sono gli incartamenti tenuti nascosti dai governi che si sono succeduti e che si riferiscono al fino allora sconosciuto Ufficio Zone di confine che fece segretamente da tramite tra lo Stato italiano e il Territorio Libero di Trieste. L’Italia non abbandonò la città inviando fiumi di armi, celate poi in nascondigli scavati nottetempo a Trieste, e denari, foraggiando oltre a tutti i partiti italiani, 11 giornali settimanali, 43 sodalizi sportivi, 56 circoli culturali, 14 associazioni di combattenti, reduci e partigiani, 20 associazioni giovanili. Tutto per tenere vivo il sentimento di italianità e contrastare le mire sulla città della Jugoslavia comunista di Tito. Inoltre elementi triestini venivano addestrati segretamente in Friuli all’uso delle armi e degli esplosivi. Un fatto che secondo Mastelloni può far retrodatare la nascita di “Gladio” e collocarla proprio a Trieste già a metà degli anni Quaranta. Tutte però operazioni illegali che rischiarono anche di dare ossigeno a una componente neofascista che caratterizzò le cosiddette Squadre del Viale e di Cavana. Dinanzi a Mastelloni, Giulio Andreotti negò tutto, ma l’ex ministro della Difesa Paolo Emilio Taviani finì per ammettere: “Si error, felix error”. A confermare tutto c’era la mole di documenti trovati da Mastelloni che per la prima volta ho pubblicato in modo un po’ confuso una ventina di anni fa e che ora qui riordinati assumono un valore particolare in occasione del settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia

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    Le armi segrete del III Reich – L’ultima speranza della Germania

    18.00

    Di tali armi si sapeva ovviamente ben poco. Si parlava di nuovi esplosivi (senza però avere idea degli esplosivi nucleari), di “raggi della morte”, di veicoli, aerei e navi telecomandati che avrebbero Potuto distruggere gli obiettivi nemici senza mettere a repentaglio la vita dei propri soldati, ecc. Tali speranze sembrarono realizzarsi e si esaltarono a dismisura quando comparvero nei cieli di Londra le prime V-1 e quindi le più potenti V-2. La certezza che i nuovi ordigni avrebbero cambiato il corso della guerra era tale che riusciva a tenere viva la fede nella vittoria anche quando già si parlava di “Volkssturm” e di “Ridotto della Valtellina” in Italia.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 55 con circa 31 illustrazioni. In allegato Cd-Rom

    Stampato nel 2015 da Effepi

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    Le armi, i cavalli, l’oro

    20.00

    Tra biografia e racconto d’armi, la vita di John Hawkwood, soldato di ventura inglese ribattezzato Giovanni Acuto, e dei condottieri al suo soldo. Attraverso la vita eccezionale di colui che è stato il più grande, stimato e temuto condottiero al soldo dei fiorentini, l’autore descrive le esistenze dei cavalieri e guerrieri mercenari, l’apprendistato delle armi, la struttura delle compagnie, il rapporto con la gente e i committenti, il denaro, gli strumenti del mestiere e la trasformazione delle compagnie di ventura in eserciti regolari.

    Rilegato 14 x 21 cm. pag. X + 310

    Stampato nel 2003 da Laterza

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    Le arti e il fascismo – Italia anni trenta

    5.00

    Negli anni Trenta, in Italia, il sistema delle arti deve confrontarsi con il regime fascista e le sue esigenze di controllo e propaganda, ma al tempo stesso diventa terreno di confronto fra artisti e tendenze. Una scena artistica vivace e combattiva, con fautori del classico e delle avanguardie, astrattisti ed espressionisti, cantori dei trionfi dell’impero e minimalisti crepuscolari. Un clima comunque fervido, che attraversa pittura, scultura, architettura, design, arti minori e anche i nuovi media del tempo: cinema, riviste, comunicazione pubblicitaria. Un sistema che il regime, in parte, cerca di ingabbiare in logiche corporative e che invece riceve visibilità in manifestazioni come Biennale, Triennale, Quadriennale.

    Brossura, 21 x 28,5 cm. pag. 50 completamente illustrato b/n e colori

    Stampato nel 2015 da Giunti

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    Le Artiglierie del Regio Esercito nella Seconda Guerra Mondiale

    79.00

    Filippo Cappellano

    Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, le unità di artiglieria italiene ebbero un notevole sviluppo anche in relazione alle esigene di difesa del territorio, arrivando a schierare circa 20.000 pezzi di quasi 200 calibri diversi (!!!). Sebbene caratterizzata all’inizio del conflitto da materiali in gran parte obsoleti, l’artiglieria da traino e da posizione (anche grazie all’aiuto tedesco) potè successivamente impiegare, pur in numero limitato, armi tecnologicamente avanzate, paragonabili per prestazioni alle migliori realizzazioni avversarie. Questo avvenne troppo tardi per poter influire sul  conflitto, il numero limitato dei pezzi disponibili, la situazione generale ormai irrimediabilmente compromessa, furono le cause di un declino militare irreparabile. Il volume prende in considerazione le bocche da fuoco, di tutti i calibri, impegati dai reparti italiani: artiglierie da campagna, pezzi controcarro, antiaerei e da postazione fissa. Un lavoro di gran pregio su questo aspetto importantissimo dell’esercito italiano nel secondo conflitto mondiale.

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    Le Artiglierie del Regio Esercito nella Seconda Guerra Mondiale

    27.00

    In questo volume vengono trattati tutti i pezzi d’artiglieria di produzione nazionale, straniera e di preda bellica utilizzati dal Regio Esercito, in organico ai Reggimenti di Artiglieria Divisionale ed ai Raggruppamenti di Corpo d’Armata e di Armata, illustrandone in schede sintetiche ma esaustive le principali caratteristiche tecniche, permettendone un confronto immediato con le artiglierie degli altri eserciti, e l’impiego che ne è stato fatto sui diversi teatri. Il volume è corredato da centoventi immagini, molte delle quali inedite, provenienti dai fronti di guerra, dagli archivi fotografici dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano e della Fondazione Ansaldo, da musei italiani e stranieri, e da alcune collezioni private.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 146 con numerose foto b/n

    Stampato nel 2017 da Soldiershop

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    Le artiglierie delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana

    19.00

    Carlo Cucut

    Il presente studio intende colmare, o almeno cercare di colmare parzialmente, una lacuna relativa alla dotazione di artiglieria presente nei Reparti delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana. Si tratta di un argomento di difficile valutazione poichè, ad eccezione delle quattro divisioni addestrate in Germania ed equipaggiate sulla base di tabelle di armamento ben definite, tutti i reparti che hanno combattuto sotto la bandiera della R.S.I. non avevano un ordine di battaglia definito da tabelle di armamento, ma erano piuttosto armate con quello che avevano trovato o recuperato durante i mesi della ricostruzione.

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    Le atrocità polacche contro la minoranza tedesca in Polonia

    30.00

    Vi sono cose che io, come soldato della guerra mondiale che ha combattuto solo sul fronte occidentale, non ho mai avuto occasione di conoscere. Migliaia di Volksdeutschen trucidati; donne, fanciulle e bambini brutalmente massacrati. Non mi risulta che uno qualsiasi dei nostri statisti democratici abbia ritenuto che valesse la pena protestare contro tali barbarie! Decine di migliaia furono deportati, seviziati, uccisi nei modi più crudeli; bestie sadiche diedero libero corso ai loro istinti perversi, e – questo mondo democratico carico di ipocrisia stava a guardare, senza batter ciglio». Adolf Hitler Discorso del 19 settembre 1939 nell’Artushof di Danzica Ciò che le parole del Führer, seppur nella loro icastica sinteticità, lasciano facilmente immaginare, fu oggetto di una scrupolosa analisi nel libro Le atrocità polacche contro la minoranza tedesca in Polonia. Sebbene la maggior parte del mondo esterno lo abbia respinto, considerandolo esclusivamente come una sorta di scritto propagandistico volto alla giustificazione dell’invasione della Polonia da parte di Adolf Hitler, e malgrado gli scettici continuino a trascurare il fatto che i patologi forensi della Croce Rossa Internazionale e gli osservatori medico-legali degli Stati Uniti abbiano verificato i risultati di queste indagini sui crimini di guerra polacchi, le attente ricerche portate avanti da un gran numero di ricercatori universitari hanno invece dimostrato che quanto viene minuziosamente descritto nel presente volume si basa interamente su prove fattuali. Ristampa anastatica.

    Brossura, 18 x 24 cm., pag. 308, illustrato

    Stampato nel 2019 da Thule Italia

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    Le autocarrette del Regio esercito

    20.00

    Nicola Pignato

    Libro sulle Autocarrette OM (32, 35, 36 e 37) e sulle SPA CL 30, con un’ampia trattazione sulle origini dell’autocarro di fanteria. Le origini di questi mezzi di trasporto si possono far risalire al 1927 con l’indizione di un concorso per la realizzazione di un piccolo autocarro da montagna rivolto alle ditte automobilistiche. Nonostante la vecchia idea di utilizzo del mezzo nel solo territorio montano, dal punto di vista tecnico la realizzazione di questo progetto fu un fatto decisamente positivo in quanto il prodotto risultò all’altezza delle aspettative e bene svolse le funzioni per le quali era stato creato. Si dilunga, infine, sullo studio dell’autocarro leggero SPA CL 39. Monografia indicata espressamente ai modellisti. Numerose foto d’epoca b/n e molti disegni tecnici.

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    Le Baionette del Fucile Mod. 1870. Il Vetterli Italiano

    70.00

    Dario Viganò

    Il Vetterli e la sua baionetta furono nelle mani del soldato italiano per molti anni: nelle guerre coloniali, nella Prima Guerra Mondiale e in molti altri conflitti. In questo studio si affronta inizialmente un’accurata analisi dei differenti modelli di fucile italiano sistema Vetterli Mod. 1870. Di seguito si prendono in esame, in modo esteso ed organico, la storia e le varie produzioni delle baionette per il fucile, per i moschetti e per tutte le loro varianti. Vengono trattate tutte le baionette regolamentari, le sperimentali, quelle d’emergenza e le buffetterie. Nell’ultima parte del volume troviamo i capitoli dedicati alle baionette nate per il Vetterli e poi modificate per altri fucili. Una ricca documentazione fotografica, con circa 700 immagini a colori, e apparati documentari forniscono un supporto, quanto più completo possibile, sulle specifiche particolari. Quest’opera è da ritenersi uno strumento indispensabile per appassionati, collezionisti e istituzioni museali.

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    Le baionette del fucile mod. 1891 viste da vicino

    50.00

    Dario Viganò

    In questo libro, un vero e proprio manuale destinato a collezionisti ed appassionati, vengono analizzate per la prima volta in maniera scientifica le baionette del fucile italiano modello 1981.Prototipi, ordinarie, emergenza, varianti della baionetta sono qui presentate con una precisa analisi e riproduzione di marchi, punzoni, matricole e quant’altro possa essere propedeutico alla loro catalogazione. Il tutto esposto con chiarezza e tantissime illustrazioni a colori a compendio del testo. L’autore, ufficiale in SPE in congedo dell’Esercito Italiano, ha studiato e raccolto in anni un numero veramente ragguardevole di queste armi bianche.

    Brossura, 20 x 28,5 cm. pag. 252 riccamente illustrato con circa 400 foto a colori e b/n

    Stampato nel 2021 da Arnaud

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    Le bande autocarrate dei Carabinieri reali in Africa Orientale italiana. Immagini e storia (febbraio-luglio 1936)

    16.00

    Alberto Galazzetti

    In questo volume si ricostruisce l’attività del “Raggruppamento Bande Autocarrate CC.RR.” attraverso l’album fotografico inedito di un brigadiere in forza alla IV Banda Autocarrata, decorato con medaglia di bronzo al valor militare per lo scontro di Gunu Gadu. Quale preziosa integrazione sono anche pubblicate decine di foto conservate nell’archivio del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, la maggior parte delle quali inedite. In Appendice è riportato l’organigramma completo di tutte le Bande e l’elenco dei carabinieri ad esse appartenenti decorati al valor militare con le relative motivazioni.

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    Le bandiere dell’esercito

    29.00

    Oreste Bovio

    Fin dall’epoca preistorica, insegne particolari furono usate, non soltanto dai vari popoli, ma anche dalle loro compagini miltari. Il Signum e il Labarum furono comuni alla fanteria delle Legioni romane, il Vexillum, alla cavalleria. L’Italia è, con la Germania, la nazione che ha visto nei secoli, dopo Roma imperiale, la più grande varietà di bandiere nella sua storia. Per il grande interesse manifestato dagli studiosi e dai cultori della materia, dopo la pubblicazione di una prima edizione qualche anno fa, l’ufficio Storico nella ricorrenza del 210° anniversario del tricolore, ha voluto stampare questo volume.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 240 con numerose illustrazioni a colori

    Stampato nel 2012 da Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito

    Condizioni del libro: nuovo

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    Le battaglie dei cavalieri

    13.00

    La storia militare è fatta di strategie, logistica, tecniche e tecnologie. Ma è soprattutto una storia di uomini. Ed è questo il volto delle vicende belliche che racconta Marco Scardigli analizzando le battaglie avvenute sul suolo italiano dall’invasione longobarda, nel VI secolo, al Trecento. Con il risultato di sgombrare il campo da luoghi comuni e falsi miti, a cominciare dall’icona del cavaliere senza macchia e senza paura, rivestito di una sfolgorante armatura quanto di un alone di leggenda non sempre giustificato. Scorrono, pagina dopo pagina, i piccoli conflitti, tra feudatari o tra città, e le grandi guerre con gli episodi resi immortali dalla letteratura: dalla battaglia di Legnano, attorno a cui si è costruita l’epica dei comuni italiani, a Montaperti, “lo strazio e ‘l grande scempio / che fece l’Arbia colorata in rosso”, fino a Campaldino, nella quale combatté l’Alighieri stesso. I protagonisti hanno talvolta nomi famosi, come Carlo Magno, Barbarossa e Federico II, ma sono soprattutto i signori e le città italiane e i tanti popoli, dalle tribù germaniche ai bizantini, dai normanni agli arabi, che nel corso di otto secoli hanno vissuto e combattuto sui territori della penisola.

    Brossura 13,5 x 20 cm. pag. 486

    Stampato nel 2012 da Mondadori

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    Le battaglie dei cimbri e dei teutoni (113-101 a. C.). Roma e la prima invasione barabarica

    32.00

    Alberto Peruffo

    Una volta sconfitta e rasa al suolo l’arcinemica Cartagine, Roma si stava espandendo in tutto il mar Mediterraneo, mare che sarebbe poi diventato un lago romano. Proprio in quel momento una grave e inaspettata minaccia si palesò ai confini della Repubblica. Oltre i passi alpini popoli nordici, giunti dalla lontana penisola dello Jutland in Danimarca, erano infatti intenti a una massiccia migrazione armata che andrà a sconvolgere gli equilibri etnici e politici dell’Europa centrale, a quei tempi abitata da popolazioni di stirpe celtica. Cimbri e Teutoni furono le principali popolazioni protagoniste di questa epopea che, in poco più di un decennio, devastò e terrorizzò vaste aree dell’Europa di allora.

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    Le battaglie del Barbarossa. Da Carcano a Legnano

    27.00

    Alberto Peruffo

    La quinta discesa in Italia del Barbarossa nel 1174 fu sicuramente quella più importante fatta dall’imperatore. I risultati della guerra che portò alla battaglia di Legnano furono pieni di conseguenze per la successiva storia dell’impero e del regno d’Italia. I comandanti, gli opposti eserciti: gli eserciti comunali e quelli imperiali, le loro strategie, organizzazione, reclutamento, armamento. Lo studio delle due più importanti battaglie della campagna quella di Carcano e quella assai più nota di Legnano. Lo scontro fu cruciale nella lunga guerra intrapresa dal Sacro Romano Impero per tentare di affermare il suo potere sui comuni dell’Italia settentrionale che decisero di mettere da parte le reciproche rivalità alleandosi in un’unione militare guidata simbolicamente da papa Alessandro III, la Lega Lombarda.

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    Le battaglie in Val di Fine. Il contingente brasiliano F.E.B. a Vada. Le battaglie da Castellina Marittima fino ad Orciano Pisano nel luglio 1944. L’uso di droghe

    17.00

    Davide Filippi

    Nel primo capitolo di questa nuova appassionata ricerca l’autore evidenzia quanto sia stata storicamente importante la presenza dei soldati brasiliani della F.E.B., che qui in Val di Fine si addestrarono militarmente, essendo alleati degli angloamericani. Seguono poi in dettaglio le cruente battaglie per i luoghi della Val di Fine: Castellina Marittima, Monte Vaso, Pomaia, Il Pratagliese, Pastina, Santa Luce, Pieve di Santa Luce e Orciano Pisano, a partire storicamente dal giorno 7 luglio 1944 – vale a dire dopo la presa della famigerata collina 140, che tanto sangue costò agli statunitensi. Quest’ultimo scontro si verificò nel giorno 15 luglio 1944. Nell’ultima parte del documento Filippi illustra il tipo di assistenza medica militare, davvero all’avanguardia, che gli statunitensi impegnarono per i loro uomini.

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    Le bombe dell’USAAF sull’Italia

    19.90

    Salvo Fagone

    Trascinati con forza dal Giappone nel Secondo Conflitto Mondiale, gli Stati Uniti d’America nel 1942 incrementarono gradualmente la loro presenza anche nel bacino del Mediterraneo. Qui, fino ad allora la bilancia del conflitto era rimasta sempre in bilico tra le forze dell’Asse e quelle Britanniche e del Commonwealth. L’innovazione tecnologica e la corsa agli armamenti messa in campo dall’industria bellica statunitense fece sì che rapidamente anche le sorti del conflitto dell’area del Mediterraneo cambiassero radicalmente a favore delle forze Alleate. Una potenza di fuoco inaudita si scagliò dapprima sulle città dell’Italia meridionale e, nel corso del 1943, su tutto il territorio nazionale

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    Le Brigate Nere – DVD

    18.00

    Marco Bocchio (a cura di)

    Dopo i disordini e il caos successivi all’8 settembre 1943, Mussolini costituì in Italia la Repubblica Sociale Italiana, e nel corso del 1944 in seguito alla militarizzazione del Partito Nazionale Fascista, vennero istituite le Brigate Nere. Sotto la guida di Alessandro Pavolini, diventarono una sorta di milizia politica. Furono uomini molto duri e all’occorrenza spietati con i nemici, e venivano ricambiati con altrettanta durezza. Il DVD presenta la storia di queste unità armate del Partito di Mussolini.

    Dvd durata 30 minuti

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    Le Brigate Nere. La milizia del Partito Fascista Repubblicano e l’ultima battaglia

    25.00

    Dario Simonetti

    Il presente saggio, animato dalla passione personale più che dal rigore accademico, vuole ricostruire gli ultimi mesi di guerra nel Nord Italia: dalla nascita di ogni singola Squadra alle tantissime azioni di presidio e di guerriglia anti-partigiana, passando per l’impianto dottrinario, per le direttive militari e per il tragico contesto quotidiano di un conflitto che fu cruento, spietato e totalizzante. Queste pagine raccolgono i simboli, i riti, i protagonisti, i riferimenti, i fatti e gli aneddoti di un pezzo di storia che troppo spesso è stato liquidato e distorto in ossequio alla narrazione dominante. Una fotografia inedita e insolita degli ultimi volontari in camicia nera, pronti a combattere fino all’ultimo respiro per quella che consideravano “la più audace, la più originale e la più mediterranea ed europea delle idee”.

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