L’esercito di Roma

storia antica

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    L’esercito di Roma

    32.00

    La figura del legionario romano ci è familiare oggi quanto lo era ai cittadini – e ai nemici – dell’Impero romano duemila anni fa. Questo libro, superando gli stereotipi più diffusi, vuole mettere in evidenza ciò che l’esercito di Roma fu dal costituirsi della prima milizia cittadina, all’inizio della Repubblica, fino all’eccellenza della legione imperiale, e ancora oltre, nel momento delle mortificanti sconfitte subite per mano dei Goti e degli Unni nel Basso Impero. Ricostruendone l’evoluzione di tattiche, armamento e addestramento, l’opera ci permette di conoscere a fondo le forze che consegnarono a Roma il più grande impero che la storia ricordi. Il volume, tuttavia, non si limita a ripercorrere i mutamenti di questo formidabile apparato militare attraverso i secoli, ma si sofferma anche sull’eccezionalità degli uomini che condussero quei soldati in guerra, in particolare nella rievocazione delle grandi battaglie, quali Canne, Farsalo, Adrianopoli. Corredato di illustrazioni, fotografi e e mappe dettagliate, il volume è un fondamentale testo di riferimento sulle forze armate romane dall’VIII secolo a.C. fino al V secolo d.C., dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 342 con molte illustrazioni b/n e tavole a colori

    Stampato nel 2011 da Libreria Editrice Goriziana

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    L’esercito romano

    17.90

    Dalla penisola iberica alle rive dell´Eufrate, dall´isola britannica al deserto africano, strade e acquedotti, teatri, terme e difese militari ci parlano ancor oggi efficacemente di una presenza che ha unificato tutto il mondo occidentale nei primi secoli della nostra era: la presenza dell´esercito romano. Strumenti del potere e oggetto privilegiato delle attenzioni degli imperatori, le armate romane sono state un veicolo essenziale dell´irraggiamento della prosperità e della cultura dell´Urbe. Ma in che modo hanno potuto svolgere questa azione nel corso di più secoli’ Colmando una vistosa lacuna della storiografia, Le Bohec elabora qui in sintesi unitaria i risultati delle ricerche più recenti e illustra tutti gli aspetti di quel riconosciuto pilastro del dominio di Roma nel mondo antico che è stato l´esercito: quali corpi ne facevano parte e quali erano i compiti specifici di ognuno; dove e come venivano reclutati i soldati e in che modo erano inquadrati; quali furono e come si modificarono le strategie d´insieme degli imperatori e dei generali; quale la vita dei soldati nei campi e quale il loro addestramento; come la loro presenza incideva sulla quotidianità del mondo civile circostante. Un quadro d´insieme che aiuta a capire molti aspetti della storia di Roma e del suo impero; fino al suo lento disfacimento in cui pure gli sviluppi dell´esercito ebbero larga parte.

    Brossura 13 x 21 cm. pag. 354 + 36 di foto b/n

    Stampato nel 1992 da Carocci

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    L’esercito romano

    13.00

    Dall’età repubblicana all’impero, l’esercito fu lo strumento con cui Roma poté porre sotto il proprio controllo l’intero mondo conosciuto. Il libro illustra la parabola della macchina da guerra più longeva ed efficace della storia, dalla formazione all’apogeo, al tramonto, descrivendone la struttura e la strategia attraverso le principali battaglie, ricostruendo l’organizzazione pratica delle campagne – armi, accampamenti, fortini -, come pure la vita quotidiana delle guarnigioni, la carriera dei soldati, la funzione delle legioni in tempo di pace.

    Brossura, 12,5 x 20,5 cm. pag. 162 con circa 31 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2019 da Il Mulino

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    L’esercito romano – Armamento e organizzazione Vol. II. Da Augusto ai Severi

    29.00

    Con questo secondo volume sull’esercito romano, compilato con la consueta rigorosa attenzione per le fonti e per le evidenze letterarie, archeologiche e iconografiche, vengono analizzati nel dettaglio l’organizzazione, l’equipaggiamento, la tecnica militare e la vita quotidiana delle legioni e delle truppe ausiliarie nel periodo dell’alto impero, compreso tra il principato di Augusto e quello di Alessandro Severo, dove si concentra il maggiore interesse tra gli appassionati di storia militare romana. Una trattazione ampia e approfondita, per alcuni aspetti inedita, di tutti gli aspetti teorici, pratici e di vita comune dell’esercito più potente della storia, nei secoli in cui le legioni garantivano la sicurezza e il consolidamento della civiltà romana su un territorio che si estendeva dalle brume della Scozia ai deserti della Mesopotamia.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 352 con centinaia di illustrazioni b/n + 16 tavole a colori

    Stampato nel 2008 da Il Cerchio

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    L’esercito romano – Armamento e organizzazione Vol. III. Dal III secolo alla fine dell’Impero d’Occidente

    29.00

    Giuseppe Cascarino

    Questo terzo volume, realizzato in collaborazione con Carlo Sansilvestri, affronta un periodo storico ricco di eventi epocali e di cambiamenti, anche se caratterizzato da una minore disponibilità di fonti e di informazioni rispetto all’alto impero. L’esercito romano del tardo impero continuò a costituire una formidabile macchina da guerra, virtualmente imbattibile e fonte di ispirazione sia per gli alleati che per i numerosi nemici che minacciavano le frontiere dell’Impero. In Occidente cessò di esistere formalmente solo quando, con la graduale dissoluzione del potere politico di Roma, venne meno il punto di riferimento ideale e istituzionale, continuando tuttavia ad esportare e ad ispirare l’arte della guerra in Europa per tutto l’alto medioevo. Come per i precedenti volumi il testo analizza nel dettaglio l’organizzazione, le tattiche di battaglia, l’armamento e le condizioni di vita dei soldati romani dell’epoca, avvalendosi di oltre 200 disegni originali, schemi e tabelle, ed è accompagnato da 16 tavole a colori, con- tenenti tra l’altro la ricostruzione degli scudi riportati nella Notitia Dignitatum.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 292 con 174 disegni b/n + XVI tavole a colori

    Stampato nel 2009 da Il Cerchio

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    L’esercito romano – Armamento e organizzazione Vol.I. Dalle origini alla fine della Repubblica

    29.00

    Da un’accurata e rigorosa analisi delle fonti storiche e letterarie, dell’iconografia e dei più recenti ritrovamenti archeologici, nasce un’opera fondamentale per gli appassionati italiani di ricostruzione dell’esercito Romano. In questo illustratissimo libro – il primo di tre volumi – vengono minuziosamente descritti e analizzati l’armamento, l’equipaggiamento, l’addestramento e le tecniche di battaglia dell’esercito romano, nel periodo che va dalla fondazione della Città Eterna alle imprese di Giulio Cesare. Un lavoro rigoroso e completo che, con l’aiuto dell’esperienza acquisita dall’autore nell’ambito dell’archeologia sperimentale, copre una grave lacuna ormai dolente nel campo della conoscenza della materia, finora affrontata solo da pochi testi e articoli specialistici in lingua inglese, spesso di difficile reperibilità.

    Brossuta, pag. 270 con 214 illustrazioni b/n + 16 tavole a colori

    Stampato nel 2007 da Il Cerchio

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    L’esercito romano – Un esercito modello?

    20.00

    Conquistare il mondo e governare i popoli è la missione di Roma, specie nella visione di Augusto dopo le tormentate guerre civili. La maggior parte delle conquiste avvenne in età repubblicana e all’inizio del Principato, durante il regno di Augusto, e portò sotto il controllo di Roma l’intero bacino mediterraneo. Strumento delle conquiste fu l’esercito, che inoltre consentì di conservarle. Le autorità romane disponevano di uno strumento eccellente, grazie al quale furono sconfitti popoli notoriamente bellicosi. Ma, nonostante ciò, l’esercito romano può essere definito un esercito modello? Il libro mira a rispondere criticamente a questo quesito, proponendo nuovi spunti interpretativi ed esaminando in particolare quattro ambiti: natura e composizione dell’esercito, diserzione e passaggio al nemico, ammutinamento e insubordinazione, le ragioni del successo dell’esercito romano.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 162 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2018 da Goriziana

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    L’esercito romano ai tempi di Giulio Cesare

    22.00

    Il fondamento e il nerbo dell’esercito romano, per tutto il tempo della repubblica, fu la fanteria, la cui unità tattica era la legione (legio), composta esclusivamente di cittadini romani. La cavalleri a era un’arma che semplicemente collaborava con la fanteria e le macchine, che corrispondevano alla nostra artiglieria, erano usate soprattutto nelle operazioni di assedio. Accompagnato da un bel dizionario di termini militari, questo saggio esamina nel dettaglio l’intero esercito romano, dai requisiti necessari per essere ammessi nella legione alle armi in dotazione, dalle tattiche di battaglia alle disposizioni dell’accampamento, attingendo alle opere dei principali storici latini e di Cesare in particolare.

    Brossura 14 x 21 pag. 140 diverse illustrazioni al tratto

    Stampato nel 2012 da Effepi

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    L’esercito romano ai tempi di Tacito – L’organizzazione gli ufficiali e la tattica delle Legioni nell’età Imperiale

    12.00

    Nel nono anno di Tiberio troviamo le forze romane disposte come segue: a tutela dell’Italia l’armata del Miseno nel mar Tirreno, dirimpetto all’isola di Procida; nell’Adriatico l’armata di Ravenna; il vicino lido di Gallia guardato dalle navi rostrate di stazione a Forum Iulium (Fréjus); otto legioni sul Reno a tenere in soggezione la Germania e la Gallia; tre legioni in Spagna; una nella provincia d’Africa; due nell’Egitto; quattro in tutto quel paese che comincia dalla Siria e si estende fino all’Eufrate; tre per lo più in Pannonia; due in Mesia e due in Dalmazia, quasi a mezza strada fra l’Italia, la Pannonia e la Mesia, sicché potevano facilente accorrere da una parte o dall’altra dove più stringente fosseil bisogno.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 71

    Stampato nel 2014 da Effepì

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    L’esercito romano d’Oriente

    12.00

    Dalla seconda metà del X secolo l’Impero Romano d’Oriente passò decisamente all’offensiva, sotto la guida di Imperatori quali Niceforo Foca, Giovanni Zimisce e Basilio II; la macchina bellica di questi sovrani era la più potente a disposizione dell’Impero dai tempi del grande Eraclio.

    Brossura 14,5 x 20,5 cm. pag. 96 con 2 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2009 da Chillemi

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    L’esercito romano da Romolo a Re Artù vol. 1

    Il prezzo originale era: €23.00.Il prezzo attuale è: €16.10.

    In questo libro di 80 pagine, primo di una serie di tre, gli autori raccontano l’incredibile avventura che portò un villaggio di pastori a diventare la più grande potenza militare che il mondo anticoa bbia mai conosciuto. La storia delle legioni e la descrizione delle tattiche e delle battaglie sono accompagnate danumerose immagini e da 16 tavole acolori.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 80 interamente illustrate con foto b/n + 16 tavole a colori

    Stampato nel 2011 da Soldiershop

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    L’esercito romano nelle guerre puniche

    12.00

    Agile collana di monografie dedicata alla storia militare, l’uniformologia, il modellismo e il wargame. Si prendono in esame avvenimenti, eserciti, personaggi, armi, battaglie e tattiche di guerra, per questa ragione ogni monografia è ampiamente illustrata con fotografie e disegni in bianco e nero e quasi sempre una sezione centrale a colori, raffigurante uniformi e distintivi. Il punto di forza della serie è che prende in esame tutti i periodi storici, così da accontentare un notevole numero di appassionati.

    Brossura 21 x 29,5 cm. pag. 48 con 41 illustrazioni b/n + 8 tavole a colori

    Stampato da Chillemi

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    L’imperatore prigioniero – Valeriano la Persia e la disfatta di Edessa

    20.00

    Nel 260 d.C. l’imperatore Valeriano viene catturato dal ‘re dei re’ Shapur I: finirà i suoi giorni in Persia in una vergognosa prigionia. Per i Romani è una catastrofe senza precedenti, ancor più terribile di quella avvenuta a Carre nel 53 a.C. Roma si trova così a dover affrontare la fase peggiore della crisi che affligge l’impero nel terzo secolo. I Persiani premono sui confini orientali, i territori dell’Europa occidentale sono sconvolti dalle incursioni delle popolazioni barbariche, mentre in tutto l’impero infuria la persecuzione dei cristiani voluta dall’imperatore, che vede in questa religione una minaccia per la tenuta dello Stato. La cattura di Valeriano provoca movimenti separatisti all’interno dell’impero stesso che portano l’usurpatore Postumo a creare un impero delle Gallie. Ancora più della disfatta di Carre, la fine ingloriosa di Valeriano peserà come una macchia indelebile nell’immaginario romano.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 195

    Stampato nel 2017 da Laterza

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    L’impero in quota – I romani e le Alpi

    28.00

    Le Alpi sono state un territorio, per molti aspetti esemplare, di radicali trasformazioni politiche, sociali e culturali nei secoli in cui si è dispiegata la civiltà romana. Prioritario a qualunque discorso storico è comprendere la visione che gli antichi Romani avevano delle Alpi e dei popoli che le abitavano: luoghi marginali, difficili e inospitali; barriere a difesa di Roma e della penisola; cerniere di comunicazione con la realtà transalpina; spazi estremi ove il sacro e il sacrilego si incontravano; attraversamenti imperiali carichi di implicazioni geopolitiche; vettori di comunicazioni, di commerci, di idee; luoghi di resistenza a difesa del territorio. Questo volume non ha una sequenza cronologica. Esso segue l’indispensabile snodarsi storico degli eventi importanti con approfondimenti sulla vita materiale, sulle mentalità, sulle strutture sociali, economiche e religiose entro cui si sono formati e hanno operato uomini e donne vissuti nel territorio alpino. I Romani hanno scritto un capitolo importante nella storia delle Alpi. Anche se a loro non piacevano affatto: troppo alte, troppo fredde, troppo lontane dal mare Mediterraneo e da Roma. Per ragioni politiche e strategiche essi decisero di occuparle, abbastanza tardi nella loro storia, per riuscire a valicarle in sicurezza e completare la costruzione del loro grande impero. Il baluardo inaccessibile che, in origine, costituiva il confine netto e la presunta naturale protezione dell’Italia diventò progressivamente un luogo di passaggio frequentato.

    Rilegato, 16 x 23,5 cm. pag. 168

    Stampato nel 2019 da Einaudi

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    L’Italia dei barbari

    11.00

    Con questo libro, Claudio Azzara offreun’immagine sintetica dei secoli “barbarici” dell’Italia, ossia di quelperiodo che va dalla crisi dell’Impero Romano nel corso del quintosecolo all’assoggettamento dei longobardi da parte dei franchi di CarloMagno alla fine dell’ottavo. È il periodo dei regni barbarici: degliostrogoti di Teodorico prima, e dalla fine del sesto secolo deilongobardi. Il volume espone gli avvenimenti, discute le conseguenzepolitiche, sociali ed economiche del successivo insediamento delle duepopolazioni sul territorio italiano, e mostra come la ricerca storica earcheologica più recente finisca per correggere l’immagine tenebrosa etragica di quei secoli.

    Brossura 12 x 20 cm. pag. 152

    Stampato nel 2002 da Il Mulino

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    L’Italia nel’impero romano

    31.00

    Nel passaggio dallo stato tardo-repubblicano d’impronta aristocratica alla formazione dell’Impero, viene attribuita dai ricercatori una parte rilevante ai “mezzi limitati” dell’amministrazione dello stato municipale. La nobiltà senatoriale nell’intento di salvaguardare la propria posizione di potere, doveva per quanto possibile evitare, per difendere i propri interessi, il trasferimento di competenze e rappresentanti che non fosse in grado di controllare, cosa che in linea di massima le riuscì, anche se cvon un risultato nel complesso per lei stessa negativo. Il libro analizza dettagliatamente l’amministrazione romana nell’Italia dei primi secoli dell’Impeor: Funzionari e strutture amministrative quali risultano attraverso l’analisi di un’esauriente e dettagliata documentazione epigrafica e letteraria.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 354

    Stampato nel 1999 da Edipuglia

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    L’ultima speranza di Roma

    Il prezzo originale era: €12.00.Il prezzo attuale è: €7.20.

    Ferdinando Angeletti       Prezzo di listino  12.00 (sconto 40%)

    La figura dell’Imperatore Iulius Valerius Maioranus, presenta la gradita sorpresa di un grande ed eroico personaggio, quali tavolta appaiono, nelle “epoche degenerate”, per vendicare l’onore di quello che fu una volta il “Grande Impero Romano”.

    Brossura 14,5 x 20,5 cm. pag. 96 con 42 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2009 da Chillemi

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    L’ultimo limes Vol. 2. La Dacia. L’ultima conquista e la prima rinuncia dell’impero

    29.00

    Martine Chantal Fantuzzi

    La prima impresa estera militare che Traiano intraprese, nel 101 d.C., fu quella di conquistare la Dacia per porre fine all’erogazione dei fondi che Roma si vedeva costretta a versare annualmente, in nome di una fragile alleanza stipulata nell’89 da Domiziano con Decebalo, il rei dei Daci, il quale, nonostante i finanziamenti stava presumibilmente arruolando un esercito in funzione antiromana. Traiano decise così di conquistare la Dacia per azzerare un rischio che l’Impero, nel massimo della sua espansione, non poteva più permettersi di temere. L’operazione militare condotta da Traiano non fu solo motivata dalle ricchezze del territorio dacico, ma anche e soprattutto dalla necessità di debellare un serio pericolo per la sicurezza dell’Impero. In questo secondo volume vengono trattati la riorganizzazione della nuova colonia appena conquistata e viene analizzato l’esercito romano in tutti i suoi aspetti, e nello specifico i combattimenti coi daci. Chiude la serie dei due volumi una ricca e completa bibliografia.

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    L’ultimo pagano – Vita dell’imperatore Giuliano

    18.00

    Giuliano fu un sacerdote degli antichi dèi, un paladino della immensa cultura greca di cui era permeata la società romana. Non una cultura fredda e inerte, ma viva e vivificante perché aveva dato all’umanità religione, scienza, arte. E di questa civiltà gli dèi erano un elemento fondamentale e rinnegarli significava rifiutare quella civiltà. Ma da oltre tre secoli era spuntata una nuova religione, una dottrina nuova, basata sul perdono, sull’amore del prossimo e la non violenza. Una fede che aveva dato una speranza ai milioni di diseredati che popolavano l’impero. I sapienti dell’Ellade non potevano accettare una simile dottrina, loro che avevano creato le più belle opere letterarie, organizzato mirabili sistemi filosofici, razionalizzato l’esistenza umana. Ma la storia non teneva conto del passato, guardava al futuro, maturo per un cambiamento che avrebbe segnato il mondo per i prossimi millenni.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 165

    Stampati nel 2013 da il Cerchio

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    L’utopia di Pirro – Una monarchia ellenistica in Occidente

    16.00

    Lo studio evince dalla complessiva vicenda storica di Pirro, Re dell’Epiro e il suo tentativo di costruire uno Stato che comprendesse oltre al territorio balcanico, la Magna Grecia, la Sicilia e l’Africa cartaginese. Il modello riporta a quello postalessandrino contemporaneo alle lotte tra gli Epigoni per l’acquisizione di potentati che saranno, nel rovesciamento di ogni equilibrio rilevato da Toynbee, le prede di Roma. Nel suo disegno intendeva avanzare in Sicilia, avvalersi della tecnica militare macedone, nonché della capacità di condottiero: Pirro, come afferma Lèveque, voleva essere l’Alessandro Magno dell’Occidente ed il giudizio sulla sua figura oscillerà tra quello di un conquistatore o di un “War-Lord”.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 147

    Stampato nel 2007 da Bonanno

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    L’esercito romano da Romolo a Re Artù vol. 1. da Romolo all’avvento di Ottaviano, VIII sec. fine I sec

    25.00

    Marco Lucchetti – Luca Cristini

    In questo libro di 80 pagine, primo di una serie di tre, gli autori raccontano l’incredibile avventura che portò un villaggio di pastori a diventare la più grande potenza militare che il mondo antico  abbia mai conosciuto. La storia delle legioni e la descrizione delle tattiche e delle battaglie sono accompagnate da numerose immagini e da 16 tavole a colori.

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    L’esercito romano da Romolo a re Artù: Da Romolo alla fine, VIII sec. a.C fino al VI sec. d.C Vol. 1 – 2- 3

    59.00

    Marco Lucchetti – Luca  Cristini

    In questo libro gli autori raccontano e illustrano l’incredibile avventura che portò un villaggio di pastori a diventare la più grande potenza militare che il mondo antico abbia mai conosciuto. La storia delle legioni romane e la descrizione delle tattiche e delle battaglie sono accompagnate da numerose immagini e da decine di splendide tavole a colori. Per la prima volta riunito un nostro lavoro pubblicato oltre dodici anni fa, al quale sono state aggiunte tantissime nuove immagini dei soldati di Roma. Un libro di quasi 250 pagine full color, per la prima volta in due edizioni separate: italiano e inglese, per celebrare degnamente la grande gloria di Roma!

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 80 interamente illustrate a colori + 48 tavole a colori

    Stampato nel 2024 da Soldiershop

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    L’Esercito Romano da Stilicone a Giustino I. Collasso e sopravvivenza 395-527 d.C.

    12.00

    Gianfranco Cimino

    Questo libro, si pone come scopo di smentire i falsi miti che da sempre aleggiano sulla fine dell’Impero Romano d’Occidente dal punto di vista militare, dando nel contempo una descrizione accurata per quanto possibile della storia militare romana del V secolo. Si concentrerà l’attenzione su problematiche come il ruolo dei foederati e dei capi militari barbari, sulla barbarizzazione dell’esercito romano e si illumineranno le azioni di uomini come Stilicone ed Ezio, collocandoli al giusto posto nella grande tragedia collettiva della fine di un mondo

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    La battaglia antica. L’arte della guerra ai tempi delle guerre puniche

    15.00

    Stefano Izzo

    In questo volume, con una affascinante successione di brillanti analisi, si analizza la battaglia antica nei suoi aspetti più peculiari. Si tenta di dare risposte a mille interrogativi che da sempre ci incuriosiscono all’interno della cornice storica delle Guerre Puniche, con tutte le nuove problematiche politiche, strategiche, tattiche e logistiche che questo immane conflitto tra Roma e Cartagine comportò. I grandi scontri tra eserciti contrapposti sono studiati nel dettaglio, prendendo in esame strategie di invasione, piani di battaglia, tattiche sul terreno, tecniche di combattimento individuali, cercando di illustrare al lettore ciò che accadeva

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    La battaglia che fermò l’impero romano – La disfatta di Quintilio Varo nella selva di Teutoburgo

    20.00

    In una manciata di secoli, da piccola città stato sulle rive del Tevere, Roma si trasforma nella sovrana del mondo conosciuto: il suo dominio si estende dalla Gallia all’Africa del Nord, dalla Spagna all’Asia Minore, e la sua capacità di espansione sembra illimitata. Nelle regioni a est del Reno, tuttavia, le tribù germaniche sono irrequiete e minacciano i confini. E così nel 9 d.C. il generale Publio Quintilio Varo parte con tre legioni per sedare le rivolte nei territori settentrionali. Né lui né i suoi soldati faranno mai ritorno a Roma: nella selva di Teutoburgo un’orda di guerrieri capeggiati da Arminio tende un’imboscata alle truppe imperiali; i romani, stanchi e impreparati, vengono colti alla sprovvista e trucidati uno a uno. Dopo aver perso tutti gli uomini e le insegne, Varo e i suoi ufficiali, per il disonore, si tolgono la vita. È il momento in cui Roma si rende conto di non essere invincibile; ed è la spaventosa sconfitta che segna definitivamente l’arresto dell’espansione romana nell’Europa centrale. Peter S. Wells, con sicuro dominio delle fonti antiche – letterarie e archeologiche – e accattivante piglio affabulatorio, conduce il lettore sulle orme dei legionari romani e fa rivivere i loro ultimi istanti di vita, il panico e il dolore della disfatta. Ma racconta anche la prospettiva degli aggressori, di quei popoli sempre ritenuti barbari che, in definitiva, non hanno fatto altro che difendere la propria libertà e autonomia. Con “La battaglia che fermò l’Impero” – narrazione e documentato saggio storico – il Saggiatore invita a riscoprire la cronaca di un punto di svolta epocale, che spiega come da quel giorno sia cambiata la storia d’Europa e dell’umanità intera. Nel suo saggio Wels, come molti altri autori, tende a dimenticare che Armininio era un cittadino romano (seppur di stirpe germanica), che comandava la cavalleria ausiliaria romana. Di solito un simile atteggiamento viene denominato “tradimento”…..

    Brossura, 15 x 23 cm. pag. 260

    Stam

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    La battaglia del lago Trasimeno 217 a. C

    18.00

    Dopo la schiacciante vittoria di Annibale sul Trebbia, la Repubblica romana si arma nuovamente sotto il comando del poco prudente console Caio Flaminio, determinato a distruggere gli invasori cartaginesi, non sapendo però che questi ultimi erano pronti e in attesa. La distruzione dell’esercito romano sul lago Trasimeno consacrò la fama di Annibale come uno dei maggiori condottieri dell’antichità, in grado di usare tattiche innovative e stupire i meno preparati romani. Questo nuovo studio, basato sulle recenti ricerche archeologiche di cui sono stati resi oggetto i luoghi della battaglia, racconta la storia completa di una delle maggiori vittorie di Annibale, impiegando anche mappe dettagliate, illustrazioni a colori e dettagliate ricostruzioni degli eserciti e dei comandanti.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 144 con alcune foto, illustarzioni b/n e tavole a colori

    Stampato nel 2018 da Goriziana

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    La battaglia di Azio – 31 a. C. La caduta di Antonio e Cleopatra

    18.00

    Si Sheppard

    Nel 32 a.C. Roma repubblicana era sconvolta dalla guerra civile che contrapponeva le forze di Ottaviano, a occidente, a quelle di Antonio e Cleopatra ad oriente. Nelle acque prospicienti Anzio – sulla costa occidentale della Grecia – avvenne il decisivo scontro tra le flotte di Ottaviano e Antonio, conclusosi con la pesante sconfitta di quest’ultimo. La battaglia navale di Anzio è una delle più famose di tutti i tempi e concluse la secolare esperienza della Repubblica romana.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 151 con molte illustrazioni b/n e colore

    Stanmpato nel 2013 da Libreria Editrice Goriziana

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    La battaglia di Canne

    24.00

    Questo libro tenta di esaminare “la realtà” di Canne affrontata dai singoli soldati che vi parteciparono, senza perdere di vista il quadro generale della battaglia nel suo complesso. Comincia di conseguenza, a prendere in esame la battaglia sulla base dei criteri convenzionali come il significato strategico, la tattica, la topografia e le forze in campo. Fatto questo, compie una digressione per studiare gli eserciti contraposti, quello romano e quello cartaginese; grazie a questo quadro diventa possibile mettere a fuoco in modo specifico l’azione stessa, prima studiando la parte svolta dai comandanti contraposti, allo scopo di capire fino a che punto ed in quale modo essi abbiano influenzato l’esito dello scontro. Dopo di che il libro cerca di individuare l’esperienza dei singoli combattenti a canne.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 322

    Stampato nel 2008 da Libreria Editrice Goriziana

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    La battaglia di Cornus (Romanzo)

    18.00

    Nell´aspro e lungo contrasto fra le due grandi città del Mediterraneo antico – Roma e Cartagine – la Sardegna divenne terra di contesa. La prospettiva di una prolungata schiavitù non si confaceva con l´animo insofferente dei sardi. In piena Seconda Guerra Punica, Ampsicora seppe unire i focolai di sommossa in un unico esercito e stringere alleanza con la potente rivale di Roma. La trama si evolve tra gli ambienti delle città costiere di Cornus e Tharros, la metropoli nord-africana, il deserto del Maghreb e i riti ancestrali di una Sardegna post nuragica, in una successione di sorprendenti colpi di scena. Le premonizioni di una maga, l´aggrovigliarsi delle passioni dei personaggi e i sottili intrighi di spie fanno da sfondo alle gesta eroiche di un popolo che tenta di liberarsi dal suo stato di sottomissione. Il racconto ci fa rivivere l´epopea di una narrazione epica, diventata leggenda con la misteriosa quanto incomprensibile morte del suo protagonista, che attinge con dovizia di particolari da una documentazione storica precisa.

    Rilegato, 15,5 x 22 cm. pag. 207

    Stampato nel 2012 da Condaghes

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    La battaglia di Filippi 42 a.C.

    18.00

    Uno sguardo sulla vita quotidiana di uomini e donne in guerra, passati e presenti; le loro motivazioni, l’addestramento, le tattiche, l’armamento, le imprese. Resa immortale dal Giulio Cesare di Shakespeare, la battaglia di Filippi rappresentò lo scontro finale tra le forze di Antonio e Ottaviano da una parte e quelle di Bruto e Cassio dall’altra. In questo libro Si Sheppard prende in esame la campagna intrapresa intorno alla città macedone di Filippi. Nella sanguinosa battaglia i legionari si scontrarono con altri legionari, finché l’esercito di Bruto fu sconfitto: Bruto stesso scappò e si suicidò il giorno dopo. Cadde la causa repubblicana, e Roma restò nelle mani del secondo triumvirato. Ricco di fotografie, immagini di battaglia e dettagliate mappe che illustrano il corso degli scontri sulla terra e sul mare, questo libro racconta la storia della campagna che fece suonare l’ultimo rintocco del movimento repubblicano.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 142 con circa 55 illustrazioni b/n, 24 illustrazioni a colori, 4 tavole a colorie 7 cartine

    Stampato nel 2013 da Libreria Editrice Goriziana

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    La battaglia di Maratona

    25.00

    La battaglia di Maratona, una delle battaglie più famose della storia, fu combattuta e vinta nel settembre del 490 a.C. dagli ateniesi contro il potentissimo esercito persiano su una piana costiera a una quarantina di chilometri da Atene. L’episodio, riferito da Erodoto, è stato sempre un rompicapo per gli storici dell’antichità. Come è possibile che gli ateniesi uscissero vincitori da uno scontro così impari? Come è possibile, ad esempio, che essi andassero all’assalto dei persiani correndo, armati, per un chilometro e mezzo, come racconta Erodoto? Krentz ricostruisce pazientemente lo stato originario del luogo dello scontro, la dislocazione degli eserciti, gli armamenti (persino il loro peso), le tattiche, giungendo a quella che si può considerare la più documentata e dettagliata descrizione della battaglia che, ponendo fine all’invincibilità persiana, costituì un punto di svolta decisivo nella storia della Grecia e, alla lunga, dello stesso Occidente.

    Cartonato con sovracopertina 15,5 x 21,5 cm. pag. 280 con 31 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2011 da Il Mulino

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    La battaglia di maratona 490 a.C. – La prima invasione persiana della Grecia

    14.00

    La storia della campagna di Maratona è una tappa epica e determinante per il mondo antico. Quando i greci ionici si ribellarono contro i dominatori persiani nel 499 a. C. le città di Atene ed Eretria andarono in loro soccorso. Il re persiano Dario giurò vendetta e nel 490 a.C. una flotta di 600 navi cariche di soldati venne inviata a punire gli ateniesi. Questo libro spiega in dettaglio, grazie ai reperti archeologici e alle fonti, come i greci si scontrarono con i persiani a Maratona e li misero in rotta costringendoli a rifugiarsi sulle navi. L’effetto morale di questa vittoria fu enorme: per la prima volta un esercito greco aveva sconfitto i persiani e dimostrato la superiorità della tattica degli opliti. Arricchiscono il testo numerose mappe, illustrazioni e fotografie.

    Brossura, 16,7 x 23,5 cm. pag. 146 illustrato con foto b/n e tavole a colori

    Stampato nel 2019 da Goriziana

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    La battaglia di Teutoburgo nel 9 d. C

    18.00

    Nel 9 d.C. Publio Quintilio Varo, legato imperiale in Germania, varcò il Reno con tre legioni e si addentrò nella Germania Magna, occupata oltre vent’anni prima dai soldati romani. Varo e i suoi uomini non sarebbero mai più tornati indietro: furono massacrati da guerrieri germanici nel Teutoburger Wald, l’area coperta da dense foreste in cui oggi sorge il centro di Kalkriese. Attirati in una trappola dal nobile cherusco Arminio, i legionari si trovarono attaccati su ogni lato da una coalizione di tribù germaniche, insorte contro il dominatore straniero. In seguito i Romani compirono varie spedizioni punitive contro i Germani e recuperarono le loro aquilae, ma la tragica fine di Varo e delle sue legioni li indusse ad abbandonare l’idea di trasformare la Germania Magna in una provincia romana e a stabilire lungo il fiume Reno il confine fra il mondo romano e quello delle tribù germaniche.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 142 con molte foto b/n e colori ed alcune tavole a colori

    Stampato nel 2012 da Libreria Editrice Goriziana

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    La caduta dell’impero romano

    13.50

    La caduta dell’impero romano è da sempre uno dei più affascinanti enigmi della storia. Roma disponeva di una formidabile forza militare ed economica, su un territorio immenso, che si estendeva dal Vallo di Adriano ai confini con la Scozia fino all’Eufrate, dall’Africa settentrionale al Reno e al Danubio. Era una macchina perfetta e collaudata, con una rete capillare di strade e di fortezze, ricche città e una organizzazione amministrativa per certi versi insuperata. Tra la battaglia di Adrianopoli nel 378 d.C. e la deposizione dell’ultimo imperatore Romolo Augustolo nel 476 d.C., la superpotenza più longeva della storia venne sconfitta e occupata da bande di invasori “primitivi”, distrutta da barbari ritenuti quasi incapaci di organizzazione e di pensiero razionale. Come è potuto accadere? Le ricostruzioni più diffuse hanno dipinto una civiltà decadente e corrotta, troppo “civilizzata” e magari indebolita dal cristianesimo. Ma a giocare un ruolo determinante furono anche semplici dettagli, come gli archi degli unni, più lunghi e potenti di quelli dei nemici, e il carico fiscale imposto dalla capitale alle province. Peter Heather confuta i luoghi comuni, mettendo a frutto le sue competenze economico-militari e le sue approfondite conoscenze sui barbari, ricostruendo in maniera brillante e persuasiva gli scontri e le battaglie, ma anche i tentativi di integrazione alle frontiere dell’impero.

    Brossura pag. 657

    Stampato nel 2008 da Garzanti

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    La caduta dell’impero romano

    13.00

    L’arrivo dei Visigoti nel 376 segnò l’inizio dell’agonia dell’impero romano. Altre orde di barbari dilagarono poi in Gallia e altrove: nell’impossibilità di respingerli, Roma fu costretta a cedere sempre più terreno. Nonostante l’energia dispiegata dagli ultimi grandi generali di Roma, come Stilicone, Costanzo ed Ezio, alla metà del V secolo il territorio sotto il dominio imperiale era ridotto a poca cosa, con la perdita di gran parte delle province. Nel 476 il barbaro Odoacre depose l’ultimo sovrano, Romolo Augustolo, mettendo così fine alla successione imperiale in Occidente.

    Brossura, 12,5 x 20,5 cm. pag. 184

    Stampato nel 2012 da Il Mulino

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    La caduta dell’impero romano. Una storia infinita

    23.00

    Bertrand Lancon

    La caduta dell’Impero romano continua a fare scorrere fiumi d’inchiostro: essa ha suscitato in questi ultimi anni un numero di pubblicazioni senza precedenti. La si tratta a torto come un enigma storico che si potrebbe risolvere identificandone le cause, mentre è proprio la longevità dell’Impero romano a essere enigmatica. Tuttavia, se tale caduta affascina, è perché essa è uno specchio che riflette le paure contemporanee di declino e crollo, oggetto di un vero e proprio boom in seno all’ “impero americano” e all’Unione Europea

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    La caduta di Roma

    35.00

    Nel 476 d.C., con la deposizione di Romolo Augustolo, l’ultimo di una lunga schiera di imperatori fantoccio, cade dopo un lungo declino l’Impero Romano d’Occidente, la più grande forza militare ed economica dell’antichità. Le cause di questo collasso sono state finora attribuite da molti studiosi esclusivamente alle tribù germaniche che si fecero strada con la forza oltre le frontiere, mentre in questo nuovo saggio Adrian Goldsworthy interpreta quelle invasioni non come la causa ma come il sintomo della fragilità e della instabilità dell’impero. Per capire fino in fondo i veri motivi che portarono alla caduta di Roma, secondo l’autore, è invece necessario ripercorrere quanto accaduto nei trecento anni precedenti, a partire dalla morte di Marco Aurelio, quando si verificò “una lunga serie di guerre civili, durante le quali gli imperatori rinunciarono alla res publica per concentrarsi solo sulla propria sopravvivenza”. A partire dal 180 d.C., lo storico inglese descrive dettagliatamente come le violente ribellioni locali finirono per danneggiare la struttura amministrativa e logistica dell’esercito, alimentando un clima generale d’insicurezza in cui chiunque tosse al servizio dell’impero poteva essere ucciso, torturato o imprigionato per ordine di altri Romani.

    Cartonato con sovracopertina 14,5 x 22 cm. pag. 570

    Stampato nel 2011 da Elliot

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    La caduta di Roma e la fine della civiltà

    10.50

    Roma non è caduta. O almeno cosi dicono le più recenti teorie storiografiche. La transizione al dominio germanico sarebbe stata graduale e pacifica, risultato di una progressiva integrazione delle popolazioni del nord, vitali ma primitive, nel grande organismo imperiale, raffinato e ormai prossimo all’esaurimento. II loro mescolarsi avrebbe dato vita a una nuova era di positive trasformazioni culturali. Niente affatto, sostiene Bryan Ward-Perkins. Ma quale integrazione, quale proficua sistemazione delle popolazioni esterne entro i confini dell’impero! “I Germani che invasero l’impero d’Occidente occuparono o estorsero con la minaccia della forza la massima parte dei territori in cui si stabilirono, senza alcun accordo formale sulla divisione delle risorse con i loro nuovi sudditi romani. Dovunque si abbiano testimonianze di una certa ampiezza, la norma era indubbiamente la conquista o la resa alla minaccia della forza, e non un accordo pacifico”.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 293 con 38 illustrazioni b/n e 14 cartine

    Stampato nel 2008 da Laterza

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    La cavalleria ausiliaria romana 14-193 d. C.

    18.00

    Gli ausiliari – reclutati da una vasta gamma di popolazioni bellicose di tutte le province, soprattutto ai margini dell’Impero – di solito non erano cittadini romani. La cavalleria ausiliaria rappresentava una potente arma: organizzata, disciplinata e ben addestrata, era adatta a condurre azioni sia di disturbo sia d’urto. Questo libro spiega in modo particolareggiato i molti ruoli del cavaliere ausiliario romano, oltre a quello in battaglia, compresa la ricognizione, le comunicazioni e i compiti di polizia. Sono analizzate le motivazioni per arruolarsi, le condizioni del servizio e le esperienze di battaglia; il testo è integrato da numerose illustrazioni a colori.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 104 con circa 41 illustrazioni b/n e 7 tavole a colori

    Stampato nel 2015 da Libreria Editrice Goriziana

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    La cavalleria nel mondo antico – Dagli assiri alle invasioni barbariche

    23.00

    Quando pensiamo agli eserciti dell’antichità, la prima immagine che ci viene in mente sono le grandi armate di fanteria, gli opliti greci, i legionari romani. Ma in realtà anche la cavalleria ebbe un ruolo importantissimo nella guerra antica. Questo libro segue gli sviluppi della forza equestre attraverso i secoli. Nel mondo greco e a Roma, la cavalleria rappresentò assai spesso la forza in grado di decidere le sorti del combattimento. Essa conobbe un momento di grande splendore durante le campagne di Alessandro il Macedone prima e nel Basso Impero romano poi, grazie all’integrazione di cavalieri di origini diverse che contribuirono a diffondere nuove pratiche belliche. Le innovazioni a livello dell’armamento e dei finimenti assicurarono una sempre maggiore efficacia al combattente a cavallo. Una notevole attenzione viene qui dedicata agli aspetti pratici: l’organizzazione delle unità combattenti, le procedure di arruolamento, la formazione di combattimento dei cavalieri. Non mancano infine le battaglie, dagli scontri dei cavalieri di Sargon contro l’esercito urarteo alla campagna di Alessandro in Oriente, dalle guerre puniche ai combattimenti contro le popolazioni “barbariche” in epoca tardoantica. La ricostruzione delle azioni della cavalleria, attraverso un’attenta analisi dei testi antichi, ci permette di seguire le tattiche messe a punto dai grandi generali dell’antichità e di apprezzare l’incredibile polivalenza delle forze montate.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 258 con alcune illustrazioni e foto b/n

    Stampato nel 2019 da 21 Editore

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    La cavalleria romana del principato nelle province occidentali dell’impero

    26.00

    Questo superbo lavoro, prende in esame i corpi di cavalleria ausiliaria romana, da augusto ai Severi. La loro natura, il loro impegno, ma soprattutto la loro dislocazione e i loro movimenti, articolati sia cronologicamente, sia spazialmente, all’interno pero solo di una porzione ben definita e piuttosto estesa dell’Impero di Roma: Britannia, Germania, Rezia, Norico. Fin dall’introduzione l’autore, rileva come l’uso di concetti come tattica e strategia, fossero inevitabilmente subordinati ad un’altra nozione, quella di politica. Un’altro cencetto che l’autore analizza, spesso trovandosi in disaccordo con le teorie classiche, è quello del “Limes”, secondo Biancardi infatti esso non è da intendersi non come una linea rigida, ma come una fascia più o meno profonda che variava di volta in volta a secondo della capacità romana di difendere e di proiettare la propria influenza sui popoli confinanti.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 250 con alcune cartine

    Stampato nel 2004 da Edipuglia

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    La civiltà bizantina

    24.00

    Economia e società, educazione e mentalità, letteratura e architettura, arte e ideali di vita: questi i grandi temi scelti da Cyril Mango per presentare la civiltà bizantina (324-1453 d.C). «Mi interessava prestare attenzione a ciò che i bizantini pensavano – pensavano a proposito di se stessi e degli altri, del passato e del futuro, di come si debba vivere la vita». Come in un trittico, tre ‘tavole’ guidano il lettore. Nella prima Cyril Mango delinea i principali aspetti della vita dei bizantini: popoli e lingue, società ed economia, scomparsa e rinascita delle città, i dissenzienti, il monachesimo, l’istruzione. Nella seconda, descrive il corpus di credenze comuni al bizantino ‘medio’: il suo rapporto con le potenze del bene e del male, il suo posto nella natura, nella storia, il suo atteggiamento nei confronti degli altri popoli, il suo ideale di umanità. Nell’ultima, illustra i lasciti maggiori di Bisanzio

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 456

    Stampato nel 2014 da Laterza

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    La conquista del Nord – I Vichinghi nell’Arcipelago Britannico

    20.00

    La maggior parte dei saggi storici sui Vichinghi prende in esame la loro conquista e influenza solo su una piccola parte dell’intera regione che comprende Gran Bretagna e Irlanda. E pochi studiosi hanno finora concentrato la propria attenzione sul contatto continuo fra Inghilterra e Scandinavia anche nel periodo successivo alla Conquista Normanna del 1066. Questo libro mira a offrire un approccio alternativo, presentando una storia dell’Epoca Vichinga che consideri l’intera area dell’Arcipelago Britannico, prima e dopo il fatidico anno generalmente considerato come “spartiacque”. Tradizionalmente ritratti come barbari brutali, salpati dalle terre scandinave a bordo delle loro caratteristiche imbarcazioni per depredare e saccheggiare molte regioni del Nord, i Vichinghi ci appaiono qui in un quadro meno drammatico ma ancor più affascinante, che rivela i notevoli progressi economici e sociali da loro apportati, fondamentali nel delineare la storia politica delle isole britanniche.

    Brossura, 15,5 x 21 cm. pag. 271 con varie illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da Odoya

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    La Dacia romana

    19.00

    Conquistata dall’imperatore Traiano nell’anno 106 d.C, nonostante abbia fatto parte dell’Impero romano per un periodo relativamente breve, in questo arco di tempo, poco più di un secolo e mezzo, la Dacia fu intensamente romanizzata, con la diffusione della lingua latina e l’adozione di modelli di comportamento italici, e tale processo contribuì a determinare l’identità culturale di quello che sarebbe divenuto il popolo romeno. Il libro si popone di arricchire gli studi su questa provincia dell’Impero romano, fornendo un’esaustiva presentazione della storia della Dacia e della sua civiltà, dall’età preromana agli albori del Medioevo.

    Brossura pag. 270

    Stampato nel 2007 da Rubbettino

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    La dinastia de los Severos

    Il prezzo originale era: €24.00.Il prezzo attuale è: €12.00.

    Julio Rodriguez Gonzalez       Prezzo di listino: 24.00 (sc. 50%)

    La dinastia imperiale fondata da Settimio Severo ebbe un ruolo fondamentale durante il turbolento periodo fra lo splendido II secolo d.C. e il problematico III secolo. Questo gruppo di imperatori subì nel corso del governo una forte influenza militare, dalla guerra civile che portò al potere il fondatore fino al colpo di stato che pose fine ai giorni dell’ultimo rappresentante. Questo libro offre innanzitutto uno sguardo generale sui principali aspetti del governo dei Severo, dalla complicata famiglia alla carriera militare del fondatore, poi una analisi della politica interna del tempo, comprese le diverse amministrazioni centrali e provinciali. La seconda parte è più densamente dedicata alla politica militare e all’organizzazione dell’esercito. Completano l’opera illustrazioni varie, piantine e una bella bibliografia.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 144 con molte illustrazioni b/n

    Testo in lingua spagnola

    Stampato nel 2010 da Almena

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    La femme romaine au début de l’empire

    24.00

    Per la collezione “Histoire vivante”, serie di monografie indirizzate in modo particolare ai re-nactor, agli appassionati di ricostruzione storica e anche a chi voglia approfondire argomenti di vita quotidiana antica, questo volume si occupa della figura della donna romana agli inizi dell’Impero. Completamente illustrato con belle fotografie a colori, presenta gli abiti e gli ornamenti delle donne in quel periodo, nonchè le loro abitudini e i loro usi, compresi i cosmetici, prendendo in considerazione sedici figure femminili differenti, dalla giovanetta alla matrona, dalla giovane sposa alla prostituto, dalla danatrice all’imperatrice.

    Brossura 19 x 28 cm. pag. 118 interamente illustrate con foto a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2009 da Errance

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    La fin de l’armee romaine 284-476 3ª Ed.

    39.00

    Gli storici hanno di sovente una visione dell’esercito romano limitato ai primi secoli dell’Impero e anche nell’immaginario popolare vige questa credenza. L’immagine del legionario romano con gli occhi rivolti ai confini del Reno o del Danubio, racchiuso nella sua armatura di metallo, appare un’icona perpetua fissa nel tempo che vigila sulla pax romana. Questo soldato di Roma sembra scomparire all’improviso, travolto dalle orde barbariche provenienti dall’est Europa, almeno questa è l’immagine che si da solitamente anche nelle scuole. Questo periodo travagliato è conosciuto come il Tardo Impero e tardo antico (III-V secolo). Declino o continuità? Durante questi tre secoli di crisi, l’esercito e l’impero hanno dovuto adattarsi alla minaccia che era profondamente mutata; secondo molti storici, i romani avevano le capacità e le possibilità tecnice di preservare i territtori a suo tempo conquistati. Fu probabilmente a livello politico che avvenne il tracollo (corruzione, alta imposizione fiscale, impoverimento generale della popolazione) che inevitabilmente minò gradualmente anche la capacità militare.

    Brossura, 15,5 x 24 cm. pag. 408 illustrato con 21 mappe e 7 tavole

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2005 da Economica

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    La fine del mondo antico – Le cause della caduta dell’impero romano

    14.00

    “In questo libro – spiega Mazzarino – si cerca, da una parte, di delineare una storia delle idee di “decadenza” e di “morte di Roma” com’esse furono intuite e svolte dal II secolo a. C. ai nostri giorni; dall’altra, di dare un’interpretazione moderna della rovina del mondo antico, attraverso la critica e la discussione delle varie soluzioni e ipotesi. Credo che, considerato in questo suo duplice aspetto, il tema della “morte di Roma” presenti un particolare interesse: sentiamo il bisogno così di percorrere il cammino delle idee di “decadenza” e “fine” del mondo antico, come di chiederci ancora, per nostro conto, quale spiegazione di quella “fine” appaia, all’uomo di oggi, necessaria e sufficiente”.

    Brossura pag. 217

    Stampato nel 2008 da Bollati Boringhieri

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