Alessandro al bivio. I Macedoni tra Europa, Asia e Cartagine

storia antica

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    Alessandro al bivio. I Macedoni tra Europa, Asia e Cartagine

    19.00

    Lorenzo Braccesi

    E se Alessandro fosse arrivato a Cartagine? Se i Macedoni avessero oltrepassato il canale d’Otranto e, con Annibale, un secolo dopo, si fossero diretti verso Roma? La storia non si fa con i “se”, eppure è concretamente esistita la possibilità che Alessandro avanzasse contro Cartagine prima di dirigersi a Oriente. Lo dimostra in questo libro Lorenzo Braccesi, tra i massimi storici dell’antichità. L’autore indaga l’espansione macedone con una nuova chiave di lettura: quella di un circolare progetto di conquista, che viene qui inteso come il sogno di Filippo di allargarsi allo spazio mediterraneo. Tale padre, tale figlio dunque. Le gesta dei Macedoni – indomabile popolo di stirpe greca, originario di un piccolo territorio periferico dell’area balcanica – vengono intese come un’unica grandiosa impresa durata due secoli. Dalla Macedonia comincia dunque la conquista del mondo, che avrebbe dovuto cingere sotto un unico dominio i Balcani e, attraverso il controllo dei canali adriatici ed ellespontici, l’Asia, l’Europa e Cartagine. Il grande sogno nasce con Filippo, sarebbe diventato il bivio di Alessandro e dei suoi successori.

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    Armes et Armures tome 1. Tome 1 : VI – XII siecles

    45.00

    Nicolas P. Baptiste

    Questo lavoro, in due volumi, presenta armi e armature dal Medioevo al Rinascimento. Il primo volume affronta il primo periodo, dal VI al XII secolo; il secondo volume analizzerà i periodi dal XIII al XVI secolo. L’autore e le edizioni Heimdal hanno unito le forze per affrontare un tema classico, ma raramente interessato negli ultimi anni dalle pubblicazioni in lingua francese. Questi due volumi sono il risultato di una riflessione condivisa, rinnovando alcune teorie sulla cultura materiale, e traendo il meglio dalla ricerca archeologica e storica degli ultimi anni. Il libro beneficia anche di foto di alta qualità, scattate durante studi o collaborazioni con istituzioni che le custodiscono, illustrando oggetti raramente pubblicati. Con l’aiuto delle competenze di colleghi illustri, l’autore ha raccolto i contributi delle più recenti attività di ricerca, il libro è quindi anche la riflessione di una comunità di storici e ricercatori su armi e armature. Riccamente illustrate con iconografia, ma anche con schizzi e disegni, le pagine del libro beneficiano di magnifiche foto in ambito di ricostruzione storica. Ci sono anche testimonianze delle attività degli artigiani più coinvolti nello studio sperimentale dei metodi di produzione di armi e armature antiche, e delle arti dei fabbri del medioevo, che a volte restano ancora enigmatiche ai nostri occhi.

    Rilegato, 21,5 x 30,5 cm. pag. 206 riccamente illustrato con immagini b/n e a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2022 da heimdal

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    Cartagine oltre il mito. Prima e dopo il 146 a.C.

    18.00

    Giovanni Di Stefano

    I saggi che compongono il volume propongono la conoscenza aggiornata della città che fu signora del Mediterraneo e capitale dell’Africa romana, oltre i luoghi comuni del mito. Sono presentati episodi della vita urbana e religiosa della città rivale di Roma, prima e dopo il 146 a.C., anno della distruzione. Della potente città fenicio-punica, poi colonia romana, sarà possibile conoscere un Santuario dellìviii sec. A.C. Frequentato da Fenici e greci, un luogo di culto dedicato ad una dea greca, e poi L’Altare monumentale sulla byrsa, offerto alla famiglia di Augusto, con intensi messaggi ideologici, religiosi e politici. Inoltre, alcuni saggi sono dedicati alle grandi cisterne della città e all’ Approvvigionamento idrico della colonia al tempo imperatore Adriano, che con la sua visita a Cartagine interruppe un lungo periodo di Siccità. L’ Edilizia privata con le case e le botteghe dei cartaginesi nel “quartiere delle ville Romane” E le grandi domus urbane dell’aristocrazia, dove scenari architettonici ricreano ambienti naturali, sono altri argomenti centrali del volume. Della città, prima e dopo l’arrivo dei vandali nel 439, sono presentati l’opera ciclopica di un muro difensivo dei quartieri urbani e una bardatura di età bizantina di un cavallo. La cultura materiale, la vita quotidiana e la vita religiosa di Cartagine sono protagonisti oltre il mito.

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    Cesare dice… Una lettura del Bellum Gallicum.

    19.00

    L’opera si propone di dare la più larga diffusione possibile ad un testo di perenne attualità ripercorrendo fedelmente gli eventi significativi che hanno contraddistinto parte dell’epopea Cesarea; a tal fine l’autore si avvale di uno stile limpido ed incisivo, ricco di concetti e di informazioni, ma sempre fedele al testo originale. Sui volumi editi dalle FFAA e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento

    Rilegato, 14 x 24 cm. pag. 536

    Stampato nel 1996 da Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito

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    Da Roma all’Oriente. Riflessioni sulle campagne traianee

    22.00

    A. M. Liberati (a cura di)

    Il volume, con una introduzione di Paolo sommella, raccoglie gli atti della giornata di studi da Roma dall’Oriente. Riflessioni sulle campagne tra i a ne e svoltasi l’11 ottobre 2017 presso istituto nazionale di Studi romani. Dopo una presentazione della mostra Traiano. Costruire l’impero, creare l’Europa (Lucrezia ungaro) ed un saggio introduttivo sul significato del principato tra i a ne o, da Augusto a Traiano: dalla Fondazione all’apogeo dell’impero (Leandro polverini), i saggi spaziano su alcuni significativi temi della politica militare dell’optimus princeps: Traiano e esercito romano da Ancona al Danubio nel 105 D.C.: sulle orme di una celebre Legione? (Sergio Rinaldi tufi); celebrazioni monumentali delle guerre da ci che di Traiano sui luoghi degli avvenimenti (Luca bianchi); acquisizione del regno dei nabatei da parte di Traiano e la Fondazione della Provincia Arabia: una nuova formazione politica nell’Impero romano d’Oriente (Klaus Stefan freyberger); Traiano in cilicia. Ultima frontiera (Eugenia equini Schneider). Il saggio i due Principes, il dominus ed il cattolicesimo. Un episodio della politica culturale dell’Istituto di studi romani: la conferenza preparata e mai svolta di don Juan di Borbone principe delle asturie (Anna Maria liberati) ha messo in luce, nel quadro delle celebrazioni tra i a ne e, il ricco patrimonio storico conservato presso istituti.

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    Elmi romani

    26.00

    Il volume, attraverso l’utilizzo di circa 189 disegni b/n, riporta una serie di iproduzioni dettagliate dei più noti elmi romani dal VII secolo a.C. al IV d.C.. Di ogni elmo viene riportata anche una breve storia dello stesso con disegni dettagliati. Un capitolo finale, si occupa degli elmi gladiatori del periodo repubblicano e imperiale.
    dell’armamento.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 254 riccamente illustrato con illustrazioni b/n

    Stampato nel 2018 da Archeos

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    Età di conquiste. Il mondo greco da Alessandro ad Adriano

    29.90

    Angelos Chaniotis

    Angelos Chaniotis affronta il mondo plasmato da Alessandro Magno durante la sua breve vita, la trasformazione che ne è seguita e il successivo periodo ellenistico: un’epoca di frammentazione, antagonismo violento tra gli Stati maggiori e lotte tra le realtà politiche minori per mantenere un’illusione di indipendenza; e tuttavia anche un periodo di crescita, prosperità e conquiste intellettuali. Il volume delinea la vasta rete di traffici commerciali, influenze e contatti culturali, che hanno arricchito e vivacizzato i centri di ricchezza, potere e fermento intellettuale in tutto il mondo.

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    Gladiatori

    38.00

    I combattimenti tra gladiatori costituivano una singolare prova di forza ed eroismo per la quale era necessaria una costante preparazione basata su esercizi fisici e sull’uso di protezioni appositamente studiate e relaizzate per gli incontri, strumenti e armature adeguati e differenziati, come documentato da fonti e raffigurazioni. Il ritrovamento nelle sepolture di armi descritte o rappresentate ha permesso di approfondire la conoscenza delle forme e delle tecniche di lavorazione dei materiali, e quindi condurre ad una migliore conoscenza delle manifestazioni gladiatorie. Tutto questo ci viene magnificamente offerto in questo volume che è completamente illustrato con bellissimi e particolareggiati disegni, riproduzione di reperti archeologici e fotografie di ricostruzioni particolarmente accurate.

    Cartonato 21 x 29,5 cm. pag. 234 interamente illustrate con disegni e foto b/n e colori

    Stampato nel 2009 da Archeos

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    Gli eserciti etruschi

    16.00

    Il volume in questione tratta di una antica popolazione italica della cultura villanoviana: gli etruschi. Questo popolo ha sempre esercitato un grande fascino sia per gli storici e gli archeologi, sia per gli appassionati di storia antica. Il lavoro è stato effettuato coniugando la ricerca archeologica con l’aspetto iconografico. Le 105 foto in b/n e le 8 a colori, riproducono armature (spade, elmi, corazze ecc.), bassorilievi, cartine e oggettistica varia. Le 8 tavole a colori riproducono guerrieri etruschi e di altri popoli italici.

    Brossura 18,5 x 25 cm. pag. 64 con foto b/n e colori + 8 tavole a colori

    Stampato nel 2003 da EMI

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    Gli ultimi re di Sparta 309-146 A. C.

    29.00

    Martine Chantal Fantuzzi

    Quale fu la fine di Sparta? Reggendosi sulla diarchia degli Agiadi e degli Europontidi, Sparta aveva compiuto le sue più celebri imprese; ma sul finire del III secolo, passioni e tradimenti avevano leso alla radice l’alleanza tra le stirpi, principiandone l’inesorabile, distruttivo e conflagrante epilogo.Questo saggio ricostruisce le vicende degli ultimi re di Sparta, personalità complesse e controverse, attraverso una minuziosa indagine di fonti antiche, tra cui Polibio, Plutarco, Livio e Pausania.Il periodo preso in considerazione si dilata dal 309 a.C. al 146 a.C., ovvero dalla salita al trono Agiade di Sparta di re Areo I – passando per l’assedio di Sparta da parte del re dell’Epiro Pirro e dello stesso Spartiata Cleonimo del 272, per le riforme di re Agide IV e Cleomene III, per la fatale battaglie di Sellasia del 222 – e giungendo alle battaglie di Pidna (168) e di Corinto (146), con la successiva consacrazione del dominio romano su tutta la Grecia. Martine Chantal Fantuzzi conduce una serrata ricostruzione storica, attraverso circa due secoli, dell’epopea finale di Sparta nell’ellenismo.Perdendo l’equilibrio della diarchia, guidata da re e tiranni, nocchieri nella tempesta tra Macedoni, Achei e Romani, il regno di Sparta si autodistrusse, mantenendo, tuttavia, intatta la propria reputazione di altissimo e strenuo valore, al punto da non aver mai permesso ai nemici di venir conquistato.

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    Guerra e società degli Etruschi

    20.00

    Armando Cherici

    Come per i Romani, anche per gli Etruschi la struttura politico-sociale era modellata sulla gestione bellica. La guerra era un motore economico potente, capace di ridistribuire in breve tempo beni accumulati per anni ma anche uno strumento di sviluppo e di affermazione dell’identità di un popolo. Quest’opera, corredata da un ricco apparato iconografico, si propone attraverso le testimonianze archeologiche, lo scopo di analizzare le armi e i loro scenari d’uso. Un viaggio alla scoperta di quella che è stata, dopo la greca, la prima civiltà urbana d’Europa.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 56 + 20 pagine fuori testo con tavole a colori e b/n

    Stampato nel 2021 da Chillemi

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    I canti della Britannia (Romanzo)

    17.00

    124 d.C. Mentre il Vallo di Adriano s’innalza sempre più maestoso a separare la brughiera del sud dalle foreste inaccessibili del nord, la tensione tra Annio, Giulia e Deirdre sembra ormai prossima al punto di rottura. Le legioni di Roma sono messe a dura prova, tra attacchi sanguinosi, campagne di riconquista e rivolte di popoli che reclamano la libertà. Tuttavia una nuova speranza inizia a germogliare tra le ceneri, laddove i canti della Britannia evocano il sogno di una terra in cui tutti possano convivere. Così Deirdre, spinta dall’amore per la sua nuova famiglia, parte alla ricerca di Drest, convinta di poter promuovere un dialogo tra romani e pitti. La Caledonia, però, è ancora avida di sangue, e il prezzo della pace si rivelerà più alto che mai.

    Rilegato, 15 x 21 cm. pag. 304

    Stampato nel 2020 da Fanucci

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    I generalissimi dell’Impero romano d’Occidente

    28.00

    John Michael O’Flynn

    Nell’Impero romano d’occidente, a causa del prolungato distacco degli imperatori da un esercito in cui l’elemento germanico diventava sempre più imponente, e della graduale crescita del potere dei barbari entro le frontiere, grande rilievo assunse una serie di generali che furono in grado di conquistarsi la lealtà delle truppe. La presente ricerca circoscrive il fenomeno del trasferimento di potere dall’imperatore al suo comandante in capo, spesso d’origine germanica, che divenne il detentore dell’autorità effettuale. Questi Signori della guerra – Stilicone, Ezio, Ricimero -, dominarono sulla base del loro potere effettivo e non per una norma giuridica.

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    I legionari maledetti. Storia dei sopravvissuti della battaglia di Canne e del loro riscatto

    12.00

    Giovanni Melappioni

    Sopravvissuti alla peggiore sconfitta della storia di Roma, gli uomini sfuggiti al disastro di Canne furono additati come unici colpevoli della disfatta, divenendo i legionari maledetti. Condannati all’esilio in Sicilia, destinati all’oblio eterno, riuscirono invece a risollevarsi dal fango in cui erano stati gettati per consegnarsi alla gloria eterna. Questa è la storia del loro epico riscatto. Questo saggio ripercorre l’epopea di quegli uomini.

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    Identità padana – Le nostre radici. Siam tutti figli di Longobardi

    20.00

    “In questi tempi moderni di globalizzazione e di forti immigrazioni la voglia di “casa”, cioè il senso di appartenenza al proprio territorio e alle proprie tradizioni e alla propria società, quindi di Identità e di Nazione, è una richiesta molto sentita nei cittadini. Lo sradicamento delle genti che sta avvenendo in questi decenni, attraverso l’immigrazione di massa e la esasperazione del commercio globale, ha prodotto come reazione una forte domanda di unità e di Identità territoriale. Difatti, sono sotto gli occhi di tutti i danni sociali prodotti dalla dissennata immigrazione e dalla incontrollata globalizzazione per cui sarà necessario, per non perdere la bussola mentale e sfociare nella follia sociale, una saggia riflessione sulla propria Identità e i suoi insiti valori, la loro condivisione sociale, in sostanza, la conoscenza storica del proprio territorio e della sua antica comunità, che essi solamente permettono la salvaguardia delle proprie radici e del proprio destino, della propria Identità.” (dalla prefazione)

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 251

    Stampato nel 2017 da Selecta

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    Il corpo trafugato di Alessandro Magno e il destino della corazza d’oro

    26.00

    Leggendo Dione Cassio, a proposito del viaggio compiuto ad Alessandria d’Egitto dall’Imperatore Adriano, si può constatatare come l’Imperratore romano più “ellenista” di tutta la storia di Roma, non fosse andato a rendere omaggio alla tomba di Alessandro Magno, così come avevano fatto molti e altrettanto insigni personaggi. Adriano era colui il quale “doveva” per appartenenza e vicinanza culturale, visitare il sepolcro del grande generale macedone, eppure, non solo non esiste traccia di questo evento, ma addirittura viene invece citata con sufficente dettaglio, la visita effettuata dall’Imperatore ad un altro sepolcro, quello di Pompeo in Alessandria. Si può ipotizzare che l’Imperatore Adriano no si recò a visitare il sepolcro di Alessandro Magno perchè era a conoscenza del fatto che, il corpo dell’eroe greco, non si trovava più in quei luoghi!!!

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 250 con numerose foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2019 In Proprio

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    Il fantasma sul trono. La morte di Alessandro Magno e la sanguinosa lotta per il suo impero

    22.00

    James S. Romm

    Quando nel 323 a.C. Alessandro Magno muore inaspettatamente a Babilonia all’età di 33 anni, il suo impero si estendeva dal mare Adriatico a Occidente fino all’India moderna a Oriente. Gli intrighi e la violenza, le strategie politiche così come le alleanze, gli omicidi e le guerre che hanno luogo nei successivi decenni possono competere con le più famose tragedie del teatro. James Romm descrive magistralmente gli eventi drammatici nella lotta per l’eredità del condottiero macedone. In un’atmosfera spettrale il giovane re si congeda dai suoi più stretti “Compagni”, letteralmente al suo fianco sin dalla tenera età e che con lui avevano conquistato il mondo. Si narra che poco prima di morire abbia deciso di lasciare il suo posto “al più forte”. Ma chiunque tenti di elevarsi sopra gli altri, si sa, non può farlo senza danno. E così il grande impero che si estendeva su tre continenti affonda ben presto in una serie infinita di guerre, in cui i membri della famiglia argeade – la casa reale macedone – diventano pedine nelle mani degli ex generali di Alessandro.

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    Il lato oscuro dell’Esercito romano. Gli ammutinamenti di epoca repubblicana

    14.00

    L’esercito romano. Un meccanismo perfetto. Una macchina da guerra capace di portare un piccolo popolo di pastori alla conquista dell’intero Mediterraneo, trasformandolo nel Mare Nostrum della tradizione. L’esercito di Scipione Africano, Caio Mario, Giulio Cesare è stato il modello sul quale si sono misurati tutti i successivi grandi eserciti della storia, da quello di Federico ii di Prussia a quello di Napoleone Bonaparte, ai famigerati eserciti tedeschi della prima metà del xx secolo. Ma come tutti gli eserciti, anche quello romano era fatto da uomini e, in quanto tale, aveva molti pregi ma anche numerosi difetti. Ammutinamenti, rivolte, diserzioni messi in atto per i più svariati motivi (dall’avidità alla codardia), hanno costellato l’intero arco cronologico dell’espansione romana. E proprio i più grandi fra i condottieri romani, pensiamo a Scipione o a Cesare, furono coinvolti in alcuni dei più celebri di questi casi.

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    Imperatores – Loriche e loricati dal VI sec. a.C. al III d.C

    26.00

    Storia dei loricati romani dal VII secolo a.C. al III secolo d.C. con riproduzioni al tratto dei reperti più noti ed in parte ricavati dalla statuaria greco romana. Sono descritte e comprovate le tecniche di costruzione, i materiali, i colori, le simbologie e le varie tipologie di corazze anatomiche e a corsetto. Il volume è molto ben illustrato con numerosi disegni b/n e alcune immagini fotografiche. Particolarmente indicato per i reenector storici.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 254 riccamente illustrato con foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2017 da Archeos

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    Ingegno e Paura – Trenta secoli di fortificazioni in Italia Vol. I – Età Antica

    40.00

    L’opera, nell’intera collana, ricostruisce in maniera completa ed esaustiva la storia e l’evoluzione delle fortificazioni in Italia, dai primi manufatti di era preistorica e classica, alle costruzioni difensive di età medioevale, moderna e contemporanea. In questo primo volume vengono trattate le costruzioni di allineamenti megalitici, di piramidi, templi e splendide moschee: ope re che nel caso specifico simboleggiano l’aspirazione alla sopravvivenza ultraterrena, ovvero il rimedio contro l’incubo della scomparsa assoluta ed irreversibile. Sui volumi editi dalle FFAA e’ applicato un rimborso delle spese di reperimento

    Rilegato, 25 x 28 cm. pag. 317 con circa 183 tra foto e illustrazioni a colori

    Stampato nel 2005 da Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito

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    L’agonia dell’Impero Romano d’Occidente

    20.00

    Luigi Cantarelli – Enrico Lupelli (a cura di)

    Seguendo l’opera storiografica e il metodo annalistico del Muratori, l’accademico dei Lincei Luigi Cantarelli compose questi “Annali d’Italia”, che coprivano l’arco temporale compreso fra la morte dell’imperatore Valentiniano III e la deposizione di Romolo Augustolo (455-476). Egli riportava gli avvenimenti storici che condussero alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, nella loro nuda e semplice essenzialità, basandosi sulle poche e talvolta oscure fonti documentarie. Cantarelli fermava la sua narrazione alla data che, secondo le convenzioni degli studiosi, segnava la fine della storia antica, anche se la detronizzazione dell’ultimo sovrano occidentale non caratterizzò il crollo dello Stato romano, ma solo quello del suo fantasma. La decadenza dell’Impero, infatti, era cominciata da almeno un secolo, fin dalla sconfitta militare di Adrianopoli (378), dove l’esercito di Valente fu annientato dalle orde gotiche capeggiate da Fritigerno; lo stesso imperatore morendo sul campo.

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    L’esercito romano ai tempi di Giulio Cesare

    22.00

    Il fondamento e il nerbo dell’esercito romano, per tutto il tempo della repubblica, fu la fanteria, la cui unità tattica era la legione (legio), composta esclusivamente di cittadini romani. La cavalleri a era un’arma che semplicemente collaborava con la fanteria e le macchine, che corrispondevano alla nostra artiglieria, erano usate soprattutto nelle operazioni di assedio. Accompagnato da un bel dizionario di termini militari, questo saggio esamina nel dettaglio l’intero esercito romano, dai requisiti necessari per essere ammessi nella legione alle armi in dotazione, dalle tattiche di battaglia alle disposizioni dell’accampamento, attingendo alle opere dei principali storici latini e di Cesare in particolare.

    Brossura 14 x 21 pag. 140 diverse illustrazioni al tratto

    Stampato nel 2012 da Effepi

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    La conquista del Nord – I Vichinghi nell’Arcipelago Britannico

    20.00

    La maggior parte dei saggi storici sui Vichinghi prende in esame la loro conquista e influenza solo su una piccola parte dell’intera regione che comprende Gran Bretagna e Irlanda. E pochi studiosi hanno finora concentrato la propria attenzione sul contatto continuo fra Inghilterra e Scandinavia anche nel periodo successivo alla Conquista Normanna del 1066. Questo libro mira a offrire un approccio alternativo, presentando una storia dell’Epoca Vichinga che consideri l’intera area dell’Arcipelago Britannico, prima e dopo il fatidico anno generalmente considerato come “spartiacque”. Tradizionalmente ritratti come barbari brutali, salpati dalle terre scandinave a bordo delle loro caratteristiche imbarcazioni per depredare e saccheggiare molte regioni del Nord, i Vichinghi ci appaiono qui in un quadro meno drammatico ma ancor più affascinante, che rivela i notevoli progressi economici e sociali da loro apportati, fondamentali nel delineare la storia politica delle isole britanniche.

    Brossura, 15,5 x 21 cm. pag. 271 con varie illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da Odoya

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    La guerra civile Longobarda e la battaglia di Cornate. 689 DC la sconfitta dell’ultimo duca pagano

    25.00

    La battaglia di Coronate fu combattuta nel 689 nella piana presso l’Adda tra Cornate d’Adda (anticamente Coronate) e Trezzo sull’Adda tra l’esercito del re dei Longobardi Cuniperto e quello dell’usurpatore Alachis. Lo scontro fu vinto dal legittimo sovrano, mentre il suo avversario cadde sul campo; la sua sconfitta segnò la fine della fronda ariana dei duchi longobardi dell’Austria, che si opponeva alla politica filo-cattolica della dinastia bavarese cui apparteneva lo stesso Cuniperto, e spianò la strada alla definitiva conversione di tutti i Longobardi al cattolicesimo. I due eserciti si scontrarono «tra lo strepitio delle trombe» e la battaglia si protrasse a lungo, perché nessuno dei due schieramenti accennò a lasciare il campo. A decidere le sorti dello scontro fu la morte di Alachis: ricevuta la notizia, le armate dell’Austria immediatamente sbandarono. L’esercito dell’usurpatore in fuga fu però incalzato da quello di Cuniperto, che passò a fil di spada quelli che riuscì a raggiungere e abbandonò all’affogamento nell’Adda gli altri. Il corpo di Alachis fu mutilato della testa e delle gambe.

    Brossura, 17,6 x 25,3 cm. pag. 80 riccamente illustrato con foto e tavole a colori

    Stampato nel 2017 da Soldiershop

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    La Prima Guerra Punica – Il primo epico scontro tra Roma e Cartagine

    24.00

    La Prima Guerra Punica, è un momento essenziale nella storia del Mediterraneo e di tutti i popoli che su di esso si affacciano perché dalla vittoria in Sicilia, Roma trasse la consapevolezza di poter estendere i confini del suo impero anche oltremare, cosa che comincoò subito a fare. Nella storia romana, infatti, la guerra per la Sicilia, benché non risolutiva nella lotta contro Cartagine, fu, come evidenziato con enfasi dallo stesso Polibio, la prima campagna condotta da Roma fuori da quelli che allora erano considerati i confini dell’Italia, con tutte le nuove problematiche politiche, strategiche, tattiche e logistiche che questo comportò.

    Brossura, 14,5 x 20,5 cm. pag. 190 con circa 55 tra foto e cartine b/n

    stampato nel 2015 da Chillemi

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    Le grandi battaglie dell’esercito di Roma

    22.00

    Descrizione, narrata direttamente dagli scritti degli autori latini, delle più note battaglie sostenute in circa 1000 anni di Storia dall’esercito romano. Una serie di isegni al tratto riportano i principali elmi utilizzati dall’esercito romano nel corso dei secoli, dall’epoca repubblicana a quella imperiale..

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 178 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2018 da Archeos

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    Le guerre di Cesare

    15.00

    Napoleone

    Napoleone detta al fedele Marchand la ricostruzione storica, politica e militare della Roma di Giulio Cesare dalla guerra gallica fino al confronto finale con i suoi assassini, riassumendo gli eventi, per aggiungere le proprie osservazioni tecniche, militari e politiche. L’imperatore in esilio riflette sull’Imperator vittima di una congiura: entrambi hanno raggiunto l’apice del potere per poi essere sconfitti dalla storia, ma con la differenza, fa notare Canfora nella sua introduzione, che l’uno era il rampollo di una nobile famiglia, mentre l’altro aveva avuto umili natali. Il volume è introdotto da una nota di Marchand con la descrizione della morte di Napoleone e il racconto degli ultimi giorni e delle ultime disposizioni dell’imperatore.

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    Le guerre Sannitiche 343-290 a.C.

    29.00

    Pierluigi Romeo di Colloredo Mels

    “Da questo momento bisogna parlare di conflitti di ben altre proporzioni sia per le forze messe in campo dai nemici sia per la lontananza della loro terra di provenienza e per la durata di quelle guerre. Nel corso dell’anno si presero infatti le armi contro i Sanniti, un popolo potente per risorse e per dotazioni militari. Dopo la guerra, dall’esito incerto, con i Sanniti, si combatté contro Pirro e dopo di lui fu la volta dei Cartaginesi. Quale serie di formidabili eventi! Quante volte i Romani giunsero a rischiare il massimo perché lo Stato potesse essere innalzato alla grandezza che ora a stento si regge”. (Tito Livio, Storia di Roma dalla fondazione, VII, 29)La narrazione di Livio costituisce la documentazione più importante sulle Guerre Sannitiche, il conflitto più lungo (350- 280 a.C.) e difficile affrontato da Roma durante la conquista dell’Italia. Per narrare le guerre combattute tra i Romani ed i Sanniti abbiamo ritenuto di integrare la narrazione degli eventi che di tali campagne e della battaglie combattute tra i due popoli italici fa Tito Livio nei libri dal VII al X della sua storia Ab Urbe Condita, e che viene presentata al lettore con un inquadramento rigorosamente basato sulle odierne conoscenze archeologiche e storiche. Fu l’urto feroce e decisivo tra due popoli giovani in fase di espansione e di pari forza; soltanto uno di essi sarebbe sopravvissuto come potenza. Si tratta di un argomento tanto importante quanto le guerre puniche o le guerre di conquista di Cesare, anche se non altrettanto noo; ma sicuramente segnò l’Italia per i secoli a venire e sino ai giorni nostri quanto e più di quegli eventi. Le guerre sannitiche è il testo più completo ad oggi pubblicato sull’argomento, con un ricco corredo iconografico ricco di fotografie dei luoghi, dei reperti archeologici e con una numerosa cartografia.

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    Le Legioni Romane

    24.00

    Storia dell’armamento militare romano dal VII secolo a.C. al IV d.C. descritto attraverso disegni a colori con citazioni riferite ai maggiori eventi della Storia di Roma. Il volume è interamente illustrato con disegni a colori che riproducono i Legionari e i cavalieri romani nelle varie epoche con le diverse dotazioni di armamento. Sono riportati in alcune pagine a colori anche i disegni degli scudi delle varie epoche e alcuni disegni b/n.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 90 con numerose illustrazioni a colori

    Stampato nel 2018 da Archeos

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    Le Legioni Romane – L’armamento in mille anni di storia

    35.00

    Mille anni di storia romana hanno segnato in maniera indelebile la nostra civiltà. Questo libro ne racconta, con grande rigore e dettaglio, l’armamento militare e la sua evoluzione. Un lungo viaggio attraverso il percorso compiuto dalle Legioni nello sviluppo delle tipologie di combattimento, in funzione delle diverse epoche e dei nemici da combattere. Lasciando la voce agli stessi storici romani (da Tito Livio a Seneca a Polibio), attraverso i documenti tramandati, i lettori, esperti e non, verranno condotti per mano per rivivere direttamente le vicende degli scontri. La descrizione di costumi, elmi, corazze e scudi è accompagnata da una serie di interessantissimi disegni e di accurate ricostruzioni dell’Autore. Silvano Mattesini, architetto e da sempre appassionato della storia di Roma antica, è tra i massimi esperti mondiali delle armature e dell’equipaggiamento dei soldati romani.

    Rilegato con sovracopertina 21 x 29 cm. pag. 220 con circa 300 illustrazioni a colori

    Stampato nel 2006 da Gremese

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    Le ultime battaglie degli Ostrogoti

    29.00

    Alberto Peruffo – Luca Stefano Cristini

    Morto il grande Teodorico nel 526, il Regno Ostrogoto cadde in preda a contese successorie che offrirono il pretesto all’imperatore bizantino Giustiniano di poter intervenire in Italia nel 535 allo scopo di restaurare una situazione che riportasse la penisola in ambito “romano”. Belisario fu il primo grande generale bizantino mandato a cercare di recuperare l’Italia. Questi vinse su tutti i campi fino all’avvento di Baduila detto Totila che a partire dal 541 invertì la tendenza riportando gli ostrogoti alla riscossa. Alla fine, Giustiniano, mandò in Italia un nuovo generale: Narsete. Un uomo abile e capace che riuscì a portare lo scontro in campo aperto   nella grande battaglia di Tagina, l’attuale Gualdo Tadino riportando una vittoria schiacciante. A peggiorare le cose per gli ostrogoti, nella battaglia trovò la morte il grande re Totila. Il nuovo re ostrogoto, Teia non si diede per vinto e rimesso in piedi un forte esercito nel 553 cercò e trovò un nuovo scontro ai Monti Lattari presso il Vesuvio. Gli ostrogoti furono nuovamente  sconfitti e anche re Teia morì in battaglia

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    Legione Decima. Fra l’anno XII dell’età fascista e l’anno 58 A.C. (Romanzo)

    10.00

    Alfredo Panzini

    Come raccontare lo scontro tra Giulio Cesare, simbolo della romanità, e lo suebo (o svevo) Ariovisto, quintessenza della germanità? Alfredo Panzini lo fa creando una cornice “italiana” in cui allo scontro tra i due avversari del passato fa da contraltare nel presente (il 1933) l’incontro tra due mondi altrettanto contrapposti, rappresentati dal giovane avanguardista Ambrogino e dall’anziano professor Antonio, chiuso nei propri studi e avulso dalla società. Il racconto storico delle conquiste in Gallia di Giulio Cesare, grazie alle capacità affabulatorie dello studioso, affascina il ragazzo, che giorno dopo giorno fa uscire l’altro dalla solitudine e, testimone delle sue sventure, si spinge addirittura a impegnare la propria motocicletta per evitare il sequestro dell’antica spinetta, unico bene di valore rimasto nella modesta casa del vecchio. E così il lettore viene a conoscere, in questo romanzo breve ma accattivante, tanti dettagli sullo spirito di Roma, sull’animo di Cesare, sull’essenza romanità che forse gli erano sfuggiti quando aveva liquidato, studiandole magari di controvoglia, le vicende del “De bello gallico”: è probabilmente il modo più bello di imparare la storia (quella del passato remoto e quella del passato più recente).

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 134

    Stampato nel 2021 da Solfanelli

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    Longobardi in Armi

    42.00

    Alfonso Sergio Scaramella

    Marciando dalle ancestrali terre scandinave attraverso il cuore della Germania, i Longobardi, un pugno di valenti guerrieri, stabilirono in Pannonia le loro sedi intermedie, prima di insediarsi definitivamente in Italia, pesantemente provata dalla dominazione visigota e dal crudele conflitto greco-gotico. Un popolo scaturito dalla guerra tentò contro ogni probabilità di “ritagliarsi” un regno, sistematicamente avversato da tutte le potenze del tempo; una comunità di uomini liberi ed armati, cui fu cucita addosso una fama di barbari distruttori e oppressoroi starnieri, che perdura tutt’oggi contro ogni ragionevolezza  e prova archeologica. Una lontana memoria storico-culturale bistrattata e trascurata; una eredità negletta da quanti ignorano o rifiutano di essere, pur sempre, eredi di queste remote genti guerriere.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 628 con alcune illustrazioni a colori e b/n

    Stampato nel 2022 da Libreria Militare Ares

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    Mare nostrum. I Romani, il Mediterraneo e la Sicilia tra il I e il V secolo d.C.

    24.00

    AA.VV.

    Il tema dell’annuale simposio scientifico, “Mare Nostrum. I Romani, il Mediterraneo e la Sicilia tra il I e il V secolo d.C.”, ha consentito ai partecipanti di prendere in esame la complessità della situazione dell’Isola e del bacino del Mediterraneo durante l’età romana imperiale, periodo in cui in Sicilia si consolida una situazione poleografica diversa, sostanziata in età augustea dalla deduzione delle colonie, e si creano nuovi assetti territoriali, dovuti anche all’immissione nella proprietà fondiaria dei nuovi coloni e dell’aristocrazia romana, la cui conseguenza sono il costituirsi di un nuovo paesaggio, profondamente diverso dal precedente, e di un nuovo assetto economico di cui sono protagonisti i cittadini romani, che fossero italici, trasferitisi in Sicilia in età repubblicana o nella prima età imperiale, o esponenti delle “borghesie municipali” delle città ellenistiche.

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    Morti Eccellenti nell’Antica Roma

    22.00

    La storia oltre che dalla vita, è spesso guidata dalla morte dei grandi personaggi: Nerone, Caligola, Cesare e tanti altri raccontati dalle voci del tempo nell’attimo decisivo, negli intrighi e nei complotti che furono loro fatali.

    Brossura. 17 x 24 cm. pag. 256 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2018 da Archeos

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    Play the Ancient Greek war. Gioca a Wargame alle guerre degli antichi Greci

    22.00

    Luca Stefano Cristini – Gianpaolo Bistulfi

    Dalla guerra di Troia, ai conflitti persiani fino alla conquista macedone, attraverso grandi battaglie da Maratona a Issus. Culla della civiltà occidentale, le fondamenta del pensiero moderno sono state poste nell’antica Grecia, ma anche battaglie sanguinose e guerre totali. È la storia epica dell’oplita, armato di scudo, elmo, e pettorali. E anche della falange macedone. Passando in rassegna gli eserciti e gli scontri più significativi, in terra e in mare, di un impero fallito.

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    Play the Arab conquest wars 633 AD. Gioca a Wargame alle guerre fra arabi, bizantini e sassanidi

    22.00

    Luca Cristini

    L’inizio della grande conquista araba dal 633 d.C. Gioca a wargame le campagne combattute in Medio Oriente al tempo della conquista araba dopo la morte del profeta islamico Maometto nel 7° secolo. Le prime conquiste islamiche portarono alla fine dell’impero sassanide e a una grande perdita di territorio per i bizantini, con la conseguente diffusione dell’Islam al di fuori dell’Arabia e la creazione del mondo musulmano.

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    Polibio. Il politico e lo storico

    35.00

    John Thornton

    Politico e ufficiale della Lega achea, al termine della terza guerra macedonica Polibio fu deportato in Italia, con l’accusa di aver segretamente favorito la causa del sovrano macedone Perseo. A Roma, strinse amicizia con Scipione Emiliano e, nei lunghi anni del soggiorno obbligato, intraprese il progetto storiografico di narrare «come e grazie a quale genere di regime politico quasi tutto il mondo abitato sia stato assoggettato e sia caduto in nemmeno cinquantatré anni interi sotto il dominio unico dei Romani». A partire dalla ricostruzione delle vicende biografiche dell’autore, il volume analizza gli obiettivi concreti perseguiti attraverso la sua opera, facendo luce sul complesso intreccio fra storiografia e politica che ne costituisce il tratto distintivo e ne determina la persistente attualità

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    Roma risorta. L’impero dopo la caduta

    30.00

    Peter Heather

    Nessuno, dai tempi di Traiano, riuscì a conquistare così tanti territori come l’imperatore Giustiniano: cresciuto tra la caduta dell’impero romano d’Occidente e l’espansionismo islamico del VII secolo, il suo dominio si estese lungo tutto il Mediterraneo. Divenuto celebre per la riconquista dell’Italia, per le campagne militari in Nord Africa, per la costruzione di monumenti spettacolari come la basilica di Santa Sofia e per le chiese della Ravenna bizantina, il suo impero fu contrassegnato anche da momenti oscuri e drammatici: le lotte intestine per la conquista del potere, i conflitti religiosi, la devastante pandemia di peste che lo flagellò. Peter Heather introduce i lettori a un capitolo ingiustamente trascurato del nostro passato, dimostra che Giustiniano fu più che un’anomalia tra l’era di Attila e quella di Maometto e offre nuove e fondamentali interpretazioni sulle politiche, le strategie e il pensiero di un gigante della storia il cui impero fu l’ultimo atto della romanità universale e l’alba di una nuova compagine storica, destinata a durare nei secoli.

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    Techne – Il ruolo trainante della cultura militare nell’evoluzione tecnologica

    65.00

    Il pensiero militare ha da sempre svolto una funzione anticipatrice lungo il cammino della civiltà umana ed è un grande patrimonio di valori etici, morali e civili, una straordinaria ricchezza di scienza, tecnica e arte. Questo libro vuole offrire uno spaccato delle innumerevoli scoperte scientifiche, delle opere di alta ingegneria e delle straordinarie applicazioni pratiche che partono dall’era classica. Procedure, macchine e congegni, nati per la guerra e perfezionati durante i conflitti, sono stati man mano acquisiti dalla società civile e adattati alle sue esigenze. In questo l’istituzione militare romana giocò un ruolo trainante, le legioni romane non solo costruirono colossali infrastrutture – ospedali, acquedotti, strade e comunicazioni – ma incentivarono anche qualsiasi apporto atto ad incrementare la forza e le prestazioni fisiche, ridurre la fatica quotidiana e rendere meno aspra l’esistenza. Il volume è completato da centinaia di illustrazioni: reperti archeologici, disegni e ricostruzioni.

    Cartonato con sovracopertina e cofanetto, 21,5 x 30 cm. pag. 328 interamente illustrate con foto a colori

    Stampato nel 2010 da Rivista Militare

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    Teodato – La caduta del regno ostrogoto d’Italia

    23.00

    Educato in filosofia platonica anziché nell’arte della guerra, Teodato non faceva parte dei piani di successione di Teodorico. La sua nomina inattesa a coreggente da parte di Amalasunta, sua cugina, lo trascinò negli intrighi della corte gotica. Teodato avrebbe presto cospirato con i nemici della regina per liberarsi di lei, con cui non era mai stato in buoni rapporti. Tuttavia, una volta sul trono d’Italia, le sue carenze in materia politica e militare lo resero un re inefficiente e pericolosamente incompetente. Sconfitto dall’imperatore Giustiniano, Teodato venne presto assassinato e il suo popolo lo rimpiazzò con un re guerriero.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 350 con 1 mappa b/n

    Stampato nel 2017 da 21 Editore

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    The shepherd protects their flock.

    29.00

    Chris Flaherty

    Questo volume ripercorre un lungo periodo temporale, individuando un frangente storico in cui le faide divennero guerra, che fu combattuta dai guerrieri durante un lungo processo storico. Questo libro esamina le prime tattiche usate in guerra, le armi e il passaggio dalla tipologia di cacciatori-guerrieri a quella di guerrieri veri e propri, a partire dal Neolitico per arrivare all’epoca dei Sumeri e degli altri popoli mediorientali. Questa trasformazione ebbe iniziò durante l’urbanizzazione del tardo neolitico e del calcolitico (età del rame), e fu completato durante la prima età del bronzo con la comparsa dell’esercito reale permanente di re Sargon, intorno al 2.334 a.C., e degli eserciti guerrieri degli amorrei, degli elamiti e dei lullubi.

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    Traiano – Guerre daciche

    45.00

    Quando si parla delle guerre contro il popolo dei Daci, la memoria ci conduce immediatamente alle gloriose campagne di guerra condotte dall’Imperatore Traiano nei primi anni del 100 d.C., ma noi scopriremo anche come, altrettanto gloriose, avventurose, poco note e drammatiche, siano state le imprese compiute dai vari condottieri romani, in territorio Dacico (con particolare riferimento all’ultimo della stirpe Flavia, Tito Flavio Domiziano). Questo incontro ci aiuterà a conoscere meglio l’antico popolo Geto Daco: ad approfondirne la gloriosa e lontana storia, che è stata costellata da continui colpi di scena, da grande potenza militare, e sempre strettamente legata alle imprese di grandi comandanti, come Filippo il Macedone, Alessandro Magno, Pompeo, Cesare, Tiberio. Scopriremo anche quale ricchezza e potenza militare avesse raggiunto questo popolo prima della conquista romana, quanto determinante fosse considerato nello scacchiere internazionale e le enormi difficoltà incontrate dalle legioni durante la conquista. Solo 200 anni dopo la conquista da parte romana, la sua popolazione era completamente romanizzata e nonostante il periodo ridotto (rispetto ad altri popoli assoggetati in precedenza) i Daci furono la terza etnia a contribure con gli arruolamenti nell’esercito, dopo Hispanici e Galli.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 296 riccamente illustrato con foto e illustrazioni b/n e 80 pagine a colori

    Stampato nel 2019 In Proprio

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    Traiano – Guerre daciche

    28.00

    Quando si parla delle guerre contro il popolo dei Daci, la memoria ci conduce immediatamente alle gloriose campagne di guerra condotte dall’Imperatore Traiano nei primi anni del 100 d.C., ma noi scopriremo anche come, altrettanto gloriose, avventurose, poco note e drammatiche, siano state le imprese compiute dai vari condottieri romani, in territorio Dacico (con particolare riferimento all’ultimo della stirpe Flavia, Tito Flavio Domiziano). Questo incontro ci aiuterà a conoscere meglio l’antico popolo Geto Daco: ad approfondirne la gloriosa e lontana storia, che è stata costellata da continui colpi di scena, da grande potenza militare, e sempre strettamente legata alle imprese di grandi comandanti, come Filippo il Macedone, Alessandro Magno, Pompeo, Cesare, Tiberio. Scopriremo anche quale ricchezza e potenza militare avesse raggiunto questo popolo prima della conquista romana, quanto determinante fosse considerato nello scacchiere internazionale e le enormi difficoltà incontrate dalle legioni durante la conquista. Solo 200 anni dopo la conquista da parte romana, la sua popolazione era completamente romanizzata e nonostante il periodo ridotto (rispetto ad altri popoli assoggetati in precedenza) i Daci furono la terza etnia a contribure con gli arruolamenti nell’esercito, dopo Hispanici e Galli.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 296 riccamente illustrato con foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2019 In Proprio

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    Tucidide e il colpo di Stato

    16.00

    Luciano Canfora

    Accade di rado che uno storico si trovi immerso nel cuore di una rivoluzione e ne esca vivo. È quanto capitò a Tucidide, nell’anno 411 a.C. Mentre era impegnato nella scrittura, in tempo reale, della interminabile guerra che condusse al tracollo l’impero ateniese, lo storico si trovò coinvolto nel fuoco della effimera e sanguinosa rivoluzione oligarchico-radicale che mirava a stroncare lo strapotere popolare e a chiudere il conflitto abbracciando il nemico, assunto come modello e come alleato. Nel bel mezzo della crisi, Tucidide poté dar vita a questo caso unico della storiografia antica, e non solo: la rivoluzione raccontata dall’interno e dall’osservatorio privilegiato delle più riservate posizioni di comando. I misteri e i retroscena di quella vicenda sono qui disvelati nelle pagine di Luciano Canfora.

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    Un Giorno e una Notte nella Roma Imperiale

    25.00

    Solitamente siamo abituati a considerare il foro dell’antica Roma, come un luogo angusto e prestigioso, nel quale erano discusi e decisi i destini del mondo, dove venivano celebrati i processi di stato, puniti e giustiziati i capi nemici e gli schiavi ribelli. Il Foro, in realtà, era un luogo più gaio, un centro di vita, probebilmente, più consueto. Veniva usato per le riviste militari e le parate, per i pubblici banchetti, i combattimenti tra gladiatori e per mostre di ogni genere. Considerando la vita quotidiana dei Romani, possiamo vedere nel foro un luogo di ritrovo e d’intrigo, dove erano praticati tutti i generi di transazione.

    brossura, 17 x 24 cm. pag. 172 con varie illustrazioni a colori

    Stampato nel 2018 da Archeos

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    Una nave etrusca. Studio per la costruzione di una monere oneraria e da guerra dei Tirreni del V-IV sec. a.C

    16.00

    Gianfranco Tanzilli

    Secondo gli studi più accreditati di archeologia navale la nave etrusca del periodo classico-ellenistico nasce da una combinazione delle strutture di una nave mercantile di origine orientale con quelle offensive di ispirazione greca. Questa affermazione concorda con l’ipotesi che le navi dei Tirreni fossero utilizzate sia per attività commerciali che militari. Il primo uso presupponeva l’impiego di una nave “tonda” del tipo “da carico”, il secondo la necessità di poter disporre di una nave lunga munita di “rostro” a prua. Sulla base di queste ipotesi e delle più accreditate iconografie archeologiche, nonché dai rilievi tratti dagli studi di archeologia subacquea, l’autore ha ricostruito un modello di nave etrusca del V° – IV° secolo a. C. in scala 1/20. I riferimenti riguardanti gli elementi costruttivi delle navi “tonde” e di quelle da guerra dell’epoca nonché delle parti dello scafo che avevano anche un significato magico-religioso hanno permesso la definizione della forma della carena. Il criterio ricostruttivo seguito è quello secondo il quale la forma della nave e delle sue strutture dipendono dalle funzioni che poteva avere l’imbarcazione stessa: pertanto, quando i dati storici sulle linee d’acqua dello scafo risultano incompleti, la ricerca della tipologia dei suoi elementi costitutivi e delle loro funzionalità può aiutare a identificare anche la forma stessa, che ne diviene una logica derivazione.

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