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Italia longobarda. Il regno, i Franchi, il papato
€12.00Quick viewStefano Gasparri
Nel 700 d.C. l’Italia è divisa in due regni, quello longobardo e quello bizantino. Dopo decenni di lotta, nel 680, regna un accordo di pace. Tra le due aree, quella sottoposta a maggiori tensioni è quella bizantina a sud dove le élites italiche si sono più volte poste in posizione di fronda rispetto al centro imperiale. Al nord, invece, il regno longobardo è al suo apice, la società è saldamente inquadrata dalle gerarchie laiche, guidate da duchi e ufficiali pubblici, e ha le potenzialità per governare tutta la penisola. Non sarà così e la sua sconfitta cancellerà anche la sua lunga storia. Stefano Gasparri recupera la memoria dei Longobardi in Italia e presenta la loro società senza trascurare neppure i contatti e i rapporti avuti con la stessa Chiesa romana. Sarà, infatti, quest’ultima ad avere la meglio, fra Longobardi e bizantini, e sarà proprio il papato con la sua azione a impedire il passaggio dell’intera Italia nelle mani dei re “barbari”. Con tre conseguenze importanti: la conquista franca dell’Italia, la creazione del primo impero medievale e l’impianto di una dominazione territoriale da parte della Chiesa di Roma. Per arrivare a questo, come indaga Gasparri, è stata fondamentale la forte operazione di propaganda intorno ai due grandi progetti, franco e papale. Il loro proselitismo ha dominato la scena dell’occidente europeo nella seconda metà dell’VIII secolo e costruito un pregiudizio negativo nei confronti dei Longobardi dal quale val la pena liberarsi.
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L’assedio di Pavia. 774. Carlo Magno conquista il regno longobardo
€16.00Quick viewStefano Gasparri
Il libro ricostruisce uno degli episodi chiave della storia medievale italiana: la presa di Pavia da parte di Carlo Magno a seguito dell’assedio del 773-774, che segnò la caduta del regno longobardo nelle mani dei Franchi, ponendo così le premesse per la nascita dell’impero medievale. Di questo assedio, di cui, nonostante la sua importanza, abbiamo poche notizie dirette, si rintracciano tutti gli indizi esistenti nelle fonti, oltre a presentare il contesto politico in cui era inserita la campagna militare di Carlo Magno, e dunque la situazione del regno franco, quella del regno longobardo sotto Desiderio e il ruolo dei papi. Grande spazio è dedicato alla narrazione – non facile – di questi eventi ad opera dei contemporanei, e alla fioritura di leggende, anche molto tarde, che forniscono talvolta delle interessanti suggestioni a integrazione degli scarsi dati delle fonti.
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Tempi barbarici
€29.00Quick viewNelle fonti tra VI e XI secolo, l’espressione “tempi barbarici” indica i periodi di profondo cambiamento in cui si tenta faticosamente di trovare un nuovo equilibrio. Oggetto di un’intensa ricerca internazionale, l’alto medioevo appare adesso molto lontano dal quadro ottocentesco, che vedeva i barbari nel ruolo di fondatori delle nazioni europee oppure di distruttori della civiltà. Si è riconosciuta la sua importanza come momento delle origini del potere del papa e della nascita dell’Islam, dell’emergere di nuovi modelli maschili (i valori militari invece dell’otium) e di spazi per l’esercizio del potere pubblico da parte delle donne. Al suo interno agirono forze vecchie e nuove: i soldati barbari dell’esercito tardo romano si affermarono come nuovo gruppo di potere e i monaci irlandesi proposero la propria peregrinano come segno di santità. Pure lo stato si trasformò, dal modello romano regolato dalle imposte a uno in cui il rapporto di amicizia o di conflitto col re rappresentava il fattore decisivo, finché, durante la fase carolingia, si tentò di ricreare di nuovo un impero, basato sulla collaborazione fra il potere pubblico e l’ecclesia. Se l’alto medioevo resta ancora lo specchio delle domande che ci poniamo di fronte a ogni cambiamento epocale, le sue fonti ci invitano a interrogarci sulla sua storia, a comprenderne la lontananza e a osservarlo dalla giusta distanza.
Brossura 15 x 22 cm. pag. 356 con 23 illustrazioni b/n
Stampato nel 2012 da Carocci





