La censura Postale sulla corrispondenza in guerra

Seconda Guerra Mondiale

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    La censura Postale sulla corrispondenza in guerra

    33.00

    Paolo Cadeddu – Giancarlo Poletto

    La censura postale rappresenta in tempo di pace un’evidente violazione dei diritti fondamentali dei cittadini; in tempo di guerra divenne invece uno strumento indispensabile e legittimo per la tutela dello Stato e per la sicurezza militare. Nella Prima Guerra Mondiale lo sforzo censorio era rivolto soprattutto ad evitare diserzioni e disfattismo e casi di resa al nemico da parte dei combattenti, fatti nella speranza di salvarsi la vita. Durante il secondo conflitto mondiale la censura controllò anche quelle frasi scritte che potevano diffondere il panico tra la popolazione ed il disfattismo tra le truppe. Come fonti documentali sono state riportate fedelmente una serie di cartoline, biglietti postali e lettere originali scritte dai militari durante la seconda guerra mondiale. Sono testimonianze uniche e rare – non prive talvolta di accorata drammaticità – che solo l’attenta raccolta collezionistica avvenuta nel tempo da parte di Giancarlo Poletto ha potuto restituirci nella loro integrità e valenza storica.

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    La città sotto il fuoco della guerra – La tragedia delle città italiane e l’impegno dei vigili del fuoco nella Seconda Guerra Mondiale

    58.00

    La prima stampa di questo libro uscì a sei anni di distanza da un volume dedicato alla storia dei Vigili del Fuoco dalle origini (1442), quando una città (Torino) al pari di molte altre diede vita a una prima forma di organismo di vigilanza e intervento, fino al secolo XX. E come nel caso precedente anche questo testo, che oggi viene ristampato in forma aggiornata, si avvale di un apparato fotografico e documentale notevolissimo e per la maggior parte inedito, proveniente dall’Archivio Storico dei Vigili del Fuoco del Comando di Torino. Qui l’autore affronta un momento storico, tragico e doloroso: le distruzioni della Seconda guerra Mondiale e la risposta organizzativa delle forze di soccorso. Gli anni quaranta segnano, infatti, una cesura netta nell’opera dei vigili del fuoco, soprattutto in una città a marcato carattere industriale come Torino, tanto da far diventare la Protezione Antiaerea, una struttura in qualche modo parallela. L’illusione di una facile vittoria, l’incubo dei bombardamenti, la lotta per la “Liberazione”, il crollo del regime sono visti con gli occhi di chi combatté una guerra senza armi, ma su un fronte altrettanto drammatico e pericoloso. Il libro racconta, infatti, come i vigili del fuoco non si fossero limitati all’assistenza dei feriti, al recupero delle salme e alla rimozione delle macerie, ma anche come siano rimasti, uno dei pochi residui punti di riferimento nel progressivo sfascio delle strutture statali ed evidenzia quanto questo impegno sia stato il frutto della tenacia dei singoli e l’espressione di un’organizzazione.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 410 con oltre 500 foto

    Stampato nel 2014 da Rodorigo

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    La colonna silenziosa. I Lancieri di Novara da Verona al fronte del Don

    29.00

    Simone Lorenzon

    Russia, estate 1942, prima battaglia difensiva sul fronte del Don. In un silenzio irreale, una colonna silenziosa formata da 400 uomini a cavallo si snoda nella steppa, sono i Lancieri di Novara in movimento verso l’abitato di Tschebotarewskij in protezione della Sforzesca. Le unità corazzate e motorizzate russe li stanno accerchiando. Poche ore prima hanno caricato per l’ultima volta nella loro storia la fanteria nemica a Jagodnij. Questo libro ricostruisce l’impresa, con una imponente documentazione d’archivio fatta di mappe a colori e resoconti, del reggimento di cavalleria più decorato dell’esercito italiano, culminata in una manovra militare magnifica, ma mai raccontata.

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    La colpa dei vincitori – Viaggio nei crimini dell’esercito di Liberazione

    17.50

    Ci sono italiani che hanno pagato molto caro il prezzo della Liberazione. Sono le migliaia di donne della Ciociaria e del frosinate violentate, abusate e uccise durante la marcia dei “liberatori”. Tutto iniziò nel luglio del 1943, quando le truppe alleate sbarcarono in Sicilia. Nella risalita, furono molti i soldati che si lasciarono andare a episodi di violenza, mentre i generali e gli ufficiali chiudevano entrambi gli occhi. Come nel caso dei soldati francesi originari di Marocco, Algeria e Tunisia, i goumiers, al comando del generale Alphonse Juin. Abili nei combattimenti in montagna, furono determinanti nell’aggirare la linea tedesca addentrandosi sui monti a sud di Roma. Ma seminarono l’orrore nei villaggi che attraversarono. Migliaia di donne di tutte le età, giovani e anziane, furono violentate e abusate con estrema crudeltà, anche da centinaia di soldati. Chi si ribellava veniva ucciso, gli uomini violati a loro volta. Secondo alcune stime furono decine di migliaia le vittime. Due volte vittime, perché alla violenza si unirono la vergogna e il silenzio. Si preferì tacere, le donne per pudore e autodifesa, le istituzioni italiane e francesi per non macchiare l’onore e non urtare la sensibilità dei rispettivi eroi della Liberazione. Eliane Patriarca, giornalista francese, indaga su questi fatti così poco conosciuti sia in Francia che in Italia, anche per scoprire se ai suoi nonni, originari di quelle zone, era toccata quella sorte. Un ritorno alle radici e un’indagine storica che, raccogliendo testimonianze terribili e sempre vivide, tocca un nervo ancora scoperto della nostra storia.

    Rilegato, 15 x 22,4 cm. pag. 174

    Stampato nel 2018 da Piemme

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    La colpa fu tutta tedesca? Storia delle responsabilità americane nello scoppio dello Seconda guerra mondiale

    25.00

    “Charles Beard rifiutava la qualifica di “isolazionista”, definendosi un “non interventista” e un “continentalista americano”, nella tradizione di George Washington e Thomas Jefferson. I Jeffersoniani “sostengono che la politica estera americana dovrebbe preoccuparsi meno di diffondere la democrazia all’estero e più di salvaguardarla in patria”. Pur credendo che la democrazia sia la migliore forma di governo, essi sono scettici sulla possibilità di esportarla con successo. La politica estera non è un mondo di opportunità, ma di pericoli incombenti, che il Paese deve cercare d’evitare. L’intervento armato, lungi dall’essere uno strumento per esportare democrazia, dovrebbe sempre essere usato come ultima risorsa e solo nel caso in cui la sopravvivenza del Paese sia messa in pericolo. La guerra, infatti, non solo ha costi economici enormi, ma comporta anche l’introduzione di pericolosi limiti alla libertà individuale.” (Dalla Prefazione di Massimo de Leonardis)

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 424

    Stampato nel 2017 da Oaks

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    La corsa per Trieste

    20.00

    Nella primavera del 1945, Trieste divenne meta contesa tra due eserciti che parallelamente risalivano verso la citta’: da Est la Quarta Armata Jugoslava, da Ovest il 13° Corpo alleato che inquadrava soldati di varia nazionalita’, la cui punta di lancia era la 2 divisione di fanteria neozelandese. La corsa per Trieste e’ un grande reportage, un’opera importante di memorialistica sulla II GM, che viene riproposta a distanza di 20 anni in versione aggiornata da Roberto Spazzali.

    Brossura, pag. 387 + 48 di foto b/n

    Stampato nel 2005 da Libreria Editrice Goriziana

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    La decisione di Mussolini di occupare la Grecia

    19.00

    Alla fine del 1940 i fronti militari italiani, di terra, di cielo e di mare, attraversavano un periodo di grande crisi, perché il nemico, allora rappresentato dall’Impero britannico e dalla Grecia, era ovunque all’offensiva, ed aveva inflitto al membro meridionale dell’Asse europeo una serie impressionante di sconfitte. In tale situazione il Capo del Governo italiano, Benito Mussolini, temendo di dover chiedere perfino un armistizio alla Grecia che aveva aggredito, era stato costretto a richiedere, fin dall’inizio di novembre del 1940, l’aiuto della Germania. Aiuto che, mettendo fine all’assurda formula della guerra parallela, era stato accordato da Adolf Hitler. Ma vediamo come si svolsero gli avvenimenti che portarono l’Italia in quella penosa situazione…

    Brossura, 17,5 x 25,5 cm. pag. 98 con numerose foto b/n

    Stampato nel 2020 da Soldiershop

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    La dichiarazione di guerra alla Germania

    24.00

    Francesco Mattesini

    La strategia degli angloamericani nella guerra contro la Germania e l’Italia fissata nel convegno di Casablanca del gennaio 1943, aveva per obiettivo principale lo sbarco nel Nord della Francia, mentre nell’Europa meridionale, una volta conclusasi favorevolmente la campagna del Nord Africa, l’offensiva doveva essere limitata alla conquista della Sicilia. L’occupazione di questa grande isola aveva il duplice scopo di riaprire alla navigazione degli Alleati il Mediterraneo, da Gibilterra ad Alessandria, e di procurarsi basi aeree dalle quali appoggiare, con la maggiore potenza possibile, l’offensiva aerea strategica contro l’Italia, considerata il molle ventre dell’Asse, per affrettarne il collasso militare, industriale e politico. Questo in effetti si determinò, dopo la perdita della Tunisia nel maggio 1943 e lo sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943, con la caduta di Benito Mussolini e del fascismo del 25 luglio. Britannici e statunitensi intendevano separare le responsabilità del popolo italiano da quelle di Mussolini; e ciò allo scopo di indurre il Re d’Italia e il suo nuovo Capo del Governo, maresciallo d’Italia Pietro Badoglio, ad abbandonare la causa dell’Asse per schierarsi con le potenze Alleate. Ma quando apparve evidente che essi, da soli, non sarebbero stati in grado di scacciare i tedeschi dal territorio nazionale. Le cancellerie e gli stati maggiori di Washington e Londra decisero allora d’impegnarsi nella Penisola, ma con forze alquanto limitate, dal momento che era stato deciso di trasferire nel Regno Unito quattro divisioni occorrenti per l’Operazione “Overlord” (sbarco in Normandia) e di sottrarre al Mediterraneo una grande quantità di naviglio da sbarco statunitense.

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    La difesa di Berlino aprile – maggio 1945

    18.00

    In questo studio la difesa della capitale del Reich viene analizzata in dettaglio in ogni suo aspetto: i vari contrastanti punti di vista, da quello di Adolf Hitler all’Alto Comando dell’Esercito e al Gruppo d’Armate “Vistola”, la sua pianificazione organizzativa, l’organizzazione delle posizioni difensive, le forze coinvolte – Wehrmacht, Waffen-SS, Volkssturm, Hitlerjugend e le altre forze paramilitari e di difesa locale, la situazione dei rifornimenti e le misure per la sicurezza della popolazione civile. In appendice un resoconto delle operazioni belliche, mappe, illustrazioni, schede biografiche dei comandanti tedeschi e gli ordini di battaglia delle unità tedesche e sovietiche.

    Brossura, 14 x 20,5 cm. pag. 165 di cui 46 di illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da Associazione Italia Storica

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    La difesa di Giarabub 1940-1941

    22.00

    La famosa epopea narrata dal suo protagonista. Più che una descrizione questo lavoro può essere considerato un diario riferito agli avvenimenti più importanti, tracciati nella loro cruda realtà, come visti e vissuti. L’opera, preceduta da una breve descrizione di carattere storico-geografico, è suddivisa in quattro distinti periodi. 23 aprile 1940 – 9 giugno 1940: preparazione alla guerra. 10 giugno 1940 – 27 settembre 1940: primo assedio del settore. 28 settembre 1940 – 9 dicembre 1940: ricostituzione dei presidi scaglionati lungo il reticolato e attività prevalentemente aerea da ambo le parti. 10 dicembre 1940 – 21 marzo 1941: inizio della grande offensiva nemica e secondo assedio del settore.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 205 con varie illustrazioni e 25 foto b/n

    Stampato nel 2010 da Effepi

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    La distruzione del convoglio “Tarigo” 15-16 aprile 1941

    19.90

    Francesco Mattesini

    Il convoglio “Tarigo, costituito da quattro piroscafi tedeschi e uno italiano, scortato dai cacciatorpediniere italiani Luca Tarigo, Baleno e Lampo, partito da Napoli e diretto a Tripoli con elementi della 15a Divisione corazzata germanica, destinata a rinforzare l’Afrika Korps del generale Erwin Rommel, la notte del 15-16 aprile 1941 fu attaccato nelle acque tunisine delle Secche di Kerkenna dai cacciatorpediniere britannici Jervis, Janus, Nubian e Mohawk (salpati da Malta), e interamente distrutto.

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    La Division Azul y los voluntarios europeos contra el comunismo 1941-1943

    15.00

    Carlos Caballero Jurado

    Speciale della rivista spagnola di storia militare Ares, dedicata interamente alla Divisione di volantari spagnoli “Azul” inquadrata nella Wehrmacht e impiegata sul fonte orientale e, agli altri volontari europei che, inqudrati in diverse tipologie di unità, operarono sempre sul fronte orientale nel nome dell’ideologia anti-comunista. Molto ben illistrata con immagini d’epoca e riproduzioni a colori di manifesti, uniformi, ecc.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 61 illustrato a colori e b/n

    Testo in lingua spagnola

    Stampato nel 2017 da Galland Books

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    La divisione Ariete a Bir El Gobi. Le due battaglie

    18.00

    Andrea Rebora

    La divisione corazzata Ariete ebbe l’onore di essere l’unità del Regio Esercito più citata sui bollettini di guerra emanati dal Comando Supremo italiano nel corso del secondo conflitto mondiale. Si coprì di gloria nelle alterne vicende che caratterizzarono gli eventi bellici sul fronte nordafricano e, in particolare, i carristi dettero prova del loro valore nelle due battaglie combattute a Bir El Gobi, la prima il 19 novembre e la seconda tra il 4 e il 7 dicembre del 1941. Nello scontro iniziale, combattuto tra corazzati nelle assolate distese del deserto marmarico, i carri M13 italiani furono capaci di arrestare l’avanzata di un nemico fino a quel momento ritenuto superiore per numero e potenza di fuoco. Alcuni giorni dopo, un nuovo attacco sferrato dagli inglesi contro il caposaldo di Bir El Gobi s’infranse contro il muro di uomini e di acciaio del reggimento Giovani Fascisti e di una compagnia di carri L3 dell’Ariete, interrati e utilizzati come postazioni fisse di mitragliatrici. Due episodi di eroismo che dimostrano come tra le sabbie infuocate della Libia, dell’Egitto e finanche della Tunisia se mancò la fortuna non venne certo meno il valore dei nostri soldati.

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    La divisione Charlemagne – I combattenti della Waffen SS francese

    35.00

    Jean Mabire

    Questo è il secondo atto della drammatica rappresentazione che Jean Mabire ha realizzato sulle vicissitudini dei volontari francesi, inquadrati nella 33ª divisione della Waffen SS denominata Charlemagne. Una delle molte pagine di storia rimosse, in primis dai governi di Francia, imbarazzati dalla testimonianza dei loro connazionali. Impegnati in una strenua lotta sul Fronte Orientale, quei soldati saranno tra gli ultimi a retrocedere, lasciando sul terreno migliaia di caduti. Gli eventi di quei mesi terribili sono raccontati con tratti incisivi, rara sensibilità e abilità pittorica. Un esempio: Proprio dietro al fronte, ad alcune decine di chilometri dai russi, una donna, sola in casa, sembra colta da un attacco di follia. Indossa il suo vestito più bello e suona un valzer dopo l’altro, aspettando la violenza e la morte. Mabire ripercorre, tappa dopo tappa, l’odissea dei vari reparti, offrendo un testo di lettura che è allo stesso tempo emozionante e scorrevole. Protagonisti e comprimari, tutti peraltro realmente esistiti, balzano fuori dal libro e, quasi si assistesse ad una recita teatrale, si presentano a noi con precisi tratti somatici e psicologici, intrecciando brevi dialoghi estremamente funzionali alla dinamica della narrazione.

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    La Divisione Cuneense sul fronte del Don. Storia e memoria degli Alpini

    20.00

    Roberto Rossetti

    Il volume di Rossetti, frutto di un’attenta analisi delle fonti bibliografiche e di una personale passione per la storia del proprio territorio, restituisce il contesto nel quale i fatti avvennero: un impegno militare sottoscritto da Mussolini e inizialmente destinato alle montagne del Caucaso, con conseguente mobilitazione massiccia di truppe da montagna; la resistenza e la controffensiva sovietica di Stalingrado; un nuovo quadro operativo, con gli Alpini e l’Armir mandati a presidiare l’ansa del Don nella pianura; le forze italiane schierate nel saliente del fronte e autorizzate dal Comando tedesco alla ritirata solo quando la situazione era compromessa; la marcia a piedi nella neve e nel ghiaccio, tra morti, congelati, feriti, prigionieri; lo sganciamento a Nikolajewka, dove i reparti arrivano decimati.

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    La Divisione San Marco nella R.S.I.. Immagini e Documenti

    32.00

    Emilio Scarone (a cura di)

    Volume sulla Divisione “San Marco” della Repubblica Sociale Italiana, essenzialmente illustrato. Il lavoro pone in evidenza molteplici fotografie di appartenenti alla Divisione stessa, un certo numero di illustrazioni a colori, con manifesti, cartoline, distinti, ecc. e una sessantina di pagine con la riproduzione di documenti. Molto utile in particolar modo per i collezionisti.

    Brossura, 21 x 25 cm. pag. 168 riccamente illustrato con foto b/n e alcune a colori

    Stampato nel 2023 da Novantico

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    La F.E.B. Forca Expedicionaria Brasileira. Documenti e studi 1944-1945

    16.00

    Andrea Giannasi

    Ottanta anni fa, il 31 agosto 1942, il Brasile dichiarava guerra alla Germania e all’Italia.  Il Brasile entrò nella Seconda guerra mondiale con il contingente della Força Expedicionária Brasileira inviando in Italia, sul fronte della Linea Gotica, 25.334 uomini. Di questi 15.069 presero parte ai combattimenti subendo 457 morti, tra i quali 13 ufficiali e 444 uomini di truppa. Inoltre persero la vita 8 piloti del gruppo aereo della Força Aerea Brasileira. I brasiliani iniziarono i combattimenti contro i tedeschi in Versilia entrando a Camaiore e Massarosa. Poi furono spostati nella Valle del Serchio liberando Barga e Gallicano. Infine ricevettero l’ordine di tenere il fronte centrale della Linea Gotica trasferendosi a Porretta Terme. Qui vissero la terribile battaglia di Monte Castello

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    La F.e.b. sulla Linea Gotica. Ieri e oggi – A F.e.b. na Linha Gotica ontem e hoje

    25.00

    Libro fotografico del tipo “then and now”, con più di cento foto originali della Seconda Guerra Mondiale e altrettante a colori scattate attualmente negli stessi luoghi percorsi dai reparti della F.E.B. (Forza di Spedizione Brasiliana) dalla Toscana al Piemonte (agosto 1944-maggio 1945). Le didascalie sono riferite alle immagini relative.

    Brossura, 21 x 30 cm. pag. 124 completamente illustrato a colori e b/n

    Stampato nel 2018 da Il Fiorino

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    La fallimentare strategia della flotta in potenza (Fleet in being) della regia Marina (giugno-dicembre 1940)

    29.00

    Francesco Mattesini

    Il 10 giugno 1940 la Regia Marina Italiana entrò in guerra con una grande flotta, ma purtroppo non ancora perfettamente a punto. Dati alla mano il potenziale navale nazionale era di consistenza assai inferiore a quello della coalizione franco-britannica, visto che la Regia Marina, sulle sei navi da battaglia teoricamente disponibili, ne aveva efficienti, e in grado di combattere, soltanto due, la Giulio Cesare e la Conte di Cavour entrambe rimodernate nel 1937, a cui si dovevano ancora aggiungere altre due corazzate rimodernate del medesimo tipo, l’Andrea Doria e la Caio Duilio, tutte e quattro armate con dieci cannoni da 320 mm, un calibro inferiore a quello disponibile nelle unità delle flotte nemiche. Le altre due grandi navi da battaglia di costruzione moderna, la Littorio e la gemella Vittorio Veneto, di oltre 41.000 tonnellate ed armate con nove cannoni da 381 mm, nel maggio 1940, si trovavano ancora in periodo di addestramento, per poi entrare in servizio nell’estate.

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    La fanteria tedesca nella Seconda Guerra Mondiale

    79.00

    Questa è la prima traduzione italiana dell’opera di Alex Buchner Das Handbuch der deutschen Infanterie 1939-1945, dedicata alla fanteria tedesca nella Seconda Guerra Mondiale, riveduta e corretta, notevolmente ampliata nelle sezioni relative alle armi, equipaggiamenti e uniformi, e presentante un’iconografia completamente rinnovata, includente centinaia di fotografie in bianco e nero e a colori, in larga parte inedite, provenienti da archivi militari e dalla collaborazione di ricercatori storici e collezionisti di tutto il mondo. Il testo descrive l’organizzazione, le dotazioni di uomini, mezzi e armi, gli ordini di battaglia, l’armamento, l’equipaggiamento e le uniformi delle divisioni di fanteria tedesche e dei singoli reparti organici (fanteria, artiglieria, Panzerjäger, ricognizione, genio e trasmissioni, dei reparti medici e della sussistenza, comandi e amministrazione) e come combatterono e prestarono servizio durante il secondo conflitto mondiale, con approfondimenti sulle innumerevoli battaglie combattute su ogni fronte dai reparti delle Infanterie-Division, le biografie militari e le coraggiose azioni degli uomini maggiormente decorati. In appendice, numerose tavole di organigrammi e simboli tattici, le tattiche in attacco e difesa delle unità della fanteria, un glossario tecnico tedesco-italiano, e elenchi dei codici e Waffenamt dei produttori di armi, munizioni, equipaggiamenti e ottiche. Libro, definitivamente esaurito, presso l’Editore.

    Brossura, 21 x 26 cm. pag. 546 con circa 100 foto a colori, centinaia di foto b/n, 50 organigrammi e 11 tavole a colori

    Stampato nel 2016 da Associazione Italia

    Condizioni del libro: nuovo

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    La Fifteenth Air Force dell’USAAF in azione sull’Italia. Gennaio-aprile 1944

    15.00

    Agostino Alberti – Luca Merli

    Questo terzo libro conclude e completa la ricostruzione della guerra aerea sull’Italia nei primi tre cruciali mesi del 1944. Dopo il volume dedicato alle operazioni della Desert Air Force britannica, è stata la volta della Twelfth Air Force statunitense. Ora, a chiudere il cerchio, vengono analizzate le incursioni aeree strategiche ad opera del 205 Group della RAF e della Fifteenth Air Force dell’USAAF. Fu, forse, quello, il periodo in cui le forze aeree strategiche furono chiamate più di frequente a ricoprire ruoli tattici: mai come allora le “fortezze volanti” fecero sentire la loro presenza nei cieli italiani.

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    La First Special Service Force. La prima forza speciale internazionale al battesimo del fuoco nella Campagna d’Italia

    25.00

    Luciano Bucci

    Con questo libro l’autore vuole condividere anni di ricerca e la sua personale esperienza di amicizia con i veterani della First Special Service Force e i loro familiari. Una sintesi delle vicende che resero famosa questa unità d’élite lungo la linea Bernhardt/Winterline. Il volume è provvisto di un ricco apparato iconografico, tra cui decine di foto d’epoca affiancate a foto attuali realizzate direttamente dall’autore in quei luoghi che 80 anni fa erano il campo di battaglia. L’obiettivo è quello di lasciare un’ulteriore traccia di memoria degli eventi e dei luoghi che videro coinvolta la First Special Service Force come tributo ai caduti e ai veterani.

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    La Flak de la Hohenstaufen

    24.00

    Questo fotoalbum presenta la storia dei reparti contraerei della 9.SS-Panzer-Division “Hohenstaufen” impiegata sul fronte orientale, in Normandia in Olanda, sulle Ardenne e poi in Ungheria, fino alla capitolazione. Molto interessanti sono anche le testimonianze di alcuni soldati dell’unità, in particolare quella dello Sturmmann Semmler. L’iconografia del volume è ricchissima e inedita, provenendo principalmente dai suoi veterani.

    Rilegato, 21,5 x 30,5 cm. pag. 80 totalmente illustrato con circa 154 foto b/n, 6 mappe e 8 profili a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2012 da Heimdal

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    La Flak de la Wiking – 5.SS-Panzer-Division Wiking

    29.00

    Il libro presenta la cronistoria delle unità Flak di una delle divisioni più prestigiose delle waffen-SS, la 5.SS-Panzer-Division “Wiking”, composta essenzialmente da volontari europei di stirpe nordica, che combattè sul fronte dell’Est dal 1941 al 1945, con importanti successi non solo contro l’aviazione sovietica, ma anche in combattimenti terrestri. Infatti l’artiglieria antiaerea di questa unità venne anche impiegata contro obiettivi terrestri grazie alla potenza del celebre cannone da 88mm e alla cadenza di fuoco dei pezzi più leggeri, che riuscivano a fermare con i loro tiri gli attacchi della fanteria avversaria. L’apparato fotografico è quasi completamente inedito, proveniente da veterani dell’unità ed è completato da testimonianze e documenti.

    Cartonato, 22 x 30 cm. pag. 112 completamente illustrato con foto a colori e b/n

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2014 da Heimdal

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    La foresta che cammina. Le sepolture dei soldati tedeschi 1920 1970

    36.00

    Marco Mulazzani

    Tra il 1914 e il 1945 i caduti tedeschi durante le due guerre mondiali furono più di 7.000.000. Che ne fu dei loro resti? Come vennero ricordati? Come l’architettura contribuì all’esaltazione della loro memoria? Dal 1920 sino al 1970 il Reich ha promosso la costruzione di un migliaio di cimiteri e memoriali nelle Fiandre, nella Prussia Orientale, nei Balcani, in Francia, in Africa, in Italia e persino in Palestina. Questo libro racconta le loro storie e esamina come vennero costruiti; ne interpreta il significato quale conseguenza della guerra moderna, «la guerra dei materiali», che ha sancito «il venir meno dell’eroe come figura esemplare» e l’affermarsi del culto riservato al milite ignoto, «alle vittime senza nome, ai figli della terra il cui destino è fecondare la Madre Terra», ha scritto Ernst Jünger.

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    La Francia di Vichy

    11.50

    Nel giugno del 1940 le truppe tedesche sbaragliavano l’esercito francese e arrivavano a Parigi. Nell’emergenza, il nuovo presidente del consiglio maresciallo Pétain firmava l’armistizio con la Germania e costituiva, nella parte non occupata dai tedeschi, un nuovo “stato francese” con sede a Vichy, che durò fino all’agosto del 1944, quando fu travolto dall’avanzata alleata. Nei suoi quattro anni di vita, il regime collaborazionista di Vichy fu certo assoggettato all’occupante e alleato tedesco, ma sotto la dittatura carismatica di Pétain visse anche di iniziativa propria, cercando di instaurare un nuovo ordine politico, sociale, morale di rottura con la precedente repubblica, fondato sull’ideale di una “comunità nazionale” da cui dovevano essere esclusi gli “inassimilabili” (ebrei, comunisti, massoni, stranieri). Basandosi sul recente, cospicuo rinnovamento della ricerca storica, il volume di Rousso fa il punto su questo episodio cruciale nella storia della guerra europea.

    Brossura 12,5 x 20,5 cm. pag. 126

    Stampato nel 2010 da Il Mulino

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    La Francia di Vichy. Una storia rimossa

    25.00

    Ernesto Zucconi

    I quattro anni di Vichy (1940 – 1944) sono evaporati nel ricordo delle vicende francesi. La storiografia, puntuale nel raccontare il prima e il dopo, ha sfumato quel periodo imbarazzante concentrando l’attenzione sulla “Résistance”. Ne è risultato un quadro alquanto semplicistico, in cui i soli patrioti riconosciuti sono i seguaci di de Gaulle che, esiliatosi a Londra, incitava via radio a colpire i “traditori”, ossia i lealisti di Pétain legittimamente investito dei pieni poteri dalle Camere riunite il 10 luglio 1940 dopo l’armistizio: una interpretazione obbediente ai canoni della tragicommedia giuridica di Norimberga, che da allora, in nome della libertà, limitano quella di analisi critica dei fatti.

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    La gioia violata – Crimini contro gli italiani 1940-1946

    18.00

    Queste pagine narrano avvenimenti di storia patria a lungo sopiti per le tensioni politico-ideologiche che connotarono il continente europeo dopo la fine della coalizione antifascista. Si tratta dei crimini di guerra sui militari e le popolazioni civili del nostro Paese perpetrati – tra il 1940 e il 1946 – dalle truppe delle potenze liberal-democratiche vincitrici del secondo conflitto mondiale, in manifesta violazione del diritto internazionale bellico allora vigente. Se noti e di frequente evocati sono i crimini di guerra tedeschi, non adeguato rilievo pubblicistico hanno generalmente ricevuto eccidi, bombardamenti, stupri, saccheggi e altro ancora degli Alleati anglo-franco-americani (in particolare all’indomani dell’armistizio nel settembre 1943), oggetto preminente del tenace scavo di Federica Saini Fasanotti. Completa il drammatico scenario la raccapricciante documentazione sulle barbariche pratiche di guerra dei miliziani iugoslavi e greci.

    Brossura, 13 x 20 cm. pag. 302 + 16 pagine fuori testo con 29 foto b/n

    Stampato nel 2006 da Ares

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    La grande esercitazione del 1939 nelle Valli di Susa e Chisone. Anno XVII dell’Armata del Po

    25.00

    Roberto Chiaramonte ( a cura di )

    Interessante analisi delle manovre svolte dalla 6a Armata italiana nelle valli di Susa e Chisone durante la neutralita’ del 1939, in preparazione alla Campagna di Francia del 1940.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 162 con numerose foto e mappe b/n

    Stampato nel 2024 da Chiaramonte

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    La grande fuga – Il massacro dei tedeschi orientali

    28.00

    Jurgen Thorwald prestava servizio nella marina tedesca quando le truppe sovietiche sferrarono l’offensiva che dalla Vistola li condusse fino al fiume Elba, dove si ricongiunsero agli Alleati. Nel tornare sulla vicenda, Thorwald mette da parte la prospettiva storico-militare e la glorificazione dei vincitori per concentrarsi sulle sorti, spesso tragiche, degli individui. Un’opera che è diventata un classico sul crollo della Germania Orientale.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 732 illustrato con numerose foto b/n

    Stampato nel 2018 da Oaks

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    La grande guerra patriottica dell’Armata Rossa 1941-1945

    30.00

    La guerra sul fronte orientale, iniziata il 22 giugno 1941 con l’invasione da parte delle forze armate tedesche nei territori dell’Unione Sovietica e conclusasi ai primi di maggio del 1945 con la fine della battaglia per la conquista di Berlino, capitale del Terzo Reich, da parte delle truppe di Stalin, è stata la più sanguinosa campagna militare del Secondo conflitto mondiale. Le perdite dell’Armata Rossa superarono i 29 milioni, mentre quelle della Wehrmacht furono di oltre 10 milioni. Questo libro è il risultato di un lungo e approfondito lavoro di ricerca svolto dai due autori americani negli archivi ex sovietici, che sono stati parzialmente aperti agli storici dopo la dissoluzione dell’URSS avvenuta nel 1991. Fino a tale data gran parte del materiale di documentazione russo era classificato segreto e quindi non consultabile. Ogni fonte era controllata dalla censura, ed è per questo che gli studi precedenti si basavano in sostanza su materiali tedeschi più accessibili. Ciò che emerge è una storia profondamente umana di errori dei comandi, di adeguamento delle gerarchie militari alle pressioni esercitate dalla guerra, di distruzioni e sofferenze su scala gigantesca e di un’incredibile resistenza dei civili sia russi sia tedeschi. La comprensione di queste vicende è essenziale per poter correggere alcune errate generalizzazioni fatte in passato sulla Seconda guerra mondiale. La Grande guerra patriottica dell’Armata Rossa 1941-1945, tradotto in una decina di paesi nel mondo, è un’opera imprescindibile per l’analisi e la comprensione di uno dei più grandi confronti militari nella storia del mondo.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 503 con circa 21 cartine b/n + 24 pagine fuori testo con 24 foto b/n

    Stampato nel 2010 da Libreria Editrice Goriziana

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    La grande guerra sui mari – Le più drammatiche azioni navali durante la seconda guerra mondiale

    25.00

    Dallo scoppio del conflitto nel ’39 alla resa della marina tedesca, il volume ripercorre la cronaca di tutte le azioni navali avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale. Con l’aiuto dello storico Elmer Potter, Chester Nimitz l’uomo che, dopo la disfatta americana di Pearl Harbor, si ritrovò a dover ricostituire una forza navale quasi azzerata – racconta in forma narrativa i momenti chiave del combattimento sui mari: le operazioni navali di superfìcie in Atlantico, la battaglia per il Mediterraneo, la battaglia dell’Atlantico, l’offensiva in Africa del Nord, le disfatte di Germania e Giappone e molte altre ancora. Cartine, tavole e diagrammi, a supporto della ricostruzione, fanno del libro una storia completa, chiara e viva di tutte le vittorie e sconfitte delle marine coinvolte nel conflitto e capitale per gli studi di arte militare marittima.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 618 con varie cartine b/n

    Stampato nel 2016 da Res Gestae

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    La grande storia della Seconda Guerra Mondiale

    21.00

    In questa opera il grande storico anglosassone Martin Gilbert offre una grandiosa sintesi di quei sei anni e, combinando un’ampia visione d’insieme con la più minuziosa cura dei particolari, ne descrive giorno per giorno le operazioni militari, lo sconvolgimento nella vita quotidiana, i retroscena politici e diplomatici, il mondo sommerso dello spionaggio.

    Brossura, 16 x 23 cm. pag. 1040

    Stampato nel 2018 da Mondadori

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    La guerra aeronavale nelle Indie Occidentali

    25.00

    Il volume ricostruisce in modo organico e con una dovizia di particolari difficilmente eguagliabile le operazioni aeronavali condotte fra il 1939 e il 1945 nel Mar dei Caraibi, nel Golfo del Messico e lungo le coste atlantiche e pacifiche dei Paesi dell’America Latina. La ricerca si basa su numerosi documenti, spesso inediti, conservati negli archivi britannici, francesi e tedeschi. Grazie al materiale consultato è stato possibile ricostruire sei anni di guerra aeronavale, a partire dalla missione nell’Atlantico meridionale della corazzata tascabile Admiral Graf Spee per arrivare all’affondamento dell’incrociatore brasiliano Bahia nell’estate del 1945.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. 148, dvd allegatocon filmati d’epoca.

    Stampato nel 2012 da Effepi

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    La guerra con la Francia. Le operazioni aeronavali italiane e francesi nel Mediterraneo occidentale e l’offensiva della 4ª armata italiana nelle alpi 11-25 giugno 1940

    32.00

    Francesco Mattesini

    Il 14 giugno 1940, dopo soli quattro giorni dall’entrata in guerra dell’Italia, una formazione navale francese salpata da Tolone e composta dagli incrociatori pesanti Dupleix e Colbert e dai cacciatorpediniere Vautour e Albatros e altre unità prese a cannonate la zona industriale di Genova, tra Sestri Ponente e Arenzano oltre agli impianti industriali di Savona e Vado Ligure. La reazione delle batterie costiere italiane danneggiò gravemente il caccia Albatros, mentre la Regia Marina, presente sul posto con la sola torpediniera Calatafimi poté fare ben poco. Il bombardamento francese causò comunque pochi danni materiali, e poche perdite tra i civili, meno di dieci fra morti e feriti. Oltre a questo primo esemplare episodio, il poderoso saggio di Mattesini tratta del conflitto navale ed aereo, con accenno anche alle operazioni terrestri, della breve guerra tra l’Italia e la Francia, tra l’11 giugno e il 25 giugno 1940, giorno dell’armistizio.

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    La Guerra dei Sommergibili e dei Cacciatorpediniere italiani nel mediterraneo Orientale Giugno – Dicembre 1940. L’operazione Britannica “M.A.3” e l’affondamento del Cacciatorpediniere Italiano Espero

    36.00

    Francesco Mattesini

    Questo libro tratta di episodi di guerra in cui fu impegnata la Regia Marina Italiana dall’inizio della guerra, 10 giugno 1940, fino al termine dell’anno 1940. Gli episodi riguardano in particolare l’attività e le perdite dei cacciatorpediniere che avevano base a Tobruk, in Cirenaica, e l’attività e le perdite dei sommergibili che operarono nel Mediterraneo orientale e nel Mare Egeo. Dopo due modesti bombardamenti del piccolo porto di Sollum, in Egitto, al confine con la Cirenaica, da parte di una flottiglia di cacciatorpediniere italiani, le navi di superficie della Flotta britannica del Mediterraneo e gli aerei dell’Aviazione britannica, spesso impiegando le navi portaerei, ebbero buon gioco nella eliminazione delle due squadriglie di cacciatorpediniere italiani di base a Tobruk e successivamente trasferiti a Bengasi, dove le superstiti unità subacquee furono eliminate, mentre i sommergibili, che in quella zona operativa lungo la costa egiziana trovarono scarsità di traffico, conseguendo pertanto successi modesti, fu data dal nemico una caccia implacabile che portò a perdite dolorosissime. Si parla anche, in modo esaustivo, degli episodi del combattimento e dell’affondamento del cacciatorpediniere Espero il 28 giugno 1941 e dell’affondamento dell’incrociatore posamine greco Elli, silurato dal sommergibile Delfino all’interno del porto dell’Isola di Tinos, il 15 agosto 1941 festa dell’Assunta, che in quel momento, non essendo ancora l’Italia in guerra con la Grecia era una nave neutrale. E’ anche riportata quale fu la strategia, particolarmente prudente, della Marina e dell’Aeronautica italiana nel fronte marittimo del Mediterraneo orientale, dove non mancarono incidenti con la Grecia. Come il lettore, potrà riscontrare, alle perdite elevatissime riportate dal naviglio della Marina italiana non corrispose un altrettanto risultato favorevole, nei confronti della Marina britannica.

     

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    La guerra del Pacifico

    28.00

    Il 7 dicembre 1941 i giapponesi attaccarono la base navale americana di Pearl Harbor, nelle Hawaii. Quell’atto, spingendo gli Stati Uniti a entrare in guerra contro Giappone, Germania e Italia, costituì uno dei maggiori punti di svolta della Seconda Guerra Mondiale. La guerra del Pacifico, in cui si affrontarono Giappone e Usa, è qui approfonditamente raccontata e analizzata nelle sue peculiarità: la predominanza degli scontri navali (fra tutti, la grande battaglia delle Midway) nel teatro vastissimo dell’oceano, la difficoltà dei combattimenti nelle isole e nel Sudest asiatico, nella giungla o in impervie zone montagnose, l’estrema brutalità, l’indisponibilità alla resa e l’annientamento dell’avversario come unico esito possibile del conflitto.

    Brossura, 15,5 x 21,3 cm. pag. 384

    Stampato nel 2017 da Il Mulino

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    La guerra del Pacifico. Storie di uomini e portaerei nella Seconda Guerra Mondiale

    22.00

    Sergio Valzania

    Tra le epopee del mare c’è quella delle portaerei. Le navi più potenti mai costruite sono state protagoniste di una sola guerra: quella combattuta con ferocia nell’oceano Pacifico tra giapponesi e americani dal 1941 al 1945. Il Mar dei Coralli, Midway, le Salomone orientali, l’arcipelago di Santa Cruz e le Marianne furono il teatro del conflitto che si risolse in uno schiacciante predominio degli Stati Uniti aprendo loro la strada per la vittoria. I marinai e i piloti imbarcati su “Saratoga”, “Lexington”, “Yorktown”, “Enterprise” e “Hornet” si opposero con determinazione e spirito di sacrificio allo strapotere dei giapponesi nei primi mesi di guerra, bloccando la loro avanzata e dando ad un formidabile apparato industriale le possibilità immense di intervenire nella lotta. Valzania valuta le scelte fatte, l’eroismo, la disponibilità al sacrificio, le capacità strategiche e l’intuito tattico dei protagonisti, presenta le azioni e i comportamenti delle personalità di spicco che vi parteciparono nei ruoli più diversi. Dall’ammiraglio Yamamoto, ucciso in un agguato tesogli dall’aviazione americana, ai futuri presidenti degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, a George Bush, in servizio come pilota di marina.

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    La guerra dell’Asse. Strategie e collaborazione militare di Italia e Germania. Volume 1 1939-1941

    32.00

    Pier Paolo Battistelli

    Opera unica nel suo genere, La guerra dell’Asse colma una lacuna nella storiografia italiana e straniera analizzando le diverse strategie di Hitler e di Mussolini e la fallimentare collaborazione militare tra Italia e Germania a partire dalla firma del “Patto d’Acciaio” fino alla crisi dell’estate 1943. Ampiamente utilizzata da storici stranieri tra cui John Gooch (Mussolini’s War) e H. James Burgwyn (Mussolini Warlord), La guerra dell’Asse viene proposta in edizione integrale per la prima volta al pubblico italiano divisa in due volumi. Il primo volume va dalla firma del “Patto d’Acciaio” alla fine del 1941, ripercorrendo le diverse strategie di Hitler e di Mussolini contro la Francia prima, e quindi contro la Gran Bretagna. L’intervento tedesco nel Mediterraneo, in Africa settentrionale e nei Balcani all’inizio del 1941 a seguito delle sconfitte italiane diede il via ad una vera e propria collaborazione militare sul campo sancita dall’arrivo dell’Afrika Korps in Libia e del Corpo di Spedizione Italiano in Russia

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    La guerra dell’Asse. Strategie e collaborazione militare di Italia e Germania. Volume 2 1942-1943

    40.00

    Pier Paolo Battistelli

    La guerra dell’Asse colma una lacuna nella storiografia italiana e straniera analizzando le diverse strategie di Hitler e di Mussolini e la fallimentare collaborazione militare tra Italia e Germania a partire dalla firma del “Patto d’Acciaio” fino alla crisi dell’estate 1943. Ampiamente utilizzata da storici stranieri tra cui John Gooch ( Mussolini’s War ) e H. James Burgwyn ( Mussolini Warlord ), La guerra dell’Asse viene proposta in edizione integrale per la prima volta al pubblico italiano divisa in due volumi. Questo secondo volume analizza l’evoluzione del conflitto a partire dalla crisi dell’inverno 1941-42 con gli sviluppi nel Mediterraneo, in Africa settentrionale, nei Balcani e sul Fronte Orientale. Il volume ripercorre le strategie e le decisioni prese in merito alla conquista di Malta, alla presa di Tobruk e all’offensiva in Egitto fino all’invio dell’Armata Italiana in Russia. Le sconfitte di El Alamein e di Stalingrado segneranno la crisi dell’alleanza che porterà al crollo dell’Asse nell’estate del 1943

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    La Guerra di Churchill Vol 1 – Il secondo conflitto mondiale narrato dal consigliere del primo ministro britannico. Tempo di guerra 1939-1941

    24.00

    Il primo volume della Guerra di Churchill rappresenta un documento storico di eccezionale valore. La narrazione del conflitto attraverso il racconto del Generale Alan Brooke. Militare duro e preciso, ma anche intelligente e intuitivo, ci spiega come siano nate, attraverso discussioni e scontri tra i “grandi”, le decisioni che hanno cambiato il corso della storia. Nel ripercorrere in prima persona gli eventi che hanno condotto alla vittoria su tutti i fronti, si ottiene una panoramica dei piani alleati e un’impareggiabile lezione sulla leadership strategica.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 300

    Stampato nel 2018 da Res Gestae

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    La guerra di Churchill Vol. 2 – Il secondo conflitto mondiale narrato dal consigliere del primo ministro britannico. All’attacco (1941-1943)

    24.00

    Il secondo volume della Guerra di Churchill rappresenta un documento storico di eccezionale valore. Prosegue la narrazione del conflitto attraverso il racconto del Generale Alan Brooke. Militare duro e preciso, ma anche intelligente e intuitivo, ci spiega come siano nate, attraverso discussioni e scontri tra i “grandi”, le decisioni che hanno cambiato il corso della storia. Nel ripercorrere in prima persona gli eventi che hanno condotto alla vittoria su tutti i fronti, si ottiene una panoramica dei piani alleati e un’impareggiabile lezione sulla leadership strategica.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 300

    Stampato nel 2018 da Res Gestae

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    La guerra di Churchill Vol. 3 – Il secondo conflitto mondiale narrato dal consigliere del primo ministro. Trionfo in occidente (1943-1944)

    24.00

    I resoconti del generale Alan Brooke sono un documento eccezionale, perché ci restituiscono il racconto diretto di uno dei principali protagonisti militari della Seconda guerra mondiale, nonché stretto collaboratore di Churchill. Il terzo volume si concentra sui primi scricchiolii dell’esercito tedesco fino alle grandi disfatte che determinarono il crollo su tutti i fronti e l’implacabile ripiegamento.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 294

    Stampato nel 2018 da Res Gestae

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    La guerra di Churchill Vol. 4 – Il secondo conflitto mondiale narrato dal consigliere del primo ministro. L’ultimo colpo di Hitler 1944-1946

    18.00

    Fino all’ultimo, anche davanti all’evidente disfatta su tutti i fronti dell’armata tedesca, Hitler sperò in un ribaltamento che si sarebbe potuto attuare attraverso la realizzazione di alcuni importanti progetti tecnico-militari. Non meno attivi su questo campo erano gli Alleati e la ricostruzione di quei frenetici giorni svolta da Alan Brooke fornisce un quadro molto vivo e sorprendente di quella corsa folle, in cui in gioco era il destino di intere nazioni e popoli.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 210

    Stampato nel 2018 da Res Gestae

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    La guerra di continuazione. Finlandia e Unione Sovietica (1941-1944)

    38.00

    Massimo Longo Adorno

    Durante la Pace ad interim successiva alla conclusione della Guerra d’inverno del 1940, la Finlandia cercò aiuti economici e militari presso paesi dell’Europa Occidentale, Gran Bretagna e Francia in primis, ma solo la Germania diede la sua disponibilità. Alla ripresa delle ostilità con l’Unione Sovietica, nel giugno del 1941, i finlandesi erano in grado di dispiegare una forza militare notevolmente superiore a quella del conflitto precedente. Con un esercito moderno guidato da comandanti audaci, la Finlandia invase l’Unione Sovietica insieme alla Wehrmacht tedesca, riconquistando rapidamente i territori persi. Alla rapida avanzata fecero seguito due anni e mezzo di guerra di trincea e, quando nel giugno del ’44 l’Armata rossa si scagliò con tutta la sua potenza contro le difese finlandesi sull’Istmo di Carelia, la Finlandia fu costretta a una strenua lotta difensiva per non divenire terra di conquista da parte delle forze nemiche. La pace successivamente conclusa tra Mosca e Helsinki avrebbe determinato il singolare destino della Finlandia nei decenni successivi, attraversati dalla Guerra fredda e dalla contrapposizione tra Est e Ovest, che sta purtroppo tornando drammaticamente d’attualità. L’autore riserva grande spazio anche agli aspetti politici e sociali del conflitto, scrivendo così una nuova pagina sulla Seconda guerra mondiale in Europa, in una prospettiva capace di suscitare l’interesse anche degli appassionati di storia militare e di questioni sovietiche.

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    La guerra di Hitler

    60.00

    All’uscita del libro “The Times” aveva scritto: “Il lettore è immediatamente affascinato dalla descrizione della guerra 1939-45 fatta attraverso gli occhi di Hitler, come da dietro la sua scrivania”. Con semplice chiarezza Irving ci presenta Hitler come lo vedevano quanti gli erano vicini: generali e autisti, gerarchi del partito e stenografi, diplomatici e segretarie. Per fare questo l’Autore ha vagliato attentamente tutte le fonti di cui si è avvalso, fino a far sottoporre a esame chimico alcuni testi, scoprendo che molte fonti a cui avevano attinto altri “storici” si rivelavano delle falsità ordite, per i motivi più disparati, a scapito della verità, perchè quando si trattava di scrivere di Hitler nessuna menzogna era esagerata18 x 25 cm. e nessuna leggenda troppo assurda. Fra gli altri l’Autore ha usato i diari di Fedor von Bock, Erhard Milch, Erich von Manstein, Wilhelm Leeb, Erwin Lahousen, Eduard Wagner, Theo Morelli, oppure la documentazione messa a disposizione da Christa Schroeder, una delle segretarie private di Hitler, gli appunti di Hermann Goering e le carte private di Walter Darré, i diari del feldmaresciallo von Richthofen…

    Rilegato, 18 x 25 cm. pag. 1000 + 64 pagine fuori testo con circa 104 foto b/n e 28 cartine

    Stampato nel 2001 da Settimo Sigillo

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    La guerra greco-italiana 1940-1941. L’errore fatale di Mussolini nei Balcani

    20.00

    Pier Paolo Battistelli

    Sulla scia della rapida annessione dell’Albania da parte dell’Italia nell’aprile del 1940, la decisione di Mussolini di attaccare la Grecia nell’ottobre di quell’anno è ad oggi ampiamente riconosciuta come un errore fatale, che portò a una crisi interna e al crollo della reputazione dell’Italia come potenza militare (sottolineato dalla sconfitta italiana in Nord Africa nel dicembre 1940). L’assalto italiano alla Grecia si tramutò in una situazione di stallo in meno di quindici giorni, cui fece seguito, una settimana dopo, una controffensiva greca che sfondò le difese italiane per procedere poi verso l’Albania, costringendo le forze italiane a ritirarsi a nord prima di ridursi a metà degli effettivi nel gennaio del 1941, a causa di problemi logistici. Alla fine, gli italiani approfittarono di questa breve pausa per riorganizzare le truppe e preparare una controffensiva, il cui fallimento segnò la fine della prima fase della campagna dell’Asse balcanico.

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    La guerra in Abruzzo e Molise 1943-1944. Vol. 1. Le battaglie del Biferno, del Trigno e dell’Alto Volturno. L’avanzata dell’8° Armata britannica fino al fiume Sangro

    28.90

    Giovanni Artese

    La guerra in Abruzzo e Molise 1943-1944″ è un’opera in tre volumi che ricostruisce le operazioni tedesche e alleate nella regione nel contesto più ampio della Campagna d’Italia 1943-1945 e della II guerra mondiale nel Mediterraneo (1940-1945). Alle operazioni militari sono strettamente correlate le azioni della resistenza attiva e umanitaria nonché le vicende delle popolazioni locali, soggette ai bombardamenti, agli sfollamenti, alle azioni di “terra bruciata” e, talora, alle rappresaglie germaniche. Questa nuova edizione dell’opera, pur conservando l’impostazione della precedente (1993/1998), si avvale e arricchisce di alcuni importanti contributi di ricerca sul tema pubblicati nell’ultimo venticinquennio sia in Italia che all’estero. Oggetto del primo volume sono le battaglie del Biferno, del Trigno, dell’Alto Volturno e l’avanzata dell’VIII Armata britannica fino al fiume Sangro, scontri importanti per gli sviluppi tanto della resistenza tedesca sulle linee Viktor-Barbara-Bernhard quanto dell’avanzata alleata nel tentativo di raggiungere la linea Pescara-Roma entro l’autunno 1943″

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