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Il caso editoriale di «Il mondo al contrario» di Roberto Vannacci. Analisi di aspetti e contenuti
€9.90Valerio Di Stefano
“I libri, nella loro storia, che poi è la stessa della letteratura, hanno vissuto e continuano a vivere vicende al limite del paradosso. Censure, tagli, rimaneggiamenti come se piovessero, messe all’indice, plagi, imitazioni, parodie, seguiti, rifacimenti. Pare sia la stessa sorte destinata a Vannacci e questo, al di là delle valutazioni sui contenuti, indubbiamente dispiace. Perché è vero che c’è sempre stato chi, nel corso dei secoli, si è arrogato il diritto di dire cosa si potesse leggere e cosa no (dal rogo dei libri di cavalleria appartenuti a Don Chisciotte a quello dello stesso Giordano Bruno), ma oggi c’è chi si prende la briga di stabilire che cosa si possa dire e, addirittura, che cosa non si debba dire. E non è un bel vivere per nessuno.” (dalla prefazione del libro)
Brossura, 12 x 18 cm. pag. 54
Stampato nel 2023 da Youcaprint
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Il coraggio vince. Vita e valori di un generale incursore
€19.90Roberto Vannacci
Un volume molto personale, che accompagna il lettore alla scoperta di un uomo che ha scelto di essere incursore in ogni momento della vita. Sempre in prima linea, protagonista di scelte imprevedibili e non convenzionali, capace di realizzare l’impossibile. Alla fine, il coraggio vince. Un libro che, ancora una volta, farà felici benpensanti, persone politicamente corrette e “amanti della pace” in genere. Consigliato.
Rilegato, 15 x 22,5 cm. pag. 270
Stampato nel 2024 da Piemme
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Il mondo al contrario
€23.00Roberto Vannacci
“Le leggi imbrigliano le azioni, non le opinioni o le idee, questo succede nelle tirannie… Nego di aver insultato chicchessia. Ho espresso dei pareri che rimangono nel perimetro del legittimo, di ciò che la nostra legge ci consente. Non ho usato parole volgari, ho usato espressioni forti che non possono essere ricondotte arbitrariamente a insulti…». Un esempio? «Ho una mia idea della famiglia, ritengo che non esista il diritto alla genitorialità: non esiste né nei sistemi sociali umani, né in natura… Esiste invece quello che io chiamo il diritto dei figli di essere cresciuti da chi biologicamente li procrea; e non possiamo trascendere da questa legge “naturale”. So che ci sono delle eccezioni, che anche nelle famiglie biologiche ci può essere uno dei due genitori che a un certo punto viene a mancare e allora si corre ai ripari, ma non possiamo partire da un incidente di percorso per farne una regola per tutti. Io non sono assolutamente d’accordo sull’utero in affitto: a mio avviso è una sorta di “economia dell’infanzia”: i bambini non si comprano, non si cedono, non si fa tratta di bambini, anche se posso capire che vi sia un desiderio di genitorialità. Mi dispiace, non tutto può essere esaudibile in questo mondo. Io non posso concepire una donna usata come un forno, dove un bambino viene messo e preparato per poi essere ceduto a qualcun altro… Non voglio imporre la mia idea a nessuno, però voglio avere la libertà e il diritto di esprimerla.»”