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Bismarck – Diplomazia e militarismo
€20.00Con la precisione propria dello storico, Arkadij Samsonovic Erusalimskij illustra la scaltra e incessante politica diplomatica messa in atto da Bismarck nell’affrontare il sistema delle relazioni internazionali, evitando i rischi di una guerra che sarebbe stata fatale per il neonato Reich tedesco. L’Europa, agitata dall’antica rivalità fra Austria e Russia, entrambe desiderose di aggiudicarsi i resti balcanici dell’Impero turco, e dal revanscismo ribollente francese, proponeva una situazione di difficile interpretazione. L’autore, fra i massimi studiosi della figura di Bismarck, analizza le mosse del “cancelliere di ferro” che riuscì a ottenere successi diplomatici fondamentali, come la costituzione della “lega dei tre imperatori” nel 1873 e la convocazione del congresso di Berlino del 1878, per assicurare alla Germania la stabilità necessaria a espandersi militarmente nel futuro.
Brossura, 156 x 21 cm. pag. 293
Stampato nel 2018 da Res Gestae
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Da Bismarck a Hitler – L’imperialismo tedesco nel ventesimo secolo
€28.00La Germania è stata la patria degli imperialismi del Novecento. In questa mirabile ricostruzione storica, lo studioso russo Erusalimskij ci accompagna in una carrellata di personaggi che hanno incarnato questo spirito di dominazione. Ma da dove nasce questo desiderio di supremazia che investe una nazione intera, una cultura diffusa? A metà tra il saggio e l’avvincente narrazione, questo libro suggerisce una lettura inedita di questa caratteristica innegabile della Germania del Novecento. Grandezze e sventure dell’Europa sono legate alla comprensione di questo destino.
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 755
Stampato nel 2013 da Res Gestae
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Egemonia vulnerabile – La Germania e la sindrome Bismark
€14.00“Dobbiamo convincere il mondo che un’egemonia tedesca in Europa agisce in modo più utile, imparziale e meno dannoso per la libertà che un’egemonia di altri”: così scriveva Otto von Bismarck. Per il “cancelliere di ferro” si trattava di un’egemonia consapevole della forza e dei limiti della “potenza di centro” tedesca e quindi della sua vulnerabilità. Oggi naturalmente la Germania agisce in un contesto storico e politico inconfrontabile con quello bismarckiano, innanzi tutto per l’esistenza dell’Unione europea di cui è parte integrante. Ma proprio nel corso dell’attuale crisi economico-finanziaria si è delineata una nuova (sia pur controversa) egemonia tedesca. Di nuovo una “sindrome Bismarck”? La crisi dei rifugiati rischia di portare l’Unione verso la paralisi decisionale e di far perdere a Berlino la capacità di svolgere il suo ruolo di orientamento. “Tutto quello che facciamo in Europa è infinitamente faticoso” dice Angela Merkel. Ancora una volta la Germania si trova a fare i conti con la vulnerabilità della sua egemonia.
Brossura, 13 x 21 cm. pag. 171
Stampato nel 2016 da Il Mulino