Friedrich Nietzsche politico – Lo Stato nella prospettiva del radicalismo aristocratico

Francesco Ingravalle

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    Friedrich Nietzsche politico – Lo Stato nella prospettiva del radicalismo aristocratico

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    L’uomo aristocratico rispetta in sé stesso il potente, come quello che ha potere anche su di sé, il quale sa parlare e sa anche tacere, che gode nell’usare rigore e severità contro sé stesso e sente rispetto per tutti i rigori e le severità.” Spira da queste parole di Nietzsche in Aldilà di Bene e Male la stessa atmosfera che si coglie nel Politico, nello Stato, e nelle Leggi di Platone, là dove sovrano non è chi la canaglia elegge a suo “difensore”, ma chi domina la propria anima bellicosa e la propria anima desiderante. Questa opera di “ordine”, di areté, di enkràteia che il Bene attua, in alcuni esseri umani, come forza ordinatrice —secondo il Filebo platonico-, fa sì che il “soggetto sovrano”, il cui governo sugli altri viene giustificato dal governo di sé, valga di esempio a tutti e a ciascuno. Nell’allevamento selettivo di simili uomini va ravvisato il fine fondamentale del radicalismo aristocratico secondo il quale Nietzsche pensa la politica.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 102

    Stampato nel 2020 da Ar

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    Mito del regresso e nichilismo politico

    15.00

    In questo scritto l’Autore si propone di ricostruire la vicenda, teorica e politica, delle concezioni storiche regressiste, nonché della nascita, all’interno del paradigma storiografico del regresso, del nichilismo politico. L’antimodernità affermata dai mitologi del regresso diventa prassi politica attraverso il nichilismo politico, il quale non disdegna il ricorso agli strumenti più convenienti, a esempio quello del romanticismo dell’acciaio.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 144

    Stampato nel 2015 da Ar

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    Per una primavera di bellezza

    12.00

    Queste pagine descrivono due fioriture, spuntate negli orridi della Grande Guerra: lo Ubermensch-uomo superiore e il poeta-soldato dannunziano; riferiscono quindi di una infiorescenza: il Fascismo. Nietzsche e d’Annunzio: il loro sapere fu un fare, la loro esistenza un commento delle opere e le loro opere un commento dell’esistenza. Le parole di Ingravalle narrano del Vate, dell’esteta in armi; e parlano di Mussolini, l’arringatore e capitano di ventura.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 108

    Stampato nel 2019 da Ar

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    Quel filosofo deve morire. Giovanni Gentile: la damnatio memoriae e l’eredità spirituale

    17.00

    Francesco Ingravalle – Giuseppe Scalici

    l 15 aprile 1944 Giovanni Gentile viene ucciso a Firenze in un clima di guerra civile, tradimenti, resa morale e dissoluzione dello Stato. Il suo assassinio è stato presentato come un atto “necessario” della Resistenza, ma fu l’esito di un contesto politico e culturale segnato da disfattismo, propaganda e odio ideologico. Questo libro ricostruisce l’assassinio di Gentile come un delitto politico esemplare, inserendolo nel quadro della crisi dell’estate-autunno 1943, dell’armistizio, dell’occupazione alleata e della nascita di una guerra fra italiani. Attraverso documenti, scritti coevi, testimonianze e un’analisi critica delle versioni ufficiali, gli autori smontano la narrazione consolatoria costruita nel dopoguerra e indagano responsabilità, mandanti morali e clima culturale che rese possibile l’omicidio del filosofo. Ne emerge il ritratto di un’Italia sconfitta prima ancora che militarmente: un Paese che, eliminando Gentile, sancì simbolicamente la propria resa etica e spirituale.

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    Weltanschauung. Una parola per una idea

    7.00

    In queste pagine l’autore ripercorre sinteticamente la formazione della nozione di Weltanschauung, la storia di una parola “demoniaca” che, coniata dalla cultura tedesca nella seconda metà del XVIII secolo, servì da parola d’ordine delle rivoluzioni nazionali e sociali del XX secolo, riassuntiva dell’essenza militare-miliziana delle sodalità che le animavano. Per l’autore, sulla Weltanschauung, che viene vissuta e non discussa, si impernia una antropologia antiumanistica, controindfividualistica, adialettica, a-razionale-istintiva. Da Kant a Hitler, Fichte, Schelling, Nietsche, la Weltanschauung assume il significato di una prospettiva radicale che prescrive alla ragione di stare al proprio posto, quello giusto, di ancella.

    Brossura 14,5 x 21 cm. pag. 70

    Stampato nel 2012 da Edizioni di Ar

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