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Adria Storia 27 – Esodo…
€15.00Questa pubblicazione vuole ricordare il dramma che colpì la popolazione italiana – istriano, giuliano-dalmata – presente nella Venezia Giulia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Migliaia di scomparsi. Molti scomparvero dalle case, dalla famiglia. Molti fuggirono. Questo diario narra esattamente come si svolsero i fatti. Tito e i titini sono ritenuti responsabili di massacri e deportazioni in un territorio passato nelle loro mani in virtù di accordi internazionali che hanno abbandonato la popolazione con la “complicità” dello stesso Governo italiano.
Brossura, 17 x 24 cm. pag. 165
Stampato nel 2014 da Centro Studi e Ricerche Storiche Silentes Loquimur
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Italiani d’Istria – Chi partì e chi rimase. Storie orali e ritratti fotografici fra Pirano e Fossoli
€20.00L’esodo giuliano-dalmata viene raccontato dalla viva voce dei protagonisti, da quegli italiani che lasciarono l’Istria per approdare al Villaggio San Marco di Fossoli – in quello che era stato un campo di prigionia della RSI, prima, e degli Alleati dopo il termine del conflitto – e da chi invece decise di rimanere nella ex-Jugoslavia. Il progetto artistico di Lucia Castelli gioca sul ricordo e l’attualità, mostrandoci immagini d’epoca del campo e scorci contemporanei. I ritratti fotografici di questi italiani d’Istria e le testimonianze tratte dalla loro viva voce compongono il singolare affresco di una comunità diffusa che, raccontando il passato, si interroga anche sul presente, con compostezza e grande dignità.
Brossura, 22 x 28 cm. pag. 120 illustrato a colori e b/N
Stampato nel 2018 da Sometti
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Italiani due volte – Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana
€16.50Sono italiani due volte i trecentomila che in un lungo esodo durato oltre vent’anni dopo la Seconda Guerra Mondiale lasciarono l’Istria, Fiume e Zara. Erano nati italiani e scelsero di rimanere tali quando il trattato di pace del 10 febbraio 1947 assegnò quelle regioni alla Jugoslavia comunista del maresciallo Tito. A rievocare una storia a lungo trascurata del nostro Novecento è un’inchiesta originale e serrata dove al racconto dei fatti Dino Messina accompagna le testimonianze inedite dei parenti delle vittime della violenza titina e di chi bambino lasciò la casa natale senza la speranza di potervi tornare. Un dramma nazionale in tre grandi atti: il primo, con l’irredentismo, la vittoria nella Grande guerra, il passaggio alla patria di regioni e città sotto il dominio asburgico; seguiti dalla presa del potere fascista con le politiche anti-slave e la guerra accanto ai tedeschi. La secondo fase inizia con le ondate di violenza dei partigiani di Tito nell’autunno del 1943 e nella primavera del 1945. Trieste, Pola e i centri dell’Istria occidentale, Fiume e Zara, da province irredente divennero terre di conquista jugoslava. Al biennio di terrore e alla stagione delle foibe, seguirono altri anni di pressioni e paura. Sino al terzo atto, dal 10 febbraio 1947, che segnò la più grande ondata dell’esodo. E successivamente un’altra massiccia partenza dalla zona assegnata alla Jugoslavia dopo il Memorandum di Londra del 1954, che stabilì il ritorno di Trieste all’Italia. A migliaia di fuggitivi, dopo il terrore e lo sradicamento, toccò l’umiliazione dei campi profughi. Una pagina tragica della nostra storia che trova in questo libro una ricostruzione puntuale.
Brossura, 14 x 21,5 cm. pag. 298
Stampato nel 2019 da Solferino
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Togliatti, Tito e la Venezia Giulia: La guerra, le foibe, l’esodo 1943-1954
€15.00Marino Micich
Durante il Secondo conflitto mondiale il PCI stabilì una stretta alleanza col Movimento Popolare di Liberazione Jugoslavo guidato da Josip Broz detto Tito, con un duplice scopo: puntare a sconfiggere i nazisti e i fascisti sul campo di battaglia e pensare agli sbocchi politici che si sarebbero palesati a guerra finita. Togliatti e i suoi dirigenti per avere l’appoggio di Tito sostennero più volte la cessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia. Marino Micich pone in evidenza, in maniera originale e ben documentata rispetto ai rari e incompleti studi apparsi sull’argomento, le lotte politiche e diplomatiche sorte nello stabilire i nuovi confini italo-jugoslavi, descrivendo la posizione politica del PCI assunta al confine orientale, il progetto di rivoluzione comunista da estendere al resto d’Italia e i rapporti tra Togliatti e Tito. Sottolinea inoltre le responsabilità dirette e indirette di quella collaborazione politica nei confronti delle stragi di massa nelle foibe e dell’esodo di circa 300.000 italiani dalle terre istriane, fiumane e dalmate.