Invasori – Come gli umani e i loro cani hanno portato i Neanderthal all’estinzione

civiltà antiche

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    Invasori – Come gli umani e i loro cani hanno portato i Neanderthal all’estinzione

    19.00

    L’estinzione dei neandertaliani è uno dei grandi misteri della storia evolutiva. Un enigma che ha appassionato generazioni di scienziati sin dal 1856, quando furono rinvenuti i primi resti di questi ominini. Per centinaia di migliaia di anni avevano vissuto in Europa superando le enormi sfide dei cambiamenti climatici, come mai allora sono improvvisamente scomparsi circa 45.000 anni fa? Pat Shipman punta il dito sul predatore più spietato del regno animale, l’Homo sapiens, e sul suo fido alleato, il cane.

    Brossura, 15 x 22 cm. pag. 221 illustrato

    Stampato nel 2017 da Carocci

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    Iperborea – Il mito polare tra simbologia, estasi e immaginazione

    12.00

    Mitologie che si perdono nel mare del tempo raccontano di una terra situata nell’estremo nord, la terra a cui approda Odisseo per giungere al regno delle ombre: uno spazio liquido dove l’Oceano ha i suoi confini, laggiù dove i Cimmeri hanno edificato la loro città, in un luogo dove eterna è la notte. Ma altre tradizioni parlano di una terra paradisiaca, un luogo dove l’esistenza umana si svolge senza problemi, nell’abbondanza di tutti i beni naturali, al riparo da ogni fatica e miseria. È il mito della terra Hyperborea, dove vive un’etnia favolosa immersa in una condizione di perfetta felicità e devota al culto di un unico dio, Apollo. In questo paese non vi sono né contrasti, né malattie; gli Iperborei vivono più di mille anni, anzi quando sono sazi della vita sono soliti interromperla di loro iniziativa, gettandosi nel mare da un’alta rupe: ritengono che questa sia la fine migliore e il genere di sepoltura più adatto a loro. L’Ade omerico è mutato in uno spazio paradisiaco.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 86

    Stampato nel 2018 da Il Cerchio

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    Iperborea – Ricerca senza fine della Patria perduta

    24.00

    Ciclo atlantideo e ciclo nordico, Atlantide ed Iperborea, sono i due mondi storici caratteristici dell’Età dell’Oro, sorta di “poli” spirituali aventi comunque una matrice comune. Le tracce di civiltà altissime, probabilmente collassate nel cataclisma noto nei vari miti del mondo come Diluvio universale, di Thule e Iperborea,i centri principali del ciclo nordico, si sono conservate nelle leggende, nelle saghe, nei poemi e nella concezione religiosa di molti popoli dell’antichità, come nei Veda e nell’epos omerico. Questo studio si propone di offrire una visione di insieme di alcuni miti concordanti – Iperborea, Atlantide, Eden -, pur con espressioni diverse e diverse interpretazioni, di questa primitiva patria nordica degli Indoeuropei.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 269 con numerose illustrazioni b/n

    Stampato nel 2014 da Ritter

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    Iperborei. Il primo mito

    18.00

    Giacomo Maria Prati

    Se per noi contemporanei il mito rimanda alla Grecia antica, per la “culla della civiltà europea” questo era il canto del nobile e antichissimo popolo degli Iperborei, sacro ad Apollo ed Artemide. I guerrieri greci, per entrare nell’immortalità, dovevano compiere il viaggio più pericoloso: quello verso un estremo nord visto come un Eden senza tempo, nel solco di quelle terre eroiche vicine al cielo e agli Dei. Giacomo Maria Prati rilegge tutto il mito greco alla luce degli Iperborei, ai quali si deve la fondazione del santuario di Delfi e l’istituzione dei Giochi d’Olimpia. Per la prima volta, tutte le fonti greche e latine sono indagate e riassunte in un saggio ampio e approfondito, che sa anche assumere i toni dell’inno, del canto e della celebrazione epica. L’autore ci restituisce una spiritualità ancestrale vivissima, con al centro un Apollo totale e sciamanico.

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    Istri – Un popolo danubiano nell’Istria neolitica

    16.00

    In questo saggio l’autore narra la storia degli Istri e della lenta colonizzazione di una nuova patria che prenderà il loro nome, Istria. Una conquista che ha inizio dalle grotte del Carso per estendersi nella penisola dove verranno costruiti grandi villaggi di pietra. Avvalendosi di numerosi disegni originali l’autore descrive il tipo di abitazione, gli edifici e le pratiche di culto, le imponenti fortificazioni e le ampie necropoli. Narra la storia di un popolo dalle sue origini allo sviluppo della catena difensiva attraverso la costruzione di castellieri lungo la costa triestina e sull’altopiano carsico. Fino al loro epilogo causato dallo scontro con il più potente esercito dell’epoca, provocato dagli assalti dei corsari istriani alle navi romane, una minaccia che Roma non poteva tollerare.

    Brossura, 16 x 24 cm. pag. 284

    Stampato nel 2019 da De Bastiani

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    Italia longobarda. Il regno, i Franchi, il papato

    12.00

    Stefano Gasparri

    Nel 700 d.C. l’Italia è divisa in due regni, quello longobardo e quello bizantino. Dopo decenni di lotta, nel 680, regna un accordo di pace. Tra le due aree, quella sottoposta a maggiori tensioni è quella bizantina a sud dove le élites italiche si sono più volte poste in posizione di fronda rispetto al centro imperiale. Al nord, invece, il regno longobardo è al suo apice, la società è saldamente inquadrata dalle gerarchie laiche, guidate da duchi e ufficiali pubblici, e ha le potenzialità per governare tutta la penisola. Non sarà così e la sua sconfitta cancellerà anche la sua lunga storia. Stefano Gasparri recupera la memoria dei Longobardi in Italia e presenta la loro società senza trascurare neppure i contatti e i rapporti avuti con la stessa Chiesa romana. Sarà, infatti, quest’ultima ad avere la meglio, fra Longobardi e bizantini, e sarà proprio il papato con la sua azione a impedire il passaggio dell’intera Italia nelle mani dei re “barbari”. Con tre conseguenze importanti: la conquista franca dell’Italia, la creazione del primo impero medievale e l’impianto di una dominazione territoriale da parte della Chiesa di Roma. Per arrivare a questo, come indaga Gasparri, è stata fondamentale la forte operazione di propaganda intorno ai due grandi progetti, franco e papale. Il loro proselitismo ha dominato la scena dell’occidente europeo nella seconda metà dell’VIII secolo e costruito un pregiudizio negativo nei confronti dei Longobardi dal quale val la pena liberarsi.

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    Jupiter, Mars, Quirinus. La concezione indoeuropea della società e le origini di Roma

    39.00

    Georges Dumezil

    “Abbiamo riunito nel presente volume un certo numero di saggi pubblicati tra il 1941 e il 1948 e tutti destinati a chiarire delle questioni – alcune generali, altre limitate – relative a uno stesso importantissimo aspetto dell’ideologia preistorica degli Indoeuropei, quale può essere ricostituita attraverso il confronto dei più antichi documenti indiani, iranici, italici ecc.; relative, vogliamo dire, alla concezione dell’universo e della società umana come organismi armonici, in cui collaborano gerarchicamente tre funzioni fondamentali: la Sovranità, ad un tempo magica e giuridica, la Forza e la Fecondità. Fu nell’inverno 1937-38, in occasione di un corso tenuto all’École des Hautes Études di Parigi, che ci colpì per la prima volta l’idea che la triade più arcaica di dèi romani, Jupiter, Mars, Quirinus, fosse in rapporto con questa concezione, e che per conseguenza Roma, con la sua teologia, le sue leggende, le sue istituzioni, dovesse essere uno degli elementi principali della ricostruzione indoeuropea.”

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    Kurgan. Le origini della cultura europea

    18.50

    Quella che talvolta si chiama con un po’ di enfasi la “casa europea”, la patria dalle comuni radici, è in realtà, in origine, un terreno di conflitto, di contaminazione, di reciproche influenze, di battaglie e sopraffazioni. Sono qui presentati i testi più rappresentativi di una ricerca durata quasi mezzo secolo, che ha portato Marjia Gimbutas a costruire un affresco appassionante delle civiltà che, incontrandosi e scontrandosi tra il IV e il III millennio a.C., contribuirono a gettare le fondamenta della nostra identità. La scoperta più significativa e carica di destino, per certi versi, è quella di una contrapposizione tra culture stanziali e orde nomadi, tra religioni declinate al femminile e dominanza maschile, tra egualitarismo pacifico e aggressività gerarchica, tra arte e guerra. I Kurgan erano un popolo di pastori nomadi abitanti delle regioni degli Urali, le cui origini paiono perdersi nella notte dei tempi. Lungo una serie di invasioni o “ondate”, qui ricostruite minuziosamente, colonizzarono il continente europeo, imponendo la propria legge e le proprie ideologie. “Marija Gimbutas – scrive Carlo Sini nella prefazione -, apre la via al dialogo, forse decisivo, con il passato di una parola che ancora risuona presso gli umani del XXI secolo e che disegna orizzonti e vicende di un possibile, e magari più pacifico, futuro”.

    Brossura 14,5 x 23 cm. pag. 174 con 5 mappe e 19 illustrazioni b/n

    Stampato nel 2010 da Medusa

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    L’ identità segreta della divinità tutelare di Roma

    26.00

    Il nome della divinità che proteggeva Roma era tenuto segreto affinchè non potesse essere evocato dai nemici e passare così alla parte avversa. L’identità celata del dio custode dell’Urbe ha acceso grande dibattito tra gli studiosi della religione romana sin dai tempi antichi; solo un erudito romano sembra essere riuscito a individuare il nome e le caratteristiche del Genius urbis Romae: Quinto Valerio Sorano, che per questo fu condannato alla pena capitale. Mettendo le scarne testimonianze antiche sotto nuova luce, l’opera offre una nuova teoria su tale vexata quaestio.

    Brossura 15 x 21 cm. pag. 256 + 23 foto b/n e colori

    Stampato nel 2011 da Settimo Sigillo

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    L’alimentazione e la cucina nell’antica Roma

    24.00

    La storia dell’alimentazione diventa in queste pagine una storia sociale, culturale ed economica dell’antica Roma. Jacques André sviscera ogni ingrediente di questo argomento di assoluta importanza per comprendere la vita quotidiana nell’antichità e le radici della cucina e dell’agricoltura italiane fino ai giorni nostri. Nulla è trascurato: gli elementi botanici, le tecniche di coltura e lavorazione, le tradizioni e le mode, il rapporto tra cibo e classi sociali, i riferimenti ai grandi autori e ai legislatori, gli aspetti economici della produzione alimentare e, soprattutto, i dettagli accurati di una gastronomia elaborata, ricca e fantasiosa. Ogni informazione è suffragata da un ricco corredo di note bibliografiche, anch’esse componente fondamentale di questo libro erudito e curioso, destinato (come già avvenuto in Francia) a diventare un classico per gli appassionati di storia romana e di storia dell’alimentazione.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 266 illustrato

    Stampato nel 2016 da Goriziana

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    L’altra Atlantide – Civiltà scomparse, antiche conoscenze megalitismo e Sardegna

    17.00

    Prima dell’ultima glaciazione è esistita un’altra grande civiltà le cui tracce, nonostante i millenni trascorsi, sono giunte fino a noi sotto forma di mito e leggenda? Per rispondere a questa domanda, sgombrando il campo da ogni dubbio, ci si può affidare ai più moderni strumenti di indagine, grazie ai quali, oggi, si può certamente trovare una risposta adeguata. La spaventosa portata dei cataclismi che cancellarono la grande civiltà che precedette la nostra è stata infatti tramandata oralmente e poi riportata nei testi più antichi – dai Sumeri, nei testi egiziani, nella Bibbia, nei libri sacri indiani, da Platone – e, grazie all’esame incrociato di queste fonti, si può cominciare a delineare una storia meno nebulosa. Inoltre, sono di aiuto essenziale le recenti scoperte archeologiche che colmano in parte i vuoti che intercorrono tra la scomparsa della grande civiltà prediluviana e l’emergere dei primi popoli “storici”. In questo contesto, ruolo di primaria importanza giocò la Sardegna. In questo libro vogliamo dunque raccontare una “storia diversa”, ricca e affascinante, i cui protagonisti quasi mai rientrano nei manuali classici.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 206

    Stampato nel 2018 da Arkadia

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    L’America dimenticata – I rapporti tra le civiltà e un errore di Tolomeo

    18.00

    La quasi totalità degli studiosi ha finora negato l’esistenza di antichi contatti tra l’America e il Vecchio Mondo, ma in questo libro, indagando su una questione apparentemente secondaria di storia della geografia (l’origine di un grossolano errore di Tolomeo), si dimostra che le fonti ellenistiche dell’antico geografo conoscevano latitudini e longitudini di località dell’America centrale. Questa scoperta costringe a rivedere sotto una nuova luce molti aspetti della storia. Da una parte mostra come il crollo delle conoscenze che investì il mondo mediterraneo all’atto della conquista romana sia stato ben più profondo di quanto in genere si creda. Dall’altra apre nuovi possibili scenari di lungo periodo, lasciando intravedere la possibilità di sostituire all’idea oggi dominante dell’evoluzione indipendente e parallela delle civiltà un’unica storia, connessa sin dalla remota antichità.

    Brossura, 14,5 x 20 cm. pag. 296

    Stampato nel 2013 da Mondadori

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    L’antiquité retrouvée

    35.00

    Quest’opera, mirabilmente illustrata, si propone di riprodurre l’architettura antica. Grazie ad accurate ricerche archeologiche e a un notevole talento grafico, risulta essere un fantastico manuale di architettura e di urbanistica romana e greca. Ogni immagine rappresenta una sintesi, raggruppa in un solo disegno migliaia di informazioni e anni di ricerche archeologiche. Con un solo sguardo è possibile contemplare un sito nel suo insieme e comprendere la sua storia e il suo funzionamento.

    Brossura 19 x 28 cm. pag. 192 interamente illustrate con disegni a colori

    Testo in lingua francese

    Stampato nel 2005 da Errance

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    L’Atlantide. Origine delle Civiltà

    11.00

    Paul Le Cour

    Il problema atlantideo è uno dei più complessi e importanti che esistono. Esso ingloba infatti, ed è questo che costituisce il suo immenso interesse, la scienza, la filosofia e la religione. Considerarlo soltanto sotto uno dei suoi aspetti significa fare un’opera incompleta e senza scopo. In appendice “la triplice Cinta”

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 86 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2021 da Settimo Sigillo

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    L’Edda come teoria del ghiaccio cosmico

    20.00

    Wilhelm Asendorf

    “Strane storie riguardo agli dèi sono raccontate nell’Edda. Si riteneva fossero invenzioni di poeti dalla fantasia fervida, oziose fantasticherie di spensierati perdigiorno, beffe sprezzanti di deboli mortali contro i potenti del cielo. Tale ipotesi è insostenibile. È assolutamente inconcepibile che per millenni queste storie siano state tramandate di generazione in generazione, se fossero state soltanto mere invenzioni ludiche prive di qualsiasi contenuto reale. No, queste narrazioni non potevano e non dovevano essere dimenticate, giacché in esse è contenuta l’intera cosmogonia”. Con queste parole Wilhelm Asendorpf introduceva il suo Die Edda als Welteislehre. Questa edizione rappresenta non solo la prima pubblicazione del libro in questione, ma offre anche un viaggio senza precedenti nell’universo della “Welteislehre”.

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    L’eredità celtica – Origini e antropologia dei Popoli cisalpini

    16.00

    I Celti, generalmente associati a Irlanda, Scozia, Galles e Bretagna, sono in realtà alla radice di gran parte delle nazioni europee. La presenza celtica in parte dell’Italia settentrionale è altrettanto autoctona quanto quella in Iberia, Europa Centrale ed Isole Britanniche. Dopo le invasioni storiche del IV sec. a.C. tutta l’Italia settentrionale, e parte dell’Italia centrale, fu abitata da popolazioni celtiche o celtizzate. Un tale dato, tuttavia, è quasi sconosciuto al grande pubblico. In questo libro, sintetizzando un ventennale lavoro di spoglio della letteratura archeologica ed antropologica, l’autore ha voluto rendere giustizia ai Celti Cisalpini, delineandone un ritratto antropologico in senso genetico, fisico e culturale. Ciò allo scopo non solo di conoscere meglio questo insieme di popoli ma di capire quanto di loro sia rimasto nell’antropologia dei Popoli cisalpini.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 190 con alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2019 da Press & Archeos

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    L’eredità celtica. Antiche tradizioni d’Irlanda e del Galles

    28.50

    Un ampio e serio saggio che, lungi dall’identificare la civiltà dei Celti con i simboli della New Age o di altre interpretazioni alla moda, analizza le antiche tradizioni dell’Irlanda e del Galles attraverso i testi del francese Dumézil, del romeno Eliade, dell’austriaco Zimmer, dell’anglo-indiano Coomaraswamy e dell’americano Campbell. I miti celtici sono visti dai due Autori – attraverso uno studio comparato delle religioni, della mitologia e dell’antropologia – come dei serbatoi dell’immaginario collettivo occidentale, portatori di “significati che non si possono completamente ricondurre alle categorie della ragione, o spiegare per mezzo della storia e della scienza”.

    Brossura pag. 400

    Stampato nel 2000 da Edizioni Mediterranee

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    L’esempio di Sparta. Storia, eredità e mito di una civiltà immortale

    15.00

    AA.VV.

    Quello di Sparta è un mito senza tempo, capace di illuminare i secoli e fornire perenni linee di vetta. Fonte di ispirazione per guerrieri, filosofi e rivoluzionari, Lacedemone ha tracciato un solco unico e irripetibile: dalla totalità organica del suo ordinamento alla ferrea educazione dell’Agoghé; dall’essenziale austerità del suo stile di vita alla centralità comunitaria delle sue istituzioni; dalla celebre potenza della sua falange alla formidabile tempra dei suoi soldati. Il presente testo – che raccoglie saggi, immagini e citazioni – vuole essere uno strumento di analisi storica ed un contributo alla Formazione di sé, nel solco di una Weltanschauung eroica, marziale e solare. Dinanzi al livellamento globalista, alla devirilizzazione del “pensiero debole” e allo sradicamento iconoclasta della “cancel culture”, si rende necessaria una potente “cultura delle origini” che attinga alla memoria ancestrale della nostra Civiltà: il sangue versato alle Termopili, allora, rappresenta un esempio imperituro di coraggio, di sacrificio e di attaccamento alla Patria.

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    L’Europa dei barbari – Le culture tribali di fronte alla cultura romano-cristiana

    42.00

    Una storia dell’Altra Europa: quella degli scandinavi e degli abitanti dei mari ghiacciati del Nord, dei germani e degli slavi delle foreste del Centro, delle genti che vivevano, a Oriente, nelle immense distese fino agli Urali. Quei popoli, chiamati genericamente e con disprezzo “barbari”, lontani dalla Grecia, da Roma e dalla Chiesa cristiana. Una nuova interpretazione delle origini dell’Europa, attraverso la ricostruzione di quel mondo ancora poco conosciuto. Quel mondo fa parte a tutti gli effetti delle radici dell’Europa odierna. L’autore mette assieme fonti e testimonianze di popoli diversi e scritte in tempi diversi (qualora le accomuni una situazione antropologica simile). Ne risulta un quadro di società tradizionali, nelle quali il singolo era trattato come un elemento del gruppo, non venivano distinti il sacro e il profano, e le istituzioni del culto pagano erano strettamente legate alle istituzioni politiche della comunità tribale. Il cristianesimo fu l’inizio della fine del mondo dei barbari, ma quel mondo non scomparve senza tracce. La sua eredità, oggi in differenti gradi in diversi paesi, rimane un importante indicatore dell’eterogeneità delle culture europee.

    Brossura, 14,5 x 22 cm. pag. 482

    Stampato nel 2008 da Bollati Boringhieri

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    L’idea del cielo e del cosmo delle popolazioni protostoriche dell’Europa centrale

    20.00

    Durante il primo millennio a.C. la maggior parte dell’Europa fu popolata da gente celtica e germanica. Entrambi questi gruppi di popolazioni furono composte da tribù di feroci guerrieri, ma anche da pacifici agricoltori e allevatori. Proprio la necessità di pianificare in maniera efficace l’agricoltura e l’allevamento del bestiame obbligò queste popolazioni, come precedentemente era avvenuto durante il Neolitico e l’età del Bronzo, ad osservare il cielo e i suoi fenomeni con l’intento di impadronirsi delle periodicità fondamentali mostrate dai corpi celesti con la scopo di utilizzarle a vantaggio del benessere dell’intera comunità.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 384 con illustrazioni b/n

    Stampato nel 2015 da Associazione Fonte di Connla

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    L’identita’ romana – Dinamiche del dominio e dell’integrazione nel millennio di Roma antica

    21.90

    Da piccolo borgo laziale di pastori, Roma divenne nel giro di qualche secolo la capitale di un immenso impero, fra i più vasti mai esistiti sulla terra. In questo sterminato dominio si trovarono a convivere popoli diversissimi per etnia, provenienza, abitudini, cultura, religione. Quelli che si chiamavano Romani – i dominatori – erano tolleranti o razzisti? governavano con la sferza o col consenso? L’indagine muove da una ricognizione sull’identità romana, quale si venne a configurare nel lungo periodo che intercorre fra le remote e mitiche origini e la “guerra sociale”, la quale agli inizi del I secolo a.C. sancì l’unificazione dell’Italia peninsulare sulla base del sofferto raggiungimento di una comune cittadinanza. La cittadinanza, appunto, è uno dei principali fili conduttori dell’intera esposizione, centrata sulle complesse relazioni fra l’Impero e i molti popoli – sia “civili” che “barbari” – che lo combatterono, vi si integrarono e infine ne precipitarono la crisi. Questo saggio non viene appesantito da note, essedo stato concepito con finalità divulgative e in funzione di una lettura continua, agevole e del tutto autonoma. Numerosi sono i riferimenti a testi antichi (greci e latini). Altre citazioni sono state attinte dalla letteratura storiografica moderna, con l’intenzione di fornire una essenziale antologia critica e stimolare l’autonoma riflessione del lettore. A supporto, un essenziale “Atlante” composto da 34 tavole a colori, a cui si fa riferimento nel saggio con puntuali rinvii.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag. 294 con circa 34 illustrazioni a colori e b/n

    Stampato nel 2014 da Dielle Editore

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    L’imperatore Giuliano e la nostalgia degli dei

    14.00

    L’imperatore romano Giuliano è una delle figure del passato per le quali la trasfigurazione simbolica e l’elaborazione mitica di cui sono state oggetto hanno forse superato l’effettiva realtà storica… Il libro di Tommaso Indelli ha il merito di restituire la complessità del personaggio e dell’epoca, di seguirne l’elaborazione del mito e di passare in rassegna in modo ordinato la copiosa storiografia sul tema, fornendo al lettore adeguati strumenti per la conoscenza di un protagonista del nostro passato che merita di essere conosciuto. Prefazione di Claudio Azzara.

    Brossura, 14,5 x 21,5 cm. pag. 144

    Stampato nel 2018 da Partenio

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    L’Italia nell età del bronzo e del ferro

    44.80

    L’età del bronzo e del ferro viene spesso immaginata come un tempo nel quale gli uomini vivevano senza regole, incapaci di pensiero razionale. Questa idea nasce dalla convinzione che nulla di importante possa essere avvenuto prima dei vertici di civiltà raggiunti dalla Grecia classica e da Roma. In realtà, almeno dal Paleolitico Superiore i nostri antenati preistorici e protostorici sono biologicamente identici a noi, con le stesse capacità e potenzialità fisiche e intellettuali. Ricostruirne in una prospettiva di lungo periodo i processi di sviluppo e di trasformazione nella cultura, nelle forme di organizzazione, nel livello di avanzamento tecnologico, equivale quindi a esplorare la nostra storia più antica. Il libro, attraverso l’analisi delle tracce materiali lasciate dalle comunità dell’età del bronzo e del ferro, descrive i percorsi di formazione dei protagonisti della storia antica: latini, etruschi, fenici, greci. Oltre a un ricco apparato iconografico, il CD-ROM allegato contiene un’ampia sezione teorico-metodologica.

    Brossura pag. 405 con diverse illustrazioni b/n

    Stampato nel 2011 da Carocci

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    L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici

    22.00

    Paolo Giulierini

    Il nostro Paese ci appare il più delle volte come l’erede per eccellenza della civiltà romana. Non c’è nulla di più vero, ma se ci mettessimo in viaggio percorrendo l’Italia da nord a sud scopriremmo che prima ancora che Italiani siamo stati Italici: in ogni regione la toponomastica, i monumenti, i reperti archeologici, le tradizioni etnografiche, persino le abitudini alimentari e culinarie raccontano la storia di popoli antichi che a partire dall’Età del ferro si sono frequentati, confrontati, scontrati. Celti, Veneti, Liguri, Etruschi, Sardi, Latini, Sanniti, Lucani, Piceni, Campani, Punici, Enotri, Siculi e molti altri hanno lasciato ovunque nella penisola tracce profonde, preziose per capire com’era l’Italia prima dell’avvento di Roma. Con la competenza dell’esperto e il passo avvincente del divulgatore, Paolo Giulierini ci accompagna in un viaggio affascinante, ci presenta gli Italici che siamo stati, ne approfondisce il rapporto con il territorio, le modalità insediative, la religione, la lingua e la scrittura, senza tralasciare il fondamentale incontro con i Romani e quello che ne è seguito. Corredato da immagini, questo libro è al tempo stesso un saggio sulla meravigliosa complessità della storia del nostro Paese e una guida per innamorarsi, oltre che di tutte le sue bellezze, anche delle genti che lo hanno abitato in tempi remoti, e che ancora oggi ci parlano: non solo di loro ma anche di noi, da sempre popolo in cammino che a ogni tappa aggiunge un viandante alla carovana.

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    L’origine nordica di Adamo

    15.00

    Marco Mattarollo

    L’idea di questo libro nasce a seguito della lettura del testo di Felici Vinci, “Omero nel Baltico”. Leggendo i testi antichi abbiamo cercato – notando qualche limite da parte del Vinci – di dare un approccio decisamente più tecnico, andando a cercare o almeno ipotizzando delle etimologie, derivazioni, radici credibili. Sebbene non sempre si riesca ad avere la meglio sui testi e parole di migliaia di anni fa, il risultato, almeno sulla carta, è stato soddisfacente. Il secondo approccio, quello inedito almeno per questi argomenti, è relativo all’antropologia molecolare, la quale ci è stata utile per individuare con rigore scientifico la presenza di un gruppo umano con caratteristiche genetiche peculiari, tutt’oggi circoscritte all’area nordico-atlantica.

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    L’ultimo pagano – Vita dell’imperatore Giuliano

    18.00

    Giuliano fu un sacerdote degli antichi dèi, un paladino della immensa cultura greca di cui era permeata la società romana. Non una cultura fredda e inerte, ma viva e vivificante perché aveva dato all’umanità religione, scienza, arte. E di questa civiltà gli dèi erano un elemento fondamentale e rinnegarli significava rifiutare quella civiltà. Ma da oltre tre secoli era spuntata una nuova religione, una dottrina nuova, basata sul perdono, sull’amore del prossimo e la non violenza. Una fede che aveva dato una speranza ai milioni di diseredati che popolavano l’impero. I sapienti dell’Ellade non potevano accettare una simile dottrina, loro che avevano creato le più belle opere letterarie, organizzato mirabili sistemi filosofici, razionalizzato l’esistenza umana. Ma la storia non teneva conto del passato, guardava al futuro, maturo per un cambiamento che avrebbe segnato il mondo per i prossimi millenni.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 165

    Stampati nel 2013 da il Cerchio

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    La casa degli indeuropei. Tradizione e archeologia

    20.00

    Gianna G. Buti

    Se esiste un luogo in cui l’uomo si senta al sicuro, fuori da campo d’azione delle forze infide, egli attribuisce la protezione sperimentata alla potenza straordinaria che là vive… e tal centro si compendia nel luogo di abitazione. L’aspirazione a ritrovare la propria casa si spiega con e si proietta quale fonte primaria del sentimento di patria. Esiste una casa indoeuropea nel suo modo di essere, legata a un orizzonte naturale e culturale. La casa intesa come famiglia ne denoterà l’immagine simbolica, di cui unità di misura e centro di riferimento è ormai il nucleo sociale.

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    La città e l’impero. Una storia del mondo romano dalle origini a Teodosio il Grande

    41.00

    Giovanni A. Cecconi

    Il volume propone al lettore che si avvicina alla storia romana con interesse e curiosità personale un valido e originale strumento per approfondirne la conoscenza. La trattazione si sviluppa secondo un andamento cronologico, dalle origini di Roma sino alla divisione politica fra parte occidentale e parte orientale dell’impero dopo la morte di Teodosio I, con l’interposizione di “finestre” tematiche, dalle quali osservare e comprendere meglio gli aspetti salienti della società romana o la stessa storia degli eventi politico-militari. Una particolare attenzione è dedicata alle istituzioni amministrative e alle relazioni sociali, all’ideologia del potere, ai rapporti tra politica e religione. L’esposizione, che tiene conto dei recenti sviluppi del dibattito storiografico, è caratterizzata da citazioni tratte da documenti antichi ed è corredata di un’ampia bibliografia.

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    La civiltà degli ittiti XVII-XII secolo a. C.

    17.00

    Il regno ittita di Hatti ha dominato nel II millennio a.C. le regioni oggi corrispondenti alla Turchia e a parte della Siria. Questa realtà politica ha interagito strettamente con l’Egitto, l’Assiria, la Babilonia e i potentati micenei. Le molte tavolette rinvenute negli scavi nel corso di più un secolo di attività archeologica – in caratteri cuneiformi e in lingua ittita (indoeuropea), oltre che in accadico, di uso internazionale, e in hurrico e sumerico – forniscono molte notizie sulla storia politica del regno di Hatti, sulle sue relazioni internazionali, quali la guerra e la successiva pace con l’Egitto, sulla religione e sulla mitologia. Le evidenze archeologiche permettono inoltre di conoscere l’impianto urbanistico e i monumenti della capitale e di altri siti urbani di Hatti, oltre che la cultura materiale e la produzione artistica.

    Brossura, 13 x 21 cm. pag. 196 con numerose foto e illustrazioni b/n

    Stampato nel 2020 da Carocci

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    La democrazia di Atene – Storia di un mito

    18.00

    Ma io a questo popolo la democrazia la perdono!” Con queste parole, nel V secolo a.C., un anonimo aristocratico sintetizzava la propria visione del regime democratico, sostenuto dal popolo e reso possibile dalle élites. Come è nata la democrazia ateniese? È stata una rivendicazione delle masse o una costruzione elitaria? E quali sono stati i moventi sociali, economici e culturali che hanno dato vita a questa creazione politica del genio ellenico? Ma soprattutto, in che modo le criticità della democrazia ateniese si riverberano sulla instabilità delle democrazie contemporanee? Mentre si susseguono le sfide ai sistemi odierni – meri involucri formali del potere popolare – l’esempio di Atene ci ammonisce sui limiti intrinseci alla struttura democratica. Il presente saggio, che contiene anche una nuova traduzione della Costituzione degli degli Ateniesi dello Pseudo-Senofonte, aggiunge un prezioso contributo al dibattito. Un discorso che giunge a noi con l’emergere, sullo sfondo della dialettica fra imperi e ideologie, del potere sfrenato della tecnica: un nuovo Gran Re contro il quale occorre ergere, come Temistocle a Salamina, il formidabile muro di legno della lotta per la libertà

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 348

    Stampato nel 2020 da Passaggio al Bosco

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    La donna romana. Mater et sacerdos

    25.00

    Mario Polia

    Questo volume affronta il tema del rapporto tra la donna e il Sacro nella Roma delle origini e guida alla comprensione di quale fosse la concezione del femminile e il ruolo della donna nella tradizione romana. Delle molteplici possibilità insite nella natura femminile, Roma privilegiò la funzione sacerdotale e materna, apprezzando al contempo la concezione di mediatrice e custode del Fuoco sacro, nonché il ruolo fondamentale per l’istituzione familiare. La riflessione sulla figura della donna, madre e sacerdotessa, potrà aiutare il lettore – e, in particolare, la lettrice, cui queste pagine sono dedicate – ad attingere alla sapienza del passato per meglio comprendere e giudicare il presente attraverso un raffronto sincero con la nostra tradizione culturale.

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    La geografia degli antichi

    18.00

    Federica Cordano

    Dall’atlante omerico a quello delle antiche navigazioni mediterranee, dalla colonizzazione greca a quella romana, dalle esplorazioni atlantiche ai peripli dell’Africa alle meravigliose carte d’Utopia, una trattazione completa delle conoscenze geografiche del mondo antico.

    Brossura 14 x 21 cm. pag. VII + 215

    Stampato nel 2006 da Laterza

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    La lotta delle razze

    28.00

    Ludvig Gumplowicz

    Poco noto al grande pubblico dei lettori italiani Gumplowicz risulta essere ancora oggi centrale per gli studi degli antropologi, sociologi e, appunto etnosociologi perché, come nota Aleksandr Dugin nella sua opera Etnosociologia (AGA Edizioni 2021), non solo Gumplowicz ha il merito di aver introdotto il termine “etnosociologia” nella «prima fase di istituzionalizzazione della scienza sociologica» ma, nel campo dell’etnosociologia, è stato e resta la figura chiave. In questo libro, scrive Gumplowicz, «vedemmo come la lotta razziale per il dominio, attizzata attraverso sentimenti naturali di ostilità per lo straniero, di odio e di ripugnanza, e sempre vivacemente mantenuta, aprì il cammino a ogni sviluppo sociale complessivo, che produsse i fenomeni culturali più grandiosi, nuovamente attraverso le comunità sociali e gli ordinamenti di dominio più variegati, ininterrottamente sui più diversi punti della terra e nelle più diverse epoche storiche».

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 360

    Stampato nel 2021 da AGA

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    La luce del Nord – Le fondamenta nordiche dell’Europa

    20.00

    “Ex oriente lux” – “dall’oriente la luce”: quanto risponde al vero questo “dogma”? La civiltà e il progresso sono davvero giunti da oriente? Oppure tale civiltà e progresso non sono piuttosto dovuti a quelle antichissime popolazioni la cui patria originaria era a nord, e che poi si diffusero con vari flussi migratori sia in Europa sia in varie parti dell’Asia? È partendo da questi interrogativi che Kurt Pastenaci scrive il suo “La luce del Nord”, pubblicato nel 1935 dalla Nordland Verlag e il saggio “Le fondamenta nordiche dell’Europa”, apparso nel medesimo anno sulla rivista “Der Schulungsbrief” – e che qui proponiamo riuniti in un unico libro. Basandosi su vari reperti archeologici e sui risultati della ricerca preistorica e protostorica, Pastenaci ripercorre i passi compiuti dai popoli nordici dall’età della pietra fino ai primi secoli dopo Cristo. E, da questa sua cavalcata attraverso i millenni, ecco emergere in quadro del tutto differente dalla tesi che ipotizza che la civiltà sia arrivata in Europa da est (o da sud).

    Brossura, 14,8 x 21 cm. pag. 112

    Stampato nel 2018 da Thule

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    La parola ai barbari. Come i popoli conquistati hanno disegnato l’Europa romana

    25.00

    Celti, galli e germani abitavano l’Europa ben prima dell’arrivo dei romani, ma non avendo lasciato alcuna testimonianza scritta furono quasi sempre liquidati come “barbari” dai conquistatori. Per secoli, le fonti degli storici sono stati i resoconti di Giulio Cesare, e di pochi altri autori classici, che hanno offerto una visione univoca degli eventi e descritto come rozze, primitive e disorganizzate le popolazioni native, dedite addirittura ai sacrifici umani. Ma i reperti archeologici dell’età del ferro emersi nelle campagne di scavo degli ultimi decenni raccontano una storia molto diversa, che provano l’esistenza di civiltà evolute, con un grande talento per la lavorazione dei metalli, una sofisticata ritualità religiosa e un’avviata attività agricola e commerciale.

    Brossura, 14 x 21 cm. pag 382 illustrato

    Stampato nel 2007 da Il Saggiatore

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    La politica religiosa di Giuliano l’Apostata

    18.00

    «Della politica [di Giuliano] è lecito dire che seguì sviluppo lineare e coerente; che fu accorta politica: voluta e fatta da un uomo il quale non si lasciò mai dominare da altri interessi che quelli superiori […] della fede in cui militava». Un libro dalle molte qualità, questo studio di Goffredo Coppola sull’imperatore Giuliano. Prosa incisiva ed elegante. Una analisi acuminata dalla simpateticità, consapevole e sorvegliata, con l’imperatore. Una raffinata ricostruzione dello Zeitgeist. Si delinea in questo scritto un approccio morfologico, quasi spengleriano, che permette a Coppola di oltrepassare i limiti delle concezioni storiografiche di una epoca che nemmeno aveva chiara percezione del periodo tardoantico.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm.

    Stampato da Edizioni di Ar

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    La religione dei Celti

    12.00

    Chi vuole conoscere o approfondire seriamente la civilizzazione celtica non può prescindere da quegli autori che intrapresero le loro ricerche con onestà intellettuale, attenendosi scrupolosamente a dati oggettivi. A tale schiera di ricercatori appartiene a pieno titolo il linguista francese Geoges Dottin. Grazie a loro è possibile accostarsi a questo importante periodo della civiltà europea – e l’eredità celtica, insieme a quella greca, romana e germanica, è una delle chiavi di volta di questa – confidando nel rigore della ricerca e nella serietà dell’approccio alla materia, che rifugge dalla tentazione di svelare l’aura di mistero che la circonda ricorrendo alla fantasia.

    Brossura, 13,5 x 21,5 cm. pag. 88 con circa 22 foto b/n

    Stampato nel 2013 da Novantico

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    La religione dei celti – Una concezione del mondo

    25.00

    In questo saggio originale ed unico la Religione dei Celti rappresenta il punto di partenza ideale per poter comprendere tutta la storia religiosa dell’Europa precristiana, dalla Spagna e dall’Irlanda fino all’est del continente. La sua analisi è trasversale ai secoli ed alle distanze: dalla protostoria celtica delle civiltà di La Tène e di Halstatt fino al Medioevo Arturiano ed al ricchissimo folklore delle Alpi, essa segue i fili che unificano simbolicamente tutti i rami della grande famiglia celtica: dalla Spagna all’Italia padana, dal Limes Teutonicum ai valli della Britannia, alla grandiosa eredità del mito e dell’epopea gallese ed irlandese, l’Autrice ci aiuta a riconoscere le sorgenti di vitalità e le grande figure sapienziali che hanno sorretto la costruzione di una grande civiltà continentale europea, come quella celtica.

    Brossura, 17 x 24 cm. pag. 164 + 16 pagine fuori testo con tavole b/n

    Stampato nel 2017 da Il Cerchio

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    La religione dei romani

    28.00

    Nuova edizione riveduta e ampliata di un’opera alle cui premesse metodologiche e all’impostazione critica è riconosciuta una grande onestà intellettuale. Novità sono, nel testo, considerazioni aggiuntive sul tema controverso degli “Indignamenta” e un capitolo dedicato alla ricezione, nell’ambito della Gens Iulia di Venere Ericina e di Vediove, dio poco noto perché poco studiato.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 287

    Stampato nel 2017 da ARYA

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    La religione di Virgilio

    18.00

    Virgilio è sempre stato considerato una personalità religiosa esemplare, colui che ha incarnato e cantato lo spirito religioso di Roma meglio di chiunque altro fra gli autori poetici; il suo genio e la sua opera presentano una profondità che gli studiosi comuni non riconoscono alla “religione romana”. Questo purtroppo si iscrive in quella tendenza che ormai prevale da decenni, per non dire da oltre un secolo, per la quale la religione romana viene presentata in un modo molto limitato e distorto: “…l’idea che abbiamo della religione romana sarà un’idea mutila e imprecisa, se non sappiamo integrarvi la religione di Virgilio. Questa religione è spesso considerata meschina, prosaica, senza una mitologia brillante, né sentimenti mistici: può essere dimostrato, grazie a Virgilio, che essa può invece aprirsi ai più ampi orizzonti…”.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 152

    Stampato nel 2018 da Victrix

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    La resurrezione di Roma

    18.00

    Gilbert Keith Chesterton

    A metà tra il diario ed il saggio, questo libro rappresenta un viaggio nella Fede cristiana e nella dottrina politica, ma anche nella vita quotidiana di un’Italia che – a pochi anni dalla sua Rivoluzione nazionale – aspirava a “risorgere” nel segno della verticalità e della potenza, destando un sincero interesse nelle menti più acute dell’epoca. Chesterton, pur volendo restare un uomo libero, fu una di esse.

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    La Sardegna nuragica

    20.00

    In Sardegna è durata più di 200 anni ­ anche con i suoi risvolti umoristici ­ la diatriba circa la “funzione” o “destinazione” dei nuraghi. Che cos’erano questi antichi monumenti sardi, che hanno dato il nome alla civiltà nuragica, la quale è stata la prima “civiltà” dell’Italia? Templi, tombe, abitazioni, torri di segnalazione, fortezze, case fortificate, forni fusori, edifici trionfali, edifici per evitare le zanzare? Pubblicato per la prima volta nel 1977 dal professor Massimo Pittau dell’Università di sassari, il presente volume rimane a distanza di anni, uno dei più completi sull’argomento.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 303 con circa 141 illustrazioni e foto b/n

    Stampato nel 2013 da Edizioni della Torre

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    La Sardegna preistorica e il Mediterraneo antico

    28.00

    Nell’arco di 10.000 anni, un’umanità complessa pose piede nell’isola in tempi diversi, attirata dalle terre incontaminate e dalla richezza dei depositi del sottossuolo: ossidiana e materiali metalliferi. Eerano popoli di varia provenienza e con aspetto dissimile: dai dolicocefali con cranio ovoidale ai brachicefali, dalla testa tonda. Eppure seppero integrarsi per sviluppare una civiltà tutta particolare, caratterizzata dalla capacità straordinaria di costruire torri per gli usi più svariati. Ma era anche una società mediterranea a pieno titolo; ospitava, respingeva o subiva le “genti del mare” cui apparteneva anc’essa in parte. Dopo un lungo periodo di gloria durante il quale partecipò alle vicende dei popoli mediterranei, inponendo la propria talassocrazia, i tempi cambiarono, e l’insularità rese difficoltosa la creazione di alleanze per fronteggiare i potentati militari che salivano alla ribalta. Alla fine del 2° millennio a.C. inizia l’Eta del Ferro e il declino dell’isola. Dopo un’altro mezzo millennuio parte dei suoi abitanti si adattarono al nuovo mondo, altri, si chiusero in loro imbarbarendosi conservando però, antiche virtù umane, scordate dagli uomini moderni.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 414 con molte cartine ed alcune illustrazioni b/n

    Stampato nel 2007 daGrafica del Parteolla

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    La Spiritualità Indoeuropea di Roma e il Mediterraneo

    16.00

    Testo della conferenza tenuta a Roma il XIV Marzo MMDCCLXVIII a.U.c. (14 marzo 2015), invocazione dell’Idea vivente della Romanità.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 76

    Stampato nel 2016 da Libreria Editrice Aseq

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    La stirpe di Wotan. Metastoria dei popoli d’Europa

    18.00

    Alex Woodland

    Il presente volume tratta la “mitologia nordica” da un punto di vista del tutto nuovo rispetto alla maggior parte dei testi che analizzano l’argomento. Traccia in senso meta-storico, e utilizzando le fonti a disposizione, una disamina del mito germanico/scandinavo collocandolo nel panorama culturale, antico e moderno, quale oggetto di “peso” non meno importante di molte altre tradizioni più conosciute. Mette in luce aspetti inediti che esulano dall’accademismo fine a se stesso ma indagano rapporti e differenze con altre culture da un punto di vista ‘metastorico’, ‘magico’, ‘creazionista’, ‘materiale’ e ‘spirituale’. In questo lavoro vengono analizzati i miti della creazione ma anche l’identità degli Dèi in chiave fisica, seguendo il loro rapporto di sangue e discendenza diretta con l’uomo di oggi, nello specifico l’uomo europeo.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 190

    Stampato nel 2021 da Psiche 2

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    La vera Calliope – Tracce indoeuropee in Omero

    34.00

    La lettratura occidentale comincia in Grecia e la letteratura greca comincia con i poemi omerici. La presente ricerca indaga le origini dell’epica greca, partendo dalla constatazione che un genere evoluto e compiuto non è stato preceduto da nessuna espressione più semplice, come accade nella maggior parte delle tradizioni. Partendo dalla parentela tra le lingue indoeuropee, si è cercato di verificare se essa sia riscontrabile anche in ambito letterario e di ricostruire le tappe di quest’evoluzione, mettendo a confronto gli elementi condivisi dalla tradizione greca con culture diverse e geograficamente lontane, fino a risalire ad una fase quanto più possibile antica.

    Brossura 17 x 24 cm. pag. 332

    Stampato nel 2015 da il Cerchio

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    La via del Nord (Romanzo)

    Il prezzo originale era: €18.00.Il prezzo attuale è: €10.80.

    Valerio Crusco      prezzo di listino: 18.00 (sc. 40%)

    Malcolm vive a Londra, ha grandi prospettive di carriera ed è totalmente immerso nell’ambiente della City. La sua vita apparentemente perfetta, però, si incrina quando viene informato dell’imminente morte del padre, che lo spinge a tornare nella sua terra natale: le Ebridi Esterne. Il ritorno nelle Highlands innesca un cambiamento irreversibile nel protagonista, che vede risvegliarsi i sopiti legami con il suolo, con il sangue del suo Clan e con lo spirito dei suoi antenati. Ma, soprattutto, gli porta in dono un’eredita inaspettata: il pezzo di un set di scacchi, la cui fabbricazione si perde nella Scozia vichinga del XII secolo. Così – intrecciando la sua storia con quella di Volund, il fabbro vichingo che forgiò gli scacchi per ordine di Odino stesso – Malcolm parte alla ricerca degli altri pezzi, custoditi dai misteriosi “Guardiani”, per ricomporre un puzzle che potrebbe nascondere il segreto del Ragnarok. Tra simbologie runiche e atmosfere fantastiche, “La via del Nord” suggerisce il richiamo alle antiche radici europee, nel solco degli eterni slanci spirituali, delle identità profonde e delle perenni manifestazioni della Tradizione.

    Brossura, 15 x 21 cm. pag. 330

    Stampato nel 2018 da Passaggio al Bosco

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    La via romana al divino

    16.00

    Con questo studio, l’autore tenta di ricostruire in maniera organica l’interpretazione del culto romano e, più in generale, della civiltà di Roma, data da Julius Evola. Di Dario individua i passaggi-cardine della sua configurazione sviluppando gli accenni presenti nei testi evoliani – compresi alcuni saggi e scritti d’occasione – e soprattutto ripercorrendo lo svolgimento dell’idea di tradizione nella fondamentale opera Rivolta contro il mondo moderno.

    Brossura 14,5 x 21,5 cm.

    Stampato da Edizioni di Ar

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