Cattolici e anni di piombo. Le riviste «Carattere», «Europa Settanta», «Adveniat Regnum»

anni di piombo

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    Cattolici e anni di piombo. Le riviste «Carattere», «Europa Settanta», «Adveniat Regnum»

    10.00

    Nessuno (o quasi) ricorda più l’ostracismo, l’odio e, spesso, il prezzo del sangue pagato da tanti italiani e, fra essi, da non pochi cattolici, a causa del terrorismo. Oltre al dovere della memoria, questo saggio dedica un’attenzione inedita ad alcuni dei protagonisti che rimasero “con la schiena dritta” durante gli anni di piombo. Si parte dai promotori delle riviste cattoliche “Carattere” (Verona 1954-1963) e “Adveniat Regnum” (Roma 1963-1975), alla testata politico-parlamentare “Europa Settanta” (1968-69). Espressione culturale della destra DC, il gruppo riunitosi attorno a questa rivista, diretta da Bartolo Ciccardini, si impegnò in tempi non sospetti contro l’incipiente “partitocrazia” e “sindacatocrazia” della Repubblica, oltre che per il rilancio dell’identità nazionale battendosi per il presidenzialismo e la ripresa dell’autorità dello Stato.

    Brossura, 12 x 19,5 cm. pag. 110

    Stampato nel 2017 da Solfanelli

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    Che cosa sono le Br: Le radici, la nascita, la storia, le coperture internazionali. La testimonianza del fondatore delle Brigate Rosse

    20.50

    Giovanni Fasanella – Alberto Franceschini

    Le Brigate rosse non sono nate dal nulla. Hanno preso vita nelle fabbriche, nelle università e nelle sezioni di un Pci che molti giovani, tra gli anni Sessanta e Settanta, sentivano ormai troppo distante dal sogno rivoluzionario. Alberto Franceschini è stato il cuore pulsante di quella genesi: insieme a Renato Curcio e a Mara Cagol, ha creato l’organizzazione che ha segnato la storia politica italiana del secondo Novecento. Incalzato da Giovanni Fasanella, l’ex brigatista emiliano ripercorre in questo libro-intervista l’itinerario della lotta armata, descrivendo senza reticenze il clima di quegli anni e i profili di chi scelse di alzare il livello dello scontro politico e sociale. A un anno dalla scomparsa di Franceschini, questa edizione si arricchisce di un lungo saggio introduttivo in cui Fasanella ricostruisce il contesto di quella fase drammatica, a partire dalla sua personale esperienza politica e professionale. E di un’ampia postfazione curata insieme al ricercatore e saggista Mario José Cereghino, dedicata allo scenario internazionale in cui le Br si trovarono a operare. È qui che emerge la figura di Corrado Simioni, che il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa indicò come il «cervello politico» dietro l’ala militarista dell’organizzazione. Analizzando documenti provenienti da archivi italiani ed esteri, il volume accende i riflettori su una partita geopolitica che va dai piani segreti britannici contro Aldo Moro ai vertici tra i Servizi d’intelligence di Washington e Bonn per decidere le sorti della nostra democrazia. Fino ai misteri dell’istituto parigino Hyperion, la scuola di lingue dietro cui si celava una rete logistica d’eccellenza protetta da entità straniere.

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    Hazet 36. Sergio Ramelli. Storia di un omicidio politico

    18.00

    Pino Casamassima

    Tutto comincia con un compito in classe in una scuola di Milano. Il professore chiede agli alunni di descrivere un episodio che li ha impressionati. Sergio Ramelli, che da poco ha aderito al Fronte della Gioventù, scrive un tema sul primo assassinio effettuato dalle Brigate rosse: i terroristi erano entrati in una sede del Msi e avevano ucciso due uomini a sangue freddo. È solo un ragazzo di diciott’anni, ma a scuola le sue idee diventano un caso. Fino a che, il 13 marzo 1975, un commando di giovani militanti di sinistra lo aggredisce con una chiave inglese, la tristemente nota Hazet 36. Sergio Ramelli morirà dopo quarantasette giorni di agonia. A 50 anni dai fatti, i retroscena giuridici di questa tragedia vengono rivelati da Guido Salvini, il magistrato che insieme a Maurizio Grigo riuscì ad appurare le responsabilità individuali della squadra del servizio d’ordine di Avanguardia operaia, dopo che per anni le indagini avevano girato a vuoto. Mentre Pino Casamassima ricostruisce gli eventi – dall’antefatto al processo – attraverso testimonianze inedite, come quella della sorella della vittima. Come si arrivò alla scoperta del covo di viale Bligny? Cosa ha causato, un anno dopo, l’assalto al bar di largo Porto di Classe? Una potente rievocazione di un episodio che ha segnato la storia degli anni di piombo, capace ancora oggi di incendiare gli animi, e che tratteggia un affresco dell’Italia degli opposti estremismi. Senza sconti per nessuno

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