“Appartengo a quella generazione che l’esperienza dei rifugi antiaerei l’ha vissuta in prima persona. Ricordo il primo allarme simulato alla scuola “Regina Elena”, oggi “Dante”. Era il 1940, forse il 1941. Si sapeva che ci sarebbe stato, niente di inatteso quindi, per non destare panico. A un certo momento gli altoparlanti distribuiti nelle varie classi incominciarono a scandire una voce che annunciava perentoria: “allarme aereo… allarme aereo…” poi altre parole che non ricordo. La maestra comandò l’attenti ed uscimmo tutti nei corridoi, per poi incominciare a scendere, classe dopo classe, in cantina. C’era un gran frastuono, un gran vocio, quasi una festa. Scoprimmo che le cantine erano state rinforzate con pali di legno e che si erano accumulati sacchetti di sabbia un po’ ovunque. Quando fummo tutti ammassati in quegli spazi stretti, venne dato il “cessato allarme”. Poi le bombe caddero davvero.” Andrea Pozza, valido fotografo col piacere della ricerca, si è addentrato nei meandri dei rifugi ancora accessibili, negli uffici che custodiscono tuttora i documenti di quegli anni, ha cercato, trovato, ricostruito. Con questo suo lavoro consegna ai bolzanini che c’erano, e a quelli che non c’erano, una vasta mole di informazioni, tutte interessanti, addirittura avvincenti. Questo suo libro è redatto in maniera discorsiva, è come una narrazione che dipana di capitolo in capitolo il racconto di una storia che si fa leggere come un romanzo. E’ il ricordo di cose che sono avvenute e che la città nasconde tuttora nel suo profondo, nelle cantine, nelle gallerie che s’addentrano nei monti che le fanno corona. Una realtà rimossa, che è opportuno far rivivere.
Andrea Pozza, valido fotografo col piacere della ricerca, si è addentrato nei meandri dei rifugi ancora accessibili, negli uffici che custodiscono tuttora i documenti di quegli anni, ha cercato, trovato, ricostruito. Sebastiano Parisi, giovane studioso a cui si deve anche un volume sui bombardamenti di Milano, ha invece svolto un’approfondita ricerca negli archivi inglesi e statunitensi, ricostruendo per la prima volta tutta la sequenza delle incursioni subite da Bolzano e dall’area del Brennero.
Brossura, 21 x 29,5 cm. pag. 242 con numerose foto b/n e alcune foto a colori
Back Yard e West Star, due nomi in codice che fino a pochi anni fa sono rimasti celati sotto il più stretto segreto militare. Erano i siti protetti, West Star nel comune di Affi, Back Yard nel comune di Grezzana, entrambi in provincia di Verona, dei principali comandi Nato di Aeronautica, Esercito e Marina destinati ad avere una funzione di comando, controllo e comunicazione in caso di guerra atomica. Nessuno ne ha mai parlato e sinora nessuno è mai entrato in questi luoghi, su cui sono nate numerose leggende. Oggi, grazie all’utilizzo di un’ampia documentazione inedita, si possono conoscere con precisione le funzioni di questi bunker. Inoltre l’accurata ricognizione fotografica realizzata da Andrea Pozza, Claudio Ricardo De Castro e Giorgio Trevisan svela ai nostri occhi una vasta e ramificata successione di tunnel, bunker, sale e locali, servizi, depositi, attrezzature, macchinari, segnali e cartine che regolavano la vita degli uomini incaricati di proteggere la frontiera orientale dell’Europa libera. Un ampio saggio storico di Leonardo Malatesta ci aiuta a capire le logiche militari e politiche che erano alla base della strategia Nato al tempo della Guerra Fredda e delle conseguenze che hanno avuto anche per il nostro Paese. Il mistero viene così svelato, ma si tratta solo del primo passo per la valorizzazione di questi importanti siti e per la conoscenza di un periodo storico che ha segnato la vita di almeno due generazioni di italiani.
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 145 quasi completamente illustrato con foto b/n
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