Quest’opera, facente parte di una serie di monografie storiche per immagini, è dedicato alla vita di Hitler a Obersalzberg tra il 1928 e il 1945. Il volume quasi interamente illustrato a colori, mostra grandi panorami montani, le visite ricevute da alti ufficiali, funzionari artisti, amici e dirigenti del partito. Alcune delle foto sono tratte da filmini privati.
Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag. 160 con circa 130 foto a colori a tutta pagina
Collana di volumi essenzialmente fotografici a colori di un pool di editori tedeschi (Arndt – Pour le Merite…) dedicati alla Germania, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. L’originalità di questi libri sono proprio le bellissime foto a colori originali risalenti all’epoca descritta. Gli argomenti trattati vanno dalle parate nelle diverse città tedesche ai decorati con Ritterkreuz, dagli aspetti prettamente militari a quelli politici. Ogni volume di circa 150/160 pagine presenta una parte introduttiva di circa 30 pagine in lingua tedesca a cui fa seguito la parte fotografica a colori, di cui molte a piena pagina, con esaustive didascalie. Il volume in questione fa riferimento alla nuova Cancelleria del Terzo Reich.
Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag. 174 completamente illustrato con circa 44 foto b/n e 108 foto a colori
“È stata una lunga ricerca. Dal 1974, anno incui terminai la stesura de La guerra di Hitler, ho raccolto la maggiorparte delle carte appartenenti al professor Theo Morell, compresi iverbali degli interrogatori che aveva sostenuto alla fine della guerra.Nel settembre 1981, mentre lavoravo nell’Archivio Nazionale diWashington, ho rinvenuto una scatola di cartone contenente gli appuntiterapeutici di Morell e tutto ciò che aveva annotato sullo stato disalute di Hitler. Evidentemente, temeva che, se qualcosa di negativofosse capitato ad un paziente di tale importanza, avrebbe dovutofornire alla Gestapo relazioni dettagliate. (…) Ho decifrato tutte leannotazioni, determinato la precisa indicazione di farmaci nonconvenzionali usati e raccolto opinioni mediche sia sui problemisanitari di Hitler che sui metodi di Morell. Il quadro sulla salute diHitler è ora completo”.
Fu la grave crisi di fiducia nei confronti dei suoi generali – in particolare Halder e Jodl -, sorta a motivo dell’arbitraria esecuzione delle sue direttive durante l’avanzata tedesca nel Caucaso nell’estate del 1942, a indurre Hitler a istituire il “Servizio Stenografico al quartier generale del Führer” (Stenographischer Dienst im Führerhauptquartier). A suo vedere, la registrazione stenografica delle riunioni con i collaboratori militari avrebbe evitato che i comandanti potessero in futuro addurre, a propria giustificazione, l’aver ricevuto ordini diversi da quelli effettivamente da lui trasmessi. Già nei primi due anni di guerra Hitler richiedeva due volte al giorno un rapporto sulla situazione bellica, senza però che i capi militari supremi venissero convocati, a meno che la situazione lo richiedesse. Con l’inizio della campagna orientale, le riunioni informative – che si tenevano nella cosiddetta “Wolfsschanze”, presso Rastenburg, nella Prussia Orientale – diventarono più regolari. Quando, a metà aprile 1945, l’attività degli stenografi presso il quartier generale del Führer si concluse, erano stati accumulati 103.000 fogli, redatti su una sola facciata. A fine mese, con il tracollo tedesco e in previsione dell’imminente occupazione americana, si dovette decidere il destino dei verbali; i primi di maggio del 1945, all’Hintersee, non distante da Berchtesgaden, i documenti furono bruciati (in tale decisione, fu determinate l’influenza dello storico militare Scherff, mentre l’ordine partì sostanzialmente da Bormann), ma un migliaio di pagine – quelle che costituiscono pressoché integralmente il materiale di questo libro, trascrizione fedele delle parole di Hitler nei suoi incontri con i vertici militari del Reich dal dicembre del ’42 alla primavera del ’45 – si salvarono, grazie al lavoro svolto dal Military Intelligence Service americano nei giorni immediatamente successivi all’occupazione. Di inestimabile valore storico.
Fu la grave crisi di fiducia nei confronti dei suoi generali – in particolare Halder e Jodl -, sorta a motivo dell’arbitraria esecuzione delle sue direttive durante l’avanzata tedesca nel Caucaso nell’estate del 1942, a indurre Hitler a istituire il “Servizio Stenografico al quartier generale del Führer” (Stenographischer Dienst im Führerhauptquartier). A suo vedere, la registrazione stenografica delle riunioni con i collaboratori militari avrebbe evitato che i comandanti potessero in futuro addurre, a propria giustificazione, l’aver ricevuto ordini diversi da quelli effettivamente da lui trasmessi. Già nei primi due anni di guerra Hitler richiedeva due volte al giorno un rapporto sulla situazione bellica, senza però che i capi militari supremi venissero convocati, a meno che la situazione lo richiedesse. Con l’inizio della campagna orientale, le riunioni informative – che si tenevano nella cosiddetta “Wolfsschanze”, presso Rastenburg, nella Prussia Orientale – diventarono più regolari. Quando, a metà aprile 1945, l’attività degli stenografi presso il quartier generale del Führer si concluse, erano stati accumulati 103.000 fogli, redatti su una sola facciata. A fine mese, con il tracollo tedesco e in previsione dell’imminente occupazione americana, si dovette decidere il destino dei verbali; i primi di maggio del 1945, all’Hintersee, non distante da Berchtesgaden, i documenti furono bruciati (in tale decisione, fu determinate l’influenza dello storico militare Scherff, mentre l’ordine partì sostanzialmente da Bormann), ma un migliaio di pagine – quelle che costituiscono pressoché integralmente il materiale di questo libro, trascrizione fedele delle parole di Hitler nei suoi incontri con i vertici militari del Reich dal dicembre del ’42 alla primavera del ’45 – si salvarono, grazie al lavoro svolto dal Military Intelligence Service americano nei giorni immediatamente successivi all’occupazione. Di inestimabile valore storico.
Idee sul destino del mondo è il titolo editoriale dato da Ar ai Bormann-Vermerke, le ‘registrazioni’ (talvolta, ‘regesti’) a cura di Bormann, ovvero la trascrizione delle conversazioni private di Adolf Hitler dal luglio 1941 all’aprile 1945. Più che a conversazioni, a parole in sequenza dialettica, qui assistiamo a considerazioni affermate ad alta voce, a monologhi pronunziati in un arco temporale che dall’apogeo della potenza del Führer giunge alla sconfitta militare. In questo testo si rinvengono quei pensieri che riverberano, nel modo più schietto, diretto, naturale (quindi ‘vero’) le proposizioni e i propositi in cui si manifesta la Weltanschauung di Hitler. Ecco quindi il significato straordinario, in termini di ‘rivelazione’, di queste scritture dichiarative: incomparabile con il senso di altre riflessioni, scritte od orali, del Führer – queste ultime connesse (se non ispirate, almeno in parte) a latenti esigenze dimostrativo-didascaliche, che ne affievoliscono il potenziale di conformità alle vere idee e alle vedute proprie dell’autore.
Rilegato, 15 x 21 cm. pag. 176 + 16 pagine a colori
1945. Gli eventi precipitano e un’ombra sempre più cupa si allunga sul destino della Germania nazionalsocialista. Adolf Hitler rivolge ai suoi uomini e a sé i discorsi definitivi: considerazioni su ciò che è stato e ciò che potrà essere – dopo la propria fine, ormai percepita come una certezza. I suoi ultimi discorsi ci mostrano il Fuhrer come una maschera shakespeariana: quasi un Re Lear, un Riccardo II stupefatto di fronte alla crudeltà dei casi. La tragedia preme su di lui. E un dramma fosco, furioso, in cui la Germania sta ormai vorticando. Tremenda la sua forza centrifuga, che disperde tutti i migliori auspici hitleriani, di grandi architetture geopolitiche fatte per nutrire il Volk, confermarlo, elevarlo. La tragedia profonda è nel fatto che le guerre siano necessarie, nel fatto che gli uomini non siano all’altezza della propria libertà, che libertà, per loro, significhi sempre resa al peggio. Per questo il Führer si sentì costretto a ricorrere ai soldati; per questo, sino alla fine, li esortava a non arrendersi.
Miguel Serrano nato a Santiago del Cile nel 1917, è il fondatore di quello che viene definito “hitlerismo esoterico”. Questa dottrina trova la sua esposizione in questo libro, un’opera composita che riunisce in se influenze eterogenee di natura mistica, esoterica e mitologica, producendo tuttavia al suo interno un’amalgama logico, coerente e ben strutturato. Serrano rappresenta l’unificazione di una fede politica uscita sconfitta dalla Seconda Guerra Mondiale con la corrente occultistica della seconda parte del ‘900. Egli pone la propria fede politica nel Nazionalsocialismo in un contesto surreale, così da farne un luogo del pensiero e delle idee, più che una realtà fattuale.
Brossura, 15 x 21 cm. pag. 317 + 32 pagine fuori testo con 46 foto b/n
Per la prima volta pubblicato dopo 60 anni il segretissimo Dossier 462A, risultato dell’Operazione Mito, l’indagine voluta da Stalin sugli ultimi giorni di vita di Adolf Hitler, le cause della sua morte e il destino del suo cadavere. Questa relazione e’ il frutto di alcuni anni di ricerche di due agenti russi e degli interrogatori di numerosi membri dell’entourage di Hitler
Rilegato, 15 x 23 cm. pag. 625 con alcune foto b/n
“Ogni grande movimento di questa terra” scrive Hitler nelle prime pagine del Mein Kampf “deve la propria crescita ai grandi oratori e non ai grandi scrittori.” Eppure, osserva: “Per l’esposizione armonica e coerente di una dottrina occorre che i suoi principi fondamentali siano fissati per sempre”. Nel 1924 Hitler ha bisogno di trovare ascolto presso i suoi sostenitori. Dal carcere di Landsberg, in cui è rinchiuso per alto tradimento dopo il putsch fallito, ridefinisce gli obiettivi del movimento, ne progetta l’evoluzione. Mette nero su bianco la sua visione del mondo. Questo saggio, basato su fonti archivistiche finora inaccessibili, dissipa la confusione sul manifesto di Hitler ripercorrendo la sua evoluzione dalla prima stesura alle controversie attuali, facendo luce sulla sua genesi ammantata di leggende e individuandone le fonti. Le informazioni autobiografiche, per esempio, non sono affidabili: il padre non era un oppositore della monarchia austroungarica, ma un funzionario doganale ripetutamente promosso per i suoi servigi e la sua lealtà. E poi, da dove derivò l’antisemitismo di Hitler? Come si sviluppò il dibattito dopo il 1945? Fu davvero un “bestseller mai letto”? O forse è vero il contrario, e milioni di tedeschi lessero la voce originale del Führer?
Cartonato con sovracopertina, 14 x 22 cm. pag. 356
Come si giunse al patto tedesco-sovietico di non aggressione dell’agosto 1939 e in quale modo si verificò la rottura Hitler-Stalin? Quale motivo spinse Hitler ad aggredire l’URSS, affrontando tutti i rischi di un’impresa del genere e proprio nel momento in cui sembrava che la vittoria tedesca sulla Gran Bretagna fosse solo una questione di tempo? L’aggressione fu un gesto inconsulto o fu determinata dal timore di un intervento di Stalin a fianco degli inglesi e dalla volontà di premunirsene? Il libro di Philipp Fabry, basato sull’esame di un’immensa quantità di documenti segreti, risponde a tutti questi enigmi storici, accendendo una luce di spietata consapevolezza su alcune fra le pagine più tragiche della storia contemporanea e dimostrando come Stalin e Molotov si dimostrarono superiori ai rivali tedeschi per abilità diplomatica e calcolo strategico.
Nei discorsi qui raccolti, Hitler chiamava a sé gli arditi del pensiero e del pennello, della parola e della visione, della previsione e del ricordo – perché l’effusione estetica ritornasse improntata a ingenuità e schiettezza. Perché l’arte fosse nuovamente l’occasione in cui l’animo ben intonato esprima meraviglia e venerazione di fronte al miracolo extramorale e vero della bellezza: si manifestasse in un vaso di fiori alla finestra davanti a un cielo viennese, nell’idillica cura minuta dell’artigiano, nel demone di bragia del guerriero, nella felice grazia degli amanti, nella fertile generosità di una madre che allatta, nell’increspatura di un lago in cui sia appena disceso il candido ventre del cigno. L’arte poteva così incidere in opere immortali, e comunicare, anche al contemplatore distratto, l’identità di bellezza e potenza, e quanto la politica dovesse custodire quella per crescere in questa.
Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 78 + 32 di illustrazioni b/n e colori
Dettato a Max Amann nell’estate del 1928, questo documento è il secondo libro di Hitler, o meglio, volendo contare separatamente i due volumi del Mein Kampf, è il terzo. Pur rappresentando un’elaborazione delle idee sulla politica estera tedesca come furono espresse nel secondo volume del Mein kampf, non si tratta di una mera ripetizione degli scritti anteriori ma, come telford Taylor giustamente afferma, “è nei particolari, nelle spiegazioni e nelle sfumature che sta il suo principale valore storico”. Dalla controversa questione del Sud Tirolo all’amicizia con lo Stato Italiano “sotto la guida del brillante statista Benito Mussolini”, dalla condanna dei capi della Germania imperiale dopo Bismarck, alle osservazioni sull’esercito tedesco, dalle considerazioni sull’Unione Americana quale potenza economica, alla teoria di una Russia “niente affatto stato anticapitalista”. Questi sono alcuni degli argomenti trattati attraverso i quali si potrà seguire lo svolgimento logico del pensiero politico di Hitler. Un pensiero che da lì a qualche anno sarebbe divenuto azione.
Il volume fa parte di una serie di monografie interamente illustrate dedicate ai conflitti e agli armamenti compresi nel periodo storico che va dall’inizio del XX secolo ai conflitti del secondo dopoguerra. Particolare enfasi viene riservata alle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale. Frutto di anni di ricerche negli archivi di tutto il mondo, questi volumi mostrano, attraverso centinaia di immagini in b/n accompagnate da esaustive didascalie, uomini, armi e mezzi nel contesto delle campagne militari a cui parteciparono. Il presente volume prende in esame specificatamente il personaggio simbolo, della Seconda Guerra Mondiale: Adolf Hitler, dagli anni dell’apprendistato fino alla caduta del nazionalsocialismo.
Brossura, 19 x 24,5 cm. pag. 176 interamente illustrato con foto b/n
Il volume fa parte di una serie di monografie interamente illustrate dedicate ai conflitti e agli armamenti compresi nel periodo storico che va dall’inizio del XX secolo ai conflitti del secondo dopoguerra. Particolare enfasi viene riservata alle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale. Frutto di anni di ricerche negli archivi di tutto il mondo, questi volumi mostrano, attraverso centinaia di immagini in b/n accompagnate da esaustive didascalie, uomini, armi e mezzi nel contesto delle campagne militari a cui parteciparono. Questo volume, particolare, è dedicato al capo indiscusso del nazionalsocialismo. Adolf Hitler.
Il volume fa parte di una serie di monografie interamente illustrate dedicate ai conflitti e agli armamenti compresi nel periodo storico che va dall’inizio del XX secolo ai conflitti del secondo dopoguerra. Particolare enfasi viene riservata alle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale. Frutto di anni di ricerche negli archivi di tutto il mondo, questi volumi mostrano, attraverso centinaia di immagini in b/n accompagnate da esaustive didascalie, uomini, armi e mezzi nel contesto delle campagne militari a cui parteciparono. Il presente volume prende in esame specificatamente la figura di Adolf Hitler e l’avvento del nazionalsocialismo in Germania.
Brossura, 19 x 24,5 cm. pag. 232 con circa 199 foto b/n e 7 illustrazioni b/n
Il volume fa parte di una serie di monografie interamente illustrate dedicate ai conflitti e agli armamenti compresi nel periodo storico che va dall’inizio del XX secolo ai conflitti del secondo dopoguerra. Particolare enfasi viene riservata alle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale. Frutto di anni di ricerche negli archivi di tutto il mondo, questi volumi mostrano, attraverso centinaia di immagini in b/n accompagnate da esaustive didascalie, uomini, armi e mezzi nel contesto delle campagne militari a cui parteciparono. Il presente volume prende in esame specificatamente le immagini riferite ad Adolf Hitler, provenienti dagli archivi di guerra tedeschi.
Brossura, 19 x 24,5 cm. pag. 144 illustrato con circa 179 foto b/n
Un paese che si estende in longitudine per 9.200 chilometri e in latitudine per 4.500, attraversato da ben 11 fusi orari e con confini non difesi da invalicabili barriere naturali, non poteva che scatenare la cupidigia degli invasori. Questo il destino militare della Russia, che sin dagli albori della sua formazione come Stato ha subito invasioni sia da Oriente sia da Occidente. Ma la Russia non ha nel suo destino di essere conquistata. Chi ha tentato di farlo, infatti, è andato incontro alla sconfitta e al disastro militare, come dimostrano le tre più famose invasioni della sua storia: quella svedese guidata dall’ambizioso re Carlo XII, quella francese comandata dal genio di Napoleone Bonaparte e quella tedesca sotto la folle pulsione sterminatrice di Adolf Hitler.
Perché furono le grandi famiglie alla guida di Wall Street – Ford, Rothschild e Rockefeller – a finanziare e sostenere l’ascesa del Terzo Reich? Perché Hitler menzionava continuamente la necessità di creare un Nuovo Ordine Mondiale, esattamente come fanno oggi i premier delle nazioni più avanzate? In questo libro l’autore intende svelare i segreti più gelosamente custoditi del nazionalsocialismo: dalla società esoterica da cui nacque – e i suoi legami con la Massoneria americana – ai riti occulti dei vertici del Reich, dalle spedizioni delle SS alla ricerca del passato ariano, per giungere alla teoria della Terra Cava. Attraverso documenti e ricerche che hanno impegnato per anni l’autore, viene rivelato cosa si nascondeva dietro la formula di saluto “Heil Hitler”, quali fossero le connessioni tra il capo carismatico del nazionalsocialismo e l’idea di salvezza spirituale del popolo tedesco, per quale motivo fu adottata la svastica come simbolo del partito, cosa successe nelle viscere del castello di Wewelsburg, quali erano le connessioni familiari tra Hitler e i Rothschild di Vienna. – Sinceramente sull’argomento ci sono libri migliori….
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 302 con circa 42 illustrazioni
Con questo libro voglio fornire al popolo tedesco un’illustrazione veritiera e priva di inganni su “Adolf Hitler soldato al fronte”. Come camerata ho avuto spesso l’opportunità di sentire le sue affermazioni sul conflitto, di essere testimone del suo valore e venire a conoscenza delle sue esemplari doti di carattere. Lungi da me l’idea di voler favorire in questo libro un qualsiasi partito, in quanto io stesso non appartengo a nessuno di essi. Si tratta semplicemente e soltanto del soldato Adolf Hitler, con il quale mi ha legato a poco a poco un cameratismo quale solo chi è stato realmente al fronte conosce. Hans Mend
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 179 con circa 52 foto b/n e 6 cartine
L’argomento trattato da questo lavoro di Giandomenico bardanzellu, è molto originale e particolare… Secondo una certa “intellighenzia” ostile al nazionalsocialismo, tutti i quadri, le fotografie ed gli oggetti che mostrano Hitler come individuo normale ed inoffensivo non devono essere esposti o commercializzati, perché potrebbero distogliere il pubblico dagli orrori e dalla brutalità dei nazisti, ossia rischierebbero di fare diminuire l’odio (hatred) contro Hitler!…
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 78 con numerose foto b/n. In allegato DVD
La formidabile macchina da guerra tedesca ebbe la sua punta di lancia nelle forze di terra agli ordini del Fuhrer, in particolare la Wehrmacht e le unità ad essa collegate. Il volume ne ripercorre l’evoluzione dai vittoriosi esordi degli anni 1939-40, esaminando le tappe chiave della sua esistenza: la folgorante campagna occidentale, la guerra in Africa settentrionale e l’imponente quanto devastante sforzo bellico profuso nell’invasione dell’Unione Sovietica, fino all’annientamento finale nel 1945. Nei primi tre anni di guerra, l’esercito tedesco fu praticamente inattaccabile, mentre in quelli della disfatta fu un’irriducibile forza di difesa. Il libro, con il supporto di un vasto e puntuale apparato iconografico, si propone di dimostrare in che modo esso si guadagnò la propria reputazione e fino a che punto questa era giustificata.
Brossura 17 x 24 pagg. 477 completamente illustrato b/n e colori
Leon Degrelle ricorda come Hitler abbia affermato in numerose occasioni: “Dopo la guerra cambierò il nome di Berlino, affinché questa città appaia come la capitale non più dei soli tedeschi, ma di tutti”. Nelle intenzioni del Fuhrer, Berlino doveva diventare la capitale di tutti gli europei e, considerata la egemonia mondiale esercitata dall’Europa, la capitale del mondo intero. Dalle ultime conferenze militari del Fuhrer – qui inserite in un vivace, palpitante quadro storico disegnato da Adriano Romualdi -,traspare la sua illusione di muovere al contrattacco da Berlino: immaginando che pure una sola vittoria conseguita in una controffensiva tedesca avrebbe persuaso inglesi e americani ad allearsi alla Germania nazionalsocialista contro l’Unione Sovietica. Se fino all’ultimo il Fuhrer cade in un abbaglio riguardo agli angloamericani, un elemento non ingannevole ispira il realismo della sua fervida ammirazione: il valore dei difensori di Berlino. Tedeschi, francesi, spagnoli, scandinavi, olandesi, lettoni, belgi lottano sino all’estremo, nella Berlino storica e geografica, per la capitale simbolica e intemporale – la Berlino caput mundi.
Brossura 14,5 x 21,5 cm. pag. 110 + 16 pagine fuori testo con 13 immagini b/n
Darius Caasy, giornalista che si è fatto conoscere in Italia per alcuni suoi articoli sensazionali pubblicati sui quotidiani, si è dedicato particolarmente a servizi di carattere internazionale, come quella, ultima in ordine di tempo, sulla preparazione bellica russa e americana nelle regioni artiche, in previsione di un terzo conflitto mondiale. In questo volume, l’autore dimostra come nella Seconda Guerra Mondiale, le nazioni in lotta abbiano tutte teso allo stesso scopo: imporre una egemonia politico-economica. Altre sue teorie sono molto più teoriche. Lasciamo ai lettori il giudizio critico.
“Lo trovai a pagina 168. Stavo sfogliando da un pezzo il libro davanti a me ed ero sorpreso da quanto ci volesse per scoprire una traccia di lui, una qualsiasi. Ora l’avevo trovata. La foto al centro di pagina 168 della storia ufficiale del 1932 del Reggimento “List” lo mostrava nel suo lungo cappotto grigio, un elmo chiodato sulla testa e un fucile appeso alla spalla destra. Se non fosse stato per la didascalia, non l’avrei riconosciuto. L’immagine era di qualità così scadente che tutto ciò che riuscivo a distinguere del suo viso erano i baffi. Ma la didascalia mi disse chi era: volontario di guerra Adolf Hitler, portaordini del reggimento, maggio 1915″. Quest’immagine sfocata assumerà sempre più nitidezza nel corso dello studio di Thomas Weber, il primo a trattare con completezza la partecipazione di Adolf Hitler alla Grande Guerra. Scelta vincente dell’autore è partire proprio prendendo in esame il reggimento List, di cui Hitler fece parte per tutto il conflitto. “La Grande Guerra di Hitler” dipana la sua esperienza bellica e quella degli uomini del reggimento, raccontando la loro storia nel momento in cui il mondo degli imperi del XIX secolo moriva e nasceva la moderna epoca di distruzione, guerra totale. La prima parte del libro descrive l’impatto che ebbero su di essi gli anni del conflitto, seguendoli da quando lo scoppio della guerra li sradicò dalle loro comunità bavaresi per trascinarli nelle trincee fangose delle Fiandre e della Francia settentrionale, fino alla sconfitta e al caotico ritorno in patria nel 1918. La seconda parte mostra il ruolo dell’esperienza bellica di Hitler e quello degli uomini del reggimento nell’ascesa al potere del nazionalsocialismo, nell’impero hitleriano e nella Germania occupata dagli americani.
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 512 + 16 pagine fuori testo con foto b/n
All’uscita del libro “The Times” aveva scritto: “Il lettore è immediatamente affascinato dalla descrizione della guerra 1939-45 fatta attraverso gli occhi di Hitler, come da dietro la sua scrivania”. Con semplice chiarezza Irving ci presenta Hitler come lo vedevano quanti gli erano vicini: generali e autisti, gerarchi del partito e stenografi, diplomatici e segretarie. Per fare questo l’Autore ha vagliato attentamente tutte le fonti di cui si è avvalso, fino a far sottoporre a esame chimico alcuni testi, scoprendo che molte fonti a cui avevano attinto altri “storici” si rivelavano delle falsità ordite, per i motivi più disparati, a scapito della verità, perchè quando si trattava di scrivere di Hitler nessuna menzogna era esagerata18 x 25 cm. e nessuna leggenda troppo assurda. Fra gli altri l’Autore ha usato i diari di Fedor von Bock, Erhard Milch, Erich von Manstein, Wilhelm Leeb, Erwin Lahousen, Eduard Wagner, Theo Morelli, oppure la documentazione messa a disposizione da Christa Schroeder, una delle segretarie private di Hitler, gli appunti di Hermann Goering e le carte private di Walter Darré, i diari del feldmaresciallo von Richthofen…
Rilegato, 18 x 25 cm. pag. 1000 + 64 pagine fuori testo con circa 104 foto b/n e 28 cartine
L’anno compreso tra la Giornata commemorativa degli eroi del 1941 e quella del 1942, come riassunto nei discorsi del Führer di questo volume, è segnato soprattutto da due eventi storicamente di portata mondiale. Uno è la contrapposizione tra un blocco europeo posto sotto la guida del Reich e le potenze bolsceviche; l’altro è che, con l’intervento del Giappone nell’Asia orientale e con l’entrata in guerra degli Stati Uniti d’America, il conflitto, finora essenzialmente europeo, si è letteralmente esteso a guerra mondiale.
Il XX secolo è stato prodigo nell’uso delle milizie nella sfera politica. Una delle manifestazioni di ciò fu l’esistenza di formazioni para-militari che agivano agli ordini dei partiti politici, fenomeno che si verificò soprattutto in seguito alla Prima Guerra Mondiale. A causa della sua trascendenza nella storia, la più importante di queste milizie era la Guardia Rossa del partito bolscevico. Il risultato dell’azione di quella Guardia Rossa fu un regime, il Soviet, che impose la sua politica dittatoriale alla Russia e ai suoi territori controllati dal 1917 al 1991. Ma la più famosa delle milizie politiche del XX secolo era conosciuta come “Sturm Abteilung” (SA o Sezione Assalto), legata al NSDAP, il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. L’esistenza delle SA, lungi dall’essere una rarità o un capriccio di Hitler e degli altri leader nazionalsocialisti, era solo un altro sintomo della radicalizzazione che caratterizzava la vita politica nella Germania tra le due guerre. Sebbene l’organizzazione perse la capacità di influenzare le principali decisioni politiche dopo la “notte dei lunghi coltelli”, dal 1934 al 1945 mantenne una notevole influenza nella società tedesca. Dopo la vittoria degli Alleati, il Tribunale di Norimberga condannò un gran numero di capi politici e militari del Terzo Reich, ma nessuno di quelli processati era un menvro delle SA e alla stessa formazione, non venne attribuita la nomea di organizzazione “criminale” come invece avvenne per le SS.
Nel novembre 1945, due ufficiali francesi entrarono di nascosto nel bunker del Führer. Torcia in mano, scoprono i diversi pezzi di quella che fu la residenza “ultima” di Adolf Hitler. Nel mezzo di una pila di mobili e oggetti rotti, centinaia di documenti spargono il terreno. I due ufficiali prendono alcuni documenti che considerano interessanti. Tra questi ci sono una dozzina di telegrammi di primaria importanza storica che ci permettono di comprendere lo stato mentale dei soldati, degli ufficiali e dei dignitari del Terzo Reich e gli eventi che si svolgono tra il 23 e il 26 aprile 1945. Sono questi documenti che il presente volume riporta in esclusiva e che sono commentati da Paul Villatoux e Xavier Aiolfi specialisti della Seconda Guerra Mondiale.
Rilegato, 21,5 x 30,5 cm. pag. 128 illustrato con foto b/n e colori
“E’ raro, credo, che un uomo possa dopo 20 anni presentarsi ai suoi compagni di Partito senza aver dovuto apportare nel frattempo alcun mutamento al suo programma. La riunione odierna richiama, alla nostra mente innanzi tutto la sera di dieci anni or sono, che potemmo ancora celebrare nella vecchia sala; ce la ricorda poichè anche allora noi ci trovavamo impegnati nella dura lotta per la conquista del potere in Germania, lotta altrettanto decisiva per il nostro destino quanto quella che combattiamo ora”.
È l’estate del 2011. Adolf Hitler si sveglia in uno di quei campi incolti e quasi abbandonati che ancora si possono incontrare nel centro di Berlino. Egli non può fare a meno di notare che la guerra sembra cessata; che intorno a lui non ci sono i suoi fedelissimi commilitoni; che non c’è traccia di Eva. Non può non sentire un forte odore di benzina esalare dalla sua divisa sudicia e logora; e non riesce a spiegarsi l’intorpidimento delle sue articolazioni e la difficoltà che prova nel muovere i primi passi in una città piuttosto diversa da come la ricordava. Regna infatti la pace; ci sono molti stranieri; e una donna (sì, proprio una donna, per giunta goffa), tale Angela Merkel, è alla guida del Reich. 66 anni dopo la sua fine nel Bunker, contro ogni previsione, Adolf inizia una nuova carriera, stavolta a partire dalla televisione. Questo nuovo Hitler non è, tuttavia, né un imitatore, né una controfigura. È proprio lui, e non fa né dice nulla per nasconderlo, anzi, è tremendamente reale. Eppure nessuno gli crede: tutti lo prendono per uno straordinario comico, tutti lo cercano, tutti lo vogliono, tutti lo imitano.
Con questo volume, illustrato con disegni ed incisioni originali del pittore tedesco Wolfang von Schemm, dedicato come i precedenti ad Adolf Hitler, suo maestro, si conclude la trilogia sull’Hitlerismo Esoterico, rivelazione di un segreto custodito per anni e ora palesabile perché si sta compiendo il Ciclo del Destino. Il volume si divide in tre parti: Cosmogonia rivelata, Il Vello d’oro, Il mistero del Fuhrer e l’incarnazione dell’Avatara. In appendice: La massoneria, La persecuzione e l’espulsione dei giudei è millenaria, Riproduzione di “Nuovissima Raccolta di leggi Spagnole”, La festa del Purim, I Giudei nel mondo di colore. Il volume è completato da un Glossario dei termini con loro spiegazione e significato e un indice dei nomi.
Brossura 15 x 21 cm. pag. 400 con alcune illustrazioni b/n
Autentico manifesto politico scritto con lo scopo di far comprendere il nazionalsocialismo (e il fascismo cui era intimamente connesso) nel suo senso più profondo, nella sua essenza, situandolo nelle ccongiunture geopolitiche e temporali. Espone le idee fondamentali del nazionalsocialismo contro il bolscevismo, la concezione del mondo e l’organizzazione del movimento, la sua propaganda. Analizza le politiche delle alleanze e gli orientamenti della Germania del primo dopoguerra e ribadisce il diritto dei popoli all’autodifesa. Questa edizione pubblicata dalle edizioni di Ar, riunisce ambedue i libri scritti da Hitler, il Mein kampf e il Mein Leben, in una edizione anastatica della Bompiani degli anni trenta con l’aggiunta di 32 pagine di illustrazioni che riportano gli acquerelli di Hitler, a colori e b/n.
Rilegato, 14,5 x 21,5 cm. pag. 802 + 32 pagine fuori testo con foto a colori e b/n
Unificate le due edizioni separate del Mein Kampf volume I e II e, come nell’originale dell’epoca, rimossa qui l’appendice che era presente nel volume I e da noi riportata fedelmente. Dalla quarta di copertina: Il 1° aprile 1924, in base al verdetto del Tribunale popolare di Monaco, dovetti iniziare – a partire da tale giorno – la mia prigionia a Landsberg am Lech. Così, mi si offrì per la prima volta, dopo anni di ininterrotto lavoro, la possibilità di iniziare uno scritto che era richiesto da molti, e da me stesso sentito come utile per il Movimento. Ho quindi deciso di spiegare in due volumi non soltanto gli obiettivi del nostro Movimento, bensì di tracciare anche un quadro dello sviluppo degli stessi. Da essi ci sarà da imparare più che da qualsiasi trattato puramente dottrinale. Inoltre, ebbi anche l’opportunità di fornire una descrizione del mio stesso divenire, nella misura in cui essa sia necessaria per comprendere sia il primo sia il secondo volume, e possa servire per demolire la disgustosa leggenda creata dalla stampa giudaica sulla mia persona. Con ciò, mi rivolgo con quest’opera non agli estranei, bensì a quei seguaci del Movimento che gli appartengono con il cuore e la cui mente ora aspira a una spiegazione più profonda. A tal riguardo, questi due volumi devono valere come pietre da costruzione che io apporto all’opera in comune. Landsberg am Lech, Prigione della Fortezza. L’autore
Autentico manifesto politico scritto con lo scopo di far comprendere il nazionalsocialismo (e il fascismo cui era intimamente connesso) nel suo senso più profondo, nella sua essenza, situandolo nelle ccongiunture geopolitiche e temporali. Espone le idee fondamentali del nazionalsocialismo contro il bolscevismo, la concezione del mondo e l’organizzazione del movimento, la sua propaganda. Analizza le politiche delle alleanze e gli orientamenti della Germania del primo dopoguerra e ribadisce il diritto dei popoli all’autodifesa.
Completamente ritradotto e reso conforme all’originale tedesco, questo volume corrisponde a quanto è noto (soltanto all’estero) come “Mein Leben”. Si è utilizzata la prima edizione del 1925, tant’è che vi sono presenti circa 35 pagine d’Appendice che Adolf Hitler poi decise di non allegare nelle edizioni successive. Assenza di commenti, note soltanto dov’è stato necessario. Dalla quarta di copertina: Il 1° aprile 1924, in base al verdetto del Tribunale popolare di Monaco, dovetti iniziare – a partire da tale giorno – la mia prigionia a Landsberg am Lech. Così, mi si offrì per la prima volta, dopo anni di ininterrotto lavoro, la possibilità di iniziare uno scritto che era richiesto da molti, e da me stesso sentito come utile per il Movimento. Ho quindi deciso di spiegare in due volumi non soltanto gli obiettivi del nostro Movimento, bensì di tracciare anche un quadro dello sviluppo degli stessi. Da essi ci sarà da imparare più che da qualsiasi trattato puramente dottrinale. Inoltre, ebbi anche l’opportunità di fornire una descrizione del mio stesso divenire, nella misura in cui essa sia necessaria per comprendere sia il primo sia il secondo volume, e possa servire per demolire la disgustosa leggenda creata dalla stampa giudaica sulla mia persona. Con ciò, mi rivolgo con quest’opera non agli estranei, bensì a quei seguaci del Movimento che gli appartengono con il cuore e la cui mente ora aspira a una spiegazione più profonda. A tal riguardo, questi due volumi devono valere come pietre da costruzione che io apporto all’opera in comune. Landsberg am Lech, Prigione della Fortezza. L’autore
Completamente ritradotto e reso conforme all’originale tedesco, questo volume segue al vol. I, ovvero a quello che è noto (soltanto all’estero) come “Mein Leben”. Assenza di commenti, note soltanto dove si sono rese necessarie. Dalla quarta di copertina: Il 9 novembre 1923, nel quarto anno della sua esistenza, il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori fu sciolto e proibito in tutto il territorio del Reich. Oggi, nel novembre 1926, è di nuovo libero dinanzi a noi in tutto il Reich, più vigoroso e più saldo che mai al suo interno. Tutte le persecuzioni del Movimento e dei suoi singoli capi, tutte le imprecazioni e le calunnie non riuscirono a danneggiarlo. La giustezza delle sue idee, la purezza della sua volontà, la prontezza al sacrificio dei suoi aderenti l’hanno fatto uscire più forte che mai da tutte le repressioni finora subite. Se esso, nel mondo della nostra odierna corruzione parlamentare, riflette sempre più sulla profonda natura della sua lotta e si sente la pura incarnazione dei valori della razza e della persona, e si regola di conseguenza, otterrà un giorno – a causa di una legittimità quasi matematica – la vittoria nella sua battaglia. Proprio come la Germania deve ottenere necessariamente il posto che le è dovuto su questa terra, se sarà guidata e organizzata in conformità con questi stessi princìpi. Uno Stato, che nell’èra dell’avvelenamento razziale si dedica alla cura dei suoi migliori elementi razziali, deve diventare un giorno il signore della terra. Possano i seguaci del nostro Movimento mai scordarlo, se la grandezza del sacrificio li dovesse mai indurre a un timoroso paragone con il possibile successo.
Ad Monacos”: era questo l’antico nome, in latino, della futura capitale della Baviera, a motivo dell’esistenza d’un monastero nei pressi dell’iniziale insediamento urbano. Un recente studio sulle migliori qualità di vita ha classificato tra le prime al mondo la città bavarese, centro culturale e turistico di fama mondiale, meta di viaggiatori, studiosi e artisti provenienti da ogni Paese. La presente proposta editoriale s’apre con un profilo storico, proseguendo con il recupero di un raro testo a più voci risalente al 1939, concepito su incarico dell’allora borgomastro Karl Fiehler e arricchito di disegni e fotografie. Nella traduzione italiana si sono mantenute le espressioni nella loro forma originale, al fine di rispettare la personalità dei vari compilatori conservando intatto lo stile narrativo proprio dell’epoca. L’ultima parte, a colori, è la fedele riproduzione di una brochure turistica, anch’essa risalente all’immediato anteguerra e nella quale vengono raffigurati alcuni luoghi di maggior interesse culturale e artistico. L’allegato dvd, elaborato da Paolo Balmas con suggestivo sottofondo musicale, racchiude quasi cent’anni di storia monacense (dal fallito putsch del 1923 fino al risanamento urbano dopo le distruzioni provocate dai bombardamenti): attraverso l’avvicendarsi delle inquadrature di identici scorci nei diversi momenti storici, riprese con certosino impegno dallo studioso olandese Jeroen Ruiter, presente e passato si confrontano determinando un’atmosfera davvero singolare.
Brossura, 21 x 24,5 cm. pag. 184 quasi completamnete illustrato con foto a colori e b/n. In allegato DVD con fotografie antiche e moderne della città
Conversazioni di Hitler a tavola (in tedesco: Tischgespräche im Führerhauptquartier) è il titolo dato a una serie di monologhi di Adolf Hitler, trascritti dal 1941 al 1944. Le osservazioni di Hitler furono registrate da Heinrich Heim, Henry Picker e Martin Bormann e successivamente pubblicate da diversi editori con titoli diversi in quattro lingue. Martin Bormann, segretario privato di Hitler, convinse lo stesso Hitler a consentire a una squadra di ufficiali, scelti appositamente di registrare, in stenografia le sue conversazioni private per tramandarle ai posteri. I primi appunti furono presi dall’avvocato Heinrich Heim, a partire dal 5 luglio 1941 fino a metà marzo 1942. Henry Picker prese appunti dal 21 marzo 1942 al 2 agosto 1942, dopodiché Heinrich Heim e Martin Bormann continuarono ad aggiungere del materiale saltuariamente fino al 1944. I colloqui furono registrati al Führerhauptquartiere in compagnia della cerchia ristretta di Hitler: gli argomenti si soffermano sulla guerra e gli affari esteri, ma anche sugli atteggiamenti di Hitler nei confronti della religione, della cultura, della filosofia, delle sue aspirazioni personali e dei suoi sentimenti nei confronti dei suoi nemici e amici. La storia del documento è relativamente complessa poiché furono coinvolte numerose persone, in tempi e momenti diversi, che raccolsero diverse porzioni dei discorsi: questo portò ad avere due raccolte distinte, poi tradotte in più lingue. Tutte le edizioni e le traduzioni si basarono sui due taccuini tedeschi originali, uno tenuto da Henry Picker e l’altro basato sul taccuino più completo di Martin Bormann.
Brossura, 15,5 x 21,5 cm. pag. 772
Stampato nel 1954 da Richter
Condizioni del libro: usato in buone condizioni. Segni del tempo
Per comunicare le aspirazioni del proprio regime, Hitler intese affidarsi a un’arte che risultasse solida, netta, estroversa, ’biologicamente corretta’. Nei discorsi qui raccolti, il Führer chiamava a sé gli arditi del pensiero e del pennello, della parola e della visione, della previsione e del ricordo: perché l’effusione estetica potesse ritornare ingenua e schietta, ovvero classica, e si concentrasse unicamente sulla grande ambizione di “volgere la realtà in figura, vale a dire in destino.”
Brossura, 17 x 24 cm. pag. 80 con alcune foto b/n
Stampato nel 1977 da Ar
Condizioni del libro: usato in buone condizioni. Piccola piega nella quarta di coprtina in basso a sinistra
Si ritiene comunemente che la Seconda Guerra Mondiale scoppiò per diretta responsabilità della Germania nazionalsocialista e dei suoi alleati. Eppure numerose ricerche storiche sembrano dimostrare che il conflitto raggiunse una dimensione planetaria per la precisa volontà di parte dell’amministrazione statunitense. In questo volume, incardinato su due discorsi tenuti al reichstag da Adolf Hitler e su una corrispondenza di Roosevelt con lo stesso, si intende offrire una panoramica di studi e documenti originali, nel tentativo di ridisegnare le conoscenze comunemente acquisite sulle cause e dinamiche che trascinarono il mondo verso un conflitto disastroso, i cui esiti ancora si ripercuotono, condizionandola, sulla contemporaneità.
In queste pagine sono raccolti e ordinati i pensieri del Fuhrer quali risultano dai suoi scritti, dai suoi discorsi, dalle sue dichiarazioni e dalle conversazioni edite dopo la morte.
Il presente volume è dedicato alla memoria dei sette affiliati alla “Società di Thule”, il cui sacrificio è stato consumato al Liceo Leopoldiano, e di quanti, affiliati alla “Thule2″ed alla “Lega di Combattimento”, hanno perso la vita partecipando, inquadrati nei Corpi Volontari, alla liberazione di Monaco, ed a tutti quelli che hanno collaborato alla preparazione della riscossa, durante il periodo critico della Repubblica di Weimar. E’ intitolato “Prima che Hitler venisse” poichè vi sono narrate le vicende del movimento nazionalsocialista occorse nel periodo compreso tra i suoi modesti esordi nelle ultime fasi della Prima Guerra Mondiale e l’avvento del Fuhrer Adolf Hitler.
Brossura 14,50 x 21 cm. pag. 246 con 21 illustrazioni b/n
Collana di volumi essenzialmente fotografici a colori di un pool di editori tedeschi (Arndt – Pour le Merite…) dedicati alla Germania, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. L’originalità di questi libri sono proprio le bellissime foto a colori originali risalenti all’epoca descritta. Gli argomenti trattati vanno dalle parate nelle diverse città tedesche ai decorati con Ritterkreuz, dagli aspetti prettamente militari a quelli politici. Ogni volume di circa 150/160 pagine presenta una parte introduttiva di circa 30 pagine in lingua tedesca a cui fa seguito la parte fotografica a colori, di cui molte a piena pagina, con esaustive didascalie. Il volume in questione fa riferimento al ministro del Terzo Reich Rudolf Hess.
Rilegato, 21,5 x 30 cm. pag. 159 interamente illustrato con circa 107 foto b/n e 20 tra foto e illustrazioni a colori
“Dedicato al 1925, questo volume consente di ripercorrere, attraverso le parole di Adolf Hitler e non solo, quelli che furono gli eventi salienti che interessarono il Movimento nazionalsocialista proprio in questo anno, fondamentale per la chiara definizione di quei principi guida che costituiranno l’ossatura del rifondato NSDAP e che ne determineranno la propaganda.
Se il 1925 fu l’anno della rifondazione del Partito e del Movimento nazionalsocialista, il 1926 segna l’inizio di un importante cambio di marcia su più fronti, volto al rinsaldamento, al consolidamento di entrambi. Come si avrà modo di evincere dagli scritti e dai discorsi di Adolf Hitler, tante e variegate saranno le dispute e le battaglie che lo vedranno protagonista per rendere sempre più chiari gli obiettivi del Partito, per affermare, ancora una volta, l’integrità e la coerenza del Movimento, per conquistare i Volksgenossen irretiti dal marxismo e dalle idee internazionaliste.
Se oggi vi parlo nuovamente dopo tanti mesi, non accade per giustificarmi di fronte ad uno di quegli uomini di Stato che poco tempo fa si meravigliavano del mio lungo silenzio. I posteri potranno un giorno riflettere e constatare che cosa sia stato più importante in questi tre mesi e mezzo, se i vuoti discorsi del signor Churchill o le mie azioni…”.
Brossura, 14 x 21 cm. pag. 56 con 24 foto b/n. In allegato il cd audio del discorso originale
I rapporti tra Hitler e Stalin – Il patto Ribbentropp-Molotov. Gli autori ricostruiscono ora per ora gli eventi politici e militari che culminarono nell'”operazione Barbarossa”: Danzica e la spartizione della Polonia, l’annessione sovietica di Estonia, Lituania e Lettonia, la guerra d’inveno in Finlandia, il disastro di Dunkerque e i tedeschi a Parigi, la caduta del governo Chamberlain e l’ascesa di Churchill. Al centro, la tela faticosamente intessuta da Ribbentrop e Molotov nei loro colloqui, nelle schermaglie diplomatiche, nei calcoli e nelle contromosse delle loro cancellerie. Il volume ci restituisce anche gli aspetti più minuti ma rivelatori: illumina i panorami e gli ambienti che ne furono la cornice, ripercorre la vita quotidiana dei grandi protagonisti di quella tragedia colossale, ci trasmette le intuizioni e le incertezze di quei momenti fatali. Gli Autori riescono così ad illuminare i retroscena e a comporre quel grande mosaico di avvenimenti che portarono allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Rilegato, 16 x 22,5 cm. pag. 795 + 24 pagine fuori testo con 48 foto b/n
Stampato nel 1989 da Rizzoli
Condizioni del libro: usato in perfette condizioni con sovracopertina
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