Vademecum del detenuto – Manuale per sopravvivere in un carcere italiano

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Che cosa sia, in realtà, il carcere, la gente comune non lo sa! Per i più non è soltanto un posto dove si sconta una pena ma, secondo i casi: — una sorta di albergo con le porte girevoli (“tanto li mettono fuori subito”, lamenta il “benpensante”);— una discarica dove vengono gettati quei soggetti che la società dei consumi reputa inutili perché improduttivi e dannosi; — il luogo dove si concentrano tutti i vizi e le malefatte del mondo. I “benpensanti” non immaginano nemmeno lontanamente quanto sia facile entrare in carcere e quanto sia lungo e scrupoloso l’iter che porta alla concessione di una misura alternativa o di qualsiasi altro beneficio penitenziario. Coloro che considerano la società colpevole di sbarazzarsi dei soggetti improduttivi dimenticano la responsabilità individuale. Nel terzo caso, invece, il carcere viene visto e considerato come un girone dantesco (dell’Inferno, ovviamente) e coloro che vi entrano, delinquenti irrecuperabili, dimenticando che, fino al giorno precedente erano cittadini normali, con la loro vita e la loro famiglia, con i loro pregi e i loro difetti, insomma persone qualsiasi, magari considerate per bene, che all’improvviso diventano “mostri” da sbattere in prima pagina o da citare nei telegiornali. Detto questo, il Vademecum non è stato scritto solo per chi entra in carcere per la prima volta, ma per tutti quelli che, ricaveranno da queste pagine la descrizione della vita e delle regole di un posto che non è un albergo a cinque stelle e neppure un inferno, ma una realtà nella quale si trovano a convivere, proprio come all’esterno, persone di etnie e culture diverse, agnostici e credenti, umili e prepotenti, guardie e ladri, volonterosi e menefreghisti ecc.

Brossura, 15 x 21 cm. pag. 109

Stampato nel 2015 da Aga Editrice

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Descrizione

Gilberto Cavallini – Erminio Colanero

Che cosa sia, in realtà, il carcere, la gente comune non lo sa! Per i più non è soltanto un posto dove si sconta una pena ma, secondo i casi: — una sorta di albergo con le porte girevoli (“tanto li mettono fuori subito”, lamenta il “benpensante”);— una discarica dove vengono gettati quei soggetti che la società dei consumi reputa inutili perché improduttivi e dannosi; — il luogo dove si concentrano tutti i vizi e le malefatte del mondo. I “benpensanti” non immaginano nemmeno lontanamente quanto sia facile entrare in carcere e quanto sia lungo e scrupoloso l’iter che porta alla concessione di una misura alternativa o di qualsiasi altro beneficio penitenziario. Coloro che considerano la società colpevole di sbarazzarsi dei soggetti improduttivi dimenticano la responsabilità individuale. Nel terzo caso, invece, il carcere viene visto e considerato come un girone dantesco (dell’Inferno, ovviamente) e coloro che vi entrano, delinquenti irrecuperabili, dimenticando che, fino al giorno precedente erano cittadini normali, con la loro vita e la loro famiglia, con i loro pregi e i loro difetti, insomma persone qualsiasi, magari considerate per bene, che all’improvviso diventano “mostri” da sbattere in prima pagina o da citare nei telegiornali. Detto questo, il Vademecum non è stato scritto solo per chi entra in carcere per la prima volta, ma per tutti quelli che, ricaveranno da queste pagine la descrizione della vita e delle regole di un posto che non è un albergo a cinque stelle e neppure un inferno, ma una realtà nella quale si trovano a convivere, proprio come all’esterno, persone di etnie e culture diverse, agnostici e credenti, umili e prepotenti, guardie e ladri, volonterosi e menefreghisti ecc.

Brossura, 15 x 21 cm. pag. 109

Stampato nel 2015 da Aga Editrice

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