Descrizione
Alfredo Villano
Nell’aprile 1945 la classe dirigente antifascista delegò alle Corti straordinarie d’assise la punizione di coloro che aderirono alla Rsi e aiutarono l’occupante tedesco. Sui collaborazionisti venne scaricata in maniera chiara e incontrovertibile la più ampia parte di responsabilità del disastro generale di un Paese. Punire rapidamente e in maniera rigorosa i ‘traditori della patria’, infatti, avrebbe dovuto placare la rabbia popolare in contesti locali ancora squassati dagli echi della guerra civile e sarebbe dovuto servire a tracciare, nel quadro dell’impossibile epurazione di una comunità nazionale compromessa per decenni con il regime mussoliniano, almeno un simbolico solco tra ultimo fascismo e nuovo sistema democratico. Furono migliaia le pene detentive comminate dalle Csa, diverse centinaia le condanne a morte emesse e svariate decine i fascisti repubblicani fucilati. Il guardasigilli Togliatti valutò insindacabilmente le suppliche nella prima fase di attività di queste corti. Egli dovette districarsi tra la necessità di una celere ed esemplare giustizia e pratiche di grazia da cui emergevano processi irregolari; interventi della Chiesa a favore dei collaborazionisti; criminali crudeli e spietati tuttavia capaci di salvare partigiani; fascisti più o meno irriducibili che chiedevano di arruolarsi contro il Giappone per salvare la pelle. Gli Alleati, in sede di grazia, lasciarono carta bianca a Togliatti il quale dovette tuttavia prendere atto della sostanziale ritrosia dei vari corpi armati a costituire i plotoni di esecuzione.
Brossura, 15 x 21 cm. pag. 458
Stampato nel 2025 da Eclettica



53-224x320.jpg)
53.jpg)



























