Città in guerra. Appunti di geopolitica urbana

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Francesco Chiodelli

Un’ipotetica bomba nucleare su Milano, l’assedio di Sarajevo durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina, le macerie di Gaza, i droni sul cielo di Falluja, gli attentati alle Torri Gemelle, i militari in mimetica nelle nostre piazze, le telecamere che ci seguono ovunque: che cosa lega elementi e scenari così diversi? Città in guerra prova a rispondere a questa domanda, mostrando come il campo di battaglia decisivo del nostro tempo non siano più le giungle, le montagne o le campagne, ma lo spazio urbano in cui viviamo ogni giorno. Francesco Chiodelli intreccia geopolitica, studi urbani, geografia e tecnologia militare per raccontare l’urbanizzazione della guerra: dai bombardamenti nucleari simulati ai conflitti asimmetrici nelle megacittà del Sud globale; dall’urbicidio che mira a cancellare intere città e identità collettive, alla crescente militarizzazione silenziosa delle metropoli occidentali, tra zone rosse, stati di eccezione, sorveglianza digitale e architettura difensiva. Ne emerge un quadro inquietante: la linea di confine tra guerra e pace, tra militare e civile, tra polizia ed esercito, tra sicurezza e repressione è sempre più sfumata. E le nostre città diventano al tempo stesso bersaglio, strumento e posta in gioco dei conflitti contemporanei.

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Francesco Chiodelli

Un’ipotetica bomba nucleare su Milano, l’assedio di Sarajevo durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina, le macerie di Gaza, i droni sul cielo di Falluja, gli attentati alle Torri Gemelle, i militari in mimetica nelle nostre piazze, le telecamere che ci seguono ovunque: che cosa lega elementi e scenari così diversi? Città in guerra prova a rispondere a questa domanda, mostrando come il campo di battaglia decisivo del nostro tempo non siano più le giungle, le montagne o le campagne, ma lo spazio urbano in cui viviamo ogni giorno. Francesco Chiodelli intreccia geopolitica, studi urbani, geografia e tecnologia militare per raccontare l’urbanizzazione della guerra: dai bombardamenti nucleari simulati ai conflitti asimmetrici nelle megacittà del Sud globale; dall’urbicidio che mira a cancellare intere città e identità collettive, alla crescente militarizzazione silenziosa delle metropoli occidentali, tra zone rosse, stati di eccezione, sorveglianza digitale e architettura difensiva. Ne emerge un quadro inquietante: la linea di confine tra guerra e pace, tra militare e civile, tra polizia ed esercito, tra sicurezza e repressione è sempre più sfumata. E le nostre città diventano al tempo stesso bersaglio, strumento e posta in gioco dei conflitti contemporanei.

Brossura, 11,5 x 19,5 cm. pag. 142 con alcune foto b/n

Stampato nel 2026 da Bollati Boringhieri

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